Dunque, la discussione nata sul thread di ieri e' stata molto interessante e ne sono risultate diverse argomentazioni assai sensate e intriganti.
Vorrei menzionare in particolare Augusto che ci ha fornito lumi tecnici e professionali da professionista, su alcune norme di diritto internazionale marittimo relative alla perquisizione dei vascelli in acque internazionali nel caso di blocchi marittimi fra paesi in guerra, ed embarghi.
Ciodetto, come sapete, mi piace molto discutere di politica internazionale e di storia, e per questo motivo voglio parlare ancora dei fatti accaduti ieri al largo di Gaza, e facendolo, sfatare l'atavica "Maledizione del Post sul Medio Oriente" che pesa su tutti i blog che affrontano l'argomento.
Come ben sapete, appena si entra nel merito di una questione mediorientale che coinvolge Israele, i palestinesi e gli altri stati della regione, il thread relativo viene sottoposto a un devastante "fuoco di saturazione" di stupidaggini rivoluzionarie terzomondiste, e propaganda con la bava alla bocca, generalmente messo in atto da troll di sinistra.
Nel thread del post precedente cio' non e' accaduto grazie alla regola della censura mutuata dal buon Uriel, secondo la quale
" la selezione all'ingresso migliora il divertimento".
Diciamo anche che ho allargato un po' le maglie, pur continuando a nuclearizzare a "tutta randa" commenti acefali di microcefali.
E vi assicuro che ne ho "coventrizzati" parecchi.
Uno in particolare, con un certo rammarico perche' era anche divertente: il cefalopode mi ha comunicato infatti la sua intenzione di farsi allo spiedo " le mie grasse palle di ebreo"...
Ad ogni modo, siccome e' mia intenzione continuare a parlare di questo argomento in maniera normale, fattiva, e fattuale, per questo post le maglie della censura non solo ritorneranno alle dimensioni normali, ma si restringeranno ulteriormente.
Quindi, cari "raddrizzatori di banane umanitarie", risparmiatevi la fatica di pigiare sui tasti con i vostri ditini rivoluzionari.
In secundis, sullo specifico dell'abbordaggio, voglio continuare a esporre argomentazioni e fatti con la stessa equidistanza del post di ieri, che non e' ne' prudenza, ne' equilibrismo, bensi' semplice freddezza.
Questo per due motivi:
A) A livello morale ed etico, non voglio pormi al livello di quei mongoloidi a pile (cit. Niccolo' della redazione di I&I) che ieri e l'altro ieri hanno inscenato processi sommari e di piazza contro Israele e gli ebrei, decidendo a priori, e sulla base di bieche motivazioni ideologiche, la colpevolezza di israele.
B) Voglio esaminare i fatti con freddezza, perche' credo di avere un po' di "carne al fuoco" che mi piacerebbe discutere con voi.
La freddezza e' essenziale, perche' con il testosterone e la testa bassa generalmente ci si spiaccica contro il muro.
Sia nelle argomentazioni civili, dove raccogliendo prove e fatti potete inchiodare l'avversario dialettico, sia in quelle decisamente meno civili.
Se per qualche spiacevole e non auspicabile circostanza vi capita di dover fare a cazzotti, e vi lanciate a testa bassa contro un avversario determinato che mantiene la calma, finirete col prendere una colossale montagna di sberle.
Per questo motivo vorrei mettere insieme elementi circostanziati e trarre alcune ipotesi, senza rischiare di finire su "Perle Complottiste" o di diventare un emulo di Giulietto Chiesa.
Se cio' accadesse, mi guarderei allo specchio e mi sputerei in un occhio.
Ergo, passiamo al dunque
:L'ABBORDAGGIO ISRAELIANOAi miei occhi questa parte della vicenda comincia a essere un semplice "condimento":
ricostruire dai filmati quello che e' accaduto con esattezza e' molto difficile perche' questi ultimi sono frammentari e sono stati rilasciati spezzoni sia dall'IDF, sia dai "pacifisti".
Ho messo le virgolette a "pacifisti", perche' a questo punto credo con ragionevole cognizione di causa che la loro idea di "pace" fosse piuttosto peculiare, a giudicare da come sono stati accolti i militari israeliani a bordo delle navi, o perlomeno a bordo della nave turca dove e' accaduta la strage.
In secundis, e' chiaro come il sole che qualcosa e' andato storto da parte israeliana.
Sono state le forze speciali a perdere il controllo, o stata colpa di una pessima intelligence a monte della vicenda?
Onestamente non lo so e non ho alcun elemento per avanzare supposizioni. Se facessi parte del governo israeliano ordinerei quantomeno una inchiesta interna all'esercito per capire cosa non ha funzionato nell'azione dei militari, perche' non ha funzionato, e se si e' trattato di un uso eccessivo della forza o di legittima difesa.
Saro' anche stronzo e "fatto all'antica", ma quando ci scappa il morto, gradirei si facesse giustizia.
Dopodiche' da un punto di vista solidamente pragmatico, Israele ha tutto l'interesse a capire se la sua intelligence abbia cazzato spettacolarmente e perche', per ovvi motivi di sicurezza nazionale.
Non nascondiamoci dietro a un dito: Tsahal e l'intellicence israeliana ( Shin Bet e Mossad) non sono quel mito di invincibilita' e superefficienza che ci e' stato tramandato.
Gli israeliani sono esseri umani, e come tutti gli esseri umani, cazzano.
Tsahal cazzo' spettacolarmente nel 2006 nella scelta del terreno dove impiegare i tank contro gli efficaci e moderni missili anticarro russi forniti dall'Iran a Hezbollah, e l'intelligence dello stato ebraico cazzo' altrettanto spettacolarmente nel 1973, quando, nonostante avesse ricevuto segnali e avvisaglie, ignoro' la tempesta che si stava addensando sul Canale di Suez, e fu colta completamente di sorpresa dall'attacco egiziano ( e siriano) che scateno' la Guerra del Kippur.
Comincio' ad avere "qualche certezza" solo poche ore prima.
Molliano quindi il "condimento" e passiamo al piatto principale.
PACIFISTI, MARTIRI, E URANIOCome ho avuto modo di esporre nel post precedente, a mio avviso ( e di quello di alcuni ospiti), la Turchia deve spiegare parecchie cose che non mi fanno tornare i conti.
Vi ho gia' spiegato il motivo, e non staro' quindi a ripetermi, soprattutto perche' sui "pacifisti" cominciano a emergere singolari connessioni e coincidenze.
Innanzitutto, sarei tentato di parlare di "martiri", come evidenzia un
flash di agenzia che ho preso da...sorpresa sorpresona...forse un giornale filosionista della destra serva della lobby ebraica e di abberlusconi?
Temo di no, si tratta infatti di Repubblica, e vi invito a leggerlo.
Avete visto? I familiari di 3 dei 4 turchi morti nel blitz israeliano dicono che le vittime volevano il martirio.
Circostanza che ieri avevo anche letto sul Times, ma riferita alla partenza da Cipro effettuata dalla "flottiglia della pace", e circa le dichiarazioni di alcuni dei passeggeri della nave turca "Marmara".
Ma da ieri, il Times online e' a pagamento, quindi non posso mettervi il link e comunque, che Murdoch si fotta.
Dopodiche', dall'altra parte dell'oceano, sull'organo non ufficiale del Partito Democratico USA e uno dei quotidiani piu' cuministi, radical-chic e politically correct del pianeta, ovvero il New York Times, viene pubblicato un interessante articolo sulla ONG pacifista "Free Gaza", e sui legami - possiamo definirli "singolari"? - di quest'ultima con una organizzazione "umanitaria" turca.
Eccovi il link. E' molto interessante, anche se ovviamente si tratta di un articolo commissionato dalla lobby ebraico-americana, dal Mossad e Godzilla.
Avete visto?
Interessante direi: ci sono di mezzo tanti quattrini con cui finanziare le "flottiglie della pace", oltre a legami, rapporti e connessioni ambigui fra una ONG e Hamas.
Una zona "grigia", che, come avrete letto, e' ancora oggetto di controversie e sospetti.
Non certo il tipo di ombre che una persona si aspetta da una ONG dedita "al soccorso umanitario degli oppressi".
Il che non fa che confermare quanto ho scritto ieri sulle ONG.
Alcune fanno un ottimo lavoro, altre sono decisamente faziose e con obiettivi poco chiari nel migliore dei casi.
Non so se avete letto la dichiarazione di Omar Faruk, uno dei membri dei "pacifisti": invece di dolersi per le vittime e stigmatizzare l'azione di Israele, afferma:
«Siamo diventati famosi. Siamo molto grati alle autorita' israeliane».
Una frase che ha lasciato perplessi anche i due autori dell'articolo che parlano di
"celebrazione di uno strano successo".Io generalmente stimo solo un pugno di ONG, ma anche fra quelle che non stimo per nulla, non ho mai visto per esempio, la superambientalista, super-radical-chic, e terzomondista Oxfam, cacciarsi in situazioni simili, ben oltre l'incidente diplomatico, e ben addentro il territorio della crisi internazionale.
E qui entra in gioco la Turchia.
L'ONG si auto-finanzia come avete letto dal NYT, e come dicono i suoi membri, tramite somme di denaro provenienti in larga misura dalla ricca e assai religiosa classe di commercianti che costituisce la spina dorsale del partito politico che ha portato al potere il primo ministro Erdogan, anch'egli molto religioso.
L'ardente fede islamica di Erdogan e' stata, ed e', in Turchia, al centro di controversie e preoccupazioni nei settori laici della societa' turca, e, dalla sua ascesa al potere, i rapporti fra Erdogan e Israele si sono progressivamente deteriorati.
L'ONG ha acquistato ha acquistato la nave dove e' avvenuto il raid - insieme ad altre due - dalle autorita' municipali di Istambul, per 1.8 milioni di dollari.
Mi risorgono quindi spontanee le domande sul ruolo del governo turco nel forzare il blocco fra due paesi in guerra, con un vascello battente bandiera turca, della cui destinazione, e dei cui scopi, le autorita' di Ankara erano evidentemente a conoscenza.
Ora: abbiamo visto tutti cosa e' successo a seguito dell'incredibile casino scoppiato dopo il raid israeliano.
L'altro effetto immediato e' stato per Hamas l'equivalente del calare un poker d'assi, dal momento che il raid finito in vacca, ha attirato l'attenzione internazionale su quell'embargo decretato da Israele che la strangola, e che ora molti chiedono di allentare, o di abolire.
Queste sono le ripercussioni visibili e immediate di tutto il gigantesco casino scoppiato al largo di Gaza.
E' anche evidente che la Turchia con il suo sostegno ad Hamas non solo sta scuotendo l'alleanza con Israele, ma sta lanciando anche un segnale molto forte all'altro suo alleato nella regione: gli Stati Uniti.
Ora: ieri per diversi motivi, e dopo qualche ricerca, non ho potuto fare a meno di notare diverse cose interessanti che vi sottopongo e che possiamo discutere.
Torniamo indietro di qualche giorno e per l'esattezza al 17 maggio.
Lunedi' 17 maggio, Turchia, Brasile e Iran firmavano un accordo per lo scambio di carburante nucleare.
Qui la notizia dalla BBC (ente pubblico britannico filosioinista).
In base all'accordo, l'Iran s'impegnava a fornire 1200 chili di uranio a basso arricchimento alla Turchia, in cambio di materiale fissile per un suo reattore nucleare destinato alla ricerca.
Per la precisione, 120 chili di uranio la cui percentuale di arricchimento e' del 20%, e quindi come spiega la BBC, al di sotto della percentuale richiesta per produrre armi nucleari.
Sempre nel testo, la Turchia fa sapere che se le scadenze di consegna non verranno rispettate s'impegna a restituire l'uranio all'Iran.L'Iran gongola, poiche' con questa mossa di Turchia e Brasile, sembra scongiurata l'ipotesi di sanzioni al suo programma nucleare, appoggiato principalmente dagli USA che si apprestavano a presentare la proposta di nuove misure punitive al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
Anche Turchia e Brasile esultano, dal momento che fanno parte del Consiglio di Sicurezza e sarebbero chiamati a dare un voto contro l'Iran verso il quale sembrano riluttanti.
E dal punto di vista della prominenza politica e diplomatica sullo scenario internazionale, si tratta certamente di un bel colpo per due paesi, di cui uno, il Brasile, e' una delle nuove potenze emergenti globali.
Tutto e' bene quel che finisce bene?
Col cazzo.
L'accordo lascia freddi Stati Uniti e Francia, secondo i quali non e' chiaro cosa si voglia fare dell'uranio iraniano: se verra' utilizzato come carburante nucleare, o trattenuto come una sorta di "caparra".
Inoltre, come sottolinea l'analista della BBC, la Turchia non e' in grado di produrre barre di materiale fissile, ergo l'Iran dovrebbe comunque rivolgersi a chi aveva proposto in precedenza di fornire barre all'Iran: ovvero oltre a Francia, USA, e Russia - aggiungo io da Wikipedia - Cina, Gran Bretagna e Germania. I 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, piu' la Germania.
L'Iran a suo tempo rifiuto', perche' accettare l'offerta averebbe significato dipendere dalle nazioni fornitrici per le sue scorte di uranio. E queste, nella situazione attuale temono che se accettassero ora, l'Iran potrebbe porre condizioni difficili da soddisfare.
E il giorno dopo, martedi' 18 maggio:
SORPRESONA!Dal
Guardian (organo ufficiale del Mossad) apprendiamo che dopo un sorprendente "salto della quaglia", Cina e Russia appoggiano la bozza di risoluzione degli altri tre membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ossia, USA, UK e Francia a favore di sanzioni molto dure contro il programma nucleare dell'Iran con l'aggiunta di un inasprimento dell'embargo sulla vendita di armi a Teheran.
Una copia del testo viene inviata anche agli altri quindici membri non permanenti - di cui fanno parte Brasile e Turchia - e per l'Iran si preannunciano uccelli senza zucchero, visto che con il peso di di Russia e Cina sulla bilancia, che con l'Iran hanno stretti rapporti sia commerciali, sia nelle forniture di petrolio (alla Cina) sia nelle forniture di armi ( dalla Russia all'Iran), e che fino al 18 maggio si erano mostrate molto titubanti ad appoggiare le azioni degli USA per frenare il programma nucleare di Teheran, la risoluzione ha molte probabilita' di passare e di essere votata a maggioranza e quel che e' peggio, senza veto.
Il Guardian spiega anche chiaramente che il "party a sorpresa" organizzato dagli USA, e al quale hanno aderito Russia e Cina, diciamo che, uhmmm, diciamo che irrita leggermente Turchia e Brasile?
No no: li fa incazzare abbestia.
Un paio di settimane dopo, "tomo tomo, cacchio cacchio", un gruppo di vascelli di "pacifisti" salpa dalla Turchia e da Cipro con l'intenzione di forzare il blocco israeliano al largo di Gaza e...
KRAKATOA!La tempesta perfetta.
Alla luce dei recenti fatti, la votazione sulla risoluzione contro l'Iran in programma nelle prossime settimane al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che sembrava in discesa, diventa improvvisamente una parete di sesto grado.
Per passare, il documento oltre a non ricevere il veto da uno dei cinque stati membri permanenti, deve ricevere almeno quattro voti favorevoli dai membri non permanenti, e mi sembra piuttosto improbabile che Turchia e Brasile diranno si', cosi' come non lo dira' il Libano, mentre pare probabile che il Messico e qualche altro stato si asterranno.
E anche se l'astensione non è considerata pari al veto come impedimento per l'adozione di una risoluzione, se si finisce sotto e non c'e' la maggioranza, la strada e' davvero in salita.
Ergo, per la risoluzione anti-Iran, buonanotte al secchio: gli USA e chi sosteneva le sanzioni se lo pigliano in saccoccia, mentre oggi l'attenzione si sposta sull'embargo ad Hamas, che improvvisamente potrebbe diventare non solo una questione umanitaria, ma una merce di scambio.
Magari all'ONU...visto che
oggi l'amministrazione Obama fa sapere che considera l'embargo a Gaza insostenibile, e che chiedera' a Israele di riconsiderare l'approccio alla questione e permettere l'afflusso di un maggiore quantita' di materiale.
Cui prodest?
Mi fermo qui, perche' non voglio finire su "Perle Complottiste", non ho nessuna intenzione di guardarmi allo specchio per vedere riflesso Giulietto Chiesa, e quindi di sputarmi in un occhio.