Monday, 31 January 2011

Vecchi protagonisti per nuovi trapanamenti di coglioni


Oggi ho altre cose da fare quindi un post sui fatti egiziani lo scrivero' domani o dopo: per il momento l'unica breve osservazione che mi sento di fare sulle rivoluzioni tunisina ed egiziana e' che mi riempiono di immenso sconforto.

Non certo per i paesi e i popoli protagonisti che anzi, mi auspico trovino un governo migliore, ma per le pesanti ripercussioni che avranno a livello di costume e lessico politico nelle legioni italiche e occidentali di radical-chic, antagonisti, centrosocialati, popoli viola, grillini e cinocefali pseudorivoluzionari in genere.

Succedera' infatti quel che successe con la prima Intifada, che fra l'altro fu la prima vera rivolta genuinamente spontanea e popolare nella regione, quando quel termine entro' nel lessico dei calamari rivoluzionari nostrani e non, che cominciarono ad abusarne.

L'assessore alla cultura di San Bidonate Marittima non concedeva l'autorizzazione per un concerto etnico di pizziche e tarante o per fare un mercatino etnico di stronzate etniche?

"Intifffada, intifffada" prendevano a starnazzare le anitre impazzite dei vari circoli alternativi di San Bidonate Marittima, che si riversavano in Piazza San Botolfo Martire muniti di kefiah regolamentare e omologata per sfidare le forze speciali israeliane de noantri rappresentate dal Maresciallo Lo Iacono e dai tre carabinieri della locale stazione dell'Arma.

E cosi' anche in manifestazioni piu' serie dove c'erano e ci sono piu' cartelli con la scritta intifada e kefiah, che neuroni dei manifestanti.

Prepariamoci quindi a un decennio almeno di colossale e superbo trapanamento di coglioni a base di immagini, simboli e slogan mutuati dalle due rivoluzioni nordafricane.

Quanto scommettete che alla prossima manifestazione contro Abberlusconi, salteranno fuori riferimenti e slogan ispirati o provenienti da Tunisi o Il Cairo con riferimenti espliciti al
"tiranno" e paragoni fra Abberlusconi e Mubarak?

La fantasia di queste creature rivoluzionarie monocellulari e' piuttosto limitata e posso quindi azzardare un classico che comincia con "Berlusconi come Mubarak..." e al posto dei puntini di sospensione aggiungere a piacere.

E sara cosi' anche quando Silvione-Chavez si togliera' - finalmente - dagli zebedei. Ci attende infatti una lunga e protratta liofilizzazione del sacco scrotale a base di tediosissimi epigoni nostrani, che invece di sciamare verso il centro delle citta' dalle periferie dimenticate dagli uomini e da Allah del Cairo e di Tunisi, usciranno dagli attici in centro e dalle facolta' di Scienze della Comunicazione.

Gli studenti inglesi hanno gia' cominciato: due giorni fa hanno manifestato contro gli aumenti delle rette decisi dal governo conservatore al grido di "Walk like an Egyptian".

Slogan peraltro brillante e divertente, gliene devo dare atto: perfino in materia di slogan i nostri antagonisti, manifestanti e studenti sono come la nostra sinistra: arcaici, seriosi e pallosi.

E sempre in materia di slogan, attendiamo con rinnovata fiducia che i nostri noiosissimi e benestanti cercopitechi raddrizzatori di banane etiche, nemici dei tiranni e difensori degli oppressi dagli oppressori occidentali, selezionino quello indubbiamente piu' scemo e retorico, per utilizzarlo a sproposito come hanno fatto con l'Intifada, smerigliandoci gli attributi.

A San Bidonate Marittima nel frattempo, il circolo anarchico-femminista-studentesco-antagonista-kollettivo-okkupato-etnoleninista-islamico, Palestina Libera Nell'Islam Libero Per le Donne Libere Offese da Libero, sta gia' lavorando alacremente su striscioni e cartelli, dai quali e' stata opportunamente rimossa la parola Intifada.

I nostri parameci rivoluzionari attendono infatti di ribaricentrarsi con la nuova realta' rivoluzionaria proveniente dal Nordafrica, perche' al prossimo concerto dei Modena City Ramblers - parte del tour "Dal Cairo a Correggio gli Oppressi Gridano Basta!" - che verra' giustamente vietato dall'assessore alla cultura perche' il letame sta nei letamai e non nelle piazze, faranno fronte unito contro l'esercito egiziano de noantri nella persona del maresciallo Pipitone (Lo Iacono e' in pensione) e dei suoi tre carabinieri.

A volte mi vien voglia di piangere: per fortuna ci sono sempre le tette, i libri e i videogiochi.

Thursday, 27 January 2011

27 gennaio

Donne che si ribellano


Sulla scia delle vicende zoccolanti di Silvione-Chavez, il Popolo Viola lancia l'iniziativa "Donne che si ribellano", ossia una serie di raduni estemporanei da loro definiti "flash mobbing" perche' e' piu' gggiovane, figo e anglosassone, per fare il punto sulla "situazione della donna in Italia". In altre parole, lo stesso guano sotto vuoto spinto che personalmente sento dagli anni 70, da cui si evince che il lessico delle donne del Popolo Viola e' una Caporetto priva di senso dove, oggi come allora, si mescolano sociologia da un euro alla tonnellata tratta da testi universitari studiati male e rigurgitati ancor peggio, femminismo di 40 anni fa, politica da assemblea di liceo okkupato, e naturalmente poche idee ma ben confuse.

Link al video del Corriere che si apre con il significativo cartello "-Viagra +Rispetto", opera di cervelli femminili che espongono permanentemente il cartello "Chiuso per Restauri".

Legenda delle parti evidenziate: SAS (Stronzata Anni Settanta); Eh? ( Eh?), piu' ovviamente delle note ad hoc per boiate ad hoc.

Donna del Popolo Viola 1: "Abbiamo raccolto questo invito perche' pensiamo sia necessario far sentire la voce delle donne reali (SAS), le donne che stanno scomparendo dalla televisione o dai mass media a favore di una rappresentazione degradante della donna: una sorta di prototipo (interessante: coupe' o monovolume?).

Donna del Popolo Viola 2 (l'intellettuale): "Sono qui oggi perche' voglio che in qualche modo si RIBARICENTRI (Dio cane! Scusate, ma quando e' troppo e' troppo) questa immagine della donna: la donna normale che non e' ne' Circe ne' Penelope (Circe non e' una leggenda: io ho incontrato delle donne che mi hanno trasformato in un porco). Penso che ci sia un vuoto temporale che affonda le sue radici negli anni 70 (Eh?). Sono molto grata alle donne che sono riuscite a ottenere delle conquiste nel mondo del lavoro, nel mondo dell'etica (Eh?), in tutto quello che riguarda l'autodeterminazione del corpo femminile (SAS), pero' credo che stia venendo fuori che non c'e' stato un passaggio di testimonianza (come nella staffetta 4x100 dove i corridori si passano la testimonianza...), una cinghia di trasmissione (e be' certo: il prototipo e' da perfezionare prima di passare alla produzione di massa) e per questo credo che la mia generazione dovrebbe guardare al passato (la prova provata che i progressisti italiani stanno regredendo e i giovani sono vecchi dentro).

Uomo del Popolo Viola: (l'amico delle donne, quello che capisce le donne: genere maschile che io metto generalmente al di sotto del protozoo): "Non possiamo noi uomini non sentirci parte di un qualcosa che non ci sta bene (Eh?)."

A questo punto l'intervistatrice gli domanda se ha sorelle o fidanzate e lui risponde di no: ahhhhhhhhhhh, ecco spiegata la presenza al flash mobbing femminile.

Vabbe', Ladies & Gentleman, il Popolo Viola ....poi ditemi se non abbiamo fatto bene a zingararli.

Monday, 24 January 2011

Gli Opliti del Bene e l'Operazione Uranus


Quando ieri ho letto sul Guardian che secondo un sondaggio effettuato in Italia (e di cui ho trovato conferma sui quotidiani on line italiani) la popolarita' di Silvione-Chavez non sembra essere stata scalfita dal girotondo di mignotte che ormai sono l'unica cosa che il priapico satiro brianzolo sembra in grado di produrre, mi sono venute in mente due cose: l'Operazione Uranus  e una massima inglese che recita: "State attenti, perche' i vostri sogni potrebbero anche avverarsi."

Si' perche', piu' ci riflettevo e piu' mi venivano in mente gli eventi di quell'autunno del 1942 sulle avgvste rive del Volga in una citta' chiamata Stalingrado.

L'Operazione Uranus fu la brillante e geniale offensiva che utilizzando la classica manovra inventata da Annibale a Canne, nota come "doppio aggiramento sui fianchi", permise ai sovietici di intrappolare la 6a armata tedesca a Stalingrado cambiando le sorti della II Guerra Mondiale.

L'Operazione Uranus fu resa possibile da quella che per Hitler era divenuta una vera e propria  ossessione che andava oggettivamente al di la' del pur elevato valore strategico della citta' sovietica.

Di questo, i russi si resero conto quando furono letteralmente sul punto di essere rigettati nel Volga da quella che sembrava l'inarrestabile spinta tedesca.

Si accorsero infatti che i crucchi, per vincere l'accanita resistenza della 62a armata di Vasily Chuikov che difendeva la citta', avevano gettato in quel saliente tutto quello che avevano, sguarnendo i fianchi.

E cosi', nel novembre del 1942 mentre i tedeschi tiravano il fiato e si riorganizzavno per l'inverno preparandosi  a quello che secondo loro sarebbe stato l'inevitabile colpo di grazia in primavera, i sovietici penetrarono come un coltello nel burro nei fianchi della 6a Armata, presidiati da una manciata di divisioni rumene e ungheresi male armate, mal guidate e scarsamente addestrate.

Il resto, come si suol dire, e' storia.

Ora, posto che non ho nessuna intenzione di discutere dei fatti relativi alle inchieste sulle zoccole del Premier, vorrei comunque sottolineare che l'esempio storico-bellico sopracitato, non e' da intendersi come una sorta di paragone fra i nazisti e il PD.

Lungi da me: Nichi Vendola o Bersani sono tonni con un neurone ciascuno, ma non sono certo dei Goebbels o degli Himmler.

Sono persone degnissime alle quali potrei affidare la gestione di una casa di cura per oritteropi neurodepressi, ma non la guida del paese.

Tuttavia, nella condotta strategica e nella cocciuta ossessione che negli ultimi 15 anni ha guidato la sinistra nella sua lotta personale contro Silvione, ci sono preoccupanti analogie con  le vicende che portarono alla sconfitta tedesca a Stalingrado e con la massima inglese.

Ora: da un punto di vista "tattico" e' chiaro che la linea  seguita della sinistra, dall'avviso di garanzia  giunto con singolare tempismo al Premier durante il Vertice del G7 di Napoli del 1994, a Ruby Rubacuori, ha pagato: Berlusconi e' stato sputtanato oltre misura, e' diventato ingombrante anche per la destra, e dallo scisma di Fini e' ormai chiaro che nel PDL e' tempo di  Notte dei Lunghi Coltelli.

Quindi gli Opliti del Bene hanno vinto? Si', o quantomeno sono sul punto di vincere e rigettare Silvione nel Volga.

Per loro sembra infatti avvicinarsi il momento in cui l'orco scomparira' e l'Italia si trasformera' in un Giardino dell'Eden dove scorrono latte e miele, e dove sull'integrita' morale degli italiani vegliera' il Ministero per la Propagazione  della Virtu' e la Prevenzione del Vizio, presieduto da Galatea.

Purtroppo pero', credo che quel che ci dice il sondaggio sia in realta' l'applicazione pratica della massima citata in apertura del post: "State attenti, perche' i vostri sogni potrebbero anche avverarsi."

Il PD e' infatti riuscito talmente bene nel convincere gli italiani che Berlusconi e' la causa di tutti i mali del paese, che gli italiani l'hanno preso alla lettera.

Via Berlusconi, via il problema. Ma il problema per gli italiani non e' la destra. E' Berlusconi.

Cio' che in realta' ci dice il sondaggio e' che quello degli italiani interpellati  non e' un assegno in bianco a Berlusconi, ma un prestito sulla fiducia alla destra per sbarazzarsi dell'incomodo.

Certo, un sondaggio non fa primavera, ma mentre gli Opliti del Bene con l'assistenza degli onnipresenti ascari viola, grillini e dell'IDV caricavano a testa bassa a Stalingrado, non si sono accorti di avere i fianchi scoperti.

Questo perche', a parte i timori per "le brutte figure che ci fa fare all'estero" e le "donne che si sentono offese",  fino ad ora  in termini di politica reale, gli Opliti del Bene hanno infatti partitorito il nulla sotto vuoto spinto con occasionali Big Bang di aria fritta. 
Le "sollevazioni popolari" e le barricate democratiche che tanto piacciono a questi cefali pseudorivoluzionari da salotto non ci sono state e i "dieci milioni di firme" di Bersani sono l'incommensurabile stupidaggine velleitaria di un leader che muove divisioni fantasma in un partito privo di identita' e di programmi che se si votasse oggi prenderebbe un'altra fenomenale batosta come l'ultima, dalla quale non ha evidentemente imparato nulla.

E come stupirsi di questo, se i leader del PD sono insulsi  gggiovani di 56 anni come Veltroni o grigi burocrati kafkiani come d'Alema e  Bersani? E se perfino il "messia" cattocomunista Nichi Vendola, l'uomo della bbbase, il salvatore del pueblo unido jamas sera' vencido, e' ormai diventato una barzelletta: uno che chiama eroe Carlo Giuliani e che ogni volta che apre bocca sembra Gandalf in acido?

Di questo totale e desolante ariafrittismo della sinistra se ne sono accorti tutti, come si evince da questa intervista alla Marcegaglia e dalla lettera di Maroni al Corriere, sulle quali mi astengo da giudizi di merito, ma da cui si capisce che tutti stanno pensando al dopo Berlusconi e ai cazzi veri e reali del paese messi in luce dal braccio di ferro Marchionne-Fiom.

E pur non vivendo regolarmente in Italia da qualche anno, mi giocherei le palle sul fatto che tantissimi italiani pur non sopportando piu' Berlusconi, sono stanchi di vedere una magistratura debordante che ormai e' un vero e proprio partito politico, cosi' come ne hanno le palle piene di una stampa oscena  a destra e a sinistra che non e' piu' stampa ma un vero e proprio servizo di informazione e spionaggio che pubblica numeri privati di privati cittadini, come testimonia la disgustosa e aberrante vicenda della porcata di Anno Zero e della ignobile ripicca di Libero.

Queste cose le hanno capite tutti meno gli Opliti del Bene che sono sempre e cronicamente in ritardo:  lo erano su Marchionne e Fiom quando dalle pagine de l'Unita', Concita de Gregorio scriveva articoli che per retorica e terminologia politica sembravano usciti dalla Pravda degli anni 30, e lo sono su Berlusconi sul quale insistono  non accorgendosi che hanno ottenuto quello che volevano: gli italiani sono stufi di Berlusconi, ma non della destra, perche' a sinistra ci sono solamente ectoplasmi che continuano a strillare "abberlusconi, puttane, pericolo per la demograzzia", quando abberlusconi sta per togliersi dalle palle.

Che si voti oggi, che quel vecchio satiro che secondo me non e' piu' nemmeno in possesso delle sue facolta' mentali si dimetta, o che si procrastini per vari et eventuali inciuci, il risultato non cambia: la sinistra ha realizzato il suo sogno ma ne e' rimasta intrappolata e come i tedeschi a Stalingrado ora si accorge di non avere piu' riserve da far scendere in campo perche' ha esaurito tutte le sue risorse su un obbiettivo fasullo.

Fra l'altro, comunque finisca il regolamento di conti all'interno del PDL, il vero vincitore e' la Lega che da tutto questo scambio di letame e' uscita indenne e anzi, probabilmente piu' forte che mai.

Il partito di Bossi si e' presentato come l'alleato pragmatico non troppo soddisfatto, ma leale del premier, mentre altri settori della destra abbandonavano la nave che affonda, offrendo il solito triste e miserabile teatrino trasformista di capriole ideologiche, manie di grandezza e smanie di poltrone.

Inoltre non e' stato toccato ne' dalla bufera delle zoccole, ne' dai vari scandali che in questi anni hanno coinvolto un entourage del Presidente del Consiglio oggettivamente miserabile e clientelare, riuscendo perfino a schivare il fango lanciatogli da Saviano in maniera talmente vigliacca, menzognera e strumentale da far tifare Maroni perfino uno come me che per la Lega nutre scarsissime simpatie.

La destra vincera' ancora e probabilmente fino al Giorno del Giudizio, perche' gli Opliti del Bene in 15 anni hanno concentrato tutte le loro energie e le loro forze su un uomo, quando avrebbero dovuto concentrarle sul paese: e la prova della loro disastrosa mancanza di qualunque strategia politica e' che il paese  nonostante le frignate e le fregnacciate sul potere delle televisioni del Sauron di Arcore, li ha mandati al governo per ben due volte durante l'apogeo dell'Era Berlusconi. Due occasioni regolarmente buttate nel cesso  a causa della loro immensa incompetenza e litigiosita'.

Si' perche', mi domando e dico, possibile che tutti quei raffinati intellettuali che oggi su blog e giornali ci propinano  minestroni pseudosociologici e moralistici sulla vita delle mignotte, a meta' fra un Alberoni ubriaco e un Balzac bipolare, dico possibile che   in 15 anni non siano riusciti a fare quello che anche una scimmia sa fare? Ossia usare il cervello per fare due cose contemporaneamente?

Il babbuino medio riesce a mangiare una banana mentre si gratta le pulci, ma a quanto pare gli Opliti del Bene con le loro legioni di intellettuali, non sono riusciti a combattere Berlusconi e allo stesso tempo a fare un minimo di politica reale su problemi reali.

Non posso quindi non pensare ai loro trisnonni che nel 1918 in Russia si trovarono di fronte a una situazione disastrosa: avevano un paese nel caos, avevano perso una guerra firmando una pace capestro che li aveva privati di enormi territori, avevano contro gli eserciti controrivoluzionari  numerosi e ben armati che volevano riportare lo zar sul trono, piu' quelli degli Alleati spaventati dal comunismo, e come ciliegina sulla torta,  fame, malattie e le casse dello stato desolatamente vuote.

Io non sono un ammiratore dell'Unione Sovietica, ma ne uscirono benino direi. 

E questo perche' sia nel 1918, sia a Stalingrado con l'Operazione Uranus, avevano gente che come dice  Doc "Emmett" Brown, "pensa quadrimensionalmente", mentre oggi il PD ha  gente che pensa e dice queste cose:

"Il paganesimo e' la nostalgia di un divino non ossificato nelle metafore del potere maschile." Nichi Vendola.

Tuesday, 18 January 2011

A Night in Tunisia


L'usuale tam tam dei sostenitori dei popoli oppressi che in occasione della rivolta del popolo tunisino ci ha piastrellato i coglioni con le responsabilita' dell'Occidente dalla grande estinzione del Permiano fino ai giorni nostri, ha tuttavia ritenuto comprensibilmente opportuno glissare su un fatterello di secondaria importanza che rappresenta l'ultima aggiunta al loro gia' cospicuo album di figurine di merda.

Il presidente tunisino Ben Ali' - un piu' che discreto e sanguinario pirla - a un certo punto decide di battersela di fronte alla rabbia di un popolo affamato che sta rapidamente diventando rivoluzione.

Mentre nel palazzo presidenziale di Tunisi si preparano in gran fretta  le valigie, nelle stanze del Kollettivo dei Popoli Oppressi e Per le Denunce Dei Crimini Occidentali  del nostro paese, si preparano e si susseguono con altrettanta alacrita', comunicati stampa, articoli, post, dichiarazioni congiunte di altri kollettivi, centri sociali e tutto il solito cucuzzaro di minchiate solidariste/terzomondiste.

Il tono lo conosciamo e ne ho anche accennato nel post precedente, ma ve lo riassumo in breve: "Occidente oppressore, e' anche colpa nostra, propaganda imperiale, Frattini appoggia il tiranno, l'Occidente appoggia il tiranno, il neoliberismo appoggia il tiranno, interessi occulti, interessi innominabili, poteri forti, le multinazionali, gruppi finanziari e il commissario Basettoni."

Comunque sia, Ben Ali' sale su un aereo privato e decolla alla volta dell'Europa.  Ma qui le cose cominciano ad andare male per il fesso affamatore del pueblo, perche' tutti gli stati europei, e soprattutto la Francia, dove vive una numerosa comunita' tunisina, gli fanno un bel pernacchione, facendogli chiaramente capire che lui in Europa  e' persona non grata.

A questo punto, dopo il maramaopercheseimorto del perfido Occidente, chi potra' mai offrire rifugio al sanguinario pirla?

Chi potra' mai essere piu' cinico e baro del destino e del demoniaco Occidente che ha appoggiato Ben Ali' e ha chiuso gli occhi sui suoi misfatti, i poteri occulti, il neoliberismo e di nuovo tutto il cucuzzaro dell'Occidente oppressore dei popoli, dal Permiano in avanti? 

Ma un fratello arabo naturalmente, nei panni dell'Arabia Saudita. 

Cosa ci resta quindi da dire all'avgvsto Kollettivo Antagonista dei Popoli Oppressi e Per le Denunce Dei Crimini Occidentali? Come sempre, un sonoro: "Mavaccagher."

Dopodiche', possiamo dedicarci ad alcune brevi osservazioni sulla vicenda.

Innanzitutto, che a parte qualcuno in buonafede e che al massimo posso criticare per quella che considero ingenuita' o un semplice errore di valutazione, il resto di tutti questi paladini degli oppressi e' l'usuale massa di cialtroni in assoluta malafede.

Questo perche' qualsiasi tipo di rapporto commerciale, politico o diplomatico, diretto o indiretto, piu' o meno chiaro,  fra gli stati europei  e il deposto presidente e la sua giunta militare, non e' il diretto responsabile della sanguinosa repressione di cui e' stato vittima il popolo tunisino e non puo' nemmeno essere utilizzato come sciocco pretesto per una chiamata di correo.

Se cosi' ragionassimo, allora dovremmo fare la stessa chiamata di correo per Brasile, Turchia e Russia, grandi amici e partner commerciali - piu' o meno alla luce del sole - dell'Iran, quando il regime degli ayatollah ha represso nel sangue le recenti proteste degli studenti e dell'opposizione iraniani.
Sia chiaro: e' piu' che lecito criticare Frattini o la politica del governo italiano nei confronti della Tunisia, ma dal momento che non abbiamo consiglieri militari italiani per le strade di Tunisi o Biserta a fianco delle truppe governative, la chiamata di correo e' semplicemente demenziale.

Perfino le armi, i veicoli, gli aerei e le navi delle forze armate tunisine, sono roba stravecchia statunitense, cecoslovacca, italiana (addestratori Aermacchi MB-326 e Siai-Marchetti S-208) e francese. E non mi risultano acquisti massicci di armamenti moderni occidentali da parte del deposto presidente Ben Ali'.

L'economia tunisina e' andata in vacca e siamo noi i responsabili? Non credo, e se anche nei programmi di liberalizzazione e privatizzazione - compreso un accordo con l'Unione Europea - vi e' stato  il consueto aumma aumma di interessi economici e finanziari, per funzionare, la corruzione ha bisogno di due soggetti: chi offre le mazzette, e chi le riceve.

Quando cadde il muro di Berlino, i paesi del Bric che hanno scalzato l'Occidente dal dominio non solo economico planetario, erano tutti, con l'eccezione della Cina, se non  vassalli economici, quantomeno terreno di conquista per gli affari dell'Occidente. Poi, semplicemente, Vladimir Putin, Sonia Gandhi e Lula, si sono rotti i coglioni e hanno deciso di cambiare le regole del gioco.

E con loro lo hanno fatto anche Chavez, Ahmadinejad, Evo Morales e Cristina Fernandez de Kirchner. E prima di loro lo hanno fatto Khomeini e Castro (quest'ultimo e' riuscito perfino a sopravvivere al catastrofico crollo del suo supermentore).

Che poi alcuni di questi leader siano dei gran figli di zoccola, e' irrilevante ai sensi del discorso. Quel che conta e' che la storia dell'oppresso vittima dell'Occidente ha semplicemente rotto i coglioni: e' vecchio letame post-colonialista vecchio di 30 anni, in un mondo che negli ultimi 15 anni e' completamente cambiato, e la cosa piu' paradossale che queste gigantesche, immarcescibili, inequivocabili e imponderabili teste di cazzo antagoniste e progressiste  rifiutano di riconoscere, e' che il mondo e' diventato in fondo quello che avrebbero voluto loro.

Un mondo dove l'Occidente sotto molti punti di vista, conta come il due di picche: un mondo multipolare dove gli USA sono solo una grande potenza fra grandi potenze, e l'Europa ha altri cazzi per la testa che mettersi a giocare al "fardello dell'uomo bianco". Fra l'altro, l'Europa, quel gioco imperiale lo abbandono' per sempre quando si suicido' il 1 agosto del 1914.

Come dice Uriel: "La festa per l'Occidente e' finita. Ora si deve competere."

E tutto sommato e' giusto, ed e' la fine di un ciclo unipolare francamente antistorico durato 500 anni: oggi si sta ristabilendo il normale equilibrio multipolare del pianeta.

Quindi no: l'Italia e l'Occidente possono aver fatto affari discutibili con la giunta militare tunisina deposta, ma non e' anche colpa nostra: queste sono stronzate enunciate da pirla neotenici cresciuti nel "welfare delle coscienze" dove e' sempre colpa di qualcun altro per la loro miserabile immaturita' e idiozia, mascherate da "rivoluzioni", "antagonismo" e "solidarieta' per gli oppressi" che inevitabilmente li porta a bersi e a concepire le piu' immonde cazzate complottiste.

Nel mondo multipolare del XXI secolo sono i popoli e i loro governanti a decidere di cosa devono vivere e di cosa devono morire.

E questo vale anche per l'Arabia Saudita dove ha trovato riparo Ben Ali', dal momento che arrivera' l'inevitabile  saccentone "antagonista e kollettivo" con la solita boiata che sento immutata da 30 anni: "Ma l'Arabia Saudita e' un lacche' degli americani."

Letame. Puro sterco ricoperto di guano, farcito di liquame e finemente ricoperto di deiezioni di cammello. L'Arabia Saudita ha una sua politica estera, e una sua ben precisa idea di come deve essere il Medio Oriente.

L'Arabia Saudita si serve degli americani e gli americani dell'Arabia Saudita, ma molto spesso quest'ultima ha giocato per conto suo, in maniera indipendente e anche contro gli interessi americani nell'area.

Lo storico della Guerra Fredda John Lewis Gaddis ha coniato un bel termine per definire questo rapporto di mutua convenienza che non di rado consente allo stato "fantoccio" addirittura di ricattare il padrone: lo ha chiamato "the tail wagging the dog", ossia " la coda che scuote il cane" e si fonda su un semplicissimo presupposto da parte del "lacche' ":  "Se vado in vacca io, va in vacca anche tutta la tua politica geostrategica nell'area."

Lo utilizzarono il Vietnam del Nord destreggiandosi fra Cina e URSS ( alla fine scelse quest'ultima e la scelta gli costo' una guerra con la Cina nel 1979) e il Vietnam del Sud approfittando della "Teoria del del Domino" che le amministrazioni americane applicarono all'Indocina a partire dagli anni 50, e che per certi versi rimane ancora valida.

Lo stesso dicasi di Cuba, del Cile di Pinochet e ovviamente  di Israele, che spesso e volentieri ha preso iniziative unilaterali facendo enormemente incazzare gli alleati americani, come in occasione della demenziale invasione del Libano nel 1982, quando Reagan lo si senti' ululare anche in Messico. 

Ora, vi chiederete perche' tutti i membri, gli intellettuali e gli accademici del  Kollettivo dei Popoli Oppressi e Per le Denunce Dei Crimini Occidentali non vedano queste semplici cose e continuino a liofilizzarci gli zebedei con terminologie, denunce, e  vocabolari politici vecchi di 30 anni e praticamente defunti.

La risposta sta in un cocktail devastante di puro guano ideologico che tutta questa banda di immensi cialtroni ha elaborato partendo da un primo ingrediente di base: da una delle due mefitiche ideologie che hanno fatto del XX secolo un bagno di sangue, merda, odio razziale e ideologico, ossia il marxismo-leninismo.

Mettiamo da parte il buon Marx: uomo intelligentissimo che non credeva in utopie dementi e che, come giustamente sostiene il grande storico Eric Hobsbawm, ha ben poco a che fare direttamente  con le derive sanguinarie delle sue idee.

Punto primo: per il marxismo-leninismo, l'individuo non conta essenzialmente un cazzo di fronte alla Storia: tutto quel che si fa per decidere la Storia, lo si fa tutti insieme. Cio' e' fondamentale per spiegare la nozione di Kollettivo, e il tediosissimo e retorico abuso che questi gasteropodi fanno del termine.

A questo, aggiungete l'idea socialdemocratica delle societa' socialdemocratiche dove questi beoti sono cresciuti,  in base alla quale la responsabilita' individuale non esiste, ma e' sempre invariabilmente del sistema che sbaglia qualcosa. Ergo, al nostro coraggioso cavedano viene inculcata l'idea che la colpa e' sempre di qualcun altro e che comunque un ente superiore chiamato stato o sistema deve provvedere alle sue necessita'. Tutto e' un diritto, tutto gli e' dovuto e se non lo ottiene non e' colpa sua.

Dopodiche', versate una abbondante dose di tutta quell'aria fritta diffusasi a sinistra a partire dal 1968: velleitarismo, solidarismo, terzomondismo, movimentismo, tendenze anarchiche e centrifughe, comuni di hippy che cantano "California Dreaming", Che Guevara, Herman Hesse, le religioni orientali, l'India e il Maharishi Yogi.

A questo punto il nostro totano e' pronto per l'infusione e la shakerata finale: a partire dagli anni 80 e 90 del secolo scorso e sulla scia delle critiche alla globalizzazione,  il fesso riscopre quell'ossessione per i particolarismi etnici e culturali che "infiniti lutti" aveva addotto alla prima meta' del Novecento (e anche al resto).

E con l'ausilio di vari accademici postmoderni dalla prosa orribile e oscura anche quando hanno idee tutto sommato interessanti, e' tutto un fiorire di "punti di vista" e relativismi etici e culturali fondati su un vero e proprio culto New Age estremamente superficiale e feticista di etnie, tradizioni e culture, dal quale non poteva non emergere la nuova grande passione delle sinistre di tutto il pianeta: la religione.

Si', perche' a partire dagli anni 90 la sinistra in crisi identitaria decide che la religione non e' piu' l'oppio dei popoli, ma anche il suo, e siccome il Cristianesimo e' troppo bianco, non ha le palle e puzza ancora di oppressore, bisogna trovare un sostituto militante, incazzato, rivoluzionario, e non contaminato dall'Occidente: ed ecco che scopre l'Islam, ma non quello normale e tollerante che ne ha fatto una grande religione e una grande civilta', bensi' quello piu' retrivo, reazionario, fanatico e bigotto della vulgata wahabita. L'equivalente islamico dei fanatici bigotti e reazionari della Bible Belt americana.

Del resto, bisogna tenere a mente che molti di questi militanti e intellettuali vengono da una ideologia intollerante, fanatica e sanguinaria che o non hanno sconfessato, o dalla quale hanno  abiurato con estrema riluttanza.

Ed e' cosi' che l'Islam diventa la Cuba del XXI secolo: ossia, quella che nel XX secolo era "La Grande Utopia Socialista Latino-Americana"  di Castro: un paradiso dove tutti avevano un lavoro, un piatto di minestra, istruzione e cure mediche gratuite.

L'Islam in versione bigotta e reazionaria  assurge quindi al ruolo di "Grande Utopia Spiritual-Etno-Rivoluzionaria" del XXI secolo dove tutti hanno un lavoro, un piatto di minestra, assistenza spirituale e cure mediche gratuite, grazie al welfare caritatevole di Hamas ed Hezbollah,  e dove l'Iran, come la Cina maoista e' un esempio di societa' modello, che guai a criticarla perche' impiccano gli omosessuali: sei  lo fai  sei un imperialista ottuso e vieni deriso da intellettuali sprezzanti che ti dicono "Cos'e',  borghesuccio occidentale, hai paura del babau islamico?", esattamente come negli anni 70 ti deridevano dicendoti  "Cos'e', borghesuccio occidentale:  hai paura del babau comunista cinese?".  

E poi naturalmente, ti tocca sorbirti un pippone catartico di poesie persiane, canti turcomanni, canti di resistenza, esegesi degli scritti di Sayyd Qutb (l'equivalente islamico della Fallaci) e interpretazioni del Corano, per farti capire quanto sei ignorante, cosi' come negli anni 70 dovevi sorbirti un pippone catartico dal Libretto Rosso del Grande Timoniere per espiare le tue colpe e i timori piccolo-borghesi.

Poco conta a questo punto che con tutte le teorie deliranti e le ossessioni etniche e religiose da Blut und Boden,  una certa sinistra si ritrovi non di rado in compagnia di camerati che certe passioni per popoli, etnie, sangue, suolo e tradizioni le condividono da sempre: compresa la religione e anche quella islamica.

In fondo e' dai tempi di Ernst Rohm, capo delle camicie brune (Sturmabteilung, SA), esponente dell'ala socialista del nazismo, nemico giurato del capitalismo e avvocato delle nazionalizzazioni piu' radicali, che i due estremi flirtano, e oggi hanno dato vita al noto fenomeno del "rossobrunismo".

A questo punto il cocktail e' completo e il nostro cefalo e' pronto a kollettivizzare quell'unico neurone che possiede, producendo post, articoli, manifesti e appelli per popoli oppressi che denunciano oppressori che non esistono piu' e che appartengono a un mondo defunto.

Sono gli stessi con le stesse identiche parole da 30 anni, passati di generazione in generazione e che oggi sono scritti da giovani di vent'anni che utilizzano una lingua morta e che sono vecchi dentro.

Giovani e non solo  - c'e' anche una discreta quota di miei coetanei -  cresciuti da una ideologia che li ha resi totalmente incapaci di elaborare il concetto di responsabilita' individuale per se', figuriamoci per popoli e governi.  La colpa  e' sempre di qualcun altro, di un Grande Vecchio o del sistema di turno.

In virtu' di tutto cio', a questi merluzzi  non rimane che affidarsi al Kollettivo: perche' una persona con un singolo neurone e' una persona con un singolo neurone, ma dieci persone con dieci neuroni sono un Kollettivo...

Senza contare che una parte sostanziale di quella odierna  non e' piu' una sinistra - che non aveva solo difetti e colpe, sara' opportuno ricordarlo - ma una sorta di bizzarro culto New Age anti-illuminista, antiscientifico, autoritario e naziambientalista, ossessionato patologicamente da  etnie, razze, religioni e tradizioni, i  cui adepti sono in gran parte benestanti occidentali  e rampolli delle classi dirigenti. 
 
Ergo, la colpa di quel che e' successo in Tunisia, e' del governo tunisino, e il merito di aver scelto una strada diversa e di aver abbattuto un tiranno va al popolo tunisino. Punto. Basta con le  colossali merdate degli oppressori occidentali e la retorica di un mondo che non esiste piu' se non nelle puerili fantasie rivoluzionarie di questi noiosissimi cialtroni da salotto buono.


Friday, 14 January 2011

E' un mondo difficile...


Ora: quando leggete sul giornale che la minoranza interna del PD guidata da Uolter Veltroni, si chiama Modem, ne deducete due cose:
  • Quello di Uolter e del PD, come abbiano sempre sospettato, gira a 56k, mentre abberlusconi c'ha le fibre ottiche.
  • La sinistra e' destinata a perdere le elezioni fino al Giorno del Giudizio.

E se cio' non bastasse a colmarvi di indicibile sfiducia nell'umanita', dal Canada arriva la notizia che la canzone dei Dire Straits "Money for Nothing" e' stata bandita dalle stazioni radio del paese nordamericano perche' una commissione di babbuini politicamente corretti del Canadian Broadcast Standards, ha trovato nel testo la parola "faggot", ossia finocchio, non esattamente riconducibile alla Foeniculum vulgare, pianta erbacea mediterranea della famiglia delle Apiaceae

Personalmente i Dire Straits mi fanno venire la dissenteria e fanno musica innocua, ma dai fatti sopracitati, deduciamo due cose e ci facciamo una domanda:
  • Dopo aver letto le motivazioni di Helen Kennedy, direttrice di Egale, organizzazione che promuove e difende i diritti della comunita' LGBT canadese che hanno portato alla decisione della censura nei confronti dei Dire Straits, sappiamo per certo che anche fra i gay, come in tutte le comunita' umane, esiste una piu' che discreta quota di microcefali. E mica perche' sono gay: ci mancherebbe: perche' sono microcefali.
  • Chi cazzo e' la gente  "trans-identizzata" di cui parla la Kennedy nell'articolo oltre a gay, lesbiche, bisex, e trans? E' una new entry? A me non importa con chi va a letto la gente e discriminare gli altri in base alle preferenze sessuali e' aberrante, ma vorrei solo sapere per pura curiosita'.
  •  Un musicista bianco non puo' mettere la parola "finocchio" in una canzone, mentre un musicista di una minoranza etnica puo' cantare "frocio, ora ti sparo perche' sei frocio."
    Como se spiega?

    Ora: mettiamo che un musicista nero di gangsta rap spari a un gay perche' e' un gay. Bianco.

    La polizia isola immediatamente la scena del crimine e sul luogo arriva l'unita' speciale della scientifica che viene interpellata quando avvengono crimini fra minoranze: CSI: Gino Strada.

    Dalla 4x4 eco-friendly a vapore della squadra speciale, scendono i detective muniti delle seguenti apparecchiature, frutto della piu' avanzata tecnologia forense: lo RRMMO (Rilevatore Risonanza Magnetica Minoranze Oppresse), in grado di rilevare la presenza dei piu' minuscoli residui di oppressione, e naturalmente lo SDMI (Spettrografo Di Massa Islamofobia), uno straordinario apparecchio in grado di catturare particelle subnucleari di islamofobia in qualunque ambiente.

    L'indagine, grazie alle sofisticate apparecchiature, dura poche ore ed e' in grado di  identificare il vero colpevole: il gay, dal momento che in base alla SDOR (Scala Di Oppressione Relativa) viene stabilito che negro e' piu' oppresso del gay bianco, che fra l'altro reca anche tracce di islamofobia sotto le unghie.

    Tutto cio' costituisce inoltre l'eccezione alla ben nota regola istituita dalla Redazione di I&I: cari amici, in questo caso non e' stato il negro.

    Insomma, credo che dopo questa esposizione di orrori, avrete l'impressione che il mondo non sia che un torpedone coi freni rotti, carico di imbecilli con alla guida un autista paranoico, ubriaco e con tendenze suicide, che corre a rotta di collo verso il Gran Canyon.

    Esatto.

    Ma potete sempre saltare, mentre gli altri continuano a cantare come zombi felici "Free Nelson Mandela".

    E la vostra metaforica scialuppa di salvataggio da oggi si chiama Sturmo e Drango: l'unico blog che non da' risposte: le compra.

    Un blog collettivo, goliardico, neoliberista, imperialista, colonialista, sciovinista, maschilista, dirigibilista, percussionista, tennista, leninista e palombaro-ciclista.

    Un blog capace di fornire sottili piaceri ermetici ed emetici: un blog che come il Teatro giapponese del Nล puo' essere liberamente interpretato dallo spettatore, se sufficientemente sbronzo.

    Un blog democratico, fallocratico, ortodontico e mesozoico.

    Ma soprattutto: ci sono le TETTE! 

    Una volta sul blog, vi consiglio per familiarizzare, di leggere la sezione delle FAQ (fuck), dopodiche' potrete tuffarvi a capofitto nel qualunquismo dei nostri autori collettivi, collettivizzati e Kossiga boia.

    Naturalmente, per il debutto, non potevamo che inaugurare Sturmo e Drango in maniera pirotecnica: ergo, con una colossale zingarata.

    Questa volta l'ignaro tapino e' un blog molto impegnato socialmente che ha pubblicato un post molto impegnato socialmente sulla recente sommossa popolare tunisina.

    E chi e' secondo voi e secondo il blog zingarato, parzialmente responsabile della rivolta del popolo tunisino?

    Dai, su, non e' difficile: e' un  classico: l'O... l'Occ...  l'Occiden... l'Occidente decadente, consumista, neoliberista e imperialista, che con la scusa della lotta al terrorismo appoggia i governi gattivi ghe obbrimono i boboli obbressi e tutto il cucuzzaro.

    Fosse mai che il governo tunisino e' un  po' stronzo di suo, e magari il responsabile principale delle disgrazie dei tunisini? No, impossibile: perche' secondo il Ministero Occidentale dei Paesi Oppressi Specie Se Islamici, governanti e cittadini di queste nazioni, sono dei bambini scemi e irresponsabili che non sanno quello che fanno. Loro sono buoni, ma un po' ritardati: siamo noi occidentali la causa di tutto, il Deus ex Machina che muove  il mondo e che decide come dirigere gli attori e risolvere la storia.

    Insomma, secondo il Ministero Occidentale dei Paesi Oppressi Specie Se Islamici, noi occidentali possiamo tutto, facciamo tutto e senza di noi il mondo non si muove. Ehi, ma non vi sembra una idea leggermente imperialista e anche decisamente razzista? Bah, sara' che sono gnurante, bruto e talpino e certe cose non le capisco.

    Vabbe', per il momento godetevi lo Sturmo e Drango e restate sintonizzati: in un prossimo post vi sveleremo infatti da dove veniva l'asteroide di Chicxulub che anniento' i dinosauri.

    Secondo voi?

    Vi faccio solo alcune ghiotte anticipazioni: lo sapete che su alcuni frammenti di roccia provenienti dall'asteroide e ritrovati qualche tempo fa, c'era la scritta  "United States Department of Defense"?

    Chi ha guadagnato secondo voi dall'estinzione dei dinosauri, della loro cultura, delle loro tradizioni, della loro religione (pare fossero mussulmani), dei loro piatti tipici, dei loro abiti tradizionali e di una esistenza vissuta in armonia con la natura senza distruggerne le preziose risorse?

    I mammiferi. E lo sapete che i mammiferi sono o... occ... occident... dai non e' difficile.

    E a causa del neoliberismo sfrenato dei mammiferi, oggi non possiamo piu' indossare il caffetano tipico del triceratopo, parlare la lingua degli iguanodonti, o pregare il dio degli stegosauri.

    Cosi' si annientano le culture.

    Thursday, 13 January 2011

    Monday, 10 January 2011

    Lavori in corso





    E' inevitabile: dopo le feste ho voglia di scrivere come di tuffarmi in una Jacuzzi di piombo fuso.

    Oggi tuttavia ho superato il fancazzismo grazie a una frase di Charles Baudelaire (siamo anche nati nello stesso giorno): "Opera lunga e' quella che non si comincia mai: diventa incubo."

    E siccome di incubi nella mia vita ce ne sono gia' abbastanza ( i Tories, gli etno-merdoni politically correct laburisti, la sinistra italiana, Silvio Berlusconi e i quattrini che non bastano mai) ho deciso di rituffarmi nel meraviglioso sogno creativo della scrittura: un'armonia di sfere celesti che solo tramite l'ispirazione piu' pura e cristallina riusciamo a comprendere.

    Non male come monumentale cazzata vero? Vedete, vedete, ci sono quasi! Ce l'ho quasi fatta!

    Se continuo cosi' potro' anche emulare il mio scrittore preferito: un intellettuale purtroppo sconosciuto al grande pubblico, che come tutti sappiamo si pasce di veline, tette e porcherie commerciali alla Stephen King.

    Si tratta dello straordinario Bruno Pastrani-Giacometti, autore di "Laterizio": 987 pagine che narrano la storia di una coppia in crisi sullo sfondo della Primavera di Praga e dell'Autunno Caldo.

    Come descrivere "Laterizio"?

    Lascio la parola alla nota sulla quarta di copertina: "La metafora di un percorso politico-esistenziale ridotto a mera lotta per la sopravvivenza di coppia. Un affresco imperdibile e a tratti desolato, sull'etica delle scelte e dei conflitti in un periodo che ha segnato la storia del Novecento."

    Dall'ottima prefazione di Nichi Vendola (grande amico di Giacometti) ho tratto un brano significativo che ci aiutera' a inquadrare la storia e le complesse tematiche del libro.

    "Il brano in cui Yuri, il giovane tenente sovietico gay arrivato a Praga con le forze d'occupazione, cade in ginocchio davanti alla Madonna Nera di Mortaccituovic, e' un possente e rivelatore squarcio drammatico in un cupo panorama di fosche nuvole e pericolose tentazioni secolari, che lacerano l'anima sinceramente comunista di Yuri: un comunismo primigenio e quasi 'incantato" nella sua ingenua e immutata purezza.
    Una illuminazione divina e marxista di cui non possiamo ignorare le profonde ripercussioni sulla comunita' LGBT di Praga, e che non manchera' di segnare profondamente la coscienza politica di Marcovallo e Aurora: la giovane coppia di intellettuali e comunisti italiani protagonista di quest'opera magistrale."

    Insomma: 'nu babba'.

    E per finire cum gaudio et magnificenza, colgo l'occasione per segnalarvi un nuovo spettacolare link che si aggiunge al mio rutilante blogroll: si tratta di Crotaloalbino. Chi e' Crotaloalbino e soprattutto, cosa va cercando in questa valle di lacrime?

    Non vi anticipo niente: per alcuni sara' una gradita conferma e per me e' stato un indispensabile ritorno, ma nel frattempo vi consiglio caldamente di leggere il post intitolato "Bombe atomiche e fischietti".