Ci sono quattro considerazioni che vorrei proporvi dopo la strage accaduta per mano dei militari israeliani a bordo di una delle navi della flottiglia umanitaria di ONG carica di aiuti alimentari destinati a Gaza.
La prima e' piu' che altro una affermazione:
I FATTI
A) I militari israeliani, fino a che non sara' provato il contrario, hanno sparato su civili disarmati.
Questo secondo il diritto internazionale e la Convenzione di Ginevra e' un gravissimo crimine, e come un gravissimo crimine va trattato.
Quindi e' necessaria una inchiesta e i responsabili devono pagare. Punto.
Colgo anche l'occasione per ribadire a quella fila di emeriti microcefali di sinistra - non tutti, credo per esempio, e con un certo rammarico, di poter escludere Sciuscia e Essere Disgustoso - che come al solito, del post precedente ha letto quel che conveniva ai loro cervellini attanagliati dagli spasmi semantici pavloviani-rivoluzionari, che la mia posizione sugli errori, spesso sanguinosi e catastrofici di Israele, e' li' da vedere.
Come al solito - e del resto quando si posseggono due neuroni, dei quali uno e' "rivoluzionario"- non avete capito una cippa, e ovviamente la maggior parte di voi non ha fatto altro che recitarmi lo squallido compitino delle accuse di "filosionismo", appreso in anni di indefesse frequentazioni di Indymedia, e di letture "antagoniste".
Frequentazioni che hanno ridotto cervellini gia' gravemente danneggiati dalla Natura, a una massa gelatinosa in grado di rispondere solo a pochi, determinati e ben circoscritti stimoli pavloviani, che comprendono ovviamente la sete di sangue - al posto della sete di giustizia -, olocausti, e nuove barricate.
Oltre alla "caccia all'ebreo". Ma di questo parleremo dopo.
SPIEGAZIONI
B) I militari israeliani devono fornirne parecchie e, se come sostengono, sono stati aggrediti da personale civile armato, devono provarlo. Altrimenti e', e resta, un grave crimine.
E come tale va perseguito e punito.
Non nutro alcuna stima per la maggior parte delle ONG, ma che a bordo della nave ci fossero armi e armati, be' come ha sottolineato Falecius, e' una giustificazione estremamente labile, e non v'e' dubbio che l'abbordaggio israeliano presenta molti punti oscuri.
Fra l'altro resta da stabilre se l'attacco sia avvenuto all'interno della zona di esclusione di 20 miglia, che rientra nei confini dell'embargo, o come sostengono diverse fonti attendibili e imparziali, a 40 miglia dalla costa, quindi ben oltre quel limite.
Tuttavia, anche la Turchia deve fornire qualche spiegazione, perche' anche in questo caso c'e' qualche conto che non mi torna.
Il premier Erdogan ha osservato giustamente che l'attacco e' equiparabile a un attacco alla sovranita' turca, poiche' e' avvenuto su una nave turca .
E come recita il diritto internazionale le ambasciate, gli aereoplani, e le navi battenti la propria bandiera nazionale, sono parte integrante del territorio di quella nazione.
Sempre base alle leggi internazionali, qualunque paese ha il diritto di fermare e perquisire vascelli diretti a un paese nemico, prima di lasciarli attraccare a quel porto, anche se in questo caso Israele avrebbe dovuto prima chiedere il permesso al governo turco, trattandosi di una nave di quel paese.
Sulla nave turca Marmara viaggiava una ONG turca. E i rapporti fra Turchia e Israele - un tempo alleati, e che hanno ancora accordi di cooperazione strategica - sono da tempo pessimi.
E guarda caso, il casino e' scoppiato su una nave turca. Sulle altre - stando alle notizie arrivate finora - non e' accaduto nulla.
Ora: intorno a Gaza esiste un "cordone sanitario" - leggi embargo - decretato dal governo israeliano, dal momento che Hamas e Israele sono in guerra.
Non mi interessa discutere della legittimita' di tale embargo: non e' questo il punto. Il governo Netanyahu a mio avviso - e l'avevo gia' detto - sta commettendo gravi errori nei confronti dei palestinesi.
I vascelli della flottiglia pacifista, compreso quello turco, sono salpati da un porto turco e i membri delle ONG erano stati correttamente perquisiti dalle autorita' doganali turche.
Ergo, il governo turco sapeva che una nave battente bandiera turca stava per forzare il blocco esistente fra due stati in guerra, ergo si trattava di una iniziativa se non ufficiale, quantomeno approvata dal governo di Ankara, che di conseguenza si apprestava a intervenire in un conflitto in cui non e' coinvolto, forzando il blocco imposto da uno dei due contendenti, e assumendo cosi', quella che inevitabilmente e' una presa di posizione ufficiale a favore di uno dei due schieramenti.
Cosi' come la flottiglia era stata avvertita nei giorni precedenti - e su questo ci sono le prove - dalle autorita' militari israeliane, che sarebbe stata fermata, e che le sarebbe stato probabilmente impedito di proseguire.
Durante la Grande Carestia irlandese, come ho scritto nell'altro post, il sultano turco invio' aiuti agli irlandesi, in barba al rifiuto del governo britannico, violando quelle che all'epoca erano acque territoriali britanniche.
Fu un gesto coraggioso, umanitario e lodevole, ma a differenza di Erdogan, il sultano Abdulmecid decise deliberatamente di rischiare un incidente diplomatico piuttosto grave, e di assumersene le conseguenze.
Sapeva che se fosso successo qualcosa di simile a quello che e' successo oggi, avrebbe dovuto risponderne, perche' stava violando le acque territoriali britanniche.
E va comunque sottolineato che non esisteva un conflitto fra Gran Bretagna e Irlanda, e che quest'ultima, all'epoca, faceva parte del territorio metropolitano inglese.
Gli inglesi chiusero un occhio e la faccenda fini' li', ma dubito che se durante la Prima Guerra Mondiale, una nave svedese, carica di pacifisti svedesi, avesse voluto trasportare derrate alimentari ai tedeschi che facevano la fame a causa del blocco navale imposto dai britannici, il primo ministro LLyod-George l'avrebbe fatta passare.
E se gli svedesi avessero provato a forzare il blocco, cio' sarebbe equivalso a una discesa in campo del governo svedese a favore della Germania, con tutte le conseguenze del caso.
Se riesplodesse il conflitto greco-turco a Cipro e la Turchia decretasse un embargo intorno all'isola, dubito che qualsiasi governo europeo permetterebbe a una nave battente la propria bandiera nazionale di violare l'embargo, senza a monte, una precisa presa di posizione diplomatica e politica.
Ripeto, anche in questo caso, non mi tornano i conti, e anche per le navi di altre nazionalita' presenti nella flotta, mi domando perche' si sia permesso di utilizzarle per forzare un blocco fra due paesi in guerra, uno dei quali, e responsabile dell'embargo, aveva ripetutamente avvertito di stare lontani dall'area.
LE ONG
C) Finiamola di nasconderci dietro a un dito.
Esistono ONG serie, professionali e apolitiche che svolgono un lavoro encomiabile, e ONG dilettantesche, politicamente schierate, faziose, strumentalizzate, ed estremamente dannose.
Tutte queste organizzazioni vanno comunque dove gli pare in zone di guerra - perfino in quelle vietate alla stampa - senza nessuna autorizzazione, nessun controllo, e senza alcuna regolamentazione, codice o statuto, che ne vincoli o le renda responsabili delle conseguenze delle loro scelte, azioni, e decisioni.
La Croce Rossa e' praticamente una ONG - forse la piu' famosa - ma quando manda i suoi operatori umanitari in qualche zona del mondo, lo fa in maniera apolitica, professionale, e si assicura di ricevere le autorizzazioni a poter lavorare in quella zona.
E cosi' fa Medici senza Frontiere, Oxfam, e persino Emergency, del cui "patron" Gino Strada, non sono esattamente un simpatizzante.
Avete mai visto Emergency, Oxfam o la Croce Rossa, violare embarghi, blocchi o agire senza autorizzazioni in zone di guerra?
In secundis, e' ora che per far parte di una ONG, si accertino le professionalita' dei volontari che decidono di recarsi in aree sconvolte dai conflitti, o nel caso, si istituiscano scuole, corsi, o chiamateli come cacchio vi pare, per preparare questi volontari allo scenario delicatissimo in cui saranno chiamati a operare.
E' ora di finirla con dilettanti, scrittori, intellettuali, gggiovani pirla emuli di Che Guevara, e "raddrizzatori di banane etiche", che per ovviare alla noia della propria esistenza, dal momento che a Gallarate non puoi batterti con i capelli al vento per il pueblo unido jamas sera vencido, si avventurano in regioni del pianeta dove si spara, la gente muore, e le conseguenze di un gesto sbagliato possono essere sanguinose e catastrofiche.
Questo e' il cazzo di punto. E' ora di regolamentare secondo le norme del diritto internazionale, le attivita' delle ONG.
Le ONG sono importanti, spesso svolgono un lavoro insostituibile, ma non possono andare dove cazzo pare a loro, e far quello che cazzo pare a loro. Se quello che e' successo nelle acque al largo di Gaza - che e' estremamente grave - fosse successo al confine fra Russia e Georgia, fra le due Coree, o in qualunque altro posto del mondo dove vige lo stato di guerra, o la tensione e' altissima, ora avremmo una crisi internazionale coi controcazzi.
E infatti ora l'abbiamo.
Perche'? Ce n'era bisogno, specie in Medio Oriente?
Gli israeliani, fino a prova contraria, hanno commesso un crimine, ma quelle navi erano state avvertite piu' volte nei giorni scorsi dai vascelli militari israeliani a non proseguire.
Perche' hanno deciso lo stesso di forzare il blocco in una zona di guerra?
Posso essere anche d'accordo sulla dubbia utilita' dell'embargo a Gaza, ma perche' la "Flottiglia della Liberta' " cosi' come si e' definita, non si e' fermata, nonostante sapesse che ci sarebbe stato un confronto, e che difficilmente le sarebbe stato permesso di attraccare a Gaza?
Non sono un complottista, ma e' ora che le ONG si dotino di una carta, codice, statuto o chiamatelo come diavolo volete, che ne regoli le attivita'', e ne assicuri l'imparzialita' e la professionalita', altrimenti a molti cominceranno a sorgere legittimi dubbi sui veri scopi del lavoro svolto dalle ONG.
LA COLPA COLLETTIVA
D) Ieri a Roma ci sono state manifestazioni di attivisti di sinistra che nel passare vicino al ghetto ebraico della capitale, hanno cominciato a gridare "assassini, fascisti" e altre amenita' simili.
Ieri, uno dei blogger di sinistra fra i miei link ha pubblicato un post dal titolo "l'ebreo aberrante".
Lo faccio estremo rammarico perche' stimo parecchio quella persona, e sono davvero sorpreso, ma credo che dovro' togliere quel link.
Capisco la sua rabbia, e posso anche essere d'accordo con lui circa la condanna a Israele, ma faccio molta fatica a capire quel titolo.
E ancora, se vi fate un giro su molti blog di sinistra, troverete gente che invoca l'intervento nucleare dell'Iran per cancellare Israele, parla di ebrei assassini, e addirittura qualcuno si e' anche ricordato che Gad Lerner, pur essendo di sinistra e' ebreo.
Ora: gli ebrei di Roma sono cittadini italiani. Fra gli ebrei italiani ci sono parecchi ebrei di sinistra, e comunque di sinistra o no, molti ebrei nel mondo condanneranno duramente la strage.
Cosi' come fra gli israeliani. Mi auguro.
Ma cio' non basta a una certa sinistra. Gli ebrei sono assassini, sionisti e fascisti. Tutti indiscriminatamente, che siano ebrei della diaspora o israeliani, che abbiano approvato l'azione, o che l'abbiano condannata.
Tutti: fino all'ultimo uomo, donna o bambino, gli israeliani sono assassini, e di conseguenza gli ebrei.
Perche'?
Perche' sono ebrei, e perche' Israele e' uno stato ebraico.
Si tratta del ben noto concetto di "colpa collettiva" noto agli storici e ai sociologi che si occupano di razzismo.
Si tratta di addossare i crimini e gli errori di un singolo o di un governo, all'intera etnia - ma anche fede religiosa o politica - a cui appartiene quel singolo o quel governo.
Senza appello e senza possibilita' di condannare o di prendere le distanze dalle azioni di quel singolo o di quel governo, da parte degli "imputati" di quella etnia, religione o fede politica.
Colpevole esclusivamente perche' ebreo, arabo, negro, cristiano, mussulmano, democratico, comunista o monarchico.
In virtu' di questa rivoltante forma di razzismo - forse la piu' diffusa - quando un nero stuprava una donna bianca in Alabama, partivano i raid del Klu Klux Klan per impiccare qualunque nero a portata di mano.
In virtu' di questa rivoltante forma di razzismo sono stati mandati sulla sedia elettrica Sacco e Vanzetti, perche' italiani.
In virtu' di questa rivoltante forma di razzismo, tutti i rumeni sono stupratori, e tutti i mussulmani, terroristi o barbari medievali che picchiano le donne o sgozzano la figlia quando la colgono in compagnia di un non mussulmano.
Ora: se dovessimo applicare la logica degli Opliti del Bene e dei diritti umani che a Roma hanno gridato "assassini" a ebrei italiani che con le azioni dell'esercito israeliano non c'entrano nulla, il 7 luglio del 2005, a Londra, dopo l'attentato kamikaze di tre giovani mussulmani che provoco' 52 morti nella metropolitana, si sarebbero dovuti scatenare pogrom anti-islamici e ogni cittadino britannico non mussulmano avrebbe dovuto avere una implicita "licenza di uccidere" ogni mussulmano che incontrava.
Non importa che i tre fossero tre pirla isolati, e che la stragrande maggioranza di mussulmani inglesi sia gente normale che vuole solo praticare la propria fede e vivere tranquilla.
In virtu' della "colpa collettiva" e della logica razzista degli Opliti del Bene che oggi fa gridare "assassini" a qualunque ebreo a portata di mano, se quel 7 luglio 2005 a Londra eri mussulmano, eri un assassino.
Pensate se al prossimo attentato kamikaze in qualche parte del mondo pubblicassi un post dal titolo: "Mussulmani Terroristi Vigliacchi".
Cosa pensereste?
E invece oggi li vedi, i "raddrizzatori di torti", sui loro blog, scrivere post in cui spiegano che e' ingiusto dare dell'antisemita a chi critica Israele (e in effetti lo e') e che questi gesti criminali (e in effetti lo sono) devono essere condannati.
Tutte belle parole e grandi costrutti e costruzioni morali, la cui facciata e' eticamente, e moralmente ineccepibile.
Ma poi, quando oltrepassi quella splendida facciata di cartongesso etico, e vai sui commenti dei blog molto intelligggenti e progressisti di oggi pomeriggio, e' tutto un darsi pacche sulla spalla, e farsi pompini a colpi di: "ebrei assassini", "nuclearizziamo Israele", " Israele e' uno stato nazista", etc etc.
Come sempre accade a una certa sinistra, quando gratti la patina di sottile ipocrisia fatta di cccultura e grandi ideali, viene fuori Chtuhlu che invoca stragi, sangue, rivoluzioni, bombe atomiche e pulizie etniche per chi non e' conforme ai suoi canoni politici.
Ergo, tutti gli ebrei sono assassini.
Agli ebrei non e' concesso fare come fanno i commentatori di sinistra su London Alcatraz, che quando critichi qualcuno a sinistra che commette qualcosa di indifendibile, srotolano la solita lista sdegnata di lagne e distinguo:
"Non siamo tutti cosi' a sinistra", oppure il classico: "Tizio, Caio e Sempronio non mi rappresentano, non sono la sinistra che dico io"... o anche l'intramontabile: " Smettila di usare quel 'voi' Yoss, non cercare di associarmi ad azioni che non condivido, e a posizioni che non mi appartengono".
Per gli ebrei, questo non vale, ma per loro che sono i "buoni" per definizione, si'.
Mi si chiede sempre di non fare di tutta l'erba un fascio quando parlo della sinistra, e io accetto la critica e il suggerimento volentieri, perche' trovo sia giusto, e cerco quando posso di fare i necessari distinguo quando parlo della sinistra.
Ma oggi cosa devo pensare, quando solo per il fatto di essere ebrei, a Roma si grida "assassino'"a persone che non hanno commesso alcun crimine, tranne quello di essere ebrei, e che con quello che e' accaduto al largo di Gaza non c'entrano niente?



