Tuesday, 16 June 2009

Flashpoint Middle East

Questo e’ un breve post sulla situazione attuale in Iran, in attesa di sviluppi e di un post che sto elaborando da tempo, che conterra’ riflessioni personali e una breve carrellata storica sull’Iran e i controversi e complessi rapporti che la Repubblica Islamica dell’Iran ha intrattenuto e intrattiene con i vicini di casa e il mondo occidentale.

Per onesta’ intellettuale e correttezza verso gli ospiti, mi preme comunque sottolineare che quando parlo di ‘carrellata storica’, in questo post e in altri, si tratta di storia narrata da uno storico certamente molto appassionato, ma non professionista.

In ogni caso, alla luce di quel che sta accadendo per le strade di Teheran, credo che valga la pena spostare l'attenzione dai due rivali, ossia il Presidente in carica Mahmoud Ahmadinejad e lo sfidante Mir Hossein Mousav, per concentrarsi sia sulla reazione della piazza, ma soprattutto, e sottolineo soprattutto, sulla figura della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, a capo del Consiglio dei Guardiani, delle forze armate e giudice ultimo sulle nomine presidenziali e ministeriali del parlamento monocamerale iraniano.

L’ultima parola sulle controverse elezioni, credo spettera’ alla figura religiosa e politica di Khamenei, al cui potere in virtu’ della Costituzione iraniana, deve rispondere anche l’apparentemente inarrestabile Ahmadinejad.
Khamenei, passa per persona cauta e riflessiva (i detrattori lo accusano di debolezza), ma nelle sue mani e’ concentrato il vero potere politico della Repubblica Islamica dell’Iran.
Khamenei a mio modesto avviso e’ la chiave di volta di tutta la vicenda.

Senza dimenticare ovviamente la piazza.

Nota per gli “e’ stato Obama e’ merito di Obama!”

Non esattamente. E mettiamo da parte la ‘simpatia’ per Obama. Anche a me e’ simpatico ed e’ anche della mia generazione, ma la politica internazionale non si fa con la ‘simpatia’. E di ‘simpatici’ sono pieni i cimiteri.

Infatti, se pensiamo al vicolo cieco in cui l’avventurismo neocon del predecessore di Obama aveva trascinato le relazioni fra i due paesi, perfino un caffe’ offerto all'Onu da un diplomatico americano a un collega iraniano, sarebbe stato interpretato come ‘una clamorosa apertura’. Figuriamoci un messaggio televisivo in diretta al popolo iraniano.
Obama ha ‘comunicato’ in maniera assai abile sfruttando la 'finestra d 'opportunita’ apertasi in una situazione diplomatica in cui l’unico spazio di manovra rimasto, era quello delle divisioni corazzate.

Dove invece Obama ha spiazzato tutti, e sicuramente molto piu’ di quanto ci si apettasse anche da un democratico realmente liberal come lui, e’ stato nell’irrigidimento verso il tradizionale alleato degli Stati Uniti nella regione, ossia Israele.
Posizione anche questa, in un certo senso inevitabile, dal momento che per colmare il gap di autorita’ morale mandata in vacca da Bush nei confronti del mondo arabo e che rappresenta un prerequisito essenziale per proporsi come mediatore credibile per una pace credibile, Obama doveva fare molto di piu’ che semplicemente assestarsi sulle tradizionali posizioni USA nei confronti di Israele. E’ partito con un handicap davvero pesante.

Fra l’altro anche questa mossa sta dando vita a sviluppi interessanti da parte del governo di destra dello stato ebraico che non ha accolto entusiasticamente le aperture di Obama all’Iran.

Il primo sviluppo e’ stato la proposta avanzata da Benjamin Netanyahu di sostenere la costituzione di uno Stato palestinese ma demilitarizzato e il secondo, passato decisamente in secondo piano ma a mio avviso altrettanto significativo, e’ stato la visita a Mosca del ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman che ha avuto un lungo colloquio in russo e senza traduttore (Lieberman e’ un ebreo russo) con Vladimir Putin.

Ricordo telegraficamente che Israele ha avuto e ha tuttora legami culturali profondissimi con la Russia, specie dopo la caduta del Muro e l’arrivo nel paese mediorientale di quasi un milione di ebrei russi. Fra l’altro, Russia e Israele hanno eliminato la necessita’ del visto per viaggiare e soggiornare nelle due nazioni e
da qualche anno a questa parte, lo stato ebraico e’ meta di un intenso flusso turistico proveniente dalla Russia.

Senza addentrarsi in ardite quanto vacue interpretazioni dietrologiche sul significato di questa visita, e’ comunque ragionevolmente plausibile che Israele in vista di una possibile risoluzione del nodo palestinese, stia cercando estendere il proprio orizzonte diplomatico senza tuttavia rinunciare alla tradizionale alleanza con Washington.

Interessante.


PS Al primo commento del tipo: “i sionisti e Putin vogliono conquistare il Medio Oriente e il Molise a spese dei palestinesi”, faccio un salto nell’East End e per la precisione a Bethnal Green, per fare due chiacchere con un hacker bengalese e Ivan Drastic di Smolensk, detto ‘l’iguanodonte’.
L’hacker bengalese per rintracciare l’ip del commento e Ivan Drastic di Smolensk
perche’ e’ alto come un iguanodonte, pesa quanto un iguanodonte e per denaro fa qualsiasi cosa.

13 comments:

Anonymous said...

Ivan Drastic mi interessa un casino.

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Nadja Jacur

blumfeld said...

Interessante. E ne approfitto per chiedere un parere. Al momento non mi pare sia sbucato il nome di Soros - o meglio, non negli ultimi mesi - tuttavia l'andamento della vicenda continua a lasciarmi perplesso. Infatti, dato che sia per quanto riguarda le dinamiche (ad esempio, l'accusa di brogli prima, durante e dopo le votazioni) sia per quanto riguarda l'apparato simbolico di riferimento (ad esempio, la scelta di un colore per identificare il movimento) sembrano esserci molte affinitià con le rivoluzioni colorate nell'ex-URSS, secondo te si tratta di semplice affinità o magari potrebbe entrarci lo zampino del magnate?

rosalux said...

I sionisti e Putin vogliono conquistare il Medio Oriente e il Molise a spese dei palestinesi.

Rosa, the Sensation Seeker

restodelmondo said...

Ecco, mi ero persa il viaggio in Russia. Grazie del riassunto.

(Omaggi all'iguanodonte, non voglio avercelo contro.)

Per inciso: il Guardian ha un'utile pagina per tenersi aggiornati.
http://www.guardian.co.uk/news/blog/2009/jun/16/iran-uprising

Anonymous said...

Rosa!
Giu' le mani da Ivan, ci sono prima io!

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Nadja Jacur

Attila said...

Il Molise non esiste: è un'invenzione demoplutogiudaica il cui brevetto sarà concesso anche al KGB con firmatario Putin.

Il mio commento è espressione della libertà contro l'imperialismo imperante nei mezzi di informazione capitalista, asserviti all'influenza derivante dalla globalizzazione triadica con tendenze sperequative.

Cordialità

Attila

P.S.: Ivan Drastic è un caro amico

Yossarian said...

@Nadja: Ivan e' anche abbastanza economico.

Comunque e' kattivissimo. La gente normale sgranocchia patatine davanti alla tv: lui sgranocchia pulcini vivi che pesca da una grande scatola che tiene accanto al divano e dalla quale provengono pigolii straziacuore. 'Pio, pio, pio'

@Attila : 'Il Molise non esiste: è un'invenzione demoplutogiudaica il cui brevetto sarà concesso anche al KGB con firmatario Putin.'

Come temevo, come temevo.

@Rosa: grazie del link. Lo aggiungo agli altri linchi tramite i quali sto seguendo la vicenda.

Curiosa la storia di Lieberman vero?

Mi dicono che la seconda lingua in israele dopo l'ebraico non sia piu' nemmeno l'inglese, ma il russo.
Ci sono canali tv in russo, scritte bilingue negli ospedali e cosi' via.


@Blumfeld: ciao dott Blumfled!

'secondo te si tratta di semplice affinità o magari potrebbe entrarci lo zampino del magnate?'

Uhmm, non sono un esperto su Soros (Uriel e' forse la persona piu' indicata per quesiti sul magnate. Oltretutto Soros ha messo una taglia sulla sua testa ;-) ), ma credo di no.

Una corrente moderata all'interno del regime degli ayatollah e' sempre esistita, fin dalla rivoluzione del 1979, e sebbene con fortune alterne, non e' una creazione ad hoc attribuibile ad interessi extrairaniani. Da questo punto di vista il regime e' decisamente ermetico e le redini economiche, ben salde nelle mani di chi detiene il potere. Nemmeno i servizi segreti britannici, la Cia e il Mossad hanno mai avuto grande fortuna con gli Ayatollah.
Non va nemmeno sottovalutata la forza morale della religione, che e' stata il vero motore della rivoluzione del 1979.

Questa 'forza' ampiamente sottovalutata dai sovietici prima (in Afghanistan) e dagli americani ha poi portato all'11 settembre.

L'Iran fra l'altro non e'un feudo personale come la Siria di Hassad, l'Egitto di Mubarak o l'Iraq di Saddam Hussein.

Infine lo scenario politico, religioso e anche economico fra le rivoluzioni colorate e la piazza di Teheran nel 2009, e' molto diverso.

Naturalmente potrei sbagliarmi :-)

ciao

Yossarian said...

@Restodelmondo: il ringraziamento sul link era per te. Mi scuso con te e Rosa per l'equivoco :-)

ahh, l'arterio

Anonymous said...

Kattivissimo? Sempre piu' intrigante! Qui, nella padania del viagra, c'e' bisogno di veri Ivan cosi'.
Se poi e' anche economico... quasi quasi mi serpeggia in testa un business.

(PS: Nota dai commenti: di Ahmadinejad non gliene batte il culo a nessuno. Di Khamenei, che ad orecchio deve essere in cugino dotato di Yanez, amico di Sandokan, meno che meno. E tutto quanto l'Iran non ha semplicemente senso al di la dell'epoca Achemenide o Sassanide... pero' tutti sono affascinati da Ivan Drastic.
...
Fossi in te desisterei dallo scrivere un articolo sulla guerra-senza-limiti nello scacchiere persiano per concentrarmi sull'Iguanodonte.
Tira di piu')

--
Nadja Jacur

Yossarian said...

@Nadja: 'Nota dai commenti: di Ahmadinejad non gliene batte il culo a nessuno.'

LOL, temo di si'. Ma non preoccuparti, gli attacchi di seriosita' di solito mi durano molto poco.

falecius said...

Nadia: cadi male, qui c'è un mezzo iranista. Zaban-e farsi ra harf mi-zanam. :P

Yossarian said...

@falecius: 'Zaban-e farsi ra harf mi-zanam.'

E che cosa mi significa, di grazia?

:-)

falecius said...

Significa che parlo persiano (in realtà non lo tocco da due anni e sono arrugginito come il meccanismo di Antikythera).