Wednesday, 10 November 2010

Carita' pelosa


E cosi', pare che la BBC si sia scusata con Bob Stercof per aver erroneamente suggerito che i quattrini raccolti dal Live Aid del 1984-85 fossero finiti nelle mani dei ribelli del Tigre', all'epoca in lotta contro il "Terrore Rosso" del regime etiopico di Mengistu.

In effetti la BBC ha ragione e dobbiamo darle atto di aver fatto una doverosa rettifica: quei quattrini non furono intascati dai ribelli del Tigre'.

Nel 1984, Haile Mariam Mengistu era il capo indiscusso del partito marxista-leninista Derg: una giunta militare di stampo filosovietico che governava l'Etiopia con pugno di ferro dal 1974, anno in cui aveva deposto l'Imperatore Haile Selassie' I con un colpo di stato "benedetto" da Mosca.

Haile Mariam Mengistu era un dittatore serio e preparato: dopo essersi laureato brillantemente in "Pulizia Etnica" frequentando studi serali, era anche riuscito con grandi sacrifici a ottenere un dottorato in "Estirpazione delle Unghie".

Ora, nonostante l'indubbia serieta', preparazione e dedizione al lavoro, nel 1984 Haile Mariam Mangistu aveva un problema davvero serio: la guerriglia condotta con estrema efficacia dai ribelli dell'etnia Tigre' nel nord del paese al confine con l'odierna Eritrea, che all'epoca era ancora una provincia etiopica.

Mengistu, da bravo dittatore ed ex-guerrigliero marxista-leninista, sapeva benissimo che per togliersi dagli zebedei un movimento di insurrezione popolare in maniera definitiva, la conquista dei "cuori e delle menti" come la definiscono oggi quei fessi degli americani, non serve praticamente a una cippa: parafrasando il buon Mao Tze Tung, per eliminare il "pesce" della guerriglia bisogna prosciugare l'acqua in cui il pesce nuota: ossia la popolazione civile e il supporto che questa fornisce agli insorti.

Naturalmente per Mengistu il problema non era tanto l'eliminazione fisica di 4 milioni di persone: capirai, fosse stato solo per quello, il grattacapo sarebbe gia' stato un ricordo, bensi' due fattori: il primo di natura politica dal momento che non puoi sterminare bellamente 4 milioni di persone senza attirare l'attenzione dei media, di quei tritaminchia dell'ONU e dei governi occidentali e non. Senza contare che nemmeno i suoi mentori a Mosca nonostante si fosse in piena Guerra Fredda, avrebbero gradito un simile casino: URSS e USA all'epoca si contendevano il controllo del Corno d'Africa (la Somalia era governata da un regime socialista filoamericano che aveva rotto con Mosca) e siccome il Corno D'Africa e' un punto del globo di enorme importanza strategica per il controllo del Canale di Suez, il Cremlino voleva regimi stabili nella regione.

Ed era infatti sul fronte interno che l'annientamento di milioni di cittadini, molti dei quali di origine eritrea, sarebbe stato un azzardo pericoloso alla luce della onnipresente, ben armata e organizzata guerriglia indipendentista che dal 1961 allignava proprio in Eritrea. Sarebbe stato come gettare benzina sul fuoco, e i rischi di una sollevazione popolare difficile da controllare, troppo alti.

Il secondo fattore era invece di natura economica.

L'alternativa consisteva infatti nel prendere la popolazione e deportarla in massa con le cattive a sud dell'Etiopia dove avrebbe potuto inoltre fungere da manodopera schiavizzata per le fattorie collettive del regime, costruendo appositi villaggi, arando campi ed erigendo infrastrutture a costo zero.

Culi a buon mercato: come sempre l'unica costante che unisce le economie marxiste-leniniste e neoliberiste.

Ma per far questo il regime di Mengistu aveva bisogno di tanti quattrini: quattrini che Mosca non intendeva sborsare, e a peggiorare le cose nel Tigre', quell'anno, ci si mise pure la siccita' e la conseguente carestia.

Insomma: cazzi da cagare.

Finche' a Mengistu non venne un'ideona megagalattica che gli permise di prendere due piccioni con un idiota: ma un idiota "utile", come lo definirebbe Lenin, e soprattutto pieno di sani princìpi.

Ora, sulla genesi dell'ideona di Mengistu non ci sono documenti o testimonianze, ma a me piace pensare che le cose siano andate cosi':

Un giorno qualsiasi dell'autunno del 1984, Mengistu, oppresso da questo cupo dilemma, passeggiava pensosamente nel cortile della sede dei servizi segreti. Lo faceva spesso quando aveva bisogno di rilassarsi e riflettere, allietato dalle urla degli oppositori del regime che cola' venivano riempiti di mazzate.

Mentre ponderava sul suo triste fato, gli cadde l'occhio su un aguzzino che stava manganellando ferocemente un prigioniero.

"Cosi' impari a insultare il nostro leader!" inveiva il soldato e giu' legnate. "No per favore, non e' colpa mia" strillava il malcapitato, "Io non ho fatto niente e tengo famiglia!".

"Smettila di fare la vittima" incalzo' il soldato "Non servira' a migliorare la tua situazione!" e giu' un'altra scarica di legnate.

Qualcosa fece "click" nel cervello di Mengistu, intento a osservare distrattamente la scena.

"Vieni qui soldato" ordino' perentoriamente il dittatore: "e ripeti quello che hai detto. Subito!"

L'aguzzino atterrito, striscio' letteralmente fino ai piedi di Mengistu balbettando: "Nulla, nulla, o Grande Leader, Sua Santita', Gran Mogol, Ammiraglio e Luce delle Nostre Vite. Ho solo detto 'non fare la vittima'. Se ho sbagliato chiedo umilmente perdono, ma la prego non mi uccida: tengo famiglia!".

Mengistu sorrise come potrebbe sorridere una tigre dai denti a sciabola che ha appena scorto un cucciolo di mammuth malato e abbandonato dal branco e sibilo': "Non temere bastardo: mi hai appena fatto un enorme favore e ti promuovo colonnello seduta stante."

Poco tempo dopo, e qui torniamo alla realta', le truppe etiopiche penetrarono in forze nel Tigre' e con la scusa di condurre una vasta offensiva contro i ribelli cominciarono a bruciare villaggi, avvelenare pozzi, uccidere e stuprare.

Va da se' che a quel punto, la gia' difficile situazione della popolazione locale a causa della siccita', divento' insostenibile a causa della guerra, e fu in quel momento preciso, sull'orlo di una vera catastrofe umanitaria da milioni di morti, che Mengistu calo' magistralmente il suo poker d'assi: i suoi tirapiedi cominciarono a contattare i media occidentali ripetendo lo stesso mantra: "La siccita' sta causando una tragedia enorme. Abbiamo bisogno di aiuto per trasportare i profughi e organizzare campi d'accoglienza in zone sicure dove verranno sfamati e curati."

Fra coloro che abboccarono trangugiando "amo, lenza e galleggiante" come dicono gli inglesi, ci fu il reporter della BBC Michael Buerk che insieme al fido cameraman Mohammed Amin spiattello' le immagini strazianti di bambini negri del Tigre' ridotti a scheletri umani coperti di mosche, sui tavoli imbanditi delle famiglie occidentali intente a cenare davanti al telegiornale e che si preparavano alle opulente festivita' natalizie.

Alla luce dell'enorme risonanza che quelle immagini terrificanti stavano ottenendo in tutto il pianeta, la BBC rincaro' la dose e acconsenti' a mostrare filmati ancora piu' crudi per conto della Disaster Emergency Committee, una organizzazione britannica che riuniva diverse ONG tra le quali Oxfam, la Croce Rossa inglese e Save the Children.

E davanti a quella sorta di "Biafra Reloaded", la macchina del senso di colpa dell'Occidente - che con la fame e il regime etiopico non c'entrava un belino - e qulla dei soccorsi, si misero inesorabilmente in moto.

Naturalmente c'era qualcosa che non quadrava a quei pochi - anche a sinistra - che invece di affidarsi esclusivamente ai buoni princìpi, si ponevano domande sia sull'applicazione degli stessi sia, e soprattutto, sulle conseguenze all'interno dello scenario locale: qualcuno osservo' che Michael Buerk era in Etiopia da tempo come corrispondente di guerra e gli chiese lumi sulla relazione fra guerra, regime e fame.

Ma Buerk nego' decisamente ogni legame fra bombe e carestia perche' considerava il terribile conflitto in corso nel Tigre' una "storia minore" rispetto a quella che teneva banco nei telegiornali di tutto il globo a base di bambini scheletrici o sul punto di sparare i calzini contro i muri delle capanne di fango.

In sostanza, come dichiaro' lui stesso molti anni dopo alla giornalista olandese Linda Polman e a Daniel Wolfe dello Spectator, una storia sulle vittime della siccita' avrebbe raccolto molti piu' quattrini della "solita stupida guerra africana" di cui la gente capiva poco o nulla.

L'ipocrita e criminale autocensura che Buerk pensava di essersi imposto a fin di bene una volta che il demone della "giusta causa' si era impossessato di lui, non funziono' pero' con i maggiori contribuenti delle ONG dell'epoca (e di oggi): i governi USA e UK, i cui rispettivi leader Ronald Reagan e Margaret Thatcher si rifiutarono di scucire un solo penny o dollaro, perche' al corrente della vera natura della fame in Etiopia.

Inoltre erano odiatissimi - non a torto - dalle sinistre dell'epoca, che a parere dei due leader occidentali - non a torto - avrebbero trovato il modo di strumentalizzare le donazioni.

A quel punto tutto era pronto per il megashow delle lacrime, dei quattrini e dei buoni sentimenti, ma in assenza del placet ufficiale dei governi ci voleva un diverso e alternativo "catalizzatore" che si concretizzo' nella figura di un cantante cinocefalo irlandese punk fallito e assolutamente privo di talento: Bob Geldof, il quale riusci' a convincere la scena pop-rock inglese dell'epoca - gia' impegnata attivamente contro la Thatcher - a dar vita all'iniziativa di soccorso musicale denominata Band Aid.

Il resto e' storia, e responsabile del piu' colossale trapanamento di coglioni musical-saccarinico del secolo scorso: il vomitevole singolo "Do they Know It's Christmas?" uscito nel dicembre 84 schizzo' in testa alle classifiche di tutto il mondo e raccolse 8 milioni di sterline destinate alle "vittime della siccita' ".

Al carro della beneficienza per salvare "i' criature" tormentate dalla sete, si unirono naturalmente gli artisti americani guidati da Quincy Jones che sotto lo pseudonimo di "USA for Africa" sfornarono la famosissima e raccapricciante boiata altresi' nota come "We are the World".

La farcitura di coglioni raggiunse alfine il suo sfolgorante zenit, con il celeberrimo concerto live in mondovisione trasmesso nel luglio 1985 che effettivamente qualcuno salvo': i Queen e la loro carriera, che da allora vennero rilanciati dopo un periodo in cui non vendevano nemmeno ai cani.

Ricordo che parlar male del Live Aid a qualcuno di sinistra dell'epoca era come negare l'Olocausto o dire che i palestinesi sono un branco di miserevoli teste di cazzo (questa a differenza del negazionismo e' tuttavia una verita').

"Li vuoi vedere morti: vuoi accidere i' criatureeee!" strillavano istericamente i giovani comunisti della FGCI innamorati gia' da allora degli U2 e di un giovane e ieratico Bono Vox, prima di gonfiarsi di parossistica indignazione e venire colti da crisi epilettiche causate dal tuo ributtante cinismo fascista.

Ma soprattutto, per loro, Mengistu da esemplare rappresentante dei popoli oppressi del Terzo Mondo che si era liberato del giogo coloniale e gestiva una societa' comunista-modello, non poteva essere responsabile di quel disastro.

Il totale raccolto dagli artisti del Live Aid ammonto' a 90 milioni di sterline: e' tanto oggi, per l'epoca era una cifra colossale.

Ma cosa succedeva in Africa dove intanto cominciavano ad affluire gli aiuti umanitari e greggi di giornalisti e ONG occidentali?

L'errore piu' irresponsabile e criminale commesso da chi antepone i princìpi alle conseguenze pur di salvare vite umane - o cosi' crede - fu ovviamente quello di consegnare un astronomico assegno in bianco al regime di Mengistu, senza porre alcuna condizione, anzi facendosele porre dal regime, o senza curarsi di verificare come venissero gestiti gli aiuti e i fondi.

Il cibo venne infatti utilizzato come esca per attirare legioni di morti di fame che dal Tigre' furono caricati su camion acquistati con i quattrini del Live Aid e trasferiti in campi di raccolta realizzati con gli stessi soldi, dove attendevano di essere smistati e diretti nelle fattorie collettivizzate del sud del paese per fungere da schiavi.

I soldati di Mengistu erano soliti sequestrare una parte di quel cibo all'entrata dei campi per poi rivenderlo al mercato nero, cosi' come i funzionari governativi obbligavano tutti gli operatori delle ONG e i giornalisti occidentali a cambiare i loro soldi in moneta locale secondo un tasso proditoriamente stabilito da loro e ovviamente molto favorevole alla moneta locale. Per non parlare dei fondi che arrivarono direttamente nelle mani del governo.

Nel 1985 il regime del Derg presieduto da Mengistu, triplico' le sue riserve di valuta estera che servirono a oliare, rinnovare e mantenere in efficienza la sua piu' che discreta macchina bellica, per continuare combattere gli insorti.

In alcuni campi dove gli sfollati si opponevano alla deportazione, le truppe di Mengistu, o chiusero i centri di distribuzione del cibo gestiti dalle ONG, o affamarono i bambini delle famiglie dei riottosi finche' questi non vennero a piu' miti consigli.

Piu' di 600.000 persone vennero deportate al sud, delle quali almeno 100.000 perirono nella marcia forzata che durava 5 giorni.

E tutto questo sotto gli occhi di ONG e giornalisti che si rifiutavano di vedere la realta', ostinandosi ad aderire a quello che i "princìpi" suggerivano loro di vedere, per evitare di "politicizzare cinicamente" la vicenda, come molti rinfacciarono a chi sollevava obiezioni.

Quando un giornalista dell'Irish Times fece osservare a Bob Stercof che la gente veniva deportata, questi rispose indignato: "Il fatto che gli aiuti sono disponibili e' piu' importante delle circostanze in cui arrivano a destinazione. Se il Live Aid fosse esistito durante la Seconda Guerra Mondiale e se avessimo saputo che c'era gente nei campi di concentramento che ne aveva bisogno, ci saremmo forse rifiutati di inviare loro cibo e assistenza?"

E certo: si raccolgono tonnellate di aiuti destinati ad Auschwitz, dopodiche' ci si presenta all'ingresso del campo e si consegna il tutto alle SS.

Non fa una piega.

Fra l'altro, non un singolo pacco di soccorsi fra tutti quelli che la Croce Rossa spedi' realmente nei campi di sterminio - della cui esistenza la Croce Rossa sapeva -arrivo' a un singolo prigioniero, se si escludono quelli che vennero consegnati ad uso e consumo di film propagandistici per essere riconfiscati subito dopo.

Per farvela breve, la sanguinosa farsa continuo' fino alla conclusione dell'esodo forzato della popolazione del Tigre', e a parte Medici Senza Frontiere che alla fine del 1985 getto' la spugna definendo quello che era in corso in Etipia un "genocidio degno dei Khmer Rossi", le altre ONG girarono la testa dall'altra parte. Anzi: un rappresentante della Croce Rossa olandese se la piglio' con i governi occidentali rei di sapere quello che stava realmente dietro al vittimismo del regime etiopico, e sbotto' indignato: "I politici evadono le loro responsabilita' e poi se la prendono con le organizzazioni umanitarie accusandole di protrarre la guerra? Vergogna!"

Ancor oggi a piu' di 26 anni di distanza da quella immane tragedia, nessuna ONG ha pur velatamente ammesso che le cose non andarono esattamente come previsto, che gli aiuti non arrivarono esattamente nelle mani migliori e che forse sarebbe stato il caso di tenere gli occhi aperti, invece di affidarsi ciecamente ai princìpi...

Tantomeno Geldof che ora e' baronetto, e' stato candidato al Nobel per la Pace, ha un pacco di soldi, gestisce una azienda multimediale denominata "Ten Alps", e ha fatto tre figlie simpatiche come la morte d'inverno, intelligenti come un mattone e che hanno i seguenti nomi: Fifi Trixibelle, Peaches Honeyblossom e Little Pixie...
----------------------------------------

Per le fonti del post devo ringraziare due giornalisti: Daniel Wolf dello Spectator che nel 2004 realizzo' una inchiesta molto bella sui retroscena del Live Aid e l'impareggiabile Linda Polman: reporter di guerra olandese che ha recentemente pubblicato un libro feroce sulle malefatte delle ONG: "War Games: the Story of Aid and War in Modern Times".


29 comments:

minnanon said...

Bellissimo post e anche ben argomentato: quando hai scritto

"E certo: si raccolgono tonnellate di aiuti destinati ad Auschwitz, dopodiche' ci si presenta all'ingresso del campo e si consegna il tutto alle SS."

ho ridacchiato per due minuti, non avresti potuto illustrare meglio il paradosso dell'operato di alcune ONG che definire dilettanti é far loro un complimento; oltretutto, a mio parere, descrive perfettamente quello che sta succedendo nella striscia di Gaza

נחום said...

Quoto TUTTO, ma proprio TUTTO, caro Yoss.

Oggi, Ysrael Meldad si prende gioco dell'ennesimo piano per la soluzione del conflitto, proposto da gente dell'ambiente delle ONG. E scrive parole da scolpire nel marmo:

"some people can't stand the thought that they cannot solve a problem. It's people like those that usually cause the real problems - solutions suggested that don't solve problems but assuage their own persons."

Perfetta descrizione degli Opliti del Bene e dei loro idoli.

Unica osservazione che ti faccio, o piuttosto una domanda. Galatea (e Leonardo, che non credo sia un personaggio tanto diverso) hanno un gran culto di questi idoli alla Gino Strada, vero.

Ma chi se li caga? Voglio dire, poniamo che Strada non abbia il seguito osannante di bloggatori (non parlo di quotidiani e politici, ovviamente). Credi che sarebbe meno popolare? Che incasserebbe meno?

Io penso di no. Piu' frequento la bloggosfera, piu' mi rendo conto che ci si parla addosso,si chiacchera, si fanno cose, si vede gente, ma raramente si smuovono montagne. E men che meno opinioni.

La tua esperienza, rispetto a Gala-Strada, quale e'?

[oh, BTW, in Israele e' uguale, eh. La politica segue altre strade]

castellini said...

oh finalmente. più post così e meno cacchiate anti PD e anti galatea. (se è vero che chi disprezza compra, io al posto della rachel qualche dubbio l'avrei :-)

allora, la Polman l'ho vista live al festival di Internazionale del 2009 e sì, mi ha dato l'impressione di una tipa serissima e che per anni si è fatta il culo sui due fronti, quello dell'aiuto internazionale *E* quello della corretta informazione al pubblico occidentale. (prendo nota del libro.)

il risultato netto della talk (alla quale partecipava tra gli altri anche l'ex presidente di MDF) fu più o meno:

(a) quando si parla di disastri umanitari e degli aiuti da inviare "alle popolazioni in difficoltà" la strumentalizzazione è sempre in agguato mortale. siate astuti come cervi.

(b) in ogni caso le ONG devono compromettersi fino a un certo punto, altrimenti non riuscierebbero mai a fare nulla di nulla. il punto è, fino a che punto farlo.

e qui sta il discrimine fra quelli seri e le merde, aggiungo io, ed è un discorso che avevo già fatto a suo tempo.

saluti,
c.

PS: Geldof appare nel recente documentario BBC "classic albums - rio" (serie che ti consiglio caldamente) e porco cane, è invecchiato malissimo.

idiotaignorante said...

Credo che l'aver risollevato la carriera dei Queen sia una delle più gravi colpe imputabili al Live Merd. Mi dispiace solo che pure i Judas Priest abbiano partecipato, così come un grande come Quincy Jones si sia sporcato le mani. Vabbeh, come già dissi altrove, questo non smimuisce la loro roba, giusto? E' solo un modo come un altro per confermare che i Live Aid(s) e ONG varie andrebbero nuclearizzati.

Anonymous said...

ahhh come mi piace quando scrivi così , yos!

un piccolo appunto però... è inutile che sprechi lettere per dire la verità alla testa di cazzo... essendo una testa di cazzo, non vorrà capire.
primo capo

Attila said...

Io ho un paio di colleghe di Università che hanno intrapreso la carriera nelle ONG... diciamo che, dai loro racconti, facendo un paragone, la Grande Multinazionale Bastarda ha un comportamento oltremodo "fair "per quanto riguarda gli "avanzamenti di carriera".

Cordialità

Attila

Yossarian said...

@minnanon

oltretutto, a mio parere, descrive perfettamente quello che sta succedendo nella striscia di Gaza

Esatto, ma per la Striscia di Gaza non c'e' nemmeno la foglia di fico degli aiuti umanitari: ci sono un sacco di imbecilli che sanno di aiutare una organizzazione di criminali fanatici e ne vanno fieri.

Nahum

Grazie Nahum e io quoto interamente Ysrael Meldad.


La tua esperienza, rispetto a Gala-Strada, quale e'?

Guarda Nahum, io non posso evitare di incazzarmi saltuariamente con chi ha la sabbietta per gatti nel cervello e passa per una raffinata e acuta interprete dei nostri tempi, secondo il giudizio di una massa di pecore lobotomizzate che la leggono e la adorano.

Galatea non ha un cazzo da dire e lo dice bene. Punto.

E putroppo, come tutti coloro che non hanno un cazzo da dire, ma lo dicono bene, qualcosa contano, dal momento che sono pseudointellettuali organici a una cultura di sinistra piccolo borghese e provinciale che oggi rappresenta la sinistra in Italia.

Questi gasteropodi - come Metilparaben, Leonardo etc etc - sono l'equivalente odierno dei benpensanti democristiani degli anni 70, nonche' i figli di una cultura di sinistra che ha mescolato il cattocomunismo, Marx, pensieri a cazzo e a caso di Marcuse, i Figli dei Fiori e Herman Hesse.

Il risultato sono i dementi odierni - che non sono piu' nemmeno di sinistra -ossessionati dall'identita' etnica e dal politicamente corretto.

Per me Gino Strada ed Emergency sono nel miglior caso dei demagogici e pericolosi incoscienti: nel peggiore, dei collusi coi regimi che li ospitano.

Ma a loro piacciono, perche' gli danno qualcosa in cui credere, e credere e' molto meno faticoso che pensare.

Augusto said...

ONG, giornalisti, fotografi e cineasti non tutti, ovviamente, ma buona parte piovono dagli USA ed Europa in Brasile e Colombia (ne parlo perché, come sapete, ci ho vissuto e ci vivo) piovono da queste parti, dicevo, e "pontificano".
Nó, non fanno ponti, si mettono ad operare, televisonare, scrivere, sbroccare, insomma, in base a "principi" ed idee preconcette che si sono portati giá ben confezionate dai loro luoghi di origine.
Si fermano in loco qualche mese, cagano benino "fuori del bulacco" e poi tornano a casa felici di aver contribuito alla salvezza del mondo.
Senza aver capito un cazzo, senza rendersi conto che, in socetá a bassissimo livello di cultura media, socetá con problemi notevoli di organizzazione e controllo, spesso, un governo con una certa "mano forte" é necessario per minimizzare i danni.
No, per esperienza diretta, non amo questa gente.

Yossarian said...

Castellini

oh finalmente. più post così e meno cacchiate anti PD e anti galatea.

Vuoi dettarmi la "linea editoriale"? Temo che resterai deluso.

:-)

Considerato il volume quotidiano di liquame prodotto dal PD e da Galatea avrei bisogno di un altro blog aggiornato come la Reuter per seguirli come si deve, e francamente il gioco non vale la candela.

Sul resto sono d'accordo con te Castellini.

La Polman e' davvero una giornalista in gamba.

Le ONG devono necessariamente scendere a compromessi, ma spesso questi compromessi diventano condiscendenza verso regimi
schifosi se non addiruttura collusione.

E cio' e' intollerabile.

Ma soprattutto serve professionalita': un soldato di una forza di interposizione, un diplomatico o un giornalista che vanno in zone di guerra seguono corsi e addetramento specifici per racarsi in quella zona. I volontari delle ONG non fanno nulla di tutto cio': vanno dove vogliono e fanno quel che vogliono senza la minima preparazione, se si escludono le buone intenzioni.

Io non avrei nulla contro le ONG se queste facessero veramente il loro mestiere e non provocassero danni.

Non di rado non si soccorre la gente, ma la coscienza dei soccorritori.

Yossarian said...

@Idiotaignorante

E' solo un modo come un altro per confermare che i Live Aid(s) e ONG varie andrebbero nuclearizzati.

Nic esatto: mi permetti di citarti?

"Umanita' e solidarieta' sono doti precipue dell'Oplita del Bene".

:-)


@Primo Capo

Grazie per l'apprezzamento. :-)

un piccolo appunto però... è inutile che sprechi lettere per dire la verità alla testa di cazzo

Ma si' hai ragione, e' che ogni tanto uno si deve sfogare.

:-)


@Attila

Io ho un paio di colleghe di Università che hanno intrapreso la carriera nelle ONG... diciamo che, dai loro racconti, facendo un paragone, la Grande Multinazionale Bastarda ha un comportamento oltremodo "fair "per quanto riguarda gli "avanzamenti di carriera".

Attila sei epico: hai centrato uno degli altri punti che la Polman sottolinea nel suo libro: le ONG piu' grandi sono multinazionali che fanno ne' piu' ne' meno quello che fanno tutte le multinazionali: solo che nel loro caso il loro prodotto nei bilanci e negli annual report si chiama "goodwill" (davvero!) ovvero quello che in italiano definiamo "il buon nome della ditta."

Ora, non c'e' nuolla di male a gestire una azienda secondo criteri da azienda, ma i farlocchi vestiti di coperte colorate pensano che Oxfam sia gestita da Manu Chao.

Anonymous said...

manu chao sarebbe più onesto... i ricavati se li fumerebbe tutti.
piuttosto per quanto riguarda la testa di cazzo, sarebbe il caso di rifarci una visitina, così fa l'ennesima figura di merda.
primo capo

topgonzo said...

Un reperto archeologico quale gentile omaggio al Sig. Yossarian, cui va tutta la nostra stima di uomini liberi.

http://topgonzo.ilcannocchiale.it/post/1418887.html

London Alcatraz said...

@topgonzo

Vi ringrazio per la stima (ricambiata) e per il preziosissimo reperto che ho letto avidamente.


Yossarian

Palmiro Pangloss said...

CLAP! CLAP CLAP!

















P.S. l'opera omnia di Herman Hesse fa schifo al cazzo.

נחום said...

OK, credo di aver capito la tua opinione.

Probabilmente si': Galatea e Leonardo e Metilcoso rappresentano un certo di tipo di elettorato. Che abbiano possibilita' di influenzarlo, la vedo difficile.

Resta da vedere se e quando la Sinistra sara' capace di trovarsi rappreentanti migliori. Meno provinciali, diciamo.

Spettacolare, ieri, Tobia Zevi che elogiava la capacita' del governo inglese di prendere decisioni. Dopo aver chiarito che lui non era d'accordo, l'articolo trasudava ammirazione per la decisione di cameron e clegg nella riforma dell'Universita'. Era cosi' contento dell'articolo che lo ha pubblicato pure su facebook.

Per sua fortuna, il giovane Tobia oggi, non e' passato per Londra. Ha perso l'occasione per spiegare ai suoi coetanei che Cameron era comunque da ammirare. Eppero' che acume, che senso dei tempi, che piena sintonia con la parte avanzata dell'Europa, quel suo bell'articolo sull'Unita'. vero?

Yossarian said...

@Palmiro

Grazie Palmiro e by the way, anche a me Herman Hesse fa scacazzare salamandre.

:-)

"Il Fesso della Steppa". Lettura consigliata al vero cuminista in vena mistico-esistenziale.

:-)

Basta Con La Droga said...

"E certo: si raccolgono tonnellate di aiuti destinati ad Auschwitz, dopodiche' ci si presenta all'ingresso del campo e si consegna il tutto alle SS.

Non fa una piega."

Io ci godo con questi post. Come un opossum.

SCIUSCIA said...

Bellissimo post, come sempre quando parli di storia.

La domanda che poni circa il salvare il soldato killer di bambini è di una pesantezza morale pazzesca, ed andrebbe fatta a certi cattolici. Supremo.

Il piccolo passaggio di attacco alla "sinistra" è come sempre generico e minestronizzante (io sono d'accordo con te, sono di sinistra, e schifo Grillo e comapgnia), ma su questo ormai mi sono rassegnato.

Concedo, in ultimo, alle ONG in genere, l'attenuante del dubbio. Dopo 25 anni sappiamo com'è andata la storia del Band Aid, magari tra 25 sapremo anche la verità su Emergency in Afaghanistan.

In ultimissimo, domanda cattiva per te: le ONG non dovrebbero schierarsi, ma se per esempio in Afaghanistan curassero solo i soldati della coalizione e non i feriti della resistenza, non sarebbero schierate con la coalizione?
Non è che a volte facciamo confusione tra "schierarsi" e "curare ANCHE il nemico dell'occidente"?

Yossarian said...

@Sciuscia

Innanzitutto grazie per l'apprezzamento. :-)

Il piccolo passaggio di attacco alla "sinistra" è come sempre generico e minestronizzante (io sono d'accordo con te, sono di sinistra, e schifo Grillo e comapgnia), ma su questo ormai mi sono rassegnato.

Guarda Sciuscia il punto e' molto semplice: io sono stato di sinistra per molto tempo, e probabilmente a livello inconscio lo sono ancora.

E' la sinistra che e' diventata qualcos'altro, tanto che ha accolto uno come Grillo fra le sue braccia.

Anche in questo caso e' una questione di principi e conseguenze: i principi della sinistra non hanno nulla di male, e in buona parte di essi mi ci riconosco ancora.

E' l'applicazione di questi principi che viene o disattesa o strumentalizzata, o fatta a cazzo di cane e ipocritamente.

Cosi' come e' di sinistra (dichiarata) l'autrice del libro sulle ONG e non lo erano i pirla della FGCI che inneggiavano a Mengistu.

Io generalizzo perche' se l'80 per cento della FGCI inneggia a Mengistu ritengo lecito generalizzare.


In ultimissimo, domanda cattiva per te: le ONG non dovrebbero schierarsi, ma se per esempio in Afaghanistan curassero solo i soldati della coalizione e non i feriti della resistenza, non sarebbero schierate con la coalizione?

Assolutamente si': non dovrebbero curare i soldati della coalizione, che peraltro hanno i loro ospedali molto ben attrezzati.

Non è che a volte facciamo confusione tra "schierarsi" e "curare ANCHE il nemico dell'occidente"?

Gli ospedali della Nato curano anche i feriti talebani Sciuscia, cosi' come anche gli alleati curavano i feriti nazisti.

E' normale e fa parte della Convenzione di Ginevra.

Ma un ospedale della Nato dopo aver curato un talebano, lo schiaffa in un campo di prigionia.

Cosa normale e lecita.

L'ospedale di una ONG che cura o il talebano, o il soldato della coalizione, lo rimette in piedi pronto a combattere e a uccidere.

I servizi sanitari di un esercito fanno parte della logistica di quell'esercito: sono come l'officina che ripara i tank.

E costano un ballino di quattrini: e' per questo che i talebani si sfregano le mani quando qualcuno cura i loro feriti.

Yossarian said...

@Sciuscia

Dimenticavo: lo so che tu non c'entri con Galatea ma se l'80% delle persone di sinistra si rifiuta anche semplicemente di porsi delle domande su Strada, be' io generalizzo.

Sono ben lieto di fare un distinguo per te o altra gente come te che scrive su Umore Maligno, o per Essere Disgustoso, Emix e tanti altri che frequentano il tuo e quei blog, ma non posso ogni volta sprecare kilobite di Office per fare distinguo.

Diventa un po' ridicolo. Quando e' il caso e il conteso lo permette, li faccio, i distinguo, altre volte no.

Io vi stimo una cifra: e' l'80% della sinistra e della gente come Galatea che non stima voi.

SCIUSCIA said...

Non ho detto "generalizzato", ma "generico". Intendevo dire che spesso mischi "la sinistra" in un calderone unico.

Per fare un esempio, il PD (una sinistra che tu disprezzi) non lo può vedere a Grillo (una sinistra che tu disprezzi). E lo stesso Grillo ci tiene a rimarcare di non essere di sinistra! E per me le sue idee, in gra parte, lo sono, eppure lo schifo.

Per dire quanto è complessa la cosa.

Se prendi dieci "sinistre" che ci sono in italia (ce ne sono di più), vedrai che ognuna ha circa 80-100 idee di merda. Le sommi assieme, e trovi che "la sinistra" italiana ha 1.000 idee di merda. Siccome questa "sinistra" non è un monolite, l'addizione è fuorviante.

Attila said...

Posso fare un polemicone? No, perchè ci ho pensato questa mattina durante la mia ora di corsa quando mi è passato Hammer to Fall nel ipod Shuffle (non sputatemi, vi prego)... secondo te "un periodo in cui non vendevano nemmeno ai cani" può coincidere con l'uscita di un album (The Works) che si prende 12 dischi d'oro e 6 di platino, mandando 4 singoli nella UK top ten?

Probabilmente il rilancio si ebbe solo negli USA, dove, inspiegabilmente, non era stato previsto alcun The Works Tour...

Non ti piaceranno il fu Mercury e soci... ma associarli commercialmente ad un semifallito semifolksinger mi sembra un po' azzardato...

Rinnovo le cordialità

Attila

Yossarian said...

@Sciuscia

Se prendi dieci "sinistre" che ci sono in italia (ce ne sono di più), vedrai che ognuna ha circa 80-100 idee di merda. Le sommi assieme, e trovi che "la sinistra" italiana ha 1.000 idee di merda. Siccome questa "sinistra" non è un monolite, l'addizione è fuorviante.


Sciuscia e' proprio questo l'errore della sinistra italiana: ognuno ha la propria idea di merda e trova un pirla che la rappresenta.

Il PCI aveva tanti difetti, ma una linea politica l'aveva, nel bene e nel male, cosi' come aveva un leader.

Avere una direzione non significa essere antidemocratici o fascisti.

Per dire quanto è complessa la cosa.

Non e' complessa: e' ridondante. Oggi a sinistra va di moda dire che la cosa e' "complessa".

Che e' l'equivalente di un credente che quando non sa cosa dire ti sorride e dice: "Le vie del Signore sono infinite".

Sciuscia, la sinistra e' un esempio della "moltiplicazione degli enti inutili".

Rasoio di Occam, Sciuscia: ecco cosa ci vuole per la sinistra.

Yossarian said...

@Attila

Posso fare un polemicone?

Facci pure :-)

secondo te "un periodo in cui non vendevano nemmeno ai cani" può coincidere con l'uscita di un album (The Works) che si prende 12 dischi d'oro e 6 di platino, mandando 4 singoli nella UK top ten?


Attila, non vorrei sbagliare, ma a me sembra di ricordare che The Works negli USA non fece un granche' e che in UK Radio Ga Ga e I Want to break Free arrivarono in testa alle classifiche, ma che sostanzialmente molti fan storcessero il naso di fronte alla svolta commerciale della band.

Sono d'accordo sul fatto che "non vendevano nemmeno ai cani" e' una palese esagerazione: del resto anche a me ogni tanto va di strumentalizzare: mica sono Sant'Antonio. ;-)

Quanto ai Queen, io non li ho mai amati, nemmeno negli anni 70, perche' non amo quel genere di rock che per me era un ibrido furbetto con il prog rock.

Resta il fatto che Mercury era davvero un fenomeno: forse il miglior cantante del secolo scorso e un cantante che avrebbe potuto anche far strada nella lirica.

Ma far strada sul serio: Mercury era portentoso.

Ci sono alcune canzoni dei Queen che mi piacciono: Somebody to Love e' un capolavoro, cosi' come la strafamosa Bohemian Rapsody, ma per il resto non riesco a essere imparziale coi Queen perche' non riescono davvero a piacermi.

baron litron said...

tutto giusto e tutto belo. ho un cuggino che lavora nella mamma di tutte le ONG (ONU/IFAD) e me ne racconto di teribbili, roba caricare certa gente sulle tribune, far rinculare un 747, tirare il freno a mano e accendere i reattori....

per togliere un po' l'ammaro in bocca, consiglio la visione di questo fondamentale DOCUMENTO , purtroppo mutilo della testa e della coda, che meglio ci illustra i giorni gloriosi di sir Geldof e dei suoi epigoni.....

SCIUSCIA said...

Daimò, Mercury era strasprecato per i Queen.

lamb-O said...

> un cantante che avrebbe potuto anche far strada nella lirica.

Oddio, magari prima che si rovinasse alzando sempre così tanto ^^ mi è sempre spiaciuto moltissimo vederlo sprecato dietro a quel repertorio, comunque.

Ciò detto, dei Queen odio principalmente il fandom, decisamente il più ottuso e talebano della storia della musica (ma manco i fan dei Nirvana, una cosa insopportabile).

erica said...

ah che bello ! Ancora , bravo! A proposito di quell'altro , il bono sterkoff vox , ricordo un' intervista in cui affermo' che anche il modo in ti cui vesti e' un atto politico.
Maledetto pirla...

SCIUSCIA said...

Sì, Erica, e in un'altra si è lamentato del fatto che oramai la gente pensa che ogni cosa che lui fa sia un atto politico.

E in ogni caso, se l'abbigliamento è un atto politico, lui ha dichiarato guerra al mondo.