Monday, 28 September 2009

Vamos a matar, companeros

E’ una cosa che abbiamo sognato tutti credo: arrivi a casa stanco dopo una giornata particolarmente stercoraria al lavoro, ti metti in poltrona per gustarti una serata di puro vuoto pneumatico televisivo per riposare i neuroni, e invece ti ritrovi Vespa o Santoro su tutti i canali. Su Sky non c’e’ una cippa, e come se non bastasse, moglie e figli ti sminuzzano finemente gli zebedei per motivi privi di senso.

“Come la mia vita”, ti ritrovi a pensare.


«Cara, esco un attimo a comprare le sigarette»


«Gia’ che ci sei, compra anche il latte e due biglietti della Lotteria di San Fregnone»


«Puoi starne certa tesoro»


Slam.


«Mamma, mamma: da quando quell’invertebrato di papa’ ha cominciato a fumare?»


«Erminio? Erminioooo…»


Due anni dopo, vostra moglie riceve una missiva da un non meglio identificato paese sudamericano.


La busta contiene solamente una foto che vi ritrae al centro di un gruppo di gaudenti, volgarissime, tettute e avvenenti senoritas sudamericane (tipo Eva Longoria), paludato da cattivo messicano dei film Spaghetti Western, con tanto di sombrero, bandoliere di mitragliatrice calibro 12 mm incrociate sul petto, e baffoni a manubrio.

Sul retro una scritta a mano: “Perdonami. Quella vita non era per me. Viva la gnocca, viva la tequila, viva la Revolucion!”.


Le rivoluzioni sudamericane e specie quella messicana, sono da sempre il “carburante” di idealismi e idealisti di ogni tipo. Bolivariani, castristi, marxisti, populisti, guevaristi, semplici pirla etc etc.

Il fascino dell’ Old Gringo alla Ambrose Bierce che molla una vita prosaica e priva di ardimenti, per unirsi alla causa degli oppressi e dei mariachi (possibilmente senza sparire nel nulla come Bierce) e’ un magnete romantico e potentissimo che ha ispirato e continua a ispirare opere, azioni, cause e t-shirt, in tutto l’Occidente industrializzato e annoiato. Dalle universita’ ai salotti bene progressisti, dai centri sociali a Erminio che si e’ rotto i coglioni di moglie e figli.


L’ultimo contributo a questo tipo di immaginario collettivo, arriva dal noto regista serbo Emir Kusturica, che a quanto pare ha deciso di girare un film sulla leggendaria figura del rivoluzionario messicano Pancho Villa.

Ora: l’ultima cosa che questo post si propone, e’ quella di indire un referendum pro o contro i talenti registici, presunti o tali di Kusturica.

Quel che invece mi interessa e mi lascia perplesso del film in cantiere, e’ l’obiettivita’ della ricostruzione storica della figura di Villa.


A giudicare dalle dichiarazioni di Kusturica a un giornalista del Corriere, il “buon” Pancho e’ infatti destinato a diventare l’ennesima icona rivoluzionaria alla Che Guevara, e di conseguenza a trasformarsi in un gadget di culto per centrosocialati, cuministi figli di papa’, etno-fighetti e liceali innamorati e non ricambiati, da apporre su magliette, slogan e poster, con conseguente “sfarinamento” di coglioni per il resto del globo terracqueo, ovviamente qualunquista e demagogo.


Alla domanda del giornalista sui metodi poco ortodossi di Villa, il regista risponde infatti cosi’:


«Alt, Pancho Villa con le rapine, dal 1910 al ' 20, finanziò la rivoluzione. E poi saltò il fosso e divenne governatore»


Uhmm, ok, e allora che idea possiamo farci di Pancho Villa? C’e’ qualcuno oggi che gli somiglia?


«Nessuno, il potere integra e corrompe. Forse ha qualche ingrediente Chavez. Il suo sguardo libero mi ricorda Tito della mia Jugoslavia. È vero, era comunista. Ma non era stalinista. E rappresentava una sorta di terza via, esattamente come successe a Pancho Villa in Messico»


Ora: a parte che lo “sguardo libero” di Chavez mi fa venire la dissenteria, e che vorrei sorvolare sull’essere comunista, ma non stalinista, mi pare proprio che dal punto di vista storico siamo su una brutta strada.


Approfitto quindi del fatto di aver tradotto in tempi non lontani, un libro dedicato alle rivoluzioni di Erik Durschmied, professore di storia militare ed ex corrispondente di guerra della BBC, per raccontarvi la storia di Pancho Villa vista, se possibile, senza le “fette di ideologia” sugli occhi.


Data la considerevole ampiezza degli eventi narrati e per non grattuggiarvi gli attributi piu’ di tanto, spezzero’ il post in due parti. Mi scuso per le probabili e inevitabili omissioni. Si tratta di un post, non della nuova serie di Lost.


Sarete comunque voi a farvi un’idea di Pancho Villa, che per il sottoscritto fu un bandito con degli ideali che contribui’ comunque, e in maniera controversa, a cambiare la storia del suo paese.

Ringrazio quindi il prof Durschmied, e dal momento che si trattera’ di un post molto lungo, vi ricordo che “Internet was made for porn”.


Jose’ Doroteo Arango: vita e opere


Il Messico degli inizi del ‘900 era un paese talmente arretrato e feudale, da far sembrare la Russia di Nicola II, la Svizzera.

La nazione mesoamericana era divisa essenzialmente in due caste: i nobili e ricchi, anzi straricchi, latifondisti, proprietari terrieri e industriali, in gran parte discendenti dei conquistadores spagnoli, e la massa bruta e talpina degli indios e dei mestizos (meticci) di umili origini, destinati a nascere e morire come peones (braccianti), e ad essere impiegati come veri e propri schiavi nelle haciendas (grandi latifondi), o nelle fabbriche, principalmente tessili, messicane.


Jose’ Doroteo Arango era uno di questi servi della gleba che, insieme alla famiglia e alla sorella, faceva parte dei “beni immobili” di un ricco latifondista dello stato di Durango. Come un edificio, o una foresta, in sostanza.


Una sera, il giovane Arango, al rientro da una edificante giornata passata a tagliare canne da zucchero a 77 gradi centigradi all’ombra, trova la sorella seminuda e coperta di lividi, riversa sul pavimento in terra battuta del tugurio in cui vivevano.

Arango la soccorre, e la ragazzina fra le lacrime, gli racconta che il giovin signore e figlio del “padrone delle ferriere”, ha pensato bene di esercitare lo “jus primae noctis” su di lei.


Cosi’, tanto perche’ gli andava di fare del “sesso ludico” che la giovane evidentemente non gradiva.

Ad Arango ovviamente, fumano i coglioni, e dopo aver afferrato il machete con cui taglia le avgvste canne da zucchero, esce dalla capanna di fango decisamente imbufalito.


Il peon rintraccia infine il giovin signore e gli chiede spiegazioni. Quest’ultimo, in sella al suo destriero, resta dapprima basito da cotanta insolenza plebea, e quindi replica con un secco «Togliti dalla mia strada, meticcio»

Il meticcio, lo tira giu’ da cavallo, sguaina il machete e lo fa a dadini come la pancetta della carbonara.


A questo punto anche un fesso, e Arango fesso non e’, capirebbe che un peon che si macchia di un simile delitto deve togliersi elegantemente dai coglioni e passare in clandestinita’ il resto della propria misera esistenza.


E mentre Jose’ si da’ alla macchia, intorno a lui succedono cose interessanti.


Corre l’anno 1910 e il paese, stremato da trent’anni di feroce dittatura militare del Presidente Porfirio Diaz, e’ sull’orlo della bancarotta.

La corruzione e il malgoverno sono ormai giunti a livelli tali da scandalizzare persino le classi dirigenti, che si coalizzano in un partito d’opposizione guidato da Francisco Indalecio Madero, rampollo di orientamento liberal-moderato di una delle piu’ ricche famiglie messicane.

Quello stesso anno, allo scadere del mandato presidenziale, Diaz indice nuove elezioni che nelle previsioni dovrebbero garantirgli una facile vittoria, tramite brogli e intimidazioni, come nel passato.

Ma questa volta l’opposizione non ci sta, e Madero dichiara solennemente: «Questa nazione è pronta per la democrazia. E’ora che Diaz abbandoni il potere».


«HAHAHAHA» e’ la risposta di Porfirio Diaz, che coglie al volo l’occasione e se ne serve come pretesto per ordinare l’arresto di Madero, con l’accusa ovvia di cospirazione e alto tradimento.

Ma quest’ultimo, riesce rocambolescamente a evadere dalle prigioni del Presidente e a fuggire in Texas, da dove lancia un proclama all’insurrezione generale noto come Manifesto di San Luis Potosi’, dal nome della cittadina dov’era stato incarcerato.


E a questo punto, il 18 novembre 1910, iniziano a volare mazzate che dureranno fino al 1920 con incredibili colpi di scena, tradimenti, capovolgimenti di fronte e alleanze, che contribuiranno inoltre, in maniera non secondaria, alla discesa in campo degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale, e di cui Pancho Villa fu un indiscusso protagonista.


Le forze di Madero che passano il Rio Grande per affrontare i Federales di Diaz, sono una banda raccogliticcia e male armata, ma in loro aiuto, dalle montagne del nord e dai villaggi del sud, arrivano migliaia di campesinos (contadini) che hanno risposto all’appello di Madero, e soprattutto i due carismatici generali-straccioni che li guidano: Emiliano Zapata e Francisco “Pancho” Villa. Oddio, Zapata non era proprio il figlio della serva. I suoi genitori erano infatti piccolissimi proprietari terrieri (un metro e venti al garrese) .


Comunque, poco o nulla si sa sulla latitanza di Villa seguita all’omicidio del figlio del latifondista, tranne che divento’ un bandito e che a mio avviso fece bene a scegliersi un nome di battaglia decisamente migliore di Doroteo Arango, con il quale, anche oggi, avrebbe potuto al massimo fare il tronista.


Una nota prima di proseguire e al fine di comprendere meglio gli eventi narrati, la spendo per illustrarvi le caratteristiche, le armi e le tattiche militari degli scontri fra i belligeranti.


La Rivoluzione Messicana, fu un conflitto assai sanguinoso, combattuto essenzialmente da contingenti di fanteria, cavalleria e artiglieria, con quasi le stesse armi che di li’ a poco si sarebbero utilizzate sui campi di battaglia delle Fiandre e nelle trincee del Carso.

Quindi, fucili a ripetizione (Mauser, Springfield 1902 e Winchester), pezzi di artiglieria di medio calibro da 75 o 80 mm (principalmente francesi della Hotchkiss) e per la prima volta su un campo di battaglia che non fosse l’occasionale scontro fra truppe coloniali europee e nativi male armati, l’arma che purtroppo nel 1914 avrebbe trasformato la guerra moderna in un macello di dimensioni immani: la mitragliatrice (Maxim, Lewis, Gatling).


La consistenza numerica delle grandi unita’ che si affrontarono nella guerra rivoluzionaria e’ difficile da stimare con precisione, data la natura estremamente “volatile” degli organici delle truppe governative (Federales), che variavano da quello che si puo’ definire un reggimento, ossia 1000-2000 uomini, a una divisione, che in realta’ era piu’ una brigata, ovvero 3000-5000 uomini, per passare alle formazioni dei ribelli (Villistas, Zapatistas, Carrancistas), per le quali non esiste uno standard preciso sul quale basarsi.

Del resto, il grado stesso di “Generale”, fra i rivoluzionari, veniva assegnato in maniera alquanto generosa.

Essere a capo di una banda di 50 uomini, spesso era sufficiente per guadagnarsi i galloni

L’unica forza inquadrata secondo standard rigidamente occidentali, furono gli americani, che intervennero due volte nel conflitto, come vedremo in seguito.


In linea di massima, si possono comunque dividere le forze ribelli in tre corpi d’armata:


L’Ejercito Libertador del Sur, al comando di Emiliano Zapata.


La Division del Norte, al comando di Pancho Villa, che contava quattro brigate.


L’Armata Costituzionalista, di Venustiano Carranza.


Due curiosita’: il 50% delle truppe delle truppe che si affrontarono durante la guerra era composto da cavalleggeri.

Il treno e le ferrovie svolsero un ruolo primario, sia a livello logistico, sia come mezzo di trasporto e perfino d’assalto.


Least but not last: la qualita’ delle truppe Federales era, con qualche eccezione, piu’ o meno al seguente livello:


«…l’e’ li’, l’e’ la’, l’e’ la’ che la spetava, l’e’ li’, l’e’ la’ ch’ aspetava Miguel»


«Miguel son mi»


«El dindondeeeroooo…»


I rivoluzionari, al contrario, pur soffrendo di una carenza cronica di disciplina, erano molto coraggiosi e pugnaci e, nelle mani di due capaci e carismatici condottieri come Villa e Zapata, combatterono molto bene, sopperendo con l’elan alla mancanza di addestramento.


Bene, qui si chiude la prima parte del post.


Per quanto riguarda il sugosissimo capitolo dedicato alle legnate, temo che dovro’ farvi aspettare fino a mercoledi’ sera.


PS L’ordine cronologico non influisce sui commenti che potete postare, e ai quali rispondero' in entrambe i post.

E come al solito, se avete osservazioni, precisazioni, correzioni, oppure vi proponete semplicemente di squarciare le tenebre dell’ignoranza bruta e talpina che avvolgono il sottoscritto, siete i benvenuti.


Gracias



Da sinistra: El Comandante Raimundo Navarro, Pancho Villa, ed Emiliano Zapata.


32 comments:

erica said...

Il principe Andrej Bolkonski che si caca sotto durante l'attacco in Austerlitz ,i calori della contessa vacca (non l'Augusta, l'altra ,Hélène ),Nataša Rostova e i tremori adolescenziali,Pierre Bezukhov che vuole pistiolettare Napo , il generale Kutuzov e il RIDOTTO DI SHEVARDINO (che ben conosciamo io e Yossarian heheheh ) inzomma tutti gli individui importanti e non che con le le loro azioni individuali fecero la storia....
TOLSTOJ CE LO SAPEVA GIA' DELL'"HINGE FACTOR" !!!

farlocca farlocchissima said...

sto qui che sento in testa la musichetta di moricone "shon shon" e rinverdisco la cotta per james coburn. aspetto il seguito :-)

Anonymous said...

No grazie custurica grazie del pensiero ma no, guarda un'altra volta. Primo perché il mio bandito rivoluzionario preferito é Salvatore Giuliano. Poi perché devo andare a comprare il divvuddì di Barbarossa di Martinelli e puoi star certo che lo terrò nel lettore divvuddì per anni, almeno finché non esce Giorg Cluni che interpreta Licio Gelli.
Quindi caro custurica grazie ma no.

FITZ

Anonymous said...

Io voglio credere in Kusturiça ho adorato gatto nero gatto bianco e il tempo dei gitani, secondo me farà qualcosa di surreale con vacche sopra i tetti com'è nel suo stile e forse a Yoss non piacerà ma amen.

Poi scusa yoss ma anché i ribelli avevano i cannoni di medio calibro e le gatling ?

Carlo

Eugenio Mastroviti said...

I ribelli probabilmente avevano le Maxim e i cannoni Hotchkiss, tutta roba rubata nelle armerie dei Federales.

Yossarian said...

@Carlo

Una risposta veloce perche' ho trovato due minuti: :-)

guarda Carlo, il post non riguarda Kusturica regista, ma la sua trasposizione storica della vita di Villa che (rubo la frase a FITZ) era una sorta di Salvatore Giuliano. Un bandito che sicuramente aveva degli ideali oltre al semplice banditismo, e che pero' li utilizzava spesso per il proprio tornaconto personale.

Infine, una precisazione sulla mia presunta antipatia per Kusturica dal momento che fai sempre osservazioni interessanti e mi piace conversare con te.

Mi piacciono un sacco di cose che credo piacciano anche a te.
Generalmente la politica non influisce sui miei gusti artistici

Per farla breve, adoro Eisenstein, ma odio con tutto il cuore i cuministi che lo hanno distrutto e lo hanno reso irrangiungibile a tutti, tranne che al loro ideologicamente malato circo etno-delirante.

Fra l'altro, mi sono rotto i coglioni di discutere con i cuministi (non con la gente di sinistra, fra quella ci sono ancora persone valide).

Mi fanno perdere tempo, scrivere cazzate, e soprattutto e' come parlare con un commissario politico dell'NKVD, o della Ghepeu.

Sulle Gatling: fucili e mitragliatrici non erano difficili da reperire fra Rio Grande e Texas e non costavano nemmeno una barbarita'.

Sui pezzi di artiglieria le cose sono, come hai fatto giustamente notare, diverse, ma te lo spiego nel prossimo post.

Ciao e grazie

@FITZ

Osservazione muy interessante quella su Salvatore Giuliano. Credo in effetti che Villa fosse molto simile a Giuliano.

Grazie FITZ e no, non credo che andro' a vedere il film.

Attila said...

Kusturica che parla di Tito è sempre un'emozione: è come sentire parlare a proposito di Hirohito un Giapponese che ha passato gli ultimi 65 anni della sua vita in qualche isola sperduta del sud pacifico per difenderla dalle truppe alleate.

Per chi è appassionato di storia moderna, consiglio un albergo a Bled (una ridente località lacustre slovena vicino a Kraniska Gora, a poco più di 20 minuti di macchina dal confine italiano di Tarvisio) dove soggiornava per brevi vacanze il Maresciallo che si chiama Vila Bled: tutta l'atmosfera è da tardi anni '50, con divani rossi e affreschi del socialismo reale alle pareti, alle volte sembra di avere l'allucinazione di qualcuno con la divisa ufficiale che entra da una delle porte a vetri poste nei divisore delle aree comuni.

Ok, finito il pippone da figlio dell'estremo nord est italiota, mi sa tanto che risparmierò (come ho sempre fatto e di cui non mi sono mai pentito) i 7 eurini che costerebbe l'andare a vedere l'ennesima rivisitazione di qualsiasi cosa in salsa gitana prodotta dal nostalgico titoista.

Cordialità

Attila

niccolo' said...

Interessante, eran cose di cui bene o male non sapevo una minghia - del resto, trovami un motivo uno per cui dovrebbe fregarmene qualcosa del Messico, fermo restando che cosi' a naso una nazione piena di gente che si chiama Pedro e Jose' che non fa un cazzo da mane a sera non possa che starmi simpaticissima. E poi la cucina messicana e' meravigliosa. Riguardo alle ispirazioni messicane fuori dal Messico, prenderei esempio da Charles Mingus. Lui e il fido Danny Richmond se ne andarono a Tijuana per un mesetto, dedicandosi solo ed esclusivamente ai bagordi ininterrotti. Al ritorno, Mingus fece quel capolavoro di "Tijuana Moods", ovviamente ispirato a quel mese di bagordi. Questo dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che essere vegan ecosbroccher come i Radiohead ti porta a fare musica di merda.

Yossarian said...

@El Mastrovitos

Si, e' vero. Fecero anche man bassa delle armi Federales, specie per i cannoni.

Ma avevano anche altre fonti e nel Messico di allora e di oggi, un fucile era piu' facile da trovare, e costava meno di una bistecca.

Anonymous said...

@Yoss

Avevo un professore che spiegava la storia come la scrivi tu. Lo adoravo. Cioe', gia' la materia mi mandava in delirio di suo, ma con in piu' lui che la dipingeva con discorsi diretti (immaginari) e colpi di scena, che la faceva un romanzo e trasformava la battaglia di Hastings in un pezzo di salgari... beh, cacchio, era come andare a teatro.

Ah, sempiata, Scrissi 3 racconti sulla guerra messicana e la tua dolce consorte Rachel disegno' perfino la protagonista.
Son sempiate, ovviamente, ma se ti interessano li trovi sul sitino che mi ha fatto giulia: http://sites.google.com/site/nadjajacur/storie-al-di-qua-e-al-di-la-dei-mari

@Carlo
Mitragliatrici.
Gli insorti, soprattutto l'esercito del nord, potevano disporre di un certo numero di gatling passate sottobanco attraverso gli USA. Maxim et al, le scippavano ai federales. Piu' problemi per gli zapatisti, a sud, nel reperire armi decenti. Razziare latifondi e depredare "rurales" (milizie agrarie al servizio dei latifondisti) era altra fonte di approvvigionameno armi e munizioni

--
Nadja Jacur

astrosio said...

mi sono assorbito questo post per osmosi. non me lo sono letto. l'ho assorbito. e trovo magnifico questo magna magna generale che si creo'. cioe', vedo la situazione come se il potere fosse un piatto di macaroni davanti ad alberto sordi. uno prima lo snobba e dice: "no, potere, non mi interessi, io ci ho gli ideali tipo lo yogurt. poi, invece dice: "potere, tu mi provochi e io me te magno!".
BUAHAHA!!! quanta metafora!

Palmiro Pangloss said...

Hai ragione quando dici che entrambe le parti - anzi entrantre, dato che c'erano anche i norteamericanos - usarono learmi poi rese celebri nei campi delle Fiandre di li a poco, con una eccezione: l'artiglieria. Ovvero, in Messico si usarono solo pezzi leggeri, e pochi anche di quelli, rispetto alle paurose concentrazioni di pezzi pesanti tipiche della IGM. Ah, il calibro 12mm per le mitragliatrici non esiste, esiste il 0.50 che e' 12,7mm.

mauro said...

caro sior yossarian lei è un sublime narratore,non importa cosa narra,lei lo fa bene.quando poi ho visto la foto in fondo al post ho pensato:questi sono uriel,yossarian e mastroviti che hanno appena finito di parlare di bondage uzbeko e si preparano a torturare qualche cuminista.per il resto,la storia come lei sa bene la fanno i vincitori,eroi e pezzenti,la gente che riesce a rimanere a galla e quelli che furbamente si fanno vedere solo quando il fumo si è diradato.qualche sera fa ho rivisto un film con alberto sordi:"tutti a casa".una scena mi rimane sempre indigesta,quando il camioncino perde una ruota e gli straccioni si accorgono che è pieno di farina,quello che succede dopo è quello che nei film sulle rivoluzioni non si vede mai,quello che solo se te lo racconta chi c'era acquista spessore.grazie sior yossarian per il bel post,aspetto la prossima puntata. saluti.

Yossarian said...

@Erica

La famigerata "Ridotta Shevardino" di Guerra e Pace LOL

Un posto infame che come sagacemente osservasti tu e' gemellato con il nostro natio e vivace paesello della bassa padana....ROTFL

@Nadjia

Grazie Nadiuska, mi hai fatto davvero un bel complimento.

Da bambino rimasi folgorato da Mino Milani che dalle pagine del Corriere dei Piccoli, la Storia la raccontava cosi'. Un romanzo d'avventure. E da allora, con la Storia, e'stato un amore folle e travolgente.

Oltre alla gnocca, obvioulsy.

Il disegno l'ho visto ed e' molto bello.

Fra l'altro non ti offenderai se consiglio agli altri ospiti di andarsi a leggere i tuoi racconti vero?

Perche' cari siori & siore, la sciura Nadjia scrive che e' una
meraviglia.

Un'ultima nota su un certo modo di narrare le cose.

Io credo che questo modo (e comunque non il mio. Ovviamente c'e' di meglio) non possa naturalmente sostituire lo studio serio di qualsiasi materia, ma credo che se i frignoni cuministi (non mi va di parlare di sinistra in generale, perche'nonostante non la stimi, non sono tutti frignoni a sinistra e c'e' gente degnissima) invece di lamentarsi del fatto che per esempio, Eisenstein, non se lo fila nessuno, lo insegnassero con un po' piu' di amore per il cinema e per il pubblico, senza lasciarlo cadere dall'alto come recita la loro concezione imbalsamata ed elitista di cultura, uno potrebbe farsi un'idea propria di Eisenstein e poi, dopo averlo visto o studiato, decidere se gli piace o no.

Ma va anche detto, che loro nelle scuole al posto di Eisenstein o Darwin (importante quanto, e anzi, molto piu'di Eisenstein) vorrebbero insegnare la 'filologia del violino etnico-chirghiso' e la 'scienza omeopatica della memoria dell'acqua'.


@Attila

La descrizione dell'albergo sloveno e' magistrale. Mi ha fatto ammazzare, compresa l'allucinazione.

Io ho fatto il carrista a Sgonico (Villa Opicina) e la zona la conosco bene.

@Niccolo'

"fermo restando che cosi' a naso una nazione piena di gente che si chiama Pedro e Jose..."

Mi ha fatto star male.

Grazie dell'interesse comunque :-)

E complimenti per Tijuana Moods. Non mi piacciono solo i Depesc o certe cagate come il post precedente.

Anzi, mi sa che potrei presto chiederti una consulenza musicale jazzistica su una cosa che mi andrebbe di scrivere.

Ho bisogno del parere di un esperto con le orecchie che gli funzionano bene.

Come te.

"essere vegan ecosbroccher come i Radiohead ti porta a fare musica di merda."

E questa ne e' una prova


@Farlocca

Spero di non deluderti.

Grazie

@Astrosio

Magna magna e spara spara :-)

Astros, se una 'metafora' la dici affacciato alla finestra, si puo' definire 'metadentr' ?

Vabbe' dai, oggi sono un po' stanco...

Yossarian said...

@Everyone

Mi stupisco che nessuno abbia ancora chiesto dell'avgvsto Comandante Raimundo Navarro ritratto nella foto.

Personaggio davvero incredibile....

Non mi resta che sperare nell'arrivo di Basta con la Droga.

gillipixel said...

Come sempre, Yoss, i tuoi scritti sono un misto di accuratezza informativa e di divertimento narrativo...qui in particolare sembra di leggere un libro di storia dai contenuti seri, però scritto con la leggerezza degli sceneggiatori di Trinità :-)
Però debbo dire che in questa prima parte c'è poco del promesso sbugiardamento dello stereotipo panciovilliano :-) per questo confido di più nella seconda puntata....
Lamentavi il passar inosservato del comandante Raimundo Navarro...
Beh, in proposito, se posso dire una cosa da ignorante storiografico ma gran esperto di "Filologia della cazzata" quale io sono, mi sono ricordato di un vecchio personaggio interpretato ad "Alto Gradimento" da Giorgio Bracardi (o era Mario Marenco?...uhm, la memoria non mi assiste...), il comandante Raimundo Navarro, appunto...era uno strampalato cosmonauta smarrito nello spazio che non faceva altro che ripetere il suo may day, cantilenando: Aqui comandante Raimundo Navarro...cornudos, cavrones!!! :-D

Anonymous said...

è già mercoledì?
fre.

Anonymous said...

e adesso?
è già mercoledì, adesso?
fre.

Ashley Richards said...

ma come sarebbe a dirci sior yossarian che ti sei stufato di parlare coi cumunisti? e io che ci sto leggendo "stalin, quel meraviglioso georgiano"? non ci voglio credere a questa cosa che ci hai scritto. bisogna scinderci i cumunisti dai ballatori di tarantelle a ufo, dio cancan.
comunque io ho cominciato a disinteressarmi delle lotte socialiste sudamericane da quando ci ho sentito la canzone dei modena siti ramblers su paddi garsia che ci diceva queste testuali parole "non sto facendo questa guerra per la fede in un partito, non combatto per servire una bandiera, ma per lo sguardo stupito e gli occhi dolci dei bambini che ho incontrato sulle strade di Guerriero".
un giorno magari, superato questo trauma con anni e anni di analisi, tornerò a interessarmene.

astrosio said...

ma che stanco e stanco! a me mi hai fatto rite, mi hai fatto! BUAHAHA!!!

Yossarian said...

@Gilli

"...però scritto con la leggerezza degli sceneggiatori di Trinità :-)"

Questo e' cio' che conta per un vero populista. Grazie. Davvero! :-)

Guarda che comunque non sto cercando di demistificare Villa. Vorrei se possibile, raccontare chi era. Poi sta a te farti un'idea su Pancho.
Non ho la stoffa del "pedagogizzatore".

Grande Gilli, hai beccato la storia di Raimundo Navarro. Complimenti. Mi faceva ammazzare dal ridere.

L'astronauta spagnolo sulla astronave "Paloma Segunda", dimenticato nello spazio che sclerava con Arbore e Boncompagni.

"Cornudos, Cabrones! Estoy achi en esto abitaculo minimo. Oto anos senza una donna! Cornudos y Cabrones. Esta rotta non es elliticas, es quadrada es quadrada! Lo cosmonautos sovieticos e americanos me sfotono dagli oblones"

Grandioso LOL

@fre.

LOL, give me a break.

Grazie fre.


@Siorina Ashley

Cara siorina, a parte che il suo nuovo post mi ha fatto massacrare dal ridere e che spero di riprendermi, volevo dirle che ha tutta la solidarieta' e anche il mio cordoglio per essersi dovuta sorbire quella immane cazzata dei Modena Siti Ramblers, un gruppo che dovrebbe suonare con la scimmietta agli angoli delle strade.

No wonder che poi lei siorina, ci rimane seriamente traumatizzata e ci vogliono anni di analisi e intere discografie dei Rammstein per riparare i gravissimi traumi.

Comunque non si preoccupi, io non intendo fare pipponi positronici sulle pippe rivoluzionarie sudamericane. Quelle le lascio ai cuministi.

Mi andava solo di parlare di figa e mitragliatrici. Soprattutto mitragliatrici, dal momento che sono criptofasssista e guerrafondaio.

Quanto al Piccolo Padre, di cui ci sto quasi diventando un fan da quando putroppo la frequento, le consiglio un libro di Simon Sebag Montefiore, intitolato "Young Stalin", dove si racconta la vita del giovine Peppe Baffone.

Che sagoma quel Peppe! Ci ha ragione lei siorina. Ci fosse lui oggi, i cuministi sarebbero tutti in un gulash siberiano a contare le zanzare.


PS ci ha notato che la mefitica retorica degli "ogghioni dei bimmbi", marocchini, peruviani, cubani, venusiani etc etc, ci ricorre con diabolica metodicita' nelle opere cuministe etno-chic?

Yossarian said...

@Astrosio

E tu mi hai fatto schiantare con Fasueb. Ormai e' un personaggio mitico.

"Con chi esci stasera Loretta? Mica con i soliti sfaccendati vero?"

"No papa', sto aspettando Fasueb"

'Ah be'. Brava"

ROTFL

farlocca farlocchissima said...

@gilly: ti seguo: aqui el capitano raimundo navarro en esta orbita ellittica...

@fre: che hai visto shrek II?

@everyone: scusate sto ancora lavorando e ho fuso :-)

gillipixel said...

@->Yoss: mi sono espresso male, non parlavo di demistificazione... intendevo un più chiaro inquadramento storico, il più libero possibile da tutti gli ammennicoli ideologici che sono stati appesi alla figura del vecchio Pancho...
Niente, ok...aspetto di leggere con gran piacere la seconda puntata :-)

Yossarian said...

@sior Mauro

."..questi sono uriel,yossarian e mastroviti che hanno appena finito di parlare di bondage uzbeko e si preparano a torturare qualche cuminista"

HAHAHAHA, mi ci sto massacrando.

Grande e inquietantissima visione sior Mauro. Complimenti.

Si', me la ricordo quella scena. E sono d'accordo con lei.

Lei mi fa sempre ricordare dei bei film o delle belle canzoni sior Mauro. Venghi, venghi pure che e' solo un piacere e che mi fornisce spunti e riflessioni sempre interessanti per questo cervello devastato dall'arteriosclerosi e dall'alzheimer.


@Palmiro

Giusta et sacrosanta osservazione Palmiro. E' 12,7 millimetri. Me ne scuso.

Quanto all'artiglieria, si' giusto, solo roba media e infatti come ho scritto, i pezzi che vennero utilizzati furono principalmente quelli da 75 e 80 millimetri.

E mancarono anche i mortai.

Curioso.

Ashley Richards said...

eh infatti caro sior yoss perfino se ero gggiovane e inesperta ci ho presto capito che il cumunismo dei modena siti ramblers era il solito etnoscicchismo di maniera e per fortuna ce li ho abbandonati senza troppi rimorsi. che ci vuoi fare, quando sei gggiovane e inesperto ti bevi un sacco di stronzate che i altri ci vogliono far passare per buone, ma per fortuna se sei intelligggente almeno ti accorgi presto di chi ci vuole passare l'inculata. e lasci i altri a ballare lo scà coi cani.
per quanto ci riguarda il giuseppe, ci cercherò sicuro con entusiasmo il libro che mi ha consigliato.
hasta l'asta.

Palmiro Pangloss said...

@Yossarian: Sicuro mancassero i mortai? Insomma, se comandassi un gruppo di baffuti fegatosi e maladdestrati che girano a cavallo vorrei proprio dei mortai.

Anonymous said...

> "Cornudos, Cabrones! Estoy achi
> en esto abitaculo minimo. Oto
> anos senza una donna! Cornudos y
> Cabrones. Esta rotta non es
> elliticas, es quadrada es
> quadrada! Lo cosmonautos
> sovieticos e americanos me
> sfotono dagli oblones"

E'... e' fantastico!
Non lo conoscevo!
Leggo sto pugno di righe e rido, e continuo a ridere, dioartista. Poi mi placo, le rileggo e giu' di nuovo. E' favoloso!

--
Nadja Jacur

Yossarian said...

@Palmiro

Sicurissimo Palmiro. Nada mortai.

E del resto guarda che l'evoluzione del mortaio da arma pesante a tiro curvo da assedio, ad artiglieria relativamente leggera e trasportabile, e' piuttosto recente e inizia durante la prima Guerra Mondiale con i mortai da trincea inglesi.

@Nadjia

Guarda, era una delle 'perle' e dei tormentoni di Alto Gradimento.

Lo faceva Marenco. E spesso con gli insulti in spagnolo ci andava giu' pesissimo.

Io mi ci ammazzavo.

Era tipo 'Patroclooo' e lo Scarpantibus.

Delirio puro.

Ancora oggi mi stupisco che all'epoca non abbiano arrestato Arbore e Boncompagni.

Palmiro Pangloss said...

@Yossarian: Giusto, hai ragione. Mi sembrava che ci fossero gia' durante la guerra Russo-Giapponese ma mi sbagliavo.

Anonymous said...

@pangloss:
quote:"...se comandassi un gruppo di baffuti fegatosi e maladdestrati che girano a cavallo vorrei proprio dei mortai."

Io sento che un giorno seguiro il processo descritto da yoss e quest'informazione mi verrà utile :-D

Carlo

Palmiro Pangloss said...

@Carlo: Nel caso procurati AKM, RPG, mortai da 82mm ed RPK. Affidabili progetti sovietici a prova di baffone ora prodotti dai cinesi a quintalate e per pochi dollari.