Dopo un lungo silenzio dovuto alla precedenza della vita reale su quella virtuale, ritorno zampettando sul rutilante palcoscenico internettiano, in occasione dei rutilanti eventi che in queste ore si stanno svolgendo in quello scatolone di sabbia petrolifero a nome Beduinia se - cosa sempre buona e giusta - dobbiamo far incazzare i pregyatissymi esperti e intellettuali filoislamici nostrani, o Libia se invece desideriamo attenerci piu' correttamente all'atlante geopolitico del Nordafrica.
Va da se', che la seconda puntata del post sulla Repubblica di Weimar arrivera' dopo questo, poiche' gli accadimenti contemporanei per il sottoscritto hanno la precedenza su quelli di 70 anni fa.
Ora: nel vortice di questo immane casino non e' mia intenzione identificare buoni e cattivi o mettermi a raddrizzare banane etiche, come invece stanno gia' facendo i pregyatyssimi esperti intellettuali filoislamici nostrani, o quei governi che delle banane etiche si servono come foglia di fico per coprire il solito Risiko di pragmatici e comprensibili interessi economici in Cina, Russia e nelle capitali europee e mediorientali.
Ergo, metto subito in chiaro che personalmente il Colonnello Muʿammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī, meglio conosciuto come Gheddafi a noi italiani, mi sta immensamente sui coglioni da tempi immemorabili e soprattutto dai tempi in cui Concita De Gregorio, il PCI e tutta la sinistra italiana lo acclamavano come un fulgido esempio di rivoluzionario arabo e socialista, nonche' vittima dell'imperialismo americano di Ronald Reagan che lo sottopose a un mio avviso meritatissimo bombardamento nel 1986.
Tuttavia, una volta chiariti i miei sentimenti verso il beduino, vorrei mettere da parte quelle che sono le mie irrilevanti antipatie personali, per esaminare da vicino tutto l'immane circo di ipocrisie ideologiche, cazzate e cialtroneria che come nel caso dell'Egitto e come avevo avuto modo di osservare in un post sulla rivoluzione egiziana, si mette in moto ogni volta che il Medio Oriente esplode o minaccia di esplodere.
Con una ultimissima considerazione e concessione personale alle banane etiche: francamente credo che gli affari si possano fare con tutti, proprio perche' si tratta di affari e non di pesche di beneficienza: ed e' proprio in virtu' di questa semplice e pragmatica considerazione che non credo che per fare affari sia un assioma indispensabile avere un dittatore pirla e sanguinario come interlocutore: se il pirla viene sostituito da un governo decente che sta bene a quel popolo, sono contento per me che non devo trattare con uno psicopatico, e perche' no, anche per quel popolo che non se lo deve sorbire.
Ma veniamo a noi, e parto dal presupposto che leggiate i giornali e che siate quanto minimo informati su quel che sta accadendo, ergo, non mi dilunghero' in excursus storico-politici precedenti ai fatti di oggi.
Basta tenere a mente che il presupposto fondamentale di quel che sta accadendo in Libia, e' che per una volta e nonostante sia il classico, trito e noiosissimo argomento di tutti i fessi dei campi antimperialisti di destra e sinistra, il petrolio libico e' effettivamente il nocciolo della questione.
Senza petrolio, della Libia non gliene fregherebbe un cazzo a nessuno, tantomeno al sottoscritto. E francamente che il loro petrolio ci serva non mi turba minimamente, ne' trovo immorale che i libici per questo siano al centro di rapaci attenzioni: se sono in grado di gestirsi faranno come l'Iran o l'Arabia Saudita che il petrolio non lo regalano e non si fanno sfruttare da nessuno, altrimenti se sono una manica di pirla se lo piglieranno nel gnau.
Tutto cio', naturalmente alla facciaccia delle anime belle progressiste che starnazzano "sangue eppetrolio, sangue eppetrolio, orrore!" prima di fermarsi dal benzinaio e fare il pieno per raggiungere la manifestazione progressista contro "il ppetrolio che uccide i ppopoli"...
LA RISOLUZIONE 1973 DELL'ONU.
Ieri, discutendo su Facebook di quelli che sembravano gli ormai imminenti mortaretti e tricchetracche sulla Libia, il mio amico Albion/James che e' solito commentare anche su London Alcatraz, sosteneva che i margini di legalita' della risoluzione ONU, della no-fly zone e dell'intervento armato esterno, erano nel migliore dei casi molto esigui, nel peggiore assolutamente inesistenti.
Ora, posto che l'ONU si e' riconfermato un organismo inutile, pletorico e dannoso che serve unicamente a elargire principeschi stipendi a una manica di capitribu' e che per questo andrebbe abolito, il buon Albion secondo me ha ragione da vendere.
Questo perche' la ribellione contro Gheddafi, - che trovo giustificata, sacrosanta e legittima - e' tuttavia rimasta fino ad ora una questione puramente militare fra due fazioni in lotta all'interno di un paese sovrano che ha coinvolto per il momento solo marginalmente quegli innocenti o civili che potrebbero - e sottolineo potrebbero - giustificare un azione militare a carattere umanitario, come avvenne ad esempio nel caso della Bosnia o del Kosovo.
Si tratta infatti di una ribellione - con caratteri tribali - contro un tiranno e su questo non c'e' dubbio, cosi' come non v'e' alcun dubbio che le truppe di Gheddafi abbiano sparato sulla folla e che siano state commesse atrocita', ma tutto cio' e' fino ad ora rimasto confinato a quello che e' l'inevitabile strascico di violenze e atrocita' di qualsiasi guerra civile o rivoluzione: non abbiamo assistito a pulizie etniche, genocidi o massacri tali da richiedere un intervento armato da parte della comunita' internazionale.
La Libia al momento non e' il Ruanda e nemmeno la ex Yugoslavia: le truppe leali al rais si stanno scontrando con i ribelli armati, e nelle citta' che sono state riconquistate da Gheddafi, nonostante le inevitabile epurazioni, non mi risulta che si siano verificate rappresaglie su vasta scala ne' bagni di sangue stile Srebenica, Ruanda o Sierra Leone, tanto per intenderci.
Non sto lontanamente difendendo un uomo che ho sempre odiato, ossia Gheddafi, e che francamente non mi dispiacerebbe vedere processato e imprigionato a vita dopo aver gettato via la chiave, ma la realta' e' che alla luce di quel che succede sul campo fra ribelli e forze governative, quella libica e' una guerra civile e una rivoluzione che riguarda principalmente i libici e che dovrebbero risolvere i libici.
Quella libica e' una infatti delle tante guerre civili condite da tentativi piu' o meno riusciti di golpe, che purtroppo insanguinano questo disgraziato pianeta e per le quali generalmente nessuno muove un dito, trattandosi di affari interni di quel paese.
A patto che quel paese non abbia qualcosa che lo rende particolarmente importante...
L'INTERVENTO MILITARE E LA SOLITA TRITA MENATA DEGLI "OCCIDENTALI CATTIVI".
La risoluzione dell'ONU che istituisce una no-fly zone per impedire all'aviazione di Gheddafi di attaccare i ribelli e' un capolavoro di stupidita', inutilita' e doppiezza.
Stupidita' e inutilita' perche' il divieto di utilizzare l'aviazione Gheddafi se lo sarebbe appeso al cazzo, dal momento che per schiacciare i ribelli non aveva bisogno di cacciabombardieri: sarebbero bastati i tank e le truppe regolari e lealiste che infatti stavano infliggendo una sconfitta netta e inequivocabile agli insorti dopo essersi riorganizzate.
Le no-fly zone sono un retaggio persistente di quell'idiota pensiero militare occidentale che attribuisce all'aviazione poteri magici: 60 anni fa la Wermacht opero' per un anno, dallo sbarco in Normandia alla sconfitta, in quello che era pure peggio di un regime di no-fly zone ( la Lutwaffe era stata praticamente cancellata dai cieli e i tedeschi si muovevano solo di notte) infliggendo pesanti perdite e battute d'arresto alle truppe angloamericane.
Lo stesso dicasi della gigantesca fregatura rifilata da Saddam Hussein al generale Norman Schwarzkopf alla fine della prima Guerra del Golfo nel 91: dopo la sconfitta irachena, anche alle truppe di Saddam era stato vietato servirsi di velivoli ad ala fissa per schiacciare l'insurrezione sciita nel sud del paese, ma Saddam per aggirare l'ostacolo utilizzo' elicotteri armati (velivoli ad ala rotante) che comunque anticiparono solamente quello che sarebbe stato il risultato inevitabile per i ribelli sciiti, prima istigati e poi abbandonati dagli americani.
La doppiezza e' invece insita nella definizione di no-fly zone che come tale non serve infatti a un cazzo a meno che una accorta "'interpretazione" non le consenta di essere trasformata in una no-ground troops zone con ampia facolta' di attaccare le colonne corazzate di Gheddafi.
Ed e' quello che e' accaduto con i francesi ansiosi di "interpretare" la risoluzione che hanno praticamente trascinato nel conflitto - con qualche polemica - americani, britannici, italiani e tutti gli altri.
Naturalmente tutto cio' e' stato interpretato da una schiera di pregyati e stupidi intellettuali filoislamici come l'ennesima prova della volonta' del Moloch "Occidente" di divorarsi un paese arabo e il suo petrolio.
Ora: sul fatto che soprattutto gli europei abbiano bisogno del petrolio libico e che l'intervento sia una forma di "carita' pelosa" non c'e' alcun dubbio, tuttavia questi pregyatyssimi e noiosi coglioni vedono come al solito solamente quel che interessa loro vedere, ossia l'Occidente Cattivo che allunga le manone sulla povera Libia, ignorando che in realta' gli interessi in gioco in Cirenaica e Tripolitania non sono solo occidentali come vedremo in seguito.
L'Occidente e' infatti tutto meno che un blocco monolitico come testimonia l'atteggiamento assai poco compatto dell'Europa, (vedi la Germania) e che nel caso della Francia ha gettato il cazzo di multilateralismo di cui cianciavano i pacifisti e le sinistre ai tempi della guerre di Bush figlio, nel cesso, facendo quasi di testa sua, proprio come Giorgino in Iraq.
E a tal proposito vale la pena di spendere una parola anche per il governo italiano: io non sono un estimatore di Frattini, ma onestamente il governo italiano si e' trovato in una posizione difficile: la Libia era un paese con cui avevamo accordi e che ci forniva petrolio, ergo la posizione attendista di Frattini e' stata comprensibile e tutto sommato giustificabile, anche se credo che il ministro degli esteri sbagliasse a ritenere che Gheddafi avrebbe mostrato riconoscenza all'Italia in caso di una vittoria sui ribelli.
L'errore fondamentale del nostro paese e' stato di non capire che la Francia aveva fiutato l'occasione di mettere le sue manone sulla Libia, cosi' come ha fatto con la Tunisia, prendendo la palla al balzo delle rivoluzioni arabe per riaffermare la sua presenza nella zona, come dimostra la risposta secca e piccata dei cugini transalpini a quei cialtroni ipocriti della Lega Araba.
Quanto alle operazioni militari c'e' poco da dire per il momento: la Libia non ha mai avuto forze armate particolarmente temibili e Gheddafi non e' ne' un Saladino e tantomeno un Sadat. Per mettere fuori gioco le unita' sul terreno, le infrastrutture logistiche, la difesa aerea e i centri di comando e controllo dovrebbe bastare una settimana, ma il vero problema non e' eliminare la difesa aerea o le concentrazioni di truppe intorno o dirette a Bengasi, quanto piuttosto cosa succedera' dopo che ai tank di Gheddafi sara' stato impedito di schiacciare i ribelli in Cirenaica.
A quel punto e' prevedibile che l'esercito regolare libico e i fedelissimi del rais si ritireranno in Tripolitania e nelle citta' della stessa dove godono di maggior sostegno fra la popolazione: ricordo che l'elemento tribale e' importantissimo in Libia dove ci sono 140 tribu' di cui 30 sono quelle che contano. In linea di massima, e i veri esperti di mondo arabo mi perdonino l'imprecisione, ci sono due grandi tribu' in Libia: la Beni Salim che alligna in Cirenaica e la Beni Hilal che si e' insediata in Tripolitania.
Se il paese dovesse spaccarsi in due e il conflitto impantanarsi in una guerriglia civile e tribale, credo che sarebbe difficile per gli aerei della Coalizione attaccare quelle truppe fedeli a Gheddafi rifugiatesi nelle citta', le caserme, le installazioni logistiche e i centri di comando all'interno delle stesse, senza provocare inevitabili perdite fra i civili. E a quel punto il consenso intorno alla coalizione potrebbe iniziare a disintegrarsi, mentre la Libia scivolerebbe lungo una china somala potenzialmente pericolosa e destabilizzante visto che un'intervento terrestre da parte di truppe americane o europee, credo sarebbe altamente sconsigliabile e nemmeno penso che nessuno fra i membri della coalizione lo abbia preso in considerazione.
Ed e' per questo che ora diventa indispensabile abbattere il beduino peggio vestito del pianeta, dal momento che la fretta calcolata e a mio avviso inopportuna della Francia che ha forzato tempi e modi dell'intervento, ha trascinato tutti in un vicolo cieco che non consente soluzioni negoziate con Gheddafi, che a questo punto puo' solo andarsene.
Staremo a vedere: tutto dipende da come il Colonnello riuscira' a gestire e coagulare il consenso delle tribu' rimaste fedeli intorno a se' giocando sul patriottismo, e dalle convenienze che queste avranno a offrirglielo. Se dovesse crollare per qualsiasi motivo, il pirlone e' spacciato.
IL BEDUINO E I "FRATELLI ARABI".
C'e' poco da dire sul Rais di Tripoli: quel che gli accade oggi e l'isolamento che nel mondo arabo lo circonda sono il frutto della sua politica di "cane sciolto" che, bisogna dire con notevole abilita' e intelligenza, gli ha permesso di restare al potere per 42 anni. In questo bell'articolo del Foglio vengono spiegate in maniera concisa e chiara le rivalita' fra Gheddafi e i vicini arabi e' il perche' oggi tanti "fratelli arabi" vogliono la sua testa.
Per quanto riguarda i paesi occidentali, e' inutile dilungarsi in recriminazioni e tirar fuori innumerevoli scheletri dall'armadio: tutti hanno fatto affari piu' o meno leciti con Gheddafi e tutti si sono scottati o hanno avuto scazzi con Gheddafi: gli italiani, i francesi, i britannici, i sovietici, Fidel Castro, terroristi vari e assortiti compresa l'IRA, e perfino dopo l'11 settembre, gli americani.
Gheddafi fa un mestiere che riserva grandi soddisfazioni, ma parecchio difficile e pieno di rischi professionali: se poi lo fai come lo ha fatto lui piacendo e dispiacendo a tutti, e ' difficile che quando cadi troverai una mano amica disposta ad aiutarti. Piu' probabile che ti assestino un calcio nelle costole per stenderti definitivamente.
Alla luce delle sue disgrazie vale pero' soffermarsi ancora un momento sulla disgustosa ipocrisia della Lega Araba, che ai nostri pregyatyssimi intellettuali ed esperti del mondo arabo e' passata ovviamente inosservata, tutti presi come sono a enumerare le malvagita' dell'Occidente.
Come ho gia' detto, la no fly-zone voluta dalla Lega Araba e' una stronzata colossale che solo una mente levantina ansiosa di tenere i piedi in due scarpe poteva concepire, come si evince dall'assoluta e delirante incoerenza delle parole del segretario della Lega Araba Amr Moussa sulla risoluzione ONU: “Parliamo di una misura preventiva e non militare che miri a proteggere i cittadini libici. La ‘no fly zone’ non prevederà azioni militari, ma metterà l’aviazione libica in condizione di non sorvolare le aree controllate dai rivoluzionari”.
Cosa cazzo vuol dire? Come fai a proteggere i cittadini libici e a mettere l'aviazione libica in condizioni di non sorvolare le aree controllate dai rivoluzionari, usando "misure preventive e non militari"?
Con uno sbarramento di tappeti volanti? O affidandoti alla volonta' di Allah?
Ma naturalmente tutto cio' ai nostri pregyatyssimi intellettuali ed esperti del mondo arabo che ti sgridano se non conosci la differenza fra sciiti e sunniti, e' passato inosservato e mentre loro ti ingiungono di imparare a memoria i poeti persiani prima di parlare di Islam, l'Arabia Saudita e le truppe degli Emirati Arabi Uniti hanno invaso il Bahrein per schiacciare la rivolta contro il monarca locale e proteggere le installazioni petrolifere.
Osservare siori e siori, pregasi osservare: quei cialtroni della Lega Araba protestano contro i bombardamenti della coalizione ed esprimono timori di ingerenze straniere in Libia, mentre in Bahrein fanno e approvano esattamente la stessa cosa che rimproverano agli occidentali cattivi.
La verita' e' che la Lega Araba eleva proteste cosmetiche avendo ottenuto e mercanteggiato con gli occidentali, e non solo, il permesso per schiacciare le sollevazioni in Bahrein in cambio dell'appoggio contro Gheddafi.
E non e' finita: ricordate i nostri pregyatyssimi intellettuali ed esperti del mondo arabo che durante la rivoluzione egiziana si stracciavano le vesti per la rivoluzione democratica del popolo egiziano?
Ricordate come strillavano in preda a crisi epilettico-rivoluzionarie con le lacrime agli occhi su ogni organo di stampa alternativo e progressista "Il popppolo egizzziano! Le dddonne di Piazza Tahrir, le meravigliose dddonne musulmane di Piazza Tahrir! Gli occhi, gli occhi gggonfi di speranza dei bbbambini egizzziani in piazza Tahrir!"
Ecco, li udite forse starnazzare circa lo Yemen, dove i cecchini sparano sulla folla, o la Siria dove la protesta continua e si bruciano edifici?
Macche', tacciono su tutta la linea come tacciono sulle proteste in Iran e taceranno quando Assad dovra' schiacciare la rivolta con i metodi che sia lui, sia il padre hanno sempre utilizzato: cingoli e cannonate.
In quel momento e con la Siria li voglio vedere con la storia dell'occidente: gia' perche' la Siria e' il piu' fedele alleato e partner commerciale d'armamenti della Russia e dubito che lo zio Vladimir lascera' abbattere il suo caposaldo in Medio Oriente senza fornirgli assistenza.
Del resto hanno taciuto sul Sudan - vedi Gino Strada - che e' ormai diventato un feudo cinese.
Ah gia', ma e' l'Occidente che a loro interessa...
Siamo sempre li': sono una manica di teste di cazzo e tutta la loro expertise intellettuale o accademica sul mondo arabo serve solo a coprire la spazzatura ideologica che hanno nel cervellino perennemente in modalita' islamico-rivoluzionaria con saladini che galoppano brandendo Spade dell'Islam per purificare il decadente Occidente.
Ieri c'era il comunismo e Cuba, oggi vanno in brodo di giuggiole per l'Islam e l'Iran...stesse cause della minchia, stessi eruditi idioti.
GLI ALTRI
Ovvero Russia e Cina: che volete che facciano? Stanno alla finestra, si godono lo spettacolo e raccoglieranno gli eventuali frutti degli errori militari e politici del regolamento di conti con Gheddafi. La Russia si e' parata il culo e ha salvato la faccia negando a Gheddafi un eventuale asilo politico e astenendosi al voto del Consiglio di Sicurezza insieme a Cina, India e Brasile, e comunque Russia e Cina hanno amici solidi e forti nella regione, vedi Sudan, Iran e Siria.
Piu' che la Russia a cui le risorse petrolifere mediorientali interessano relativamente, credo sara' la Cina che di petrolio ha fame, a sfregarsi le mani in attesa di errori e opportunita' e avere cosi' la possibilita' di allungare ulteriormente le sue zampone sul continente africano, sul Medio Oriente e perche' no, di fare capolino sul Mediterraneo.
E INFINE, LADIES & GENTLEMAN, LE SINISTRE! OVVERO, CONCITONA VA ALLA GUERRA.
Anche in questo caso e' inutile dilungarsi: la ragione per cui la sinistra riscopre il fascino discreto di Marte e Concita De Gregorio le sue virtu' di amazzone guerriera alla faccia delle "donne in nero" che per anni ci hanno stracciato i coglioni con il loro pacifismo vigliacco e strumentale, e' contenuta in una sola parola: Berlusconi.
Il vero errore di Gheddafi e' stato quello di mettersi in affari con Silvio Berlusconi. Se il rais di Tripoli avesse proseguito nella sua politica di accorti equilibrismi premurandosi di continuare ad appoggiare i cazzo di palestinesi, ora la sinistra italiana strillerebbe all'aggressione imperialista e in piazza avremmo ancora le stracazzo di donne in nero a stracciarci i coglioni con il loro pacifismo vigliacco e strumentale, che e' poi storicamente il pacifismo vigliacco e strumentale di gran parte della sinistra, e Concitona invece di inneggiare come George W. Bush alle guerre giuste, farebbe il tifo per Gheddafi come indubbiamente fece nel 1986, quando i servizi italiani salvarono la pelle al beduino facendogli pervenire una soffiata su quella che per la sinistra di allora era "l'aggressione imperialista americana" a un santo rivoluzionario.
In fondo lo abbiamo sempre saputo che il pacifismo della sinistra era una colossale e pacchiana montatura, il cui grado di pacifismo era direttamente proporzionale alla partecipazione occidentale, americana o israeliana in qualunque conflitto. Quando c'e' di mezzo Israele si strilla, si rompe la minchia e si arriva a pubblicare sull'Unita' in occasione della Giornata delle Memoria dedicato all'Olocausto, un ributtante video a sostegno di un ributtante movimento terroristico come Hamas, ma nel giugno 2007 in occasione della visita dell'allora ministro degli esteri Massimo D'Alema a quel macellaio nazista di Bashar Al Hassad in Siria, tutto andava bene e si lodava la realpolitik di D'Alema che tratto' col macellaio per impedire a Hezbollah di attaccare la missione italiana dell'Unifil in Libano. Nemmeno Frattini venne criticato durante la sua recente visita in Siria in cui elogio' il macellaio, perche' con la Siria, che prima con le sue truppe e ora tramite Hezbollah ha fatto del Libano un suo feudo, la sinistra e D'Alema intrattengono ottimi rapporti.
La Siria per D'Alema e la sinistra e' evidentemente un paese normale con un governo dignitoso e normale...
La Siria per D'Alema e la sinistra e' evidentemente un paese normale con un governo dignitoso e normale...
Quanto al cuore ipocritamente e vigliaccamente gonfio di Concita De Gregorio che ora si accorge che esistono guerre per cause "nobili e giuste", se c'e' una cosa che mi mette piu' paura di chi si elegge a Gendarme del Mondo per difendere la sua sfera d'influenza, e' chi si autoproclama Gendarme ETICO del Mondo per difendere diritti umani che nel caso delle sinistre che oggi strillano "alle armi", abbiamo visto troppe volte non essere universali e dipendere unicamente da considerazioni arbitrarie legate a politiche etno-identitarie deliranti, utopistiche e subordinate a "buoni" che piacciono esclusivamente alle sinistre.
Ne abbiamo gia' abbastanza delle tradizionali "guerre materialistiche", dio ci scampi dalle "guerre etiche" che i bravi progressisti radical-chic come questa signora, consigliere di quel fesso radical-chic di Obama dichiarano di voler sostenere.
Dopo l'iniquo e realmente imperialistico "fardello dell'uomo bianco", ora dobbiamo sorbirci anche il "fardello del progressista bianco"?
Io non sono contrario all'intervento armato in casi eclatanti di massacri e genocidi come la ex Yugoslavia o il Ruanda, ma il pensiero di impegnarsi in "guerre umanitarie" e di intervenire nei cazzi di ogni nazione del pianeta a ogni colpo di stato o rivoluzione mi fa accapponare la pelle.
E chi decide chi sono i buoni e i cattivi? La sinistra?
AHAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHA: certo, appoggiamo Hamas, quel macellaio di Assad e magari mandiamo San Gino Strada come ambasciatore in Sudan dove regna un dittatore feroce che per il santo martire antimperialista e' vittima di un complotto americano e islamofobo...
Se solo un "conservatore compassionevole" neocon poteva inventarsi una idiozia come "l'esportazione della democrazia", d'altro canto solo un altrettanto utopico e demente progressista poteva inventarsi la "guerra umanitaria".
Io le guerre le divido semplicemente in due categorie: evitabili e inutili, e inevitabili. La Prima Guerra Mondiale era evitabile e inutile, la Seconda, inevitabile.
Non credo che vi siano altre categorie a cui ascrivere le guerre e quella contro il dittatore libico francamente mi sembra che rientri nella prima categoria, anche se personalmente godo come un riccio a ogni bomba che cade sulla testa di Gheddafi e dei suoi scagnozzi.
Nel frattempo, sentiamo cosa ha da dire Gheddafi...
Nel frattempo, sentiamo cosa ha da dire Gheddafi...





