Wednesday, 24 November 2010

Il mio nome e' Nessuno


Cari sturmidranghi, vorrei cortesemente segnalarvi il Mullah Akhtar Muhammad Mansour, per le nomination dei Nerchianera Award 2011, categoria "zingarate", specialita' "miglior fake/troll del 2011".

Credo infatti che il succitato signore sia un vero e sopraffino maestro della zingarata e del trollaggio elevati ad arte.

L'unico problema e' che non credo il Mullah Akhtar Muhammad Mansour possa palesarsi per scrivere un post di ringraziamenti dal momento che e' attivamente ricercato  dalla Nato come nemico dell'Occidente, in virtu' della sua eminente posizione di comando nei talebani, e inoltre non e' nemmeno la persona giusta a cui consegnare l'ambitissimo Nerchianera.

Questo perche' il Mullah Akhtar Muhammad Mansour non e' lui: o meglio sembrava lui ma in realta' non sappiamo chi cazzo sia.

Ed e' anche probabile che ora se la stia spassando: con chi, come e dove non lo so, ma ho la strana impressione che esattamente come al vero Mullah Akhtar Muhammad Mansour, gli convenga volare molto basso: specie dalle parti della Nato e dei servizi segreti USA.

Qualche settimana fa, sui giornali prima americani e poi del resto del pianeta, comparve la sensazionale notizia secondo cui la pace in Afghanistan sembrava vicina, poiche' Nato, Stati Uniti e governo afgano stavano trattando una sorta di armistizio con un "pezzo grosso" della guerriglia integralista talebana: il Mullah Akhtar Muhammad Mansour.

Secondo la rivelazione, i colloqui fra i belligeranti erano ormai in corso da diversi mesi, e dopo estenuanti trattative un risultato concreto sembrava ormai a portata di mano.

Purtroppo, quando Nato, USA e afgani hanno teso la mano per raccogliere frutti di quel capolavoro diplomatico, si sono trovati a stringere un pugno di mosche.

Gia', perche' il tizio che sembrava il temutissimo comandante Akhtar Muhammad Mansour, secondo solo all'altrettanto temuto Mullah Omar e suo vice, era in realta' un impostore e si era discretamente tolto dai coglioni.

A proposito: ve lo ricordate il Mullah Omar vero? E' il capo orbo da un occhio dei talebani, che nell'inverno del 2001 sguscio' fra le maglie dell'impenetrabile cordone sanitario di forze speciali americane intorno alla citta' di Bagran, in sella a un vespino 50 smarmittato.

Secondo fonti non confermate, impennandosi sulla ruota posteriore tipo Holler Togni.

"Non era lui", ha dichiarato con malcelato imbarazzo un  funzionario della Nato al New York Times, riferendosi al falso Akhtar Muhammad Mansour: "E gli abbiamo anche dato badilate di quattrini", ha aggiunto con evidente costernazione.

Chi era allora? 

E io che cazzo ne so? Non lo sanno la Nato e i servizi segreti USA e dovrei saperlo io? 

Quel che si sa, e' che il nostro - chiamiamolo Abdul - ha ingannato abilmente tutti con consumata abilita' sturmodranghesca degna delle migliori zingarate.

E le vittime se la sono bevuta tutta, fino all'ultima goccia.

Anche lui, come noi, si e' presentato sul "blog della Nato" con uno stile e una dialettica impeccabili: il perfetto fake tutto "Corano e distintivo", del perfetto e cazzutissimo comandante talebano.

E si e' messo a disquisire e a trattare come se tutto lo stracazzo di Afghanistan fosse roba sua, con quei pirla di infedeli politically correct che si portano gli antropologi al fronte.

 Ah perche', non lo sapevate? Be' ora lo sapete.

Il falso mullah e' andato avanti per mesi senza che nessuno sospettasse nulla, probabilmente inventandosi nomi di altri comandanti e citando formazioni militari e numeri assolutamente inesistenti.

Esattamente come abbiamo fatto noi con il batrace neonazista padano, o con la palmipede maestrina veneta ossessionata dalle tette e dalla decadenza dei costumi, inventandoci personaggi, citazioni, docenti e testi accademici assolutamente fittizi.

Magari ci ha infilato dentro anche qualche versetto del Corano fabbricato a cazzo e ad hoc, con aria di compunta e fiera saggezza da guerriero pashtun, ad esclusivo beneficio dell'antropologo presente ai colloqui.

Me lo immagino proprio Abdul che a una domanda impegnativa di  un ufficiale Nato, sbotta con aria criptica: "Perche' sostengo questa tesi caro colonnello Smith? Perche' come dice il Profeta: 'Luna verde indiavolata, questa notte t'ho sognata' ".

E tutti che sgranano gli occhi e stringendo la bocca a culo di gallina eclamano "Oooooooooohhhhh. Quanta millenaria saggezza nelle tue parole, o irriducibile ma fiero nemico!"

L'antropologo a quel punto lancia un'occhiata in tralice ai compagni occidentali e fa un sorrisino di sufficienza come a dire: "Vedete, o sventurati e ignoranti oppressori imperialisti ignari della diversita' etnica e religiosa? Questa e' la purezza del Corano. Il nuovo afflato delle primavere coraniche. Questo e' uno tosto. Converra' dargli retta."

A un certo punto, secondo il New York Times, il finto talebano si e' messo addirittura a stabilire condizioni per la pace che i suoi interlocutori hanno trovato "sorprendentemente ragionevoli"...

E te credo: Abdul puntava ai dobloni: finche' lo pagavano lui poteva promettere anche di rinnegare l'Islam, trasformare i talebani in una squadra di football americano (The Chicago Talebans), sposarsi Ruby Rubacuori o diventare leader del PD. O tutte e quattro le cose insieme.

In ogni caso, cari sturmidranghi, la cosa che a mio avviso merita una peculiare considerazione di carattere psico-attitudinale, e' la reazione della Nato e dei servizi segreti americani quando si sono accorti di essere stati vittime di una zingarata bellico-diplomatica di dimensioni epiche.

Anche nel caso delle forze che vegliano sulla sicurezza dell'Occidente cogliamo infatti una singolare analogia con le reazioni di chi pensa di vegliare sulla "coscienza democratica del ueb duepuntozzero."

"Avevamo capito fin dall'inizio che c'era qualcosa che non andava" hanno mentito spudoratamente militari e diplomatici della Nato coinvolti nell'operazione, dopo essersi trangugiati come cavedani, mesi di balle al plutonio e aver cosi' completato un'altra pagina del loro cospicuo album delle figurine di merda in Afghanistan.

Esattamente come chi dopo 75 commenti lisergici e il blog ridotto a una latrina, sibila: "Umpf, ma io me n'ero accorta subito. Cosa credete? Sono stata al gioco."

Insomma, questa e' la storia di Abdul, alias Akhtar Muhammad Mansour, che ha trollato la Nato (rima!), di cui non conosciamo la vera identita' e nemmeno le motivazioni alla base della clamorosa zingarata.

Gli ammarragani hanno ammesso che forse non era nemmeno un'esca talebana - doppia figura di guano:  se fosse stata tale si sarebbe almeno potuto imputare la cosa a un nemico scaltro: in guerra queste cose capitano - mentre alcuni sostengono che fosse un doppiogiochista del potentissimo e sinistro ISI (Inter-Service Intelligence): i servizi segreti pakistani.

A me che sono genuinamente qualunquista e stasera anche disgustosamente sentimentale, ergo  dalla parte della gente comune, piace invece pensare che dietro il clamoroso pacco tirato alla Nato- ma anche ai talebani  se ci pensate - ci sia questa storia.

I quattro sono in piedi davanti a una colonna di nero fumo oleoso che si alza pigramente nel cielo color  "cappotto di Breznev" dell'inverno afgano.

Abdul, la moglie Fatima e i due figli piccoli Ahmed e Samina si tengono per mano e fissano in silenzio quella che era la loro casa, distrutta da un colpo di mortaio pesante di non si sa chi, durante uno scontro a fuoco fra talebani e truppe della Nato.

Sono li' da circa una decina di minuti e non parlano.

A un certo punto Abdul si gira verso la moglie e i figli e con voce calma ma ferma fa: "Ragazzi...errrr, ragazzi,  gradirei la vostra attenzione."

I tre si girano all'unisono e i bambini mormorano timorosi: "Si' babbo?"

"No, ragazzi, volevo dire, cioe', in effetti...stavo pensando, ora, seriamente: secondo voi quanto cazzo ce li avranno sfondati, gonfiati, scartavetrati e sabbiati quelle immani e cosmogoniche teste di cazzo di entrambe le parti? No, voglio dire e' cosi' perche' mi servirebbe una opinione. Una valutazione oggettiva e ragionata."

I tre si scambiano una rapida occhiata e dopo essersi rigirati con un sorrisone a 76 denti si mettono a saltellare freneticamente: "Babbo, bravo babbo! Ce li hanno fatti piatti come le bambole! Ce li hanno davvero fatti piatti come le bambole!"

Abdul sempre serissimo si rivolge alla moglie" "Fatima?"

Lei lo guarda un po' stranita: "Si'?"

"Fatima: ti piace Miami? Vorresti guidare un 4x4? Comprare uno struzzo in peltro alto due metri su e-bay? Avere una casa di 10 stanze con la piscina speciale per l'alligatore? O diventare antropologa?"

"Mah, Abdul, non saprei. Se mi piace Miami? Di che cosa sa? E' come il kebab?"

"Tu non ti preoccupare e lascia fare a me. Vero bambini?"

"Si', babbo si'! Come le bambole ce li hanno fatti, come le bambole!"

28 comments:

Anonymous said...

Quando ho letto per la prima volta la notizia ho pensato: ma da quando in qua i "Talebani" sono cosi' evoluti da rispettare una struttura gerarchica avanzata a tal punto da poter mandare un uomo da solo a trattare con Karzai e la Nato?

Quanto LOL quando ho letto che in effetti era tutta una bufala!
dovrebbero fargli un monumento allo "zingaratore ignoto"

Luke

mgok said...

spettacolo!

MGOK

נחום said...

In caso non si riesca a raggiungere Abdul, direi di prendere in considerazione la candidatura di Franco Zerlenga.

http://www.libertiamo.it/2009/06/02/il-misterioso-caso-del-professor-zerlenga/

Guidobaldo Maria Riccardelli said...

Ciao Yoss...scusami l'OT...ma...

L'hai sentito grillo che dice di non guardare Saviano perchè è una trasmissione di Endemol? :D :D

leftheleft said...

ebbè..
sempre magistrale.
Sulla scena finale ho creduto che il padre afgano stesse per dire ai figli che li doveva vendere per esperimenti scientifici.

Erasmo said...

Eccellente. Assolutamente eccellente.

kissakie said...

8 secondi di applausi: si, ma 8 secondi della giornata di Plutone :D

Il finale mi ha piegato in quattro! Bravo!

topgonzo said...

Ci siamo permessi di postare un link a questo post, lì da noi, affinché anche i nostri lettori abbiano la possibilità di gioirne. Complimenti, superflui.

Lipesquisquit said...

E' geniale, in tempo di guerra nessuno potrebbe mai aspettarsi che il nemico non sia il nemico.
Ci sanno fare, questi qua. Un domani si parlerà dei talebani come di Sun-Tzu.

Augusto said...

Altra figura di mmmmmmmmmerda.
Costi a parte.
Risultato della immonda commistione dei termini:
guerra, invasione, dominazione sfruttamento
con i termini:
aiuto umanitario, democrazia, sviluppo, libertá.
Commistione tipica del politicamente corretto USA fin dal lontano 1945.

Ot. Bello il giochino della individuazione geografica; solo che, pare, uno la puó cambiare a piacimento. E allora?

red. cac. said...

Mi unisco con fervore ai complimenti della redazione.
Approfitterò di questo post anche per guatare i 75 commenti lisergici di un blog che ormai spesso trascuro.

Una citazione di merito anche al sig. Augusto che, qui sopra di me, sembra aver capito perfettamente lo spirito e l'essenza del post.

underek_ said...

sul mullah che scappa facendo le penne col vespino m'è venuta una paresi. Maledetto. :D

@Augusto
[...]Ot. Bello il giochino della individuazione geografica; solo che, pare, uno la puó cambiare a piacimento.

A me in 24h mi ha piazzato in Abruzzo, Campania e Piemonte. Roba che manco John Titor con la DeLorean di Marty. :)

Augusto said...

Continua OT.
No, forse mi sbagliavo, pare che non si possa cambiare il luogo di origine.
Bello comunque

Yossarian said...

@Luke

Quando ho letto per la prima volta la notizia ho pensato: ma da quando in qua i "Talebani" sono cosi' evoluti da rispettare una struttura gerarchica avanzata a tal punto da poter mandare un uomo da solo a trattare con Karzai e la Nato?

Il problema degli americani - oltre a non avere una strategia politica precisa - e' che sanno poco o nulla della catena di comando talebana, che e' si' frazionata a livello tattico, ma a quello strategico e' invece piu' coerente e unificata.

In sostanza: sul terreno ogni comandante locale fa un po' come cazzo pare a lui, ma le direttive generali vengono decise da poche teste.

@MGOK

Grazie. :-)

@Nahum

In caso non si riesca a raggiungere Abdul, direi di prendere in considerazione la candidatura di Franco Zerlenga.

Ahahhahahahahah, non male.

Secondo me e' un fake inventato da Christian Rocca.

@Guidobaldo Maria Riccardello

Esimio Dott Ing Gran Lupo Mann Guidobaldo Maria Riccardelli, e' con immensa costernazione che debbo constatare che quel dittero di Grillo ha ragione: Grillo nella sua fanatica idiozia possiede del metodo e soprattutto conosce il valore della coerenza intellettuale che sfugge completamente ai difensori di Saviano.

@Lefttheleft

Sulla scena finale ho creduto che il padre afgano stesse per dire ai figli che li doveva vendere per esperimenti scientifici.

Ahahhahahaha, cazzo Left, e' geniale: dovevo contattarti quando stavo scrivendo il post.

Sarebbe stato un finale pirotecnico.

:-)

@Erasmo

Grazie. :-)


@Kissakie

Ciao belva, e un sentito grazie anche a te.

:-)


@Topgonzo

Come sempre sono immensamente lusingato, ringrazio, e vi ho lasciato due commenti sul blog.

Il vostro blog, caro Topgonzo e' uno dei link che preferisco in assoluto del mio blogroll.

@Lipepisquit

Guarda, se la cosa e' stata organizzata dai talebani, be', nonostante io li odi, devo ammettere che ci sanno fare e che Sun Tzu sarebbe piuttosto fiero di loro.

@Augusto

Commistione tipica del politicamente corretto USA fin dal lontano 1945.

Osservazione molto acuta caro Augusto: e' vero infatti che dal 1945 una forma strisciante di politically correct ha sempre fornito la foglia di fico a tante stupidaggini della politica estera statunitense.

Anonymous said...

addavenì Avitabile!!
l'unico modo seri di trattare il beduiname era il suo!
http://www.viaggiareleggeri.com/blog/964/Andar-lontano-Paolo-Di-Avitabile
primo capo

נחום said...

Ma certo che e' un fake. Hai visto cosa e dove mangia? Quelli del Foglio sono politicamente dubbi, ma questa zingarata e' geniale.

ristorante maltese:
http://www.camilloblog.it/archivio/2008/11/30/thats-it28/

panetteria belga e mediterranea
http://www.camilloblog.it/archivio/2010/01/09/thats-it43/

ecc. ecc.

London Alcatraz said...

@Primo Capo

addavenì Avitabile!!

Gia' scritto tempo fa su Avitabile: vedo con piacere che ho ispirato qualcuno.

:-)

Yossarian

leftheleft said...

@ yoss
secondo me il tuo finale era mirabolante ed immaginifico.
Sennò diventava citazione.

Nadir said...

LOL, non la sapevo, non la sapevo!
Maraviglia!

E non sapevo nemmeno degli antropologi! Cosa non si fa in tempi di crisi pur di dare un lavoro a qualcuno. Senti, qui in Italia e' strapieno di laureati in "psicologia degli animali domestici", "filologia degli idiomi prebarbarici", "organizzazione manageriale e macroeconomia d'assalto", etc. Son tutti disoccupati. Li mandiamo anche noi in afganistan o ci denunciano all'ONU per smaltimento fraudolento di rifiuti?

--
Nadja Jacur

essere disgustoso* said...

quindi la soluzione del complotto è: galatea è rasmussen.
almeno per quel che riguarda la misura del seno.

hovindoqualcheccòsa?


ps
se digiti "rasmussen" su google immagini escono fuori gnocche e ciclisti.
forse è per questo che i talebani non si presentano ai colloqui: l'ultima volta che hanno visto una gnocca in bicicletta è stato per via di un singolo dei queen.
hanno paura che arrivi freddie mercury.

Finrod said...

leggere questo post è stato divertente ed interessante, ma mai quanto i commenti, dove scopro che Rocca, ex fogliante, avrebbe inventato Franco Zerlenga. Ora la cosa è anche possibile, per carità, però io qualcosa...anche se poco... di Zerlenga in rete l'ho trovato: ad es. è nei ringraziamenti alla traduzione inglese del libro di Anna Foa "Ebrei in Europa dalla Peste Nera all'Emancipazione", e poi nei rigraziamenti ad un libro sui nazisti di Newark, scritto dallo stesso tizio che ha tradotto la Foa. C'è poi un articolo scritto nel 1981 da tale Robert Nilsson (The EUR Accords & the Historic Compromise: Italian Labor & Eurocommunism) dove Franco Zerlenga viene apparentemente descritto come all'Italian Cultural Institute (di New York) e ad una "American Political Science Convention" nel settembre '78. Scrivo "apparentemente" perché Jstor non mi lascia aprire il documento da casa. Ma la prova provata che Rocca non si inventa nulla è che la "panetteria belga e mediterranea" sembra esistere: http://preview.tinyurl.com/3x9htgp :-D Non è che questo Zerlenga, che non è certo un giovanotto, è stato magari associate professor della NYU tipo una trentina di anni fa e grazie tante che se oggi vai sul sito di quella università non lo trovi, poi ha svolto la sua carriera all'interno dell'Istituto Italiano di Cultura, e se fosse andato in pensione una decina di anni fa e magari non ama facebook, in rete non lo trovi e quindi... non è mai esistito :-) Non è che magari la zingarata su Zerlenga non è Rocca quello che la sta facendo? ;-) E speriamo che domani a Stansted non ci sia neve! :-)

נחום said...

Orpo, che ricerca accurata, pure le previsioni per Stansted...

Yossarian said...

@Finrod

Che ti posso dire? Ha ragione Nahum: ricerca accuratissima.

E credo che per oggi a Stansted non ci sia ancora la neve.

:-)

@Essere Disgustoso

Galatea e' Rasmussen? Nahhhhhh, ho sentito Rasmussen parlare e non ha la voce di un criceto isterico come Galatea.

forse è per questo che i talebani non si presentano ai colloqui: l'ultima volta che hanno visto una gnocca in bicicletta è stato per via di un singolo dei queen.
hanno paura che arrivi freddie mercury.



Avere paura dei Queen e' una motivazione nobilissima per una lotta di liberazione.


@Nadjia Jacur

Li mandiamo anche noi in afganistan o ci denunciano all'ONU per smaltimento fraudolento di rifiuti?


Non credo che si rischino denunce: mandiamoli ai talebani che hanno sempre un gran bisogno di attentatori suicidi.

Morrigan said...

Yoss tu sai già che il naturalista andrà a cena alla panetteria belga mediterranea domani sera, ma non ricordo in quale parte di Londra: non è che te l'ha scritto? ^__^
Se tu e Rachel volete provare... forse ci saranno anche Mr e Mrs Inminoranza.
E le previsioni per Stansted non erano accurate perchè ha trovato il sole! E poco fa mi ha chiamato dal pub affollatissimo di Oxford "The Eagle and Child"... e chi ha orecchie per intender... :-)
Salutammo!

restodelmondo said...

@Yoss: Sì, ma poi quelli si fanno saltare in aria con anche gente che non c'entra un cavolo!

(Va bene che l'attentatore con il tritolo nelle mutande era uno studente di ingegneria in una delle migliori università del Regno, e comunque non è riuscito a farsi saltare. Ma comunque non rischierei.)

kurdt said...

Dio motorizzato Yoss, complimenti vivi e vegeti per il post, proprio un pezzo magistrale.

Mica come la merda che pubblichi di solito.

AHAHAHAHAAHHAHAHAHAHAHAH

Era solo per non ringalluzzirti troppo :)

Finrod said...

la ricerca non era poi così accurata: anche su Facebook c'è un Franco Zerlenga ;-)
Comunque a Stansted non nevicava né venerdì né stamattina, però a Oxford qualcosina sabato veniva giù :-)
Ieri volevo cenare ad un "pain quotidien" londinese, per provare la sopraffina cucina belga e mediterranea, ma la proposta è stata bocciata dai miei cortesi ospiti :-D

Anonymous said...

Non sapevo di questa zingarata ai palazzi alti: mitica!!!

L'altra volta, Yossarian, le imputai una certa verbosità, stavolta le faccio i miei complimenti: un post scritto davvero bene, si legge d'un fiato!

De Scalzi