Friday, 30 April 2010

Odio dire ve l'avevo detto...


...ma ve l'avevo detto.

E' da qualche mese che vado ripetendo che i liberal-democratici inglesi (centro-sinistra) sono molto interessanti e da tenere d'occhio.

Nel post precedente vi ho anche spiegato che negli ultimi sondaggi hanno superato i laburisti e che prevedevo nuove sorprese.

Un evento storico per un paese dove i laburisti regnano incontrastrati a sinistra, dal 1918.

Ed ecco che arriva il fulmine a ciel sereno.

Oggi, il Guardian, ossia il quotidiano di sinistra inglese equivalente di Repubblica, Manifesto e Unita' messi assieme, e organo semi-ufficiale del partito laburista, tradisce il partito laburista e si schiera ufficialmente con i liberal-democratici di Nick Clegg.

Le ormai imminenti elezioni saranno senza dubbio vinte dai Conservatori, ma la sinistra inglese non e' piu' rappresentata dal partito laburista, bensi' dai lib-dem con i quali, per i motivi che vi ho illustrato nell'altro post, i conservatori dovranno probabilmente scendere a patti.

Qui trovate "l'endorsement" ufficiale del Guardian.

Non riesco a tenere dietro agli avvenimenti.

Boia di un mond lader.

Nel frattempo esce allo scoperto anche il Times, che, come sembrava ormai scontato, appoggia i Conservatori.

Con buona pace di una certa sinistra italiana che in Rupert Murdoch vede un eroe progressista.

PS Vi ho anche detto che a me i lib-dem piacciono, ma ora che li appoggia il Guardian comincio seriamente a preoccuparmi...

Voglio dire: tutti i cazzo di cuministi radical-chic ed etno identitari, escono dalla porta e rientrano dalla finestra?

Ma ci sara' un modo per liberarsi di questo liquame?


Wednesday, 28 April 2010

I Dipinti di Blu vanno alle urne


Dice: "Come mai questo titolo? Sei anglofobo vero?".


Assolutamente no, anzi, amo molto la cultura inglese, la lingua inglese, e gli inglesi.

E infatti vivo nel Regno Unito.

Il fatto e' che con questo titolo:

A) Gli scassapalle amici di Grillo, Di Pietro, e di quello che Uriel chiama giustamente " Il Partito del Times", penseranno che sono anglofobo e staranno alla larga da questo e dal prossimo post con i loro OT della cippa, e di conseguenza si potra' discutere di politica interna britannica in maniera interessante.

B) I miei thread su London Alcatraz sono zozzi, volgari e qualunquisti: quindi i miei thread su London Alcatraz vantano la piu' bassa partecipazione di intellettuali di sinistra della blogosfera.

Non e' stato facile, ma ce l'ho fatta, e questo titolo zozzo, volgare e sciovinista, dovrebbe tenere alla larga anche quegli intellettuali di sinistra che per caso, o per sbaglio, capitassero da queste parti.

Dice: "Sei ingiustamente ossessionato dagli intellettuali di sinistra, ne hai una visione stereotipata, e molto scorretta".

Puo' darsi, anzi si', ma non mi importa. Il fatto e' che quello che sta accadendo in Inghilterra e' principalmente un problema che riguarda la sinistra non solo britannica, e per questo motivo i commenti solipsistici dell'intellettuale di sinistra post-sessantottino e piccolo borghese, che comincia a battersi il petto perche' il pueblo volgare, bruto e talpino non cita Euripide, in questo dibattito non c'entrano nulla, e quindi non lo voglio tra le balle.

Comunque, una volta libero da queste due categorie mefitiche, discutero' con tutti gli altri - comprese le persone normali di sinistra - della "General Election 2010" che avra' luogo il 6 maggio in Inghilterra.

In sostanza, le elezioni politiche britanniche con le quali i votanti saranno chiamati a rinnovare la Camera dei Comuni a Westminster e a eleggere i 650 deputati delle altrettante circoscrizioni elettorali del Regno Unito.

E parlando di programmi, quello che e' successo all'economia britannica dopo la catastrofe causata dai "Masters of the Universe" della City e' ovviamente al centro del dibattito elettorale, anche se temo che la situazione sia quasi irreparabile.

Quello che mi aspetta, e che aspetta gli inglesi, e' inevitabilmente, come soleva dire Winston Churchill: " Lacrime e Sangue".

Su questo tema, nessuno dei tre partiti in lizza - laburisti, liberal-democratici e conservatori - ha prodotto un programma chiaro, e a questo punto credo che l'unica cosa sia sperare in un medico e una medicina che non ammazzino il malato.

Quanto alla dinamica politica, quello che sta succedendo in Inghilterra a sinistra, e' senza ombra di dubbio di portata epocale.

E' quasi certo che la "singolar tenzone" elettorale sara' vinta dai Conservatori guidati da David Cameron, e che il partito laburista di Gordon "Kim Il" Brown (cit. Eugenio Mastroviti) andra' incontro alla piu' disastrosa sconfitta elettorale dal 1918.

Ma quella dei conservatori non sara' una vittoria travolgente, poiche' il terzo incomodo che guastera' la festa di Cameron arriva sempre da sinistra, ma si chiama "Partito Liberal-Democratico", ed e' guidato da Nick Clegg.

Mi sembra di avervi lasciato velatamente intendere che al sottoscritto i Lib-Dem piacciono molto...

Per la prima volta dal 1918, e dalla fondazione dei "Lib-dem", il partito di centrosinistra nato nel 1988 dalla fusione di liberali e socialisti, il Labour Party rischia di diventare il terzo partito inglese, e di essere scavalcato clamorosamente a sinistra dalla "Cenerentola" di Nick Clegg.

Se cio' avvenisse, il vincitore delle elezioni si troverebbe nell'impossibilita' di formare un governo, data la particolarita' del sistema elettorale inglese, che e' un sistema maggioritario "puro" (l'unico in Europa), ovvero un sistema uninominale a un turno che tende a dare un enorme e spesso sproporzionato "premio di maggioranza" al vincitore, penalizzando una formazione come i Lib-Dem che in un sistema come quello italiano avrebbero una percentuale piu' o meno simile alla Lega.

Si tratta del cosidetto "Hung Parliament", ossia un parlamento senza una maggioranza netta; eventualita' questa, che non provoca alcun turbamento agli altri sistemi parlamentari europei, abituati a coalizioni pre o post-elettorali, ma che negli inglesi suscita un panico quasi millenarista.

Va da se' che i Lib-Dem, comunque finisca, saranno l'ago della bilancia e dovranno decidere chi vincera', e con chi schierarsi.

Di questo vi parlero' comunque nel dettaglio dopodomani, in attesa del terzo e conclusivo dibattito televisivo di giovedi' sera fra i due leader e il Primo Ministro uscente.

Quel che conta e' che Nick Clegg, che ha stravinto i primi due dibattiti, ha dichiarato senza mezzi termini di voler spazzar via il Partito Laburista e creare una nuova sinistra, in sintonia con le nuove sfide sociali, economiche e geopolitiche del XXI secolo.

Discuteremo anche di questo, ma nel frattempo mi preme ricordare due cose.


Il tipico farlocco di una certa sinistra italiana, obiettera' ovviamente con malcelato disprezzo, che i Lib-Dem sono "moderati".

Ora, questo e' il motivo per cui e' un farlocco che appartiene a categorie politiche anacronistiche del secolo scorso.

Questo farlocco, evidentemente, pensa ancora in termini preistorici di "massimalisti e riformisti", rivelando la sua confusione, la sua profonda arretratezza culturale, e la sua inadeguatezza nel capire la realta'.
Inadeguatezza resa ancora piu' grave dal velleitarismo post-sessantottino ispirato da un imbecille che pensava di poter risvegliare la coscienza di classe in contadini boliviani che vivevano in mezzo alla giungla, e in un sistema feudale.
Perfino il suo amico cubano, di cui tutto si puo' dire tranne che non avesse le idee chiare, glielo aveva spiegato, cercando di metterlo in guardia.

Ad ogni modo, io davvero vorrei capire: "moderato" rispetto a che? Nel senso che un Lib-Dem nel 2010 non vuole abolire la proprieta' privata? Che non vi spedisce in un gulag se arrivate in ritardo a una lezione di "Dottrina Marxista"? Che non fonda la sua politica economica sulla nazionalizzazione delle industrie e l'adozione di piani quinquennali?

Io capisco "centrosinistra", ma "moderato" cosa diavolo mi significa nel 2010?

Significa l'incommensurabile confusione mentale di certi farlocchi di sinistra.

Infine: esattamente come accade al PD in italia, anche la sinistra inglese del New Labour, fondata su una concezione classista e piccolo borghese della vita e dei rapporti sociali, disprezza il proletariato.

Quella che una volta era la classe dei diseredati destinata a ereditare la Terra, si e' trasformata per i radical-chic piccolo borghesi New Labour, in una massa bruta e talpina che non legge Shakespeare e che viene bovinamente rimbecillita dalla televisione.

In virtu' di questa concezione elitista tipica di chi nel 68 e 77 tirava le molotov, e oggi tira la coca nei consigli di amministrazione, la sinistra inglese, esattamente come quella italiana, non perde occasione per insultare il suo elettorato.

Una cosa che il vecchio Labour non avrebbe mai fatto. Il vecchio Labour, con tutti i suoi limiti, cercava comunque di diffondere la cultura e non di farne, come le nuove sinistre compresa quella italiana, un' "arma di distinzione di massa".

E' accaduto oggi a Gordon Brown, che con questo brillante exploit ha piantato l'ultimo chiodo nella bara della sinistra radical-chic e post-sessantottina del New Labour.

Il primo ministro Brown dopo un acceso scambio radiofonico di battute con una pensionata elettrice laburista, la ha definita fuori onda una "fanatica", e ha dovuto in seguito presentarle delle scuse goffissime e ipocrite.

Questo perche' l'anziana, che fra l'altro ha lavorato per trent'anni nel servizio pubblico con i bambini handicappati, ha osato, oltre a far le pulci alla politica pensionistica e fiscale laburista, dicevo, ha osato parlare di immigrazione.

Qui c'e' la trascrizione integrale della conversazione dal Times.

Cosa avrebbe potuto dire la signora sull'immigrazione? Forse qualcosa di stupido e vagamente razzista , o forse qualcosa di molto interessante, specie per il primo ministro di un partito che si ritiene progressista, per cercare di capire il proprio elettorato.

Purtroppo non lo sapremo mai, perche' lei stessa, appena pronunciata la parola tabu' del politically correct New Labour, ha ammesso di non poter proseguire perche' certe parole non si possono dire.

Secondo il politically correct di Brown & Co, chi pronuncia la parola "immigrazione" senza essere un immigrato, sta automaticamente per dire qualcosa di razzista.

E va fermato.

Esattamente come in Minority Report, il politically correct vi ferma prima che possiate anche pensare di commettere un crimine.

Questo perche' l'etica liquamica del politically correct, vi ritiene automaticamente colpevoli finche' non dimostrate il contrario.

Il politically correct e' infatti fondato su una profondissima sfiducia negli esseri umani: qualcosa di sinistramente simile al senso di colpa dei cattolici.

Non e' infatti un caso che molti cuministi del New Labour, spesso e volentieri, vadano a braccetto con le religioni.

Di qui, i vari tentativi del governo (sventati grazie al buon senso degli inglesi ) di imporre forme di controllo sociale, come nel caso del database del DNA, o dei controlli indiscriminati su e-mail e conversazioni telefoniche, con la foglia di fico della "lotta al terrorismo".

O delle telecamere a circuito chiuso, che sotto il New Labour hanno letteralmente invaso ogni angolo del paese.

E se glielo fate notare, arriva sempre il fighetto "progressista" che sorride, e con l'aria di chi la sa lunga, vi risponde con la frasona definitiva che dovrebbe infliggervi il KO dialettico: "Se non hai nulla da nascondere, non hai nulla da temere dalle telecamere".

Sbagliato caro il mio stalinista, perche' secondo il contratto sociale dello stato di diritto, io non devo dimostrarti di essere innocente finche' non infrango la legge.

Fino a quel momento, il rapporto fra cittadino e potere giudiziario si basa sulla fiducia reciproca e non sulla "presunzione di colpevolezza" da parte delle autorita' nei confronti del cittadino, che deve costantemente dimostrare di non aver "nulla da nascondere".

"Se sei un buon cattolico, non hai nulla da temere dalla Santa Inquisizione".

"Se sei un buon tedesco non hai nulla da temere dalla Gestapo".

"Se sei un buon comunista, non hai nulla da temere dall'NKVD".


Ci risentiamo dopo il dibattito di giovedi' sera.

PS Esagero quando chiamo il New Labour un partito piccolo borghese, radical-chic che disprezza il proletariato, come la maggior parte dei partiti di sinistra post-sessantottini?

Evidentemente esagera anche il Daily Mash...non esattamente il giornale satirico dei conservatori.

PPS E il Daily Mash - non esattamente un giornale satirico di destra, lo ricordo agli indottrinati che hanno bisogno di "massimalismo" e "riformismo" - dicevo il Daily Mash torna a pestare duro sulla gaffe di Brown e a farmi ammazzare dal ridere.

Questo estratto sui radical-chic lettori del Guardian e' da antologia:

"Guardian readers think anyone who doesn't love The Wire is a bigot. They think anyone who hasn't had an interesting experience in a two-star hotel in Ho Chi Minh City is a bigot. They think anyone who doesn't like Greco-Javanese fusion food is a bigot. "

Quanto al "razzismo" della pensionata, evidentemente io e il Daily Mash siamo sulla stessa lunghezza d'onda:

"Mrs Duffy said 'You can't say anything about immigrants... all these eastern Europeans are coming in, where are they flocking from?'. So let's just examine that one section at a time.

"Now, the first bit is factually correct. You can't say anything about immigrants and I'm fairly confident that we all understand that now.

"The second bit is a little tricky because it does seem to answer its own question - which Guardian readers have pointed out many, many, many times. But of course what she really meant was 'I'm just a normal old lady and I don't really know why any of this is happening'."


Sunday, 25 April 2010

La Giustizia dei Vincitori


I giorni compresi nelle due settimane che vanno dal 25 aprile al 9 maggio, sono commemorati da Mosca a Washington, e da Capo Nord a Tel Aviv, come la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa (per il teatro di guerra asiatico e del Pacifico, bisognera' attendere altri tre mesi), e il conseguente crollo del Terzo Reich, ovvero il regime nazionalsocialista tedesco guidato dal serial killer di massa Adolf Hitler, che nei sei anni di guerra dagli Urali a Brest, e da Oslo a El Alamein, fece tabula rasa del continente europeo, provoco' 50 milioni di morti, arrivo' molto vicino all'annientamento del popolo ebraico, e ottenne un piu' che discreto risultato nei confronti dei "subumani" slavi, uccidendone 35 milioni secondo le stime piu' recenti degli storici russi (11 milioni di soldati dell'Armata Rossa e 24 milioni di civili).


Le date nei diversi paesi, variano a seconda della fine effettiva delle ostilita': il 9 maggio e' per i russi il giorno della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, l'8 maggio segna per gli anglo-americani la fine della guerra in Europa, e ancora per gli israeliani e secondo il calendario ebraico, il 27esimo giorno del mese di Nisan (fra marzo e aprile) e' lo Yom HaZikaron laShoah ve-laGvura, ovvero il Giorno della Memoria dedicato alle vittime dell'Olocausto.

L'Italia festeggia il Giorno della Liberazione dal nazifascismo della Repubblica di Salo' e degli occupanti tedeschi, il 25 aprile, data dell'insurrezione generale delle formazioni partigiane nel Nord Italia, proclamata dal CNL (Comitato di Liberazione Nazionale) e nella fattispecie dal CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia).

Il 29 aprile del 1945, il generale delle Waffen-SS in Italia Karl Wolff (che Hitler soleva chiamare affettuosamente "caro lupacchiotto", poiche' Wolf in tedesco significa lupo), e il comandante della X Armata tedesca Heinrich Gottfried Otto Richard Von Vietinghoff, firmavano la resa incondizionata delle divisioni tedesche sul suolo italiano, presso il quartier generale alleato di Caserta .

Il tutto all'insaputa di Hitler, che s'incazzo' mica da ridere con i due alti ufficiali.

Aveva cosi' fine la Campagna d'Italia, iniziata il 1o luglio del 1943 con lo sbarco alleato in Sicila e che quindici giorni dopo aveva visto la caduta del Fascismo, il 25 luglio del 1943 a seguito della resa dei conti interna al regime di Benito Mussolini.

L'epilogo della "Notte del Gran Consiglio" si consumo' con
l'arresto dell'ex dittatore ordinato da re Vittorio Emanuele III di Savoia, al quale segui' la confusa parentesi del governo Badoglio, terminata con l'armistizio-pasticcio con gli angloamericani, firmato a Cassibile il 3 settembre 1943, e reso noto l'8 settembre 1943.

Il crollo e la fuga della monarchia sabauda successivi all'armistizio, determinarono lo sbandamento dell'esercito e il
"tutti a casa" dei militari, dovuto alla mancanza di ordini e di una autorita' militare e civile.

Nel frattempo, i tedeschi, che avevano subodorato un eventuale "tradimento" da parte dell'ex-alleato, reagirono fulmineamente, disarmando e catturando decine di migliaia di soldati italiani e occupando la penisola con una ventina di divisioni.
A nulla purtroppo, valsero le sporadiche e coraggiose sacche di resistenza, organizzate dai pochi reparti italiani ancora in grado di combattere.

Il 28 settembre 1943, Benito Mussolini, liberato dai paracadutisti tedeschi, formo'
la Repubblica Sociale Italiana, lo stato fascista e fantoccio guidato dal Duce e voluto da Hitler, nel centro-nord del paese

Nei lunghi mesi che seguirono, la penisola si trasformo' in un gigantesco campo di battaglia fra angloamericani e
italiani che il 9 settembre del 1943 avevano aderito al CLN, movimento interpartitico che riuniva la maggior parte delle componenti antifasciste del paese, e le truppe tedesche, appoggiate da quegli italiani rimasti fedeli a Mussolini o che scelsero di schierarsi con la RSI.

Il 29 aprile del 1945, dopo quasi due anni di guerra, l'Italia era finalmente libera dal nazifascismo grazie alle operazioni militari delle truppe angloamericane (che comprendevano contingenti francesi, sudafricani, canadesi, polacchi, neozelandesi, indiani, marocchini e perfino brasiliani) al comando del generale americano Mark Wayne Clark e del suo pari grado britannico Harold Alexander.

Dal punto di vista prettamente militare, i gruppi partigiani, comunisti, azionisti, liberali, socialisti e democratico-progressisti che formavano il CLN, diedero vita a una resistenza armata e organizzata nel centro-nord del paese, che forni' un secondario, ma efficace supporto di interdizione e guerriglia dietro le linee tedesche, alle truppe alleate.

Quello che invece costitui' l'elemento "primario" e di incalcolabile valore della Resistenza, fu il riscatto morale di una nazione e di un popolo che erano entrati in guerra a fianco di un serial killer di massa e del suo regime criminale, per volonta' di un dittatore fascista velleitario, sanguinario, opportunista e pirla.

Riscatto morale che costitui' la base della futura Repubblica Italiana.

Oggi, a 65 anni di distanza da quegli eventi, il 25 aprile in Italia e' diventato una indecorosa "giacchetta politico-ideologica" che viene tirata strumentalmente dai partiti al governo o all'opposizione.

C'e' chi del 25 aprile se ne frega in virtu' dei fiumi di retorica che lo hanno trasformato in una cartolina sbiadita e noiosa, o perche' non riconosce l'autorita' dello Stato Italiano unitario.

C'e' chi ne ha rivendicato faziosamente per decenni il "copyright" esclusivo, e che oggi traccia accostamenti improvvidi e moralmente assai disonesti, fra i regimi di allora e l'attuale situazione politica del Belpaese.

E c'e' infine, chi propone di farne una "festa di tutti gli italiani" con lo stesso tono e sorriso di chi vi invita a casa sua per vedere una partita della Nazionale.
Questi ultimi lo fanno spesso in nome di una "amnistia generale" completamente acritica, che pone sullo stesso piano le scelte dei vinti e dei vincitori in nome di uno "Zeitgeist", di uno spirito del tempo, particolarmente confuso e difficile da giudicare secondo criteri odierni.

«Erano giovani...erano tempi duri. So' ragazzi, che volemo fa'? Qua la mano, scurdammoce o passato e commemoriamo tutti insieme: ex-partigiani ed ex-repubblichini».

E insieme allo "spirito del tempo" in funzione antistorica e strumentale, c'e' un altro concetto che viene evocato da diversi anni a questa parte, non solo in Italia, e in maniera assolutamente trasversale, dall'estrema destra, all'estrema sinistra.

Si tratta della cosiddetta "giustizia dei vincitori" , ovverossia di quella corrente di pensiero storica di matrice revisionista, che in virtu' degli innegabili vizi procedurali del Processo di Norimberga, degli altrettanto innegabili massacri avvenuti per mano degli angloamericani come nel caso del bombardamento di Dresda, o per quanto riguarda le atrocita' commesse dall'Armata Rossa nella Prussia Orientale, getta nello stesso calderone vincitori e vinti, allo scopo di attuare una vera e propria "elisione etico-morale", unicamente funzionale a scopi, dinamiche, e ideologie politiche contemporanee.

In sostanza: all'epoca tutti commisero atrocita', quindi tutti sono colpevoli allo stesso modo, quindi sono libero di scegliere e creare i colpevoli che piu' mi fanno comodo per le mie "giuste cause" di oggi: o contro le potenze imperialiste anglosassoni e occidentali, o contro l'espansionismo comunista sovietico prima, e "dell'orso russo" poi.

Questo approccio non e' beninteso da confondere con le ricerche, le opinioni, e gli approfondimenti storici di chi indaga in maniera legittima, non strumentale e doverosa, sulle procedure legali del Processo di Norimberga, o le contraddizioni, bugie, e ipocrisie verificatesi fra alleati, che di li' a poco si sarebbero affrontati "tramite terzi" in maniera spietata e sanguinosa durante la Guerra Fredda, e che avrebbero plasmato il volto geopolitico del pianeta nei 65 anni successivi.

Fra l'altro, occorre ricordare che i due gruppi di processi conosciuti con il nome di Processo di Norimberga (20 novembre 1945-1 aprile 1946) furono anche una delle ultime occasioni in cui i vincitori del blocco occidentale e di quello comunista, collaborarono attivamente, nonostante alcune polemiche, e le prime nubi che si addensavano sull'orizzonte della "Grande Alleanza" uscita vincitrice dalla Seconda Guerra Mondiale.

Ad ogni modo, siccome provo una avversione patologica per i raccontini retorici, morali e pedagogici, e credo che non poca gente sia in grado di giudicare da se' e di trarre le debite conclusioni semplicemente dai fatti, volevo proporvi di entrare nello "spirito del tempo" della Seconda Guerra Mondiale, del 25 aprile 1945, di chi combatte' in nome delle scelte fatte all'epoca, e nei panni della pubblica accusa angloamericana e sovietica del Processo di Norimberga, dando un'occhiata a uno fra le migliaia di documenti e testimonianze che passarono fra le mani dei rappresentanti della "giustizia dei vincitori", chiamati a emettere un verdetto sulle modalita' con cui venne amministrata la "giustizia dei vinti" nei territori occupati da questi ultimi, per sei lunghi anni.

Credo possa valere anche per chi, a furia di urlare "nazista" perfino a chi gli pesta un piede, ha finito per trasformare i regimi di 65 anni fa, in una parola priva di significato.

Nella fattispecie, si tratta di una testimonianza contenuta nel terzo volume della monumentale e interessantissima storia della Germania Nazista, intitolato "The Third Reich at War" del "Regius Professor" di Storia Moderna e della Germania, dell'Universita' di Cambridge, Richard J Evans, nel capitolo intitolato "The Final Solution", pp. 229-230.

I fatti narrati si svolsero nel mese di agosto 1941 nella citta' di Byelaya Tserkow, a sud di Kiev, Ucraina, il territorio popolato da "subumani" slavi ed ebrei che Adolf Hitler aveva deciso di eliminare per far spazio ai coloni ariani tedeschi.

Una volta occupata la citta', il comandante austriaco del reparto della Wehrmacht, colonnello Riedl, diede ordine alla Task Force C della sua unita', di radunare tutta la popolazione ebrea adulta, e di fucilarla in massa.

Questo fu fatto con l'aiuto di diversi plotoni di SS e di alcuni ucraini di fede nazista che si erano uniti alle SS.

Insieme agli adulti erano stati passati per le armi anche molti bambini e adolescenti, ma circa novanta tra quelli piu' piccoli - da neonati di pochi mesi a bambini di sei anni - furono raggruppati e abbandonati in un edificio alla periferia del centro abitato, senza ne' cibo, ne' acqua.

Nelle notti successive, le urla e i pianti dei piccoli che stavano morendo di fame e di sete, impedirono di prender sonno ai soldati della Wehrmacht, alcuni dei quali, turbati, avvertirono il cappellano cattolico dell'unita', che riusci' a entrare nella casa e trovo' i bambini in condizioni disperate, in un mare di sporcizia ed escrementi.

Il sacerdote si attivo', e con l'aiuto di un ufficiale, ottenne che fossero poste delle guardie all'esterno dell'edifico per impedire che i piccoli fossero portati via dalle SS.

Debbo osservare che mi sfugge il perche' il cappellano non abbia provveduto, se non a far pulire e disinfettare l'interno dell'edificio, quantomeno a fornire di cibo e acqua i bambini, ma e' evidente che la mente latina e mediterranea segue processi logici completamente diversi da quella ariana-nordeuropea.

Ad ogni modo, quando il colonnello Riedl venne a scoprire l'accaduto, si lamento' presso il Feldmaresciallo Von Reichenau, feroce antisemita, convinto nazista, e allora comandante della 6 Armata (quella di Stalingrado, Reichenau mori' in circostanze poco chiare nel 1942 e fu sostituito da Friedrich Von Paulus) per il fatto di essere stato scavalcato, e chiese istruzioni sul da farsi circa i novanta orfani ebrei.

Reichenau diede carta bianca a Riedl, e lo esorto' a risolvere la questione in maniera "energica, efficace e veloce".

Il 22 agosto 1941, i novanta piccoli da pochi mesi a sei anni, vennero condotti dalle SS e dalle milizie ucraine filonaziste in un campo delle vicinanze, messi in fila sull'orlo di un largo fossato, e giustiziati a colpi d'arma da fuoco.

L'ufficiale delle SS responsabile della liquidazione di massa, August Hafner, riporto' in seguito che nei momenti precedenti all'esecuzione, una bambina dai capelli chiari di circa cinque anni, lo guardo' e gli tese la mano. Lui la prese, e insieme , mano nella mano, percorsero il tratto di campo che conduceva al fossato, dove, una volta giunti, l'uomo la consegno' alle SS che le spararono alla nuca.

Wednesday, 21 April 2010

Se siete gay non leggete questo post...


...perche' anche agli eterosessuali come il sottoscritto che si sforzano di far capire che essere "gay" e' perfettamente normale, e che l'esistenza di un terzo sesso non e' una minaccia alle leggi fisiche di questo universo, ne' tantomeno alle "belle famiglie italiane", cascano i coglioni di fronte alla sovrana imbecillita' dell'autolesionismo generato dal liquame politically correct, e dalla "balcanizzazione" delle identita' etniche, personali o sessuali, conseguenza naturale della frenesia centrifuga post-sessantottina.

La stessa che genera legioni di anarco-tennisti-dirigibilisti, leninisti-palombaro-ciclisti, acari-combattenti-proustiani, e la radical-schicchissima Signova Giancavla, che, spinta da un irrefrenabile desiderio di identita' etnico-religiosa alternativa, si precipita in strada ad abbracciare Ahmed il kebabbaro, ululando: «Pvendimi, pvendimi con te, o incontaminato Tuaveg antimpevialista della sububvia, pvendimi con te e pvepavami il tuo Te' nel Desevto».

Al che, il buon Ahmed rincula giustamente, e le fa notare che sarebbe il caso di togliersi dalle palle, perche' lui, a differenza della Signova Giancavla, deve lavorare.

Quel di cui vi sto per parlare, si inserisce in quella branca dell'attivita' forense che nel mondo anglosassone passa sotto il nome di "Discrimination Industry".

Una industria fiorente con un giro d'affari di parecchi milioni di dollari, che consiste nel trascinare un'azienda, un ente statale, privato, o anche il vicino di casa, in tribunale, sulla base di una presunta discriminazione sessuale, razziale o religiosa, esigendo risarcimenti stellari.

Una pratica che spesso e volentieri diventa farsa, e che putroppo rischia di ridicolizzare le legittime istanze di chi, per la sola "colpa" di amare qualcuno dello stesso sesso, viene realmente discriminato sul posto di lavoro, o addirittura escluso da alcune professioni e settori della societa'.

La notizia che riporto dal Seattle Times si puo' riassumere parafrasando la celeberrima frase de "La Fattoria degli Animali" di George Orwell.

Ovvero: «Tutti i gay sono uguali, ma alcuni sono piu' gay degli altri».

A Seattle, tre uomini bisessuali hanno fatto causa a una organizzazione atletica gay, per essere stati esclusi dalle gare del Campionato del Mondo Gay di Softball, tenutosi nello stato americano di Washington, due anni fa.

Secondo i tre, il comitato della North American Gay Amateur Athletic Alliance, li avrebbe giudicati inadatti a partecipare alla competizione, perche' non erano abbastanza gay.

Ora, io vorrei fare una precisazione agli eventuali ospiti e lettori gay e bisex: so bene che esiste una differenza fra essere gay o bisex. Mi e' stata spiegata da gay o bisex, e sono al corrente delle complesse differenze emozionali, sentimentali, e perfino di Weltanschauung che cio' comporta.

Ma - e qui mi rivolgo a tutti - vi prego di seguirmi, perche' siori e siore, quel che va a cominciare, quel che vi voglio illustrare e' la kafkiana "burocratizzazione dell'omosessualita' ", secondo i grotteschi, grossolani e asburgici dettami identitari del politically correct.

I tre atleti bisessuali -Steven Apilado, LaRon Charles and Jon Russ - giocavano in una squadra chiamata D2 che si era qualificata per i campionati del Mondo di Gay Softball (il softball e' una versione particolare del baseball).

Ora, una squadra di softball e' composta da nove giocatori, e secondo le regole dell'organizzazione gay, in un team omosessuale sono ammessi solo due atleti eterosessuali.

Quindi, tecnicamente, con tre bisessuali c'era un eterosessuale di troppo. Al che, presumibilmente, i tre avranno obiettato che comunque c'erano anche tre omosessuali, ovvero loro stessi.

E qui, immagino che sulla natura dei tre o sei giocatori, si sia accesa una disputa sessual-identitaria a meta' fra il Concilio di Nicea (787) e la scena del Fronte Popolare di Giudea con Stan/Loretta, ovvero il membro del Fronte che vuole diventare donna, in Brian di Nazareth dei Monty Python.

Michael Palin: «...purche' il movimento non dimentichi mai che e' un diritto inalienabile di ogni uomo...»

Eric Idle, Stan/Loretta: «...o donna».

Michael Palin: «...di affrontare se stesso».

Eric Idle, Stan/Loretta: «...o se stessa».

John Cleese : «Giusto».

Michael Palin: «Giusto. Grazie Fratello».

Eric Idle, Stan/Loretta: «...o sorella».

Ok, lo so che Stan/Loretta e' un transessuale, ma tornando a noi, quel che e' peggio, a sentire i tre atleti bisex esclusi, e' che il comitato chiamato a decidere sulla loro partecipazione, li ha sottoposti a un vero e proprio fuoco di fila di domande private e intrusive sulla natura delle loro inclinazioni e desideri sessuali.

Addirittura, di fronte alla comprensibile reticenza dei tre di parlare in pubblico dei sacrosanti cazzi loro, a un certo punto, uno dei giudici avrebbe perso la pazienza e sarebbe sbottato con: «Questo e' il campionato del mondo gay, non quello bisex».

Allora, tiriamo due somme perche' sono un po' confuso: l'organizzazione atletica gay non discrimina gli eterosessuali, ma pone solamente un comprensibile limite al numero dei partecipanti etero.

Mi sembra corretto e apprezzabile.

Tuttavia se c'e' un bisex e soprattutto un bisex in piu', affermano con una certa logica i giudici del comitato, c'e' anche un etero di troppo.

Gia', ma allora come la mettiamo con la componente omosex del bisex in eccesso?

E se uno dei tre controbattesse: «Ma quando sono in campo gioca la mia parte omosex, quindi , voi omosessuali, mi state in pratica discriminando in quanto omosessuale».

Come fanno i giudici del comitato a determinare quale componente sessuale del bisex scende in campo ?

Ha perfettamente ragione il loro legale quando dice: «Qui si tratta solo di garantire un trattamento egualitario a tutti i membri della comunita', e non di interrogare la gente su quanto uno sia gay».

Per la cronaca, i tre bisessuali sono difesi da Melanie Rowen, avvocato del Centro Nazionale per i Diritti delle Lesbiche...

O avvocatessa?

Gentlemen, non se ne esce piu'. E infatti mi fermo qui, perche' tengo abbastanza alla mia sanita' mentale.

Mi permetto solo due considerazioni finali dalle quali possiamo trarre alcune conclusioni sul delirante processo di identificazione etnico-sessual-identitario alla base del politically correct, secondo il quale:

L'unicita' dell'individuo viene espressa dalla sua etnia/sesso/religione d'appartenenza.

Non siete voi ad essere unico e diverso come individuo, bensi' il vostro gruppo etnico/sesso/o confessione religiosa.

Potete essere diversi solo omologandovi al gruppo. Sarete riconoscibili e unici solo se fate parte di un gruppo.

La vostra identita' di individuo viene quindi espressa esclusivamente dall'identita' collettiva del gruppo a cui appartenete.

E ognuno deve stare con il proprio gruppo. I "non allineati" sono probabilmente fascisti o traditori dell'etnia, o confessione religiosa, sotto mentite spoglie.

Guai a mescolare i bianchi con i neri, o i gay con i bisex. Orrore, orrore, orrore, si corrompe l'unicita' ccculturale o sessuale del gruppo o etnia. Si distrugge la "tradizione". Si distrugge la "pizzica" con la volgare e decadente musica pop e rock occidentale.

La cultura, per il politically correct e' come una reliquia. Si deve tenere sotto vetro. Non puo' evolvere, cambiare o mescolarsi.

E come si esprime l'identita' del gruppo o della cultura a cui appartenete? Quali sono le categorie sociali, culturali, e perfino ontologiche, attraverso le quali il politically correct identifica e riconosce voi e il vostro gruppo?

I piatti tipici, i costumi tradizionali, la musica etno-folk, le favole e i proverbi, le sagre o le feste meglio se di origine rurale, e la religione, anch'essa intesa come tradizione che si esprime tramite la processione di San Cerchione Martire a Bombonate di Sotto.

In virtu' di tutto questo, a Seattle - citta' meravigliosa che vi consiglio di visitare - oggi abbiamo tre bisessuali difesi da una avvocatessa lesbica, che hanno fatto causa per discriminazione sessuale a una lega atletica omosessuale che li ha esclusi dai Campionati del Mondo di Softball gay, in quanto bisex.

Abbiamo un gruppo di omosessuali che ha sottoposto tre bisessuali a un terzo grado scabroso, intrusivo e di natura strettamente privata sulle loro preferenze sessuali, degno della peggiore e reazionaria discriminazione omofoba di matrice eterosessuale.

Perche' non sarebbero abbastanza gay. Perche' la loro identita' non e' omologabile e assimilabile al gruppo.

I bisex stanno coi bisex, i gay con i gay, e gli anarco-tennisti-dirigibilisti con gli gli anarco-tennisti-dirigibilisti.

Cos'e' che diceva quel fesso di Mario Capanna del 68? Ah si': «Formidabili quegli anni...»

Sara' per questo che la mia idea di progressismo, o come cazzo lo volete chiamare, e' rimasta ferma al 1967.


Tuesday, 20 April 2010

Che cos'e' il genio?


Classico post di "liason" fra un post e l'altro.

Allora, dicevamo. Che cos'e' il genio?

Domanda ardua e aperta alle piu' svariate interpretazioni.

Io mi astengo, posso solo dire che per esempio, uno che ha un sacco di nemici, o sclera, o fa fare fortuna al suo avvocato, o fa una strage e finisce in galera.

Dante i nemici li ha "mandati all'inferno", e ha scritto un'opera immortale, oltre a cambiare la storia di una lingua.

Allo stesso modo, se siete un comune mortale, puo' capitare che un amico vi presti un DVD dicendovi che si tratta di un film imperdibile.
Voi lo ringraziate, vi mettete in poltrona, e dopo una attenta visione siete matematicamente certi che si tratta di una immane porcheria.

Ponete mano al cellulare, chiamate l'amico, e dopo averlo mandato affanculo per avervi fatto perdere un'ora e mezza che avreste potuto dedicare alla visione indefessa di siti interracial gangbang e/o monster black cocks impregnating cute blondes , gli spiegate che il film fa assolutamente cagare. Vi fa cagare punto e basta.

Questo perche' siete un comune mortale.

Ma se siete John Milton, Christopher Marlowe, Ernest Hemingway o James Joyce, per esprimere lo stesso semplice concetto, comporrete il seguente sms da inviare all'amico:

Thanks for this. I can no longer go to the cinema since I damaged my anal sphincter. I have a constant flow of feces seeping from my anus and my diapers are only good for about thirty minutes, then they are full and need changing. At home I can sit with my legs raised and direct the flow of excrement to a bucket.


Traduzione: Grazie per il DVD. Da quando il mio sfintere anale ha subito un grave danno, non posso piu’ andare al cinema. Un flusso ininterrotto di feci fuoriesce dall’ano e i pannolini reggono solo per una trentina di minuti, prima di doverli cambiare. A casa, invece, posso sedere con entrambe le gambe sollevate e dirigere il flusso di escrementi in un secchio.

E' quello che ha fatto un anonimo genio canadese a un amico.

Sunday, 18 April 2010

La Sesta Mafia del Mondo & il Compagno Fini


Dice Silvione-Chavez delle opere letterarie e cinematografiche che affrontano il problema della mafia:
«C'è stato un supporto promozionale che l'ha portata ad essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese».

In effetti, come fa un turista a godersi una gita nella Grotta Azzurra di Capri se la barca va a sbattere contro un cadavere bello gonfio?


Sono cose spiacevoli. Sono cose che non si fanno ai turisti.


Dopodiche', siccome sulle torte di merda ci va sempre la ciliegina, Silvione aggiunge:
«La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo, ma guarda caso è quella più conosciuta».

Qualcuno deve averlo imbeccato sull'opportunita', in gran voga in Italia di questi tempi, di invocare il "male minore".

Capo D'Orlando, provincia di Messina, Sicilia.


Imprenditore:
«Siete dei farabutti. Mi avete rovinato la vita, distrutto l'azienda e violentato la figlia perche' non pagavo il pizzo!».

Mafioso: «Sempre a lamentarsi in Italia. Poteva andarti peggio. Noi siamo solo sesti in classifica. Pensa se finivi nelle mani dei primi...».

IL COMPAGNO FINI

E' ormai assodato che il PD non riuscirebbe a vincere le elezioni nemmeno truccandole.

Mettetelo nello Zimbabwe al posto di Robert Mugabe, fornitelo di squadroni della morte e sgherri armati alle cabine elettorali, e vedrete che perdera'.

E di brutto.

Ne consegue che una occasione come lo strappo Berlusconi-Fini all'interno del PDL non poteva passare inosservata alle machiavelliche menti del PD, che hanno pensato a una mossa diabolica che potrebbe consentir loro di battere Berlusconi e la Lega, e di andare finalmente al governo.


Nel PD scoppia infatti la polemica sull'opportunita' di aprire a Fini.

Dice D'Alema: «Vorrei dire a Franceschini che Fini non è soltanto un leader che vuole una destra normale. Io sono molto attento a quello che fa Fini e su molti temi credo che i contenuti da lui espressi siano molto interessanti».

Traduzione: «A Fra', siamo alla canna del gas. Siamo in un fiume di sterco, e senza remi per giunta. L'unica soluzione e' fare un pompino a Fini».

Ribatte "l'uomo dal calzino turchese" Franceschini:
«Io credo che tra Berlusconi e Fini si arriverá ad una rottura. Anche perchè, se Fini questa volta torna indietro perderá di credibilitá. Lo scontro che è in atto è profondo ed è quello tra una destra normale con una sua dialettica interna o una destra sotto padrone, quella di Berlusconi per cui è un ingombro chiunque osi criticarlo. Per noi resta un avversario».

Traduzione: «Si' Massimo. Ma senza ingoio».


Ma la dichiarazione che mi ha fatto cadere in ginocchio, rapito da una estasi mistica come Santa Teresa D'Avila, e' quella de "L'Uomo Invisibile" Pierluigi Bersani: una gemma preziosa dritta dritta dall'universo parallelo dove vige la geometria alternativa delle "convergenze parallele".

Dice Bersani con severo cipiglio salomonico riferendosi a Fini: «Io non faccio il tifo per nessuno...».

Traduzione: «...tantomeno per il mio partito».


Ora: London Alcatraz e' in grado di mostrarvi in anteprima un incredibile documento fotografico che arriva dritto dritto dall'universo parallelo della sinistra italiana.


Si tratta di un momento storico.



La firma del "Patto di non Aggressione D'Alema-Fini", sotto l'occhio vigile e soddisfatto di Stalin e Ribbentrop.

Infine: a partire da questo post io e Rachel abbiamo deciso di istituire uno speciale premio.

La frequenza con la quale verra' assegnato e sulla base di quali parametri, lo decideremo io e la mia avgusta partner .


Sappiate tuttavia che si tratta di una chicca succulenta.

Si tratta di una settimana di vacanza su una meravigliosa isola greca dell'arcipelago delle Cicladi, nel mar Egeo.


Ahhhh le Cicladi, nomi che evocano sole, mare, divertimento e relax.

Nomi come Andros, Nassos, Paros, Mykonos, Ios, Serifos, e Siros: veri e propri paradisi dei vacanzieri, veri e propri paradisi incontaminati.


Per l'occasione io e Rachel abbiano selezionato un'isola meno nota dell'arcipelago, ma altrettanto suggestiva.


Il vincitore non andra' infatti ne' ad Andros, ne' a Paros, ne' a Nassos, e tantomeno a Mykonos, bensi' a Skrotos, paradiso incontaminato delle teste di cazzo, dove passera' una incredibile settimana di relax e vacanza insieme ai suoi simili.

Siamo quindi lieti di annunciarvi, che la prima edizione del "Premio Skrotos", consistente in una settimana di vacanza nell'omonima isola greca delle Cicladi, e paradiso delle teste di cazzo, viene assegnato ex aequo a: il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e la dirigenza del Partito Democratico.


PS Nel post si nasconde la possibilita' di vincere un altro Premio Skrotos. L'ho nascosta bene, ma c'e', ed e' li' pronta ad essere colta...


Staremo a vedere.


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Thursday, 15 April 2010

E le palle si staccano, e rotolano via per perdersi nel nulla


Come diceva una battuta del grande e cattivissimo vignettista francese Jean-Marc Reiser:
"Al peggio non c'e' mai fine", e puntualmente eccone la conferma.

Attila scrive un post garbato sulla morte di Raimondo Vianello ricordandone il posto che questi ha occupato nella storia della televisione e del costume del nostro paese. Vi piace Vianello, non vi piace Vianello? No problem, e' una questione di gusti. Ogni opinione e' lecita.

Quello di Attila e' un post apolitico che ricorda un pezzo della storia del costume e della televisione italiana, al quale fra l'altro mi associo.

Ma sul thread dei commenti, l'inevitabile commento di sinistra sulla scomparsa di Raimondo Vianello, presentatore, cabarettista e attore, recita:

"Un altro grande marchettaro di Silvio che se ne va, dopo il buon Mike."

Ora: questo vi da' la misura delle condizioni in cui si trova l'opposizione parlamentare nel nostro paese, nonche' dell'incredibile levatura etico-morale-politico-filosofica del dibattito all'interno della stessa.

Voglio dire, sono riusciti perfino a battere i loro ispiratori sessantottini.
E si', perche' perfino quella fila di pirla di Lotta Continua perlomeno se la prendeva con il commissario Calabresi, che era un questurino.

Uno che menava le mani, e non di rado gli extraparlamentari.

Se ti associavano a Calabresi eri fascista: una logica idiota, ma non priva di una sua perversa linearita'.
Calabresi, lo ripeto era un questurino. Faceva parte - per loro - della macchina repressiva dello stato fascista.

E Calabresi menava.

Questi oggi, se la prendono invece con RAIMONDO VIANELLO, presentatore, cabarettista e attore.

HAHAHAHAHAHAHAHA

RAIMONDO VIANELLO, servo di abberlusconi! Lacche' della destra che vuole distruggere la demogggrazia, nonche' corruttore catodico della vita civile e intellettuale del Grande Paese di Travaglio e Santoro.

HAHAHAHAHAHAHAHA

Gentleman e' ufficiale, e ve lo dice uno che crede nella socialdemocrazia (ormai ho fatto outing):

La sinistra italiana di oggi e' una barzelletta.

Perfino il liquame sessantottino era piu' serio di loro.

Poi vi chiedete perche' ho adottato la censura? Non perche' sono "fascista", ma perche' sono sano di mente.





Wednesday, 14 April 2010

Regole


Ora, quello che e' successo in queste due settimane in cui si e' dibattuto su London Alcatraz di politica, sara' mia cura evitare accuratamente che si ripeta in futuro, nei miei thread.

Premetto anche che quel che sto per scrivere non riguarda la signorina con cui nel post precedente ho avuto una scambio acceso, ma civile di idee, e che stimo assai.

Come sempre, dai tempi per fortuna lontani delle assemblee al liceo, si manifesta il bisogno di mettere dei paletti, e come sempre ed invariabilmente, questi paletti vanno messi per porre un freno ai sostenitori, simpatizzanti, o membri di quella scuola di pensiero politica che ritiene di essere l'alfiere esclusivo di democrazia, diritti, liberta' di parola e tolleranza.

Tutti principi che costoro fanno regolarmente a pezzi in tutte le discussioni e i thread perche' o trent'anni fa erano in "missione per conto di Mao Tze Tung" , oppure oggi sono "in missione per conto di Santoro e Travaglio", o ancora non sanno per chi cazzo sono in missione perche' non si e' ancora capito chi sono, cosa vogliono e chi li rappresenti, ma come trent'anni fa si ritengono in diritto, in virtu' del loro status di "Opliti del Bene", di poter trollare e dirottare conversazioni e discussioni.

In breve di rompere i maroni e di buttare alle ortiche ogni elementare norma di educazione e tolleranza -anche quando si discute animatamente, come io stesso incoraggio a fare - perche' loro sono "i buoni" , sono piu' intelligenti, e come novelli Prometei, devono portare la luce della democrazia al popolo talpino e bruto.

In fondo e' anche colpa mia: io per natura ammetto qualunque parere, religione o "casata politica" a patto che abbia da dire qualcosa di interessante.

Appartengo a una genealogia quasi estinta e obsoleta di socialdemocratici - progressista fa troppo trendy e me li ha rotti - che credono nell'idea giurassica in base alla quale : "Se hai qualcosa da dire ed e' degno di nota, dillo. Se anche vuoi mandarmi a quel paese in maniera argomentata e senza rancore, fallo. Sei un essere umano, ti e' stato concesso il dono della dialettica, usalo. A patto che tu non venga a spargere odio, insulti, e disprezzo, fai cio' che vuoi nel mio blog."

Purtroppo, come accade regolarmente dall'ottobre del 1917, e nonostante le varie e infinite operazioni di cosmesi, compresi " i maggio francesi" e i "popoli viola", quando agli "Opliti del Bene" dai un'unghia, ti si magnano il braccio.

Quindi, passo a elencarvi due regolette semplici semplici che d'ora in poi entreranno in vigore per gli alfieri della democrazia che passano da queste parti.

Io incoraggio regolarmente l'Off Topic, lo pratico in maniera invereconda e lo ritengo un valore aggiunto alle discussioni.

E continuero' a incoraggiarvi a farlo.

Tuttavia, se d'ora in avanti scrivo un post sui costruttivisti russi, le camere iperbariche della marina svizzera, gli sericitoscisti delle morene dolomitiche, e qualcuno ci infila Berlusconi, Luttazzi, Santoro o la Carfagna, il commento verra' fuso nel piombo.

Se soffrite di Disturbo Ossessivo Compulsivo, mettetevi a raddrizzare quadri, e non veniteli a rompere al sottoscritto.

In secundis: qualcuno si sara' probabilmente accorto che amo la Storia.

Bene, d'ora in poi, al primo "fascista" o "nazista", o anche un semplice riferimento a croci uncinate, manganelli e campi di concentramento, solo perche' qualcuno ha espresso una visione diversa dalla vostra, sulla ricetta della impepata di cozze, il vostro commento non passera'.

In Italia c'e' un pirla che vede comunisti dappertutto, ma esiste anche una legione di pirla che ti da' del fascista se bevi la Coca Cola, o fai il bagno al posto della doccia.

Una legione di pirla che si riempie la bocca dell'aggettivo "fascista" e per la quale il 28 ottobre 1922 e' solamente una data sul calendario come il 14 febbraio San Valentino.

Una legione di pirla che che si riempie la bocca dell'aggettivo "fascista", e che tuttavia non ha letto Marx, non ha letto Lenin, ma ha letto solamente la biografia di Gino Strada scritta da Vittorio Agnoletto, e non l'ha capita.

Se non fate parte della legione di pirla, questo post non vi riguarda.

Altrimenti, visto che non sono tenuto a seguire le regole di discussione politica in voga nel Belpaese e dal momento che le tasse le pago a Sua Maesta' Britannica e la connessione internet all'ex produttore dei Sex Pistols: " I'LL BEAT THE HOLY LIVING SHIT OUT OF YOU".

Vi invito come sempre a discutere anche in maniera aggressiva - ma civile - a confutare qualsiasi cosa dica con veemenza, e a manifestare o a difendere come preferite la vostra fede politica, ma vi ricordo che non sono su Internet per offrire un servizio, con il blog non ci vivo e non me frega un cazzo delle classifiche di Technorati o delle statistiche di affluenza a London Alcatraz.


Monday, 12 April 2010

San Gino Strada


Trovo che il trattamento che alcuni blog di sinistra e non, stanno riservando al ministro Frattini e al governo sulla vicenda afgana di Emergency sia nel migliore dei casi ingeneroso, nel peggiore estremamente ipocrita e vergognosamente ideologico.

Galatea, che metto volentieri nella categoria degli "ingenerosi", con la quale e' possibile un dialogo civile, perche' persona civile, scrive per esempio:

«In Italia, quando un Ministro degli Esteri legge su un giornale la notizia che tre suoi concittadini sarebbero in stato di fermo in uno Stato estero perché forse coinvolti in un complotto, "prega" che ciò non sia vero.

In uno Stato civile, invece di pregare, alza il telefono e chiede spiegazioni ufficiali allo Stato che li ha arrestati.

Ecco, la differenza sta tutta qua».

Temo di non essere d'accordo con te Galatea: a parte le considerazioni sulla scelta piu' o meno felice delle parole da parte di Frattini, credo che il Ministro degli Esteri stia facendo tutto il possibile per fare chiarezza sulla vicenda e comunque garantire l'incolumita' e il rispetto dei diritti dei tre membri di Emergency, accusati per il momento sulla base di prove indiziarie che non hanno avuto alcun riscontro.

Il ministro Franco Frattini cara Galatea, ha anche assunto, insieme al collega della Difesa Ignazio La Russa, una posizione estremamente dura nei confronti del quotidiano inglese " The Times" che senza attendere verifiche di sorta ha gia' emesso un verdetto di colpevolezza nei confronti dei tre operatori umanitari.

Ne consegue, cara Galatea che il ministro Frattini ha fatto esattamente quello che il ministro di un paese civile deve fare quando come scrivi tu: «tre suoi concittadini sarebbero in stato di fermo in uno Stato estero perché forse coinvolti in un complotto».

Nel tuo post, si condannano le parole di Frattini, ma non hai speso nemmeno un aggettivo sulle accuse di un giornale estero che ha gia' deciso a priori, e senza prove, che i tre italiani sono membri di Al Qaeda.

E che non ritratta. Dico, membri di Al Qaeda. Ti rendi conto?.

Non hai speso nemmeno una parola sul fatto che Frattini abbia agito in maniera coerente con il ruolo che ricopre e che abbia difeso i membri di Emergency da colpe infamanti.

E allora te lo chiedo ancora una volta, come ho gia' fatto con un tuo ospite: di cosa ha bisogno un cittadino di uno stato di diritto nella situazione dei tre membri di Emergency? Del cavillare dietrologicamente le dichiarazioni di Frattini, o magari di venir difesi dalle accuse senza uno straccio di prova portate avanti dal Times, che rinfaccia gli italiani di essere collusi con Al Qaeda?

Qual e' la priorita': la "dissezione dietrologica" di una frase di Frattini, pur legittima, per carita', o le accuse "in chiaro" rivolte da un organo di stampa che non e' esattamente il gazzettino della parrocchia, con conseguente sputtanamento planetario su base indiziaria, di Emergency?

Cosa credi che rechi piu' danno a Emergency? Frattini o il Times?.

Il governo Berlusconi, di cui non sono un sostenitore, fino ad ora ha tuttavia sempre onorato i suoi impegni verso gli italiani in difficolta' all'estero,senza preclusioni ideologiche, come dovrebbe fare qualsiasi governo degno di questo nome.

Lo ha fatto in passato con quelle due radical-chic irresponsabili delle due Simone - che se fosse per me sarebbero ancora in Iraq nell'harem di qualche sceicco locale - e con Giuliana Sgrena, a prezzo della pelle di Nicola Calipari.

Fra l'altro ricordo che il governo Berlusconi ha palesemente insabbiato la vicenda Calipari su imbeccata di Giorgino Bush, ma che dall'opposizione non si e' levata una, dico una voce, per chiedere giustizia.

Fra l'altro ci sarebbe anche la vicenda della funivia del Cermis da chiarire.

Le voci si levano pero' per interpretare le dichiarazioni di Frattini. E questo francamente cara Galatea lo trovo ingeneroso.

Ad ogni modo, detto quel che avevo dire a Galatea, credo in maniera civile anche se in disaccordo - e ci mancherebbe che non fossi civile, visto che la stimo e frequento volentieri il suo blog - passiamo a Emergency e cominciamo subito con lo sgombrare il campo dalle accuse di:

«Yossarian mostro fascista, osa toccare San Gino Strada che fa tanto bene ai bambini afgani».

Io non ho assolutamente nulla da obiettare sul lavoro umanitario svolto da Emergency, anzi , a questo va il mio plauso.

Il problema e' che spesso e volentieri la componente ideologica di Gino Strada e della sua organizzazione rischia di sbilanciare pericolosamente il presupposto fondamentale, il requisito piu' importante per una ONG come la sua: la neutralita'.

Rischia di vanificare il pur lodevole sforzo umanitario di Emergency e di porla su una china assai ripida costellata di menzogne, accuse infamanti e perfino complotti, come potrebbe essere benissimo il caso dei tre suoi operatori arrestati dalla polizia afgana.

Intendiamoci: Gino Strada o per quanto mi riguarda Medici Senza Frontiere, che a livello personale preferisco, hanno tutto il diritto, e anche il dovere di denunciare situazioni umanitarie scandalose, ed e' anche vero che spesso le ONG per quanto neutrali vengono prese di mira ugualmente.

La neutralita' non puo' arrivare al punto di far chiudere gli occhi: altrimenti diventa collusione.

Tuttavia nel caso di Emergency, spesso e volentieri, quando scoppia il bordello, o ci sono riferimenti ambigui alla politica italiana come nel caso di Maurizio Scelli in Iraq nel 2004, o si presta il fianco ad altre interpretazioni poco chiare come nel caso del ruolo di mediatori esercitato dalla ONG nella liberazione del giornalista Daniel Mastrogiacomo.

Sia ben chiaro, non sto accusando, ne' facendo dietrologia, ma puntualmente ogni volta che Emergency viene coinvolta in una vicenda simile, il suo innegabile e forte connotato politico prende il sopravvento, e comincia la sarabanda di accuse e controaccuse.

Gino Strada e' libero di avere tutte le idee politiche di questo mondo, ma un po' piu' di cautela a mio avviso sarebbe consigliabile, in virtu' del lavoro estremamente importante e delicato che svolge.

E qui veniamo al punto:

in qualsiasi ospedale di qualsiasi ONG, e' probabile che nella stessa corsia si ritrovino fianco a fianco un bambino e un guerrigliero o un soldato governativo che combatte il guerrigliero.

Quello che e' altrettanto probabile e' che una volta dimesso il bambino e il guerrigliero e/o soldato governativo, quest'ultimo, ritornato in forza alla propria unita', possa uccidere il bambino in uno scontro a fuoco, piu' o meno volontariamente, piu' o meno accidentalmente.

L'operazione umanitaria diventa quindi una sorta di situazione "lose-lose", dove alla fine, il guadagno di aver salvato la vita a un bambino viene tragicamente annullato dalla perdita della vita dello stesso, a causa della vita salvata a un soldato o guerrigliero che lo uccide successivamente.

Ora, prima di darmi del mostro cinico e fascista, vi informo che in questo caso della realta' e della realpolitik non me ne frega un cazzo: in questo caso la considerazione umanitaria DEVE avere il sopravvento la ONG DEVE curare il bambino e il soldato, qualunque sia la conseguenza di tale atto.

I medici delle ONG come tutti i medici, salvano vite e svolgono un lavoro irrinunciabile che va fatto. Punto.

Tuttavia, mentre io e voi stiamo sulla soglia dalla quale abbiamo giustamente cacciato la realpolitik, quest'ultima fa il giro dell'isolato e rientra dalla finestra.

Perche' infatti i governi o i ribelli che li combattono, tollerano i medici delle ONG che rimettono in piedi i loro avversari, permettendo loro di continuare a combattere?.

Perche' una struttura professionale e altamente qualificata come quella di un ospedale di Emergency o di Medici Senza Frontiere provvede un servizio umanitario a entrambi, ma soprattutto provvede un servizio umanitario gratuito.

Quando i talebani dichiarano a Repubblica che «Il comandante dei credenti, il mullah Omar, apprezza il lavoro della Croce Rossa. Questo significa forse che i talebani sono in collusione con la Croce Rossa?», dicono la verita', cosi' come la dice un governatore del corrottissimo governo di Hamir Karzai che si trovi ad apprezzare il lavoro delle ONG mediche.

Lo sapete quanto costerebbe ai talebani o al corrottissimo governo Karzai allestire un ospedale attrezzato come quello di Emergency o Medici Senza Frontiere, con personale altrettanto qualificato?

Una montagna di quattrini che non potrebbero spendere in RPG, Kalashnikov, o carri armati T-72.

Ed e' proprio per questo motivo, ovvero se vogliamo cacciare la cinica realpolitik della guerra e svolgere un'opera umanitaria, che le ONG devono fare qualsiasi sforzo per mantenersi neutrali e super partes, perche' se alterano quel delicato equilibrio di mutuo interesse fra le parti in causa, stabilito purtroppo dalla orribile realpolitik della guerra e che consente loro di rendere un servizio umanitario di valore incalcolabile, rischiano di creare danni immensi e di mettere in gioco altre vite.

Le ONG hanno sulle spalle un fardello etico molto pesante e non dovrebbero confondere la legittima denuncia di situazioni umanitarie disastrose - ivi comprese quelle causate dalla NATO o dalle forze occidentali - con la militanza politica.

Saturday, 10 April 2010

Ippocriti...


Comunque vada a finire la vicenda dei tre membri di Emergency arrestati in Afghanistan, prepariamoci a un nuovo capitoletto de
"Le Vite dei Santi di Sinistra".

Dopo la beatificazione di San Toro Martire dell'Etere, prevedo infatti una grande mobilitazione di fedeli e seguaci, per il processo di canonizzazione di "San Gino Strada Martire Antimperialista da Trinitrotoluene".


«Bisturi, bisturi, bisturi...aspiratore, aspiratore,aspiratore...RPG,RPG,RPG»


PS Nel frattempo, casomai qualcuno avesse la memoria corta, il vescovo di Grosseto ci ricorda che gli ebrei hanno ucciso Gesu', e che quindi l'Olocausto un po': "Se lo sono cercati".

Friday, 9 April 2010

Lo strano compleanno di Charles Dexter Yoss


Allegria, allegria, feste, party, "lingue di Menelik", cappellini conici, e birra a fiumi.


Oggi compio 48 anni, e mi sono chiesto: come posso far partecipare i miei avgvsti lettori et ospiti alla incommensurabile giuoia di questa gaudente ricorrenza iniziata il 9 aprile del 1962?

Facendoli vomitare a spruzzo.

Galvanizzato da questa eventualita', ho fatto una telefonata ai Grandi Antichi con i quali sono ormai in ottimi rapporti da quando scrissi quel post in stile lovecraftiano un paio di settimane fa.

Nella fattispecie, ho composto il numero di Nyoghta altresi' detto "La Cosa che non dovrebbe esistere". Il numero non ve lo posso rivelare altrimenti uscireste di senno come capita a tutti gli sventurati che vengono a contatto con Chtulhu & Co.

Io sono gia' scemo di mio quindi non corro rischi.

Nyoghta possiede una orripilante e immensa collezione di vinili disco anni 70, che ascolta spesso in compagnia di Nug e Yeb, i "Gemelli Blasfemi", e grandi fan di Giorgio Moroder e Donna Summer.

ROARRGHHHH, ROARGHHHH, SGUISHHHH, SGUISHHHH (suoneria del cellulare di Nyoghta).

(Voce cavernosa) «Chi disturba il sonno osceno degli Innominabili?».

«Nyoghta? Ueila' pirlettis....sono io, il Yoss. Come va, vecchio bastardo pluritentacolare e pseudopolipoide?».

«Non malaccio Yoss: sai, stavo leggendo quella cosa di Fuksas, l'architetto e fine intellettuale di sinistra. Roba da pazzi Yoss, qui ci rubano il mestiere».

«Che vuoi farci Nyoghta, so' ragazzi...senti ti chiamavo perche' mi servirebbe un favore. Volevo festeggiare in "modalita' emetica" insieme agli ospiti del blog, i miei 49 anni, e...»

«49 anni? Caspita, ora potrai prendere la patente, votare, andare a vedere i film vietati...»

«Nyoghta, un'altra battuta cosi', e con i tremila tentacoli ci faccio banchettare tutto il sud di Londra a insalata di mare per una settimana, ok?».

«Ellalla', come siamo suscettibili...».

«E' l'eta' Nyoghta. Il tempo non rende piu' saggi; rende solo piu' stronzi. Comunque, dicevo: volevo fare vomitare verde i miei lettori, e mi servirebbe un consiglio sulla colonna sonora. Pensavo a qualcosa di inenarrabile e mostruoso dalle profondita' abissali della disco anni 70. Il peggio del peggio, il liquame del liquame, la cloaca delle cloache, insomma qualcosa per far capire a tutti, gli spaventosi traumi adolescenzial-musicali che la mia generazione ha vissuto».

«Uhmmm...ho capito, fammi dare un'occhiata. Torno subito».

Suono orribile e viscido di mostruosi tentacoli che entrano strisciando nelle tenebre.

Suono orribile e viscido di mostruosi tentacoli che escono strisciando dalle tenebre.

«Fatto Yoss. Credo di aver trovato quello che ti serve. Faccio paura vero?».

«Anche. Ma soprattutto schifo. Anzi, sei repellente».

«Grazie Yoss. Mi fai arrossire...».

«Se vogliamo chiamare "arrossire", l'assumere una tonalita' leggermente piu' scura di grigio putrefatto, per me va benissimo. Ciao Nyoghta, stammi buono e grazie».

«Ciao Yoss, anche tu...»

Ora:

nelle mani di un narratore esperto, il tema degli esperimenti scientifici che spalancano malauguratamente le porte di dimensioni sconosciute e terribili, con conseguenze nefaste per l'umanita', puo' dar vita a grandi storie horror.

Il "Solitario di Providence", ci costrui' diverse novelle e storie brevi, davvero pregevoli.

Stephen King con "The Mist" - che mi sembra fosse nella raccolta "Scheletri" della meta' degli anni 80 - ne fece uno splendido racconto, da cui, nel 2007, e' stato tratto un film che a me e' piaciuto molto.

Jean Marc Cerrone, batterista, produttore e cinghiale delle banlieu d'oltralpe, ne trasse un 33 giri di enorme successo nel 1977.

"Supernature" era uno di quegli LP dance degli anni 70, in cui ogni pezzo durava 45 minuti, e da cui vennero tratti EP e Remix di 387 minuti ciascuno.

Cerrone collaboro' anche con i Toto. E chi ha orecchie per intendere, intenda...

In ogni caso, il tamarro francese si supero' e ne trasse anche un video in cui - sulla falsariga del testo - dalle porte di dimensioni sconosciute e terribili, spalancate da un esperimento scientifico, escono nell'ordine:

Cerrone in persona, vestito e acconciato come un pappone dei bassifondi di Marsiglia, ritratto nello studio di un dentista armeno fallito, e affittato per l'occasione.

Tre pirla che indossano maschere da cani, nel senso che sono anche fatte male.

Altri tre pirla paludati da scienziati con camici bianchi e mascherine, ma che in realta' sembrano tre operai della Galbani di Corteolona (PV), comparto "mozzarelle di bufala".

La Rolls Royce dell'allora dittatore ugandese Idi Amin.

Ancora Cerrone che suona la piu' orrenda batteria trasparente - di gran moda negli anni 70 - che la Ludwig abbia mai prodotto, indossando il dolcevita bianco - altro mefitico "must" dell'epoca - di "Mark il Poliziotto".

Vi prego di notare il ghigno "incatramato" del marsigliese, e la sua elegante gestualita'.

E infine, in versione "Venere del Botticelli" nel giardino di Mamma Cerrone: Marie-Sophie Crocefissa Addolorata Cerrone, cugina del Nostro, di cui lui era - ed e' - segretamente innamorato.

Cento di questi giorni e let's party!

Guardate il video. Ne vale la pena...

Perche', perche' tanto odio?





«Yoss...».

«Si' Nyoghta?».

«Pero' una volta mi hai detto che in mezzo al liquame disco anni 70, c'era un pezzo che ti piaceva sul serio. Parlo di musica dance fatta bene. Una cosa da festa, senza pretese, ma che ti fa muovere il piedino».

«Be' Nyoghta, a dire il vero ci sono diverse cose della disco anni 70 che reputo divertenti e dignitose. Io e tanti coetanei ci ammazzavamo di seghe con Donna Summer, anche se ci piaceva il rocchenrol. Quando nel 77 a "Odeon", trasmissione d'avanguardia della Rai di Bernabei dove alla Carra' si copriva l'ombelico, dicevo, quando a Odeon trasmisero il celeberrimo e oscenissimo filmato di Donna Summer che cantava " I Feel Love" mugolando come nel mezzo di un gang bang apocalittico, muovendosi a scatti come una specie di sexy-robot di ebano, be' il giorno dopo a milioni di adolescenti italiani scomparvero diverse diottrie. Naturalmente parlo di adolescenti normali. Poi c'erano anche quelli che s'ammazzavano di seghe con Mao Tze Tung...»

«Vabbe' Yoss, pero' io parlo di quel pezzo della KC & Sunshine Band, parlo di Boog....».

«Geniale! Fantastico Nyoghta! La piu' bella sezione fiati mai suonata in un pezzo disco. L'hanno campionata fino alla morte. Pero' se permetti non metto la versione originale, ma quella che mi ha prestato il tuo collega Ythogtha "Il Contaminatore" . Mi sa che lui ascolta roba migliore della tua».

«Parli di "quella" versione?».

«Esatto. Proprio quella...».





Tuesday, 6 April 2010

Lee Evans & Bohemian Rapsody


Lunedi' sera verso le 22,30 io e Rachel eravamo morti.

Stesi lunghi sulla cazzo di moquette che gli inglesi schiaffano quasi in ogni salotto ( col risultato di farlo sembrare il salotto di uno spacciatore del Bronx ), in preda a convulsioni e guaiti.

Il motivo e' il video che vi ho postato, andato in onda su Channel 4 in una veste un po' diversa, nella maratona cabarettistica di beneficienza del Lunedi' dell'Angelo, alla O2 Arena di Londra

I migliori comici inglesi e qualche americano, esibitisi in due ore lisergiche, zozze, volgari, e senza politically correct.

Una serie di sketch da acido, anzi da Douglas Adams, che in alcuni casi iniziava con: "C'e' un gorilla morto sulla pista di pattinaggio sul ghiaccio. E indossa pattini che non sono suoi..."

Il comico del video e' Lee Evans che mima il testo di Bohemian Rapsody dei Queen, ovviamente massacrandola.

Non ci sono i sottotitoli, ma la canzone e' famosa e non e' difficile da seguire se appena conoscete l'inglese; nel caso potete cercare il testo; nel caso potete non guardare il video se non vi garba.

Noi, su " Nothing really matters", "Too late" e "Carry on" mimati da Evans, abbiamo avuto un attacco di epilessia.

Non so che dirvi: a me fa schiantare.

Thursday, 1 April 2010

Comunicazione di Servizio


Una nota importante prima di risentirci dopo le ferie pasquali senza piu' politica, perche' come ho gia' specificato, una settimana di politica e' piu' che sufficiente.


Nel post precedente mi e' stato fatto cortesemente, ma fermamente notare da alcuni ospiti di sinistra, di non utilizzare il "voi" quando mi riferisco a loro, identificandoli come simpatizzanti, elettori o membri dello schieramento politico in questione.

Uno schieramento la cui dirigenza non li rappresenta, del quale non si sentono parte, e con il quale non si identificano, anche se lo difendono a spada tratta.

Mi e' stato fatto legittimamente notare che:

Di Pietro non li rappresenta.

Santoro non li rappresenta.

Grillo non li rappresenta.

I comunisti, ex-comunisti, veterocomunisti, e rifondaroli, non li rappresentano

I centrosocialati non li rappresentano.

I radical-chic non li rappresentano.

I teodem avec cilicio non li rappresentano.

La dirigenza del Pd non li rappresenta. Anzi, vade retro satana.

Nemmeno Nichi Vendola li rappresenta, anzi no, non ne hanno parlato proprio. L'unico rappresentante della sinistra che ha qualche idea e che di conseguenza ha ottenuto l'unico successo nella recente catastrofe elettorale del PD, non e' stato menzionato.

Comunque sia, sono un po' confuso, perche' non so piu' come rivolgermi a questi ospiti.

Collettivamente non si sentono rappresentati dalla sinistra, ma singolarmente sono tutti di sinistra, e quando gli tocchi il partito s'incazzano.

Ora, che s'incazzino lo trovo perfettamente normale e anzi legittimo: quello che non capisco e' come faccia qualcuno a incazzarsi se critichi qualcosa che non lo rappresenta.

Sara' che sono qualunquista, ma questa cosa mi spiazza.

In ogni caso credo che la loro sia una richiesta piu ' che ragionevole e accettabile.

Di conseguenza ho deciso che d'ora in poi mi rivolgero' agli ospiti di sinistra coniugando il verbo nella seconda persona singolare, seconda e terza persona plurale.

Ossia, tu/voi/ essi.

In questo modo potranno rispondermi "coniugandosi" nella persona che quel giorno meglio li rappresenta, o scegliendosi la personalita', fra le varie e multiple che posseggono, e che hanno deciso di rappresentare per l'occasione.

O addirittura l'incarnazione, visto che ne hanno piu' di Shiva.

Facciamo qualche rapido esempio chiarificatore:

«Ciao Toffredo, bella giornata oggi. Come stai/state/stanno?».

«E' stata una bellissima serata Calogera. Posso chiamarti/chiamarvi/chiamar loro un taxi?».

«Oh no Giorgio, non camminare sull'orlo del fossato, altrimenti finirai/finirete/finiranno a faccia in giu' nella merda di cammello».

«Guarda Tarcisia, te lo devo proprio dire. Quando ti metti/mettete/mettono quel vestito, sei/siete/sono veramente una gran gnocca».

Fra l'altro questo non vale solo per me, ma anche per l'interlocutore, che potra' cosi' usufruire di una ampia gamma di personalita', semplicemente sostituendo la seconda persona singolare con la prima:

«Scusi, che strada devo/dovete/devono prendere per la Sagra dell'Acaro della Polvere?».

«Yoss mi sapresti indicare il bagno per favore? Scusa ma mi sto/state/stanno cagando addosso».

«Parliamoci chiaro: non ho/avete/hanno la minima intenzione di dartela/dargliela/dartela».

Tutto cio' mi sembra molto democratico.

Come diceva Corrado Guzzanti alias Uolter Veltroni: «Tutti debbono poter partecipare».

Buon fine settimana e Buona Pasqua.