Friday, 19 March 2010

Gay Warfare


Oggi parliamo di omofobia: quella vera, che non e' quella contro cui si scaglia stupidamente il politically correct perche' uno dice all'amico: «Giochi a Pet Society, mi sa che sei ghei...» oppure: «Ascolti quella roba, mi sa che sei finocchio..»


Allora, leggete questo colossale cumulo di cazzate enunciate dall'ex generale statunitense dei Marines e della Nato John Sheehan:

«Il crollo dell'Unione Sovietica ha spinto gli eserciti europei, compreso quello olandese, a credere che non ci fosse più bisogno di persone dalla forte capacità di combattimento. Quindi hanno cominciato ad allargare le maglie del reclutamento, ammettendo anche i gay dichiarati»

Per il generale Sheehan - grazie a dio e' in pensione - la strage di Srebrenica, provocata nel 1995 dal fallimento dei caschi blu olandesi dell'ONU nel proteggere la popolazione musulmana dalle milizie serbe, e ' da imputare ai troppi finocchi che militano nell'esercito dell'Aja.

Curioso: io ho sempre pensato che fosse stata causata dalla totale assenza di ordini e regole d'ingaggio, tipici di ogni inutile, dispendiosa e pletorica forza d'interposizione dispiegata da un inutile, dispendioso e pletorico organismo quale le Nazioni Unite.

Qui trovate il link al Corriere della Sera.

Bene, da quel che dice l'agvsto generale omofobo, pare che esista un legame fra prestazioni sul campo di battaglia, e sana virilita' maschile eterosessuale.

Piu' sei "omo che ha da puzza' ", ergo un vero uomo, meglio combatti, ergo non c'e' posto per gli omosessuali negli eserciti.

Questo perche' ovviamente, gli omosessuali sono privi di virtu' guerriere e quindi incapaci di difendere la patria e bla bla bla.

Non so quanto volte l'avgusto generale abbia dovuto ripetere l'esame di Storia Militare a West Point, ma sara' il caso che uno sfigato storico militare dilettante gli dia una bella rinfrescata sul rapporto fra omosessualita' e mestiere delle armi.

Cominciamo dalla letteratura classica.

Mettiamo cosi', per amor di discussione, che fosse possibile trasportare il generale John Sheehan sulla piana di Troia intorno al 1300 ac.

Consegniamo all'alto ufficiale dei Marines spada e scudo, e indichiamogli la via per l'accampamento dei Mirmidoni.

«Allora generale: gli ordini sono molto semplici. La vede quella tenda? Appartiene al capo dei Mirmidoni, che sfortunatamente e' frocio. Ora, dal momento che non possiamo permettere a un culattone di distruggere la virilita' e lo spirito combattivo degli Achei, vada dentro e lo passi a fil di spada.
Anzi, siccome e' finocchio, e sicuramente rifiutera' la sfida, lo provochi: gli dica, "ma e' vero che te lo fai scofanare nel gnau da quella fighetta molla di Patroclo?"

Semplice vero?

Dimenticavo generale: buona fortuna, perche' credo ne avra' davvero bisogno. E parecchia».

Restiamo sempre in ambito classico, ma questa volta nella Storia.

331 ac, Piana di Gaugamela.

La prima linea persiana fa letteralmente cagare addosso.

Centomila guerrieri cazzutissimi e disciplinatissimi agli ordini dell'imperatore Dario III, attendono l'ordine di attaccare. Sono il prodotto di un impero e una societa' altamente organizzati e civilizzati, e sono pronti a dare battaglia per schiacciare gli invasori.

Dall'altra parte, cinquantamila macedoni guidati da un noto bisessuale, non sembrano avere scampo, se non altro per mera inferiorita' numerica: un rapporto complessivo di due a uno, e di cinque a uno per quanto riguarda la cavalleria.

E' infatti probabile che il comandante delle falangi, essendo fondamentalmente un "busone", si dia alla fuga strillando come una donnetta, e la battaglia sara' perduta, insieme alle vite delle migliaia di opliti che hanno marciato fin li', in quel remoto angolo di Asia Minore.

Purtroppo, il bisex ha altri piani.

Per prima cosa, conscio dell'inferiorita' numerica, ordina alle sue ali di schierarsi invece che su una linea retta e parallela a quella di Dario, con il risultato di essere facilmente aggirate e fatte a pezzi dai persiani, con un inclinazione di 45 gradi per proteggere i fianchi macedoni.

Questo per impedire quel che sarebbe successo parecchi secoli dopo, per la precisione nell'agosto del 216 ac a Canne, a un esercito romano guidato dal console Lucio Emilio Paolo, che, nonostante la netta superiorita' numerica fu annientato da Annibale con quella che passera' alla storia negli annali e nelle accademie militari, come la "manovra del doppio aggiramento sui fianchi".

In secundis, a battaglia iniziata, ordina una manovra, anzi una scommessa, talmente ardita e contraria alla logica, da rasentare la follia.

Una manovra cosi' pericolosa, che, nella storia militare, solo Napoleone Bonaparte ebbe il fegato di replicare, in una sua particolare versione, ad Austerlitz nel 1805, dove anniento' gli austro-russi della Terza Coalizione.

Alessandro Magno, il "busone bisex" , lancia le sue ali in un attacco contro i fianchi persiani, sguarnendo pericolosamente il centro dello schieramente macedone.

Sembra pazzia allo stato puro, ma i persiani abboccano all'amo di Alessandro, e cominciano a spostare uomini e cavalleria sulle ali per contrastare il doppio attacco, apparentemente suicida, dei macedoni.

Cosi' facendo, non si accorgono di fare il gioco dell'avversario, ovvero di indebolire progressivamente la compattezza della loro linea, vanificando in tal modo la superiorita' numerica, e aprendo un pericoloso varco in corrispondenza del loro centro.

E' esattamente quello che vuole Alessandro, che, con un "timing" stupefacente, ordina alla temutissima falange macedone di colpire il centro persiano, ormai privo di protezione, e, a quel punto, a parita' numerica.

Il resto, come si suol dire, e' storia. L'esercito persiano si disintegra, e Dario sfugge alla cattura per il rotto della cuffia.

Non male direi, per un uomo che, alla luce delle sue inclinazioni sessuali, secondo il generale Sheehan «non ha forti capacita' di combattimento».


Inverno 57 ac, fiume Sabis (l'odierno Sambre, Francia).

Sotto la pressione di una valanga di ferocissimi, ululanti, e giganteschi guerrieri belgi, la XII legione si sta letteralmente liquefacendo: i centurioni sono tutti morti, le coorti si stanno sbandando, il "signifer" ( il portainsegne della legione) e' stato fatto a pezzi, e le aquile romane stanno per cadere in mano ai barbari.

A quel punto, il comandante dell'esercito romano, un debosciato bisex che fino all'eta' di trent'anni non aveva combinato un cazzo nella vita, tranne molestare - con un certo successo - giovinetti e giovinette, farselo inchiavardare nel gnau dal re di Bitinia Nicomede Filopatore IV, e attirarsi gli strali del poeta Catullo, che gli aveva dato apertamente del frocio, dicevamo, il comandante romano, invece di darsela a gambe strillando istericamente perche' e' ghei, sguaina il gladium, raccoglie il grande "scutum" (scudo) rettangolare di un caduto, e incitando i legionari terrorizzati, si lancia nella pugna contro quei giganti dipinti di blu.

Galvanizzati dall'esempio del culattone che secondo il generale dei Marines, non puo' avere «forti capacita' di combattimento» , le coorti romane recuperano la coesione, contrattaccano, e aprono un culo come il Circo Massimo ai temuti guerrieri belgi, che, come direbbe la mia avgvsta partner Rachel Barnacle in dialetto anconetano, se la danno a gambe "scainando", dal particolare guaito che emettono i cani quando se la filano dopo aver preso un sacco di botte: «Caiiiiii, caiiiii, caiiiii...»

Quel condottiero debosciato era ghei anche di nome, anzi "gaio".

Gaio Giulio Cesare.

Fra l'altro, il generale Sheehan, che come molti americani sembra completamente all'oscuro di quel che e' accaduto nel mondo prima del 1776, non ricorda evidentemente molto bene, che le virtu' guerriere allignano perfino in chi, per parafrasare Corrado Guzzanti alias Funari, «E' piatto come le bambole».

Nel 552, l'eunuco Narsete, valente e geniale comandante dell'esercito bizantino, inflisse una pesantissima sconfitta al re degli Ostrogoti Totila, nella battaglia di Sassoferrato, ponendo fine alle mire gotiche di dominazione della penisola italica.

E gli ostrogoti, gentlemen, tiravano certi sberloni...

Dato che Sassoferrato e' nelle Marche, anche in quel caso, come direbbe Rachel, l'armata ostrogota se la filo' "scainando" (Totila perse la vita a causa, pare, di una freccia bizantina).

La mia avgvsta partner mi informa inoltre, che a Sassoferrato fanno il "Ciauscolo", un prodigioso salume che vi consiglio vivamente.

Per non dilungarmi troppo, citero' rapidamente quella "manica di pederasti" che in quanto tali secondo Sheehan non possedevano «forti capacita' di combattimento», e che costituivano il nerbo del rullo compressore ottomano: i Giannizzeri, reclutati fra i prigionieri cristiani, con l'ausilio dei quali la Sublime Porta arrivo' due volte alle porte di Vienna.

Gente che fece un culo a campana all'elite dei cavalieri serbi nella battaglia del Campo dei Merli nel 1389.

Ora, io non so se avete presente un cavaliere serbo dell'epoca: in generale si puo' dire che se gli foste capitati tra le mani, vi avrebbe annodato braccia e gambe in una "gassa d'amante tripla", che poi ci voleva Long John Silver e tutti i lupi di mare dei Caraibi, per scioglierla.

Nippon Banzai!

Cosa c'e' di piu' "masculo", virile e stoico, di un magnifico guerriero samurai e della sua meravigliosa spada - un capolavoro inarrivabile nella storia delle armi bianche - la Katana?

Immagino che il generale Sheehan sappia bene dove si trova il Giappone - i Marines si sono scottati parecchio con la fanteria e l'aviazione di marina del Sol Levante - tuttavia, credo sarebbe sorpreso di apprendere che anche fra i samurai, l'omosessualita' era una pratica piuttosto diffusa.

Passava sotto il nome di "Wakashudo", ovvero "la via del giovane amico" - se ho sbagliato e qualcuno conosce il giapponese mi corregga please, che faccio umilmente ammenda - e non era comunque di ordine prevalentemente sessuale.

A giudicare dalle prestazioni dell'esercito imperiale a Mudken, Tsushima, Guadalcanal, Eniwetok, Guam, Pelelieu, Iwo Jima, e Okinawa, non mi pare che la tradizione medievale del "Wakashudo" abbia trasformato i sudditi del Mikado in mezzeseghe prive di spina dorsale e di «forti capacita' di combattimento».

Non so perche' ma ho come l'impressione che se il nostro generale dei Marines avesse iniziato la sua carriera nel 1941, oltre ad essere ovviamente omofobo, sarebbe anche stato fra quegli americani che credevano i piloti giapponesi incapaci di manovrare un aereo da caccia, a causa della restrizione del campo visivo causata dagli occhi a mandorla.

Ovviamente, quando gli Zero dell'aviazione imperiale e di marina, cominciarono ad abbattere i baldi giovinotti americani come piccioni, dovettero ricredersi rapidamente...

Curiosita': nel 1943 le presero sode anche i piloti britannici, e meno male che la Lutwaffe non penso' mai di farsi prestare qualche caccia dalla Mitsubishi durante la Battaglia d'Inghilterra.

Il Mitsubishi A6M Reisen, altrimenti detto Zero, si rivelo' un formidabile avversario per lo Spitfire MkV e MkVIII: non era altrettanto veloce, ma era molto piu' manovrabile.

E cosi', "en passant", visto che fra la gioventu' di destra - io non sono di destra, ma garba parecchio pure a me - e' sempre stato molto popolare, vorrei ricordare che Yukio Mishima era leggerissimamente culattone...

Infine, spostiamoci in tempi piu' recenti :

«La Prussia non era uno Stato con un esercito, bensi' un esercito con uno Stato»

Friedrich Leopold Freiherr von Schrötter (1743-1815), uomo di stato e ministro prussiano.

Mi sono sempre chiesto come sarebbero potute andare le cose, se il 14 ottobre del 1806 a Jena, sull'altopiano del fiume Saal nell'odierna Germania, le forze prussiane che fronteggiavano Napoleone fossero state guidate, invece che dall'imperatore Federico Guglielmo III, dal suo prozio, conosciuto familiarmente come "Il Vecchio Fritz": l'uomo che trasformo' uno staterello di latifondisti buzzurri, in una delle grandi potenze europee, e lo doto' della piu' formidabile macchina da guerra di tutti i tempi, che "infiniti lutti addusse all'Europa".

Federico II di Hohenzollern, detto "Il Grande" vs Napoleone Bonaparte.

I granatieri crucchi della Leib-Garde - che Federico sceglieva personalmente fra gli armadi a due ante ambulanti della Prussia - contro i colossi baffuti e muniti di regolare copricapo di pelo della Vieille Garde del nanetto corso.

Ragazzi, che match. Roba da cardiopalma. Insieme ad Annibale, i due geni indiscussi della tattica. Senza contare che Bonaparte fu un grande ammiratore di Federico.

Birra e patatine, e io scommetto sul "Vecchio Fritz".

Ora: ho una brutta sorpresa per il generale dei Marines omofobo.

L'uomo che con un coraggio al limite dell'incoscienza si lanciava all'attacco in testa ai suoi uomini incitandoli con «Avanti bastardi, volete vivere per sempre?», il genio della manovra che combatte' contro le migliori menti militari dell'epoca, fu circondato per tutta la vita da chiacchere e voci, che oggi paiono fondate, sulla sua omosessualita'.

Lui non nego', ne' ammise mai: nemmeno quando Voltaire, dopo una furiosa litigata pubblico' un velenoso pamphlet intitolato "La vita privata del Re di Prussia", in cui si alludeva pesantemente alla sua passione decisamente oltre il semplice cameratismo, per i granatieri della Guardia...

Quando non era impegnato ad annettersi la Slesia, o qualche altra fettina d'Europa, Federico, sovrano assoluto, ma illuminato, e raffinatissimo cultore di arti, scienza e musica (suonava molto bene il flauto traverso, roba da gay obviously) passava il suo tempo nello splendido palazzo rococo' di Sanssouci a Potsdam, dove discettava di filosofia e letteratura fra dipinti che celebravano l'amicizia omoerotica fra i giovinetti greci dell'antichita' classica.

Mori' senza lasciare figli, e dopo un affaire molto ambiguo con il tenente dei Corazzieri Hans Hermann von Katte - la cui morte per ordine del papa' di Federico, precipito' in un folle dolore il futuro imperatore - fu costretto a sposare Elisabetta Cristina di Brunswick-Bevern, una nota cagacazzi, dalla quale divorzio' subito dopo la morte del genitore, rimanendo scapolo per tutta la vita.

Generale John Sheehan, stavo pensando: ma perche' non va un po' a dar via il culo? Magari le fa bene alle virtu' militari...

67 comments:

Anonymous said...

cosa sarebbe stata Storia al Liceo, con Yossarian quale avgvsto professore?
mi scende la lacrima al pensiero.
bravo.

ps: il giannizzero per eccellenza,Dago, ha una sgnacchera in ogni dove, che sia l'eccezzione confermatrice?
fre.

essere disgustoso* said...

sebbene capisca poco di strategia militare, non sono un fissato di circoli arci e discoteche, è un post eccezionale.

patroclo, i macedoni, narsete, nipponici... imparo sempre cose nuove e interessanti, qui.
ad esempio, finalmente mi spiego perchè le divise dell'onu sono così fashion.

ps
ciauscolo: essere mitologico mezzo salame e mezzo salsiccia.

falecius said...

Della cosa dei samurai non sapevo, ma non sono affatto sicuro che si applichi ai soldati giapponesi nel ventesimo secolo. I samurai come gruppo sociale organizzato furono annientati nel tardo Ottocento, dopo aver aver avuto la pessima idea di ribellarsi all'imperatore Mutsuhito.
Tuttavia l'etica del Bushido deve essere in parte rimasta.
In ogni caso l'omosessualità negli esserciti è un fenomeno abbastanza frequente, per una serie di ragioni ovvie. Le caserme erano ambienti omosociali maschili quasi dovunque fino a tempi relativamente recenti, e dove si sviluppa un sistema di fortissime solidarietà tra maschi.
Sappiamo bene quale fosse il ruolo della relazione omosessuale nella paideia dei giovani greci in epoca classica, almeno ad Atene (non saprei a Sparta). Quei giovani che sarebbero poi diventati gli opliti, che tante lezioni di guerra avrebbero impartito al mondo mediterraneo del tempo e al più potente impero dell'epoca.
In effetti, dopo la fine delle guerre persiane sia la Persia che l'Egitto usavano ampiamente i mercenari greci come forza cruciale dei rispettivi eserciti.
Oltre ai tuoi esempi, citerei Alcibiade, che malgrado una serie di scelte discutibili ed una notevole sfortuna, in fatto di guerra la sapeva piuttosto lunga.

E' interessante notare che in "300" i Persiani sono rappresentati come effeminati e Serse come un omosessuale stereotipato, ed i Greci come virilissimi guerrieri; mentre storicamente sappiamo che una forma culturalizzata di omossessualità caratterizzava alcuni Greci; non so nulla al riguardo sui persiani del tempo, malgrado una serie di farneticazioni orientaliste sulla presunta tendenza atavica dei Persiani al "vizietto", affermata per esempio da Richard Burton nelle sue note alle Mille e una Notte, dove teorizzava una "zona sotadica" comprendente la maggior parde dell'area mediterranea e medio-orientale, incluso l'Iran.
Per essere una minchiata, è stata parecchio duratura.
Ricorderei che anche Mahmud di Ghazni, il conquistatore musulmano dell'India (che pur patrocinando grandemente la letteratura persiana, era personalmente di etnia turca) ed uno dei maggiori condottieri del suo tempo, è ricordato dalla tradizione per aver avuto un "amico molto speciale".
Ora, è vero che la poesia persiana del periodo islamico "classico" contiene una quantità di metafore omosessuali o di espressioni ambigue che potrebbero essere lette come tali. Esistono motivi culturali per questa cosa ed anche motivi linguistici (il persiano non possiede il genere grammaticale, e la parola che significa "amato" o "amico" può riferirsi indifferente ad un "amato"/"amico" o ad una "amata"/"amica"; mancando inoltre nella grafia araba la maiuscola, potrebbe trattarsi anche, nella poesia mistica, di un "Amato", frequente modo per indicare Dio).

Chaotic Alea said...

APPLAUSI E LODI!
Sopratutto per la chiusura :D

Anonymous said...

oddio,mi scusino per la doppia z.
mi sto rivoltando nella tomba (causa suicidio per la vergogna).

Augusto said...

D'accordo, cerchiamo di dare un aiutino a questo grandissimo idiota, come molti suoi conterranei, temo.
Se non ricordo male, nel mondo romano esisteva una legge (quale era il nome? aiuto) che condannava la violenza sessuale e non la omosessualitá, ma invece, il fatto di essere ‘una signora’.
Ovvero ognuno era libero di fare quello che voleva ma non di abiurare pubblicamente alla sua virilitá, esteriore.
Forse, se il nostro generale si fosse limitato a quella speciale categoria di gai...
Comunque credo che una ‘gentile signora’ piú che il sergente vorrebbe fare la crocerossina.
Fine della sbroccata.
Non posso che associarmi a post e commenti.

Yossarian said...

@Tutti quanti

Ragazzi, dal momento che gradirei non passare per cafone, vi informo che sto per uscire a far la spesa settimanale, e che stasera io e Rachel rinunceremo alla nostra usuale misantropia per andare al pub irlandese di Frank - dove alligna anche il " Mostro di Cork" di cui vi parlero' in un post sulle vere origini delle ballate irlandesi... :-) - dicevo, gradirei informarvi che domani, mi siedero' al PC, e con calma rispondero' a tutti.

A giudicare dalla levatura dei commenti, ci faremo una bella e interessante chiaccherata, piena di OT come piace a me, e credo anche a voi.

:-)

Buon fine settimana

PS

@Fre

Non ti preoccupare per la doppia z, trattasi di refuso ovviamente. Se avessi un penny per ogni refuso faccio e avolte anche per i congiuntivi che non azzeco, vivrei di rendita...

Yossarian said...

@Fre

Se avessi un penny per ogni refuso faccio e avolte anche per i congiuntivi che non azzeco, vivrei di rendita...

LOL Fre, giuro, non ho fatto apposta...ROTFL, come volevasi dimostrare...

:-)

Chaotic Alea said...

Uhuh voglio proprio sentire sta cosa delle ballate irlandesi...
A me piacciono le ballate irlandesi e l'irlanda... uhm veramente mi piacciono gli irlandesi ma non quelli delle grosse citta'
Eh?Come dite? No non gli irlandesi IN QUEL senso (semmai le irlandesi che qualcuna carina c'e') ma proprio il modo di pensare irlandese del paesino "leggermente svaccato" e di una certa allegria (Specie al pub dopo varie Kilkenny e Murphy al sud o Guinness e Bushmills a nord) e una certa tranquillita' nel far le cose...
OT RULEZ :D

Anonymous said...

a dire la verità nell'Iliade non c'è alcun riferimento all'omosessualità di Achille, l'idea che quella tra lui e patroclo fosse una relazione omosessuale venne dopo per esempio nel simposio di platone.

Aggiungerei un ricordo al battaglione sacro dei Tebani composto da 300 coppie omosessuali e considerato la loro unità d'elite.

Poi Lawrence d'Arabia era probabilmente omosessuale ed era un soldato coi controcoglioni.

E poi l'esempio che mi piace di più ecil Rhodes, l'uomo che conquisto il Sud Africa per l'Inghilterra con una serie di raids e guerre contro boeri e zulu.
Dopo aver conquistato la nuova colonia si aprirono delle trattative tra Cecil e la corona (il livello di autonomia del sud africa dall'inghilterra etc.)
Nel bel mezzo dei colloqui il segretario e compagno di avventure di tutta una vita di Rhodes si ammalo gravemente e Cecil abbandono le trattative e si dimise da ogni incarico per accudirlo. Quando infine il segretario mori Cecil si ritiro a vita privata per molti anni a causa del dolore che cio gli aveva causato.

Anonymous said...

ah firma

carlo

roseau said...

Una mia compagna di classe faceva la fattorina per una pizzeria.
Un giorno consegnò, senza saperlo, a casa del ragazzo di un altro compagno di classe, gay con un' identità sessuale non pacificata.
Lei felicissima, gli andò incontro e gridò: Pappiiiiiii, come stai??
Allora finalmente hai trovato un ragazzo! Sono contentissima."
Pappi naturalmente fissò il pavimento, imbarazzatissimo, pagò e a malapena le rispose.
All' indomani, questa ragazza:
"Ma non capisco perché ha fatto così... tanto lo sappiamo tutti che è culano!"
Per lei "culano" è la definizione normale e non discriminante di omosessuale.
Quanta più cattiveria ci può essere nella dissimulazione del pregiudizio che passa attraverso la politically correctness.
Ora dire "gay" è discriminante.
E allora, le associazioni intitolate Arcigay, Gaylib che difendono i diritti degli omosessuali...sono anche loro discriminanti?
Assurdo.

P.S.

Captcha "knesseda", come Knesset!
Infiltrato sionista! Filoisraeliano! Pomposo!

LOL!!!

Thomas Morton said...

Complimenti

Gillipixel said...

"ma e' vero che te lo fai scofanare nel gnau da quella fighetta molla di Patroclo?"

ahahahahaah :-) Omero non avrebbe saputo creare versi più ispirati :-)
Grande Yoss, un pezzo eccezionale, nella migliore tradizione del tuo stile, sempre interessante e ricco di approfondimenti scovati fra gli angoli meno noti della storiografia...
E' ammirevole come dal tuo racconto divertente esca fuori la doverosa smentita a certe "menti di mentula" che ragionano per stereotipi e luoghi comuni ammuffiti :-)

"Scainare" è fantastico :-D

Yossarian said...

@Fre

cosa sarebbe stata Storia al Liceo, con Yossarian quale avgvsto professore?

Grazie, ma temo un avgvsto disastro...

:-)

Quanto a Dago hai ragione.

Non mi ricordo il suo vero nome nel fumetto.

Com'era?

Fra i Giannizzeri, come del resto nella Sublime Porta, l'omosessualita' non era incoraggiata, bensi' tollerata, anzi, era considerata una inclinazione sessuale normale.

E' lo e'. Almeno per me, anche se non faccio parte della comunita' di "Priscilla la Regina del Deserto".

Tuttavia non si deve generalizzare, sarebbe sbagliato dal punto di vista storico, poiche' nulla vietava comunque a un Giannizzero di essere eterosessuale.

L'isolamento in cui vivevano i membri di questo corpo d'elite - soldati magnifici, l'impero ottomano anche dal punto di vista militare era all'avanguardia - ovviamente favoriva la nascita di "amicizie particolari".


@Essere Disgustoso

Grazie ED :-)

Il ciauscolo e' un dono degli dei...

L'avevi mai sentito "scainare"?

Io mi ci ammazzo...

Rachel e' di Ancona/Falconara.

Mi fa piallare quando mi dice "porta fuori il buzzego", credo sui riferisca al secchio dell'immondizia.

@Falecius

Innanzitutto ti rispondo con una domanda, visto che hai fatto una interessante disquisizione sul persiano.

Da dove viene il Farsi?

E i persiani?

So che sono una lingua e una etnia distinta da quella araba, e che fra le due etnie non correva buon sangue.

Quel puerco di Saddam soleva dire: "Tre sono le piaghe del mondo: le mosche, gli ebrei , e i persiani"

Quanto ai samurai hai ragione, nel 19 e 20 secolo non c'era spazio per l'omosessualita' nell'esercito del Sol Levante, e comunque come hai detto bene, i samurai - come i Giannizzeri - vennero annientati quando cominciarono a comportarsi come i "pretoriani" della situazione.

Anche nel caso del Giappone medievale, come per l'Impero Ottomano, l'omosessualita' era considerata normale, ma non veniva incoraggiata.

Inoltre mi pare che il rapporto di amicizia particolare che legava il guerriero al suo giovane amico - o il daymo al suo cortigiano - assumesse spesso toni platonici.

Ma nessuno vietava a Ito Ogami - te lo ricordi Dott? La serie televisiva? - di essere "fri fri".

Non so molto neanch'io sui persiani del tempo, e Burton mi ha sempre lasciato un po' perplesso e ho letto poco.

Voglio dire, uno che va in giro a misurare cazzi - non m'invento un cazzo, lo sai meglio di me Dott, lo dice anche Wikipedia. Io ho sempre pensato che fosse una storiella LOL - ai nativi, per elaborare fumose teorie sulla vita sessuale degli indigeni, lascia un po' il tempo che trova.

Fra l'altro se non erro, voci sulle sue amicizie particolari circolavano anche su di lui.

Su 300, guarda, io quel film lo amo, anche se in effetti quel che dici tu e' l'unica cosa che mi lascio' un poco perplesso quando lo vide la prima volta.

E non sono un tipo politically correct,era una considerazione di ordine storico.

A proposito: ho visto Alexander di Oliver Stone qualche tempo fa e ti sconsiglio di guardarlo se non vuoi vomitare.

I persiani dell'epoca degli Achemenidi sembrano arabi degli Abbasidi di Harun al Rashid, qualche secoluzzo piu' tardi... e con una religione leggermente diversa...

Pietoso: ti risparmio la morale idiota del film secondo cui Alessandro voleva creare un impero politically correct con le "quote etniche" del Partito Democratico USA...

Stone e' un idiota, anche se la macchina da presa la sa usare bene.

giulia said...

Bellissimo Yoss, spettacolare! Vorrei un intero libro di storia scritto da te. Ci hai mai pensato? Te l'avevo già detto? Scusa, nel caso, è la vecchiaia ;)
giulia

Yossarian said...

@Chaotic Alea

OT ruleggia ora e per sempre!

Viva l'OT!

:-)

La chiusura a dire il vero mi e' venuta perche' non sapevo come finire e ho pensato "ma cosa vorrei veramente dire al generale USA?"

E ora, OT!

Sulle chiusure, quando lavoravo al giornale mi venne insegnato che la maggior parte della gente - anche chi scrive bene - tende a chiudere con un finale da "temino", ovverossia con la frasetta fatta che si sgama lontano un miglio, e che non sa di niente.

Meglio sfumare, o troncare rispettando il "montaggio" del pezzo.

Io non ho una gran stima della categoria di cui ho fatto parte, ma credo che il modo di scrivere giornalistico, con tutte le sue regole e "trucchi" sia estremamente utile ai fini del "come raccontare una storia".

Io me ne servo a piene mani e mi ha lasciato un imprinting devastante come si nota dalla mia sintassi...

Non ti preoccupare per le ballate irlandesi: gli irlandesi garbano tantissimo pure a me.

Saranno alcune osservazioni di carattere musicale, piu' la risposta alla angosciosa domanda
"perche' gli irlandesi le hanno prese dagli inglesi"?

L'ho scoperto dopo un attento esame delle loro ballate quali;
"The fields of Athenry"

Molto bella fra l'altro. Davvero ti fa venire un groppo alla gola.

Mica la merda paraceltica di sinistra dei Modena City Ramblers...


@Augusto

Vero, a Roma l'omosessualita' non era oggetto di discriminazioni - almeno non lo fu fino al III secolo - anche se manteneva un certo carattere di stigma sociale.

Leggiti questa poesia satirica latina su Cesare in gran voga fra i suoi legionari:

Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem: ecce Caesar nunc triumphat qui subegit Gallias, Nicomedes non triumphat qui subegit Caesarem”

“Cesare ha sottomesso le Gallie, Nicomede ha sottomesso Cesare: ecco, Cesare che ha sottomesso le Gallie, ora trionfa, Nicomede, che ha sottomesso Cesare, non riporta nessun trionfo”.

Interessante notare come nulla impedisse ai legionari di farsi beffe del capo, anche se lo veneravano.

Da soldati veri, sapevano che la sessualita' di chi ti guida non conta, se questi ti fa portare a casa la pelle, ed e' attento al benessere dei suoi uomini.

Poi c'e' questo di Catullo:

Pulchre convenit improbis cinaedis,
Mamurrae pathicoque Caesarique.


Ovvero:

Perfetto accordo tra sfrontati finocchi,
Mamurra rottinculo e Cesare.


Roba che oggi dalle sinistre sarebbe condannata come sozzura degenerata televelinica e berlusconiana.

O tempora, o mores...

falecius said...

Yoss: allora, i Persiani parlano una lingua indeuropea, abbastanza vicina a quell'India del nord, e quindi almeno una parte di loro viene da qualunque posto abbia dato origine agli Indeuropei. "Iran" potrebbe derivare da una radice che significa "paese degli Ariani". Come ho già detto altrove, tutto questo eccitava profondamente gli Shah della dinastia Pahlavi che si richiamavano al passato iranico preislamico del paese.
Del resto furono loro a mutare il nome ufficiale del paese da "Persia" ad "Iran" nel 1935.

Il farsi è quindi molto più simile nella sua struttura grammaticale all'inglese e all'italiano che non all'arabo, specie per quanto riguarda i verbi. Naturalmente la conversione dei persiani all'Islam e la compenetrazione con la cultura araba ha profondamente influenzato non solo la religione e la cultura, ma anche la lingua dei Persiani. Come l'inglese è una lingua germanica, ma con un lessico forse il 60% di derivazione latina, o diretta o tramite il francese, così il persiano è una lingua indeuropea in cui gran parte del lessico (anche qui, credo tra il 50% ed il 60%) è di derivazione araba. In entrambi i casi inoltre si è avuta una grandissima semplificazione grammaticale, che credo sia un tratto delle lingue creolizzanti; si veda la perdita del genere grammaticale, che in inglese resta unicamente per i pronomi personali mentre i persiano non ha più un'esistenza grammaticale autonoma (anche se ovviamente esistono parole diverse per dire "uomo" e "donna", o "bue" e "mucca").
La lingua persiana è una lingua veicolare e letteraria, basata in orgine sul parlato della Persia in senso stretto (cioè la regione sud-occidentale dell'Iran presso il Golfo Persico, che assieme alle zone orientali, oggi spesso afghane o uzbeke, è il centro di elaborazione linguistica più importante)ma che ha assunto una dimensione comune a tutta l'area iranica e anche oltre, in India e nei paesi turchi. In questo senso il suo ruolo può essere paragonato, su scala più vasta, a quello dell'italiano rispetto ai dialetti (o lingue) locali, che a volte hanno una propria letteratura anche di tutto rispetto (per esempio il pashto in Afghanistan).
Le lingue kurde fanno parte dello stesso sottogruppo indeuropeo, l'iranico, di cui fa parte la farsi, ma sono più conservative (per esempio hanno mantenuto il genere e parte della declinazione) e hanno proprie letterature.

Riguardo ai rapporti, storicamente piuttosto pessimi, tra arabi e persiani (e turchi), immagino si possa andare indietro finché si vuole. Per dire, fu un arabo, Giulio Aurelio Settimio Odenato, ('Udhaynath, il marito della famosa Settimia Zenobia di Palmira) ad infliggere all'Impero persiano sassanide una delle sue più imbarazzanti sconfitte nella secolare lotta contro i Romani, se ben ricordo nel 268 d.C..

Sul resto, hai ragione.

Yossarian said...

@Carlo

Be', hai ragione, io mi sono attenuto all'interpretazione piu' in voga sull'amicizia fra Achille e Patroclo.

Sai che non sapevo che Rhodes fosse omosessuale?

Interessantissimo e grazie per l'annotazione.

Su Lawrence d'Arabia e i suoi amichetti, il gossip ha ricamato per decenni.

Personalmente credo che avesse tendenze bisex.

Lo sai che anche sul grandissimo Eugenio di Savoia, l'uomo che fece dell'Austria una grande potenza e un condottiero fenomenale - circolavano chiacchere di questo tipo?

@Roseau

Guarda Roseau, la tua storia mi pare esemplare.

Si tratta di distinguere fra discriminazione e vulgata popolare, che in quanto tale non porta automaticamente alla discriminazione.

Una volta ero in un negozio con un amico gay, stavo scegliendo una t-shirt da indossare a un concerto e lui mi disse a proposito di quella che volevo comprare; " Ma dai, questa e' proprio da finocchio..."

Quello che mi fa incazzare del politically correct, oltre alla dissimulazione del pregiudizio, e' la sostanziale sfiducia nell'individuo che prefigura.

Un po' come Minority Report, si cerca di impedire perfino di pensare a un crimine, e questo deriva da una reazionaria concezione in base alla quale siamo tutti potenzialmente razzisti e criminali, e quindi non degni di fiducia da parte dello stato etico, o nel loro caso "pedagogico".

Captcha "knesseda", come Knesset!
Infiltrato sionista! Filoisraeliano! Pomposo!


LOL, touche' Roseau, touche'.

Mi fai ammazzare...ROTFL

Potevi aggiungere anche "idiota", dal momento che non mi offendo quando qualcuno sclera anche a torto.

Capita spesso anche a me e non serbo certo rancore...

Succede.

;-)

@Thomas Morton

Grazie! :-)

@Gillipixel

Gracias Gilli.

"Scainare", giuro, mi fa rotolare dalle risate.

M'immagino il cane che se la da' a gambe e : " caiiiiii....caiiiii"

HAHAHAHA

Yossarian said...

@Tutti quanti

Mi e' venuto un dubbio atroce.

I need help guys.

Allora, Federico Guglielmo III era il figlio di Federico Guglielmo II, che a sua volta era il figlio del fratello di Federico il Grande.

Ergo Federico il Grande era il prozio di Federico Guglielmo III, o mi sbaglio disastrosamente?

Grazie in anticipo per l'aiuto.

falecius said...

Su Burton: era senza dubbio, a suo modo, un uomo di genio.
Pieno di discutibilissimi pregiudizi, alcuni dei quali coltivava deliberatamente per opporsi a quelli altrettanto discutibili della sua epoca. Da quanto ne so (non l'ho letta) la sua traduzione delle Notti era mirata ad épater le bourgeois.
Sembra proprio che in certe situazioni non disdegnasse affatto "amicizie particolari", tra l'altro.

300, che non ho visto essenzialmente per pigrizia, non va certamente preso come documento storico. Da quanto ne so, Miller in fin dei conti esaltava la virilità dei suoi eroi, e per il SUO pubblico la virilità includeva l'eterosessualità.
C'è poi tutta una tradizione dell'Oriente decadente ed effeminato contro al rude e virile Occidente (o Settentrione, quando ad usare questo discorso sono quelli di lingua germanica, che poi lo applicano contro la stessa Roma, alla bisogna) che ovviamente è figo e vince.
E' una roba tutt'altro che nuova, ma credo che la polemica specificamente "omofoba" non vi abbia avuto posto prima delle epoca roma, dove come sai i Greci e gli Orientali (siriaci, egiziani, persiani eccetera) erano colletivamente contrapposti in certi ambienti alla semplice e virtuosa vita italica. Sarebbe da rileggersi ad esempio Catone il Vecchio per sapere se in lui l'omosessualità dei greci era contrapposta alla virilità latina, o se invece questo specifico tema non abbia più a che fare col cristianesimo (che potrebbe averlo rafforzato).

falecius said...

Yoss: nel modo in cui ho sempre usato la parola "prozio", ovvero come zio del genitore, sì.
Però so anche di gente che usa "prozio" per indicare il cugino del genitore. Saranno varianti regionali?

LateThink said...

Arrivo tardi causa festa di compleanno bimba con contorno di "già che ci siamo".

Grande post come sempre.

Ho l'impressione che il generale abbia confuso l'essere gay con l'avere un soldato che sculetta, si mette il rimmel e si soffia il naso in un fazzoletto a spicchi colorati.

Gli farei volentieri una domanda a bruciapelo: se il suo nemico fosse "frocio" (come lo definirebbe lui) chi manderebbe a spiarlo?
Un maschiaccio sciupafemmine alla Bond?
Una maliarda alla Mata Hari?
Non si incazzerebbe un po' al sapere che la sua intelligence non possiede spie adatte alla bisogna (cioè "culi allegri", sempre come li definirebbe lui)?
Ah, già: lui ci manderebbe degli elementi rigorosamente eterosessuali ma bravi abbastanza da "fingersi busoni". Il problema è che mi sfugge il significato di "fingersi" quando ti lanciano contro un anal intruder.

Palmiro Pangloss said...

Ricorderei anche quel ricchione di Nelson (Kiss me Hardy....) e - anche se non era un soldato fu comunque un grande war leader - Abramo Lincoln.

Lupardo said...

Yoss, mi tocca fare la solita precisazione da perfettino...
"Non so quanto volte l'avgusto generale abbia dovuto ripetere l'esame di Storia Militare a West Point"
Se è un generale dei Marines, avrà frequentato l'accademia di Annapolis, e non l'accademia di West Point :-)

Palmiro Pangloss said...

@Tutti: Non idealizziamo troppo l'atteggiamento romano nei confronti dell'omosessualita', basta pensare alla Lex Scantinia de Nefanda Venere che per il sesso tra uomini liberi prevedeva il fustuarium.

Anonymous said...

Eccomi
Dopo una settimana di ferie forzate (/me meschina!) causa strappo muscolare al polpaccio (diobau!)

Splendido post, yoss. Davvero.
La semplicistica ottusita' ed ignoranza di certi soldati da operetta e' disarmante. Mi riferisco, ovviamente, al gen dei marines ammerigano, uno che evidentemente e' abituato a guidare fessi con scritto born to kill sull'elmetto "finti uomini ma veri pazzi furiosi" (citando full metal jackett). Uno che non conosce il vecchio detto, peraltro americano, "se vuoi creare un killer, devi uccidere la donna che c'e' nell'uomo"... peccato che il killer sia la brutta copia di un soldato.

Per arricchire il tuo elenco, aggiungerei.

Sparta.
L'elite guerriera dell'antichita'. Dei folli fanatici che si addestravano alla guerra dai sette anni in su, che si nutrivano dell'immondo brodo nero (mica robe da femminucce), che vivevano come sacerdoti della guerra, soldati nell'anima, space marines... tutti busoni. Cioe', gli altri greci, gli ateniesi, che pure come froceria non scherzavano, li chiamavano "europroctos", dal culo largo. Eppure... Termopili, Nemea, Coronea, Clio,... devo continuare?

363 a.c., Mantinea.
Epaminonda, busonissimo beotarca, artefice della supremezia tebana, inventore della falange obliqua, stretega con due maroni grandi come palle mediche, nonche' creatore (insieme all'amico Gorgida, pure lui di natica larga) del Battaglione Sacro (ἱερὸς λόχος ), la punta di diamante dell'esercito tebano.
I due avevano intuito, infatti, cio' che gli avugusti americani hanno iniziato a sospettare solo dopo il D-day, e cioe' che i motivi che spingono gli uomini ad atti di eroismo estremo non sono la patria, la gloria and so on, ma la volonta' di salvare un amico.
Da cui l'ideona: "e se, oltre che amici, i soldati fossero anche amanti?" Detto fatto: un reparto formato da 150 coppie di amanti. Risultato bellico: un culo cosi' a tutta l'elite guerriera del mondo antico.

XII Secolo, Riccardo I detto Cuor di Leone (quello di Robin Hood, l'uomo in calzamaglia). Dichiaratamente gay. Sulla sua pietra tombale il bassorilieno presenta le gambe incrociate (come tutti i crociati) e un ermellino ai piedi (come tutte le dame di lignaggio reale).

Cioe', mi fermo per lo spazio, mica per altro..

Baci baci

--
Nadja Jacur

leftheleft said...

post veramente interessante e come al solito scritto in maniera assolutamente accattivante.
Bravò, bravò!

mi pare che anche su Camillo benso di Cavour girassero voci simili.
Sicuramente giravano su Umberto II di savoia.Pare che Pietro Nenni, in occasione del referendum monarchia repubblica arringasse la folla urlando "Volete forse voi un re pederasta?" E poi i vari dossier di churchill e mussolini su tale questione.
Per i destri estremi/radicali: e le SA di Rohmhe? Era notoriamente gay, ed ho scopero 'sto tizio qua, Hans bluher, esponente di spicco che predicava la liberazione omosessuale da posizioni volkish(sic!). Ed anche evola ("metafisica del sesso") mi sa che in materia aveva certo le posizioni di Gianfranco Fini (a meno che non abbia anche su quello cambiato idea)

relativamente ai giapu: i manga con tematiche omosessuali (Shōnen'ai) credo siano una normalissima realtà locale. E poi non smeniamocela! I cavalieri dello zodiaco erano una banda di culattoni!

"Burton mi ha sempre lasciato un po' perplesso e ho letto poco...Voglio dire, uno che va in giro a misurare cazzi .... Fra l'altro se non erro, voci sulle sue amicizie particolari circolavano anche su di lui."

e certo che se uno va in giro per il mondo a misurare minchie, forse poi le voci girano!!

"Mica la merda paraceltica di sinistra dei Modena City Ramblers..."

godo!

falecius said...

Yoss, anche io ho un dubbio. E' abbastanza OT, ma ha sempre a che fare con grandi generali. La domanda è: quale demenziale, catastrofica nuvola di merda passava nella mente di Napoleone quando decise di invadere la Russia a quella maniera?
Napoleone commise molti altri errori (la Spagna, il piano per occupare Berlino nel 1813, per non parlare del suo scarso senso diplomatico) ma sono tutti in qualche modo scusabili o comprensibili. La campagna di Russia, invece, non riesco a capirla.

baron litron said...

i samurai sono finiti male, essenzialmente per i motivi ricordati da Falecius, ma il discorso è parecchio più complicato (anche se comunque cruento), le parti in causa nella ribellione dei bushi erano almeno quattro, e non tutte si ribellavano al Tenno...
comunque, in Giappone l'omosessualità non è mai stata un problema come non lo è di solito nelle culture non monoteiste.
in genere viene da queste tollerata senza particolari connotazioni morali, posto che ottemperi a due norme fondamentali (che sono poi quelle per la quale è osteggiata nella sostanza* da tutte le società): che non metta a rischio la discendenza (anche soltanto formale) e che non formi gruppi di potere "tra culattoni" per restare politically correct.

per la morale cristiana (non so nel dettaglio i motivi dell'etica ebraica e islamica che spingono alla sua condanna, e quindi non mi ci metto), è peccato l'atto omosessuale, e non l'omosessualità in sé.
il che è perfettamente spiegabile col fatto che al mondo c'è molto più amore senza sesso di quanto non ci sia sesso senza amore, ma nonostante ciò nei rapporti umani per "amore" s'intende sempre "sesso" e quasi sempre viceversa.

l'atto omosessuale (come tutte le pratiche sessuali sterili) è peccato non perché è commesso con uno del tuo sesso, ma per la sterilità che ne consegue.
date per buone le basi morali della sessualità cattolica, come concetto di nuovo non fa una grinza.
che poi siano precetti seguiti o meno è sotto gli occhi di tutti, come per millanta altri precetti della ciesa catolica.....

* spiego meglio: tralasciando i giudizi morali, l'omosessualità è tollerata in tutte le società, ma chiaramente non riscuote le maggiori simpatie, essenzialmente per i due motivi che ho detto sopra:
- è sterile
- è facile

quindi, da un lato mette a rischio la discendenza di una famiglia, dall'altro per mette legami molto forti tra persone che raginano allo stesso modo, e con gli stessi desideri e pulsioni.
dove oltretutto si entra per "reclutamento" e non per nascita

il che provoca tra le altre cose invidia e risentimento tra chi - comune mortale - deve per il resto della sua vita fare i conti con i cicli di ovulazione e le loro implicazioni, ma soprattutto con persone che ragionano in maniera completamente diversa da noi (e la vedo soltanto dal punto di vista maschile.....)

tra l'altro, la percentuale fisiologica di omosessuali è sorprendentemente simile a quella (7% circa) entro la quale la pubblica previdenza (il welfare per gli ignoranti) funziona senza incasinare i conti pubblici.

che non vuol dire che i cupiu siano una comunità di parassiti, mi raccomando, che poi passo per omofobico.....

baron litron said...

ah, dimenticavo il discorso militare

sostanzialmente, il generale ammericano ha detto una cazzata contenuta nell'ammissione implicita di uno stato di fatto insostenibile per l'efficienza di un esercito, e cioè che un esercito dove un soldato possa (o se interessa in genere che un soldato possa) manifestare le proprie inclinazioni sessuali, ma anche gastronomiche o genericamente di stili o scelte di vita, è destinato alla rovina.
per il semplice motivo che, come dice il fratello colonnello, il soldato non deve avere né vita privata né tempo libero.

di conseguenza, interrogarsi sull'opportunità di accettare soldati finocchi è una minchiata in sé e per sé, senza andare a scomodare loro presunte inclinazioni o abilità marziali....

Yossarian said...

@Lefttheleft, Palmiro, Baron Litron, Latethink, Nadjia Jacur (bentornata perfida)e Falecius:

Ragazzi, ancora una volta per evitare accuse di 'cafonismo andante', e dato che mi tocchera' rispondervi con vari papiri ed essere terribilmente verboso visto che avete fatto commenti muy interessanti, vi informo che per impegni pomeridiani di 'ricerca lavoro et colloqui' tornero' a tritarvi le balle con le risposte stasera o domattina.

:-)

Grazie e scusatemi.


Vi lascio con un OT visto che sono The Undisputed King of Off-Topics

Oggi ho cambiato cellulare.

Quello precedente era talmente vecchio che l'altro giorno ho ricevuto questo sms anonimo:

"Aiuto siamo accerchiati!"

Rispondo: "Datemi l'indirizzo che mando la polizia"

L'anonimo: "Fabbrica Ottobre Rosso, il Volga e' a 300 metri. E non mandate la polizia, mandate i panzer di Manstein!"

No comment

leftheleft said...

baron litron a l'ha dit
"che non vuol dire che i cupiu siano una comunità di parassiti, mi raccomando, che poi passo per omofobico"

ant ël sant nòm ëd Costantino Nigra...
cupio nen cupiu!

:-)

LateThink said...

@Yoss
Beh, il mio è in bianco e nero :-)

@Falecius
Forse la stessa che è passata nella testa di Hitler quelche anno dopo.
O che passa, ancora oggi, nella testa dei piddini che cercano di abbattere Berlusconi con il giustizialismo alla Di Pietro.

Penso si chiami: "la storia non insegna un cazzo perché io sono diverso e ce la farò"

Poi, per carità, ognuno è libero di cacciarsi nelle imprese fallite da altri e tentare di portarle a termine. Ma, che diamine, un po' di misura! :-)

Attila said...

Grazie Yoss, con questo scritto i hai ispirato un post di vita vissuta che era da tempo che volevo fare, ma poi mi dimenticavo costantemente...

Cordialità

Attila

falecius said...

Late Think: beh, Napoleone aveva un solo precedente, quello di Carlo XII di Svezia. Che era un condottiero capace alla testa di uno degli eserciti meglio addestrati del tempo, ma che dovette affrontare la Grande Guerra Nordica contro un certo numero di nemici agguerriti contemporaneamente, e la Svezia era quello che era, in termini di dimensioni, popolazione e risorse. Dall'altra parte c'erano Danimarca, Polonia, Russia, Sassonia e alcuni altri posti; ad occhio saranno stati in grado di tirar su almeno dieci soldati per ogni svedese. E in Russia comandava un tizio che non a caso chiamano "il Grande".
Voglio dire, l'idea che si potesse sconfiggere la Russia non era poi così assurda. Gli stessi ottomani, pur avendo perso sistematicamente tutte le guerre contro lo zar da un secolo a quella parte, erano stati perfettamente in grado di dargli, appena pochi anni, del discreto filo da torcere.
Invasioni vittoriose della Russia ci sono state, anche se sono quasi sempre venute da sud o da est (Mongoli, Turchi e cose del genere). Quello che non riesco a capire invece è stato come Napoleone abbia "pensato" la sua campagna.
Anzitutto, perché non ha attaccato sul Baltico, puntando a Pietroburgo? E in secondo luogo, perché non ha convinto gli ottomani a continuare la guerra? Che mi risulti non ci aveva nemmeno provato, e diavolo, firmarono la pace coi russi tipo due mesi prima dell'invasione francese.

baron litron said...

@ leftheleft: hai ragione, ma 'sti saraceni non sanno nemmeno pronunciare la u, figurati come si sentirebbono davanti a una o senza accento.....

SCIUSCIA said...

Yossarian, questo è davvero un grande post!

Io, poi, adoro la storia, la strategia militare e le inchiappettate.

LateThink said...

@Falecius

Ovviamente il mio commento non voleva essere "storicamente corretto" ma più un ironica presa per il culo mirata ai piddini di oggi.

Più seriamente concordo con la tua analisi ma tendo ad evitare di giudicare sulla base del senno di poi. La completezza dell'informazione e del quadro che abbiamo noi oggi è ben diversa da quello che poteva avere Napoleone allora. Simmetricamente oggi noi potremmo non essere a conoscenza di cose che non ci sono state tramandate e che potrebbero aver avuto influenza su certe scelte di allora.

Per valutare correttamente gli errori commessi in battaglia occorre sempre mettersi nelle condizioni degli strateghi secondo una precisa timeline informativa che impedisca di acquisire informazioni che sono frutto di eventi ed analisi successive al tempo che si sta considerando.

Spero di non essere stato troppo criptico ma, data l'ora, non ne sono sicuro.

baron litron said...

p.s., a chi fosse interessato alle rivolte anti imperiali o anti shogun o anti stranieri del Giappone della metà del XIX secolo, consiglio la visione del "Shinsengumi".
sono 47 puntate (prendetevela calma quindi) prodotte da NHK.
raccontano la storia di uno dei numerosi gruppi di samurai in attività in quel periodo travagliato e, oltre ad essere validissimo come sceneggiatura, interpretazione e ambientazione, mostra come sia possibile produrre degli sceneggiati corretti, attendibili, ben recitati e avvincenti, senza pregiudizi ideologici e senza strafalcioni storici: qualcosa che è insieme dramma e documentario, curatissimo in tutti i particolari.
complimenti a NHK, anche per tutti gli altri sceneggiati storici.

lo si trova integralmente su veoh.com, si scarica il player e poi ci si guarda tutti gli episodi.....

une vera figata, per chi ama il genere.

oltretutto, su quel sito si trova davvero di tutto, e non è una metafora.

farlocca farlocchissima said...

Era un po' che mancavo da casa tua Yoss, mi sono molto molto divertita anche perché ho cominciato a leggere e ho pensato "Achille, Cesare... ma non la sa la storia 'sto generale?" e poi via con il resto che hai scritto.... grande!
Bisognerebbe poi esortare il generale a farsi un giro per certi bar di Frisco frequentati da una specifica categoria di omosessuali chiamti "orsi"... poi ne riparliamo sull'aspetto virile o pseudo tale...

leftheleft said...

@ baron litron

contacc! it l'has propi rason! :-)
(trad. accidenti! hai proprio ragione!)

Palmiro Pangloss said...

@Yossarian: Sui Federichi di Prussia c'e' da fare una precisazione. Il genio militare, ma farfallone, era Federico II Hoenzollern - per intenderci quello di Rossbach e Leuthen, amico di Voltaire - mentre il creatore dell'esercito che costui magistralmente usava - e creatore anche del reggimento di granatieri giganti per il quale "importava" soldati da tutta europa comprandoli letteralmente - era il di lui padre Federico Guglielmo I di Hoenzollern detto "Il Re Sergente".

Anonymous said...

Io mi piacere molto i film di Nagisa Oshima che parlano sempre di soldati nipponi frosci. C'è Tabù, coi samurai (frosci) e anche Furyo, coi nipponi frosci che fanno pensieri frosci sugli inglesi catturati, ovviamente frosci. Che poi l'inglese froscio è davì boui che insomma pure che purtroppo non sono froscio un pensierino ce lo farei anche io, su davi boui.
Io in verità i frosci l'invidio tanto perchè sono immuni alla peggiore delle piaghe, e cioè
LE FEMMINE.

FITZ

Yossarian said...

@Lupardo

Se è un generale dei Marines, avrà frequentato l'accademia di Annapolis, e non l'accademia di West Point

Ma sai che hai perfettamente ragione?

Mi auto-infliggo una poderosa bacchettata sulle dita.

Grazie Lupardo.

:-)

@Nadjia Jacur

Mantinea che fu tra l'altro una disfatta totale degli alleati di Atene.

Hai fatto anche bene a sottolineare la differenza fra un killer e un soldato.

La retorica pacifista li accomuna, ma sono due cose mooooolto diverse.

@Palmiro

Hai ragione Palmiro, non bisogna idealizzare troppo l'atteggiamento dei romani verso l'omosessualita'. A partire dal III secolo durante la grande crisi militare, gli omosessuali co0minciarono a essere perseguitati.

Onestamente non so quanto il Cristianesimo abbia influito su questo, ma penso che qualcosa abbia contato.

D'accordo anche su Nelson e Abramo Lincoln.

Palmiro, ti ho dato ragione per ben due volte. Comincio a preoccuparmi.

;-)

@Sciuscia

Io poi, adoro la storia, la strategia militare e le inchiappettate.

Stra LOL, Sciuscia, mi ha fatto rotolare sotto il PC...

Ti leggo spesso, e insieme a quel bolscevico di Essere Disgustoso mi fai ammazzare. Se non ti dispiace ti aggiungo al mio prossimo giro di link nel blogroll

Yossarian said...

@Falecius

Caro Dott, non ti preoccupare per l'OT. Qui e' la norma.

Allora, bella domanda.

Gia', cosa passava nella testa del grande corso quando decise di attaccare Alessandro I?

Io credo due cose.

A) dal punto di vista strettamente politico -militare la cosa aveva senso.

Dopo la disfatta della Terza Coalizione e la sconfitta della Quarta a Jena nel 1806, Napoleone aveva messo in ginocchio le due grandi potenze terrestri europee: Austria e Prussia.

Eliminando la Russia avrebbe potuto pacificare il "fianco orientale" assicurandosi il pieno dominio dell'Europa continentale, mettendo allo stesso tempo un piede in Asia per contrastare gli interessi britannici in India.

Rimaneva infatti l'Impero Inglese da soggiogare.

Il Blocco Continentale contro la Gran Bretagna non stava funzionando, la marina britannica ostacolava seriamente il commercio dell'Impero francese, e quindi una volta pacificato il continente, Napoleone avrebbe avuto le risorse per contrastare l'Inghilterra in una lunga guerra di logoramento.

Per far questo era necessario eliminare la Russia che aveva un esercito poderoso e risorse apparentemente illimitate.


B) Veniamo all'errore strategico-politico.

Napoleone era abituato a combattere contro potenze europee-occidentali contro le quali generalmente la cattura della capitale determinava la sconfitta del nemico, o comunque lo costringeva a cercare una pace incondizionata.

Con i Russi le cose erano un po' diverse.

Innazitutto c'e' da considerare che la vastita' dell'impero russo.

Lo zar esercitava sicuramente un controllo assolutistico sullo stato e i sudditi, ma in virtu' delle enormi distanze, e nonostante le riforme attuate da Alessandro I, i contatti fra "centro" e "periferia" dell'Impero era sempre molto labili.

Alessandro, uomo molto intelligente - io credo quanto Napoleone - all'indomani dell'invasione della Grande Armata comprese subito che Napoleone aveva fatto il passo piu' lungo della gamba e che prendere Mosca non avrebbe significato nulla se la corte si fosse semplicemente spostata da un'altra parte per continuare a combattere.

Il buon Kutuzov gioco' un ruolo determinante nel convincere lo zar a toglirsi dalle palle.

Kutuzov era un genio, e credo fosse l'unico generale dell'epoca in grado di dare seri problemi a Napoleone.

Oltretutto, anche i cittadini di Mosca si erano eclissati, e contando anche l'incendio, napoleone si ritrovo' con un pugno di .... mosche...

Non controllava il territorio conquistato e non aveva sconfitto il potere del nemico conquistandone la capitale.

A quel punto avrebbe dovuto attaccare San Pietroburgo, o inseguire l'esercito russo, ma come sai meglio di me, la logistica dell'epoca non glielo permetteva.

La strategia di Napoleone avrebbe potuto funzionare un secolo e mezzo dopo, quando comunque la Russia era un paese moderno: almeno dal punto di vista della struttura politica-economica e industriale.

Se Hitler avesse catturato Mosca e' probabile che il regime stalista sarebbe crollato e soprattutto, interrompendo il flusso di rifornimenti che seguendo il canale del Volga andava da Leningrado a Stalingrado, per i russi sarebbero stati guai seri.

In sostanza, a mio modesto avviso, Napoleone adotto' la strategia giusta nel secolo e col paese sbagliato.

Yossarian said...

@Falecius

Dott, Napoleone non attacco' Pietroburgo perche' lo zar era a Mosca.

In base agli standard militari e politici che fino a quel punto aveva incontrato, pensava che Mosca fosse il ganglio vitale della politica russa.

Dott scusa gli errori di battitura nel commento precedente

Io odio abbastanza la tastiera del PC.

Da questo punto di vista era meglio la macchina da scrivere.

Yossarian said...

@Baron Litron

Caro Barone.

So che sei un'autorita' sul Sol Levante e speravo tu intervenissi a correggere i miei eventuali errori.

Grazie.

E grazie per la disquisizione molto interessante.

Ma molto, molto interessante.

:-)

Yossarian said...

@Attila

Figurati :-)

Mo' faccio un salto da te.

Yossarian said...

@Lefttheleft

Omofobo!

;-)

Yossarian said...

@Latethink

Late devi vedere come sono felice con il mio nuovo cellulare.

Sembro un bambino idiota.

E non e' una questione di odio verso la tecnologia, figurati che ieri per far girare un gioco mi son messo a liberare Ram chiudendo i vari servizi di XP che non mi servivano, ergo anche se da dilettante o smanettone amo l'IT.

Amo alla follia l'informatica, vorrei essere come Uriel o il Mastroviti.

E' proprio che con i cellulari non c'azzecco.

Non me ne frega un cazzo, e non per snobismo.

Palmiro Pangloss said...

@Yossarian: Ehm... la Lex Scantinia, che tra le altre cose sanziona anche con lam orte per fustuarium i rapporti omo tra cittadini romani liberi e' roba del 149a.c. Gli e' che c'era una scappatoia, anzi due. Innanzitutto gli schiavi erano res, non uomini, quindi inchiappettabili o il contrario, mentre i rapporti con non-romani non erano esplicitamente proibiti. In ogni modo il cristianesimo non c'entra nulla: con tutto il bene che voglio alla chiesa, anzi alle chiese - poco o punto - non e' che la repressione ed i pregiudizi sessuali l'hanno inventati loro, eh.

SCIUSCIA said...

Linkato da Yossarian è nientemeno che un onore.

Yossarian said...

@FITZ

Allora, sto guaendo da circa tre.

Sei un genio

:-)

@Palmiro

non e' che la repressione ed i pregiudizi sessuali l'hanno inventati loro, eh.

Hai nuovamente ragione. Infatti mi sono espresso in tono dubitativo nel commento.

Basta aver ragione. Dimmi qualcosa che mi fa incazzare che poi polemizziamo.

Darti ragione e' noioso.

:-)

@Farlocca (Welcome back carissima!)

Bisognerebbe poi esortare il generale a farsi un giro per certi bar di Frisco frequentati da una specifica categoria di omosessuali chiamti "orsi"... poi ne riparliamo sull'aspetto virile o pseudo tale...

@Sciuscia

Io sarei piu' per il "disonore"

;-)

Un po' come il celeberrimo Blue Oyster di Scuola di Polizia...

Ti ricordi Farly?

Musichetta: tattara...tarata'...

Yossarian said...

@Farly e Sciuscia

Sono un pirla, ho mescolato la parte del blue oyster che era diretta a farlocca con il commento a sciuscia'.

Sorry.

:-)

falecius said...

Yoss, avevo scritto un lungo e dettagliato commento sulla campagna di Russia compreso di una parte megalomane (if I were Napoleon), e temo che blogspot lo abbia igoiato nei suoi demoniaci ingranaggi.

Peccato.

SCIUSCIA said...

Il Blue Oister è comunque mitico.

Chaotic Alea said...

Yoss scusa ma sto leggendo Riasanovky in questo periodo e la capitale e' proprio a San Pietroburgo dove sta una buona parte della corte, il resto e' a Mosca, niente toglie al fatto che Mosca rimanesse un ganglio vitale ma visto che ai tempi la Russia non aveva grossi sbocchi sul Mar Nero e tagliarla fuori dal baltico, togliendo di mezzo la capitale S.Pietroburgo appunto sarebbe stato un bel colpo.

Oltre a Kutuzov c'era stato di buono che come succede sempre in Russia appena c'e' una guerra seria e grossa tutti quelli che abitano il suolo russo (quindi non solo i russi veri e propri) corrono in sua difesa.E questo anche se la Russia di allora colpita da "una ribellione al mese"
Cosa questa della "difesa della terra" che Nicola II non seppe sfruttare allo scoppio della Grande Guerra.

Kutuzov ebbe la ottima idea di non ingaggiare direttamente i napoleonici fino a quando non fu costretto (piu' dalla vox populi che da un requisito tattico) a far la parte del "Difensore di Mosca" che ovviamente e' risultato in una sconfitta. E poi nel trasformare la sconfitta di Napoleone in una disfatta in seguito quando i franzi decisero di ritirarsi.

A quell'epoca tagliare gli sbocchi nel baltico era tagliare i contatti tra la Russia e la Gran Bretagna... si c'era Arkangelsk ma sai dover girare attorno alla Norvegia non e' un granche' comodo mi sa(anche se si faceva.


Chaotic Alea

Yossarian said...

@Chaotic Alea

Yoss scusa ma sto leggendo Riasanovky in questo periodo e la capitale e' proprio a San Pietroburgo dove sta una buona parte della corte, il resto e' a Mosca

Hai perfettamente ragione, e io ho scritto una cagata di dimensioni epiche.

Chiedo venia.

San Pietroburgo divento' capitale nel 19 secolo, non mi ricordo la data esatta, e lo resto' fino alla Rivoluzione Russa, quando Mosca ne prese il posto.

Sono d'accordo anche sul resto Chaotic, anche se credo che conquistare San Pietroburgo - posto che lo Zar avesse avuto il tempo di evacuarla insieme alla corte - non avrebbe fatto una gran differenza nella Russia dell'epoca.

Lo Zar si sarebbe spostato a Mosca.

Quanto agli sbocchi sul Baltico, credo tu debba tenere in considerazione che un esercito dell'epoca aveva bisogno di una quantita' relativamente bassa di rifornimenti, che si traducevano essenzialmente in cibo, munizioni, armi e vestiario.

Tutte cose che i russi erano in grado di produrre in loco, e dato che Napoleone non aveva abbastanza uomini per occupare l'intero paese, avrebbe potuto continuare a produrre.


In una situazione come quella che tu descrivi si trovarono invece gli americani di George Washington, che erano in grado di produrre fucili, ma avevano un bisogno disperato di polvere da sparo che contrabbandavano con la complicita' degli olandesi.

Tanto che alla fine, l'Inghilterra dichiaro' guerra alle allora Provincie Unite e conquisto' l'isoletta di San Eustachio, nelle Antille Olandesi.

Sul resto sono - ripeto - assolutamente d'accordo.

@Falecius

Caro Dott, essere privato di un suo commento - muy articolato - in tal guisa, mi spingerebbe a incollerirmi con la divinita' in cui so che lei crede, e, che, alla luce stima che nutro in lei Dott, mi dispiacerebbe citare inutilmente. Anzi, invano.

:-)

Blogspot del cazzo.


@Sciuscia

Il Blue Oister e' inarrivabile.

falecius said...

Nell'essenza, dicevo quello che dice Chaotic Alea, con qualche aggiunta.
Ovvero: se fossi stato Napoleone nel 1812, con la Grande Armata sul Nemunas pronta ad invadere la Russia, mi sarei diretto a nord.
Quello che dice Chaotic Alea sui popoli non russi dell'Impero è infatti verissimo, ma con tre eccezioni:
a) i caucasici, specie circassi e ceceni
b) i polacchi
c) i baltici, specie lettoni e lituani.

Nella storia vera Napoleone tentò, in modo molto parziale, di presentarsi come liberatore della Lituania, tentò di organizzare un principato lituano come parte del suo progetto, a lungo accarezzato, di ricostituire la "Repubblica" polacco-lituana sotto un re della casa sassone, e reclutò truppe lituane. C'era perfino un contingente lituano della Guardia Imperiale.

(continua)

falecius said...

Comunque, questi sono i motivi per cui secondo me avrebbe fatto meglio a puntare verso il nord:
a) come ha giustamente notato Chaotic Alea, significava bloccare gli scambi tra Russia e Gran Bretagna, danneggiando così il commercio inglese oltre a quello russo e rafforzando il blocco continentale. Due piccioni con una fava, specie se si considera che il rifiuto russo di mantenere l'adesione al blocco, dannosissimo per l'economia russa, era una delle cause principali della guerra.
b)San Pietroburgo era la capitale amministrativa della Russia. Lo zar e la corte potevano certamente trasferirsi a Mosca in caso di necessità e l'avrebbero fatto senz'altro. Ma le strutture amministrative centralizzate dell'Impero forse erano più difficili da spostare. E la Russia era un paese MOLTO centralizzato dal punto di vista amministrativo.
c)Il clima sarebbe stato marginalmente meno peggiore, i rifornimenti marginalmente meno difficili (anche se escludo che potessero avvienire via mare a causa della flotta inglese)

(continua ancora)

falecius said...

Tuttavia non andò fino in fondo su quella via, per non compromettersi riguardo ad un eventuale trattato di pace con lo zar.
Teniamo presente che nei suoi piani la campagna di Russia, esattamente come l'Operazione Barbarossa, doveva essere una cosa molto breve.
In effetti, la sua strategia inziale non era certo quella di arrivare a Mosca. Ci arrivò essenzialmente perché Barclay de Tolly e poi Kutuzov continuavano a ritirarsi davanti a lui.
Napoleone non aveva mai vinto una campagna conquistando la capitale nemica, anzi, nella guerra peninsulare NON aveva vinto pur avendo occupato ad un certo punto sia Madrid che Lisbona.
Tutte le campagne di Napoleone furono vinte distruggendo grazie alla superiorità campale e tattica del suo esercito e del suo comando le principali forze combattenti nemiche, in modo che l'avversario non potesse proseguire lo scontro. Battaglie decisive del genere furono Ulm, Jena, Friedland, e ovviamente e soprattutto Austerlitz. Napoleone sperava di imporre ai russi una battaglia decisiva di questo tipo, e ci provò a Smolensk e a Borodino, ma non ci riuscì, per il semplice motivo che i russi avevano troppo spazio in cui ritirarsi davanti a lui. E sapevano benissimo di non avere nessuna possibilità in uno scontro in campo aperto. Perfino a Borodino, quando la Grande Armée aveva perso almeno il 60% dei suoi effettivi iniziali, in parte per le guarnigioni allestite lungo la strada e della battaglia di Smolensk, ma soprattutto a causa del clima, delle diserzioni e della stanchezza, Napoleone si mostrò superiore sul campo.
Mosca era un ganglio vitale per la Russia, sebbene la capitale fosse a San Pietroburgo ufficialmente dai primi del Settecento, ma un piano per occuparla avrebbe dovuto prevedere anche la possibilità di tenerla, e soprattutto di tenere aperta la via da lì alla frontiera polacca che è bella lunga. Napoleone non era preparato a quella eventualità.
La stessa idea di prendere la capitale nemica perdendo di vista la distruzione della sua forza combattente fu l'errore capitale che gli costò il trono nel 1813. Ossessionato dall'idea di punire il tradimento prussiano ed occupare Berlino, ebbe poi l'idea ancora più bislacca di affidare questo compito a Ney. Il risultato fu Ney non prese Berlino, ma non potè arrivare in tempo per tagliare la ritirata a Blucher sul campo di Bautzen. Napoleone vinse, ma l'esercito russo-prussiano rimase intatto. E l'imperatore dei Francesi cercò nuovi modi per conquistare Berlino.

(continua)

falecius said...

(ecco, questo è l'ultimo)

d)La popolazione. Dopo aver lasciato la capitale lituana, Vilnius, Napoleone si addentrò in territorio bielorusso e russo. I bielorussi all'epoca avevano a malapena i primordi della vaga idea di essere qualcosa di diverso dai russi. Erano perlopiù ortodossi e parlavano quello che all'epoca era percepito come un "dialetto del russo". Erano, da qualsiasi punto di vista pratico, russi. Cmoe tali si comportarono.
Solo un piccolo numero di tatari Lipka della regione, di fede musulmana (anche se parlavano bielorusso anch'essi, da secoli, scritto però in caratteri arabi) diede qualche sostegno, peraltro estremamente modesto, ai Francesi.
(altra cosa. Non credo che Napoleone abbia emancipato gli Ebrei della regione, numerosissimi ed oppressi dal regime zarista; avrebbe potuto essere una buona idea, tanto più che aveva già emancipato tutti quelli dell'Europa occidentale)
I Lituani, i Lettoni e gli Estoni invece sapevano benissimo di non essere Russi, non erano e non sono ortodossi, e se Napoleone avesse tentato di liberarli quantomeno non gli si sarebbero mostrati ostili.
La nobiltà tedesca della regione invece era in parte integrata nell'aristocrazia russa, cui forniva una larga parte degli ufficiali dell'esercito e della marina (tutti quei nomi tedeschi e svedesi tipo Benningsen, Bellingshausen, von Ungern, eccetera) e semmai si sentiva affine agli Junker prussiani, non certo i migliori alleati di Napoleone.

Chiaramente è solo una possibilità. Non è affatto detto che le cose a Napoleone sarebbero andate meglio così. Pietroburgo è difficile da prendere a causa delle paludi intorno, che avrebbero certamente falcidiato i francesi, ma i russi non avrebbero potuto bruciarla come fecero con Mosca, fatta ancora di case di legno.

Mi scuso per la lunghezza infame.
Il captcha è "parmity". Mi appello a Roseau.

LateThink said...

@Falecius
Blogspot è un bastardo di prima categoria ma un trucchetto semplice semplice ne vanifica la malvagità: prima di cliccare il tasto di pubblicazione del commento fai un copia del contenuto.
Se qualcosa va male un incolla e non hai perso ciò che hai scritto. Se poi tieni un file di testo da qualche parte in cui incollare i commenti più importanti, puoi rispedirli senza doverli riscrivere.

P.S. Il captcha dice "marcu": chi cacchio è Marcu? Un evangelista sardo?

Chaotic Alea said...

Yoss non sono sicuro che una volta conquistata Pietroburgo fosse cosi' facile spostarsi a Mosca. O meglio lo zar e qualcun'altro lo potevano fare MA non tutto l'apparato burocratico. Perche' e' vero che la Russia del tempo e' un autocrazia ma e' anche vero che si poggiava su un apparato burocratico centralizzato che in buona parte stava a San Pietroburgo (altrimenti il controllo autocratico andava a farsi benedire) e in tutti i casi a quei tempi a Mosca c'erano i vecchi nobili nostalgici (dove crebbe Nicola I tralaltro).

Io penso di aver capito cosa aveva in mente Napoleone: Mosca nonostante tutto e' un centro di traffici e mercati importantissimo per la Russia di allora, era un crocevia un po' come lo era stato Kiev molti secoli addietro. Napoleone pensava che occupando Mosca avrebbe affamato la Russia o comunque avrebbe diviso gli eserciti russi per poi segarseli con comodo. E anche perche', come ben dicevi tu, Napoleone guardava all'asia.

Se Napoleone avesse attaccato Mosca E S.Pietroburgo ci sarebbe stato da divertirsi, certo e' molto difficile da ottenere come cosa.

Quello che io ho sempre pensato di Napoleone e' che avesse fretta...troppa...
Bisognava accordarsi con la turchia ma anche senza l'accordo con La Porta il trattato che ne era uscito fuori dopo la guerra con la Russia l'aveva praticamente tagliata fuori dal Nero. Napoleone probabilmente contava sul fatto che l'esercito era a sud e che ci avrebbe messo ad arrivare.
Credo che inoltre i geografi di Napoleone non sapessero bene cosa ci fosse dietro Mosca, perche' sarebbe stato stupido attaccare Mosca in mezzo ad una pianura e difenderla, secondo me Napoleone pensava che ci fosse meno spazio di manovra ad est di Mosca.

Tutta sta sparolata per dire che la Russia di allora si poteva battere ma non come voleva far Napoleone. Accordarsi con la Porta, chiudere il baltico, assoldare polacchi e mettere gli ucraini contro i Russi(cosa possibile). Ma ci voleva pazienza oltre che abilita' militare...e Napoleone aveva fretta.

Questo e' il mio punto di vista

'zzo quanto ho scritto, boiamondo! :)

Chaotic Alea

Morrigan said...

Una parola:
Minchia! :-)
Inteso come esclamazione di stupore e meraviglia di fornte a cotanta augusta bravura nel discettare di storia da Omero ai nippon-banzai!
Complimenti, sei veramente un libro di storia interessantissimo da leggere.
E sappi che su FB ti ho pure contattato!
Ajò!

erica said...

...per fortuna mica tutti erano un disastro come Eurialo e Niso... Che bel post!!!...oops lo sto leggendo solo oggi.....
Pero' che cazzo, ora al solito sogno erotico nel quale vengo calata nuda da un elicottero all'inizio di una battaglia campale si aggiunge l'idea d'orde di maschiacci bisex dall'istinto omicida...
questo non dovevi farlo !!! uha uha !!!!