Wednesday, 5 May 2010

Io, Uriel, e i Lib-Dem


Caro Uriel, innanzitutto ti chiedo scusa per le eventuali ingenuita', dal momento che non sono ferrato come te in materia economica.

Ciodetto, bando ai preamboli e scendiamo subito nel vivo per rispondere al tuo post, cominciando dal Marx populista (vero) e dalla ricetta "ottocentesca" dei Lib-Dem di tassare i ricchi; nella fattispecie la tassa sulle proprieta' immobili del valore superiore al milione di sterline.

Fin qui posso essere d'accordo con te quando scrivi: «Chi ha una casa di quel tipo, potra' ben pagare un altro tre o quattro o cinque per cento di tasse in piu' per l'immobile (di piu' non potrete tassare per non devastare il mercato), e tutto finira' li'».

Ma nel far questo mi sono ispirato a una frase del tuo post precedente dove affermi: «Quel che serve agli UK oggi e' una tassazione forte sulle rendite, finanziarie ed immobiliari».

Tuttavia, ai fini di una maggior comprensione dell'ambiguo rapporto fra seguaci piu' o meno esegetici di Marx, e l'economia di mercato, ricorrero' a una breve storiella narrata da Sant'Agostino nel libro VI delle Confessioni ( riassunta ovviamente):

Agostino aveva un amico di nome Alipio che era giunto a Roma con l'intenzione di apprendervi il diritto. Alipio era persona moralmente retta e strenuo difensore di cio' che noi oggi definiremmo "diritti umani", e di conseguenza detestava con tutto il suo essere gli spettacoli gladiatorii. Ogni volta che gli amici cercavano di trascinarlo a forza nell'arena, lui rispondeva :

«Potete trascinare in quel luogo e collocarvi il mio corpo, ma potrete puntare il mio spirito e i miei occhi su quegli spettacoli? Sarò là, ma lontano, così avrò la meglio e su di voi e su di essi».

Ora, di riffa o di raffa gli amici riuscirono a trascinarvelo e Alipio fedele ai suoi principi, si mise le mani sugli occhi. Purtroppo, le orecchie rimaste scoperte, udivano il trambusto e le grida, e a un certo punto Alipio spinto dalla curiosita' si scpri' gli occhi.

A quel punto come dice Sant'Agostino : «Vedere il sangue e sorbire la ferocia fu tutt'uno, né più se ne distolse, ma tenne gli occhi fissi e attinse inconsciamente il furore, mentre godeva della gara criminale e s'inebriava di una voluttà sanguinaria.
Osservò lo spettacolo, gridò, divampò, se ne portò via un'eccitazione forsennata, che lo stimolava a tornarvi non solo insieme a coloro che lo avevano trascinato la prima volta, ma anche più di coloro, e trascinandovi altri.».

Ecco, questo e' quel che e' successo nel secolo scorso, e nel primo scorcio di quello presente, alle sinistre planetarie e al loro rapporto con il capitale.

Il mercato, o capitalismo e' diventato da nemico numero uno, a vacca da mungere, e allo stesso tempo il capitale ha trovato nello stato, nel pubblico, un comodo escamotage per privatizzare i guadagni e pubblicizzare le perdite, vedi il caso dei bail-out delle banche con i soldi dei conribuenti.

Il New Labour ha fatto esattamente questo: non possedendo una industria manufatturiera degna di tal nome ha deciso di puntare sull'unica risorsa britannica: l'economia finanziaria della City.

E la scommessa per dieci anni e' riuscita: Blair e Brown hanno chiuso un occhio sulle attivita' del "miglio quadrato" (La Financial Service Authority di Brown era poco piu' che un simulacro di ente regolatore finanziario) e i miliardi di sterline in bonus pagati in tasse dalla City, piu' la "bolla" immobiliare attivamente incoraggiata da Blair che voleva una "nazione di azionisti", hanno finanziato il welfare laburista.

Un vero e proprio "patto con il diavolo" per entrambi, che e' stato firmato anche da Zapatero, e prima di lui dai socialisti di Felipe Gonzales.

Ora che la bolla e' esplosa con conseguenze catastrofiche, a mio avviso, cio' che si delinea all'alba del nuovo secolo, e del nuovo millennio e ' una ridefinizione del tutto nuova di quella dicotomia che dalla Rivoluzione Industriale ha caratterizzato il difficile rapporto fra economia di mercato e stato.

Per circa tre secoli le due "entita' " hanno vissuto vite separate e secondo la dottrina liberale del Laissez fair, l'intervento in economia è volto e limitato a garantire che i soggetti economici si muovano ed operino secondo la legge di mercato.

Questa, con le diverse varianti neoliberiste e' ancora uno dei cardini del principio liberista. Lo Stato non puo' dire a un imprenditore come gestire la sua azienda, e cio' mi sembra sacrosanto.

E qui arriva Marx il cui errore fondamentale, a mio modesto avviso, e' che da bravo seguace di Hegel, la sintesi finale del processo di lotta per la sfera produttiva condotto dall'umanita' attraverso i secoli, sfocia in una elisione dell'economia nello Stato.

Marx in tal senso pensa di chiudere il circolo: collettivizzando i mezzi di produzione e abolendo la proprieta' privata, opla', ecco che scompare il profitto e di conseguenza il plusvalore.

Ad ogni modo, dalla Grande Depressione agli anni 80 in termini di macroeconomia, abbiamo avuto una parentesi keynesiana e quindi - ridotta in soldoni e tralasciando la sua visione sulle politiche monetarie - di intervento statale sotto forma di spesa pubblica, coadiuvata da un esteso sistema di welfare.
Welfare che tuttavia come era stato predetto dai suoi critici porto' gli stati socialdemocratici al collasso, all'assistenzialismo e alla creazione in UK di legioni di disoccupati di professione.

Dalla Reaganomics in poi, il mercato e soprattutto la teoria che il mercato fosse in grado di regolare se stesso - che noi sappiamo essere valida quanto infilare l'uccello in un secchio di piombo fuso - ha ripreso quota, e fino al brusco risveglio della credit crunch, le sinistre, specie anglosassoni ci si sono buttate a pesce.

Il risultato lo conosciamo tutti, ma oltre al fallimento di questo particolare sistema capitalista, a monte di tutto, cio' vi sono altri due insegnamenti che val la pena considerare e che scardinano ogni precedente dogma:

A) Il capitalismo crea ricchezza. Vero, ma certamente non questo tipo di capitalismo, e specie quello finanziario e globalizzato.

B) Il capitalismo crea democrazia. Palle. La Cina prospera e' non e' una democrazia. Anche il Terzo Reich aveva una fiorente economia capitalista, cosi' come il Cile di Pinochet.

Il grosso problema nei paesi industrializzati, e lo vediamo ogni giorno nelle nostre tasche Uriel, non e' tanto creare e "redistribuire" la ricchezza, quanto creare e "mantenere" la ricchezza, e questo a differenza dei Tories e dei Laburisti, i Lib-Dem lo hanno intuito.

E mantenere la ricchezza al di la' delle indubbie sciocchezze come le tasse sulle proprieta' immobiliari, i Lib-Dem propongono alcune delle cose che hai citato tu : «Quel che serve agli UK oggi e' una tassazione forte sulle rendite, finanziarie ed immobiliari»

Quindi nel loro programma si parla chiaro di tassare i capital gains, e in questo rientra anche il piano di abolire quella aberrazione in vigore dal 1779 che passa sotto il nome di "non domicile status", secondo la quale alcuni residenti nel Regno Unito possono citare come loro domicilio reale, paesi terzi, e li' pagare le tasse, a meno che questi capitali non vengano reimpiegati nel Regno Unito. Cosa che accade da mai, a meno che mai.

Ergo magnati come Mohamed Al Fayed, Lakshmi Mittal e altri, compresa la mia ex azienda, pagano praticamente una cippa di tasse all'erario britannico e impiegano legioni di lavoratori dipendenti, che quelli si', come il sottoscritto, pagano le tasse a sua Maesta' Britannica.

Senza contare gli enormi sgravi fiscali per chi opera nella City.

I Lib-Dem vogliono far piazza pulita dei paradisi off-shore per non penalizzare il libero mercato, che da questi viene "drogato". I Lib-Dem vogliono spezzare le banche "too big to fail" e far si' che le banche d'affari facciano le banche d'affari e le banche di credito quelle di credito.

E infine sono per l'introduzione di una "Tassa sulle banche" di modo che gli istituti finanziari restituiscano il supporto finanziario ricevuto dai contribuenti.

Vince Cable, il ministro dell'economia Lib-Dem, non tirava molotov, ma e' stato Chief Economist della Shell.

I Lib-Dem non odiano il business come i vecchi laburisti, non sfruttano il business come i nuovi laburisti, ma vogliono semplicemente che funzioni e che gli imprenditori capiscano di far parte della societa', e non di esserne al di sopra.

Quanto al "mantenere" la ricchezza, i Lib-Dem propongono di detassare quella fascia di lavoratori a basso reddito sotto alle 10.000 sterline l'anno, ai quali, al posto di trovare un lavoro, visto il carico fiscale e il costo dei trasporti e delle case, conviene campare di welfare: quel welfare assistenzialista che il New labour ha implementato come riserva di voti.

Ma tu lo sai Uriel, che il 50 per cento della spesa del Welfare inglese sostiene in maniera proncipesca una categoria di persone giudicata "inabile al lavoro"?

Non sto parlando di sussidio di disoccupazione, quello e' una miseria. Gli inabili al lavoro ricevono stipendi cospicui e abitano in case che io mi sogno. A dire il vero, questa fu una misura introdotta dalla Thatcher per far sparire il numero dei disoccupati dalle statistiche.

Tutto cio' i Lib-Dem lo vogliono abolire e spingere la gente a lavorare.

Come? Qui sta la scommessa. Fine dell'inghilterra Citycentrica e creare un indotto manifatturiero e di piccole industrie stile nord-est veneto da affiancare alla tecnologia e ai servizi.

Utopia? Forse, e sicuramente non sara' facile: ma il Labour pensa di poter continuare ad affidarsi alle banche che tornano a prestare, con conseguente implemento di quel consumo irresponsabile ivi compreso il ritorno al boom del mattone, mentre i Tories come sempre ripongono le speranze in un settore privato stile Laissez Fair, vedi Thatcher, che promette lavori, ma che in realta' li delocalizza. Fra l'altro Uriel, il settore privato in UK fa piuttosto schifo, proprio a livello di capacita' imprenditoriale. Una volta che ti ha venduto una cosa sono cazzi tuoi.

i Lib-Dem hanno invece posto il dito sulla piaga del costo della vita in Inghilterra, per esempio sulla spartizione delle ferrovie fra privati che si e' trasformata in territori camorristici dove i prezzi sono fissati e non esiste concorrenza.

Ma il materiale rotabile pero' lo paga lo stato. Comodo vero?

Io non posso accettare un lavoro ben pagato fuori Londra perche' mi costa troppo il biglietto.

E' qui che parlo di "mantenimento" della ricchezza Uriel e del valore delle cose: quando vivi a Londra, a volte paghi un "marchio" che non offre servizi corrispondenti. O troppo cari.

Due cose per finire Uriel:

Il debito pubblico inglese e' come una coperta troppo corta. Da qualunque parte la tiri, qualcosa resta scoperto.

La ricetta Lib-Dem di tagli agli orrendi sprechi al settore pubblico, con un innalzamento equo delle tasse che non penalizzi troppo il settore privato, secondo L'institute for Fiscal Studies e' la meno traumatica a breve termine.

Infine, io non vedo nei Lib-Dem "Il nuovo che avanza", bensi' una risposta bilanciata seppur a uno stadio embrionale, alla dicotomia nel rapporto mercato/societa' civile.

Una risposta a quel che deve essere il richiamo alla responsabilita' sociale del mondo del business.
Nessuno tiene il fucile puntato alla testa dell'imprenditore che fallisce, ma se a fallire sono 10.000 imprenditori, si tratta di un problema sistemico dove lo stato deve intervenire.

Non piu' due "monadi" chiuse e autistiche che si servono l'una dell'altra, ma piuttosto prendila come una partita di calcio;

Gli imprenditori devono aver la liberta' di giocare duro, anzi spesso durissimo, ma oltre un certo limire lo stato deve fungere da arbitro.

I Lib-Dem - a uno stadio embrionale - cercano di spezzare quella dicotomia storicamente progressista secondo la quale: «Capitale brutto e cattivo, o Capitale che tutto sommato serve i miei interessi».

I Lib-Dem non vogliono dirigere il mercato o servirsene: voglino che funzioni, che operi in liberta' e vogliono che crei distribuisca e "mantenga" ricchezza, con la consapevolezza che il mercato non e' un elemento estraneo alla societa'.

Poi putroppo sul carro Lib-Dem si e' accodato il solito liquame anarcoqualcosa, radical-chic, ambientalista - il programme verde dei Lib Dem non mi convice molto - e di tutta quella sinistra obsoleta che non vedo l'ora sparisca nell'immondezzio della Storia.

Era inevitabile, ma i Lib-Dem hanno un atteggiamento molto duro verso i "compagni che sbagliano".

Recentemente una deficiente che sosteneva che gli israeliani erano andati ad Haiti per rubare gli organi ai bambini haitiani e' stata cacciata dal partito.

Dubito che cio' sarebbe successo nella sinistra italiana.


18 comments:

Uriel said...

Non sono d'accordo. Rispetto alle categorie che tu dici, e' nata proprio con la speculazione una nuova categoria, che e' comunque il reddto da rischio. Non e' che sia nato ora, perche' le assicurazioni e i Lloyd sono sempre esistite. Ma si sono estese alla middle e alla working class, sotto forma di rendite. Sia chiaro, anche i prestiti sono rendite,eh.

Quando tu applichi queste teorie, continui a pensare che esista industria e servizi, e che questo tipo di redditi sia ancora una forma di "servizi". ma non e' cosi', il modello finanziario soldi/rischio non e' "servizi", e' semplicemente una cosa nuova.

nessuno degli schieramenti politici sa , ideologicamente parlando, affrontare questa cosa. ed e' per questo che la piovra si e' estesa cosi' tanto: il mondo politico non sa come affrontarla. Secondo me il nodo della differenza di opinioni e' qui.

edmondantes aka leftheleft said...

Nel campo delle proposte politiche bisognerebbe avere il coraggio di smettere di parlare di sinistra e di destra (ah! Santo Gaber!)
IMHO le democrazie occidentali di stampo europeo rappresentano il sistema politico reale migliore al fine di garantire al maggior numero possibile di individui uno stato di benessere= lavoro che non ti ammazza, famiglia, casa, la possibilità di riprodursi senza dover poi vendere i figli per la sperimentazione scientifica (Pytonata, libertà nell'esprimere se stessi e perseguire, ognuno per come crede, la propria idea di felicità
Tali "sistemi" si sono venuti a creare grazie a varie spinte definite appunto di "destra" e di "sinistra", in entrambe vi è stato qualche cosa di buono, entrambe avevano un senso relativamente all'epoca in cui esse si sono formate. Oggi non piu. Esse oramai sono categorizzazioni obsolete atte più a dispute da stadio che ad affrontare le sfide della globalizzazione.
Ad esempio rendere meno appetibili le "rendite finanziarie" tramite tassazione maggiore, al fine di spingere gli investimenti verso il mondo produttivo, come mi pare di aver capito dica Uriel, viene considerata un'idea di "sinistra" e difatti l'opposizione ad essa, almeno in Italia, viene da "destra". Ma ciò a mio avviso è come dire che un tipo di bisturi è di "sinistra" ed un altro tipo di bisturi è di "destra" e mentre i chirurghi di "destra" e di "sinistra" discutono accanitamente in tv sul perché utilizzare l'uno o l'altro il paziente/sistema peggiora e muore (ieri in Grecia i primi morti, ammazzati e ripeto ammazzati, negli uffici di una banca).
Il fine è il salvare il paziente/sistema, l'indice di "bontà" del sistema è data dal grado di benessere come sopra definito, gli strumenti politici di regolamentazione dei sistemi produttivi si valutano in base all'effettiva massimizzazione di tale indice, gli strumenti sono strumenti è basta. Oggi se ne usa uno e domani un altro a seconda della necessità.

edmondantes aka leftheleft said...

Un solo appunto: Marx non mirava all'elisione dell'economia dello Stato bensì ad una eliminazione totale dello Stato attraverso il passaggio alla "dittatura del proletariato" che lo Stato avrebbe necessariamente conquistato, collettivizzando i mezzi di produzione ed eliminando la proprietà privata. Tale fatto fu all'epoca della Prima Internazionale motivo principe di attrito con gi Anarchici per il quali tale fase intermedia non necessitava ma anzi in essa vedevano un pericolo ( e dategli, con il senno di poi, torto!).
La filosofia della Storia di Marx era una visione teleologica in cui alla fine di essa:

si avrà il comunismo autentico, e spariranno allora feticismo e alienazione, gli individui non saranno più asserviti ad un lavoro diviso e potranno realizzare uno "sviluppo omnilaterale", accrescendo insieme le forze produttive sociali. Allora ci sarà il ritorno dell'uomo alla sua realtà sociale. Dalla voce "Marxismo" di Wikipedia

Ricorda qualche cosa?

Agostino fu il primo filosofo a introdurre la storia nella filosofia, una dimensione ignota al pensiero greco. Egli si appropriò della concezione escatologica dell'Antico Testamento, secondo cui Dio si serve della storia per realizzare i propri progetti di redenzione. Nel pensiero greco era certamente presente l'idea della contrapposizione tra bene e male, ma era assente la nozione del peccato, per cui non c'era una visione lineare della storia (come percorso di riscatto verso la salvezza), e il mondo era concepito soltanto in forma ciclica[8]. Agostino invece ebbe presente come la lotta tra bene e male si svolge soprattutto nella storia. Ciò significa che Dio interviene attivamente nella vita terrena degli uomini, interessandosi a loro per educarli e liberarli dalle catene della corruzione.. Tratto dalla voce di wikipedia "Pensiero di Agostino d'Ippona", capitolo: "la visione escatologica della storia"

Palmiro Pangloss said...

"Il New Labour ha fatto esattamente questo: non possedendo una industria manufatturiera degna di tal nome ha deciso di puntare sull'unica risorsa britannica: l'economia finanziaria della City."

Due errori fattuali in un solo periodo:

1. L'espansione del settore finanziario, peraltro basata su di una leadership condivisa con New York presistente, è della Iron Lady.

2. Il Regno Unito NON è una nazione deindustrializzata. Almeno stando ai dati comparativi con gli altri paesi UE di dimensioni paragonabili. Certo, una percentuale minore del GDP britannico viene dall'Industria (23,8%) rispetto a Germania (27,1%), Italia (25%) e Spagna (26,9%), ma in assoluto l'UK viene battuto solo dalla Germania nell'UE come GDP assoluto derivante dall'industria. Notare che batte la Francia sia in percentuale (19%) che in assoluto. La % Giapponese, per fare un esempio, è del 23,1%. I dati sono riferiti alle stime 2009 del CIA World Factbook.

Yossarian said...

@Uriel

nessuno degli schieramenti politici sa , ideologicamente parlando, affrontare questa cosa. ed e' per questo che la piovra si e' estesa cosi' tanto: il mondo politico non sa come affrontarla. Secondo me il nodo della differenza di opinioni e' qui.

Si', questo e' vero Uriel.


La City produceva quasi l'11 per cento del PIL inglese.



@Palmiro


Due errori fattuali in un solo periodo:

No:

L'espansione finanziaria e' stata iniziata dalla Iron Lad ma era tutt'altra cosa rispetto a quella di Brown e Blair, tanto e' vero che l'autonomia finanziaria della Banca D'inghilterra fu concessa da Blair E Brown.

Cosi' come l'atteggiamento verso le banche, le agevolazini fiscali della City e il chiudere un ochhio verso i mutui al 100%.

No Palmiro, l'errore fattuale stavolta e' tuo.

In secundis non ho parlato di nazione deindistrializzata ma di una disparita' fra servizi terziari e manufatturieri,

Mica pizza e fichi.

E poi scusa eh, ma e' la barzelletta di tutta l'inghilterra la sensibile riduzione di tutto il manifatturiero, tanto che sia Cameron che Clegg ne hanno fatto una battaglia.

Se non ci credi guardati un film di Ken Loach, The Full Monty o vai a vivere a Manchester

Yossarian said...

@Edmomd

Marx non mirava all'elisione dell'economia dello Stato bensì ad una eliminazione totale dello Stato attraverso il passaggio alla "dittatura del proletariato" che lo Stato avrebbe necessariamente conquistato, collettivizzando i mezzi di produzione ed eliminando la proprietà privata.

Ok Edmond, ma lo stato era sempre il punto focale della dottrina. Lo stato non doveva scomparire. Era la proprieta'privata e i mezzi di produzione che dovevano passare allo stato.

Yossarian said...

@Tutti

Siamo pochi ma e' un discussione interessante, e comunquen meglio di Berluswconi e cazzate simili :-)

Grazie.

:-)

edmondantes aka leftheleft said...

@ yoss

ma lo stato era sempre il punto focale della dottrina. Lo stato non doveva scomparire.

Punto focale sì, ma intermedio.
Lo Stato, nella dottrina di Marx, alla fine sarebbe per "necessità storica" scomparso. Direi però "magicamente", perchè il barbuto di Treviri non spiegò mai come ciò sarebbe dovuto avvenire.

sempre dalla voce Marxismo di wikipedia:

Invece il proletariato deve prendere coscienza della sua forza e, attraverso una rivoluzione violenta, deve abbattere il sistema corrente. Con la caduta della borghesia, andranno ad estinguersi tutte le sue espressioni, quindi lo Stato, la cultura e la morale borghese, e le religioni. Ma prima della nuova società ci sarà un periodo di passaggio durante il quale la classe rivoluzionaria si sostituirà semplicemente a quella capitalista, edificando la dittatura del proletariato, ancora caratterizzata dal dualismo di classe.

Palmiro Pangloss said...

@Yossarian: Blair&Brown hanno solo continuato l'opera della Tatcher in materia di espansione del terziario. Oh, è storia mica un'opinione.

Idem i dati sul manifatturiero in UK, che sono IMVHO un po' piu' significativi dei film. Una cosa è dire che il Black Country e il Tyneside non sono più l'officina del mondo, altra che l'UK non possiede un manifatturiero degno di questo nome. Quest'ultimo è un mito, puro e semplice.

Yossarian said...

@Palmiro

Oh Palmiro, certo che e'storia, ma il pasticcio NHS semi privato, le ferrovie che nemeno la Thatcher aveva osato tanto privatizzre, l'FSA che come autorita' regolatrice faceva ridere, e poi tutta la faccenda (certo iniziata dalla Thatcher della proprieta' immobiliare)della speculazione sul mercato immobiliare con i sub prime, la piu' che generosa spinta del governo a implementare la spesa privata e il debito privato ( un mio amico senza lavoro fisso si e' visto prestare 10.000 sterline), con inglesi che avevano dieci carte di credito: questo e' opera della Thatcher?

I sub prime e i junk bond islandesi sono opera della Thatcher?

Il manifatturiero e' diminuito del 15 per cento e non trovava credito. Il credito andava ai raddrizzatori di banane informatici qulai web designer.

Dai Palmiro, mi vieni a difendere Brown?

E' colpa della Thatcher?

Dai, sei persona seria e ti stimo.

Palmiro Pangloss said...

Le ferrovie sono state privatizzate nel 1994, se ben ricordo, e smembrate per prepararle alla privatizzazione negli anni '80. E anche il resto è stato il prosieguo di politiche iniziate prima della Cool Britannia blairiana. Politiche che, tanto per chiarire, io nel complesso approvo, o meglio le approverei se fossi un elettore di sua maesta'. V

ero, hanno avuto pesanti risvolti negativi, ma hanno anche fatto la fortuna rell'UK facendolo uscire finalmente dalla lunga crisi post-imperiale.

Quanto al manifatturiero, il mito dice una cosa, i dati un'altra: l'UK ha un settore industriale piu' grande in termini di GDP prodotto di quello italiano. E se guardi i dati vedi che le officine britanniche producono più auto di quelle italiane, per fare un esempio:
http://oica.net/category/production-statistics/

Yossarian said...

@Palmiro

Io non ho detto che l'UK e' come il Vietnam ma che il settore manifatturiero e' in drastico calo.
E poi non e' del 23% bensi' del 18%, ovvero pochino davvero

guarda questo grafico:

http://www.google.co.uk/imgres?imgurl=http://tutor2u.net/economics/content/essentials/manufacturing_industry_in_uk_clip_image002_0000.gif&imgrefurl=http://tutor2u.net/economics/content/essentials/manufacturing_industry_in_uk.htm&usg=__MpYRj_9QPfl7vcrKuScvCr1aYJE=&h=312&w=407&sz=6&hl=en&start=3&um=1&itbs=1&tbnid=B_XAphN2qCF9BM:&tbnh=96&tbnw=125&prev=/images%3Fq%3Denglish%2Bmanufacturing%2Bsector%26um%3D1%26hl%3Den%26sa%3DN%26tbs%3Disch:1



In secindis le ferovie privatizzate fanno schifo, sono care, le compagnie si sono divise il territorio come la camorra e non c'e' concorrenza.

Oggi il costo del trasporto ferroviario in UK e' un fattore di grande rilevanza sullo stipendio.

Prova a viaggiare pre tre anni ogni giorno sulle ferrovie "uscite dalla crisi pre-imperiale " e poi mi dici.

Non parlo del tizio con l'eurostar o che va a Glasgow una volta ogni tanto.

Parlo di pendolare et similia.

Io le avrei lasciate pubbliche: questo tipo di privato e' camorra.

Palmiro Pangloss said...

@Yossarian: a quanto ricordo hai detto che l'UK non ha un settore manifatturiero degno di questo nome. Invece ce l'ha, ed è il 23 e spiccioli pr cento a detta della CIA.

Quanto alle ferrovie, mica ho detto che hanno fatto bene a privatizzarle, tuttaltro, solo che le hanno privatizzate nel 1994.

castellini said...

@yossarian

quali privatizzazioni andate al fine dichiarato hai mai visto in vita tua? (fine dichiarato: offrire servizi migliori e meno costosi grazie alla concorrenza)

io non me ne ricordo nemmeno una. restando in italia: poste? telefoni? enel? e adesso l'acqua? tutto per il verso solito: qualcuno si arricchisce, il popolo paga il triplo e dopo un po' tutto si normalizza.

tu citi le ferrovie britanniche e sono pienamente d'accordo con te (ci ho vissuto anche io, da quelle parti. e peraltro, te la ricordi la vicenda Railtrack?), e allora io rilancio.

castellini i.l.s.

London Alcatraz said...

@Palmiro

La Cia negli ultimi anni e' meno affidabile del TG3, comunque scherzi a parte qui ci sono i dati del Guardian (13%)

http://www.guardian.co.uk/business/2010/may/04/growth-manufacturing-activity-15-year-high

E del National Statistics Online

(governativo UK)

http://www.statistics.gov.uk/cci/nugget.asp?id=198

Da Wikipedia

In 2003, manufacturing industry accounted for 16% of national output in the UK and for 13% of employment.

Ora ho da fare, ma cerchero' altro.


Yossarian

Palmiro Pangloss said...

@Yossa: tu stai dicendo, ora, che negli ultimi mesi la produzione manifatturiera UK è calata, cosa che non nego. Prima dicevi che l'UK non ha un settore manifatturiero degno di questo nome, cosa che come ti ho mostrato è falsa. Ad esempio l'UK produce più auto dell'Italia.
http://oica.net/category/production-statistics/

castellini said...

@yossarian, OT

...e galvanizzato dalla lettura di questo, che consiglio a tutti,

http://www.hoepli.it/libro/fascio-martello-viaggio-per-le-citta-del-duce.asp?ib=9788842087205&pc=000004001000000

ti segnalo questa intervista di Sabelli Fioretti all'autore. ora yossarian, io non ti conosco nemmeno di striscio, ma se tu fossi laziale mi immagino che parleresti e agiresti proprio come Pennacchi:

http://www.melba.it/csf/articolo.asp?articolo=245

...e lo intendo come un complimento. anche lui si dichiara ormai socialdemocratico, fra le altre cose.

saluti
c.

Uriel said...

La City produceva quasi l'11 per cento del PIL inglese.
----

Il problema e' che puo' fare danni per piu' del 100% del PIL inglese. La possibilita' di trasformare il rischio in moneta implica che le due cose siano intercambiabili. La moneta puo' produrre altro rischio, come quando crei dei derivati.

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