Trovo che il trattamento che alcuni blog di sinistra e non, stanno riservando al ministro Frattini e al governo sulla vicenda afgana di Emergency sia nel migliore dei casi ingeneroso, nel peggiore estremamente ipocrita e vergognosamente ideologico.Galatea, che metto volentieri nella categoria degli "ingenerosi", con la quale e' possibile un dialogo civile, perche' persona civile, scrive per esempio:«In Italia, quando un Ministro degli Esteri legge su un giornale la notizia che tre suoi concittadini sarebbero in stato di fermo in uno Stato estero perché forse coinvolti in un complotto, "prega" che ciò non sia vero. In uno Stato civile, invece di pregare, alza il telefono e chiede spiegazioni ufficiali allo Stato che li ha arrestati.
Ecco, la differenza sta tutta qua».
Temo di non essere d'accordo con te Galatea: a parte le considerazioni sulla scelta piu' o meno felice delle parole da parte di Frattini, credo che il Ministro degli Esteri stia facendo tutto il possibile per fare chiarezza sulla vicenda e comunque garantire l'incolumita' e il rispetto dei diritti dei tre membri di Emergency, accusati per il momento sulla base di prove indiziarie che non hanno avuto alcun riscontro.
Il ministro Franco Frattini cara Galatea, ha anche assunto, insieme al collega della Difesa Ignazio La Russa, una posizione estremamente dura nei confronti del quotidiano inglese " The Times" che senza attendere verifiche di sorta ha gia' emesso un verdetto di colpevolezza nei confronti dei tre operatori umanitari.
Ne consegue, cara Galatea che il ministro Frattini ha fatto esattamente quello che il ministro di un paese civile deve fare quando come scrivi tu: «tre suoi concittadini sarebbero in stato di fermo in uno Stato estero perché forse coinvolti in un complotto».
Nel tuo post, si condannano le parole di Frattini, ma non hai speso nemmeno un aggettivo sulle accuse di un giornale estero che ha gia' deciso a priori, e senza prove, che i tre italiani sono membri di Al Qaeda.
E che non ritratta. Dico, membri di Al Qaeda. Ti rendi conto?.
Non hai speso nemmeno una parola sul fatto che Frattini abbia agito in maniera coerente con il ruolo che ricopre e che abbia difeso i membri di Emergency da colpe infamanti.
E allora te lo chiedo ancora una volta, come ho gia' fatto con un tuo ospite: di cosa ha bisogno un cittadino di uno stato di diritto nella situazione dei tre membri di Emergency? Del cavillare dietrologicamente le dichiarazioni di Frattini, o magari di venir difesi dalle accuse senza uno straccio di prova portate avanti dal Times, che rinfaccia gli italiani di essere collusi con Al Qaeda?
Qual e' la priorita': la "dissezione dietrologica" di una frase di Frattini, pur legittima, per carita', o le accuse "in chiaro" rivolte da un organo di stampa che non e' esattamente il gazzettino della parrocchia, con conseguente sputtanamento planetario su base indiziaria, di Emergency?
Cosa credi che rechi piu' danno a Emergency? Frattini o il Times?.
Il governo Berlusconi, di cui non sono un sostenitore, fino ad ora ha tuttavia sempre onorato i suoi impegni verso gli italiani in difficolta' all'estero,senza preclusioni ideologiche, come dovrebbe fare qualsiasi governo degno di questo nome.
Lo ha fatto in passato con quelle due radical-chic irresponsabili delle due Simone - che se fosse per me sarebbero ancora in Iraq nell'harem di qualche sceicco locale - e con Giuliana Sgrena, a prezzo della pelle di Nicola Calipari.
Fra l'altro ricordo che il governo Berlusconi ha palesemente insabbiato la vicenda Calipari su imbeccata di Giorgino Bush, ma che dall'opposizione non si e' levata una, dico una voce, per chiedere giustizia.
Fra l'altro ci sarebbe anche la vicenda della funivia del Cermis da chiarire.
Le voci si levano pero' per interpretare le dichiarazioni di Frattini. E questo francamente cara Galatea lo trovo ingeneroso.
Ad ogni modo, detto quel che avevo dire a Galatea, credo in maniera civile anche se in disaccordo - e ci mancherebbe che non fossi civile, visto che la stimo e frequento volentieri il suo blog - passiamo a Emergency e cominciamo subito con lo sgombrare il campo dalle accuse di:
«Yossarian mostro fascista, osa toccare San Gino Strada che fa tanto bene ai bambini afgani».
Io non ho assolutamente nulla da obiettare sul lavoro umanitario svolto da Emergency, anzi , a questo va il mio plauso.
Il problema e' che spesso e volentieri la componente ideologica di Gino Strada e della sua organizzazione rischia di sbilanciare pericolosamente il presupposto fondamentale, il requisito piu' importante per una ONG come la sua: la neutralita'.
Rischia di vanificare il pur lodevole sforzo umanitario di Emergency e di porla su una china assai ripida costellata di menzogne, accuse infamanti e perfino complotti, come potrebbe essere benissimo il caso dei tre suoi operatori arrestati dalla polizia afgana.
Intendiamoci: Gino Strada o per quanto mi riguarda Medici Senza Frontiere, che a livello personale preferisco, hanno tutto il diritto, e anche il dovere di denunciare situazioni umanitarie scandalose, ed e' anche vero che spesso le ONG per quanto neutrali vengono prese di mira ugualmente.
La neutralita' non puo' arrivare al punto di far chiudere gli occhi: altrimenti diventa collusione.
Tuttavia nel caso di Emergency, spesso e volentieri, quando scoppia il bordello, o ci sono riferimenti ambigui alla politica italiana come nel caso di Maurizio Scelli in Iraq nel 2004, o si presta il fianco ad altre interpretazioni poco chiare come nel caso del ruolo di mediatori esercitato dalla ONG nella liberazione del giornalista Daniel Mastrogiacomo.
Sia ben chiaro, non sto accusando, ne' facendo dietrologia, ma puntualmente ogni volta che Emergency viene coinvolta in una vicenda simile, il suo innegabile e forte connotato politico prende il sopravvento, e comincia la sarabanda di accuse e controaccuse.
Gino Strada e' libero di avere tutte le idee politiche di questo mondo, ma un po' piu' di cautela a mio avviso sarebbe consigliabile, in virtu' del lavoro estremamente importante e delicato che svolge.
E qui veniamo al punto:
in qualsiasi ospedale di qualsiasi ONG, e' probabile che nella stessa corsia si ritrovino fianco a fianco un bambino e un guerrigliero o un soldato governativo che combatte il guerrigliero.
Quello che e' altrettanto probabile e' che una volta dimesso il bambino e il guerrigliero e/o soldato governativo, quest'ultimo, ritornato in forza alla propria unita', possa uccidere il bambino in uno scontro a fuoco, piu' o meno volontariamente, piu' o meno accidentalmente.
L'operazione umanitaria diventa quindi una sorta di situazione "lose-lose", dove alla fine, il guadagno di aver salvato la vita a un bambino viene tragicamente annullato dalla perdita della vita dello stesso, a causa della vita salvata a un soldato o guerrigliero che lo uccide successivamente.
Ora, prima di darmi del mostro cinico e fascista, vi informo che in questo caso della realta' e della realpolitik non me ne frega un cazzo: in questo caso la considerazione umanitaria DEVE avere il sopravvento la ONG DEVE curare il bambino e il soldato, qualunque sia la conseguenza di tale atto.
I medici delle ONG come tutti i medici, salvano vite e svolgono un lavoro irrinunciabile che va fatto. Punto.
Tuttavia, mentre io e voi stiamo sulla soglia dalla quale abbiamo giustamente cacciato la realpolitik, quest'ultima fa il giro dell'isolato e rientra dalla finestra.
Perche' infatti i governi o i ribelli che li combattono, tollerano i medici delle ONG che rimettono in piedi i loro avversari, permettendo loro di continuare a combattere?.
Perche' una struttura professionale e altamente qualificata come quella di un ospedale di Emergency o di Medici Senza Frontiere provvede un servizio umanitario a entrambi, ma soprattutto provvede un servizio umanitario gratuito.
Quando i talebani dichiarano a Repubblica che «Il comandante dei credenti, il mullah Omar, apprezza il lavoro della Croce Rossa. Questo significa forse che i talebani sono in collusione con la Croce Rossa?», dicono la verita', cosi' come la dice un governatore del corrottissimo governo di Hamir Karzai che si trovi ad apprezzare il lavoro delle ONG mediche.
Lo sapete quanto costerebbe ai talebani o al corrottissimo governo Karzai allestire un ospedale attrezzato come quello di Emergency o Medici Senza Frontiere, con personale altrettanto qualificato?
Una montagna di quattrini che non potrebbero spendere in RPG, Kalashnikov, o carri armati T-72.
Ed e' proprio per questo motivo, ovvero se vogliamo cacciare la cinica realpolitik della guerra e svolgere un'opera umanitaria, che le ONG devono fare qualsiasi sforzo per mantenersi neutrali e super partes, perche' se alterano quel delicato equilibrio di mutuo interesse fra le parti in causa, stabilito purtroppo dalla orribile realpolitik della guerra e che consente loro di rendere un servizio umanitario di valore incalcolabile, rischiano di creare danni immensi e di mettere in gioco altre vite.
Le ONG hanno sulle spalle un fardello etico molto pesante e non dovrebbero confondere la legittima denuncia di situazioni umanitarie disastrose - ivi comprese quelle causate dalla NATO o dalle forze occidentali - con la militanza politica.