Sunday, 24 January 2010

Communication Breakdown


Il 28 luglio del 2014 saranno passati esattamente cent'anni dall'inizio di un conflitto che cambio' il volto del mondo e dell'Europa, che fu una delle cause della Rivoluzione Russa, e indirettamente, della seconda conflagrazione planetaria del 1939.
Questo e' il primo di una serie di tre post dedicati alla Prima Guerra Mondiale tramite i quali cerchero' di illustrare e raccontare alcuni aspetti politici, sociali, economici e militari poco noti al grande pubblico, di una guerra la cui memoria e' ormai sbiadita, e le cui voci, sopravvissute alle trincee dell'Artois, del Carso, Gallipoli, o alle titaniche battaglie di movimento del fronte orientale, sono ormai mute per ragioni anagrafiche.

E' una roba lunghetta, mettetevi l'anima in pace.

Se non altro, fornira' (mi auguro) qualche argomento in piu' agli studenti, ai quali viene posta una delle piu' terrificanti domande della storia del programma scolastico ministeriale del Belpaese:

«Pustolazzi, visto che sembri tanto ansioso di comunicare con tutti, hai studiato?»

«Errr, prof, posso spiegare: ieri, al funerale di mio nonno, un commando delle Tigri Tamil si e' messo a sparare sul corteo funebre, quindi...»

«Le Tigri Tamil a Frosinone, Pustolazzi? Interessante. Bene, dal momento che sei un testimone della Storia, perche' non ci rendi edotti di un altro peculiare fenomento storico: Loris Pustolazzi, perche' non ci spieghi LE VERE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE?»

THUD! La testa di Pustolazzi si abbatte pesantemente sul banco.

Cominciamo con l'aspetto militare.

Credo che il modo migliore per definire il conflitto che insanguino' l'Europa e il mondo dal 1914 al 1918, sia: «una guerra del XIX secolo combattuta con armi e tecnologie del XX secolo».

Questa contraddizione, e le inevitabili limitazioni che ne derivarono a livello operativo e di teatro, influenzarono pesantemente le scelte tattiche e strategiche degli alti comandi della Triplice Intesa - originariamente Francia, Serbia, Inghilterra & Commonwealth, Russia e dal maggio 1915 Italia - e della Triplice Alleanza - originariamente Austria-Ungheria, Germania e Italia, quest'ultima, in virtu' della propria iniziale neutralita', sostituita dall'Impero Ottomano nel 1914 .

Per correttezza storica va altresi' sottolineato che con i crucchi si schiero' la Bulgaria, mentre gli Alleati contarono sulla partecipazione del Giappone nell'agosto 1914, degli Stati Uniti dall'aprile 1917, piu' Romania, Portogallo e...

...per farla breve, il primo round della serie: "L'amico Fritz contro il Resto del Mondo".

La prima di queste contraddizioni e' nella natura stessa del conflitto, che paragonato a quello successivo e alla maggior parte di quelli del XX secolo, fu curiosamente "civilizzato".

Nessuna grande citta' europea venne rasa al suolo, le perdite fra i civili furono oggettivamente basse (a parte la Serbia) e infine non vi furono persecuzioni, pulizie etniche, massacri di prigionieri, o genocidi su larga scala, legati a fattori ideologici.
Quel che avvenne dopo in Russia e in altri paesi, non fa parte della Prima Guerra Mondiale, ma delle sue conseguenze.

Pregasi inoltre, non menarla con gli Zeppelin o i bombardieri Gotha su Londra. La loro efficacia e letalita' bellica, se paragonata al bombardamento strategico della Seconda Guerra Mondiale, fu pari a un gigantesco zero, e dettata principalmente da motivi propagandistici.

La guerra terrestre fu prevalentemente "rurale", combattuta al di fuori dei centri urbani, e nel caso del Fronte Occidentale (compreso quello italiano), si svolse in aree geografiche relativamente ristrette.

Fu tuttavia una guerra "totale", nel senso che si attribuisce solitamente al termine: ovverossia dove tutte le risorse umane, industriali, intellettuali e materiali delle nazioni coinvolte, vengono mobilitate, finalizzate e subordinate alle esigenze belliche, e alla sconfitta del nemico.

In tal senso, possiamo anche inserire la campagna di guerra sottomarina indiscriminata che la Flotta di Alto Mare tedesca (Hochseeflotte) condusse nel 1917 contro l'Inghilterra, mettendola quasi in ginocchio.

In tal senso, possiamo anche continuare a stupirci dell'idiozia dell'ammiragliato britannico, che puntualmente, e nonostante le amare lezioni apprese sull'importanza dei convogli, ripete' gli stessi identici errori nella Seconda Guerra Mondiale, con conseguenze quasi altrettanto catastrofiche.

Un altro importante elemento che rispecchia le contraddizioni fra XIX e XX secolo, e' legato al ruolo dell'industrializzazione e della produzione di massa.

In mancanza di grandi formazioni meccanizzate e di flotte aeree significative, tutto quello che si doveva produrre era relativamente poco sofisticato, e consisteva in: armi, munizioni, cibo e uniformi.

Una capacita' che le industrie e la tecnologia dell'epoca erano in grado di soddisfare e soddisfecero in quantitativi prodigiosi e sconosciuti fino ad allora.

Quello che comincio' a scarseggiare verso la fine della guerra, fu invece il materiale umano, o come lo definirebbe il caporale per grazia di Dio Joseph Porta: «Culi a buon mercato...».

Per non parlare poi degli incredibili balzi in avanti della scienza: furono i "cerfelli di cranti scienzati teteschi di Cermania", esimi professori Fritz Haber e il premio Nobel per la Chimica Carl Bosch, che permisero al Kaiser di battersene altamente le palle dell'embargo sui nitrati del Cile, vitali per la produzione di esplosivi, e senza i quali la Germania sarebbe durata sei mesi al massimo.

Haber e Bosch, dopo aver fatto un elaborato pernacchione agli Alleati, inventarono e perfezionarono il processo di produzione dell'ammoniaca sintetica, e come risultato, un'idea che avrebbe dovuto originariamente trovare applicazione nel campo dei fertilizzanti per produrre concime a basso costo e sfamare gli abitanti del pianeta, fini' con l'ucciderne milioni.

HAHAHAHAHA. Impagabile il senso dell'umorismo dei crucchi...

E per i fan del Barone Rosso ho purtroppo una bruttissima notizia: l'aeroplano non influi' in maniera determinante sull'andamento del conflitto.
A parte i cavallereschi e romantici duelli fra biplani e triplani, l'idea di supporto aereo e attacco al suolo, era praticamente inesistente, e anche gli occasionali mitragliamenti sulle truppe in ritirata, non vennero mai applicati in maniera sistematica, e soprattutto decisiva.
Cosi' come il bombardamento strategico sulle fabbriche, i depositi di munizioni, e i centri di comunicazione e controllo del nemico.

Eserciti e rifornimenti si muovevano principalmente in treno, a cavallo, o col "cavallo di San Francesco", leggi le gambe del fante, e qui arriviamo al primo vero esempio di "communication breakdown", dove la differenza fra tecnologia avanzata e infrastrutture inadeguate si fa stridente.
L'Europa del 1914 era coperta da una efficiente e vasta rete di ferrovie, e quella tedesca -«offiamente, Ja» - era la piu' efficiente di tutte.
Mai nella storia dell'umanita', gli alti comandi avevano avuto la possibilita' di spostare cosi' tanti uomini, in cosi' poco tempo, su cosi' ampi spazi, e cio' si rivelo' di fondamentale importanza per posizionare riserve in punti critici del fronte.
Ma questa straordinaria capacita' di "tappare i buchi" si rivelo' paradossalmente un handicap, in special modo sul fronte orientale dove c'erano enormi spazi da percorrere, sia per gli attaccanti, sia per i difensori che avrebbero dovuto passare al contrattacco.

Gia', perche' una volta scesi dal treno, e raggiunta la zona di combattimento, gli uomini dovevano essere sfamati e riforniti di munizioni.
Il che non era un problema finche' si restava a una quindicina di chilometri circa dai depositi e dalle stazioni: i cavalli sopperivano adeguatamente.

Superati i venti chilometri tuttavia, e specie quando si passava all'offensiva in territorio nemico, con conseguente "allungamento" delle linee di rifornimento, la quantita' e la lentezza delle salmerie ippotrainate cominciava a creare problemi.

Lo so che sta per arrivare il furbetto con il "domandone": «Minchia Yoss, ma che cazzo dici, c'erano i camion, e i tassisti parigini in automobile portarono le truppe francesi sulla Marna»

Caro il mio pirlettis, c'erano si' i camion, e si utilizzarono (anche le ambulanze), ma non c'erano le stracazzo di strade. Non esisteva una rete viaria capillare paragonabile per esempio a quella della Seconda Guerra Mondiale (che gia' non era il massimo), semplicemente perche' le automobili nel 1914 erano un lusso che pochi potevano permettersi.

Anzi, le strade esistevano, ma erano strade del XIX secolo: relativamente poche, non concepite per il motore a scoppio, e i camion dell'epoca erano mezzi decisamente fragili dal punto di vista meccanico, per affrontare lunghi percorsi non asfaltati, se non addirittura impraticabili.

E comunque la Marna era a una ventina di chilometri da Parigi e quello dei tassisti fu un exploit isolato che non decise l'esito dello scontro.

Alla luce di queste condizioni, e per il fatto che gli eserciti si muovevano a piedi sui campi di battaglia, era quasi impossibile ottenere sfondamenti e avanzate fulminee in profondita', come quelli che avvennero nella Seconda Guerra Mondiale tramite divisioni corazzate, meccanizzate o motorizzate.

L'altro fattore chiave nella "communication breakdown" riguarda il rapporto fra la terrificante letalita' delle armi e dell'artiglieria impiegate dalle armate dell'epoca, e la sconsolante arretratezza dei mezzi di comunicazione sul campo di battaglia.

Si' si' ok, la mitragliatrice, le trincee e il filo spinato, ma ora vi spiego perche' le mitragliatrici e tutto l'ambaradan furono cosi' devastanti nel 1914, e lo furono invece in maniera minore nel 1939.

L'elemento costitutivo degli eserciti della Grande Guerra (e anche oggi) fu un'invenzione del nanetto corso (Napoleone per gli ignoranti...), ossia la divisione.

Una divisione, allo scoppio del conflitto, era formata in linea di massima da 12.000 uomini suddivisi in dodici battaglioni, con dodici batterie di artiglieria di supporto, per un totale di settantadue cannoni e ventiquattro mitragliatrici.

Il che, in termini di potenza di fuoco erogata in un minuto di azione, equivaleva a 120.000 colpi di fucile a ripetizione, e un migliaio di proiettili d'artiglieria.

Tutto cio', escludendo le mitragliatrici.

Un vero e proprio muro di fuoco concepito per l'attacco, dottrina che all'epoca prevaleva sulla difesa e le opere fortificate, considerate ormai superate in virtu' della spaventosa potenza e precisione dell'artiglieria pesante e leggera.

Sfortunatamente per i teorici militari del 1914, quando i tedeschi dopo la battuta d'arresto sulla Marna decisero di mettersi sulla difensiva su un terreno scelto accuratamente, quella cortina di piombo si rivelo' un ostacolo insuperabile per gli attaccanti della Triplice Intesa.

O meglio, si sarebbe potuto superare se al posto di rudimentali telefoni da campo ci fossero state le radio portatili della Seconda Guerra Mondiale.

Ora: la classica immagine dell'attacco durante la Grande Guerra e' quella tramandataci da film e libri come " Niente di nuovo sul Fronte Occidentale".

Un immane carnaio dove ondate di uomini mandati letteralmente in bocca alle mitragliatrici, vengono falciati a migliaia sui reticolati, prima ancora di poter raggiungere le trincee nemiche.

Questo e' vero solo in parte, e quando avveniva, di solito era perche' o l'attacco era stato mal concepito, ergo lo si scagliava contro una postazione erroneamente ritenuta debole, oppure lo sbarramento iniziale d'artiglieria non aveva sortito l'effetto sperato sulle opere fortificate del nemico.

E' quello che accadde nel luglio 1916 in diversi settori del fronte durante l'offensiva sulla Somme, quando i mitraglieri tedeschi smisero di sparare sulle truppe britanniche attaccanti, e parecchi di essi furono trascinati via dall'arma in lacrime, o in preda a una crisi di nervi.

La causa non fu un improvviso soprassalto di pacifismo dei crucchi, bensi' il fatto che quella che doveva essere una battaglia dove si combatte per paura e istinto di sopravvivenza, si era trasformata in un orrendo macello.
Migliaia di Tommies in preda al panico avevano gettato le armi dandosi alla fuga, e per i mitraglieri tedeschi, cio' che era iniziato come una lotta "mors tua, vita mea" si era trasformato nell'azione criminale di un gruppo di assassini piscopatici che sparano a sangue freddo su una folla inerme e terrorizzata, con armi da 500 colpi al minuto (Maschingewehr modello 1908).

Decisamente troppo anche per chi pensa di combattere per una giusta causa, ed e' sano di mente.

Ma nella maggior parte dei casi, quando le cose andavano storte, non seguivano quel copione. Lo sbarramento d'artiglieria iniziale solitamente riusciva ad aprire varchi nei reticolati, e a neutralizzare la linea avanzata di difensori, mentre la prima ondata di attaccanti, generalmente, arrivava a conquistare le trincee nemiche.

Il vero problema, e' che una volta aperto un varco, non si riusciva a sfruttare la breccia in maniera sufficientemente rapida da penetrare in profondita' nelle linee tedesche, e allo stesso tempo, impedire alle riserve del nemico di concentrarsi e "tappare la falla", se non addirittura di contrattaccare.

Si perdeva tempo preziosissimo cercando di coordinare l'avanzata delle truppe che avevano sfondato, il sopraggiungere delle indispensabili riserve destinate a far proseguire l'attacco, e il fuoco di copertura dell'artiglieria, essenziale per tenere lontano il nemico.

Questo perche' gli unici mezzi di comunicazione a disposizione dei comandanti di compagnia, battaglione, reggimento, divisione e corpo d'armata, per seguire in tempo reale l'evolversi di una battaglia del XX secolo, erano staffette, portaordini e piccioni viaggiatori del XIX secolo.

Il telefono, diffuso ampiamente all'epoca, era un mezzo eccellente per comunicare fino alle proprie linee, ma una volta oltre i parapetti delle proprie trincee, e nella terra di nessuno, i comandanti di battaglione perdevano letteralmente i contatti con i propri uomini.
In questo senso ci sono innumerevoli testimonianze di ufficiali superiori.

Il telefono da campo necessita infatti di cavi, e questi non ci sono, o sono stati tagliati dall'artiglieria, sia nella terra di nessuno, sia nelle trincee nemiche, e rimangono comunque estremamente vulnerabili e pericolosamente suscettibili di interruzioni quando si trovano in prima linea.

Le radio esistevano, ma erano aggeggi molto ingombranti, che necessitavano di grosse batterie, e che quindi non si potevano portare sulla schiena come a Stalingrado, o in Vietnam.

E in piu', non si poteva trasmettere la voce, ma solo il codice Morse. La trasmissione vocale fu un'invenzione successiva.

Nel 1915 a Neuve Chapelle, successe esattamente questo, e per lo stesso motivo, tante altre offensive alleate sul fronte occidentale, fallirono sanguinosamente dopo essere iniziate sotto i migliori auspici.

L'attacco inglese, preceduto dal solito bombardamento, era iniziato alle sette del mattino del 10 marzo, e per le otto, i britannici avevano sfondato le linee tedesche e conquistato il piccolo villaggio di Neuve Chapelle.

La rotta tedesca era stata totale, e il comandante inglese del battaglione di centro, resosi conto dell'incredibile opportunita' di penetrazione che gli si offriva, invio' una staffetta al quartier generale per chiedere il permesso di incalzare il nemico.

La risposta arrivo' alle nove e mezza, e fu comunque negativa, perche' l'avanzata non era prevista dal piano, ma solo la conquista del villaggio.

E quello fu il primo errore di valutazione tattica e di intelligence del comando di brigata inglese, che non aveva il polso della situazione in tempo reale, come l'ufficiale al fronte.

Verso le dieci, i tedeschi, che nel frattempo si stavano riorganizzando, misero in atto un piano semplice e ingegnoso (come la maggior parte dei piani dei crucchi) che avrebbero poi utilizzato nel resto del conflitto per chiudere le falle.

In attesa dei rincalzi, rinforzarono con alcune mitragliatrici le estremita' della breccia, prendendo d'infilata (sui fianchi) le truppe britanniche spintesi in avanti, costringendole a cercare riparo e provocando gravi perdite.

Una volta giunti i rinforzi, i crucchi, esattamente come farebbe un chirurgo, contavano di avvicinare progressivamente gli "orli della ferita" partendo dai punti d'appoggio, per poi "suturarla".

Mentre i tedeschi cominciavano a premere, le riserve britanniche che avrebbero dovuto aggiungersi alle truppe che avevano sfondato, restarono imbottigliate nella terra di nessuno, poiche' il fuoco delle mitragliatrici impediva alle avanguardie di proseguire, e a loro di raggiungerle.

Novemila uomini, ammucchiati come polli, in uno spazio di poche centinaia di metri quadrati.

Per puro culo, quel giorno e in quel settore, l'artiglieria tedesca si trovo' a corto di munizioni, altrimenti vi lascio immaginare l'immane e orribile carnaio...

In molte altre occasioni simili, inglesi e francesi non godettero dello stesso favore da parte della Dea Bendata.

Ad ogni modo, i cannoni inglesi nelle retrovie, privi di radio e avvertiti in ritardo tramite le solite staffette, non riuscirono a organizzare una risposta per alleviare la pressione tedesca sui fianchi prima delle undici e mezza, e a quel punto era gia' troppo tardi.

Quando finalmente inizio' il bombardamento d'appoggio, gli ufficiali delle punte avanzate britanniche inviarono disperati un altro giro di staffette per pregare il comando di divisione di lasciarli attaccare e sbloccare la situazione.

Ma una volta raggiunte le proprie linee, i messaggi dovevano essere trasmessi telefonicamente lungo tutta la catena di comando, ovverossia: compagnia, battaglione, brigata e divisione, per poi essere esaminati, ponderati, modificati, trascritti su carta in ogni singolo dettaglio, ed essere rispediti indietro seguendo la stessa trafila.

Il risultato era che spesso, una volta giunto al generale di divisione, quel messaggio non rispecchiava piu' situazione sul campo di battaglia che si evolveva in tempo reale, e gli ordini che venivano impartiti erano tragicamente anacronistici.

Nel caso di Neuve Chapelle, l'ordine di continuare l'attacco inglese alla fine arrivo', ma alle cinque e mezza del pomeriggio, quando ormai i tedeschi avevano respinto i britannici e gridavano "Pirla, pirla..." ai fuggiaschi.

La cosa piu' assurda e' che a quel punto generalmente, i tedeschi passavano al contrattacco e dopo aver preso le trincee inglesi...indovinate un po'?

Si trovavano nella stessa identica situazione, con telefoni da campo mal funzionanti o interrotti, e nella necessita' di affidarsi a staffette.

Piu' si andava avanti, piu' si perdeva il contatto con le linee telefoniche, e piu' difficile e arduo diventava comunicare con le retrovie.

Alla fine, tutto si risolveva in un delirante e sanguinoso "tira e molla", i cui vantaggi territoriali si misuravano in un paio di chilometri al massimo, e quando andava bene.

E anche l'artiglieria, che nella Grande Guerra contava su sistemi di controllo e di computo del tiro estremamente avanzati, era piagata dallo stesso problema.

Era praticamente impossibile richiedere il supporto delle batterie per rispondere in tempo reale all'evolversi della situazione.

Palloni e osservazione aerea non erano una soluzione permanente, perche' senza la radio i primi erano costretti a portarsi il telefono in mongolfiera o dovevano ricorrere alle segnalazioni luminose in Morse, e i secondi, anche se l'avessero avuta, non possedevano la tecnologia per la comunicazione vocale alle centrali di tiro.

Senza contare i caccia nemici. I duelli aerei nacquero proprio dall'esigenza di difendere o contrastare, gli osservatori avanzati dell'artiglieria nel cielo.

Si provo' anche a utilizzare il cosiddetto "creeping barrage", ossia il tiro di sbarramento che precedeva e accompagnava l'avanzata della fanteria, e anche qui, cazzi da cagare. La enorme precisione dei cannoni - nell'ordine della decina di metri - diventava praticamente inutile perche' non si riusciva a comunicare con le truppe che avanzavano, se non servendosi di una serie di tabelle rudimentali basate sulla distanza percorsa da una unita' di fanteria in un minuto.

E' evidente che bastava poco per mandare tutto in vacca, e comunque gli ufficiali addetti al tiro spesso aumentavano l'intervallo di tempo fra le varie salve, per evitare di colpire i propri uomini,vanificando pero' l'effetto di copertura della fanteria, e di soppressione (nel senso di fargli tenere giu' la testa) del nemico, per il quale era stato invece concepito il "creeping barrage".

Fino all'utilizzo in massa dei carri armati nel 1917-18, e all'elaborazione di tattiche d'infiltrazione e aggiramento dei caposaldi da parte dei tedeschi (che servirono come base per la blitzkrieg successiva), ogni attacco era quasi inevitabilmente condannato al fallimento.

Gli eserciti della Grande Guerra erano in sostanza titani afasici dotati di armi moderne e assai sofisticate, e i suoi generali, uomini che combatterono una guerra del XX secolo con una mentalita' e dei piani, buoni per il XIX secolo.

Figure come Haig, Cadorna, Joffre, Falkenhayn e Samsonov, non ebbero mai l'imaginazione, la flessibilita' e l'intelligenza necessarie, per uscire da quello stallo ed evitare massacri immani e inutili.

Furono una banda di pirla, ogni tentativo di riabilitarli e' storicamente criminale, e andrebbe punito con legnate sulle dita.

Dimenticavo: l'attacco di Neuve Chapelle fu una delle battaglie piu' importanti nella storia dell'umanita'.

Se qualche inglese avesse avuto una mira migliore, o se la Dea Bendata non fosse come la sfiga che ci vede benissimo, il caporale della 6 Divisione Bavarese della riserva Adolf Hitler, ora sarebbe solo un nome fra i quindici milioni di caduti della Grande Guerra.



1917-Foto aerea del sistema di trincee nelle Fiandre. Quelle britanniche sono nell'angolo in alto a sinistra. In mezzo, la terra di nessuno. I puntini bianchi non sono la "granatura" della foto, bensi' i crateri delle bombe...

54 comments:

Anonymous said...

l'onore del primo commento.
IMHO, semplicemente tutto quello che un saggio storico dovrebbe essere.
bellissima lettura.
grazie.
fre.

falecius said...

Devo ancora leggere tutto, ma già mi piace un casino. E sono d'accordo, solo che:
"massacri di prigionieri, o genocidi su larga scala, legati a fattori ideologici."

Dimentichi l'Armenia. O meglio, quella che fino a quel momento ERA l'Armenia.

Yossarian said...

@Falecius

"Dimentichi l'Armenia.

Faccio ammenda Dott, hai perfettamente ragione ed e' strano che mi sia sfuggito, dal momento che uno dei primi libri che lessi da bambino...anzi, l'hai letto "I quaranta giorni del Mussa Dagh" di Franz Werfel ?

Lo sterminio degli armeni fu l'eccezione che conferma la regola, e ovviamente ci voleva un vero storico per colpire nel segno.

Fra l'altro, la Turchia nega ancora oggi che vi sia stato un genocidio, perche' di quello si tratto', e la parola "genocidio" venne utilizzata per la prima volta in quell'occasione.

Ma hai fatto bene a parlarne, poiche' non perdero' l'occasione di citarlo nel post dedicato alla fuga del Goeben e del Breslau.

Me ne scuso anche in maniera indretta con tutti gli armeni.

:-)

Yossarian said...

@Fre

Grazie.

:-)

falecius said...

Yoss: no, Werfel mi manca, ma ne ho sentito parlare molto bene e mi riprometto di leggerlo non appena potrò.
Leggere molti libri per lavoro non è necessariamente una fortuna, ti costringe a rimandare i libri che vorresti leggere davvero :D.
Sulla questione "negazionismo turco del genocidio", invece, ho letto diverse cose. Mi pare di averci anche scritto un post, tempissimo fa, ma vallo a ritrovare... In particolare ti consiglio "Nazionalismo turco e genocidio armeno" di Taner Akçam (che peraltro è turco).

Sulla questione, la notizia, di qualche mese fa, è che armeni e turchi hanno cominciato a rivolgersi la parola. Come credo tu sappia, gli "islamistiaiutointegralistiradicaliiii!" attualmente al governo in turchia sono assai più ragionevoli su alcune questioni, tra cui questa e quella di Cipro, di quanto non fossero i precedenti governi nazionalisti di destra, per non parlare di quelli militari.
E' possibile che se il partito di Erdogan resta al potere, si arrivi al riconoscimento.
La cosa desta meno meraviglia se pensiamo quanto ci ha messo l'Italia ad ammettere le atrocità fasciste in Libia.

Palmiro Pangloss said...

Bellisimo post Yoss, fosse per me ti farei baronetto.

Anonymous said...

Post splenderrimo, 92 minuti di applausi. Grande Yossarian, ti leggo sempre con ammirazione.
Marco

Tommy Angelo said...

Ricordo che rimasi stupito del fatto che dopo i primi mesi di guerra l'Italia si trovò a corto di ufficiali perché, addestrati alle virtù guerriere della guerra napoleonica, camminavano impettiti di fronte alla mitraglia, venendone naturalmente falciati.

Dovettero proprio dirgli di non farlo.

Anonymous said...

Capo! Ho goduto come un riccio. Ho un legame particolare con la GG e leggerne, e bene come nel tuo post, è sempre un piacere.
Sappi che il mio culo ti appartiene.

rdv

Anonymous said...

«Pustolazzi, visto che sembri tanto ansioso di comunicare con tutti, hai studiato?»

Ecco, i miei professori di storia fecero una e una sola volta quest'errore.
Perche' poi mi alzavo, andavo alla cattedra e cominciava la sciarada. "Saro' Breve", mi chiamavano.
"Prof, prof, posso raccontare la battaglia di Nikolajewka? Nel dettaglio, si? Battaglione per Battaglione? Partendo dal Tirano e finendo con l'Edolo? (Oh, si, si, dimmi di siiii) Me la regala questa mattinata? (Ah, che fico, che fico, ora caco a spruzzo facendo uno schizzo alla lavagna del famoso snodo ferroviario)"
Tutti mi hanno interrogato in storia una sola volta. Nella vita.
Dopodiche' lasciavano perdere fino alla fine del ciclo di studi. Non era un bello spettacolo.

«una guerra del XIX secolo combattuta con armi e tecnologie del XX secolo»

Sni, sni... direi anche XVIII secolo, massimo inizi XIX.
E' stata una guerra del XX secolo combattuta da generali con mentalita' napoleonica, ecco.
Una superficialita' appena accettabile nella ACW (1861-1864), ma decisamente folle 50 anni dopo... e con una ACW che non aveva insegnato niente.
PS: ottimo escursus sullla mitragliatrice. IMHo hai trascurato la canna rigata, vera altra differenza tra WWI e il precedente ciclo di guerre europee: quelle napoleoniche, encore.

<>

Vero, con l'eccezione del rapporto stato maggiore/truppa in Italia.
Primitivo.

PS: IMHO, con molta H, credo che per capire bene la WWI sia necessario prima padroneggiare l'ACW. Non parlo di cause, motivazioni, etc. Parlo proprio da un punto di vista tattico, strategico, tecnologico, guerra totale, etc. Trad: SE gli S.M. europei avesserostudiato l'ACW la WWi sarebbe stata tutta un'altra guerra.

--
Nadja Jacur

Anonymous said...

Bellissimo post Yoss

Carlo

ah è probabile che ti abbia mandato un e-mail che publicizzava materiale elettronico cinese, scusa ovviamente virus nel computer.

Gillipixel said...

Spettacolare, Yoss: ho imparato più cose sulla Grande Guerra da questo tuo scritto che da 20 anni di scuola :-)
e mi limito coi complimenti, se no poi mi sgridi :-)
Ma a parte gli scherzi, è proprio un piacere ogni volta leggere i tuoi pezzi di storia, sono sempre di una ricchezza documentale ammirevole e mettono in rilievo aspetti poco noti, ma fondamentali...Joseph Porta (...ho dato un'occhiata veloce su wiki) mi ha aperto un capitolo sterminato di nuove possibili letture, e l'indolente scolaro Pustolazzi è già un mio idolo praticamente da sempre :-D
Grazie per le cose belle che scrivi

essere disgustoso* said...

sì, però senza hitler ci saremmo persi un sacco di battute razziste. e io adoro le battute razziste.

scherzi a parte, bel post, yoss. io di armi o vicende belliche ne so poco. esclusi i congressi di rifondazione.

a mio ininfluente giudizio, la vera tragedia della prima guerra mondiale sono state le poesi di ungaretti.
ed è assurdo che a nessuno sia venuto in mente di mandare lì bertolaso: ma che gente governava?

ps credo che utilizzerò quella foto: mi serve qualcosa che faccia pensare subito alla vaginite di letizia mortatti.

astrosio said...

fantastico, yos. semplicemente fantastico. ecco.

Yossarian said...

@Falecius

La cosa desta meno meraviglia se pensiamo quanto ci ha messo l'Italia ad ammettere le atrocità fasciste in Libia.

Temo che in certi ambienti la favoletta morale "italiani brava gente" sia dura a morire.

Voglio dire: e' in parte vera, sicuramente non siamo stati al pari delle Waffen SS o di certe divisioni del Mikado, tuttavia un po' di senso critico sull'operato di Graziani in Libia e sulla repressione in Etiopia sarebbe il benvenuto.

Non sara' stata a livello di quella nazista, ma fu fu spietata.

Yossarian said...

@Palmiro

Grazie Palmiro. So che apprezzi questi post, e a me piace molto scriverli.

:-)

Baronetto magari no, ma un vitalizio di 50.000 sterline, anzi facciamo euro, all'anno, sarebbe ben accetto...


@Marco

Un saluto a te Marco, e thank you very much.


@Nadjia Jacur ( detta la "perfida")

"Perche' poi mi alzavo, andavo alla cattedra e cominciava la sciarada. "Saro' Breve", mi chiamavano.

Ovviamente dopo un'inizio cosi' la mia giornata non puo' che andare per il meglio, LOL.

Sai una cosa sulla ACW? Hai perfettamente ragione.

Fra l'altro sono un superesperto sulla ACW ed e' in programma un post.

Tempo fa mi arriva un tizio USA con cui giocavo ai wargames e m fa:

"Sono di Fredericksburg..."

Non l'ho lasciato finire. Conoscevo i dintorni della citta' meglio di lui, compreso il muretto sulla cima della collina dove i confederati respinsero i nordisti.

Comunque, si' e' vero: la ACW fu la prima guerra moderna della storia, e anche la prima dove treni e telegrafo giocarono un ruolo decisivo.

I comandanti europei avrebbero dovuto imparare da Grant, Sherman, Lee e Jackson.

Credo che la "pattuglia" di generali della Guerra di Secessione sia stato il meglio che gli USA hanno prodotto in termini di menti militari.
Nettamente superiore a qualsiasi cosa europea fino all'avvento dei generali russi e tedeschi della Seconda Guerra Mondiale.

E notare: le truppe di Lee o Grant non si battevano contro indigeni male armati come quelle di inglesi di Kitchener o di Napoleone III...ma contro avversari cazzutissimi.

La "Difesa Attiva" di Lee fu un capolavoro degno di Napoleone.

La studiarono anche i generali sovietici.

Vero in linea di massima anche sulla canna rigata, ma quella si era gia' vista con la Guerra Franco-Prussian.

PS Come mai tendo a tifare per i confederati? Non saro' fascista? Eppure amo molto i neri.

Yossarian said...

@Essere Disgustoso

"sì, però senza hitler ci saremmo persi un sacco di battute razziste. e io adoro le battute razziste."


ED mi hai fatto ammazzare, fra il commento qui e il tuo post sulle riabilitazioni, ero morto.

Senti, una cosa te la devo proprio dire a proposito di satira:

Ho seguito la menata fra Barbareschi e il Blog di satira Spinoza.

Non entro nel merito di Barbareschi perche' ho una dignita'.

Tuttavia, spinto dalla curiosita' sono andato a leggere sto blog famoso che sarebbe tanto intelligente e di cui ogni tanto, qualche blog sinistro si vanta gallinescamente di farne parte. Vebbe', affari loro.

Se la cantano e se la suonano come sempre.

In ogni caso, a parte qualche battuta oggettivamente bella, il resto e' di una istituzionalita' sconcertante.

"Berlusconi, la destra, la destra, Berlusconi..."

Veramente il blog dei professorini intellettualoidi e degli architetti di sinistra che pensano di essere "fini dicitori" e grandi umoristi.

Ovviamente siamo lontani anni luce da Cuore e dal Male, o dai Guzzanti, lui, non la sorella, e da certe cose belle della prima Dandini.

E siamo anche lontani anni luce da te.

Io mi diverto molto a leggere il tuo blog e credo che la tua satira sia molto divertente.

Lo so che non sei di sinistra, ma comunque simpatizzi.

Ma mi diverte anche il Mastroviti,tanto per citare uno di sinistra.

Insomma, voi mi fate ridere e loro no.

Dov'e' tutta l'intelligenza e la satira di Spinoza?

E' questo il meglio che a sinistra sanno produrre in termini di umorismo?

Spero di no...altrimenti sono messi peggio di quel che pensavo.

Ciao.

:-)

Yossarian said...

@Astrosio.

Troppo buono, come sono solito dire quando mi magno gli arancini siciliani...

:-)

@Gillipixel

.Joseph Porta (...ho dato un'occhiata veloce su wiki) mi ha aperto un capitolo sterminato di nuove possibili letture

Guarda, se leggi hassel ci sono un paio di cose secondo me, da tenerte presente:

A) Il 65% di quel che narra e' probabilmente fantasia.

B) E' un ottimo scrittore e i suoi personaggi sono incredibili.

Fra l'altro leggendo i suoi libri, oltre ai nazisti che mi stavano gia' sul cazzo, ho imparato a odiare i comunisti.

E ad amare i russi.

"Dawaji, Dawaji!"

@Carlo

Grazie vecio. :-)

No te preocupe per la spam, probabilmente l'avro' gia' nuclearizzata.

@RDV

"Sappi che il mio culo ti appartiene"

Vedro' di farne buon uso...

LOL RDV, mi fai ammazzare...

Senti, io la GG l'ho riscoperta di recente e sai che e' un soggetto assolutamente incredibile?

E' trascurata dagli storici perche' non ha le incredibili battaglie della Seconda e non possiede lo stesso pathos tragico, ma e' tuttavia affascinante.

Pensare che quel che siamo oggi e' davvero il risultato di quell'Europa sulla quale nel 1914 si "spensero le luci".

Ciao.

:-)

Anonymous said...

Uh, tendo anche io a tifare per i confederati. Questo per vari motivi

1) Hanno perso.
E non c'e' niente da fare, 9 volte su 10 io tendo a parteggiare per chi ha perso.

2) La Causa.
Sotto un certo aspetto i confederati combattevano per una causa che sentivano "di popolo", mentre gli unionisti erano piu' un ingranaggio del protocapitalismo (ok, e' detta semplice, ma spero di essermi spiegata)

3) Antischiavisti un cazzo!
- Il Nord penso' di abolire la schiavitu' solo quando comprese che la pressione sul nemico doveva essere totale. E per fare propaganda.
- Nel 1863 lo schiavismo fu abolito negli stati del sud e solo in un secondo tempo in quelli schiavisti del nord (Missouri, Kansas, Kentuky, Virginia Occ.)
- La fine della schiavitu' fu solo una facciata e saranno necessari altri 100 anni prima di iniziare solo a parlare di uguaglianca, parita', emancipazione.

Mappoi c'e' anche un discorso piu' vasto... a prescindere dalla propaganda il sud contava dei Signori, il nord delle ignobili merde (parlo dal punto di vista morale, oltre che di etichetta). Es: Lee vs Sheridan.

Cmq l'ACW e' interessante per mille motivi. Anche per il grado di coinvolgimento della popolazione. Per l'uso della propaganda. Per alcune intuizioni tecnologiche alla Julius Verne (la prima corazzata, il primo - sfigto - sottomarino, etc.)

--
Nadja Jacur

Yossarian said...

@Tommy

Guarda, Cadorna e' uno dei piu' inesplicabili figli di puttana della storia militare del Belpaese.

Incompetente, arrogante e stupido come una piastrella.

Peggio di lui, solo Badoglio.

Per non parlare del generale Capello...

Diaz, considerato l'andazzo dell'epoca era un po' piu' flessibile.

:-)

Anonymous said...

@ Yoss-Gilli

Que viva Sven Hassel!
Un mito.

Ok, ok, i suoi sono romanzi, fantasia. (Ma "Maledetti da Dio" anche no... cioe', lo e', ma solo in parte), ma scrive daddio. Commovente, tragico, ridicolo, agghiacciante. Realistico... mostra cos'e' la guerra al di la' della retorica delle parti (entrambe), al di la del soldato o del civile. Li ho letti tutti a 14 anni, quando le mie amichette di classe sdilinquivano per i Duran Duran e disegnavano stronzi cuoricini sui diari.

PS: "Stoj, dawaji dawaji! Panjemaiesti, germanski? Gavariesciti pa-ruski, ru pidor?"

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Nadja Jacur

Anonymous said...

Bellissimo post, letto con avidità quasi. Dio benedetto perché i libri di storia non erano così! Hai mai preso in considerazione l'idea di scriverne uno?? E non scherzo eh. Ora aspetto gli altri post, intanto grazie.

(Poi credo che riuscire a interessare una non fanat... ehm, appassionata di storia sia una bella soddisfazione. ;))

Baci!
giulia

falecius said...

Yoss e Nadja, a rischio di dire una cazzata, sosterrò che anche il precedente della guerra russo-giapponese del 1904-5, se considerato, avrebbe contenuto lezioni parecchio istruttive per i vari Haig, Joffre, Moltke e simili. Se non erro, fu a Port Arthur che si videro i primi intrinceramenti moderni.

Anonymous said...

Quoto felicius assolutamente!

Quel pirla del comandante nipponico, a Port Hartur, convinse i generali europei che anche nel XX secolo gli assalti frontali potevano avere un senso.

In un certo senso cio' diede conferma ad un'illusione... o contrinui' a non far capire che i tempi erano cambiati, fate voi.

--
Nadja Jacur

Yossarian said...

@Falecius

"Yoss e Nadja, a rischio di dire una cazzata, sosterrò che anche il precedente della guerra russo-giapponese del 1904-5, se considerato..."

Cazzata?

Dott, ti consiglio di cimentarti al piu' presto nella storia militare.
Hai centrato il bersaglio.

E indovina un po' chi furono i primi a capire la lezione di Port Artur, ovvero della validita' di trinceramenti, reticolati e mitragliatrici, e quindi della difesa?

I tedeschi e per la precisione, l'inviato militare di Berlino a Port Arthur colonnello Hoffmann, che oltre a essere il vero artefice della vittoria di Tannenberg, fu il primo a intuire la letalita' della mitragliatrice.

Comunque nel prossimo post parlero' della situazione politica, e credimi il modo in cui l'Europa dell'epoca collasso', e' stupefacente, e credo dovrebbe servire da lezione oggi che il mondo, dal punto di vista della frammentazione in varie potenze, e dei rigurgiti nazionalistici che oggi passano per "difesa delle tradizioni culturali ed etniche", si trova in una situazione simile.

Molto piu' interessante delle vicende militari.

falecius said...

"ti consiglio di cimentarti al piu' presto nella storia militare"

Guarda, a breve spero di scrivere qualcosa su Toussaint l'Ouverture, che come sai è un mio mito, e sulla Rivoluzione Haitiana.

essere disgustoso* said...

ti ringrazio.
alcune specifiche, però: sebbene abbia conservato la mia dignità morale non vantandomi mai di averlo fatto la perdo or ora affermando che su spinoza ci ho scritto (e ne pubblicavo due o tre a post quando avevo tempo di scriverci) fino a 6 mesi fa e rimance che, come idea, quello della satira collettiva prodotto di più menti è assolutamente azzeccata.
riguardo all'intelligenza di spinoza dovresti sapere che, se prima eravamo 300 iscritti sul forum, ora ne sono 3000 ma il numero di quelli che fanno ridere davvero è rimasto pressappoco uguale.
la linea editoriale non piace più neanche a me: sia a livello politico che non.
per esempio, non puoi fare sempre e solo battute secche. sono mesi che non leggo oltre la terza battuta, non ce la faccio. mi annoia.
io sto cercando di creare un ibrido tra satira politica e stile discorsivo e l'avevo proposto a stark (il capo, lì) ma non mi ha mai fatto risapere nulla.

e anche a livello politico, sotto forma di satira si avallano teorie assurde che, talvolta, riconducono al folklore dilibertiano. sebbene sia dell'idea che se una battuta fa ridere fa ridere. anche se prende per il culo bambini ebrei omosessuali malati di cancro ciccioni e con gli occhi storti che votano la dc di rotondi.

piuttosto sarà quando inizieranno ad arrivare soldi, si dice che spinoza faccia 200000 visite singole a settimana, che arriveranno i guai dato che stark di battute non ne fa più molte.

però, dentro a spinoza, ci sono geni assoluti. uno fra tutti, presente anche tra i miei link, è francesco cocco:
-Elezioni europee, urne chiuse. Fassino: "Aprite aprite!"
-Le comunità ebraiche invitano il Vaticano a prendere le distanze dal vescovo antisemita. La replica: "Troppo tardi, ormai è diventato Papa".
-"CEI: i mafiosi sono fuori della chiesa".A fumare

e, non avendo dignità, affermo che barbareschi è un deficiente: la licenza cc non permette che qualcuno ci guadagni e, in ogni caso, si deve citare la fonte. ma tanto era solo un modo per far parlare di sè anche in rete. barbareschi è l'unica persona che mi fa stare simpatici i preti.

chiudo l'affaire spinoza con le mie tre battute che ebbero più successo, lì:
-No di Sarkozy al burqa. D'accordo la Carfagna: "È un ostacolo per la carriera".
-Stoccolma, lesbica eletta vescovo. Lutero è mio e lo gestisco io.
-Franceschini sul Pd: "Non possiamo tornare indietro". Fioroni ha mangiato tutte le briciole di pane.

essere disgustoso* said...

più in generale, dalla televisione hanno eliminato i due che, a mio giudizio, la facevano meglio: guzzanti c. e luttazzi. e con onestà intellettuale riconoscerai che i due menavano sia da una parte che dall'altra mietendo anche notevoli ascolti, sia in passato che con "il caso scafroglia" o "decameron".

ora è rimasto solo il peggio: la dandini che si affida a vergassola e ascanio celestini (salvo giusto qualche sprazzo di neri marcorè), maurizio crozza che non mi fa più ridere da un paio d'anni e bertolino, che non considero un essere umano. e ci vedo un discreto disegno trasversale, dietro.

a destra, invece, e lo dico senza pregiudizi, non mi ha mai fatto ridere quasi niente. ma proprio niente. e non riesco a spiegarmi il perchè.

per chiudere, tra gli autori comici nella blogosfera ce ne sono pochi che mi fanno buttare per terra: il primo, quello che ha in assoluto la mia totale stima, è qualcosa del genere, satira d'avanguardia. poi davide la rosa [ http://lario3.splinder.com/ ], è comicità infantile e un pelino troppo surreale ma rido. e il cattomoderasta, ove mi collasso e non posso farci niente. e ultimamente sto seguendo eddie mac [ http://eddiemac.splinder.com/ ], il migliore nella satira fantascientifica. il resto, generalmente, è un'accozzaglia di calchi in gesso scopiazzati o battute scontate che, al massimo, mi provocano qualche sorriso. ma raramente.

Attila said...

Intanto applausi, poi, domani, con il cervello meno appannato, sarò capace di fare un commento articolato al post.

Cordialità

Attila

Anonymous said...

un post goduriosissimo, yoss.. grazie mille

P.S.: Fredericksburg (VA) è una cittadina deliziosa.. peccato che mi si fosse scaricato il cellulare quando ci sono stato..

MGOK

Anonymous said...

AH dimenticavo alla fine la fortezza della somme la conquisto un reggimento di fucilieri irlandesi di Belfast (protestanti) in un disperato attacco all'alba.
Quando quei soldati tornarono a casa si riorganizzarono come gruppo semiclandestino (a questo punto scrivete "terrorista" se simpatizzate coi cattolici ""di autodifesa" se tifate protestante, personalmente me ne sbatto):
L'Ulster Volunteer Force
volendo ricordare il massimo momento di gloria del loro reggimento quei reduci scielsero come simbolo un triangolo nero (la collina della somme) dietro cui si staglia un cerchio giallo (il sole che sorge)per la nuova "unità".
A ricordare le loro origini ma anche la speranza di una fine del conflitto irlandese scelsero come motto la frase "Nati in un ora oscura, all'alba cesseremo di esistere"

Carlo

P.S.
Vissi in Irlanda, vecchi protestanti mi spiegarono cosa significava far arare i campi alla moglie mentre loro scrutavano il sottobosco con la carabina in mano per cercare di vedere se c'erano provos col mitra pronti ad ammazzarli tutti e due

Chaotic Alea said...

Hai presente quando vorresti fare (o tentare di fare) un commento arguto e una domanda fonte di qualche piccola discussione ma la stanchezza non ti fa capire un cazzo e ti trovi a ripetere nella testa l'attacco di una canzone polacca per coro, sempre la stessa?
No non credo che sai quest'ultima cosa :P
Insomma un bel post e' quello che il mio cervellino frullato di stanchezza riesce a dire per ora, spero che quel commento che mi frulla in testa ora venga fuori...or else :D

Gillipixel said...

@->Nadia Jacur: grazie mille anche a te, Nadia, per la mini recensione su Sven Hassel...a questo punto, non posso esimermi dal leggerlo :-)
Ciao :-)

Aleks said...

Hey Yoss, complimenti per il ricco postone! Me lo sono letto tutto d'un fiato senza accorgermene.

Mi sembra proprio di vederti, sai? Adrian in testa e replica di 91 lungo appoggiata a un tavolaccio, mentre digiti nel tuo studio allestito da trincea WWI, con la luce ciondolante sul soffitto e "sounds of war vol 1" proveniente da uno stereo abilmente camuffato da radio campale modello Caporetto. E vedo anche la tua consorte irrompere nello studio esclamando ad alta voce: "E' PRONTO LO STUFATO DI TOFU!" e tu che replichi: "eccellente, caricalo sul Caproni e da l'ordine di lanciarlo sopra le trincee nemiche" :-)

Minchiate a parte, in questi giorni stavo giusto facendo una ricerca sulla motorizzazione militare dell'epoca. Il tuo appunto sugli autocarri e' corretto: la maggioranza di essi, in effetti, non era esattamente adatta all'impiego bellico. Il modello piu' avanzato dell'epoca era il Mack AC "Bulldog", da 3-1/2, 5-1/2, e 7-1/2 ton. L'AC venne impiegato con gran soddisfazione da inglesi e americani in diverse migliaia di esemplari. Era cosi' valido che rimase in produzione per quasi un quarto di secolo (fino al 1939 per l'esattezza). In termini di prestazioni, robustezza e affidabilita' viene oggi considerato come il "deuce-and-half" della 1a Guerra Mondiale.

LateThink said...

Baronetto? No, dai verrebbe una cosa che si pronuncia "serioss" che sembra un aggettivo delle mie parti. :-)

Verissimo l'oblio anagrafico a cui è destinata la memoria della GG: in un altro commento ti avevo parlato del mio bisnonno etilico (quello che a 3 anni mi dava i savoiardi puciati nel marsala). Aveva fatto la GG come artigliere negli alpini e, tra i fumi del rosso, raccontava storie incredibili. Purtroppo ero troppo piccolo allora per prendere nota e troppo vecchio ora per ricordarmele. Si è perso un pezzo di storia.
Chissà, forse il blog può fare qualcosa per il futuro visto che in molti casi ha preso il posto della chiacchera da bar, in cui il bisnonno raccontava le sue storie, ma lasciandone una registrazione.
Magari tra 20 anni rileggeremo le cose che stiamo scriveno e i nipotini ci diranno: "certo che di caz... ne dicevate anche voi".

Concordo con Giulia: nel leggere i tuoi posts di storia mi è venuta in mente la differenza abissale tra i miei testi scolastici e la Storia d'Italia di Montanelli/Cervi/Gervaso. I primi non riuscivo a leggerli senza avere l'impulso ad usarli come mattoni (e, da buon bergamasco, tirare su un muretto in quattro e quattr'otto), i secondi li divoravo come i fumetti che leggevano imiei coetanei.
Ora, non vorrei essere frainteso: la letteratura "pesante" di storia è necessaria ma siamo proprio sicuri che alle medie o alle superiori (so che ora si chiamano in modo diverso ma così ci capiamo) non sia meglio studiarla su libri un po' più appassionanti e scritti come i tuoi posts?

Morrigan said...

Avevo lasciato un commento ma penso che sia stato "mangiato" e lo riposto perché non posso non complimentarmi con questo post e citare Gillipixel "ho imparato più cose sulla Grande Guerra da questo tuo scritto che da 20 anni di scuola"
Capperi!
Buona giornata a tutti!

Eugenio Mastroviti said...

Splendido post (letto in ritardo) e complimenti vivissimi. Ricordami quando ci incontriamo, ti devo passare White War - storia critica del fronte italiano nella GG.

Il captcha é, abbastanza appropriatamente, "ingram". Ammettilo che te li sei personalizzati.

Attila said...

Essendo nato sull'Azure River che ha visto i primi grandi scontri della WWI da parte italiana, mi sono sempre chiesto come si facesse a fare avanzare soldati ad ondate su un greto di fiume larghissimo e praticamente senza difese o contro colline brulle, senza alcuna possibilità di riparo: ergo Cadorna sarebbe stato da fucilazione.

Quello che mi ha sempre impressionato sul fronte italico è stata la facilità con cui i tedeschi (e non gli austriaci) hanno sfondato a Caporetto e solamente con 1 "banale" soluzione tecnica: la mitragliatrice leggera. Mi spiego: italiani e austriaci usavano le mitragliatrici pesanti che, contro un alto volume di fuoco, erano di difficile spostamento, per cui se si individuava la postazione, era possibile farla saltare; i tedeschi hanno portato le mitragliatrici leggere che, contro un volume di fuoco meno intenso, potevano essere facilmente spostate sul campo di battaglia. Se poi si va a vedere fisicamente il luogo in cui si è svolta la battaglia di Caporetto, si può perfettamente capire come alcuni reparti dotati di questa innovazione tecnica, abbiano sbaragliato un esercito impreparato e che adottava metodi buoni per le armi a caricamento singolo.

P.S. Adoro la storia della WWI, probabilmente perchè ne ho sempre respirato "l'aria".

Rinnovo le cordialità

Attila

Chaotic Alea said...

Sul fatto che "La Storia scritta da Yossarian" sia molto piu' leggibile e godibile di mattonazzi da scuola e' una cosa su cui non molto tempo fa scrissi un commento da qualche parte (non mi ricordo se qui, da Uriel o altrove) e cioe' che all'essere umano non piace tanto la storia ma le storie. Un gruppetto d'autori definisce la specie umana "Pan Narrans" ovvero la "Scimmia narrante" definizione che mi trova piu' che concorde.
Questo vale in tutti i campi della divulgazione.
Una storia raccontata bene e in modo corretto e' il modo ideale per far interessare ad un argomento (Storico o che) una persona che ne ha appena un'infarinatura.
Tralaltro non e' affatto detto che uno che scrive una bella storia non sappia scrivere CORRETTAMENTE di storia (o di qualunque altro argomento).
Insomma Yoss perche' non ti metti a scrivere libri di storia con questo taglio? :D
La butto li' ma nemmeno tanto in fin dei conti...

Yossarian said...

@Falecius

Storia bellissima quella di Toussaint L'Overture, che prova quello che sostengo da tempo.

Di fronte a un nemico ben determinato e organizzato, gli eserciti coloniali europei prendevano botte e gol.

Non erano affatto superiori.

Diciamo che si sceglievano i nemici piu' deboli, o tentavano di dividerli politicamente.

Questo pero' apre un altro scenario:

Parte del colonialismo e' anche colpa dell'inettitudine, dell'egoismo e del tribalismo dei governanti locali.

Se assolviamo in toto e acriticamente le responsabilita' delle popolazioni non europee, commettiamo un errore e pecchiamo di eurocentrismo, oltre a fornire giustificazioni vittimistiche che non stimolano la critica e l'evoluzione di una coscienza nazionale che eviti il ripetersi quegli stessi errori.

Ci si adagia nell'autocommiserazione senza riflettere su quella parte di colpa locale che avrebbe pouto evitare le conquiste.

I giapponesi, e gli asiatici in generale, ci hanno sempre preso e giustamente a calci in culo.

Yossarian said...

@Falecius

Dott, per farti meglio comprendere:

Come mai l'Italia del 500 cadde vittima di Francesi e Spagnoli e fu smembrata?

Francesi e spagnoli non erano onnipotenti:

Venezia, che era ricca, determinata e ben organizzata tenne loro testa benissimo.

Anzi, Venezia tenne testa per secoli all'Impero Ottomano.

I turchi arrivarono due volte alle porte di Vienna, ma non si avvicinarono mai nemmeno a Trieste...

Yossarian said...

@Aleks

Guarda, ti ringrazio tantissimo. I complimenti da un esperto di storia ed equipaggiamento militare, mi fanno davvero piacere.

Tre cose: bella la puntualizzazione sui camion.

Mi sto informando sui super mortai tedeschi e austriaci Krupp e Skoda, che demolirono le fortezze belghe (405 e 305 millimetri), e su quelli tedeschi ho scoperto che i crucchi impararono alcune cose essenziali di balistica avanzata da alcuni clamorosi errori di tiro...

Infine, mettiti il cuore n pace: prima o poi dovro' ricorrere alla tua expertise e ti chiedero' qualche informazione.

Che verra' puntualmente citata riguardo la fonte.


@LateThink

Guarda, la storia vera e "pallosa" non puo' sostituire la narrazione di tipo divulgativo, tuttavia esistono esempi incredibili che riescono a conciliare entrambe le cose.

Io mi ispiro potentemente, anzi per quanto riguarda l'ethos sono al limite del plagio, a Barbara Tuchmann che scrisse un capolavoro sulla Prima Guerra Mondiale intitolato "I cannoni di Agosto", seguito da "Il telegramma Zimmerman".

La prima opera venne data come lettura obbligatoria ai consiglieri militari e politici di Kennedy (gente uscita da Harvard, MIT, West Point e Yale) poco prima della Crisi di Cuba e pare che influi' non poco anche sull'atteggiamento scettico che Kennedy & soci avevano sull'impegno in Vietnam, che fu si' iniziato dalla sua amministrazione, ma che nelle intenzioni originali non sarebbe assolutamente dovuto "escalare" ai livelli successivi.

La Tuchmann e' grandiosa.

Il Piero Angela della Storia.

Yossarian said...

@Eugenio

Thank you Mastrovitos.

Tu fai parte della schiera di esperti il cui giudizio attendo sempre con ansia alla fine di un post.

:-)

Il captcha e' fuori controllo. Vive di vita propria. A qualcuno pare sia apparso "cogito ergo sum"

@Attila

Si', hai ragione sulla mitragliatrice leggera, anche se arrivo' alla fine della guerra.

Caporetto fu opera di un rinnovamento di pensiero tattico di cui fa parte anche l'impiego della mitragliatrice leggera, e che comprendeva anche l'infiltrazione in settori deboli o mal presidiati del fronte, l'utilizzo di squadre d'assalto dotate di mitra, pistole mitragliatrici, lanciafiamme ed esplosivi.

Le famose Stosstruppen ( o Sturmtruppen) che insieme ai tank permisero di superare lo stallo delle trincee.

Le truppe d'assalto, in seguito, furono tuttavia una caratteristica russa e tedesca.

Gli alleati non le utilizzarono quasi mai in entrambi i conflitti.

@Chaotic Alea

"e ti trovi a ripetere nella testa l'attacco di una canzone polacca per coro, sempre la stessa?"

LOL.

Tieni d'occhio il blog sabato...per sta settimana direi che ho scritto abbastanza.

;-)

@Carlo

Senti, ti racconto una barzelletta irlandese narratami da un tizio di Belfast.

Il buon Paddy sta tornando a casa la sera dal pub un po' sbronzo, ed imbocca un viale buio di Londonderry.

A un certo punto sente qualcosa che gli preme sulla schiena e una voce minacciosa alle sue spalle che fa:

"Cattolico o protestante?"

Il buon Paddy si trova in un fiume di liquame.

Ci pensa un po' su, poi ha un'idea:

"Ebreo!" esclama.

E la voce alle sue spalle:

"Devo essere l'arabo piu' fortunato di tutta l'Irlanda del Nord..."


:-)

Yossarian said...

@Morrigan

Thank you Lady Morrigan.

:-)

@MGOK

Sai che ho avuto anch'io quell'impressione pur non essendoci mai stato?

Arrivera' anche il capitolo Fredericksburg...


@Essere Disgustoso

"...affermando che su spinoza ci ho scritto"

Ecco di chi erano le uniche battute belle, come ho specificato nel mio commento...

Guarda, credo tu abbia ragione, fra l'altro l'idea dei lettori che contribuiscono e del blog collettivo mi piace molto.

Il problema e' che il bersaglio fisso di quella satira la fa diventare propaganda noiosa e ripetitiva.

Una cosa po' diversa dalla satira, anche quando la propaganda e' fatta in maniera dignitosa.

:-)

Yossarian said...

@Attila

Azure River...dicesi Isonzo?

Yossarian said...

@Essere Disgustoso

Il Cattomoderasta e' un genio.

Attila said...

@ Yoss: Lo sai che non lo ammetterò mai perchè tengo troppo alla privacy anche se mi sto nascondendo dietro ad un dito...

;-)

Rinnovo le cordialità

Attila

Chaotic Alea said...

Yoss,
Vedro' quello che posso fare... ho come la "previsione" che questo fine settimana sara' come dire... un po' indaffarato, spero di poter tener dietro i commenti ;)

Anonymous said...

@ Yoss: "Venezia tenne testa per secoli all'Impero Ottomano"

Eh, parole sante.
Accenno solo a due campagne:
1) La difesa di Famagosta, Marcantonio Bragadin, 1570 (2.000 morti vs 80.000... e poi tutto il resto)

2) La guerra di Candia (1645-1669), 24 stronzi anni di assedio!
E una campagna navale l'anno, con virtuosismi navali (irripetibili e irripetuti) come Focea 1, Focea 2, Smirne (19 batte 93!), Paro e soprattutto Dardanelli (Lorenzo Marcello). Un po' come se oggi la Malesia, in guerra con gli USA, spedisce una flotta in Atlantico, sderena la US Navy, si affaccia sulla baia dell'Udson, bombarda NY, spedisce un mozzo a pisciare sulla statua della liberta', e poi se ne torna a casa).

--
Nadja Jacur

Aleks said...

"Le truppe d'assalto, in seguito, furono tuttavia una caratteristica russa e tedesca.
Gli alleati non le utilizzarono quasi mai in entrambi i conflitti."

*** Umm, dipende cosa si intende per truppe d'assalto. Noi per esempio avevamo gli Arditi che erano per certi versi speculari alle Stormtruppen tedesche, anche se il rapporto con la massa di fanteria era molto differente, in quanto i primi nacquero e si svilupparono come corpo a se stante con una propria autonomia morale e politica. Insomma i reparti d'assalto italiani erano piu' SOF che fanteria specializzata. Come saprai meglio di me, il confine fra forze per operazioni speciali e unita' d'elite puo' diventare molto labile. Spostandoci nella WW2, non possiamo non citare i Rangers (che erano un po' i discendenti delle omonime unita' che combatterono durante l'ACW), i British Commandos (anche qui le radici sono piuttosto antiche), Merril's Marauders... insomma sono diversi i reparti specializzati che in entrambi i conflitti mondiali ricorsero a tattiche non ortodosse, infiltrazioni e cosi' via. I sovietici avevano le Shock Armies, tuttavia queste erano di tutt'altra impostazione rispetto agli esempi summenzionati, anche per quanto concerne i criteri di reclutamento e selettivita', senza contare che nel corso del conflitto persero gradualmente la loro specificita' originale trasformandosi in grandi unita' regolari.

Parlando di azioni di fanteria, ti segnalo questo librettino in PDF: "Evolution of infantry assault tactics 1850-1918"
http://www.consimworld.com/newsroom/archives/morenews/inftactics/infantry.pdf

Riguardo al Vietnam, in realta' non furono i Kennedy a dare il via alla lunga avventura indocinese. Gli americani misero il piede in Vietnam ben prima dell'arrivo di JFK alla casa bianca. Le prime truppe da combattimento (gente delle US Special Forces da Ft. Bragg) le invio' Ike nel 1957. Poche e' vero, ma il passo iniziale lo fece lui. Il primo caduto per mano nemica porta il 1959 come data (cerca Major Buis), mentre la prima vittima in assoluto risale addirittura a tre anni prima. In ogni caso gli americani avevano iniziato ad impicciarsi degli affari del Vietnam gia' a partire dalla seconda meta' degli anni quaranta.

Concordo invece al 100% su Barbara Tuchmann: una grande! :-)

erica said...

ma ora ogni titolo e' un riferimento ai Led Zeppelin???ma poi metterai piramidoni neri sparsi nel tuo blog??con l'occhietto massone??
uddiu uddiu....

max said...

Corre l'obbligo ricordare anche il massacro degli Cristiani Assiro-Caldeo-Siriaci (1915-1920) e quello di poco anteriore (19089 dei Greci del Ponto.

Anonymous said...

e quello di poco anteriore (19089 dei Greci del Ponto.
---------------------------------

19089 è il CAP del Ponto? Tipo San Benedetto del Ponto? A San Benedetto la rondine è sotto il Ponto.

rdv

Yossarian said...

@RDV

ROTFL

@Max

Facciamo correre l'obbligo, nulla in contrario.