Tuesday, 31 August 2010

Il solito post criptofascista & guerrafondaio: Mons 1914


«Proprio una splendida mattina d'agosto sergente Humbug, nevvero?»

«Concordo signore, non potrebbe essere meglio. Tuttavia se permette, le consiglierei di non lasciar raffreddare il suo te'».

«Suvvia Humbug, il settore e' tranquillo e la compagnia ha il morale alle stelle. Cosa vuole che venga a rovinarci questa splendida mattinata estiva?».

«La Prima Armata di Von Kluck, signore. E' a circa 400 metri da noi, oltre il canale Mons-Conde'. Credo stia avanzando verso Parigi, e temo che la nostra compagnia sia sulla loro direttrice di marcia.»

Nell'agosto del 1914, due ex nemici storici che si erano amabilmente massacrati a vicenda dal 1066, si trovarono a dover collaborare per fermare il rullo compressore delle armate del Kaiser.

Francesi e inglesi diventarono alleati nel 1904 in seguito alla stipula dell'Entente Cordiale (Intesa Amichevole), un accordo che poneva fine a quasi un millennio di guerre fra le due nazioni e che nel 1907 fu allargato alla Russia prendendo il nome di Triplice Alleanza.

Lo scopo della Triplice era contrastare le mire imperialistiche della Germania che dal 1870, dopo aver umiliato la Francia, sembrava sempre piu' incline a voler assumere il ruolo di unica superpotenza del Continente Europeo, possibilmente con le maniere forti.

Quando le "rivoltellate di Sarajevo" misero in moto la possente macchina da guerra crucca (coadiuvata dai decisamente meno possenti austriaci) il governo britannico invio' sul continente quello che sarebbe passato alla storia (anche piu' di trent'anni dopo) come BEF, acronimo di British Expeditionary Force, comandato da un veterano di cavalleria della guerra Anglo-Boera: il Field Marshal Sir John French. Il BEF contava circa 80.000 uomini che costituivano, non solo la crema dell'esercito inglese, ma anche l'unico esercito inglese disponibile per una guerra sul continente europeo.

French era il classico alto ufficiale britannico "stiff upper lip" e come molti suoi parigrado della sua stessa ed elevata classe sociale, trovava i colleghi dello Stato Maggiore Francese, provenienti in gran parte dalla piccola e media borghesia del Secondo Impero e della Terza Repubblica, degli insopportabili plebei.

Oltre a questi pregiudizi, la cauta, pragmatica e formale cultura militare anglosassone entro' ben presto in conflitto con l'altrettanto pragmatica, ma ben piu' irruenta, sbrigativa e poco formale controparte latina.

Il tutto peggiorato dalla barriera linguistica.

All'inizio della guerra, pochissimi ufficiali inglesi erano in grado di spiccicare una parola nella lingua di Victor Hugo, e dall'altra parte la lingua di Shakespeare era parlata in maniera impeccabile solamente dal generale di origine anglo-francese Robert Georges Nivelle.

Credo che il miglior esempio di queste difficolta' culturali e linguistiche, sia efficacemente riassunto dall'episodio in cui French, dopo l'arrivo del BEF in Francia, si reco' in visita al quartier generale della 5a Armata francese, agli ordini del temperamentale, ansioso e vulcanico generale Charles Lanrezac, che stava cercando di contenere l'avanzata tedesca attraverso il Belgio.

Avvertenza: quello che segue e' puro delirio, ma temo sia anche la Storia.

Non appena scesi dalla automobile, gli alti ufficiali inglesi vengono accolti con questo ineffabile viatico dal capo di stato maggiore di Lanrezac, brigadier generale Alexis Roger Hely d'Oissel: «Alla buon'ora: finalmente siete arrivati. Se saremo sconfitti sara' solo colpa vostra».

Qualche istante dopo, fa la sua apparizione Lanrezac che squadra torvamente French e soci, e sussurra al suo interprete: «Vorrei capire se ci sono solo loro, o si sono portati dietro anche l'esercito...».

Dopo i rituali scambi di convenevoli, le due delegazioni si accomodano nella Sala Operazioni della 5a Armata mentre i due comandanti in capo - French e Lanrezac - si ritirano in una stanza adiacente per una conversazione privata.

Cosa si siano detti rimane uno dei grandi segreti della Storia.

E restera' senza dubbio tale, perche' nessuno dei due parlava la lingua dell'altro e la "conversazione" si svolse senza interpreti. Questo perche' Lanrezac vedeva spie tedesche dappertutto ed era ossessionato dalla segretezza.

Ad ogni modo, una volta riemersi dalla stanza, i due decidono di dedicarsi all'analisi della situazione strategica con l'ausilio della grande mappa spiegata sul tavolo: questa volta con l'aiuto degli interpreti...

Passa qualche minuto e French, che segue con grande interesse, inforcati gli occhiali con studiata flemma britannica, indica un punto sulla carta in corrispondenza del fiume Mosa, e chiede a Lanrezac se pensa che i tedeschi stiano cercando di attraversarlo in prossimita' di un villaggio dal nome per lui impronunciabile: Huy.

La domanda di French era - nel contesto generale - sicuramente corretta, ma allo stesso tempo suonava un po' scontata dal momento che il ponte di Huy era l'unico valico possibile per i crucchi.

Un po' come chiedere: per invadere l'Inghilterra, i tedeschi devono attraversare la Manica?

Dopo essersi incastrato foneticamente su Huy come l'ispettore Closeau quando tenta di pronunciare "room", il Closeau britannico riesce alfine a pronunciare " Huy" emettendo un suono simile a un nitrito, e si ferma trionfalmente in attesa della risposta di Lanrezac.

Il generale inglese Henry Wilson traduce fedelmente l'angoscioso dilemma a Lanrezac, il cui primo pensiero in quel momento suppongo sia stato: «Questa sara' una guerra molto lunga...».

Lanrezac stringe gli occhi per osservare meglio l'imperturbabile collega britannico che si molleggia sulle punte degli stivali, tutto fiero di aver sollevato quella che secondo lui e' senza dubbio "La Grande Domanda Strategica di Tutti i Secoli", e rivolgendosi a Wilson replica:

«Se i tedeschi stiano cercando di attraversare la Mosa a Huy? Macche'. Dica al generale French che secondo me i tedeschi sono arrivati sulla Mosa per pescare...»

French a quel punto sorride e comincia a chiedere ansiosamente a Wilson: «What does he say? What does he say?»

Wilson traduce con un diplomatico e misericordioso: «Dice di si' signore. Dice che i tedeschi stanno cercando di attraversare la Mosa».

Pochi giorni dopo, Lanrezac mettera' nei guai French e la compagnia di fucilieri del sergente Humbug, mentre a loro volta, i fucilieri di Humbug salveranno il culo ai francesi in ritirata che grazie a Humbug e soci poterono ritirarsi salvando cosi' la Francia.

Il merito di aver fermato il rullo compressore del Kaiser viene solitamente attribuito ai generali Joseph Joffre e Ferdinand Foch attestatisi sul fiume Marna.

In realta', pur non negando la indubbia abilita' nel manovrare e lo spirito combattivo che i due seppero infondere nell'esercito francese in ritirata, la Francia si salvo' grazie all'intuizione di due figure che la Storia ha ingiustamente sottovalutato e che mandarono a monte il famigerato Piano Schlieffen dei tedeschi: Lanrezac, e il suo collega, generale Joseph Gallieni.

Piu' un contributo decisivo da parte degli alleati russi che pagarono a carissimo prezzo sia il fungere da diversivo per i francesi, sia l'incompetenza e la rivalita' personale dei due comandanti zaristi scelti per attaccare la Prussia Orientale.

Ma di questo e di Tannenberg parleremo magari un'altra volta.

Per non allungare il brodo, di Gallieni basta dire che fu il primo a intuire che la manovra avvolgente dei tedeschi non stava andando secondo i piani, e che questi avevano scoperto il loro fianco destro molto pericolosamente in prossimita' di Parigi, citta' della cui guarnigione egli era il comandante.

Contrattacco' contravvenendo agli ordini, e le cose per i tedeschi si misero male.

A Lanrezac che anch'egli disobbedi' agli ordini, va dato invece l'indiscutibile merito di aver sgamato la trappola tedesca nei primi giorni della guerra e di averne districato l'esercito francese.

Il Piano Schlieffen, concepito dal Conte Alfred Von Schlieffen agli inizi del XX secolo, funzionava come una gigantesca porta girevole che facendo perno sulle posizioni difensive tedesche in Alsazia-Lorena avrebbe aggirato l'intero esercito francese passando dal Belgio e dal Nord della Francia.

Piu' i francesi spingevano per attaccare in Alsazia-Lorena secondo i dettami offensivi del loro Piano XVII, piu' spingevano la porta che alla fine si sarebbe richiusa alle loro spalle schiacciandoli nel triangolo Metz-Belfort-Verdun in una colossale replica della battaglia di Canne.

Per far questo, oltre a una rigorosa tabella di marcia e a una minuziosa pianificazione, i tedeschi avevano bisogno di invadere il Belgio, violandone la neutralita'.

E cosi' fecero precipitando l'intervento della Gran Bretagna nel Primo Conflitto Mondiale.

Ora: il buon Lanrezac si trovava con la 5a armata sull'estrema sinistra dello schieramento francese all'altezza di Sedan, e allo scoppio delle ostilita' sarebbe dovuto penetrare in profondita' nelle Ardenne per "tagliare le gambe" ai crucchi.

Il suo era il compito piu' difficile poiche' la 5a armata si trovava sulla direttrice di marcia di due delle tre armate tedesche che sarebbero dovute scendere dal Belgio nel Nord della Francia.

Se la 5a Armata fosse stata annientata, il "martello" tedesco avrebbe implacabilmente schiacciato le restanti armate francesi, contro "l'incudine" dell'Alsazia-Lorena.

Il nervoso e un po' arterisclerotico Lanrezac era conscio di tutto questo, e ben prima dell'inizio della guerra aveva tentato inutilmente di renderne edotto il collega Joffre, il quale si ostinava pervicacemente a sostenere che la miglior difesa era l'attacco. Dottrina questa, che secondo Joffre e il pensiero militare d'Oltralpe, meglio si confaceva allo spirito aggressivo del soldato francese, come dimostrato ampiamente dal Grande Nano Corso quasi un secolo prima e dagli errori commessi da Napoleone III nel 1870.

Lo slancio gallico, o "elan", era quello che secondo Joffre avrebbe sconfitto i disciplinati e temibili prussiani.

A Joffre e soci non passo' per la testa nemmeno per un attimo il fugace pensiero che una divisione di audaci e coraggiosi eredi di Vercingetorige lanciata allo scoperto contro un battaglione crucco armato di mitragliatrici e appoggiato dall'artiglieria, fosse semplicemente carne da cannone.

Ma Lanrezac comincio' ad accorgersi di tutto questo e delle intenzioni dei tedeschi, quando i belgi, sopraffatti nonostante l'eroica resistenza dalla schiacciante superiorita' numerica tedesca, cominciarono a cedere lasciandolo le sue 15 divisioni di fronte alle 38 della Seconda Armata di Karl Von Bulow.

Dopo la sconfitta nella battaglia di Charleroi, Lanrezac capi' che la sua posizione era insostenibile e contravvenendo ai demenziali ordini di Joffre che esigeva deliranti contrattacchi, decise di togliersi dal cazzo per evitare di essere aggirato e annientato dai tedeschi.

Il suo ripiegamento innesco' un effetto domino nello schieramento francese che, trovandosi sbilanciato sull'ala sinistra, dovette seguire la 5a armata di Lanrezac.

Cosi' facendo - e anche Joffre a quel punto si rese conto delle reali intenzioni dei crucchi - i francesi tolsero all'ultimo minuto, la testa dal cappio in cui l'avevano diligentemente infilata.

Purtroppo pero' la saggia e tempestiva decisione di Lanrezac colse completamente impreparati i britannici a nord della 5a Armata, che si trovarono pericolosamente esposti e quasi isolati fra la Seconda armata di Von Bulow e la Prima Armata di Alexander Von Kluck.

E fu quest'ultima che il 23 agosto del 1914 sferro' un attacco imponente contro gli inglesi a Mons.

"Schiacceremo quel miserabile piccolo esercito" aveva detto il Kaiser del BEF all'inizio della guerra, e a dire il vero se escludiamo le guerre coloniali vittoriane, spesso combattute contro avversari armati di lance e scudi, le truppe di Sua Maesta' non sembravano una particolare minaccia per gli addestratissimi prussiani: specie dopo la pessima prestazione fornita dai britannici nella guerra Anglo-Boera del 1899-1902 dove un'armata di bifolchi coloni olandesi fece pelo e contropelo ai reggimenti scelti del piu' grande impero che il mondo avesse mai conosciuto.

Ma proprio in virtu' della disastrosa esperienza sudafricana, gli inglesi avevano deciso di trasformare il loro piccolo esercito in base a un criterio molto semplice: ogni fante, dotato del superbo fucile a ripetizione Lee Enfield MK III, avrebbe dovuto avere la mira di un Davy Crockett e la cadenza di tiro di un pistolero alla Wyatt Earp.

E quando quella mattina di agosto quattro battaglioni tedeschi cercarono di impadronirsi del ponte di Nimy marciando a ranghi compatti contro i soldati del 4 battaglione dei Royal Fusiliers, a cui apparteneva anche la compagnia del buon e immaginario sergente Humbug, furono accolti da gente che sparava cosi':



E moltiplicate il tizio del video per 200, il numero degli effettivi - ufficiali esclusi - di una compagnia di fanteria britannica dell'epoca.

Il baldanzoso attacco tedesco si tramuto' ben presto in una rotta precipitosa con i superstiti terrorizzati che balbettavano scompostamente di truppe inglesi dotate di decine di mitragliatrici, mentre in realta' si trattava di pochi fucilieri magnificamente addestrati.

E lo stesso piu' o meno accadde in quasi tutti i settori del fronte dove fu sferrato l'attacco crucco.

Alla fine gli inglesi furono costretti a ritirarsi di fronte alla superiorita' numerica e all'artiglieria tedesca, ma nell'immaginario della propaganda inglese dell'epoca era nato il mito degli "Angeli di Mons" , quel "miserabile piccolo esercito" che aveva inflitto una pesante battuta d'arresto alle temutissime truppe del Kaiser, permettendo ai francesi di ritirarsi in buon ordine.

Truppe del Kaiser per le quali il tempo perso era assolutamente insostituibile dal momento che la manovra lampo contro la Francia era stata studiata per poter sconfiggere i francesi rapidamente per poi rivolgersi contro i russi a oriente, prima che questi avessero avuto il tempo di mobilitare il loro immenso potenziale umano.

Lanrezac e French finirono le rispettive carrere ingloriosamente: il primo fu esonerato dal comando dopo la ritirata e nonostante avesse fatto la scelta giusta, mentre il secondo, sempre piu' esacerbato dalla rivalita' personale con il collega Sir Douglas Haig, e ritenuto responsabile delle sconfitte che portarono nel 1915 al virtuale annientamento dell'addestratissimo BEF, fu sostituito proprio da Haig.

L'ultimo incarico di comando che ricevette fu quello di schiacciare la rivolta irlandese della Pasqua di Sangue del 1916: impresa che gli guadagno' l'odio imperituro degli irlandesi e dell'IRA, che tento' di assassinarlo in un agguato.

Il sergente John Humbug, cockney londinese purosangue originario di Whitechapel, East End, sopravvisse alla guerra, sposo' una supergnocca cinese, e insieme aprirono un bordello a Soho dove vissero e prosperarono felici e contenti. Il pronipote, Horatio Humbug ha sposato una modella cinese e ha aperto una catena di sexy-shop a Soho.

20 comments:

SCIUSCIA said...

Non sempre la storia militare rende omaggio ai suoi veri protagonisti.

Anonymous said...

la storia del simpatico sergente è una balla, ammettilo!
che peccato, sarei stato contento per lui...
primo capo

Palmiro Pangloss said...

Bel post. Il panzone con l'Enfield sei tu, vero? BTW il piano di Schlieffen era bacato di suo, e lui lo sapeva pure tanto che le sue ultime parole furono - pare - "rinforzate l'ala destra". Il problema era che, dato lo stato dei trasporti all'epoca, l'ala destra non poteva essere rinforzata: il sistema di trasporti belga e francese non avrebbe retto piu' uomini e treni d'atriglieria in movimento su quella direttrice.

Attila said...

Se non fossi così schifosamente (e perciò stesso totalmente fuori da qualsiasi moda contemporanea) eterosessuale e già convolato a giuste nozze, ti invierei una proposta di matrimonio!

A me vien da ridere perchè dal 1870 i tedeschi hanno sempre fatto sostanzialmente la stessa manovra per aggirare i francesi e (al di là del 1914, come da te testimoniato) li hanno sempre fregati.

Cordialità

Attila

LateThink said...

Adoro lo humor britannico: mandano in Francia un piccolo esercito e lo fanno comandare da uno che si chiama "French".
Fossi stato un francese mi sarei sentito leggermente preso per il culo.

P.S. come sempre, bellissimo post.

Palmiro Pangloss said...

@LateThink: ROTFL!

Anonymous said...

Capo, non ho ejaculato ma l'orgasmo è arrivato comunque. La WWI mi arrapa più della WWII.
Per questo ti devo confessare che Arnhem l'ho visitata da perfetto ignorante dell'operazione Market Garden. Però prima di ripartire ho visitato il museo apposito, spero che basti come attenuante.

rdv

Anonymous said...

beh, sotto sotto market garden può essere vista come un tentativo inglese di costruire una strada panoramica per la ruhr... quei puzzoni di inglesi non vollero ascoltare i padroni del primo lotto espropriato (i batavi) e si beccano le mazzate dei proprietari del lotto successivo (i krukken)...
una speculazione edilizia andata male...
ma la cosa più out, era trasferire le maestranze in aliante... cioè non depone certo alla solidità del lavoro...
primo capo

essere disgustoso* said...

le guerre mondiali di una volta.
bei tempi.
adesso, escluso qualche conflittino qua e là, la politica estera non regala più certe emozioni.

leftheleft said...

Nel porle i soliti complimenti per la sua mirabile capacità narrativa, affermo altresì che Lei Sturma e Dranga in maniera impagabile.
bye.

ps1: complimentissimi a Rachel per lo stupendo logo.

ps2: Captcha= duenasiv(?)

Yossarian said...

@Tutti

Scusate il ritardo causa zingarata, litri di ale e successivo hangover.

@Sciuscia

Infatti. :-)

@Primo Capo

Il sergente Humbug e' un grande soldato ;-)

beh, sotto sotto market garden può essere vista come un tentativo inglese di costruire una strada panoramica per la ruhr..

Si', peccato che i costi di costruzione sono stati altissimi e mancava un ponte... :-)

@Palmiro

Come hai fatto a riconoscermi?

Sono d'accordissimo sul Piano Schlieffen: avrebbe potuto funzionare con tank e mezzi meccanizzati.

@Attila

A me vien da ridere perchè dal 1870 i tedeschi hanno sempre fatto sostanzialmente la stessa manovra per aggirare i francesi e (al di là del 1914, come da te testimoniato) li hanno sempre fregati.

In effetti e' vero, anche se nel 40 Sichelschnitt fu una versione modificata del piano Schlieffen.

Ma il principio era lo stesso: trappola, e i francesi ci cacciano dentro la testa come polli.

@Late Think

Adoro lo humor britannico: mandano in Francia un piccolo esercito e lo fanno comandare da uno che si chiama "French".

LOL, e' vero non ci avevo fatto caso.

Grazie dei complimenti Late.

:-)

@RDV

Capo, non ho ejaculato ma l'orgasmo è arrivato comunque. La WWI mi arrapa più della WWII.

Arrivera' altro belva, vedrai. :-)

Però prima di ripartire ho visitato il museo apposito, spero che basti come attenuante.

Perdonato


@Essere Disgustoso

le guerre mondiali di una volta.
bei tempi.
adesso, escluso qualche conflittino qua e là, la politica estera non regala più certe emozioni.


Guarda bolscevico hai ragione, una noia mortale: solo quel fesso di Ahmadinejad e quei pirla degli americani che strillano come oche.

Dove sono i grandi macelli di una volta?

:-)

@Lefttheleft

Grazie dotto'. :-)

Anonymous said...

Guarda che posseggo regolarmente un Lee Enfield nr 4.
L'elevata cadenza di tiro é dovuta al meccanismo di ricarica molto piu' agevole del Mauser K98.
Ciao Belgico.

Palmiro Pangloss said...

@Yoss: Non a caso con i tank ha funzionato :-)

Yossarian said...

@Belgico

Hai assolutamente ragione, ma un fucile bisogna saperlo usare.

10 reclute sotto il fuoco non mantengono la cadenza di tiro: si danno alla fuga.

Anche una mg42 ha una cadenza di tiro spaventosa, ma se non la sai usare sprechi munizioni, la inceppi o fondi la canna sparando come un forsennato invece di sparare raffiche brevi.

:-)

@Palmiro

Esatto. ;-)

falecius said...

Yoss: credo di essermi perso un commento.
Quelche volevo dire era, più o meno:

- Il piano Schlieffen non fu mai messo in pratica. Von Moltke jr. era un insicuro e aveva il problema (che Schlieffen non si era posto granché)di evitare massicce penetrazioni di truppe nemiche su suolo tedesco. Quindi, indebolí l'ala destra (il gruppo di von Kluck) mandando se ricordo bene due divisioni in Alsazia (dove si fecero mitragliare a morte al Grand Couronné) e qualche altra in Prussia, dove arrivarono troppo tardi per essere utili a Tannenberg.
Insomma, una cazzata.
Col che non voglio dire che il vero piano Schlieffen avrebbe funzionato.

- Inoltre il piano originario prevedeva un attraversamento del Limburgo neerlandese; la Germania preferí invece rispettare completamente la neutralità dei Paesi Bassi, ma questo le costò una grave riduzione dello spazio di manovra disponibile a von Kluck nelle prime fasi.
Sneijders, il capo di stato maggiore olandese, era filo-tedesco e probabilmente avrebbe consentito un attraversamento pacifico del Limburgo alle truppe tedesche; mi pare di aver letto che anche la regina Wilhelmina non fosse contraria. Tuttavia in questo caso i Paesi Bassi si sarebbero trovati in guerra con Francia e Gran Bretagna, rischiando il proprio impero coloniale. Se invece si fossero opposti ai tedeschi, si sarebbero trovati invasi, ma questo avrebbe rallentato troppo l'avanzata tedesca (il piano Schlieffen non prevedeva una guerra contro l'Olanda).

- Scrivi che Inghilterra e Francia furono sempre nemiche fino al 1904. Questo non è del tutto vero.
Trascurando brevi alleanze, del resto del tutto strumentali, al tempo di Richelieu, Luigi XIV, e sotto la Reggenza, dal 1815 in poi Francia e gran bretagna non hanno più combattuto guerre l'una contro l'altra (tranne che col regime di Vichy) ed erano già state alleate nella guerra d'indipendenza greca contro i turchi e in quella di Crimea contro la Russia.
Il che comunque non le impedì di restare rivali a lungo.

Yossarian said...

@Falecius

e qualche altra in Prussia, dove arrivarono troppo tardi per essere utili a Tannenberg.

Cioe', allora mi vuoi rovinare il post su Tannenberg? Dillo.

:-)

Dott, d'accordo su tutto e analisi impeccabile.

Solo due note.

Io credo che il grosso problema del Piano Schlieffen fosse la rigida tabella di marcia.

Non dimentichiamo che la decisione belga di non far "sfilare i tedeschi" in parata ritardo' di diversi giorni l'avanzata.

In secundis all'epoca le truppe si muovevano a piedi e a cavallo e piu' di un tot al giorno quelle truppe non potevano percorrere.

Ergo Schlieffen avrebbe dovuto essere piu' elastico con la tempistica anche non rispettando la neutralita' dei Paesi Bassi.

Ma del resto non poteva perche' bisognava battere i tedeschi prima che i russi mobilitassero in massa.

Infine sui rapporti anglo-francesi hai ragione: dopo le guerre napoleoniche i rapporti fra le due nazioni migliorarono sensibilmente ma restarono sempre controversi.

Sai meglio di me che a Fashoda nel 1898 a momenti ci scappava la guerra...

Comunque combatterono insieme anche nella guerra dell'oppio e durante la rivclta dei Boxer.

E comunque anche le alleanze strumentali avvennero sempre in un quadro di grande tensione fra i due paesi.

Anche oggi, credo che nemmeno i tedeschi siano cosi' poco popolari in UK...

Yossarian said...

@Falecius

Su Schlieffen volevo dire "battere i francesi"...

:-)

LateThink said...

Anche oggi, credo che nemmeno i tedeschi siano cosi' poco popolari in UK...

Scusa Yoss, ti risulta esista un paese in cui siano popolari i Francesi? Perché, vedi, non mi sembra che vengano considerati dei gran simpaticoni...
Certo, mai come gli svizzeri. Però si piazzano bene nella scala dell'antipatia.

falecius said...

Yoss: d'accordissimo con te sul piano Schlieffen. Anche se Moltke l'avesse applicato alla lettera, si sarebbe trovato a gestire un progetto rigido rispetto alla situazione sul campo.

Aspetto con impazienza il post su Tannenberg.

Grendel said...

Splendido post, grazie ;)

"Dove sono i grandi macelli di una volta?"
Il problema è che impera il principio discutibile della "political correctness", in altre parole quando si va in guerra si dovrebbe leggere Von Clausewitz, non Madre Teresa come succede in Iraq e in Afghanistan...