Friday, 26 June 2009

Moonwalking

Michael Jackson per me è come Paolo Bonolis e Tom Hanks.
Neanche in un milione di anni riuscirò a volergli male, perché semplicemente ho subìto un imprinting da mocciosa.
Penso a lui e a questa gente, e mi tornano alla memoria i ricordi più assurdi: lo spettacolo delle quattro e mezzo al cinema Sport di via Marsala, il sabato. Durante la settimana in quell'accidenti di cinema sgarruppato ci davano i pornazzi. Nel week-end, i film normali. Le poltroncine erano sempre appiccicose, sì.
La cassiera aveva tipo cinquemila anni e le importava una sega di quanti anni potevi aver tu. Dall'alto della sua vetustaggine il concetto di "vietato ai 14" era semplicemente ridicolo. Era come aspettarsi che un vampiro millenario ragionasse in termini di tempo umani. Non c'era verso.
Grazie a lei, mi son vista al cinema tutta la stagione horror degli anni '80, e ovviamente anche i primi films di Tom Hanks - che stava cominciando a diventare famoso proprio quando io stavo cominciando ad andare al cinema.
Su Bonolis, basta dire "Bim Bum Bam", e i miei coetanei già han capito.
Come fai a non provare affetto per il presentatore del programma televisivo che preferivi quando eri piccola? Non puoi. O per l'attore che da bimbaminkia ti piacque tantissimissimo in quel film con la sirena (ma non abbastanza da prendersi una cotta, va detto. Quella la presi per Dan Aykroyd in "Ghostbuster").
E Micheal Jackson, beh, lui è sempre stato lì, in realtà.
Era nella radio sminchionata di mia sorella(che un bel dì venne lasciata al sole per ore, e da quel momento prese un design tipo orologi molli di Dalì), che mi diceva di non fermarmi finché non ne avevo abbastanza. Avevo sei anni, e il concetto mi garbò.
Era negli amplificatori dei baracconi al parco Kennedy, mille lire dieci gettoni per gli autoscontri, che spergiurava che Billie Jean non era la sua amante.
Era nel mio walkman, nei pomeriggi d'inverno, mentre tornavo a casa dopo il rientro scolastico, fuori dai finestrini dell'autobus era già buio e il mare me lo ricordo sempre livido. Era lì che si chiedeva se per Annie fosse tutto a posto.
Era su MTV di sottofondo, mentre decidevo cosa ne sarebbe stato di me dopo il diploma, alzavo un attimo gli occhi, e vedevo che il Morfing stava prendendo campo. Prima "Terminator 2", ora "Black and White".
Era nello stereo a casa di qualcuno durante una festa universitaria, nel cuore della notte di un giorno qualunque, un bricco intero di tequila nello stomaco e lui a sostenere che non ero sola. Cazzate.
E poi è stato nei titoli dei tabloid da sbirciare mentre ero in fila al Sainsbury's, è stato una notizia data per ultimo al News at Ten ascoltata sì e no, mentre lavavo i piatti. E' stato un alzare le sopracciglia quando per un attimo mi soffermavo sulla sua faccia, mi veniva pensato che non avrebbe più avuto bisogno di trucco per fare "Thriller".
Ho saputo della sua morte ieri notte, che ancora la notizia non era nemmeno confermata.
Facebook sa essere veloce. E la sua morte è stata come la sua vita, per me: un sottofondo continuo che non emerge mai del tutto, ma che neppure se ne va.
Aggiornamenti su aggiornamenti, e speciali, e tributi, mentre ripulivo la casa da cima a fondo con la TV accesa, approfittando del fatto che Yoss è in Italia per una settimana e dove è pulito resterà pulito. Niente Jackson Pollock sulla tavoletta del cesso o peli di barba nel lavandino, oh yeah.
E mentre rassettavo e ascoltavo questo bombardamento mediatico con un orecchio solo, mi son resa conto che mi dispiaceva.
Mi dispiace che sia morto a un mese dal suo concerto d'addio, mi dispiace che abbia avuto una vita così disgraziata, e così breve.
Ed è un dispiacere quasi privato, che c'entra pochissimo con la sua musica o la sua bravura, o la sua eccentricità.
Semplicemente se ne è andato qualcuno che - in un modo o nell'altro - ha fatto parte della mia vita sin dal 1979.
Moon-walk on the moon, Jacko.
Kisses.

7 comments:

gillipixel said...

bellissimo racconto e parole pefette, rb...avrei voluto scriverle io :-)

Basta Con La Droga said...

Dato che si parla di Jacko, vorrei segnalare questo capolavoro oscuro del millennio scorso - http://www.youtube.com/watch?v=c48TYgAta0E - firmato da Quincy Jones e magistralmente interpretato da Tamia. I negri, oltre a essere campioni di boxe, centometristi incredibili e avere un cazzo tre volte quello di un bianco, sono nati per fare R&B.

Rachel Barnacle said...

@ gillipixel:
Come al solito, troppo buono :D

@ Basta Con La Droga:
Come al solito, troppo stronzolo. LOL!
A parte scherzi, canzone notevole. Il pezzo non è per niente facile, e lei è stata molto brava nel non scivolare mai nell'effetto "gallina sgaienta"
(cosa che Beyonce fa di continuo, per dire).

giulia said...

Stessa identica sensazione. Brava RB, bel pezzo.

Eugenio Mastroviti said...

Devo dire, RB, che hai tutte le ragioni. Anche per me MJ era equivalente a Bonolis e a Tom Hanks: non sopporto nessuno dei tre.

Incidentalmente, pare che Jackson, invece di essere sepolto, abbia chiesto di essere riciclato in buste di plastica da supermercato, per continuare anche dopo morto ad essere bianco, di plastica e pericoloso per i bambini

Yossarian said...

@Eugenio: 'per continuare anche dopo morto ad essere bianco, di plastica e pericoloso per i bambini'

ROTFL e ripeto ROTFL, non male.

Tom Hanks però mi piace.

Rachel Barnacle said...

@ Eugenio:
Tra il non gradire qualcuno, e fare battute da lavandaia esiste una differenza.
Che a te sfugge, a quanto pare.