"I believe in the brotherhood of man, all men, but I don't believe in brotherhood with anybody who doesn't want brotherhood with me. I believe in treating people right, but I'm not going to waste my time trying to treat somebody right who doesn't know how to return the treatment."
Malcolm X
E cosi', il primo ministro conservatore David Cameron ha dichiarato ufficialmente che in Inghilterra il multiculturalismo ha fallito il suo obbiettivo.
Ora, sul tempismo della dichiarazione mi sorgono legittimi dubbi legati alla scarsa popolarita' di cui gode la coalizione Lib-Con nei sondaggi, dovuta essenzialmente alle misure draconiane di austerita' e tagli alla spesa pubblica, nonche' alle perplessita' espresse da non pochi economisti sulla efficacia della politica economica del governo per stimolare la ripresa dopo la credit crunch.
Perplessita' che io condivido, dal momento che finora la tanto decantata Big Society dei conservatori si sta rivelando per quello che e': una serie di fregnacce libertarie di destra, mutuate dai Tea Party americani.
Pura e semplice aria fritta.
Tuttavia, opportunita' politiche e propagandistiche a parte, David Cameron non ha detto una sciocchezza nel decretare il fallimento del multiculturalismo, ne' ha sbagliato a tagliare immediatamente i fondi ad associazioni e gruppi islamici i cui scopi e attivita' sono nel migliore dei casi piuttosto dubbi, ma da bravo conservatore ha solamente commesso un errore di valutazione.
Come gli e' stato fatto giustamente notare da quella parte di sinistra inglese che ha ancora solide basi socialdemocratiche e non si e' trasformata in una setta New Age dedita al misticismo etno-cultural-religioso come gran parte delle sinistre europee e americane, non e' il multiculturalismo ad aver fallito, bensi' il multiculturalismo etnocentrico e stercorario della sinistra New Age.
E qui mi permetto due brevi ma necessarie osservazioni prima di passare al resto.
L'ho gia' detto in passato e lo ripeto in maniera telegrafica: le culture, come il cervello umano, hanno bisogno di interagire con altri cervelli e idee, altrimenti avvizziscono o impazziscono come un detenuto in cella d'isolamento. Ergo, get over it, fatevene una ragione: le societa' multietniche fanno parte dell'umanita'. Punto.
In secundis, l'Inghilterra di oggi non e' un'utopia di tolleranza e armonia multietnica, perche' le utopie esistono solo nei cervelli malati, ma non e' neanche un paese dove il razzismo e' arrivato al livello di guardia.
Esistono aree geografiche dove i rapporti fra le diverse comunita' sono difficili, cosi' come esistono atteggiamenti di intolleranza in alcuni settori del tessuto sociale inglese, ma non c'e' nulla di paragonabile a quello che per esempio accade in Arizona dove i rapporti fra latinos e etnia anglosassone sono molto tesi.
L'Inghilterra non ha nemmeno mai avuto leggi palesemente segregazioniste come il sud degli Stati Uniti, anche se fino agli anni 80 del secolo scorso e' stata una nazione dove gli episodi di intolleranza razziale verso neri e asiatici (nel senso anglosassone di subcontinente indiano) erano diffusi e preoccupanti, come testimoniano i gravi disordini a sfondo razziale della comunita' nera di Brixton nel 1981, o i ripetuti attacchi e pestaggi (con vittime) ai danni di pakistani e indiani sempre negli anni 80, messi in atto da skinheads e pirla nazisti del National Front.
La discriminazione razziale e religiosa sebbene mai legalizzata, e' esistita nel Regno Unito, ma oggi, grazie anche e soprattutto alle politiche dei laburisti quando questi non erano ancora una setta New Age (anche il New Labour ha fatto cose egregie in questo senso, prima di rimbambire), il paese e' realmente multietnico e privo di tensioni razziali tali da suscitare allarmi.
Lo stesso dicasi dell'islamofobia che onestamente m'ha rotto le palle, cosi' come mi hanno rotto le palle certi mussulmani frignoni e vittimisti. Se il Regno Unito fosse un paese islamofobo come sostengono questi gallinacei (il pollo e' halal, quindi non e' un'offesa) dopo gli attentati nella Tube del luglio 2005, si sarebbero dovuti scatenare dei veri e propri pogrom anti-islamici, che invece non ci sono stati, cosi' come non e' mutato sostanzialmente nulla nei rapporti fra mussulmani e non mussulmani, inglesi e non.
L'unico trend razzista purtroppo in aumento e' quello dell'antisemitismo sia a destra, sia a sinistra, come riporta questo
pezzo della BBC. E a proposito di destra xenofoba, ora che la minaccia rappresentata dai nazisti dell'Illinois del British National Party si e' sgonfiata, la nuova destra nazionalista rappresentata dagli imbecilli della English Defence League, ha paradossalmente adottato lo stesso linguaggio "inclusivo" delle sinistre etnocentriche New Age, come fa giustamente osservare questo
bell'articolo di una donna di sinistra sul Guardian. Una cosa sulla quale riflettere.
E veniamo al fallimento del multiculturalismo in salsa New Age o cuminista, termine che ho coniato per indicare chi da Marx (uomo acuto e molto intelligente) e' passato al cumino: una semplice spezia etnica molto chic e trendy.
Il primo grave errore dei cuministi sta proprio nell'aver abbandonato Il Capitale per passare a Siddharta: la causa prima dei flussi migratori degli ultimi vent'anni non e' la volonta' di altri popoli e culture di dare vita a una sorta di Arezzo Wave su scala planetaria. Questa gente non viene in Europa per "contaminare" la nostra musica col suono di strumenti esotici, cucinare piatti tipici o mostrare quanto sono belli e colorati i loro vestiti etnici, ma perche' e' spinta da motivazioni materiali ed economiche.
E nemmeno, per rimanere in tema di cause materiali, si tratta sempre e necessariamente di miseria e disperazione: spesso e volentieri si cercano solamente nuove e migliori opportunita' per farsi o rifarsi una vita.
Questo vale tanto per il laureato pachistano che finisce a lavorare nella City, quanto per la famiglia indiana che apre un negozio, o il bengalese che si trova un qualsiasi lavoro in una fabbrica.
Una volta appurati i reali motivi che spingono milioni di esseri umani ad abbandonare la propria nazione in cerca di fortuna in terra straniera, e' necessario per la cultura dei paesi ospitanti trovare un approccio valido per accettare e convivere con le culture degli ospiti.
Attenzione: non stiamo parlando di sociologia spicciola, ma di tutto cio' che nel XX secolo per differenze di classe sociale, etnia e religione, ha provocato, secondo stime prudenti, 166 milioni di morti.
Credo non ci voglia un dottorato in scienze sociali per intuire che il miglior modo per dialogare fra culture diverse sia quello di partire da una posizione paritetica di mutuo rispetto e dignita'.
Una volta gettate queste semplici fondamenta, cultura ospite e cultura ospitante possono, come diceva ieri su Facebook il mio amico
Late Think, scrivere le regole insieme, ma l'accettazione e il riconoscimento della pari dignita' e' essenziale per capire e discutere le reciproche richieste: anche in maniera polemica.
Purtroppo, questo non e' il caso della delirante concezione cuminista dei rapporti fra culture europee ed extraeuropee, che secondo questi cinocefali si fondano invece su una premessa di minor dignita' dei "bianchi" dovuta alla presenza del "peccato originale" di colonialismo, imperialismo, oppressioni e tutto il cucuzzaro di innegabili colpe, che questo retaggio ormai anacronistico si porta dietro.
E' chiaro che essendo un "peccato originale", per gli europei non v'e' alcuna possibilita' di redimersi attraverso azioni concrete e che fra cent'anni qualcuno sosterra' che "tu uomo bianco devi accogliermi e accettare le mie richieste perche' nel XIX secolo la tua cultura mi ha oppresso e sfruttato."
Va da se' che questo concetto di "peccato originale" e' un colossale e inequivocabile mucchio di merda di cammello, perche' io non sono obbligato a darti una casa e un posto di lavoro solo perche' un plotone di bersaglieri comandato dal mio bisnonno ha bruciato il cazzo di tucul del tuo bisnonno negli anni 30 o anche prima.
Se cosi' fosse, alla luce delle sanguinose scorrerie dello "nero periglio che vien dal mare", ovverossia i pirati saraceni, in Italia dovremmo o impedire l'accesso ai mussulmani, o continuare a esigere riparazioni in denaro da tutti gli stati del Maghreb.
Mi fa piacere che tu venga qui per rifarti una vita, evviva la societa' multietnica e oltretutto visto che di figli in Europa non se fanno abbastanza, dai un attivo e valido contributo a mantenere il welfare state, visto che altrimenti i giovani dovrebbero pagare l'80 per cento di quello che guadagnano in tasse solo per mantenere una popolazione che invecchia, ma io non ti devo un cazzo per colpa del mio trisnonno. Le nostre culture hanno pari dignita'. Punto.
Presentare l'immigrazione come una sorta di "punizione" che bisogna subire per gli innegabili misfatti del colonialismo, e' il modo migliore per generare xenofobia e odio etnico nella popolazione ospitante.
Ora: un esempio da manuale di questo concetto stercorario dei rapporti fra culture fondato sul "peccato originale" dei bianchi, e'
questo articolo del Guardian scritto dall'esimio Dottor
Tariq Modood, avgvsto professore di sociologia all'universita' di Bristol, il cui titolo sentenzia inequivocabilmente: "Multiculturalismo: non e' un problema delle minoranze", e dove, appena sotto, in quello che in gergo giornalistico si chiama "catenaccio", leggiamo: "Il multiculturalismo ha fatto progressi in Gran Bretagna, ma l'ostacolo e' la reticenza dei bianchi."
L'articolo di Modood che critica le parole di Cameron, e' una superficiale raccolta di banalita' assortite che nulla dice e nulla approfondisce tranne ovviamente addossare la colpa ai bianchi per il fallimento del multiculturalismo: "E' tutta colpa vostra: siete reticenti e razzisti, voi non capite le minoranze e non capite i mussulmani che sono tutti bravi, belli e tanto buonini come Lupo de Lupis, ma soprattutto non hanno nessun problema fra loro e nei rapporti con la vostra cultura."
Se inoltre vi sarete dati la pena di leggere il link a Wikipedia, avrete certamente osservato che l'avgvsto portavoce degli innocenti angeli islamici e' estremamente critico verso quel "secolarismo radicale" che secondo lui verrebbe imposto dagli inglesi alle minoranze etniche e religiose. Chissa': sara' a causa del "secolarismo radicale" che in Inghliterra le donne mussulmane possono tranquillamente girare in burqa, a differenza della Francia, e che le scuole religiose di ogni tipo vengono sovvenzionate dallo stato.
Ma passiamo oltre questa classica frignata tipica di certi mussulmani frignoni e fregnoni, e addentriamoci nelle acute, ficcanti e oltremodo profonde analisi sociologiche del professor Modood, ad esempio sulla vexata quaestio della ghettizzazione delle comunita' favorita dal multiculturalismo a compartimenti stagni.
La colpa e' della "fuga dei bianchi" che abbandonano certi quartieri delle citta', ci spiega il professor Modood che aggiunge: "Le ricerche dimostrano che tutte le minoranze vogliono vivere in quartieri misti - mussulmani compresi - e che i ghetti sono creati da chi se ne va."
Ora, la mia domanda e': chi cazzo ha dato una laurea in sociologia e un conseguente dottorato a quest'uomo? Se i prodotti delle facolta' umanistiche delle universita' inglesi sono questi, David Cameron fa benissimo a voler tagliare i fondi a queste facolta' per privilegiare quelle scientifiche.
Hackney e' un noto ghetto nero assai poco raccomandabile di Londra, ma guardate la colonna a fianco del link a Wikipedia con le percentuali etniche della popolazione: sommando tutti i bianchi arriviamo a piu' del 60%, mentre il resto della popolazione e' costituito principalmente da neri africani e caraibici, piu' varie et assortite minoranze.
I bianchi non se ne sono andati e sono la maggioranza: eppure il quartiere e' un cesso. Io non abitavo tanto lontano da Hackney e ve lo posso garantire.
Nel quartiere dove vivo ora, la composizione etnica e' molto simile a quella di Hackney con una fortissima minoranza nera (io amo i neri, cosi' tanto per informarvi), ma si tratta di un'area residenziale dove famiglie di diversa estrazione sociale ed etnica convivono senza particolari problemi.
Per dirla con Lillo & Greg: como se spiega? Forse che come sembra suggerire il professor Tariq, la presenza dei bianchi e' l'ago della bilancia che decide il degrado di un quartiere? Se ne vanno i bianchi e il posto diventa una latrina?
Complimentoni professor Tariq, lei ha appena detto che senza i bianchi un quartiere diventa una schifezza, ergo che chi non e' bianco e' un selvaggio incivile. Ma che magnifico paladino delle minoranze e della sua cultura, professor Tariq: sono sicuro che il Klu Klux Klan l'accoglierebbe a braccia aperte per una serie di conferenze accademiche sulla superiorita' della razza ariana...
La realta' e' che un qualsiasi agente immobiliare in possesso di un diploma di maturita' ( in Inghilterra si chiama A-Level) sarebbe in grado di spiegarvi molto meglio dell'esimio ed estremamente confuso professor Tariq, le dinamiche dei flussi sociali ed economici che fanno di un quartiere, o un ghetto pericoloso, o una idilliaca area residenziale.
Ma quel che e' piu' grave di questo banale e sciocco articolo, e' che Modood (che il professore sia mussulmano o meno e' irrilevante) assume l'atteggiamento di rifiuto tipico di certi mussulmani frignoni, non solo restii ad ammettere eventuali difficolta' da parte della comunita' mussulmana nei rapporti con gli altri, ma perfino l'esistenza di qualsiasi problema all'interno della propria.
Tutto va bene, non c'e' alcun problema, e se c'e' e' solo colpa vostra. E soprattutto, l'estremismo religioso, posto che esista, e' opera di una minoranza talmente esigua da non contare nulla, che viene esagerato dai soliti bianchi che hanno creato il babau islamico.
Quello del babau islamico e' un altro classico dell'islamofobia che ci viene propinato in continuazione, spesso accompagnato da derisione e sarcasmo: abbiamo paura dei mussulmani, creiamo demoni che non esistono, ma specialmente udite udite, il piu' classico dei merdosi luoghi comuni di chi taccia gli altri, anche fra i non mussulmani, di paure irrazionali o addirittura di islamofobia: ovvero, la stragrande maggioranza dei mussulmani non e' composta da fanatici e i terroristi sono una minoranza insignificante.
Ora, il punto non e' che la maggioranza dei mussulmani non sia composta da estremisti fanatici o terroristi: su questo non ci piove, bensi' nell'errore di servirsi di un banalissimo dato statistico per dare una spiegazione a un fenomeno che in questo modo mi dice solo che esistono una maggioranza e un minoranza di mussulmani che sono o non sono qualcosa. Non mi spiega l'estremismo religioso, il terrorismo, l'esistenza di quella minoranza, e soprattutto come, quando e quante probabilita' abbiano questi fenomeni di ripetersi o di influenzare la maggioranza o la minoranza.
Servirsi di dati lapalissiani in questo modo veramente sciocco, elementare e inferenziale per arrivare a conclusioni generali, mi ricorda vagamente la storia del
"Tacchino induttivista" di Bertrand Russell: certo che i mussulmani non sono tutti terroristi, ma vallo a dire ai 52 morti della Tube londinese che come il tacchino hanno scoperto che qualcuno lo e'.
E poi, cosa cazzo significa "la maggioranza di X non e' come, non fa come, non vuole essere come": che minchia di spiegazione e' di qualsiasi accadimento storico, sociale, politico ed economico? Vuol dire che se c'e' un maggioranza che "non e' come", il fenomeno non esiste o non si verifichera'?
Allora Marx non significa un cazzo, perche' se come e' ovvio la maggioranza dell'umanita' e' composta da sfruttati, avremmo dovuto avere eguaglianza e giustizia sociale fin dal principio della storia. Tanto i ricchi e gli sfruttatori sono una minoranza. Sono statisticamente irrilevanti...
Nei diecimila anni di storia della civilta' umana, non e' mai esistita una forma di organizzazione sociale che non sia stata dominata e diretta da una minoranza.
Monarchie, oligarchie, autocrazie, teocrazie, repubbliche socialiste o democrazie ,sono sempre state governate da una minoranza che decideva e decide per la maggioranza. Perfino nelle " virtuose" democrazie siete rappresentati da una minoranza, che se vuol fare una guerra che la maggioranza non approva, la fa e basta. Vedi l'Inghilterra e l'invasione dell'Iraq nel 2003.
La maggioranza degli esseri umani non ha alcuna intenzione di morire di fame o farsi sbudellare, ma ci si sbudella e si muore di fame da diecimila anni, perche' una minoranza lo decide.
Gli affiliati alle cosche mafiose sono statisticamente una cacca di mosca rispetto alla stragrande maggioranza di bravi cristi nel meridione e in Italia, eppure la mafia e' una potenza in grado di sfidare lo stato italiano.
Allo stesso modo e per gli stessi motivi, potrebbero esserci 1000 mussulmani che non sono d'accordo con l'articolo di un singolo professor Tariq, ma che a differenza dell'avgvsto professor Tariq, non possono scrivere un editoriale sul Guardian e la cui voce non viene ascoltata come quella dell'esimio sociologo negli atenei e dalle istituzioni inglesi.
Ripeto, non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di accusare i mussulmani di essere tutti fanatici e terroristi, cosi' come non accuserei mai un meridionale di essere mafioso, ma il problema di come certe minoranze possano dominare le maggioranze non si puo' liquidare con un semplice dato comparativo.
Ergo, che i vari Tariq Modoon del pianeta la piantino di fare gli struzzi e abbiano il coraggio di affrontare i problemi sia della comunita' che li ospita, sia della loro comunita', nell'interesse delle minoranze che dicono di voler rappresentare e delle maggioranze dei paesi che le ospitano.
Altrimenti, questo tipo di multiculturalismo a senso unico dettato dalla malafede, diventa una semplice opinione, che per quanto dotta e accademica, rimane solo una opinione, e che in questi casi come dice Seth Gecko in "Dal tramonto all'alba": "E' una questione di opinioni, e la tua non vale un cazzo."