Wednesday, 25 August 2010

The Great (Video) Game



«Post fluviale? Remember: Internet was made for porn».

Yossarian


Il Ministro della Difesa inglese Liam Fox invita i negozianti britannici a boicottare la nuova versione del classico (e fico, io ci perdevo ore) videogame "Medal of Honor" ambientato in Afghanistan, dove il giocatore puo' impersonare, oltre alle truppe Nato, i Talebani.

Io francamente non vedo lo scandalo: a tutti i teen agers piace immedesimarsi nella fazione piu' forte, che combatte meglio e che sembra vincente...

I piu' ganzi insomma.

Dice: «Ahio, l'abbiamo perso. Yossarian ha sbroccato e fra un po' comincera' a propinarci post sulla purezza dell'Islam».

No, e' un semplice dato di fatto e un riconoscimento di quelli che non sono semplici guerriglieri, ma una superba fanteria leggera e delle ottime truppe speciali.

Dice: «Ah, riconoscimento? Allora anche le SS meritano un "riconoscimento", perche' anche le SS combattevano bene».

Temo di si'. Esattamente come i Talebani erano degli immensi figli di puttana, ma menavano, e per batterli bisognava menare meglio, e piu' forte.

Il "riconoscimento", nel mio caso non significa attribuire un giudizio di merito alla causa, l'ideologia o la dottrina religiosa di SS e Talebani.

Si tratta di una semplice presa d'atto, priva di qualsiasi considerazione morale ed etica.

Qualcosa del tipo: «Io avevo ragione, e Pino torto marcio, ma Pino mi ha riempito di sberle. Riconosco quindi che Pino mi ha gonfiato come una zampogna».

Io non credo in una mano invisibile che governa la Storia. Tendo a pensarla come Giambattista Vico: l'uomo e' artefice della Storia e possiamo conoscere solo cio' che facciamo: verum ipsum factum.

Ergo, e in soldoni, essere dalla parte del Giusto, qualunque cosa questo significhi, non garantisce che la Storia s'incanalera' alla fine nell'alveo desiderato, in virtu' esclusiva della rettitudine della vostra causa.

O come soleva dire Napoleone: «Dio e' dalla parte dei battaglioni piu' forti». Non e' sufficiente avere ragione, o credersi i "buoni".

E i piu' forti in Afghanistan sono i Talebani che sono perfino riusciti a prendere il posto di Duke Nukem o della Band of Brothers della 101ma Aviotrasportata nei videogames.

Come ci sono riusciti, o come ci stanno riuscendo?

Non mi dilunghero' sulla storia recente dell'Afghanistan, dell'invasione della NATO, ne' sulle tattiche e strategie talebane: si tratta di cose che ho gia' illustrato in un vecchio post di nove mesi che potete trovare a questo link.

Sorvolero' anche sui file di Wikileaks: come mi hanno fatto giustamente notare Late Think e Uriel in una discussione sul blog di quest'ultimo, il danno arrecato dalle "rivelazioni" di Assange e' esclusivamente di natura tattica sul terreno, poiche' rischia di far saltare coperture e informazioni, ma dal punto di vista strategico-politico, a mio avviso e' una tempesta in un bicchier d'acqua e non rivela nulla che non sapessimo gia' sulla guerra.

Quel che m'interessa discutere in questo post e' la nuova strategia politica e militare degli USA con l'arrivo alla Casa Bianca di Barak Obama, e la recente sostituzione del Comandante in capo dell'ISAF (International Security Assistance Force) Stanley McChrystal, con il Santo Patrono della Controinsurrezione, generale David Petraeus: il "pacificatore" dell'Iraq.

Piu' che di pace, nel caso dell'Iraq, parlerei di "mettere una pezza" per permettere agli USA di levare le tende e salvare la faccia, evitando le scene e le figure di sterco che contraddistinsero gli ultimi giorni di Saigon e del regime di Van Thieu, con elicotteri carichi di profughi aggrappati ai pattini dei velivoli che decollavano dal tetto dell'ambasciata USA nella capitale sudvietnamita.

L'Iraq e' tuttora un barile di polvere da sparo a cui e' stata semplicemente messa una miccia piu' lunga.

Una delle prime decisioni di Obama all'inizio del suo mandato e' stata quella, dopo alcuni caratteristici tentennamenti, di approvare la cosiddetta "surge", ovverossia l'invio di altri 30.000 uomini sul campo, a seguito delle pressanti richieste di McChrystal e del Pentagono.

Questo perche' ancor piu' che in Iraq dove gli USA avevano una massiccia presenza militare sul terreno, in Afghanistan la NATO non riusciva a controllare il territorio con i 64.000 uomini a disposizione all'epoca del mio primo post. Ora ne ha 140.000.

E non bastano ancora. La NATO ha deciso di condurre operazioni in 121 distretti afgani, ma al momento ha truppe sufficienti solo per 48. Vi ricordo fra l'altro che l'esercito statunitense conta un milione di uomini fra Regular Army, Guardia Nazionale e riserva, ma che il personale in servizio attivo del Regular Army conta 550,000 uomini, di cui fino al 2007, 150.000 erano stanziati in Iraq.

Al momento ci sono 52.000 americani in Iraq, e piu' di 90.000 in Afghanistan a fronteggiare quelli che secondo le stime piu' recenti, sono 30.000 talebani. Basta fare due conti per rendersi conto che le risorse umane USA sono piuttosto stiracchiate.

Due mesi fa, McChrystal si e' preso un calcio in culo da Obama che l'ha rimpiazzato con David Petraeus. La diatriba fra i due comandanti in capo non merita alcuna speciale menzione: McChrystal voleva fare di testa sua e Obama sventolando una ponderosa copia del "Della Guerra" di Clausewitz, gli ha ricordato che i militari sono al servizio dei politici, e non viceversa.

Exit McChrystal, enter Petraeus, e con l'arrivo di quest'ultimo e dei rinforzi provenienti in gran parte dall'Iraq, USA e alleati sperano di poter stabilizzare l'Afghanistan come - parzialmente - e' accaduto all'Iraq.

Le cose tuttavia non vanno esattamente come previsto, e nonostante diverse offensive su larga scala, i talebani continuano a controllare le campagne, a lanciare attacchi sempre piu' organizzati e ben condotti agli isolati avamposti USA , e, ultimamente, a far sentire la loro presenza nelle aree settentrionali del paese dove fino a qualche mese fa erano praticamente assenti.
Inoltre, l'escalation dei combattimenti ha provocato numerose vittime civili e questo, insieme alla immensa impopolarita' del corrotto regime di Hamir Karzai, sta spostando l'ago della bilancia del supporto popolare verso i talebani.

Dal punto di vista tattico, la fanteria e i marines USA provenienti dall'Iraq, si sono trovati ad affrontare un terreno e un nemico molto diversi dagli insorti o le milizie sciite irachene.

Vi fornisco alcuni esempi.

Per quanto riguarda il terreno, i veicoli corazzati MRAP cosi' utili per assorbire e minimizzare gli effetti degli ordigni improvvisati in Iraq, si stanno rivelando un handicap sull'accidentato terreno afgano.

Le Technical talebane sono piu' veloci e manovrabili dei pesanti MRAP e consentono ai ribelli islamici di dileguarsi con facilita' dopo aver colpito, senza correre il rischio di essere inseguiti e raggiunti.

In un episodio accaduto di recente a una pattuglia di marines, i veicoli dei talebani che cercavano di impadronirsi dei pick up di un gruppo di poliziotti afgani, hanno fatto mordere la polvere alle pesanti Humvee corazzate e i Cougar che li inseguivano.

E questo vale anche a piedi: l'equipaggiamento pesante dei Marines, compresi i giubbotti antiproiettile, quando si tratta di inseguire i talebani inerpicandosi su ripidi e accidentati pendii, semplicemente li spompa.

Gli scontri a fuoco che in Iraq duravano in media mezz'ora, in Afghanistan si protraggono per ore, contro un nemico che e' passato ad attacchi delle dimensioni di plotone, a quelle di compagnia.

Da una trentina di uomini , a un centinaio.

I fucili d'assalto dei marines, efficaci a circa 3-400 metri, sono perfetti per i combattimenti in aree urbane, o a distanza ravvicinata, come avveniva spesso in Iraq, ma nelle vaste distanze afgane, ci vogliono armi con una gittata, una potenza e una precisione maggiore, tanto che le truppe speciali americane hanno iniziato a utilizzare un fucile d'assalto di nuova generazione prodotto dalla belga FN e denominato SCAR.

Durante le prime fasi dell'occupazione sovietica, i mujaheddin impallinavano metodicamente i russi a un chilometro di distanza e ben fuori dalla portata dei Kalashnikov, servendosi di fucili inglesi Lee Enfield della Seconda Guerra Mondiale.

Sono in sostanza gli stessi handicap che si trovarono di fronte i sovietici: dalle pesanti colonne corazzate e meccanizzate che si muovevano con difficolta' sul terreno e cadevano in frequenti e letali imboscate, i russi elaborarono il concetto di "bronegruppa", ossia l'equivalente del Kampfgruppe tedesco della II GM: due o tre tank piu' veicoli di diverso tipo per trasportare e appoggiare la fanteria, che a quel punto smontava e inseguiva il nemico a piedi.

Come i sovietici, anche gli americani hanno bisogno di piu' elicotteri, e come i sovietici, non ne hanno abbastanza per coprire l'enorme territorio afgano.

L'appoggio tattico di artiglieria e aviazione, come per i sovietici, e' di relativa utilita' contro un nemico che evita di concentrarsi e si sparpaglia dopo gli attacchi.

La NATO e' inoltre soggetta a regole d'ingaggio piu' restrittive di quelle praticamente inesistenti dell'Armata Rossa. Regole d'ingaggio, che alla fine tornano a vantaggio dei talebani.

Come i sovietici, anche gli USA e i loro alleati, specie Gran Bretagna e Canada, si servono sempre piu' spesso di truppe speciali per effettuare ricognizione a lungo raggio, infiltrazione e colpi di mano. Negli anni 80 c'erano gli Spetsnaz sovietici: oggi i Ranger, Seal, SAS, Delta Force e la novita' del XXI secolo: i droni senza pilota utilizzati per missioni mirate contro i capi talebani.

Le forze speciali sono effettivamente un problema per i talebani - gli Spetsnaz erano temutissimi, e i droni hanno annientato diversi stronzi ad alto livello - ma come per i sovietici non sono abbastanza numerose da alterare l'andamento complessivo della guerra.

Come per i sovietici infatti il vero problema e' il controllo permanente del territorio. L'Armata Rossa e la NATO scelsero e hanno scelto di controllare nodi strategici quali citta' e strade costruendo basi e capisaldi dai quali lanciano periodicamente grandi operazioni offensive.

Purtroppo, e a differenza dell'Iraq, la rete stradale afgana e' pessima e poco capillare, ma soprattutto, quasi nessuno in Afghanistan, a parte la NATO ( o l'Armata Rossa negli anni 80) o le organizzazioni umanitarie, la utilizza per spostare grandi quantita' di materiale, o truppe.

Questo perche', a differenza dell'Iraq, il legame fra citta' e campagna in Afghanistan e' molto piu' tenue e spesso controllare un centro urbano, al contrario dell'Iraq, significa solo rinchiudersi in una sorta di Fort Apache.

In tal senso, i talebani ricordano molto i boeri (anche per il fervore religioso).

Il vero nodo strategico che come per i sovietici condiziona pesantemente le operazioni di controinsurrezione resta comunque la presenza oltre il confine afgano, e in territorio pakistano, di una vasta area dove i mujaheddin prima e i talebani oggi, possono riarmarsi, addestrarsi, sfamarsi, curare i feriti, e reclutare nuovi uomini.

La NATO non puo' sconfinare o attaccare i campi talebani nella cosiddetta zona tribale pakistana per ovvi motivi, e il Pakistan non sembra morire dalla voglia di sbarazzarsi dei talebani, nonostante i generosi incentivi in armi e dollari dell'alleato statunitense. E' ovvio che in queste condizioni, il tempo - come spesso accade ai movimenti di guerriglia - gioca a favore dei talebani che possono permettersi di protrarre la guerra e alzare i costi umani di una NATO poco incline a sopportare perdite.

Gli "studenti del Corano" sono infatti una creatura dell'ISI (Inter-Services Intelligence) i servizi segreti pakistani, e non della Cia come erroneamente credono i discepoli di San Gino Strada. L' ISI fu fondato nel 1948 e' ed fra i migliori e piu' organizzati servizi di intelligence del pianeta.

Dice: «Ma Pppetreus c'ha il manuale di controinsurrezione che ha funzionato in Iraq».

Bene, allora vediamo perche' fino ad ora non funziona in Afghanistan, e dal campo di battaglia spostiamoci alla politica.

Afghaniscam

Tutto si puo' dire di Saddam Hussein e del regime Baathista precedente e successivo al suo avvento, tranne che non abbia avuto successo nel modernizzare l'Iraq.

L'Iraq e' (o era) un paese moderno con strade, scuole, universita', ospedali e infrastrutture efficienti.

In Iraq esiste anche una vasta e colta classe media, e il livello di scolarizzazione e' (o era) piu' che dignitoso.

In Afghanistan tutto cio' al momento non esiste. L'Afghanistan si era avviato sulla strada della modernizzazione prima dell'invasione sovietica (e in parte durante), ma trent'anni di guerra quasi ininterrotta e l'ascesa al potere dei talebani, lo hanno riportato a uno stadio pre-industriale.

L'Iraq e' etnicamente piu' omogeneo dell'Afghanistan: curdi e qualche minoranza a parte, il 90% della popolazione e' di etnia araba. La vera frattura all'interno della maggioranza araba e' di origine religiosa e vede mussulmani sciiti contrapporsi a mussulmani sunniti.

Inoltre, i referenti delle milizie ostili agli USA sono meno numerosi ed esercitano un effettivo controllo sui loro uomini.

Se per ipotesi e per motivi vari, il boss delle milizie sciite Moqtad al-Sadr decide di lasciare in pace gli americani, la maggior parte degli sciiti obbedisce.

Al momento il governo iracheno sta attraversando un momento di instabilita', ma si tratta di un vuoto di potere dovuto a diatribe sulla costituzionalita' delle leggi elettorali, e nonostante la corruzione e gli interessi di casta delle due fazioni religiose, i politici iracheni posseggono - sulla carta - l'abilita' e la cultura politica per decidere autonomamente quale forma di governo vogliono darsi, e come.

Iran permettendo...

L'Afghanistan dal punto di vista etnico, e' un incubo schizofrenico.

Ecco le principali etnie con le relative percentuali:

40% Pashtun, di cui 11,4% della tribu' Durrani e 13,8% della tribu' Ghilzai. A seguire Tajiki con il 25,3%, Hazaras 18%, Uzbeki 6,3%, Turkmeni 2.5%, Qizilbash 1,0%, e 6.9% di altri gruppi che comprendono: Aimaq, Arabi, Kirghisi, Whaki, Farsiwan, Baluch e Brahui.

Gli stessi Pashtun, da cui provengono i talebani e il presidente Karzai, si suddividono dal punto di vista socio-politico in tre gruppi, anzi "qabile" come direbbero gli afgani: Qaumi ( struttura egalitaria), Rutbavi (struttura gerarchica) e Kuchi (nomadi a struttura molto egalitaria).

Senza contare i vari signori della guerra, i notabili (khan) e gli anziani (arbabs e malik).

Questo guazzabuglio etnico e' tenuto insieme dalla Loya Jirga, il Gran Consiglio delle tribu' afgane che decide e delibera su questioni politiche e amministrative e che costituisce tuttora la base dell'odierna Assemblea Nazionale.

Ora, in un sistema cosi' frammentato che potremmo definire "tribal-federativo", il consenso della maggioranza dei vari gruppi etnici e' fondamentale per legittimare un governo.

Qual e' la cosa peggiore che si puo' fare in un simile scenario politico dopo aver invaso l'Afghanistan per sconfiggere un gruppo di terroristi islamici supportati da un regime teocratico che non era affatto popolare tra gli afgani?

Instaurare un governo fantoccio corrotto fino al midollo con un presidente corrotto fino al midollo che quanto a legittimita' e autorita', si e' ridotto a essere il "sindaco di Kabul".

Questo e' il motivo per cui la "cura Petraeus" stenta a decollare in Afghanistan e per il quale i talebani che promettono, pace, fine della corruzione, legge e ordine, anche se tramite la Sharia, guadagnano terreno. Il celeberrimo "manuale di controinsurrezione" di Petraeus e' infatti esclusivamente un "corpo" fatto di una serie di regole e dottrine a cui manca una "testa" politica per essere applicato e funzionare.

Un governo privo di consenso e legittimita' con un esercito e una polizia corrotti, non e' in grado di esercitare alcuna autorita' su un territorio dominato da una pletora di capitribu', signori della guerra e capintesta di altri gruppi etnici che se ne fottono delle direttive di Kabul, che pensano a rimpinguare i propri forzieri e a consolidare la propria potenza militare sul territorio.

Il quasi miliardo di dollari in aiuti all'Afghanistan si e' perso in una serie innumerevole di rivoli fatti di corruzione governativa e balzelli ai vari capi locali, rendendo di fatto impossibile una azione coordinata di ricostruzione.

Anche le ONG sono vittima del taglieggio: il termine "Afghaniscam" (scam significa truffa in inglese) e' stato coniato dagli occidentali a Kabul proprio per descrivere questo garbuglio inestricabile di bustarelle e tangenti. Lo sanno tutti.

Oddio, tutti tranne San Gino Strada a quanto pare. Ma lui e' un santo, e non viene toccato da queste facezie terrene...

Due parole finali sulle "exit stragies" dalla palude afgana.

Quella che per secoli e' stata per l'Afghanistan un'importanza esclusivamente geopolitica a causa della sua peculiare posizione geografica, rischia di assumere una valenza ben piu' significativa nel Great Game che si profila nei prossimi decenni e in un mondo multipolare.

Due mesi fa gli Americani hanno reso note le scoperte fatte dai geologi statunitensi a partire dal 2004 in base al ritrovamento quasi casuale di vecchie prospezioni minerarie eseguite dai sovietici negli anni 80 e abbandonate in qualche archivio di Kabul da questi ultimi nel 1989.

L'Afghanistan, come le mignotte, e' letteralmente seduto sulla propria fortuna: i geologi USA hanno infatti individuato vasti giacimenti fino ad ora ignoti di ferro, cobalto, oro e litio, per un valore complessivo, stimato intorno a mille miliardi di dollari e sufficiente a trasformare una terra di pastori, nomadi e agricoltori, nel nuovo Sudafrica.

Dice: «Cioe', cazzo ecco perche' lo hanno invaso, eppoi il Mossad, i rettiliani, Abberlusconi! San Gino Strada salvaci dagli imperialisti occidentali e sbroc sbroc sbroc».

Piano con le conclusioni, testine di pianoforte: innanzitutto come ho gia' detto, nel 2001 gli americani non avevano la minima idea di quello che celava il sottosuolo afgano, e in secundis per estrarre e sfruttare quei minerali, oltre alle miniere occorreranno infrastrutture che l'Afghanistan non ha (molte piu' strade per esempio) e che non si tirano su dal nulla in due giorni.

A mio avviso ci vorra' tempo, ma soprattutto stabilita' politica.

Ed e' qui che si gioca il prossimo Great Game, dal momento che la Cina, se avete letto l'articolo del NYT, sta gia' mettendo le mani avanti, ed e' normale: cosi' fara' la Russia che gia' fornisce armi all'Alleanza del Nord nemica dei talebani, il Pakistan che appoggia i talebani per contrastare l'influenza indiana, l'India, per motivi speculari a quelli del Pakistan e l'Iran.

Quel che e' certo e' che nessuno - giustamente e comprensibilmente - sara' disposto a lasciare la torta esclusivamente agli USA e agli alleati europei.

E agli afgani: il bello del mondo multipolare e' che non prevede una sola e noiosa tipologia di stronzi come quelli che abbiamo conosciuto finora, bensi' una vasta e nuovissima gamma, con tante stronzissime e eccitanti novita' che non vede l'ora di farsi sotto.

A proposito di stronzi, mi ha fatto sbellicare nel pezzo del NYT la foglia di fico tutta "politicamente correttina" del funzionario dell'amministrazione di quel fesso radical-chic di Obama: «La grande domanda e': possiamo sviluppare tutto questo in maniera responsabile: in un modo che sia ambientalmente e socialmente sostenibile?».

Come dicono dalle mie parti, ma vai a dar via culo pirla: preferivo quando la foglia di fico era quella per fermare il comunismo...

E alla luce degli interessi in gioco, se le cose si complicano per la NATO, non saranno altrettanto facili per i talebani e per i loro nemici afgani: se i talebani dopo una eventuale vittoria pensano di poter creare un santuario per esportare Jihad nell'area si sbagliano di grosso. Russia e Cina che con l'estremismo islamico hanno problemi, non credo glielo permetteranno.

Ricordo inoltre che l'alleanza Al-Qaeda/Talebani era in parte un matrimonio d'interessi, e in parte un retaggio della guerra contro i sovietici: i due non si amavano alla follia, e in fondo la colpa dalla cacciata dei talebani e' da attribuire ad Al-Qaeda.

Al-Qaeda che fra l'altro se ne e' andata dall'Afghanistan ed e' approdata ad altri lidi: lo Yemen e la Somalia.

Accanto al fervore religioso, i talebani hanno un progetto politico: Al-Qaeda e' un movimento terrorista che a parte riesumare idee deliranti di Califfati, come tutti i movimenti militanti puo' solamente giustificare la propria esistenza tramite uno stato di guerra continua.

Come vedete la situazione e' radicalmente diversa da quella descritta nel mio post di nove mesi fa, tuttavia continuo a pensare che il futuro dell'Afghanistan per i motivi sopracitati, passi attraverso una situazione di equilibrio che soddisfi tutte le potenze dell'area, permettendo loro di mantenere una propria "fettina" di influenza nel paese centro-asiatico, per bilanciare le altre.

Questo non prevede ovviamente una NATO che fa l'asso pigliatutto: finche' la NATO restera' li' sara' come i sovietici negli anni 80: il nemico pubblico numero uno, e tutti le giocheranno contro fino a togliersela dalle palle.

L'unico futuro che la NATO puo' avere in Afghanistan e' quello di diventare uno dei vari sponsor delle fazioni afgane, con la sua brava fazioncina o gruppo etnico da foraggiare e dai quali ottenere la sua fettina di "torta mineraria".

Quanto agli afgani, se il gioco si fa duro e piu' grande di loro per via di quello che c'e' nel sottosuolo, tutte le fazioni, talebani compresi, avranno poco da alzare la voce e dedicarsi alle faide tribali: saranno superbi combattenti, ma se per garantire la stabilita' necessaria a sfruttare quei giacimenti, le potenze dell'area decideranno di chiudere i rubinetti di armi e munizioni, talebani e mujaheddin potranno giusto iniziare a tirarsi l'un l'altro ponderose edizioni del Corano.

21 comments:

Tommy Angelo said...

Just for the record, il gioco prevede che si possano interpretare gli afghani soltanto nel multiplayer, anche perché altrimenti avrebbero dovuto far combattere americani contro inglesi, o italiani contro tedeschi, e non avrebbe avuto molto senso.

http://tobolds.blogspot.com/2010/08/uk-to-ban-all-multiplayer-games.html

kissakie said...

Bel post. Denso e aggiornato. Mi sono sempre domandato come mai per fare pulizia non vengano tagliati i canali di approvvigionamento armi.

LateThink said...

Bellissimo post, Yoss.

Meriterebbe di apparire su di un grande giornale ma, siccome in Italia non ce ne sono, è meglio che resti qui per noi fortunati che ti possiamo leggere.

Io ritengo che la chiave del futuro afghano siano proprio le risorse minerarie. Le ricchezze ottenibili dal loro sfruttamento possono sicuramente far passare sopra a tanti dissidi (che rimangono, però e ritorneranno a galla finita la pacchia) e far stare insieme chi si odia (temporaneamente).

Il problema è che l'Afghanistan non ha le capacità tecniche né economiche per costruire le infrastrutture necessarie a sfruttare le sue ricchezze minerarie. Nè ha una classe dirigente in grado di far fare questo agli stranieri.

Di conseguenza il potenziale stabilizzante di questa ricchezza rimane, appunto, potenziale.
In attesa che una qualche fazione, più o meno appoggiata dall'esterno, sia in grado di renderlo reale.

Alla fin fine penso che, a meno di sconvolgimenti sempre possibili visti gli attori presenti nell'area, potremo vedere all'opera il colonialismo 2.0.

Con la Cina nella parte dell'Inghilterra.

Attila said...

Applausi applausoni.

La mia riflessione si basa sulla qualità dei morti: dopo la WWII la forza dell'Occidente è sempre consistita nel considerare ogni suo cittadino un individuo, con una sua specificità etc etc. Per cui ogni soldato morto scatena (giustamente) il dibattito. Questo, in un teatro di guerra, è un limite davvero grosso.

Dall'altra parte si hanno perdite di decine di unità che, al di là dei lutti temporanei, vengono ben presto sopperite da nuove forze in continuo addestramento/reclutamento, con rispetto per la vita umana individuale prossimo allo zero (anzi, la morte in battaglia vista come un plusvalore).

E' come è successo per l'offensiva del Tet per il Vietnam del nord, un fallimento dal punto di vista militare, ma un successo dal punto di vista strategico, perchè fa sempre chiedere alle opinioni pubbliche occidentali quanto ne valga la pena.

Viene da chiedersi se fosse successa la stessa cosa durante la WWII (oddio, se teniamo conto delle varie annessioni precedenti al settembre '39, un pensierino viene), cioè il conto dei morti a singole unità con dibattito annesso...

Cordialità

Attila

Anonymous said...
This comment has been removed by a blog administrator.
SCIUSCIA said...

Ma in che senso Tommy..?

Cioè, scusa, non puoi giocare in modalità campagna come talebano..?

essere disgustoso* said...

se inizi ad autoaccusarti sterilmente da solo mi togli tutto il gusto.

gusto che non ho intenzione di perdere.

"Ah, riconoscimento ai talebani? Allora anche le SS, L'Isola dei Famosi e Lady Gaga meritano un "riconoscimento!"

non sono ferrato nell'argomento ma a me la strategia usa sembra inattacabile quanto lungimirante: far morire tutti i talebani di vecchiaia porta al successo certo.

in conclusione, concordo al 100% con quello che hai detto: internet è stato fatto per il porno.

Augusto said...

In estrema sintesi, gli USA la hanno cagata. Come al solito.
Se un coglione qualunque avesse letto un qualunque manualetto di guerriglia/antiguerriglia, giá dai primi capitoli, avrebbe scoperto che un "esercito regolare" sul campo non puó nulla contro forze "guerrigliere" quindi estremamente fluide e mobili.
Le cose peggiorano quando la guerriglia ha l'appoggio (volontario o forzato) della maggioranza della popolazione e quando puó ricevere rifornimenti dall'esterno.
Questo per il manualetto.
Per l'Afganistan le cose si complicano, vuoi per l'assetto tribale, vuoi per la cultura dominante, che prevede la sottommissione religiosa al capetto locale.
Per questo il tentativo di creare un "governo centrale" é una cazzatona; il tentativo di "esportare democrazia" é un'altra cazzatona.
Tutte velleitá che l'Afgano medio non potrá mai capire.
Soluzioni?
Forse, ma solo forse:
comperare (a botte di dollari) quanti piú capetti sia possibile
installare nelle zone "comperate" servizi scuole ed ospedali e questo dovrebbe anche avvicinare (o comperare) la popolazione
reprimere duramente i guerriglieri e chi li sostiene, con regole di ingaggio tipo waffenSS e senza fare il conteggio giornaliero dei caduti.

In parte e "forse" si stanno anche seguendo i punti citati ma, con due errori di base:
l'avere come referente un inesistente "governo afgano"
cercare di applicare regole di ingaggio: "democratiche, umanitarie" e altre minchiate simili.

Augusto said...

Per quanto riguarda le "possibili" risorse naturali, penso che si dovrebbe, da subito, trattare con i maggiori contendenti, diciamo, Russia, Cina e Pakistan per cooperare nel comperarsi i capetti locali e dividersi il territorio.
Mia madre diceva: chi troppo vuole nulla stringe.

Gillipixel said...

Gran bell'articolo, Yoss...

:-)

Tommy Angelo said...

SCIUSCIA, non ne sono sicuro, ma da quello che ho capito no. Nel single player tu impersoni un Ranger e un delle forze supersegrete superspeciali americane (il tipo barbuto delle pubblicità).

Il gioco è ambientato in Afghanistan e il multiplayer è ambientato in afghanistan. Il multiplayer alla fine è giocare a guardie e ladri e in Afghanistan i ladri (almeno dal punto di vista nostro) sono i talebani.

Tutto qui, non c'è niente di cui scandalizzarsi.

Anonymous said...

Ricordo qualche anno fa un'aspra quanto incosistente polemica contro un gioco di una casa indipendente italiana in cui si poteva scegliere se combattere con la divisa partigiana o quella del repubblichino. Cosa mai potrebbe insegnare ai nostri ragazzi vestire i panni di un pericoloso sovversivo rosso? Bom. Riguardo all'affanistan ci sarebbe il vecchio e ben testato metodo Graziani, ma non so se si può dire, sempre per via che ci sono i comunisti che non vogliono.
Ah no
ora che ci penso nemmeno i comunisti vogliono bene all'afganistan.
FITZ

Morrigan said...

E complimentoni!!! Concordo con Late Think: anch'io avevo pensato che questo post/articolo potesse apparire in un "grande" giornale ma non essendocene ce lo godiamo noi "we few the happy few!. E ancora compliments

Yossarian said...

@Tutti

Scusate il ritardo ma sono stato un po' impegnato.

:-)

@Tommy

Grazie per la precisazione. Fra l'altro questa edizione di MOH mi incuriosisce.

Sono inoltre d'accordo con te sullo scandalizzarsi: il ministro inglese e' un demente.


@Augusto

Concordo Augusto. Ogni volta che sento parlare di "esportazione della democrazia" mi corre la mano alla pistola.

@Fitz

Non mi ricordo il gioco, ma certo da quando non ci sono piu' i comunisti a questo mondo non ci si capisce piu' un cazzo.

Non sai piu' chi siano i buoni e i cattivi.

Un dramma.

:-)

@Gillipixel

Grazie Gilli.

:-)

@Late Think

Grazie davvero per i complimenti Late. Detto da te mi fa un gran piacere.

Guarda, il colonialismo 2.0 (bella definizione, te la rubo citando la fonte) e' gia' iniziato ed e' un fenomeno molto interessante.

Purtroppo.

@Attila

Sono d'accordo con te Attila, fra l'altro verso la fine della II GM le perdite cominciavano a esercitare un certo peso sugli Alleati.

Guarda la storia dell'invasione del Giappone e della bomba atomica.

@Morrigan

Grassie sciura Morrigan, grazie davvero.

:-)

@Essere Disgustoso

non sono ferrato nell'argomento ma a me la strategia usa sembra inattacabile quanto lungimirante: far morire tutti i talebani di vecchiaia porta al successo certo.

Hahahahahha, questa me la devo segnare. Grande ED.

SCIUSCIA said...

Invece c'è molto da scandalizzarsi, Tommmy, perché combattere come resistenza di solito è una gran ficata in questo tipo di giochi.

ernestoA said...

Grande post, sicuramente la migliore sintesi che ho letto sulla situazione in Afghanistan. Faccio alcune precisazioni, però. Se è vero che i fessi pensano che ora la COIN di Petraeus verrà applicata tale e quale con successo anche in Afghanistan, è anche vero che Petraeus non è fesso, e dunque più che al manuale si atterrà a quanto gli sarà dettato dalla situazione sul campo. Ovvero, sostanzialmente due principi: 1) si dice che non si possa comprare un afghano, ma lo si può sempre noleggiare. Cioè: gli americani insieme al numero delle operazioni cosiddette cinetiche (già in crescita) aumenteranno quelle ispirate dal motto “money is ammo”, cercando di noleggiare più tribù, fazioni, clan possibile e portarli dalla propria parte; 2) E’ vero: l’Afghanistan è frazionato, ma la NATO è con tutte le sue limitazioni è pur sempre la tribù più forte, e dovrebbe darsi da fare per dimostrarlo. Le fazioni sono naturalmente portate a scegliere come alleato il più forte. Purtroppo, Obama si è dimostrato un comandante in capo disastroso quando ha avuto l’assurda disgraziata sciagurata idea di far balenare un termine per il ritiro delle truppe. In queste condizioni, anche la più smagliante delle vittorie militari potrebbe rivelarsi inutile, in quanto i talebani si ritirerebbero in Pak a far passare il tempo (oltre al fatto che la scadenza – unita all’incredibile fatto che qualcuno all’interno delle forze armate USA passi decine di migliaia di file contenenti nomi di collaboratori afghani a quella testa di cazzo di Assange – rende i locali comprensibilmente restii alla collaborazione).
Non sopravvaluterei le capacità dei talebani come soldati o come guerriglieri: la loro forza è data esclusivamente dalle debolezze NATO, dalle limitazioni imposte dalle regole di ingaggio, dalla inconsistenza ondivaga della conduzione della guerra a livello politico e dalla loro mancanza di scrupoli nel rapporto con la popolazione. Finora, ad ogni contatto con le forze NATO sul terreno i cattivi continuano a prenderle (i soldati occidentali sono meglio equipaggiati, ma anche meglio addestrati: per esempio sparano meglio, il che non è roba da poco. Inoltre, l’uso degli sniper e dei tiratori scelti dotati di armi in 7.62 tipo M-14 con ottiche varie si è talmente diffuso che, semmai, sono i talebani ad avere i problemi che un tempo ebbero i russi). Se poi è vero che sono passati dalle operazioni a livello di plotone a quello di compagnia, secondo me questo significa che essendo più concentrati avranno molte più perdite dovute al supporto aereo (i russi non avevano droni, né munizionamento guidato). Il fatto è che non è contando le perdite dei talebani che si può vincere la guerra, perché di idioti pronti a imbracciare un AK ne troveranno sempre.

leftheleft said...

azzo che post!
e che commenti!
complimenti.
l'unica cosa che ho capito bene è che la vedo dura per il compagno obama per il rinnovo di mandato.

Anonymous said...

@ErnestoA

Sai qual'e' il problema? Non che la NATO sia la tribu' piu' grossa ma il fatto che la NATO NON sia una tribu' ma un insieme di tribu'. La NATO non sono gli americani, Petraeus puo' comandare la sua tribu' americana come vuole ma la NATO no. Gli americani possono noleggiare gli afgani ma il noleggio funzionerebbe solo da loro, gli italiani noleggiano gli afgani da tempo per dire....

Chaotic alea

Yossarian said...

@Chaotic Alea

Ottima analisi Chaotic. Condivido.


@ErnestoA

Purtroppo, Obama si è dimostrato un comandante in capo disastroso quando ha avuto l’assurda disgraziata sciagurata idea di far balenare un termine per il ritiro delle truppe.


Si' Ernesto sono d'accordo. Senza contare la Risk Averse War che la Nato conduce, pubblicizzando le offensive prima che avvengano.

Sui talebani: non li sopravvaluto ma credo che stiano migliorando, specie rispetto ai mujaheddin.

@Kissakie

Mi sono sempre domandato come mai per fare pulizia non vengano tagliati i canali di approvvigionamento armi.

Perche' credo che ormai le armi ai talebani le vendano un po' tutti.

Anonymous said...

"No, e' un semplice dato di fatto e un riconoscimento di quelli che non sono semplici guerriglieri, ma una superba fanteria leggera e delle ottime truppe speciali"

In pratica come la fanteria Fremen in Dune2 :D :D

SCIUSCIA said...

"In pratica come la fanteria Fremen in Dune2 :D :D"

Be', insomma... ricordo che il loro destino tipico era essere piallata sotto i cingoli dei miei combat tank...

I Sardaukar imperiali pesanti, quelli sì che mi garbavano come fanteria!