Tuesday, 21 June 2011

When you see it, you'll shit bricks - The Tunnel


Ora, so bene che qua sopra c’è gente che aspetta trepidante storie di guerra da parte dell’inossidabile Ciccione Col Pizzetto™, che io sono pure arrivata a chiedermi se per caso a voialtri non siano venuti a mancare i nonni quando ancora eravate fanciulli. Per dire.
Ad ogni modo, in attesa del prossimo post di Yossarian, visto che bramate storie di guerra, o di politica internazionale, o d’attualità, io vi parlerò di tutt’altro. Mi pare giusto, insomma.

Nonostante nel paese meteorologicamente ritardato in cui risiedo ci siano al momento 18° di massima, oggi con il Solstizio si entra ufficialmente nell’estate. E – almeno per quanto mi riguarda – l’estate non è estate se insieme alle zanzare e agli eczemi non porta con sé anche una qualche bella rassegna di cinema horror.
Non saprei dire per quale motivo la bella stagione si sposi così bene con un genere che di solare ha ben poco, ma resta il fatto che per gli appassionati di brividi su pellicola (e io mi conto tra le loro fila), gustarsi il filmazzo de paura nelle notti estive ha del mistico.
Anche Yossarian è un grande estimatore del genere, sapete.
Immaginatevelo in mutande con una birra diacciata in mano, che straborda sudando sul sofà mentre sullo schermo Linda Blair vomita crema di piselli.
Ora vi concederò dieci secondi per riprendervi dallo shock causato dell’immagine mentale che vi ho fatto visualizzare a tradimento. Che sennò perdete il filo di quello che sto dicendo, mica per altro.

Dunque, sono lieta di annunciarvi che da oggi apro ufficialmente "When you see it, you'll shit bricks", la rubrica settimanale dedicata al cinema horror. Se il riscontro sarà positivo conto di tenerla su fino al prossimo autunno, e poi si vedrà.
Qualche piccolo appunto prima di passare alla selezione di questa settimana: a meno che non mi venga chiesto espressamente, dubito che in questo spazio verranno discussi film horror precedenti alla metà degli anni novanta. I motivi sono semplici: da una parte, il cinema horror – come tutto il cinema puramente di genere – invecchia male nella maggior parte dei casi. Come spesso capita, il più grande pregio coincide con il peggior difetto, e – nel caso degli horror – la capacità di tratteggiare con puntualità paure e desideri di un’epoca, finisce per renderli presto datati agli occhi delle generazioni successive. Non c’è molto da aggiungere in proposito.
E per quanto riguarda le eccezioni, ovvero quei film che trascendono il genere e diventano qualcosa di universale (prosaicamente parlando, quelli che ancora oggi fanno cagare in mano chi li guarda), è stato già detto così tanto a loro riguardo, che onestamente trovo ridondante il discuterne ulteriormente. Sono film che per forza di cose verranno nominati spesso qui sopra, non foss’altro perché sono quasi sempre gli antesignani di un filone. Ma per il momento, trovo più stimolante occuparmi di titoli magari meno famosi, e più recenti.


E dunque, andiamo a principiare proprio con un titolo uscito lo scorso 19 Maggio: trattasi dell’australiano “The Tunnel”, scritto da Enzo Tedeschi e Julian Harvey, e diretto da Carlo Ledesma.
La prima cosa (e non certo l’ultima) che colpisce riguardo questo film, è il metodo scelto per distribuirlo. Tedeschi e Harvey – anche nei ruoli di produttori e distributori con la loro casa di produzione Zapruder’s Other Films (il nome è geniale) – hanno infatti affidato la pellicola quasi esclusivamente a Internet: a parte quattro date speciali all’Hoyts di Sidney su IMAX sparpagliate nell’arco di questo mese (la terza proiezione sarà giusto domani), il film è stato messo a disposizione del pubblico tramite il sito creato appositamente per il 135K Project, di cui “The Tunnel” fa parte.
Se è pur vero che Internet viene sfruttato dall’industria del cinema ormai da diversi anni a scopo promozionale, e come mezzo di distribuzione a pagamento, il 135K Project ha però la caratteristica unica di permettere al pubblico il download gratuito del film.
Avete capito bene, “The Tunnel” è agratise. Potete andare sul sito anche ora e cominciare a scaricarlo. Poi però tornate qui e finite di leggere il post, non fate i maleducati sennò il Brodo Di Tofu™ si adira.
Comunque, si diceva. I ragazzi del 135K Project – e davvero di ragazzi si può parlare, considerata l’età media del gruppo – sembrano aver colto lo spirito dei tempi meglio di parecchi nomi altisonanti dell’industria cinematografica (e non). Ecco uno stralcio, liberamente tradotto da me, di ciò che sostengono: “Invece di sprecare milioni di dollari combattendo una battaglia persa in partenza contro la pirateria su Internet, forse dovremmo cercare un modo per accogliere le possibilità che questo nuovo mondo ci offre. […] Dopo aver guardato per anni con frustrazione alla ben poca lungimiranza e alla mentalità ristretta dell’industria cinematografica nei confronti della comunità di Internet, abbiamo pensato fosse il momento di provare qualcosa di nuovo. Ecco come è nato il 135K Project.” [1]
Non so a voi, ma a me questi matti stan simpatici.
Ovviamente, affinché il progetto vada avanti a sfornare nuovi film autoprodotti e gratuiti, il supporto della citata “online community” risulta cruciale: dal sito è possibile acquistare il DVD, vario merchandising e perfino i fotogrammi del film in formato jpg ad alta risoluzione per la cifra simbolica di un dollaro. I prezzi sono più che abbordabili, e vien davvero voglia di aiutarli questi ragazzi, soprattutto se si pensa a pellicole fatte con ben poca passione e dal budget faraonico, che finiscono per rivelarsi ciofeche immonde.
Voglio dire, verrebbe da aiutarli a prescindere dalla qualità dei loro prodotti, ma si da il caso che – come accennavo prima – la peculiarità della distribuzione non sia l’unica sorpresa che riserva “The Tunnel”.

Non ci troviamo di fronte al nuovo “The Shining”, togliamoci questo dente.
Detto questo, si tratta dell’opera prima di un regista che, non so di preciso quanti anni abbia, ma dalla foto sul sito vien da pensare abbiano cominciato a servirlo al pub da non molto. Come film d’esordio è sorprendentemente ben fatto.
Come spesso capita nel genere horror, la storia narrata affonda le radici nel realmente accaduto: nel 2007, in seguito a una stagione estremamente arida che aveva lasciato la regione in balia della siccità, l’allora amministrazione del New South Wales pensò di risolvere il problema attingendo acqua dal lago St.James.
A dispetto del nome che potrebbe evocare scenari bucolici, il lago St.James è in realtà un vecchio tunnel allagato e – ovviamente – ormai in disuso della metropolitana di Sidney. Vasto come un lago, ma nelle viscere della città, il St.James allora sembrò la risposta alle preghiere del governo per arginare il malcontento dei cittadini. L’operazione venne ampiamente pubblicizzata dai media, ma poco dopo l’inizio dei lavori, il progetto venne repentinamente abbandonato e sparì dalle news nazionali, per mai più tornarci.
Utilizzando questo fatto di politica interna come storia di sfondo, il film in sé viene camuffato da documentario. Per la precisione, da documentario sulla realizzazione di un documentario mancato: quello che Natasha Warner – un’ambiziosa reporter televisiva, con alle spalle un non meglio specificato fallimento giornalistico – tenterà di girare per riscattarsi professionalmente.
“The Tunnel” dunque sembra il lavoro di un anonimo giornalista che pazientemente ha raccolto le testimonianze, i filmati delle telecamere di sorveglianza, finanche alcune sequenze di vita privata dei protagonisti della vicenda. E naturalmente, le riprese del documentario incompiuto.
In questo modo veniamo a sapere di come Natasha – fiutata la pista del progetto St.James – abbia da prima indagato in maniera ortodossa tentando d’intervistare i responsabili, e i pochi testimoni racimolati. Di come – non riuscendo a cavare un ragno dal buco – abbia in seguito gettato la professionalità alle ortiche, per paura di dover abbandonare un’inchiesta che lei sola continua a credere valida. E di come infine, abbia mentito a tre colleghi della redazione sull’autorizzazione a procedere da parte del loro capo, affinché l’aiutino a documentare la spedizione nei tunnel sotto la città.

Sembrerebbe un classico esempio di “indovina chi schiatta”.
Eppure – nonostante si venga informati da subito che alcuni protagonisti della vicenda hanno rifiutato di lasciarsi “intervistare” – non viene concesso molto spazio alle ipotesi, se si considera che due dei quattro personaggi principali son lì a raccontarla.
Nonostante il pubblico abbia accolto il film positivamente, in molti hanno criticato questa scelta narrativa. Per quanto mi riguarda, a me non dispiace: ho sempre favorito la suspense ai sorpresoni, e trovo coraggioso l’aver incentrato il film sull’atmosfera e i personaggi piuttosto che sul toto-mattanza. Inoltre, proprio grazie al lavoro fatto sui protagonisti – e alla lungimiranza nella scelta degli attori che li hanno interpretati – quando il fato colpisce, magari non stupirà più di tanto, ma dispiace parecchio. Non sono infatti le solite figure stereotipate comuni a tante pellicole horror, che si lasciano dimenticare due secondi dopo che l’assassino/il mostro/l’alieno le ha accoppate.
Ci si affeziona ai personaggi (in particolar modo alla figura di Steve il cameraman e Tangles il fonico), e l’alchimia tra gli attori funziona come si deve – aspetto basilare in questo genere di film a bassissimo budget, dove spesso il taglio cinematografico è dettato più dalla necessità che dalla scelta: una videocamera costa meno di una macchina da presa, delle riprese “estemporanee” permettono di risparmiare sulle ambientazioni.
E’ ovvio però che se si sacrifica molta della messa in scena, si dovrà lavorare di fino sui personaggi. Basta un cattivo attore, o un protagonista tratteggiato in maniera superficiale, e di colpo il realismo tanto agognato da questo tipo di cinema va a farsi un giro.

Questo tipo di cinema, eggià.
Le influenze più evidenti vengono dal filone horror finto documentaristico nato con “The Blair Witch Project”, e da me soprannominato “Travelgum” per la simpatica caratteristica delle riprese beccheggianti che fanno venire il mal d’auto dopo dieci minuti di visione: “Cloverfield”, “Rec” (e il suo remake statunitense "Quarantine"), “The Poughkeepsie Tape” son tutti esempi illustri (ma aleggia potente nell’aria anche l’ottimo – e con riprese “tradizionali” – “The Descent”).
Tuttavia, il nostro Carlo Ledesma deve aver studiato con cura i film in questione, ed ha evitato la causa principale per cui si ottiene l’effetto Travelgum, che non è – come si potrebbe essere portati a pensare – dovuto al mero uso della camera a mano come strumento di ripresa.
Bensì, il pretendere che sia perfettamente logico che in una situazione di estremo pericolo/panico/tragedia i protagonisti continuino a tenersi la videocamera appiccicata alla faccia manco fossero alla recita scolastica dei figli. [2]
Naturalmente, le sequenze di questo genere – oltre a fornire il grosso dell’effetto Travelgum – uccidono come poche altre cose al mondo la sospensione di incredulità dello spettatore, e considerato che tutto lo sbattimento del finto documentario, delle riprese pseudo amatoriali e compagnia bella dovrebbe servire proprio a coinvolgere di più il pubblico, voi capite di che razza d’autogol galattico si tratti.
Ebbene, “The Tunnel” si guarda bene dal commettere questo tipo di errori: la presenza continua della camera a mano viene intelligentemente giustificata dalla necessità dei protagonisti d’illuminarsi la via nei claustrofobici tunnel sotterranei. E nelle scene di pericolo viene sempre o abbandonata (anche se in punti strategici, è chiaro) o tenuta casualmente in mano o al collo prima di correre in aiuto di un compagno, o in generale per salvarsi le terga.
Si respira in effetti un’aria di “autenticità”, e risulta difficile rimanere distaccati, anche grazie a uno splendido lavoro audio che esalta e moltiplica i suoni naturali dei tunnel.

Come ultima riflessione su “The Tunnel”, ho trovato intrigante che per la prima volta l’horror australiano abbia preso in considerazione l’ambientazione sotterranea.
In Europa e Stati Uniti è un cavallo di battaglia già da svariati decenni, per non parlare dell’Asia, con le sue bambine cattive murate nei pozzi. Ma fino ad ora (che io sappia) l’Australia aveva prediletto i suoi scenari sconfinati come covo per la paura, l’inquietudine, l’ignoto.
Dalla magnificenza di “Picnic at Hanging Rock” di Weir fino allo scalcagnato “Wolf Creek” di Greg Mclean, era la vastità dello spazio deserto tra il punto A e il punto B a generare spavento, non dissimilmente da un certo filone americano (un altro paese dalle enormi distanze).
Uno spavento fin troppo comprensibile, se si pensa che gran parte del continente australiano è spopolato e ancora – per molti versi – piuttosto misterioso, e di come sia naturale temere ciò che si conosce poco o niente.
Il sottosuolo, d’altro canto, evoca tutt’altro spauracchio: ha connotazioni psicologiche, richiama le profondità dell’animo umano, evoca ciò che è sepolto nel passato di una persona o di una nazione. Le villette a schiera di “Poltergeist” che sprizzano American Way da ogni infisso, costruite su un cimitero pellerossa. Il guanto di Freddy Krueger nascosto in una caldaia, in cantina. I vecchi paesi hanno tante cose sepolte che non vogliono saperne di morire.
Ed è peculiare come questo regista esordiente abbia introdotto il genere anche nel paese “sottosopra”, con un film che parla di indagini, di scandali politici e mostri celati nel sottosuolo.
All’improvviso, al più giovane dei continenti è spuntata una ruga.


(Ora potete andare a guardare il film. Il Brodo Di Tofu™ non si arrabbierà. Cioè, si arrabbierà se non andate a guardare il film. Quindi andate a guardare il film. O si arrabbierà.)




[1] Per gli anglofoni, il testo originale: "But perhaps rather than wasting millions of dollars fighting a losing battle against internet piracy, we should try and find a way to embrace the possibilities that this new world brings. [...] After spending years being frustrated by what we saw as the movie industry’s short-sighted and conventional outlook towards the online community, we decided it was time to try something different – The 135K Project was born. "

[2]Uno degli esempi più emblematici viene proprio da “The Blair Witch Project” (film che nonostante abbia il merito di aver inaugurato un intero sotto genere, io ho sempre considerato ridicolo) con l’ormai celebre sequenza della fuga notturna nel fitto dei boschi del misero Josh, tallonato dai suoi amici videocamera-muniti. Poiché è una cosa che faremmo tutti, voglio dire, un amico si mette a fare Mennea nel cuore della notte in mezzo a un bosco strizza culo, la prima cosa che viene in mente di fare è raccattare la videocamera per riprendergli le chiappe saltellanti mentre gli si corre dietro.


36 comments:

Uriel said...

Ok, non mi piace il cinema dell'orrore (di solito scoppio a ridere e dico qualche cazzata sarcastica e gli altri mi odiano per questo) , ma la vignetta finale e' mitica: LOLLISSIMO.

Uriel

Morrigan said...

Come Uriel, anch'io non sono una fan dei film dell'orrore, non riesco neanche a riderci su, me prende la strizza e praticamente o li vedo (???) quasi tutto il tempo che le mani davant'all'occhi o con le orecchie tappate e occhi chiusi, per cui ... ^__^
Ma la descrizione di Yoss come "l’inossidabile Ciccione Col Pizzetto™" oppure "immaginatevelo in mutande con una birra diacciata in mano, che straborda sudando sul sofà", e la chiosa finale sotto forma di vignetta, sono da sballo!!! Ma povero Yoss! :-))

P.S.: Picnic at Hanging Rock always "rulez"! ^__^

itto ogami said...

sciura Barnacle, è promettente!
sia la sua rubrica, sia il film.
prometto di seguire l'uno e l'altra.

Minkia Mouse said...

Sì, estate = film horror,concordo in pieno! Da non vederne nessuno, ne ho visti un paio praticamente di fila: Drag me to hell (carino) e Esp ('nsomma). Ora mi recupero questo The Tunnel.

Una cosa, ma rec non era portoghese?

negrodeath said...

Interessante, mi documenterò con un finto documentario. Un suggerimento per le prossime puntate: Martyrs. Un film d'un peso allucinante, molto bello, anche se io una seconda volta non me lo riguardo. E in genere sono resistente...

leftheleft said...

puttana eva , yoss!
adesso ti fai chiamare Rachel?
ma che ti è successo?
magari sei stato vittima di un evento alla Misfits ed ora indossi una parrucca bionda e sei in grado di trasformare in tofu le costolette di maiale!!!
Comunque la recensione intriga, ma come dimenticare una delle più belle pellicole del cinema andergraund (sic!) australopiteco, Dog in Space:
http://www.youtube.com/watch?v=FIU22H__O2o

che ovviamente non c'entra niente.
Ma anche yoss in quel buco mi pare non c'entrasse.
CRF
(Comitato per la Rubrica Fissa)

essere disgustoso* said...

grande rachel!
non sono un appassionato di horror, a meno che non sia smaccatamente stupido, vedi il vecchio "La piccola bottega degli orrori", ma ho letto tutto con interesse.

soprattutto vorrei approfondire la concezione di horror nei continenti: quello americano lo conosciamo tutti -e in europa abbiamo la recitazione di stefano accorsi che ne rende al meglio l'idea- ma mi spieghi perchè in quello asiatico le colonne sonore sono ridotte all'osso?

non dico di fare dario argento ma, cazzo, quando quella fottuta bambina iettatrice esce dallo schermo se non sento un po' di suoni alti e angoscianti non mi impaurisco.
forse sono i violini a farmi cagare addosso, non so.
nel caso, dovrei rivedere le mie reazioni sulle esibizioni di uto ughi.

.Saru said...

Esco dal lurkaggio per lasciare un commento di apprezzamento per questa nuova rubrica :)
Sono un'appassionata di horror in tutte le forme e la seguirò con piacere :)
(una nota: REC è la versione originale spagnola - che adoro - e Quarantine il remake americano - che non ho ancora visto)
Questo film promette bene e l'ho già messo a scaricare, grazie per la segnalazione!

Un saluto
Saru Murasaki :)

Rachel Barnacle said...

@ Uriel:
C'è da dire che la maggior parte dei film horror merita battute sarcastiche e risate, eh.
La vignetta, ridevo da sola mentre la stavo disegnando - XD

@ Morrigan:
Alla faccia, "Picnic ad Hanging Rock" è più inquietante di tanti titoli smaccatamente horror. La scena con la ragazzina che urla mentre le altre se ne vanno senza voltarsi, a me ha sempre fatto un certo effetto.
(LOL! Yoss si stronfia confezioni intere di grissini al formaggio, poi si pagano le conseguenze! XD)

Rachel Barnacle said...

@ itto ogami:
Ma la ringrassio, sior Ogami. La mi resti sintonizzato.

@ Minkia Mouse:
"Drag me to hell" a me ha fatto veramente cagare leocorni, a dire il vero.
E sì che sono una fan della prima ora di mister Raimi.
Solo che non mi può fare un film nel 2009 come se ancora fossimo negli anni ottanta, via.
"Esp" non l'ho visto. Ma intendi quello del venditore d'auto che si finge un esper?

Una cosa, ma rec non era portoghese?

Non portoghese, ma come mi ha fatto presente anche .Saru più sotto, ho fatto confusione con i titoli: "Rec" è l'originale spagnolo, mentre "Quarantine" è il remake americano. Grazie per avermelo fatto notare, ragazzi, ora correggo!

@ Negrodeath:
"Martyrs" finirà nella rubrica, questo è sicuro. Ad essere onesta ho procastinato parecchio la visione di questo titolo, perché anche se ha delle critiche stellari so di cosa parla, e - tu mi confermi - risulta disturbante.
Tuttavia, fino a "Martyrs" ci posso arrivare. Non chiedetemi di guardare "The human centipede" però! LOL!

Morrigan said...

"La scena con la ragazzina che urla mentre le altre se ne vanno senza voltarsi": idem per me!
Questa scena, resa al ralenty, con le musiche bucolico-pastorali, ma neanche tanto, mi fa venire i brividi ogni volta che la rivedo. Bellissimo film, cappero!

Rachel Barnacle said...

@ leftheleft:
Me lo sarei dovuta immaginare che violenza chiama violenza, e che l'immagine di Yoss strabordante sul divano non sarebbe rimasta impunita.
Yoss con una parrucca bionda e vestito da donna, eh? Kudos, left. "Dogs in space" non c'entrerà niente, ma direi che il tuo commento sia perfettamente in topic per una rubrica sull'horror - XD

@ essere disgustoso*:
I violini stridenti sono diventati un classico grazie a Herrmann, e ormai da mezzo secolo suggeriscono timore e tensione.
Questo spiegherebbe anche come mai Sanremo mi incuta tanto terrore, ora che ci penso.
Comunque, è vero che il cinema horror orientale predilige il silenzio incombente nelle scene più spaventose, e a me come cosa piace anche - meglio un silenzio carico che gli effettacci sonori "BOO!" che ormai spaventano giusto i bambini (e Morrigan, a quanto pare - LOL).
Comunque, tornando alla tua domanda, credo che - come spesso capita - molto sia dovuto alle differenze culturali tra oriente e occidente: i violini fanno parte della nostra cultura, ma non di quella orientale (e in particolare di quella giapponese e coreana - che sono i principali produttosi di film horror asiatici).
Così come il tappeto sonoro nei film: noi siamo talmente abituati alla sua presenza, da darla per scontata e notarla in caso manchi. Non è così per un orientale, che culturalmente parlando, viene da una tradizione di suoni minimali e di origine naturale.
Dunque, non credo che i registi di film horror orientali vedano nella musica d'atmosfera un alleato vero e proprio per spaventare i loro spettatori. Preferiscono utilizzare elementi riconoscibili dalla loro cultura d'appartenenza, e che hanno significati ben precisi: i suoni dell'acqua e della terra, ad esempio, che non hanno connotazioni paurose di per sé, ma che in un determinato contesto possono simboleggiare una minaccia (sono paesi che hanno avuto a che fare con tsunami e terremoti più di una volta, non dimentichiamolo).

Rachel Barnacle said...

@ .Saru:
Ah, è sempre una soddisfazione quando i lurker escono allo scoperto! :D

una nota: REC è la versione originale spagnola - che adoro - e Quarantine il remake americano - che non ho ancora visto

Vero! Mi son confusa con i nomi, rimedierò subito, grazie per avermelo fatto notare!
Li ho visti entrambi, e devo dire che almeno dall'originale spagnolo mi aspettavo di più (il remake è davvero molto fedele, quasi una copia. Probabilmente è stato fatto solo per esportare il "brand" negli Stati uniti).
Comincia molto bene, e per la prima mezzora non si riesce a staccare gli occhi. Ma poi si sminchia parecchio, secondo me.
E' un titolo migliore di tanti altri, comunque. Questo va detto.

@ tutti:
Per quelli che si scaricheranno il film, fatemi poi sapere cosa ne pensate.
E se vi è piaciuto, cercate di dare supporto ai ragazzi del 135K Project. Anche solo un piccolo contributo son sicura sarà ben accetto!

itto ogami said...

"sior ogami"
mi sono schiantato dal ridere.
sciura barnacle, lei è un genio.

lamb-O said...

> Questo spiegherebbe anche come mai Sanremo mi incuta tanto terrore, ora che ci penso.

Violini + rantoli e grida scomposte; in effetti la combo è quella...

Comunque negli ultimi anni mi sono dato al trash horror (Paganini Horror, Hemoglobin, Basket Case e pari finezze), devo davvero aggiornarmi.

kurdt said...

Ok, fantastic, beutaiful, shainingh!

Insomma ok, bel pezzo, mò vado a scaricarmi direttamente il film in questione e poi, se è bello come dici tu, lady bernacle, compro un paio di Frames del filmone :)

Finalmente riaprite, qui si stava disperando ehi.

leftheleft said...

comunque spero che la rubrica continui perchè 'sto post m'è piaciuto 'na cifra! :-D
La vignetta è stupenda!

Gillipixel said...

Ciao Rachel :-)
Com'è forse a te noto :-) io non sono particolarmente appassionato di horror e tantomeno esperto di questo genere, per la barbapaposità mia che nol consente :-) ma sono appassionatissimo di scritti di Rachel Barnacle, per cui accolgo questa nuova rubrica con somma gioia e garantisco che mi pecipiterò a leggere ogni nuova puntata con grande interesse :-)

Ho apprezzato molto la tua acuta dissertazione sull'effetto travelgum, un fenomeno a me tristemente noto: gli accidenti che non ho tirato nel buio della sala a "The blair witch project", tra una minaccia di conato e un'altra, lo so solo :-)

A rileggere presto una nuova puntata, sperando che anche Yoss torni a scrivere :-) e...

Bacini austro-ungarici :-)

Uriel said...

C'è da dire che la maggior parte dei film horror merita battute sarcastiche e risate, eh.
----

L'esorcista. Cinema di Ferrara. Gente terrorizzata. I giornali scrivono di svenimenti al cinema. Io e amici entriamo illegalmente nonostante minorenni. Ad un certo punto Linda Blair gira la testa di 180 gradi e grida al prete che sua madre succhia cazzi all'inferno.

Una voce si ode in sala nel terrore degli spettatori:

"Majjal, ma per la retromarcia e' comodissima una testa che si gira!"

Indovina di chi era la voce.

Minkia Mouse said...

@Rachel,
Drag me to Hell l'ho visto dopo aver letto tutto un articolo su quanto la maledizione non fosse altro che una metafora dell'anoressia. E allora, guardandolo con quella chiave di lettura non mi è dispiaciuto. Però son d'accordo con te, sembra un film uscito dagli anni '80.

Esp, invece, è una roba uscita ora al cinema: una troupe televisiva passa le notti (fimandosi, ovviamente) in posti abitati da presunti fantasmi per il loro show. Peccato che finiscono nell'ospedale psichiatrico infestato sbagliato. Un incrocio tra rec e the blair witch project, con un paio di idee carine e nulla più.

Rachel Barnacle said...

@ Lamb-O:

"Paganini Horror", santi numi! XD

@ kurdt:
Non vi libererete così facilmente di noi!
La ci faccia sapere se poi il film le è piaciuto, sior kurdt (sono ben accetti anche gli accidenti, nel caso non ci fosse piaciuto).

@ Gillipixel:
Immaginavo che l'horror non fosse nelle tue corde, anche se quei "bacini austro-ungarici" a me incutono parecchia paura. LOL!
L'effetto Travelgum, come già sai, piglia parecchio alla gola anche me, tanto da non poter giocare videogames in prima persona, ad esempio.
Col cinema va meglio, ma - con rispetto parlando - son dovuta correre al cesso durante "Sotto gli ulivi" di Kiarostami.
Ora ci sarà gente che dirà che è quel che mi son meritata per essere andata a vedere un film di Kiarostami, ma haters gonna hate - XD

@ Uriel:
Indovina di chi era la voce.

Beh, ma questo è perché tu sei il diavolo.
E sei pure andato al cinema per rimirare le tue gesta, è disgustoso - XD

roseau said...

Col cinema va meglio, ma - con rispetto parlando - son dovuta correre al cesso durante "Sotto gli ulivi" di Kiarostami.
Ora ci sarà gente che dirà che è quel che mi son meritata per essere andata a vedere un film di Kiarostami, ma haters gonna hate - XD


Oh, io ho vomitato in sala durante la visione di "Idioti" di Lars von Trier. Avevo il mal di mare. Però era un atto critico in linea con l'assunto anticoercitivo del film.
Almeno, me lo sono raccontato così, per rimuovere l'imbarazzo.

lamb-O said...

> "Paganini Horror", santi numi! XD

"Tempo e spazio qui sono alteratiAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHH!!!"

Filmone, filmone.

essere disgustoso* said...

Sui suoni dell'acqua e della terra, in effetti giocano molto sul subliminale, i giapponesi.

Un po' come la mia ragazza, quando si spoglia nuda e mi gironzola intorno spruzzando Vetril ovunque: messaggio inequivocabile.
Ovvero, è arrivato il momento di farsi una doccia.

Anonymous said...

Non sono fan dell'orrore : coronarie deboli penso...(devo ancora vedere "28 giorni" etc. del genere catastrofico/day after che invece preferisco). Ehi magari me lo puoi raccontare tu, che mi spavento meno...
Concordo su Picnic ad hanging rock - fa veramente paura...
Eppure ero io che da ragazzino guidavo le spedizioni notturne nei cimiteri di campagna facendo cagare addosso i miei amici con storie di messe nere e simili...
Un talento sprecato forse...
Bel post comunque e continua la rubrica fissa. attendo anche yoss
Ciao belgico

LateThink said...

Avevo già avuto modo di apprezzare il tuo talento di illustratrice e ora aggiungi anche quello di scrivere bellissime recensioni.

Purtroppo, come sai, attualmente il film più horror che posso permettermi è Biancaneve e i sette nani, ma conto di rifarmi quando le bimbe andranno al mare. Pensa che qualche sera fa ho messo Fantasia di Disney dimenticando che la "Notte sul monte Calvo" ha un personaggio decisamente inquietante. Quando è apparso la piccola (17 mesi) ha gridato entusiasta "bau" (protoparola convenzionale che associa al cane), la grande (5 anni) ha fatto un salto sul divano...

Quanto all'effetto travelgum soffro talmente tanto di cinetosi che non ho bisogno di vedere riprese traballanti: mi basta guardare una funivia che oscilla...

Rachel Barnacle said...

@ Minkia Mouse:
D'accordo, magari sarò io ad essere poco ricettiva.
Ma non solo non son riuscita a cogliere la metafora durante la visione del film, non mi è tanto chiara neanche ora che me ne hai parlato. LOL!
Tranne forse nella scena della cena a casa del fidanzato di lei, o in qualche accenno al fatto che tempo addietro lei fosse un pò chiattona, diciamo...ma anche lì, la cosa mi pare piuttosto tirata per i capelli, IMHO.

Di questo "Esp" invece non ho davvero mai sentito parlare, a questo punto mi hai incuriosita.

@ Roseau:
Aye, "Gli idioti" ha mietuto più vittime di un'influenza intestinale - XD

@ Lamb-O:
Filmone stratosferico, nella sua inguardabilità!

@ essere disgustoso*:
si spoglia nuda e mi gironzola intorno spruzzando Vetril ovunque

Sei di Murano? - XD

Rachel Barnacle said...

@ belgico:
Bignami "28 Days later"!

Un gruppo di animalisti minchioni fa irruzione in un laboratorio farmaceutico per liberare le scimmie usate come cavie. Nel mentre arriva un ricercatore che fa - "Non liberate quelle maledette scimmie, sono infette". Gli animalisti - "Frottole".
Il ricercatore la contava giusta.
Una delle scimmie morde un animalista, e lo trasforma in un robo incazzato come uno che s'è fatto il bidet col tabasco, e che a differenza degli zombie tradizionali corre come un accidente.
28 giorni dopo un povero disgraziato che era stato arronzato mentre andava a fare consegne col motorino, si risveglia dal coma e trova Londra deserta, lurida e silenziosa. Praticamente come è di solito il 1# Gennaio di tutti gli anni, più o meno da quando è stata inventata la birra.
Solo che questa volta è il *morbo* che s'è propagato di brutto.
Dopo svariati incontri ravvicinati con i mostri imbizzarriti, il nostro eroe farà comunella con degli altri superstiti, e insieme seguiranno le indicazioni di un misterioso messaggio radio trasmesso dall'esercito che promette rifugio, vivande, e soprattutto un vaccino. Puzza di bufala che la metà basta, ma loro vanno.
Lì incontrano un gruppo sparuto di poveri svalvolati in uniforme, barricati dentro un villone, che 1- non hanno il vaccino, 2- tengono poco da mangiare, 3- hanno come capo un tizio fuori come una pantegana sbronza.
Risultato: ora si ritrovano a scappare dai mostri *e* dai militari. Si salveranno? Non si salveranno? La razza umana avrà ancora un futuro?
Ma sopratutto, perché Danny Boyle non ha fatto un bel film onesto coi mostri incazzati duri e basta, invece di infilarci a tutti costi il discorso sulla natura umana, e la bestia che è dentro di noi, e la violenza che ci alberga nell'animo e sticazzi?

Buona visione - XD

@ Late think:
Avevo già avuto modo di apprezzare il tuo talento di illustratrice e ora aggiungi anche quello di scrivere bellissime recensioni.

E non hai ancora visto come sono brava a fare il suono delle scorregge con le ascelle! XD
A parte scherzi, grazie.

Aaah, il buon vecchio Disney prima del politically correct!
"L'apprendista stregone" è a tutti gli effetti un piccolo film horror, e forse - con le debite spiegazioni, e la presenza di un adulto vicino - tutti i bambini dovrebbero vederlo, anche se fa un pò paura :)

Morrigan said...

Io Fantasia lo vidi da piccina e mi piacque... Certo, la scena del Monte Calvo la ricordo... bè più che ricordi adesso ho dei frammenti che vagolano per la mente ma la sensazione rimembrante :-)) viaggia verso il disturbante adagio. Non ricordo se mi fece "paura", ma sicuramente mi impressionò parecchio!

Uriel Fanelli said...

E sei pure andato al cinema per rimirare le tue gesta, è disgustoso - XD
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Ecco la solita fascistoide: l' okkupazione e' un diritto! Se puoi occupare una facolta', perche' non un'adolescente americana?

Il titolo giusto per il film dell'esorcista era "CSOA Linda Blair - lo sgombero".

Hasta l'hasta se te gusta!

restodelmondo said...

"CSOA Linda Blair - lo sgombero".
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LOL.

Marco Bizzarri said...

Guardando la vignetta non posso fare a meno di mettermi a canticchiare qualche canzoncina di Winnie the Pooh.

http://www.youtube.com/watch?v=csipCXuF47Q

Rachel Barnacle said...

@ Morrigan:
Ragazzi, non so che dirvi, io sono della generazione degli anime. Son cresciuta guardando quotidianamente gli effetti dei 100 pugni di Hokuto, figuriamoci se "Fantasia" m'impressionava.
Uatà!Uatà!Uatà!Uatà!Uatà!Uatà!
XD

@ Uriel:
Okay, su "CSOA Linda Blair - lo sgombero", ho lollato - XD

@ Marco Bizzarri:
Ma LOL! Non riuscirete mai più a vedere Yossarian con gli stessi occhi! XD

Morrigan said...

Ma Hokuto chi? Quello che aveva il torace tempestato di buchi? O___o
Uatà, eh? XD
Yoss sarà sempre per noi il fulgido faro della notte che rischiara le tenebre ... vabbè, credici! ^___^ Ciao Yoss!

Minkia Mouse said...

@Rachel,
vado a braccio: per esempio lei non mangia per tutta la durata del film(se non per il gelato, e quella può essere vista come un abbuffata), da piccola era grassa, sospira davanti ad una vetrina di dolci; a me ha colpito molto il suo senso di onnipotenza quando sconfigge la vecchia (a mio avviso metafora del corpo).

Comunque io se non era per un articolo che lessi tempo fa mica notavo tutti questi riferimenti!

Se comunque sei curiosa, questo è il link all'articolo:

http://www.slashfilm.com/is-drag-me-to-hell-really-about-a-girl-with-an-eating-disorder/

comunque, interpretazione giusta o meno, con questa chiave di lettura, il film me lo sono gustato abbastanza.

Invece esp... se puoi, fanne un accenno nel prossimo post!

erica said...

Ma che belle vignette Donna Rachele, e che bella idea quella di una rubrica di firm deppaura , ai quali ho convertito anche la marita canadese .
Meglio un firm de ppaura da guardarsi col moroso che cento cagate come 'How to Lose a Guy in 10 Days' insomma!
Mai visto pero' nessun firm de ppaura con l' effetto'travel gum',per principio li evito.Anzi ,forse solo i primi 12 minuti di Cloverdale ,poi mi sono rotta i maroni e ho ffwd giusto a dieci secondi dalla fine, per non mancare gli zamponi di Godzilla che frantumano case giocattolo.Che cagata.
'The Descent 'e' un bel film ne condivido pienamente, l'ho gradito assai.
Martyrs mi vanto di averlo scoperto - !!!! IO !!!! - e rompo i maroni da anni volendolo sempre proiettare agli ospiti ( e' in francese : fortissimo deterrente per canadesi di lingua madre inglese ) , e se fanno troppe storie glielo faccio vedere pure con sottofondo dei Pet Shop Boys, cazzo.
Oddio ora dovro' guardarmi Rec .Gli spagnoli ci sanno fare quanto i francesi col 'nuovo 'cinema horror.Poi tanto arrivano gli ammerigani e fanno i remake ( questi ultimamente fanno apprezabili remake , vedi lo svedese 'Let the Right One In' e pensa al 'vecchio' 'Vanilla Sky' con Tom Scrotum, hem, scruise ...vabbe' ( si lo so' non e' proprio horror , ma spiega un po' cosa sto cercando di dire )
Io alla Chicca ho fatto di tutto.Era uno dei miei personaggi preferiti da ritrarre in fumetti.Chicca che cerca di impressionare la solita ritardata magrissima e si tuffa in una piscina vuota .Chicca giornalista del Gulf War che viene salvato dalla mamma ( lui ed altri giornalisti arrestati, ma per farsi le canne ai bordi di una strada kuwaitiana , lei incazzatissima per le sorti del figlio che alterca con il generale Schwarzkopf , del quale mai , nessuno , pronuncera' correttamente il nome )
Chicca vestita come 'portiera di notte' alias 'chicca la belva delle SS' ; vide il disegno e me lo strappo' via dicendo 'Bhe questo e' troppo ' , uha uha !!
Pero' il soggetto si presta, eh???

spoof di Blair Witch Project da Trailer Park Boys , che le fighette londinesi non conoscono: (mi riferisco a chicca obvs :-) ) http://www.youtube.com/watch?v=-bYY-XeScJI
Episodio dal quale e' tratto ,'The bare pimp project ':http://www.youtube.com/watch?v=dnwHRzLFau0