Saturday, 18 December 2010

Strategie politiche a lungo termine


E con questo post molliamo temporaneamente la politica italiana.

Dopo una serie di attente osservazioni basate sui recenti fatti romani e sulla strategia politica del centrosinistra negli ultimi 16 anni, posso affermare con ragionevole certezza che il PD vincera' le elezioni fra 5 miliardi di anni ed esattamente un'ora prima che il Sole esploda trasformandosi in una supernova.


Il Sol dell'Avvenire


Friday, 17 December 2010

Santoro, l'ira funesta di Marchionne, e il mondo degli adulti


Sapete perche' spero che la FIAT che ha fatto causa ad Anno Zero chiedendo un mega risarcimento di venti milioni di euro, tolga le mutande a Santoro?

Non perche' io sia un ammiratore di Marchionne, ma perche' finalmente il giornalismo strillato, demagogico, strumentale e ariafrittesco di Michele Santoro, si e' scontrato frontalmente con la realta'.

E con il mondo degli adulti.

La storia e' semplice e la riassumo in poche righe: la sera del 2 dicembre, Anno Zero mando' in onda una puntata dedicata alla FIAT in cui era ospite anche Michele Landini della Fiom e nella quale il martire parlo' dello stabilimento Chrysler di Detroit dove secondo lui gli operai subivano condizioni capestro per mancanza di un contratto di lavoro.

Questo non lo so, ma e' possibile: del resto se Marchionne pone condizioni capestro e' perche' qualcuno glielo permette. A me pareva che l'idolo dei progressisti planetari, l'uomo che e' diventato presidente degli USA perche' e' negro, ossia Obama, fosse stracontento dell'arrivo di FIAT a Detroit.

Va anche osservato che il servizio di Anno Zero non piacque affatto agli italiani di Detroit, come riporta il loro blog in questo link e questa dichiarazione che ho tratto dal suddetto blog:

Dispiace che modelli di relazioni industriali vecchi di decenni e dimostratisi fallimentari vengano proposti ancora al pubblico di trasmissioni televisive italiane.

Comunque sia, il servizio successivo di Anno Zero proponeva una prova su strada della nuova vetttura Alfa Romeo: la MiTo, comparata ad altre tre vetture estere e concorrenti.

Servizio basato su un test realizzato da Quattroruote.

Dopo una serie di battute fuori luogo su Marchionne che da sole avrebbero meritato una querela - Santoro ironizzo' sul fatto che un laureato in filosofia come Marchionne non fosse adatto a dirigere un gruppo metalmeccanico: anche Santoro ha una laurea in filosofia, ma il suo lavoro non lo sa fare, al contrario di Marchionne - dicevo, dopo gli scanzonatissimi insulti che lui puo' permettersi perche' e' un martire progressista, la trasmissione passo' a confrontare la MiTo con altre tre auto straniere.

E la vettura di casa Alfa ne usci' male, molto male.

A quel punto, qualcuno mette una pulce nell'orecchio a Marchionne che dopo aver visionato il filmato esce dal suo ufficio a diciotto buche con piscina ed eliporto, incazzato come il tirannosauro di Jurassic Park: e non tanto perche' avessero parlato male della MiTo, ma perche' si tratta di uno sputtanamento fatto alla classica maniera del "giornalismo" di Santoro: ossia estrapolando fatti fuori del contesto e rimontandoli come cazzo pare a lui per sostenere la tesi che fa politicamente comodo a lui. Che ovviamente e' la verita', perche' lui e' un martire progressista dellu dimonio di Arcore.

E che cosa ti ha escogitato questa volta la "vittima del regggime"?

Semplice: il servizio originale di Quattroruote e' stato completamente stravolto dal paladino della liberta' di stampa. Nel test originale infatti, la MiTo risultava complessivamente migliore delle altre tre vetture, ma Santoro ne ha estrapolato un unico dato negativo relativo alla velocita', per concludere che la nuova auto della FIAT e' una latrina a motore buona solo per i crash test coi manichini.

Tutto cio' per dimostrare ovviamente che la FIAT e' un mucchio di sterco di cavallo del piu' bieco e arcaico padronato, che il mito Fiat e' liquame, e che Marchionne e' un incapace "padrone delle ferriere" che beve champagne nei teschi degli operai morti dopo essere stati gettati nel piombo fuso dallo stesso Marchionne con un ghigno sadico.

Ora, il punto e' questo: finche' Santoro metteva in piazza sceneggiate napoletane sulla liberta' di stampa, oppure puntava il dito contro le zoccole di abberlusconi, si manteneva in un alveo circoscritto dove quel tipo di idiozie, quel tipo di aria fritta, compreso mettersi a cantare Bella Ciao con l'aria di un condannato a morte, pagano e pagano benissimo: sia in termini salariali, sia in termini di audience.

In piu', dato che si muoveva fondamentalmente nel campo piu' noioso, vacuo e ariafrittesco del pianeta, ossia la politica italiana, i rischi erano relativamente pochi in virtu' della natura ectoplasmatica della materia trattata e della conseguente possibilita' di stravolgere, strumentalizzare, estrapolare, manipolare e rimontare fatti e notizie come cazzo pareva a lui.

Assistito da quel giullare rincitrullito di Vauro, che crede ancora nella dittatura del proletariato.

Quello per Micheluzzo era il "mondo dei bambini" dove lui, per dirla alla Abatantuono, "spadrunecciava", visto che si tratta essenzialmente di un gioco, e che lui sa giocare benissimo: come giustamente ha fatto notare Uriel nel suo penultimo post, a ogni troia che Berlusconi si scopa, la popolarita' del cialtrone di Arcore s'impenna, cosi' come s'impennano gli ascolti e gli stipendi di Santoro.

E torno a ripetere: i rischi legali sono relativamente contenuti: le querele per diffamazione di questo tipo sono affari noiosi e lunghi dove non di rado il querelante getta la spugna

E dove comunque gli eventuali risarcimenti sono ampiamente alla portata di una trasmissione come Anno Zero e di un buffone come Santoro.

Quello di Santoro e' infatti un mondo di ectoplasmi che parlano e si urlano addosso, e la tv e' il medium che consente di evocarli, vederli e partecipare alla seduta spiritica.

Pestando i calli a Marchionne, Santoro e' pero' entrato in un mondo inesplorato e completamente nuovo per lui: il "mondo degli adulti", che come tale non e' ne' buono, ne' cattivo: e' un mondo adulto, come diceva Paolo Conte.

Questo e' il mondo che, mi si perdoni il gioco di parole, manda avanti il mondo nel bene e nel male: e' la vera politica, e' la vera economia, ed e' soprattutto la gente vera che fa e mescola entrambe le cose.

E' in sostanza il mondo descritto da Marx, e Marx come tanta gente a sinistra, Santoro lo ha studiato male, o lo ha completamente dimenticato per correre dietro alla demagogia sessantottina.

Marchionne si e' incazzato perche' nel suo mondo, a differenza di quello di ectoplasmi di Santoro, le parole sono pesanti come pietre, e valutazioni tecniche su un prodotto fatte a organo genitale di canide e strumentali come quelle di Santoro, provocano danni seri, visto che purtroppo il bambino ha accesso a un mezzo di comunicazione di massa e conduce una trasmissione che ha una audience stellare.

Finche' gli ectoplasmi di Anno Zero parlano fra loro, e per la loro audience di zombi, delle troie di Berlusconi, a Marchionne non gliene puo' fregare di meno: ma quando il bambino viziato si mette a declamare cazzate su problematiche tecniche, meccaniche e industriali di cui Santoro non capisce un emerito cazzo, con la stessa aria da martire della liberta' con cui canta inopinatamente Bella Ciao, a Marchionne giustamente gli fumano.

Io lo capisco Marchionne: "Passi per gli operai di Detroit", si sara' detto: forse perche' non ha la coscienza pulita, o perche' la questione e' controversa, o perche' molto piu' probabilmente Marchionne ritiene che finche' il martire parla di una questione molto opinabile, non danneggia ne' lui, ne' l'azienda.

Puo' anche darsi che pensi che Santoro ha diritto di dire quel che dice su quella particolare vicenda: diamine e' un imprenditore, e' l'amministratore delegato di un colosso mondiale dell'automobile, ma non e' un kapo' da campo di sterminio: sara' discutibile, ma sarebbe anche ora di piantarla con la trita retorica del "Padrone che mangia gli operai", solo perche' e' un imprenditore.

Ma quando Santoro, come farebbe nel suo mondo di bambini ectoplasmatici, gli sputtana gratuitamente, mentendo in maniera spudorata e senza alcuna competenza tecnica, l'ultimo prodotto di casa FIAT dietro al quale sono stati investiti miliardi in R&D e produzione, Marchionne fa benissimo a incazzarsi, perche' quello e' il mondo degli adulti, quello e' il mondo duro e spietato dove Marchionne deve stare a galla ogni giorno, con la consapevolezza di fare un gioco vero ed enorme dal quale non dipende solo la sua carriera, ma centinaia di migliaia di famiglie e una fetta sostanziale e reale della politica e dei destini del Belpaese.

Non sto difendendo Marchionne, ne' dicendo che il suo lavoro lo fa splendidamente. Ma lo fa in un mondo adulto e lo fa da adulto.

Nel mondo adulto non si gioca alle "vittime del regggime" facendosi mantenere dal welfare garantito dal vittimismo.

Io ho lavorato tre anni per una multinazionale dell'editoria britannica che produce testi accademici e soprattutto analisi specializzate B2B (Business to Business) per quasi ogni settore industriale: dal farmaceutico, all'alimentare, ai fertilizzanti: compreso il periodico di notizie relative al commercio marittimo piu' antico del mondo: il Lloyd's List.

Gli analisti farmeceutici a cui fornivo, organizzavo e ricercavo dati spulciando da Internet o frugando dal sito della SEC nei bilanci di Pfizer, GlaxoSmithKline o General Electric, sono persone serie e preparate.

Certo, a volte sbagliano, e' piu' che normale, oppure alcuni sono semplicemente dei cazzoni incapaci, su questo non ci piove, ma quel che conta e' che colossi come Pfizer o Bayer leggono avidamente i loro report, le loro analisi, le loro "recensioni" su farmaci, clinical trials, R&D e resoconti finanziari.

Sanno fare il loro lavoro, e se la Bayer leggesse un giorno che un suo nuovo farmaco contro il mal di testa ti fa invece venire il buco del culo come un minareto, senza alcun riscontro, o solo perche' uno degli analisti ha deciso che la Bayer rappresenta "il colonialismo globbbale di Big Pharma che vuole uccidere i bbbambini del Terzo Mondo,e perche' noi vogliamo l'omeopatia e sbroc sbroc", la Bayer, come direbbe il buon Shakespeare, "scioglie i mastini della guerra", e fa all'analista e alla sua casa editrice, un culo a minareto.

E fa bene. Come fa bene uno stato o un ente regolatore del farmaco a trapanare le gengive alla Bayer stile Maratoneta, se questa immette sul mercato una porcata che causa decessi .

Perche' sia la Bayer, sia lo stato,sia la Federal Drug Administration, o anche l'analista che a volte da' un giudizio negativo su una operazione di mercato o un clinical trial, vivono in un mondo adulto con regole da adulti.

Il problema quindi non e' che Santoro non avrebbe dovuto pestare i calli a Marchionne, ma che avrebbe dovuto farlo da adulto: ossia documentandosi, servendosi di professionisti e soprattutto presentando fatti, dati e conclusioni reali in maniera chiara e inequivoca. Come si fa nel mondo degli adulti. Poi, anche nel mondo degli adulti ti fanno causa; altroche' se ti fanno causa. E' un mondo adulto mica per niente.

Ma lui, il martire degli ectoplasmi che fluttuano nelle piazze di "Rai per una Notte", ha voluto farlo da bambino viziato: da bambino abituato a un mondo inconsistente come lo sterco di farfalla, dove la gente canta Bella Ciao col groppo alla gola perche' si sente "pppartiggiana", e quindi ha scelto il solo metodo che conosce e che funziona in quel mondo di noiosissimi e solipsistici fantasmi rivoluzionari in cui alligna dal 1968: ossia mentire, strumentalizzare, fare demagogia e strillare vacua propaganda.

Un mondo che ha trovato un humus fertile e che ha ricreato alla perfezione, nel vuoto pneumatico della politica e della televisione italiana. Un mondo dove lui fa i capricci, pesta i piedi e mobilita il pppopolo progressista se ha problemi con i superiori o di natura contrattuale.

E ha sbagliato: perche' quello di Marchionne e' un mondo adulto, e non di gente che canta Bella Ciao o si fa mantenere dal welfare del vittimismo e dal Parlamento Europeo.

Marchionne e quelli come lui, nel bene e nel male, non possono mettersi a cantare Bella Ciao in consiglio d'amministrazione per fare passare un bilancio, o fare appelli al pppopolo progressista per battere la Volskwagen.

Di conseguenza, spero che Marchionne lo scortichi vivo e non gli lasci nemmeno gli occhi per piangere.

Thursday, 16 December 2010

Minimalismo Storico


Con questo post, debutta ufficialmente su London Alcatraz la nuova rubrica periodica (che significa che posto quando cazzo pare a me) di Storia in pillole intitolata per l'appunto: Minimalismo Storico.

Perche' sprecare kilobite di testo e liofilizzarvi gli zebedei (oltre a farmi venire i crampi al cervello e alle dita)  quando si puo' raccontare un evento storico in un minuto o poco piu', tramite un video o una foto?

Iniziamo quindi con la storia patria.

16 anni di politica del centrosinistra e di rapporti di quest'ultimo con Silvio Berlusconi, riassunti in 13 secondi.

Wednesday, 15 December 2010

Gli Opliti del Bene e il Mito del Grande Complotto


Silvio Berlusconi ha detto una sola cosa giusta durante la sua purtroppo lunga carriera di Presidente del Consiglio e di infausto protagonista della politica italiana degli ultimi 16 anni: ossia, che la sinistra italiana e' fondamentalmente comunista.

Ora, trattandosi di un cialtrone volgare e piuttosto ignorante , la sua immagine di "comunista" e' quella banale e caricaturizzata di un manifesto della propaganda fascista degli anni 40: un losco figuro bolscevico alla "Mostro di Dusseldorf" che allunga le mani grosse e pelose su una bambina bianca e bionda.

Ma si sa: Silvione-Chavez deve incutere timore al fesso medio di destra e con questo tipo di "comunista" ci riesce benissimo.

Quello che in realta' Berlusconi non riesce a capire, dati i suoi limiti, e' che il suo accusare la sinistra italiana di "comunismo" e' invece assai corretto per quanto riguarda la "forma mentis" e ideologica dei suoi quadri dirigenti e di una parte sostanziale della base.

Oggi su Repubblica e gli altri giornali degli Opliti del Bene spopola la tesi del complotto e degli infiltrati che sarebbero la vera causa dei gravi incidenti avvenuti ieri a Roma.

Su Facebook e' partito il solito tam-tam del complottismo di sinistra con accuse alla polizia, ai finanzieri etc etc. Uno stordito sbroccato della serie "demograzzia in pericolo, abberlusconi dittatura Pinochet" e' arrivato a postare una foto che ritrae manifestanti e poliziotti che indossano le stesse scarpe, presentandola come la prova del grande complotto della polizia fascista per infiltrare la "gggrande manifestazione pppacifica dei gggiovani di sssinistra".

Peccato che le uniformi degli agenti non siano quelle della polizia italiana, ma di quella canadese durante disordini avvenuti cola' nel 2007. Questo la dice lunga sulle palle che la base della sinistra, ovvero la "parte migliore del paese" a sentir loro, riesce a bersi.

Dopodiche', siccome sulle torte di guano che si rispettino non puo' mancare la ciliegina, oggi arriva una dichiarazione di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del PD, a ufficializzare la posizione di quello che il Dottor Gek, il disgustoso e viscido sicofante creato dalla mano di Filippo Scòzzari alla fine degli anni 70 su Frigidaire, definiva "il Partitone", riferendosi all'allora PCI emiliano.

"Chi li ha mandati? Chi li paga? Cosa devono causare?" si chiede accigliata la Finocchiaro echeggiando gli angosciosi quesiti epocali della base oplitesca, che, oltre a foto palesemente false, si tracanna d'un fiato altre stronzate come "bin Laden e' stato addestrato dalla Cia" ( falso, e basta leggere qualche libro) o "come mai non c'erano ebrei nelle Twin Towers l'11 settembre?"...

Questa incapacita' di ammettere che a sinistra esistono teste di cazzo fanatiche, violente ed esaltate, nonche' di ingurgitarsi cazzate colossali prese come oro colato, e' la conferma di quel che dicevo nel mio penultimo post: la sinistra italiana e' la sinistra piu' arcaica e sclerotica di tutte le sinistre occidentali, che pure di difetti ne hanno e parecchi.

Dopo i violenti scontri fra polizia e studenti a Londra, sia i laburisti, sia i leader delle associazioni studentesche non hanno parlato di infiltrati della polizia e complotti fascisti del governo conservatore, ma si sono affidati al classico mantra socialdemocratico della "minoranza faziosa e violenta" che nulla c'entra con le pacifiche rivendicazioni della maggioranza.

E in virtu' di questa fondamentale differenza, la dichiarazione della Finocchiaro rappresenta infatti una ulteriore involuzione della sinistra italiana rispetto perfino al famigerato "compagni che sbagliano" degli anni 70.

Si' perche' qui i "compagni" non sbagliano nemmeno piu': sono tutti agnellini innocenti vittime del Mito Marxista-Leninista del "Grande Complotto".

Nella loro frenesia "regressiva" - causata probabilmente dall'ossessione feticistica delle sinistre odierne per le "tradizioni ccculturali" - i progressisti italiani tornano infatti alle radici e al dogma comunista degli anni 40 e 50 del secolo scorso.

Il Mito del Grande Complotto Esterno ordito dalle forze controrivoluzionarie delle demoplutocrazie imperialiste, capitaliste e giudaiche per distruggere le conquiste del Socialismo, fu infatti la foglia di fico ufficiale di tutte le dittature comuniste per sterminare senza pieta' gli oppositori del regime e giustificare i devastanti fallimenti di piani quinquennali e "Grandi Balzi in Avanti" (Mao Tze Tung) che costavano invariabilmente milioni di morti. Piu' di venti e per fame, nel caso della Cina maoista del Grande Timoniere, idolatrato dall'intellighenzia extraparlamentare radical-chic della sinistra italiana negli anni 70.

Probabilmente, perche' come sempre accade coi radical-chic, il Grande Balzo in Avanti lo si faceva con il culo degli altri.

Il Grande Mito del Complotto Esterno e dell'Infiltrato al soldo dei fascio-capitalisti, faceva il paio con l'altra pietra angolare della repressione comunista, ossia il Nemico Interno: una definizione molto discrezionale e assai generalista che serviva per spedire agenti a piantare picconate nel cranio di Troztky, sterminare i Kulaki, purgare l'Armata Rossa, o massacrare due milioni di "revisionisti borghesi" come nel caso del genocidio compiuto dai Khmer Rossi sul popolo cambogiano.

Per la cronaca, il marxismo-leninismo, pur con tutte le sue varianti tipo "martismo", "maoismo", castrismo" etc etc, ha rappresentato comunque la spina dorsale ideologica di tutti i partiti comunisti del secolo scorso.

Compreso il PCI, nelle cui fila la Finocchiaro ha militato, e nei cui quadri dirigenti la senatrice del PD si e' formata.

Ergo, la Finocchiaro reagisce pavlovianamente a uno stimolo e a un riflesso che le provocano una abbondante salivazione dogmatica.

E gia' che ci siamo, sgombriamo il campo da un'altra delle "leggende metropolitane" di cui si nutre il gggiovane mollusco bivalve di sinistra contemporaneo, che forse farebbe meglio a studiare il marxismo e piu' in generale la "Storia del Mondo Prima di Internet e della Coscienza Democratica Del Ueb Duepuntozzero".

Il PCI non fu mai un partito socialdemocratico, come per esempio la SPD tedesca o i laburisti inglesi: fino al 1976 e all'avvento dell'Eurocomunismo, i comunisti italiani furono un partito di stretta osservanza marxista-leninista di stampo sovietico, i cui referenti politici e ideologici stavano al Cremlino.

Quindi, nella sostanza, il PCI si proponeva come scopo ultimo, l'abbattimento dello stato borghese e l'instaurazione della dittatura del proletariato.

Il fatto che le posizioni del PCI si fossero sensibilmente "ammorbidite" specie dopo il XX Congresso del PCUS durante il quale Krusciov denuncio' i crimini di Stalin, si deve principalmente a motivi politicamente pragmatici e non al buon cuore socialdemocratico dei dirigenti comunisti del Belpaese.

Il PCI fu il piu' grande e potente partito comunista del blocco occidentale, ma era il partito giusto nel posto sbagliato.

Il mondo della Guerra Fredda era infatti geopoliticamente molto diverso da quello odierno, e il cardine di quel mondo diviso era a Berlino.

Oltre al comprensibile timore che la Germania, pur divisa, tornasse a rialzare la testa - cosa peraltro vera, anche se non in termini militaristici - a torto o a ragione, Mosca pensava come Marx che chi controlla Berlino controlla la Germania, chi controlla la Germania controlla l'Europa, e in quel caso il blocco occidentale, e di conseguenza, il pianeta nella sua configurazione Guerra Fredda 2.0.

Il PCI per Mosca rappresentava quindi un "piede nella porta" occidentale che non si poteva ignorare, ma che purtroppo stava nella porta geopoliticamente sbagliata, dato che l'Italia nella percezione strategica dell'epoca, contava sicuramente meno di oggi.

In sostanza, il vero "socialismo dal volto umano" non stava a Praga, ma a Botteghe Oscure, e questo faceva comodo a Mosca sia a fini propagandistici, sia per avere un ingombrante ma del tutto legale e legittimo "infiltrato" nel blocco nemico, con tutti i vantaggi di ordine pratico che questo comportava nel Risiko planetario fra i due blocchi.

Un gioco simile, i sovietici lo fecero anche col governo repubblicano di Madrid durante la Guerra di Spagna appoggiandone le componenti socialdemocratiche per non spaventare la piccola e media borghesia progressista iberica che non voleva il fascismo franchista. Al momento facevano comodo per continuare la guerra e acquisire una posizione dominante nel paese, ma i conti con i "revisionisti borghesi" si sarebbero saldati dopo la vittoria del fronte delle sinistre.

Secondo il metodo stalinista ovviamente.

Tornando a noi, di questa peculiarita' italiana, di questo delicato equilibrio che alla fine venne accettato anche dagli Stati Uniti facendo della penisola una "democrazia bloccata" per 40 anni, il PCI era perfettamente consapevole e ne fece buon uso.

Lo stordito che canta le lodi socialdemocratiche di Berlinguer per l'Eurocomunismo e il Compromesso Storico, ignora che il primo faceva comodo a Mosca per sdoganare ulteriormente i partiti comunisti di altri paesi di tradizione non prettamente socialdemocratica come la Spagna o la Francia, e il secondo non era che la pragmatica ufficializzazione di uno status quo: quel consociativismo fra DC e PCI che aveva trasformato il paese in una repubblica di feudi lottizzati e che stava assumendo una nuova pelle dopo il terremoto di Mani Pulite fino all'arrivo dell'asso pigliatutto: Silvio "Cane Pazzo" Berlusconi, lo "straniero" venuto a turbare l'equilibrio e la spartizione del quartiere fra i due clan che si stavano riprendendo dalle scosse telluriche che avevano distrutto la Prima Repubblica.

Vi ricordo inoltre che Berlinguer non cesso' mai fino alla fine di sostenere che lo scopo ultimo del suo partito era la realizzazione del socialismo, e che questo seguisse una "via italiana" dettata dalle contingenze e dalle convenienze del caso non cambiava nulla alla sostanza: il Sol dell'Avvenire sorgeva sempre a Mosca.

E tutta la misera sceneggiata napoletano-marxista-leninista sugli infiltrati, i complotti e i Grandi Vecchi Reazionari che la sinistra italiana sta inscenando ora perche' incapace di ammettere che anche a sinistra esistono delle immani e incommensurabili teste di cazzo che andrebbero fucilate sul posto senza processo, non fa che confermare l'inarrestabile processo di ossificazione e sclerotizzazione di un partito nato morto alla disperata ricerca di una identita' socialdemocratica che non ha mai avuto.

Una identita' di cui il PD e' un vuoto simulacro e che per la realizzazione della quale, la sinistra ha pensato bene di proporre una riedizione in salsa XXI secolo del vecchio consociativismo fra DC, PCI e cattocomunisti, reinventandosi una "bouillabaisse" di ex-democristiani, teocon e paccottiglia sessantottina, che non a caso, solo grazie a un ex-democristiano e' potuta andare al governo due volte.

Nichi Vendola, di questa indescrivibile catastrofe identitaria, e' l'astro piu' fulgido, e la Finocchiaro, con le sue dichiarazioni da funzionario dell'NKVD stalinista, il degno corollario.

Dopo le dichiarazioni del PD di oggi una cosa e' comunque chiara: per risolvere la crisi d'identita', la sinistra italiana torna alle origini.

Un "Ritorno al Futuro" con Lenin nel ruolo di Doc, e una Trabant al posto della DeLorean.

Una doverosa postilla: un bel post che spiega bene la clamorosa bufala della foto degli "agenti infiltrati" che la bbbase acefala della sinistra si e' ingoiata come nemmeno Linda Lovelace in Gola Profonda sapeva fare, lo trovate presso la Redazione di I&I.

Monday, 13 December 2010

Bella Ciao e gli Oppressi al Caviale


Ora: prendete un nobile principio come "diritti umani" e ripetetelo 300 volte al giorno per una settimana, 24 ore su 24 in ogni possibile occasione: un tizio vi pesta un piede sull'autobus?  "Lei ha appena leso i miei diritti umani!".  Pestate un merdone con le scarpe con la suola a carrarmato che poi dovete passare un pomeriggio a pulirle con gli stuzzicadenti ?  "Il padrone di quel cane ha leso i miei diritti umani!". Una simpatica signorina rifiuta di darvela perche' a parer suo le ricordate Freddy Krueger? "Lei signorina lede i miei diritti umani!".

E cosi' via.

Dopo una settimana di questo trattamento inflitto a un nobile principio ripetuto ad libitum, quest'ultimo avra' la stessa valenza etica di una piastrella.

L'inopinata e inarrestabile reiterazione fuori del contesto lo avra' ridotto a un mero fonema privo di contenuto.

Che e' poi la cosa che sta accadendo a Bella Ciao: una bella canzone di lotta partigiana che nel contesto della Lotta di Liberazione dal nazifascismo fa venire la pelle d'oca e giustifica pienamente la violenza contro una barbara oppressione.

Anzi, fa venire voglia di prendere uno Sten - anzi no un MP 40, o possibilmente uno Sturmgewehr 44 rubato ai crucchi, che funzionava  assai meglio dello Sten - e sparare su una colonna della Wermacht o di  paracadutisti repubblichini.

In quest'ultimo caso mirando alto: non si sa mai che colpisci un giovane Dario Fo, e ti sei giocato un Nobel...

Peccato che sono nato troppo tardi per sparare ai repubblichini: mi sarei esercitato tantissimo con la mira...

Bella Ciao e' l'inno dei partigiani perche' in quel momento c'era bisogno dei partigiani. Di qualunque colore.

Perfino nel quadro dell'Italia post-bellica degli anni 50, di fronte a governi autoritari come quello Tambroni e alla polizia che sparava sui manifestanti come accadde a Reggio Emilia nel 1960, il suo significato di canzone di lotta contro l'oppressione restava piu' o meno inalterato.

Soprassiederei sugli anni 70 poiche' le minacce eversive non venivano solo da destra e  furono molto piu' pericolose a sinistra.
 
Comunque sia, nel 2010 e nel XXI secolo, ci ritroviamo un Presidente del Consiglio cialtrone e corrotto, ma non abbiamo le SS o la X Mas per le strade, o a bussare alle  porte dei dissidenti alle 4 del mattino per metterli al muro.

Abbiamo un cialtrone che assomiglia di piu' ad Al Capone che a Benito Mussolini.

Mussolini per quanto pirla e disprezzabile era un ideologo che voleva creare una utopia delirante e oppressiva.

Silvione-Chavez agisce pro domo sua come Bugsy Malone o Lucky Luciano: si riempie le tasche sfruttando il potere.

A beneficio dell'immancabile sauropode che vede fascisti anche nel bidet e che dopo essersi gonfiato di parossistica indignazione, mi sta per accusare di apologia del fascismo, specifico che si tratta della semplice constatazione di una differenza.

Dire che la Wermacht era meglio organizzata, meglio addestrata, aveva ufficiali migliori, ed  era piu' flessibile tatticamente e strategicamente dell'esercito americano o britannico, non significa che passo il mio tempo libero cantando l'Horst Wessel insieme a gruppi di neonazisti.

Del resto oggi in Italia bisogna spiegare tutto, anche le barzellette, perche' la tara ideologica e' ormai tale che il fesso medio di destra o sinistra, ragiona alla stregua degli autistici che sono purtroppo incapaci di identificare le figure retoriche del discorso, o di servirsi della logica astratta, e che quindi prendono ogni frase alla lettera.

Tornando a noi, l'altro ieri il PD e la sinistra sono scesi in piazza per  protestare contro Silvione-Chavez, in attesa del voto di fiducia.

Fin qui tutto ok, anzi trovo legittimo e normale che l'opposizione scenda in piazza contro il governo. Senza contare che mi sarei francamente rotto le palle del "culto della personalita' "  di stampo nordcoreano che da 16 anni circonda un cialtrone brianzolo che e' riuscito a ipnotizzare sia il suo partito, sia l'opposizione.

Da 16 anni non si parla d'altro: c'e' gente a destra che sui favori di quel cialtrone  ha costruito dubbie carriere politiche, o nel caso dell'opposizione, fortune e carriere mediatiche fondate sul generoso welfare garantito dal vittimismo e dagli esilii televisivi sovvenzionati generosamente dal Parlamento Europeo.

Non ne posso piu': un'Italia senza Berlusconi e' possibile: di destra o sinistra non m'importa, basta che ci leviamo dagli zebedei quel volgare ipnotizzatore da avanspettacolo, peraltro avviato sul viale del tramonto.

Quello che mi sta assai meno bene e' invece l'abuso di Bella Ciao, che come riporta il Corriere, e' stata la colonna sonora della manifestazione, e piu' in generale, da diversi anni a questa parte, viene intonata da tutti, e per tutto cio' che viene molto discrezionalmente interpretato come "abuso di potere".

I genitori ti sequestrano la PS3 perche' passi troppo tempo a vaporizzare beduini su Medal of Honor? Ti metti a cantare Bella Ciao col pugno chiuso. 

Durante una assemblea di condominio ti viene bruscamente ricordato che il meteorismo in un ascensore affollato non e' esattamente un gesto nobile e rispettoso del prossimo? Ti avvolgi in una bandiera rossa e ti metti a cantare Bella Ciao.

Ora: a parte la solita masnada di storditi  gonfi di parossistica indignazione che arriveranno ululando "Tu vuoi distruggere la memoria delle lotte pppartigggiane, demograzzzia in pericolo, abberlusconi dittatura dittatura Pinochet" e sbroc sbroc, mi rivolgo ai lettori di sinistra normali, che ospito volentieri su London Alcatraz e che in qualche caso sono anche nel mio blogroll.

Converrete con me che per quanto il capo del governo possa non piacervi - e non piace neanche me - la situazione attuale e' ben diversa da quella del 1944 quando si cantava Bella Ciao.

L'inno dei partigiani parla di una Italia in cui agli oppositori del regime si strappavano le unghie, li si torturava con la fiamma ossidrica, e se non morivano sotto tortura  li si mandava al muro o a Dachau.

Non mi pare che Santoro, Fazio, i giornalisti di Repubblica o anche semplicemente il gggiovane sceso in piazza a protestare, corrano questi rischi.

E non e' una mera questione di liberta' di stampa o di parola: ci sono forme di governo autoritarie che assai furbescamente tollerano un certo grado di liberta' di stampa o di parola, come valvola di sfogo.

No, e' una questione di potere reale e decisionale sulla vita del paese: un potere che oggi l'opposizione ha e coltiva attraverso i sindacati,  la maggior parte dell'intellighenzia universitaria, artistica e culturale, settori dell'economia, e una parte consistente della stampa e della televisione: l'opposizione ha un canale e un telegiornale pubblici a sua disposizione che Bianca Berlinguer definisce " di lotta", e a all'interno della tv pubblica propone due programmi di approfondimento giornalistico o culturale, di cui uno fisso, che infrangono o hanno regolarmente infranto i record di ascolto del Belpaese.

E la sapete una cosa? Non ci trovo nulla di male: va benissimo. Si puo' discutere dell'uso che l'opposizione fa di questo potere, ma mi sembra una prassi legittima e normale in quelle che si sogliono definire democrazie. 

Il potere e' parte della politica cosi' come l'esercizio dello stesso: anche in democrazia e sia per il governo, sia per l'opposizione. Chi non lo capisce e ciancia di  non aver bisogno di leader "perche' siamo dddemocratici e non siamo pecoroni" come mi e' capitato di leggere sulla pagina Facebook di uno di quegli storditi che arriveranno a commentare questo post, e' un ornitorinco che puo' giusto allignare al Leoncavallo.

"Potere" non e' esclusivamente sinonimo di "oppressione", come la vulgata post-sessantottina vuol farci credere. Una opposizione seria esercita il proprio potere in maniera legittima e legale per abbattere o contrastare il governo. Punto. E va benissimo.

In virtu' di tutto questo, e dell'effettivo e legittimo potere di cui l'opposizione gode oggi in Italia, mi sembra davvero fuori luogo e ridicolo mettersi a cantare una canzone di lotta bella e intensa, legata a un passato di oppressione e violenza che non ha alcun collegamento con il presente. Nemmeno simbolicamente, perche' nessuno ha strappato le unghie a Santoro che Bella Ciao l'ha cantata per primo, che guadagna quanto io non guadagnero' mai in dodici vite, che e' immensamente popolare, dice sostanzialmente quello che vuole, e soprattutto ha il potere di influenzare l'opinione pubblica.

Lasciamo perdere quello che penso di Santoro, ma quello che fece quando canto' Bella Ciao,  non lo potevano fare tantissimi italiani, nell'Italia in cui e' nata Bella Ciao.  A meno di non rischiare seriamente la vita.

Quindi, posto che ognuno e' libero di intonare cio' che vuole, cantare Bella Ciao, sia da parte di Santoro, sia da parte di chi va in piazza a protestare contro il governo, o da parte di chi nell'Italia di oggi  se ne serve come il prezzemolo per ogni cosa che viene percepita come abuso o oppressione , mi sembra una presa per il culo verso chi ci ha permesso oggi di cantarla, e magari e' stato torturato a morte nel 1944 perche' la cantava.

Un lusso da "Oppressi al Caviale" che mi fa girare i santissimi, perche' banalizza  una canzone bella e fiera, che merita considerazione e rispetto per il sangue di cui e' intrisa.

Si' si' lo so: mi si obiettera' che quegli italiani sono morti affinche' Santoro potesse cantare Bella Ciao ed e' verissimo, ma non sono morti perche' Bella Ciao diventasse l'equivalente odierno in versione barricadera, della "Piccola piccola vedetta lombarda"  per "gggiovani che lottano contro il sssistema" e che spesso e volentieri non sanno nemmeno chi fosse Carlo Rosselli.

E non e' nemmeno il fatto che abbia perso "d'attualita' " come si affrettera' a farmi notare qualche stordito della serie "demograzzzia in pericolo". Tutt'altro: Bella Ciao sara' sempre attuale a patto che si verifichino le condizioni per renderla attuale.

Vi faccio un esempio con quella che secondo me e' la piu' bella canzone di lotta popolare mai scritta, tanto che e' diventata un inno nazionale: la Marsigliese.

Composta nel 1792 da Claude Joseph Rouget de Lisle in occasione della guerra contro la reazionaria Austria che si proponeva di schiacciare la neonata repubblica rivoluzionaria, e' anche uno dei pochissimi pezzi di musica popolare francese decenti che i cugini d'oltralpe abbiano mai propinato al pianeta. Il pop francese fa notoriamente cagare orologi a cucu'.

Esattamente un secolo e mezzo dopo la sua composizione, nel 1942, in una celebre e suggestiva scena del film "Casablanca"  ambientato nel Marocco della Francia collaborazionista di Vichy, quando nel bar di Rick (Humphrey Bogart ) un gruppo di ufficiali nazisti si mette a cantare la nota canzone crucca antifrancese Die Wacht Am Rhein, il rifugiato cecoslovacco Victor Laszlo fa segno alla band di Sam (quello di "suonala ancora..." ) di attaccare  La Marsigliese. E tutto il bar, francesi e non, si unisce al coro che ben presto sovrasta le merdacce naziste che vengono costrette a smettere e ad ascoltare la canzone con le palle che gli fumano.

E' una scena davvero bella perche' La Marsigliese, canzone composta 150 anni prima in una situazione storica completamente diversa da quella del 1942,  ritorna improvvisamente d'attualita' perche' in quei frangenti diventa "l'inno contro l'oppressione" per antonomasia, e in quel caso l'oppressione nazista sull'umanita'. E in certo senso lo e' ancora ed e' attualissimo.  

Ora, immaginate se al posto di un locale notturno nella Casablanca della Francia collaborazionista, la stessa cosa avvenisse oggi in un bar qualsiasi di Parigi con un  gruppo di avventori che si  alzano in piedi con la mano sul cuore e le lacrime agli occhi per cantare a squarciagola La Marsigliese a un gruppo di sostenitori dei recenti tagli al bilancio statale decisi dal Presidente Sarkozy.

Scusate, ma io mi sbelino dalle risate. E infatti, non mi risulta che i manifestanti e gli studenti francesi che hanno piantato un casino infernale contro Sarkozy, siano sfilati sugli Campi Elisi cantando La Marsigliese.

E' piu' probabile che cantino una canzone di protesta franco-tunisina di qualche rapper franco-tunisino, e anche questo la dice lunga sull'arcaismo di certi settori della sinistra italiana che sono rimasti alla Resistenza e ai canti delle mondine.

Sveglia bambocci, siamo nel 2010.

In ogni caso, Bella Ciao potrebbe tornare ad essere attuale e a dare fierezza a chi la canta se si verificassero condizioni simili a quelle del 1944: il mondo e' un posto strano e non si sa mai. Potrebbe esserci bisogno di cantarla ancora.

Tuttavia, posto che ognuno e' libero di cantare cio' che vuole, chi oggi  per protestare contro il governo di un cialtrone eletto democraticamente, si sente legittimato a immedesimarsi nei panni di un italiano del 1944 e a cantare Bella Ciao col pugno chiuso e il groppo alla gola durante una normalissima  e democratica manifestazione autorizzata e pacifica che nessuno ha cercato di  ostacolare, a mio avviso e' semplicemente un pirla o un "Oppresso al Caviale".

Friday, 10 December 2010

Nani e Titani


Ogni volta che quel gasteropode di Vendola parla, o nello specifico parla di fare ministro quel cialtrone di Gino Strada, di quel fesso di Carlo Giuliani come modello di eroe per i gggiovani, di amici pretini come colonne della societa', e altre amenita' simili, mi rendo conto che la sinistra italiana e' orrendamente arcaica e immatura.

Ancora in bilico fra il mito del "partito chiesa" stile PCI, che sforna burocrati inutili e bizantini come D'Alema o Veltroni, le collusioni cattocomuniste che sfornano i Bersani, e la concezione di "partito militante" post sessantottina intrisa di solidarismo velleitario, frammentazione anarchica e centrifuga tipica di chi ha mescolato stronzate alla Herman Hesse con vaccate pesudoetnicomistiche da Maharishi Yogi, con l'immancabile Che Guevara: un cretino protonico che pensava di risvegliare la coscienza sociale di un paese sudamericano terribilmente arretrato in virtu' esclusiva del suo bel faccino di rivoluzionario. Si sarebbe dovuto leggere meglio Lenin.

Quella italiana non e' una sinistra: e' una assemblea da liceo occupato anni 70 con lo stesso livello di maturita' e progettualita' politica di una assemblea da liceo occupato anni 70.

Una delle poche cose su cui gli Opliti del Bene dovrebbero essere veramente esterofili, invece di levare alti lai sulle miserie italiche in cui peraltro sono ben lieti di inciuciare e creare feudi e baronie, e' la sinistra degli altri paesi europei.

La nostra e' la sinistra piu' arcaica di tutte le sinistre occidentali.

I laburisti inglesi, in confronto, sono titani di modernita'.

I laburisti non mi stanno simpatici, ma volete mettere Ed Miliband con Nichi Vendola?

Volete mettere un partito che ha ammesso di aver cazzato clamorosamente, che ha fatto ammenda e ora ha stilato un programma REALE su questioni REALI per controbattere i conservatori?

Un partito di sinistra che si evolve, tasta il polso al paese, non insulta i suoi elettori, e anzi cerca di conquistarne invece di rinserrarsi in trincee settarie e ideologiche?

Un partito che sta appoggiando la vera e propria rivolta - roba che non si vedeva dai tempi della Poll Tax thatcheriana - degli studenti inglesi contro l'aumento delle tasse universitarie, senza invocare barricate, rivoluzioni, Che Guevara o fare inopinati paragoni con il Cile di Pinochet?

Un partito che non dice agli elettori: "Votateci perche' siamo il male minore", ma "Votateci perche' vogliamo cambiare il paese"?

Insomma, un partito di sinistra normale: non il partito di un pretino cattocomunista barricadero che e' rimasto fermo al pueblo unido jamas sera' vencido, Salvador Allende, e che considera quel pirla di Carlo Giuliani un eroe...

E ripeto: io non sono un fan dei laburisti che di cazzate enormi ne hanno combinate. In piu' sono etno-ossessionati e politically correct. E voi sapete quanto ami il politically correct...
Ma in confronto alla sinistra italiana sono titani. Uno potrebbe votarli senza remore se paragonati al PD.

Su questo la sinistra italiana dovrebbe essere anglofila o esterofila.

La sinistra italiana e' invece come "Ricomincio da capo": vi ricordate il film con Bill Murray in cui lui e' un meteorologo spaccaminchia che rimane intrappolato in un circolo temporale in cui ogni giornata trascorre inesorabilmente allo stesso modo della precedente ?

Murray tenta di spezzare in tutti i modi la maledizione, ma non ci riesce.

Ed e' cosi' anche per la sinistra italiana: non c'e' verso di spezzare quel circolo vizioso fatto di rigidita' strutturale tipica del PCI e immaturo velleitarismo centrifugo e barricadero sessantottino.

Il copione e' sempre uguale: arriva uno, sembra un tipo in gamba, un vero leader che si propone come futuro Presidente del Consiglio, e poi comincia a cianciare di Pinochet, Gino Strada e tutte le cazzate del mito della rivoluzione e del "power to the people" da liceale impegnato degli anni 70.

Come nel film. Imprigionati in un loop inarrestabile ed eterno di demenza militante e puerile immaturita' politica per il gusto di "combattere il sistema". Del resto Bianca Berlinguer ha dichiarato recentemente che il tg3 e' un "telegiornale di lotta" i cui maestri sono Minoli, Curzi e Santoro: ovvero la feccia del piu' bieco giornalismo propagandistico e organico al partito, come possono esserlo Fede, Belpietro e Feltri dall'altra parte.

Non c'e' un cazzo da fare: dalla mentalita' della "lotta al potere", e del pugno chiuso del manifestante coi capelli al vento che canta Bella Ciao e sfida il sssistema, la sinistra italiana non si liberera' mai.

E infatti al posto di suonare "I got you babe" di Sonny & Cher, come accadeva a Murray, la sveglia di quella banda di storditi del PD & soci, ogni mattina alle sei, suona ovviamente "Bella Ciao"...

E Bella Ciao, cantata da cani e porci a ogni occasione - il vigile ti da' una multa e ti metti a cantare Bella Ciao, il salumiere ti frega sul prezzo della lonza e ti metti a cantare Bella Ciao - mi ha rotto potentemente i coglioni.

Non la sopporto piu'.

Monday, 6 December 2010

Prossimamente su London Alcatraz e sulle gengive talebane


Questa settimana la apriamo con un nuovo link nel mio blogroll: si tratta nientemeno che di Baionette Librarie, il poderoso blog del Duca.

Fatevicici...fatevicicit...fateciviti... fatevi un cazzo di giro per vedere di cosa si tratta e vi assicuro che ne varra' la pena.

Dopodiche', siccome oggi ho voglia di scrivere come di leggere un libro di Margaret Mazzantini, vi comunico che domani o dopo, dedichero' un piccolo post a una significativa innovazione nel campo delle armi da fuoco, destinata a scartavetrare le gengive coraniche dei beduini afgani. Restate sintonizzati perche' trattasi di alta tecnologia applicata a un'arma piuttosto datata.

Davvero interessante.

Come sempre, per quanto riguarda i commenti di questo tipo di post, astenersi pacifisti e perditempo.