Friday, 4 September 2009

The sound of the inevitability


Questa è la risposta al post "Ludico lubrico e lubrificato, II" di Uriel.
Troppo spaventosamente lunga per scrivergliela tra i commenti.
__________________________



Esiste sì una differenza tra me è te, caro Uriel.

Tu vedi un altro punto di vista, io ne vedo oltre sei miliardi.

Eppure, “vedere” non è il verbo esatto, neppure “capire” lo è. Diciamo che concepisco l’esistenza di oltre sei miliardi di punti di vista. Uno per ogni abitante del pianeta.

Per questo motivo io non potrei mai, e non farò mai, l’errore marchiano che spesso affligge le tue speculazioni mentali: io non ti cucio i vestiti addosso. Non mi serve, rinchiuderti in un barattolino con una bella etichetta sopra, non mi aiuta a capire quel che dici. Non passerò mai dal “tu” al “voi” in una discussione – perché se parlo con te, è con te che sto parlando. Non con il sindacato stereotipi degli uomini sistemisti, ex-buttafuori, abitatori di colline boscose emiliane.

In questo modo evito di trovarmi nella situazione di attribuire erroneamente pensieri e atteggiamenti alieni alla persona con cui sto interagendo. Accortezza che a quanto pare tu non tieni molto in considerazione.


Poiché, io so benissimo cosa sono le dark rooms. E ti dirò di più, quelle etero esistono già.

Poiché, ho sostenuto di essere stronza, ma ho puntualizzato di esserlo con tutti.

L’umanità m’infastidisce per la maggior parte del tempo e dei casi, non gli uomini e basta. Non mi frega un ciuffolo di ottenere rivalse, non c’ho un accidente da dimostrare, voglio solo che non mi si rompano i coglioni. Am I asking for the moon here? Io sto nel mio, che il resto dell’umanità faccia lo stesso.

Mi piacerebbe poter dire di non essere mai stata stronza con un uomo, ma non posso. Ero giovane e cosa c’avevo nella testa non lo sapevo nemmeno io. Avevo paura per la maggior parte del tempo. Me ne vergogno ancora oggi, ma ho rimediato.

Non so se del tutto, o nel migliore dei modi, ma ho fatto quel che ho potuto e oggi io e quell’uomo siamo amici.

Nonostante l’happy end ho pagato un prezzo per quell’errore, perché quel che semini, raccoglierai. E tutto ha un prezzo.

Ma in compagnia di queste signore che prima la vendono a peso d’oro e pian piano fanno i saldi, io stono: semplicemente, l’articolo non è mai stato in vendita. Ma un prezzo ce l’ha, come ce l’ha il tuo pisello.

Al mondo tutto ha un prezzo anche se non tutto si può comprare.

Lo chiamo prezzo perché non riesco a trovare una definizione migliore. Lato negativo delle cose? Neanche. Non è detto che sia negativo, può esserlo come anche no. Ma di sicuro non è commercio.

A volte è un prezzo da pagare agli altri, a volte a sé stessi, il più delle volte è un prezzo immateriale – di fatica o di tranquillità mentale, o di male parole. Per ogni azione che viene fatta, per ogni cosa che si possiede, per ogni cosa che si decide di non possedere, si paga un prezzo. La manna dal cielo non esiste.

No, neppure per coloro dentro le dark rooms. Hanno dovuto pagare un prezzo per trovarsi lì dentro ed essere felici, e non parlo del biglietto d’entrata. Ecco perché non tutti al mondo ne fanno uso. Forse per chi non ci va il prezzo è troppo alto, il gioco non vale la candela, non c’è gusto, non c’è sfizio. Di sicuro è così per me.

Io non malgiudico queste persone, né le ritengo sfigate, soltanto perché desiderano quel tipo di sesso. Io – in generale – non ritengo sfigato il desiderio di sesso fine a sé stesso. E’ a eoni dal mio modo di sentire, è urcoso – come ho già detto – ma lo è per me. Non mi pare di aver mai lasciato intendere di essere il portavoce di qualcuno, men che meno di una categoria.

Ma considero estremamente sfigati coloro che fanno accorati appelli affinché il mondo intero diventi una dark room.

E questo è il caso di Paolo Barnard.


Poiché esistono già le dark rooms se le si vuole usare, e se per i gusti di taluni paiono troppo estreme, esistono i privé, dove il sesso è altrettanto facile. E se neppure il privé è abbastanza “addomesticato”, ci sono pur sempre le donne che amano concedersi con generosità – e no, non tutte sono tardone single: ho diversi amici con “amiche” sparse in tutta Italia, che se pagano una cena è soltanto perché si divertono a conversare davanti a un ottimo pasto prima di far le capriole nel letto. E se fanno regali, è per il piacere di farli.

Ma no, Barnard vuole la Grande Rivoluzione.

E quando gli è stato fatto notare che mai e poi mai, si verificherà la circostanza in cui tutte le donne vorranno pagare il prezzo di trovarsi in una dark room su scala mondiale (tranne forse – che cazzo ne so – in uno scenario apocalittico tipo armageddon maya), ha incolpato le donne di essere vipere. Insensibili. Una schiera di Mordor in gonnella, che al posto dei vessilli di guerra sfoggia passere d’oro.

Tuttavia, come verrebbe accolta la pretesa contraria? Al bando il sesso facile, via le dark rooms, via i privé, via la sveltina nei cessi pubblici: fan soffrire un botto di personcine dabbene.

Non suona forse assolutamente inaccettabile?

E lo sarebbe di più per la natura repressiva del bando in sé, o perché ci si permetterebbe di pontificare in maniera generalista su come gustarsi il piacere personale del sesso?

Barnard non è uno sfigato perché desidera sesso ludico, lo è perché vuole la manna dal cielo.

Non brama una dark room globale per provare l’esperienza della dark room – se avesse voluto, non vi sarebbero stati impedimenti. La brama perché sarebbe una win-win situation. Non puoi fallire. Azzerato qualsiasi rischio. Trombi di sicuro con tutto ciò che vuoi.

Non è nemmeno il concetto di privé – dove le donne sono ben disposte, ma ti vedono pur sempre in faccia e ti ascoltano parlare (un minimo rischio d’essere rimbalzati, c’è), è proprio la dark room, dove a meno che non scenda gesù cristo dall’empireo a dar fuoco al locale, scopi.

Una dark room, però, dove puoi sceglierti la donzella. Dove puoi godere di tutto ciò che ha da offrire (l’aspetto, la conversazione), per poi scopartela di sicuro a prescindere che tu sia un soggetto interessante o meno.

Se non è un sogno bagnato da liceale brufoloso questo, io non so proprio che cosa lo sia.

E – ahimé – un uomo con un immaginario sessuale simile, cos’ha da offrire a parte la sua ciola? Ma di quelle è pieno il mondo.

S’è fottuto da solo.


Verrebbe da pensare che si tratti di un tipico caso di puntualizzazione dell’ovvio, il constatare che il sesso facile non potrà mai andare bene a tutte. Che dico? A tutti.

E’ di fatto ovvio, per chiunque consideri gli essere umani non a blocchi unici omologati – donne da una parte, uomini dall’altra – bensì come un insieme di individui eterogenei.

Oltre sei miliardi di punti di vista.

Ma guarda un po’, è saltato fuori che non è ovvio per niente: anche tu, dall’alto dei tuoi due punti di vista, la vedi così.

E dunque, se per Barnard le donne non la danno facilmente perché sono tutte aguzzine, per te si tratta di un problema di comunicazione: quel che piace agli uomini, non è quel che piace alle donne. A gli uomini piace il sesso ludico, alle donne no. E’ scritto a lettere di fuoco alte nove metri.

Poiché egli verrà e ci illuminerà i celebri col dono della inferenza statistica!

Bloody hell, what a nerd.

Che campione statistico hai usato, Uriel, la filmografia di Sergio Leone? Il mondo si divide in due, quelli con la pistola e quelli che scavano.

Ma lo sai perché nei film di Sergio Leone questa cosa funziona? Perché sono storie epiche, e i personaggi sono archetipi, sono chiavi di lettura alla realtà, non sono la realtà.

Tu sembri non scorgere la differenza.

Quel ragazzino di quattordici anni che spergiura sul favore unanime della popolazione maschile (il 100%!Ka-Blam!) nei confronti del sesso facile, sta dicendo una vaccata di proporzioni astronomiche. Sta dicendo una vaccata che non può dimostrare.

Peggio ancora, sta dipingendo tutti gli uomini come una masnada di cazzi ambulanti, gente con una visione del sesso superficiale e un tanto al chilo. Huga-chaka Huga-Huga-chaka. Ma non solo non tutti gli uomini sono così, non lo sono nemmeno parecchi di quelli che vanno nelle dark rooms.

E’ esattamente questa l’altra faccia della medaglia del femminismo becero, non il maschilismo. E’ questo modo di dipingere il mondo a tinte feroci e bitonali. Il tuo ragazzino ha tante sorelline dalle ascelle non depilate.

Mostra la stessa mancanza d’elasticità mentale, lo stesso totalitarismo, la stessa tristezza.

Non voglio avere niente a che fare con quel ragazzino, non gli chiederò mai di uscire con me, perché niente di ciò che possiede m’interessa. Non ha niente di speciale.


A parte un bel cane.


29 comments:

gillipixel said...

Standing ovation!!!

gillipixel said...

La discussione è stata divertente e interessante...ma pensare che, come spesso accade, se il buon Paolo Barnard si fosse affidato alla sapienza del poeta, avrebbe colto subito la verità fondamentale:

"...Siamo tutti servi della gleba,
e abbiamo dentro il cuore una canzone triste.
Servi della gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta.
Niente marijuana ne pasticche: noi si assume solo il due di picche.
Servi della gleba in una stanza, anestetizzati da una stronza,
come dei simbolici Big Jim : schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme.

L'occhio spento e il viso di cemento, lei e' il mio piccione
io il suo monumento.
Servi della gleba a tutta birra, carichi di ettolitri di sburra;
cuore in fiamme e maschera di ghiaccio,
noi col nostro carico di sfaccio. Servi della gleba planetaria,
schiavi della ghiandola mammaria,
come dei simbolici Big Jimme: schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme..."

Coluiche Sbaglia said...

a me sembra che stai rispondendo con archetipi, a situazione che sono cambiate.
e sono cambiate perche' l'uomo e' cambiato.
penso che barnard intendesse questo: dato che la situazione si e' evoluta, quando anche le donne faranno il loro passo in questa evoluzione?
la dark room, in questo discorso non c'entra molto...

Anonymous said...

standing ovation con carpiato

a man

Attila said...

"Mordor con la gonnella": ho solo una parola per questa definizione "supercalifragilispichespiralidoso"!

Mi vengono in mente almeno 2 ragazzine quando andavo al liceo: entrambe bionde, viso angelico, occhi azzurri e 2 di picche sempre a portata di mano elargiti con magnificente generosità...

Come cantava Springsteen: "Glory Days well they'll pass you by, glory days in the wink of a young girl's eye"

Cordialità

Attila

Ashley Richards said...

scusa ma non ci capisco proprio tutta sta voglia che ci hai di sprecare fiato contro uno che ci parla in termini di domanda-offerta in ambito sessuale, il quale ce l'ha con le donne checchissaperchè non glie la danno e allora gli tocca andarci a puttane, però poi siccome non gli tira il cazzo ci scrive che non ha consumato "per il senso di colpa". cioè, dopo averci letto le prime cinque righe del suo post per capirci di che si parlava mi sono detta "ma che cazzo sto a legge?" e a posto di quella pagina ci ho aperto fèisbuc per giocarci a pet society.
e ce lo scrivo proprio perchè sono una misantropa intollerante col centopercento della popolazione mondiale.

Rachel Barnacle said...

@ gillipixel:
se il buon Paolo Barnard si fosse affidato alla sapienza del poeta, avrebbe colto subito la verità fondamentale

Cioè, la verità fondamentale sarebbe che voialtri siete tutti servi della gleba anestetizzati da una stronza?
Fa piacere costatare che questo post allora non è proprio servito a un accidente.
ROTFL!

@ Colui che Sbaglia:
a me sembra che stai rispondendo con archetipi, a situazione che sono cambiate...

Il tuo nick non scherza un cazzo, amico.

@ Anonymous:
a man

Indeed you are, mate. Thanks.

@ Attila:
Mi vengono in mente almeno 2 ragazzine quando andavo al liceo

Ma infatti saremmo dovuti andare a parare subito sull'aneddotico, che almeno ci facevamo tutti quanti quattro risate.
Ad ogni modo, m'è garbato parecchio il tuo ultimo post. Grande Attila.

@ la siorina Ashley:
Ci hai ragione al 100% (Ka-blam), anfatti ho sprecato del tempo prezioso che non tornerà mai più, e sul letto di morte mi ci tornerà pensato e mi ci darò della testa di minchia allo zenzero. Così morirò pure incazzata, bella roba.
Però adesso recupero e vado subito anch'io su feisbuk, che pure io c'ho la bestia su pet society che è stronza come la merda proprio come la sua mamma.

Ashley Richards said...

che bello vedere che pet society non ci brucia il cervello solo ammè.

roseau said...

Continuo a non capire quale sia il punctum dolens toccato.
E che cosa vuol dire che tutto abbia un prezzo, metaforico o di denaro sonante.
Leggi: RAGAZZI, MA DI CHE CASPITA STATE PARLANDO?DI CHI?E PERCHE' VI INTERESSANO LE DISAVVENTURE GALANTI DI UN CRONISTA IN SCAZZO CON MAMMA RAI?
Ma si sa, sono troppo romantica e troppo stupida per comprendere.

P.S. Il captcha è "unter", ce lo ha spedito Uriel dalla Cermania :P...

gillipixel said...

@->Rachel: ma no, il post è servito, eccome :-) ...era per fare un po' di buffoneria spicciola :-)

Basta Con La Droga said...

Mi pare di aver capito che state ancora parlando di vagina, pene & di come questi beni vengono elargiti. Se non mi è sfuggito qualcosa, il succo del discorso è che ci sono giovani e meno giovani silfidi che la danno via gratis ma non agli sfigati, guai!

Tuttavia i fighi che hanno accesso alla vagina in scioltezza non è che la ricevono in dono così, come se niente fosse; ennoccaro, hehehehehe! Non è mica così facile come andare di corpo. In pratica anche i fighi devono guadagnarsela, la vulva, ok? Bontà loro, dei fighi, dico.

Poi ci sono gli sfigati che, siccome non hanno accesso alla vagina in scioltezza perché gli mancano 270.000 diotrie e hanno gli occhiali grossi come la muraglia cinese, giocano con la xbox360, non definiscono il loro corpo con la dura disciplina del culturismo (come me), hanno la cameretta piena di action figures da collezione e tutto il resto, si sventrano il cazzo di seghe su tnaflix o vanno a puttroie (o entrambe le cose) e degradano, con il loro troiare, il genere femminile tout court. Cioè questi pagano per infilare il loro spiedino dell'amore nella crepa dell'altrettanto amore.

Ora, se torniamo al prolegomeno secondo cui anche i fighi, nella loro scioltezza, non è che ottengono la vulva propriamente gratis... be', a quel punto, uno vergine come me che vuole arrivare giglio di campo al matrimonio comincia ad andare in buffer overflow perché non riesce a cogliere la sottile differenza tra i due insiemi.

Nella fattispecie: se la vulva ha un valore e - credo che su questo siamo tutti d'accordo: il suo valore ce l'ha e, non per svalutare l'ometto, ma il valore della vulva è almeno cinque volte quello del pirolo, dai, poche storie. - qui la variabile è solo la moneta con cui l'orchidea succosa viene... ahem... liquidata.

Poi, ripeto, io sono vergine e di queste cose non capisco un'incudine.

Comunque dinci chi tu sie e lo perché sì ti lanci.

Yossarian said...

@Roseau

Insisto: il tizio ha ricevuto piu' attenzione di quanta si meriti.

Fra l'altro come giornalista, sa come attirare l'attenzione. E ci siamo cascati. Conosco i miei polli.

Ripeto: se proprio si voleva, si poteva fare un discorso sul post-femminismo alla sex & the city o sulla cosidetta 'raunchy culture' invece che sul 'me la dai o no, me la dai si' o no'.

Ashley Richards said...

@yoss: ma che è un giornalista perdavvero quello lì? no, dai.

@bastaconladroga: per mi punire.

Basta Con La Droga said...

Perocché si tu es vignuto meco per discutere lo sesso de li agnoli... PIGNATI CODESTO MIO TOMO... ove lo tutto es alpliamente elucubrato... Sed invece siete vignuti per sapere se la sustantia de lo Figliuol di Dio sia, omoiusia, od omousia, ovverosia se havvi o no la iota differentia, ECCOVI quest'altro tomo...

Ashley Richards said...

ma... ma io veggo tra di voi un sussiegoso! cavaliere! onde ve ne viene tanta spocchia, che ve ne state alto lo mento, sdegnoso l'aspetto... non lo sai tu che superbia est peccato capitale? in segno di giovamento questo nobile tomo suo ponderoso tema

Rachel Barnacle said...

Como est tristo et amaro lo destino meo, che vo discorrendo cum impegno et vo a dissipare lo tempo preziosissimo restante pria de la sancta recongiunzione cum lo Creatore, cum genti che parsi noli intendere nodosissima fava de lo meo blaterare.
Et magno vorticar de celesti sfere, se vo allo pondero de codesto ragionar a gambero sciolto, sin che genesi vo a rammentare, perocché tutto volse a lo principio cum omine imbelle che donzelle timorate fuggono como pestilenza et morbo mietitore.

Basta Con La Droga said...

@ Ahsley - LO MARE!

@ Rachel - Lollissimo!

Anonymous said...

-Lo come? Li predoni bergamaschi sì ed io no?
-Ebbero me con la violonsia, solo con essa io posso ceder senza far pesciato.
-E adunque ti prendo!

(Scambio, mercato e via di mezzo).

---Lurker

Ashley Richards said...

mala tempora... lo soffio dello verno ha refugato dallo monno timor dio et fratellantia....
e qualo mai potria esse' lo meo iudicio, che da quassuso ommeni terragni, tutti ugualmente brutti, io contemplo??

rosalux said...

Cara RB, hai centrato il punto.
Se il voler rendere il mondo una dark room è un'idea totalitaria, il voler rendere il mondo una dark room ma solo con belle fighe divertenti e sexy che la danno a te è patetico. Si può avere meno figa di quanta ne si desideri conservando un po' di humor e di dignità, trovo.

Comunque anch'io ho sempre un bel po' di gente che viene a spiegarmi seria seria come dovrei perdere tempo io, e l'ho sempre considerata una cosa bizzarra e spassosa.

x uriel: scrivo qui perchè sul tuo blog i miei commenti non passano: quel discorso che fai su scambio versus mercato non ha senso. Se io il prossimo natale non partecipo perchè a quello precedente ho dato un rolex e ho ricevuto una cravatta, sto di fatto proiettando il passato sul futuro e facendo "mercato". Ciò che non è detto a parole è implicito nei fatti: cosa cambia?

Secondo la tua logica il solo fatto di volere, pretendere, desiderare, lavorare per costruire un rapporto fondato sulla reciprocità sarebbe fare "mercato"?

Ashley Richards said...

con l'ultimo commento ci riferivo a quanto risposto da rachel, ovviamente :)

@anonimus: "...e adunquo ti violento!"

Anonymous said...

Uriel ha sempre dato i numeri.
Lui, anzi, da' i numeri mascherandoli per concetti.
Ma di concettuale non c'e' nulla. Solo numeri. Statistiche e proiezioni. Roba per meccanici, non per filosofi.

Anonymous said...

Tra parentesi, non è che le dark rooms siano quella roba da selvaggi che dice Uriel (non so da dove o da chi egli tragga le sue informazioni sulle saune gay). Perché è vero che non c'è bisogno del corteggiamento, ma non è che tutti sono pronti a buttartisi addosso, o che sei tenuto a concedere i tuoi favori al primo venuto.
Ci si avvicina, ci si annusa, ci si dà una palpatina, poi nel caso si approfondisce, e se si vuole consumare un coito si va in delle cabine appartate. Diciamo che all'80% per cento hai possibilità di fare roba, o almeno di dare e farti dare qualche palpatina, ma ci trovi pure la vecchia checca disperata che tenta di allungarti il cinquantone e ti supplica con voce querula (di solito senza nulla ottenere).
DB

Anonymous said...

@Ashley Richards:
"E adunque ti branco!"
:-D

---Lurker

restodelmondo said...

E a questo punto, musica! Con Felicia Day, nientepopodimenoché:

http://www.youtube.com/watch?v=urNyg1ftMIU

"Do You Wanna Date My Avatar?", promo della prossima stagione di "The Guild" (che sia "The Guild" lo trovate su wikipedia).

rosalux said...

x DB: no, no, le Dark Room sono proprio quelle che descrive Uriel, e - curioso - il secondo sito indicizzato per DR (il primo è Wikipedia) è quello di un gay "anomalo", che le ha provate ed è scappato a gambe levate. Per onorare il principio sacrosanto della saggia RB, vive la difference!

http://www.gaywave.it/articolo/dark-room/1558/

Anonymous said...

x RL: sono stato più o meno in tutte le darkroom di tutte le saune gay di Roma, e non sono come le descrive Uriel.

Anonymous said...

P.s. sono sempre DB.

rosalux said...

Ah, va bene, ritiro tutto :-)