Sunday, 23 August 2009

«Ho scritto t'amooo, sulla scabbia...»


A posto siamo.


La strada per salvare il pianeta dalla catastrofe ecologica, puzza di merda.

Nel 2007, dopo la brillante idea del sindaco di Londra Ken Livingston, campione delle cause ecopirla e non solo, che invitava i londinesi a usare meno lo sciaquone per risparmiare acqua (come dicono i verdi australiani : «if it’s yellow let it mellow, if it’s brown flush it down», e non scherzo un cazzo), ci si mise pure Sheryl Crow, cantante rock assolutamente indegna di nota, con un’altra ideona che consisteva nel razionamento feroce della carta igienica per salvare le foreste pluviali.


Vi traduco e riporto fedelmente l’essenza della pitagorica pensata della sciurina Sheryl:


«Propongo di imporre un limite al numero di quadratini di carta igienica da utilizzare durante una singola “seduta”»


Vi lascio immaginare le conseguenze in un mondo come quello anglosassone, che ignora l’esistenza del bidet:


“L’invasione del tarzanello”.


Pare inoltre, che dopo aver udito la titanica idea di Sheryl Crow, l’esimio professor James Lovelock, autore della celeberrima teoria di Gaia, abbia tentato il suicidio spinto dall’invidia, lasciando un bigliettino che recitava: «decenni di studio durissimo, e non avevo capito un cazzo».


Oggi, l’ultima puntata dell’interminabile telenovela ecopirla, arriva , appunto, dal Brasile, dove un gruppo di ecosbroc propone di risparmiare l’acqua potabile dello sciacquone, urinando sotto la doccia. E vi forniscono pure le cifre: dati alla mano, che nel loro caso, mi sembrano il frutto di troppe caipirinhe.


Ora, tutto cio’ e’ sintomatico della mentalita’ antiscientifica, antiumanistica, antirazionale, anti-illuminista (ho finito gli “anti”) e sostanzialmente idiota e banale, dell’approccio ambientalista a tutti i problemi che comportino l’esistenza di due fattori che passano sotto il nome di “causa” ed “effetto”.


Se tale proposta venisse avanzata che so, dai Tuareg, e riguardasse le comunita’ degli “uomini blu” nel Sahara, beh, avrebbe un senso.


Ma non mi risulta che il Brasile, o perlomeno la maggior parte del Brasile, cosi’ come che so, la Lombardia, abbia gli stessi problemi di approvvigionamento idrico di Casablanca o Tunisi.

Certo, gli sprechi vanno eliminati, e certo l’acqua e’ una risorsa vitale, ma la risposta non prevede la trasformazione del box doccia in un vespasiano, bensi’ l’utilizzazione di nuove tecnologie ingegneristiche, (leggi, la scienza) e un minimo di educazione civica per razionalizzare e, dove possibile, evitare sprechi.


E anche nel caso dei Tuareg, non e’ detto che i nomadi nordafricani debbano rassegnarsi a diventare come i Fremen di Dune.


I polli che vanno a Las Vegas a farsi spennare, non entrano nel casino’ inguainati in una tuta che ricicla la loro urina trasformandola in acqua potabile, perche’ a Las Vegas, nel bel mezzo del deserto del Nevada, c’e’ tutta l’acqua potabile che si vuole.

E comunque, l’esistenza dei Fremen, mi par di ricordare dal libro, e’ dovuta a quel “giocattolino” tecnologico (la loro tuta speciale), e non al fatto che bevono piscia. Un conto e’ far un piscio di birra, un altro e’ far birra con la piscia: la celeberrima “Piscenberg”.


Si puo’ discutere dell’utilita’ di una citta’ come Las Vegas, ma questo e’ un altro paio di maniche. Con le tecnologie adatte, si puo’ infatti costruire una citta’ nel deserto e rifornirla di acqua potabile.


L’hanno fatto anche i babilonesi con i celeberrimi giardini pensili. Per non parlare delle citta’ nordafricane rifornite dagli acquedotti di Roma, o di Petra in Giordania.


E a proposito di Petra: alla fine degli anni 70, lavorai in due occasioni e per parecchi mesi, in un kibbutz israeliano situato nella Depressione del Mar Morto, quella piu’ profonda del pianeta sulla terraferma, e anche il punto piu’ caldo dello stesso. Temperature di 50 gradi all’ombra, ve lo posso assicurare, d’estate sono la norma.


Nel kibbutz di Yotvata, la retorica sul far “fiorire il deserto”, beh e’ tutta vera: ci sono prati all’inglese, due piscine di cui una olimpionica, e la doccia la puoi fare quando vuoi. E la cacca e la pipi’ si fanno nell’apposita tazza di ceramica smaltata, munita di apposito sciaquone.

Ma l’acqua a Yotvata non si spreca, nemmeno una goccia, e i campi di cipolle o i rigogliosi palmeti di palme da dattero (dove ho lavorato per tre mesi e adesso odio i datteri) che hanno bisogno di tantissima acqua, sono produttivi grazie a un sofisticatissimo sistema di irrigazione, che utilizza ogni singola goccia di H2O: una tecnologia avanzatissima, in cui gli israeliani sono all’avanguardia.


A Yotvata, nessuno piscia nelle docce, anche se nessuno spreca acqua, e se vi vedono vuotare per terra una bottiglia di acqua minerale tanto perche’ vi va, mi sa che qualcosa vi dicono, e non necessariamente in maniera gentile.

E hanno ragione, visto che un paio di jeans bagnati fradici e nemmeno strizzati, tirati fuori dalla lavatrice e stesi ad asciugare al sole, impiega in media un quarto d’ora per diventare una sorta di cartapesta. Vi insegnano fin da piccoli che l’acqua si usa, ma non si spreca.

Ma a Yotvata, fai il bagno, lavi i piatti o i jeans, cachi, o fai la doccia quando cazzo ti pare.

Il loro impatto ecologico e’ pari a zero, ma la gente non puzza e non ha la scabbia.


Questo perche’ i kibbutznik (abitanti dei kibbutz) a differenza degli ecopirla, hanno affrontato un problema con un approccio scientifico e non ideologico.

A riprova dell’agenda esclusivamente ideologica, reazionaria, neo-hippy, elitaria, antiumanistica e antiscientifica a livelli che farebbero impallidire il povero Galileo, e tutto sommato con un disprezzo di stampo nazista per gli esseri umani, che domina l’aberrazione ambientalista, vi faccio osservare un “dettaglio” a proposito di acqua e brasiliani, visto che di ecopirla brasiliani si tratta nel post:


Per quasi due terzi dei brasiliani, e parliamo di milioni di persone, specie a Rio, Sao Paulo, etc etc, il problema non e’ risparmiare acqua potabile, bensi’ avere acqua potabile.


Su una popolazione di circa 160 milioni di abitanti, meta’ vive sotto al livello di poverta’, il 40% possiede meno del 50% della ricchezza nazionale, e il restante 10% e’ ricco da far schifo.


Il “nino de rua” di una favelas di Rio, o di Bahia, farebbe i salti alti due metri per poter aver l’indiscutibile privilegio di pisciare nella doccia, dal momento che non possiede ne’ la doccia, ne’ un bagno degno di questo nome e quando puo’, si arrangia con un rivolo di acqua sporca, sia per le abluzioni, sia per le deiezioni.


Ma tutto cio’ non sfiora la mente dell’ambientalista etno-fighetto, ricco e radical-chic, per il quale, gran parte dell’umanita’ va eliminata per far posto al tipo di societa’ medievale, chiusa, senza possibilita’ di comunicazioni perche’ spostarsi inquina, e dove la gente muore per una infezione perche’ le medicine sono porcherie, che lui auspica, e dove a lui ovviamente, sarebbe riservato il ruolo di Gran Feudatario del popolo bue e inquinatore.

Va da se’, che il nostro valvassore, nel suo castello ecosostenibile, avrebbe quantomeno tre bagni et piscine varie.


Temo proprio che nel 21simo secolo, gli sbroc ecopirla ci daranno grattacapi paragonabili a quelli degli integralisti religiosi.


La “Chiesa Ambientalista”, poiche’ di culto religioso ormai si tratta, e’ molto, ma molto pericolosa.


Invece di far risparmiare acqua a quelli che ce l'hanno e che in Brasile sono oggettivamente, una minoranza, l'Ong "carioca" non potrebbe preoccuparsi di farla arrivare a chi non ce l'ha e muore di malattie e pessima igiene? Poi se volete, parliamo di sprechi.


PS Possibile soluzione al problema: si prendono tutti gli ecopirla e li si carica su capienti piroscafi che dopo essere stati portati in mezzo al Mar dei Sargassi, sara’ nostra cura silurare con metodica attenzione.


Dice : « Questo e’ nazismo»

No: e’ autoconservazione. Lo facciamo a loro, prima che loro lo facciano a noi.


PPS Non ho resistito e mi ha fatto ammazzare: se avete letto il post precedente, questa e' l'interpretazione che ne da' l'impagabile Daily Mash e che secondo me si avvicina molto alla verita'. (Lo "Squartatore dello Yorkshire" e' un serial killer britannico che agi' negli anni 70).


Aggiornamento: Guardate, guardate se racconto fole su Yotvata: ecchevi il link al kibbutz (spero sappiate l'ebraico, io non lo so, ma gustatevi le foto), altro che pipi' nella doccia...




«Ciao, sono Mr Hanky, la "cacchina di Natale", e insieme possiamo salvare il mondo!»

Friday, 21 August 2009

La Sindrome di Chamberlain


Ahhhhhh, ora ho capito.

Mi era sempre sfuggito il meccanismo, dal momento che nell’idiozia, spesso, e’ difficile intravedere un disegno logico. Nel male e nella follia si’, ma l’idiozia e’ generalmente impervia alla logica.

Oggi, Abdul Baset Ali al-Megrahi, terrorista libico condannato all’ergastolo per il suo ruolo attivo nella strage di Lockerbie, dove nel 1986 il volo Pan Am 103 fu fatto esplodere in aria dai libici provocando la morte di piu’ di 250 civili, e’ stato liberato dal governo scozzese, e restituito a Gheddafi, che l’ha accolto come un eroe, con festeggiamenti, un banchetto e luci laser.
Al-Megrahi e’ malato terminale di cancro e la sua condizione e’ alla base della decisione dello Scottish National Party, l’equivalente di Edimburgo del Partito Laburista britannico: si tratta dei famigerati “motivi umanitari”.

E’ una storia tragica dalla quale ne esce a faccia nel letame, esclusivamente il governo scozzese.

Non ho molta stima dei laburisti britannici ma va detto per amore di correttezza che i laburisti scozzesi sono assai diversi da quelli inglesi, i quali, con tutti i loro difetti, il libico l’avrebbero lasciato giustamente marcire in galera e si sono prontamente tirati fuori dalla vicenda, protestando con Scozia e Libia.

I laburisti scozzesi, non nuovi a questo tipo di monumentali cazzate, sono infatti decisamente populisti e very, very politically correct, come si addice all’archetipico fesso progressista, corrente post-68ina, hippy, zen, CEO, niu’ eig ed omeopatico.

Vediamo quindi perche’ ne esce male esclusivamente il governo scozzese.

Il terrorista e assassino si e’ comportato in maniera dignitosa. Ha sempre sostenuto di essere pentito, e l’altro ieri con parole francamente toccanti: «alla luce di quello che ho fatto, la morte e’ per me e’ una liberazione», aveva addirittura ritirato la richiesta di scarcerazione.

Ma il governo scozzese, da bravo scozzese, ha tenuto duro.

Quanto a Gheddafi, cosa vogliamo dirgli? Mica e’ colpa sua. Lui il suo mestiere di stronzo lo fa benissimo, sono gli altri che non sanno fare il loro, ossia quello di impedirgli di fare danni.
Lui mette le bombe e quando un governo di imbelli progressisti criminali, perche’ mostrare un simile disprezzo verso le vittime e i parenti delle vittime e’ criminale quanto piazzare le bombe, libera i suoi scherani, lui li festeggia, e sfrutta l’occasione per pavoneggiarsi.

Lo farei anch’io se fossi Gheddafi.

Gheddafi e’ stronzo, ma non e’ affatto idiota.

Quest’ultimo riconoscimento va infatti a pieno titolo al governo scozzese.

Il governo scozzese, conoscendo Gheddafi, avrebbe dovuto immaginare che la cosa sarebbe stata sfruttata ad arte dal Colonnello.
Non ci voleva un Tayllerand per capirlo, ed erano stati avvertiti.

Come dicevo in apertura…ora comincio a capire la demenza alla base del ragionamento «Se vi diamo la Cecoslovacchia, promettete di fare i bravi?»

Link al Times

Tuesday, 18 August 2009

Poeti, santi e navigatori

In quella rovente e appiccicosa estate del 2009, la destra italiana era decisamente in subbuglio.


Nonostante le vittorie schiaccianti ottenute sulla minoranza parlamentare (piu’ per demeriti e demenza senile precoce degli avversari, che per meriti propri), qualcosa non andava per il verso giusto.


A quei trionfi, mancava infatti il sigillo definitivo, quel tassello al posto giusto che, come per la celeberrima ciliegina sulla torta, avrebbe sancito l’irrimediabile e incontrovertibile sconfitta della sinistra.


Qualcosa, che nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto essere ricordato dagli italiani nei secoli a venire (possibilmente su targhe di bronzo), e che recasse la stessa implacabile solennita’ ed eleganza del bollettino di guerra di Vittorio Veneto, dell’invitto generale Armando Diaz:


«…I resti di quello di quello che fu uno degli eserciti piu’ potenti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza, le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza»


Il think tank della destra, messosi alacremente al lavoro, impiego’ circa tre minuti (minuto piu’, minuto meno) per individuare il “fianco scoperto” della maggioranza.


LA CCCULTURA!


L’egemonia ccculturale della sinistra era appunto, la dolorosa spina nel fianco di cui la destra non riusciva a liberarsi.


Senza contare, che in quegli anni, la sinistra aveva messo in campo i suoi "pezzi da 90”. Veri titani dello scibile umano quali Dacia Maraini, Roberto Benigni, Margherita Buy, Paolo Flores D’Arcazz, Lorenzo “Madre Teresa” Jovanotti, il geniale succedaneo di Orson Welles: Gabriele Muccino (sara’ stato un caso che il papi di Gabri faceva il dirigente RAI? Chissa’…) , e per finire, la coppia piu’ bella dei salotti etno-fighetti della capitale:


Sergio “Recito Da Cani Ma Mi Fanno Fare i Film Perche’ Sono di Sinistra” Castellitto, e la avgvsta consorte Margaret Mazzantini.


Di fronte a brani come questo della Mazzantini…


«La pace รจ l'ariditร  fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere»


…la fronte degli esperti del think tank destrico s’imperlava di sudori freddi, e le speranze di guadagnare alla maggioranza un posto nell’empireo dell’arte e della cultura planetaria a fianco di Shakespeare, Dante e il Discobolo di Mirone, svanivano come sogni all’alba.


Oggi, sappiamo tuttavia, che la risposta vincente a quell’angoscioso quesito fu Sandro Bondi.


Le poesie di Sandro Bondi.


Le poesie di Sandro Bondi pubblicate su Vanity Fair e dedicate ad amici, amiche e parlamentari vari et assortiti dei due schieramenti.


Uno stile e una metrica originalissimi e inconfondibili, che coniugano la scabra e possente carica simbolica di Ungaretti, con l’urgenza e il desiderio incontenibile di chi, per motivi non meglio definiti, e’ finito a faccia in giu’ in una enorme merda di cammello.


Si tratta infatti, della ormai famosa ‘Poesia Emetica’, confluita nel movimento poetico detto ‘Emetismo’, di cui passo volentieri a illustrare un esempio tratto dell’opera bondiana…


Ad Anna Finocchiaro


Nero Sublime

Lento abbandono

Violento rosso

Fugace ironia

Bianco madreperla

Intrepido mistero


...che mi ha potentemente ispirato una pallida imitazione nello stile del Maestro:


Alla sorella di un amico


Zoccola equanime

Lussuria egalitaria

Tranne che a me

Perche'?


Fra le altre cose, oggi, grazie a una puntigliosa et accurata ricostruzione storica, sappiamo anche come si arrivo’ alla scelta del vate che cambio’ il corso della storia culturale del Belpaese, scalzando dal tempio della letteratura italiana, l'avgvsta et torreggiante Margaret Mazzantini, ed elevando la destra italiana allo status di necroforo…errr, volevo dire tedoforo, della sacra fiamma dell’arte italica.


Un antico palazzo romano nell’afosa estate capitolina. Al suo interno, in una grande sala affrescata, lo stato maggiore della destra e’ riunito al completo, tranne il Lider Maximo Berlusconi che sta girando un porno BDSM nel Burkina Fasu, insieme a Max Mosley e Katie Price.


«Qualcuno ha un’idea?» debutta La Russa.

Elio Vito alza prontamente la mano.

«Elio…»

«Si’, Ignazio?»

«Fammi una cortesia: vai giu’ al bar a prendermi una granita. Grazie»

«Allora dicevamo, a proposito di idee: proporrei innanzitutto di stilare una lista dei nostri intellettuali. Che ne dite?»


Tutti d’accordo e La Russa prosegue.


«Mmmm, vediamo: beh, per primo, ovviamente direi Montanelli»

«Bravo, si’, Montanelli, hai ragione»

«Ignazio: Montanelli e' sul defunto andante»

«Oh cazzo. Vabbe'...mmmm…Ferrara! Eh che cazzo, Giuliano Ferrara. E' vivo e vegeto»

«Bravo si’, e’ vero, Ferrara, Ferrara»

«Mmmm…..e poi…mmmm…»


Due ore dopo:


«…Mmmm…vediamo…mmmm…Montanelli?»

«Gia’ detto. E' morto»

«Ah si’….mmmm…allora….mmmm…Ferrara! Ecco, si’, Ferrara

«Gia’ detto»

Cicchitto prende la parola:

«Ragazzi…non ci siamo…e’ un casino…ci vuole qualcosa di diverso. Che so, un poeta, tanto per dare l'idea: un cantore, un vate, un nuovo D’Annunzio »

La Russa interviene visibilmente seccato:

«Ehmmm…scusate se interrompo, ma qualcuno ha visto Vito? Fa un caldo porco e vorrei la mia granita»

Bondi, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, sgranando distrattamente un rosario, si rivolge a La Russa:

«Vito? E’ uscito»

Nella sala cala un silenzio di tomba. Gli occhi di tutti si fissano su Bondi.

«Sa…Sandro…ti dispiace ripetere?» balbetta incredulo La Russa.

«Ho detto: Vito? E’ uscito»


«Sandro! Sandrino! Sandruccio! Sia lodato Iddio, la sacra musa della metrica ti ha infuso della sua sapienza…ahhhh…Wordsworth…Coleridge…Dante…Montale…tu Sandrino, tu Sandro sarai il nostro Ezra Pound, e con te spezzeremo le reni ai giganti di sinistra della letteratura italiana come i Wu Ming e Dacia Maraini! Sia lodato Gesu’ Cristo»


«Sempre sia lodato»


Il resto, come tutti sappiamo, e’ storia.

Monday, 17 August 2009

Lehman Sisters

Approfitto della pausa estiva per somministrarvi qualche cazzata in ordine sparso, che a differenza della altre cazzate che scrivo ha quantomeno il pregio di essere breve ( vi ho rovinato la battutona, sorry).

Questa perla di demenza politically correct, in quella che nella lingua di Victor Hugo viene definita "una pura colata di letame equino post-68ino" (rima baciata, opla') viene da Harriett Harman, l'equivalente laburista del nostro Ministro per le Pari Opportunita' e vice di Gordon Brown, che qualche giorno fa parlando di donne e politica se ne e' uscita dicendo che se le donne fossero state alla guida del mondo finanziario, la crisi dei subprime non sarebbe accaduta.

Dopodiche', ha raggranellato un manipolo di neuroni, che nel suo cervello sono come la spedizione di Robert Scott al Polo Sud: pochi, in mezzo al nulla e destinati alla catastrofe, e ha pensato bene di aggiungere questo Koh I Noor, questa 'Montagna di Luce' a 180 merdati (il 'merdato' e' l'unita' di misura delle scemenze politically correct) alla sua pensata epocale : "Se Lehman Brothers si fosse chiamata Lehman Sisters, le cose sarebbero andate diversamente".

Meglio, ma molto meglio la Carfagna. In tutti i sensi.

Link al Times

Friday, 14 August 2009

Il bue dice cornuto all'asino


Ora si sparano tra di loro.


Bene, bravi, bis. Buon divertimento e l’ultimo che esce spenga la luce.


Tuttavia, una cosa mi colpisce della faida intestina Hamas-Qaedisti:


Il fatto che, come riporta il Corriere della Sera, «Jund Ansar Allah รจ un piccolo gruppo di integralisti, filo al-Qaida, favorevole a una lettura ancora piรน estrema dell’Islam nella Striscia di Gaza»


Un po’ come se nell’Unione Sovietica del 1933, un gruppo di ufficiali dell’Armata Rossa avesse tentato di rovesciare Stalin al grido di : «A morte quel pericoloso riformista!»


Link al Corriere

Sunday, 9 August 2009

Perche'? Perche' tanto odio?

Mi arrendo. Volevo dar loro un po’ di requie dal momento che ho un sacco di carne al fuoco (leggi post), ma mi perseguitano: mi vengono a cercare, a blandire, a tentare, a bussare alla porta travestini da postini e da Testimoni di Geova, a improvvisare danze vatusse, o a cantare le canzoni dei ‘battellieri del Volga’ in giardino.

Tutto, qualsiasi cosa pur di farsi notare e meritarsi un post, come la piu’ spregiudicata di quelle veline assetate di celebrita’ che loro disprezzano tanto e io invece no.


Tento di dribblarli, ma loro non mollano. Assidui, pervicaci, ostinati e indefessi.


E per l’ennesima volta ci sono riusciti.


Aveva ragione l’impareggiabile Nadja Jacur in uno dei suoi micidiali commenti che mi permetto di citare:


«…la sinistra fa molto piu’ ridere»


Andiamo con ordine:


Nella ridente cittadina di Lecco, alligna un’associazione politica molto attiva che si definisce, cito testualmente dal loro sito sull’interwebz: «una sorta di 'evoluzione' del movimento 'Amici di Beppe Grillo'»

Ora, a parte il fatto che in un simile contesto, 'evoluzione' e’ una parola grossa, l’associazione dei nostri amici grillini e anticapitalistimperialistiecosbroc si chiama:


QUI LECCO LIBERA


E questo link vi portera’ al loro sito web.


La prima reazione quando mi sono imbattuto nel sito, e’ stata un sorrisone a trentadue denti.

Mi sono infatti detto: «sta a vedere che questo e’ che so, un gruppo di lesbiche, nel qual caso scrivo loro una e-mail per dirgli che sono assolutamente leggendarie e se posso aggiungerle ai miei link»

Cosi’, mi sono dedicato alla lettura della sezione 'Chi siamo' del sito, e mentre l’orrendo groviglio lacoontico di cazzate si dipanava inesorabilmente sotto i miei occhi, il mio stato d'animo era il seguente :


Immaginate di essere lo spettatore di un film di serie z che ha per protagonista un adolescente che viene lasciato solo a casa un sabato sera dai genitori.

Non appena scomparsi dalla vista questi ultimi, il ragazzo si lancia sul divano del salotto, accende la televisione, infila nel lettore DVD un pornazzo gang-bang malese e inizia a masturbarsi con inaudita ferocia, avendo cura di mantenere la mano libera immersa in un contenitore da insalata pieno di Nutella.

(La cosa della Nutella l’ho messa per dare un tocco ‘lynchiano’ e quindi molto ‘malato’ a tutta la faccenda. Tipo la maschera a ossigeno di Dennis Hopper in ‘Velluto Blu’. Solo che lui e’ David Lynch e io no. E credo che si sia capito).

Naturalmente, il nostro eroe indossa anche le cuffie per godersi gemiti e orgasmi in pieno ‘sensurround’.

Un errore da imbecille che avra’conseguenze funeste.


Improvvisamente, dissolvenza, e la macchina da presa inquadra i genitori sul vialetto del giardino di casa.

Il babbo ha dimenticato la carta di credito e stanno tornando a prenderla.


A quel punto, stretti nella morsa involontaria e implacabile dell’immedesimazione, voi e gli altri spettatori venite colti da copiosi sudori freddi, e dentro al vostro cerebellum una vocina chioccia e insistente comincia a recitare: «Gesu’, Budda, Allah, l’Essere Supremo di Robespierre, o chi per voi, vi prego: fate che il ragazzo smetta. Fate che per un colpo di fortuna, o semplice sospetto, si tolga le cuffie, senta i passi in giardino e si affretti a sgomberare tutto l’ambaradan per farsi trovare a leggere in assoluta tranquillita’ e con una colonna sonora ‘ambient’, le ‘Lettere dal carcere’ di Gramsci»


Lui invece non demorde, e anzi, accelera il ritmo continuando ad abusare di se stesso con metodico parossismo wagneriano, schizzando nel contempo, Nutella everywhere.


Dissolvenza. La chiave gira nella toppa.

Primo piano dei genitori che sorridono.


Voi e il pubblico conflagrate. In un bagno di sudore, le mani adunche avvinghiate ai braccioli, urlate disperati : «Maledetto segaiolo figlio di puttana, SONO ALLA PORTA. SVEGLIATI! Togliti quelle cazzo di cuffie che sei ancora in tempo!»


Ma cio’ non accade.


Non esiste lieto fine per gli imbecilli.


Ecco (grazie Astrosio), io mi sentivo esattamente come il pubblico di quel film di serie z.


Scorrevo la pagina web di QUI LECCO LIBERA, stretto nella morsa involontaria e implacabile dell’immedesimazione e mi ripetevo: «Gesu’, Budda, Allah, l’Essere Supremo di Robespierre, o chi per voi: fate che almeno uno di questi grillini sinistrici , colto da un momento di lucidita’, abbia aggiunto da qualche parte un trafiletto che recita: Potreste non essere d’accordo con noi, ma ammettetelo: il nome che abbiamo scelto fa ammazzare»


Tutto questo, perche’ in fondo sono buono. E avrei pensato: «si’, grillini sinistrici. Il nome e’ davvero ganzo. Chapeau»


Ma cio’ non e’ accaduto.


(Vedi lieto fine)


In un maestoso crescendo rossiniano di vaccate, la pagina web di QUI LECCO LIBERA si chiude con una commovente ammissione di tragica e dostoevskijana impotenza che riporto testualmente:


Qui Lecco Libera, che dire di piรน?!


Nulla. Va bene cosi'.


PS Vi segnalo un debutto che ho aggiunto ai miei linchi. Il blog della siorina Ashley Richards, che a mio parere «ci ha un blog che mi piace, a giudicarci dall’inizio»


PPS Grazie a Edika per il titolo.