Sunday, 24 July 2011

Vili massacri e progressisti da enoteca


Ora: cosa pensereste se vi dicessi che la colpa di quanto e' accaduto in Norvegia e' del fallimento del multiculturalismo, e, implicitamente, del multiculturalismo?

Probabilmente, e scusate il francese, che sono uno stronzo fascistoide che strumentalizza una tragedia.

E avreste perfettamente ragione.

Tuttavia, per qualche ragione a me ignota, si sta facendo passare la strage di un centinaio di giovani norvegesi laburisti per mano di un cristiano fondamentalista di ultradestra, come un episodio di islamofobia, come si evince da questo cumulo di fesserie del Guardian che tira in ballo perfino l'11 settembre e "agggeorge bbbush".

Ettepareva...

Quindi, ricapitolando: nel "clima islamofobo" che secondo i "progressisti da enoteca" attanaglia l'Europa, un deficiente di ultradestra invece di scagliarsi contro una moschea, massacra quasi un centinaio di compatrioti di sinistra.

Curioso.

A questo punto, vado di fantapolitica e mi domando cosa potrebbe succedere se nel corrente "clima di islamofobia" che attanaglia l'Europa un gruppo di estremisti islamici piazzasse delle bombe che so, nella metropolitana londinese o su dei treni alla stazione di Madrid facendo centinaia di vittime.

Dei pogrom anti-islamici? Una vera e propria "caccia al musulmano?" Speriamo non accada mai...

La realta' e' che onestamente faccio davvero fatica a comprendere perche' i "progressisti da enoteca" abbiano deciso che le vittime di questo gesto sono indirettamente (ma nemmeno tanto...) i musulmani e che la causa di quel che e' successo e' del solito trito letame inventato dagli estremisti islamici e dai loro fiancheggiatori accademici occidentali, che risponde al nome di "islamofobia".

La realta' e' che le "vittime" del gesto criminale di un delirante idiota suprematista bianco e nazistoide, sono, oltre ai poveri ragazzi del partito laburista norvegese, le vittime che da sempre in Europa e nel mondo cadono sotto i colpi dei reazionari dell'ultradestra: civilta' e tolleranza, rappresentate in questo caso dal partito laburista norvegese.

Basta leggere il curriculum vitae del cretino e le sue frequentazioni per rendersi conto che nel mirino non c'erano solo i musulmani, ma tutte le minoranze etniche e religiose, le donne, i gay, le sinistre, gli ebrei e piu' in generale tutti coloro che non fanno parte dell'elite ariana e cristiana destinata secondo il pirla a governare la Norvegia e l'Europa.

In sostanza, era contro tutto cio' che noi chiamiamo tolleranza e civilta'.

E' per questo che le sue posizioni anti-islamiche non mi sorprendono, e tantomeno il fatto che un fondamentalista cristiano malato di mente desse un cosi' gran risalto alla presunta minaccia dello "nero periglio che viene dal mare".

Tuttavia, se dovessimo spulciare la delirante lista delle idisioncrasie razziste di questo microcefalo, e' assai probabile che troveremmo un odio feroce anche verso gli omosessuali: ne dobbiamo quindi concludere che la strage di Utoya e' stata un attacco alla "comunita' LGBT norvegese"?

Inoltre, se passate in rassegna la vita di questo idiota, noterete che, da bravo stronzone cristiano-fondamentalista e nazistoide, era pure misogino. Dobbiamo quindi concludere che la strage di Utoya e' stata un attacco "all'emancipazione femminile"?

No: con la strage di Utoya il signor Anders Behring Breivik ha voluto colpire direttamente la sinistra norvegese, un degnissimo e civilissimo partito laburista che questo bastardo ha eletto a simbolo del "tradimento multiculturale" operato a suo avviso dai "comunisti".

Erano loro nel mirino, per tutto quello che rappresentano: ossia, civilta' e tolleranza. Si puo' discutere di come lo facciano, e io lo faccio spesso in maniera assai polemica, ma non v'e' dubbio che i partiti socialdemocratici si battono per questo.

Purtroppo, la triste realta' e' che i "progressisti da enoteca" ottenebrati dal Corano e dall'identita' etno-culturale, non vedono il letame nazista neppure quando glielo spalmano direttamente sul faccione politicamente corretto, e neppure quando sono loro stessi nel mirino, rinunciano a operare sciocche "distinzioni" o "classifiche" fra vittime che sono piu' vittime delle altre.

Ed e' cosi' che dei poveri ragazzi di tante etnie e di una sinistra degnissima e civile, massacrati brutalmente da un pirla nazista, passano in secondo piano rispetto a quelli che secondo i commentatori "progressisti" sono le vere vittime della strage: i musulmani.

No, cari i miei degustatori progressisti di vini dei gastropub londinesi e delle enoteche di Brera, le vittime di quell'idiota non sono i musulmani: sono 100 ragazzi e ragazze norvegesi e di altre etnie, ma soprattutto tutta la cultura di tolleranza e civilta' che le socialdemocrazie e non solo, hanno costruito in Europa.

Le vittime di quella strage, oltre a quei ragazzi e ragazze, siamo tutti noi: tutte le persone civili e tolleranti di sinistra e no che credono davvero in una societa' multiculturale nel segno del rispetto reciproco, e sottolineo reciproco, delle culture e delle differenze, senza creare vittime "prioritarie"".

E' per questo che trovo davvero meschino indicare delle vittime "preferenziali" in maniera strumentale, quando oltre ai musulmani nella mente di quel pazzo c'erano tutti coloro che non sono "ariani": ossia tutti noi.

E se, come sembra, le destre estreme stanno rialzando la testa, la minaccia non e' rivolta esclusivamente ai  "boveri musulmani obbressi", ma a tutti noi.

Per lo stesso motivo e perche' ho una dignita', vi risparmio le scemenze su videogiochi e heavy metal che in occasioni come queste molti organi di stampa "progressisti" ci propinano puntualmente. Siamo sempre li': uno psicopatico entra in una scuola, fa una strage e la colpa e' di Marilyn Manson o di Call of Duty Modern Warfare che ti fanno diventare violento, fascista e islamofobo...

Del resto 40 anni fa c'era gente, (e di destra: curioso vero?) che a seguito del massacro di una nota attrice, moglie di un noto regista e dei suoi amici per mano di una setta di pazzi che poi scrissero sul muro con il sangue delle vittime le parole Helter Skelter, diede la colpa ai Beatles...

Tornando alla questione, c'e' una ultima cosa oltre alle ridicole speculazioni sulle vittime di Utoya che comincia ad irritarmi e che sicuramente sara' oggetto di strumentalizzazioni da parte dei progressisti da enoteca: con la scusa dell'islamofobia e dell'odio che questo imbecille prova per le societa' multiculturali, d'ora in poi ogni polemica legittima e civile sull'Islam retrivo e reazionario, o sugli aspetti piu' discutibili di un certo multiculturalismo, verranno bollati tout court come razzismo, o saranno passibili di affiliazione con l'esecutore della strage di Utoya.

Fate osservare che i matrimoni forzati di alcune culture islamiche sono un orrore reazionario e contrario alla dignita' delle donne? Vi diranno che siete un fascista islamofobo come "quello che ha ammazzato i musulmani in Norvegia": gia', perche' nella mente che si pasce di miti dei criceti ammaestrati, vedrete che prima o poi si fara' strada il mito secondo cui il tizio e' entrato in una moschea norvegese sparando ai fedeli...

Criticate certi ghetti multiculturali o i molteplici aspetti idioti del politicamente corretto? Vi bolleranno come un nazista e un simpatizzante di "quello che ha fatto la strage di musulmani, neri, omosessuali e cuccioli di foca in Norvegia"...

Mi aspetto anche che qualcuno salti fuori dicendo che Anders Behring Breivik era un negazionista del riscaldamento globale...

Che poi se ci pensate, questo logica da commissario politico dei progressisti da enoteca, fa letteralmente a pugni con quello che sostengono loro quando sputacchiano che "criticare Israele non significa essere antisemiti". Il che e' oggettivamente vero: ma allora come mai quando critichi l'Islam o certi aspetti del multiculturalismo sei automaticamente islamofobo o razzista?

E hanno gia' cominciato: questo articolo del Guardian e' un esempio disgustoso di come certi settori delle sinistre odierne, ossessionati dalle religioni, stiano cercando addirittura di far passare in secondo piano il fondamentalismo cristiano del pirla: "Oh no, non era veramente cristiano" strillacchia il giornalista tutto rispettoso della spiritualita' e delle religiosita', come vuole la vulgata del progressista new age e omeopatico moderno:  il suo era un "odio atavico per l'Islam".

Sta a vedere che prima o poi qualcuno tra i progressisti da enoteca tutti "spiritualita' e amor per le religioni" suggerira' velatamente che certe idee, nascono principalmente in ambienti atei o non religiosi, perche' ovviamente nessun appartenente a nessuna religione si sognerebbe mai di compiere un gesto simile...

Tutto cio' e' estremamente disonesto: l'attentato di Utoya non e' un attentato contro l'Islam: e' un attentato contro la civilta'. E' un attentato contro i musulmani, i sikh, i cattolici, gli ebrei, gli indu', gli atei, i neri, i bianchi, i gialli, le donne, gli uomini e gli omosessuali. E' un crimine contro l'umanita': piantiamola di creare "vittime preferenziali" in base a scemenze ideologiche solo perche' oggi una parte di progressisti e' ossessionata dal Corano e infila musulmani e islamofobia dappertutto.

Quindi, se vogliamo davvero tributare rispetto a dei poveri ragazzi sterminati da un idiota di estrema destra, smettiamola di trovare "vittime piu' vittime delle altre" e ricordiamo quei ragazzi che rappresentavano il vivere civile e che sono stati uccisi da un bastardo che rappresenta le feccia dell'umanita'.

Vi lascio con due cose molto interessanti: il primo e' un bel post segnalatomi da Restodelmondo, dedicato alle scemenze scritte da Repubblica sull'ultradestra norvegese, che la dice lunga sui "progressisti da enoteca" ossessionati dall'Islam che godono del mio piu' sovrano disprezzo, a differenza di quei morti, colpevoli solo di essere di sinistra e massacrati da un fondamentalista cristiano di estrema destra.

La seconda e' un magnifico post di Harry's Place, un blog collettivo di progressisti inglesi, anzi diciamo pure un blog di sinistra, molto noto nel mondo anglosassone che figura nei miei link e che fa parte di quella sinistra che io stimo incondizionatamente.


Come potrete vedere dal post, i progressisti da enoteca che strillano all'islamofobia e che vedono nel massacro di Utoya un attacco contro i "boveri musulmani obbressi", hanno trovato il modo di coinvolgere Israele nella strage compiuta da un bastardo neonazista.


Questa e' la gente che offende la memoria dei morti di Utoya: dei vigliacchi che si spacciano per progressisti e che strumentalizzano una strage orrenda pur di tirare la volata e difendere altri assassini e fanatici religiosi che appartengono alla stessa feccia religiosa e fanatica di quel fondamentalista cristiano psicopatico.


Wednesday, 6 July 2011

Il crepuscolo della Repubblica di Weimar (Parte II)


Saltiamo i preamboli: sono tornato, la lunga vacanza e' stata piacevole e il post sara' di una lunghezza apocalittica.

Ciodetto, cominciamo con l'aggiornamento del blogroll: in primis e come si suol dire, il gradito ritorno di una signora assai interessante e intelligente della cui ottima prosa si sentiva la mancanza: il blog si chiama Scomodita' e come puntualmente accade con la suddetta signora, credo diventera' una delle mie letture quotidiane. L'altra new entry e' invece La Tana del Topo.

E con cio', chiudiamo il capitolo blogroll e apriamone uno brevissimo prima di tornare nella Germania del primo dopoguerra.

Come ho avuto modo di annunciare in un post precedente alla lunga pausa sabbatica che mi sono preso, d'ora in poi la mia parte di London Alcatraz trattera' essenzialmente di storia, storia militare e politica internazionale.

D'altro canto, la politica italiana, il piu' noioso tsunami di letame che abbia mai afflitto l'umanita', non trovera' quasi piu' posto su queste pagine.

E a questo proposito, vorrei cortesemente sottolineare una "regola della casa" che vado a introdurre: nel post dedicato alla morte di Osama bin Laden, si e' palesato  il solito cinocefalo che tramite il trito espediente dell'etichettarmi come leghista, ha cercato di sviare la conversazione dal Pakistan verso lidi nostrani, infilando nel thread Berlusconi, gli immigrati, la sssinistra e tutte le beghe provinciali di quel cumulo di sterco della politica italiana.

Quindi, d'ora in poi, se desiderate commentare su un argomento storico o di politica internazionale, siete ovviamente liberi di farlo: tuttavia se la vostra intenzione e' quella di dirottare il thread sulle vostre fissazioni ossessive-compulsive circa la destra, la sinistra, Berlusconi, Vendola o Concita De Gregorio, il vostro commento finira' direttamente nell'Inceneritore Subatomico di Stronzate, che questo blog condivide con il Cern di Ginevra.

Funziona cosi':  siccome in fisica nulla si crea e nulla si distrugge, i commenti off-topic, una volta censurati, non scompariranno nel nulla, ma passeranno nel suddetto inceneritore, dove una tecnologia avanzatissima li disintegrera' a livello subatomico per poi spararli a velocita' elevatissime nel Large Hadron Collider del Cern.

In tal modo, per esempio, le boiate da microcefali sugli "eroi" No-Tav della Val di Susa che "Si obbongono goraggiosamende al governo e allo sdado di bolizia fascisda" con le quali avete rotto e rompete i maroni quotidianamente su Facebook e sul web, contribuiranno alla ricerca del Bosone di Higgs e al progresso della scienza. E' la volta  buona che le vostre rutilanti idiozie da commissari politici serviranno a qualcosa.



L'Inceneritore Subatomico di Stronzate (brevetto Nikola Tesla)
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Nel mio primo post dedicato all'ascesa al potere di Adolf Hitler, ho avuto modo di spiegare che il modo in cui il Merdone si impadroni' della Germania fu decisamente singolare: e' pur vero che il Fuhrer sfrutto' abilmente le debolezze di una democrazia divisa e debole, cosi' come si servi'con altrettanta consumata abilita' dei cavilli legislativi e procedurali tipici di tutti gli stati di diritto, ma allo stesso tempo, la sua nomina a Cancelliere del Reich non fu il frutto di una schiacciante maggioranza parlamentare uscita dalle urne, bensi' di un clamoroso inciucio parlamentare  che nulla aveva a che vedere con la volonta' popolare dei tedeschi, i quali, fino alla presa del potere di Hitler, non diedero mai al Partito dei Lavoratori Tedesco Nazionalsocialista (NSDAP), piu' del 37% dei voti (44% nel 1933 e ci sono seri dubbi sulla correttezza di quelle elezioni): che e' parecchio, ma non sufficiente a formare una maggioranza monopartitica in nessuna democrazia che si rispetti.

Sia chiaro: questo non e' un rozzo tentativo di "revisionismo" per dimostrare che i tedeschi furono vittime dei nazisti, cosi' come ancora oggi molti giapponesi pensano sia accaduto al Giappone Imperiale, trascinato secondo loro in una guerra aggressiva  da una cricca militarista che inganno' il buono, saggio e pacifista Imperatore Hirohito e con lui il popolo giapponese.

Non e' questo il luogo, ne' il momento per spiegarne le ragioni, ma dopo il 1933, gradualmente, tutta la societa' tedesca divento' complice volontaria dei nazisti e dopo il 1939 e l'invasione della Polonia, anche esecutrice consapevole dei piani di sterminio di Hitler.

Su questo, non credo esistano giustificazioni o attenuanti di alcun tipo. Punto.

I motivi per cui ho deciso di scrivere della Repubblica di Weimar e dell'avvento del nazismo, sono spiegati nel primo di questi due post, quindi non mi ripetero', ma aggiungo una postilla: credo che mentre dei crimini commessi da Hitler una volta al potere e durante il secondo conflitto mondiale, si sappia oggettivamente parecchio, di cio' che avvenne prima della sua nomina a Cancelliere del Reich, si abbiano nozioni piuttosto vaghe.

Questa lacuna presta il fianco non solo a interpretazioni nel migliore dei casi "ricche di immaginazione" degli eventi storici di quel periodo, ma soprattutto e purtroppo, a infami strumentalizzazioni  fondate su colossali  menzogne storiche: mi riferisco alla vera e propria leggenda "dell'astensionismo di massa dei tedeschi" che puntualmente, in occasione di varie tornate elettorali italiane, qualche blogger miserabile, fanatico e bugiardo, ci propina per stigmatizzare chi decide di disertare le urne.

E siccome io sono uno di quelli che si rifiuta di votare per una destra o una sinistra francamente orribili, mi vanno leggermente le palle in giostra nel sentirmi paragonare a un complice dei nazisti, da chi, se da una parte e' legittimamente intitolato a criticare l'astensionismo, non si deve tuttavia permettere di insultare il prossimo falsificando grossolanamente la Storia in nome del proprio miserabile fanatismo politico.

Quindi lo ripeto nuovamente: nella tormentate vicende della Repubblica di Weimar non esiste alcuna astensione di massa degli elettori tedeschi che abbia favorito l'ascesa del nazismo. Se cosi' fosse, si tratterebbe di un fattore evidentemente macroscopico e credo che se ne parlerebbe. Ma cosi' non e': nessuno storico degno di questo nome lo ha mai citato in nessun volume dedicato al Terzo Reich. Non c'e' nemmeno su Wikipedia e non e' neanche il classico "evento secondario" nascosto in qualche interstizio della Storia che viene riportato alla luce da un attento lavoro storiografico, come a volte capita.

 I dati relativi all'affluenza alle urne sono nel primo post e sono tratti da fonti ufficiali:  parliamo di piu' dell'80% dei tedeschi: una percentuale direi ragguardevole per qualsiasi democrazia e sconosciuta per esempio agli elettori americani, dove l'affluenza non di rado, fatica a raggiungere la soglia del 60%. Ecco i dati di Wikipedia sulle presidenziali americane a partire dal 1824 e quelli di un documento ufficiale del Bundestag (il Parlamento tedesco) in  formato .pdf dedicato alle elezioni nella Repubblica di Weimar

L'astensionismo. Non. E'. Mai. Esistito.

La Repubblica di Weimar fu infatti una delle societa' piu' politicizzate della storia con miriadi di gruppi, gruppuscoli, partiti e partitelli , anche perche' veniva da una tradizione, quella guglielmina, dove la partecipazione alla vita istituzionale e la lealta' verso lo Stato, erano pietre angolari della vita sociale. Va inoltre ricordato che nel 1919 il diritto di voto venne concesso anche alle donne allargando la base elettorale e che il sistema elettorale passo' da maggioritario a proporzionale: fattore, quest'ultimo, determinante nell'ingovernabilita' cronica della neonata democrazia tedesca.

Nel caso non si sia capito, io ritengo il proporzionale una spettacolare porcheria.

Senza contare il proverbiale atteggiamento tedesco nei confronti di "legge e ordine": come ebbe a dire acutamente Lenin: "Se gli operai tedeschi decidessero di occupare una stazione,  si metterebbero prima tutti  in coda per fare il biglietto."


L'inizio della fine 

Nell'ottobre del 1929, il crollo della Borsa di Wall Street mise drasticamente fine a quel "circolo virtuoso" di quattrini americani e abili politiche finanziarie e accordi internazionali, che dopo il 1925 avevano rimesso in piedi l'economia tedesca devastata dalle conseguenze della sconfitta nella Prima Guera Mondiale e dalle durissime sanzioni del Trattato di Versailles.

A questo proposito va osservato che il mito delle "sanzioni cattive" (un cavallo di battaglia non solo dei nazisti e dei loro eredi, ma negli ultimi tempi anche dei cinocefali delle sinistre sbroc planetarie rigurgitato in salsa anticapitalista nei confronti di Francia e Inghilterra) andrebbe smontato una volta per tutte: i danni di guerra e le riparazioni imposte dagli Alleati alla Germania, erano sacrosanti e credo che un esempio basti per tutti: la guerra di aggressione scatenata dalla Germania Imperiale nell'agosto 1914 costo' alla Francia 1.397.000 morti su una popolazione di 39 milioni di abitanti. Da questo immane salasso umano, il paese transalpino si riprese solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Fu un crollo demografico di proporzioni drammatiche che colpi' tutte le classi sociali: nel periodo immediatamente successivo al 1918, in Francia era difficile trovare operai specializzati, medici, avvocati, ingegneri e insegnanti al di sotto dei 40 anni. Una intera generazione di giovani ( la celeberrima Generazione Perduta) era infatti finita tra le fauci delle mitragliatrici tedesche.

Era quindi comprensibilie una certa, diciamo, leggerissima incazzatura da parte dei mangiarane, che oltretutto hanno l'incazzatura facile, nei confronti dei mangiapatate.

"Boche de merde! Vous avez exterminee' le fleur-fleur de notre jeunesse!"
(Il francese di Yossarian e' cosa triste assai)

I tedeschi dovevano quindi pagare ed essere messi in grado di non nuocere: su questo non ci piove. L'unico vero errore, e manco a farlo apposta, proprio dei francesi, fu quello di non mettere i tedeschi nelle condizioni di pagare: l'occupazione militare del cuore industriale della Germania, ossia la Ruhr, messa in atto dal 1923 al 1925 dai cugini d'oltralpe, per esempio, non fu una mossa particolarmente intelligente, i cui dubbi guadagni vennero offuscati dalle gravi conseguenze economiche per la Germania, dal moto di simpatia internazionale nei confronti dei tedeschi e dalle strumentalizzazioni propagandistiche abilmente sfruttate in seguito da Adolf Hitler.

Tornando a noi, le onde sismiche del catastrofico terremoto del 1929, colpirono in pieno la Germania nei primi mesi del 1930: senza dollari USA, le banche tedesche finirono sul lastrico, le industrie chiusero i battenti e milioni di tedeschi si trovarono in mezzo a una strada o a dover dipendere da un welfare state ormai al collasso (quello di voler mantenere un welfare state ben oltre le possibilita' finanziarie della Repubblica di Weimar, fu un grave errore dei socialdemocratici ).

La prima vittima della montante marea di guano che cominciava a sommergere la Germania, fu la Große Koalition (Grande Coalizione) nata nel 1928 e guidata del cancelliere socialdemocratico Hermann Müller: il suo successore fu Heinrich Brüning, del Partito Cattolico di Centro (Deutsche Zentrumsparte), eletto cancelliere il 29 marzo 1930.


Ce l'ha scritto in faccia: "Sono cattolico e di centro".

La drammatica situazione economica ereditata da Brüning e le draconiane misure di austerita' da lui adottate per contrastarla, ne fecero ben presto l'uomo piu' impopolare di tutta la Germania ( venne soprannominato "il cancelliere della fame"): Brüning riusci' perfino nella singolare impresa di essere egualmente odiato da nazisti e comunisti, anche perche' mise fuorilegge le organizzazioni paramilitari di entrambi: la comunista Rotfrontkämpferbund e la Sturmabteilung nazista: le famigerate SA o camicie brune. Sull'idiozia dei comunisti tedeschi bisognerebbe aprire un capitolo a parte, ma siccome il post e' gia' lungo, basti dire che anch'essi contribuirono in maniera significativa alla morte della Repubblica di Weimar: oltre all'odio verso i socialdemocratici ( definiti "socialfascisti") secondo solo a quello verso i nazisti, l'errore piu' grave del comunista Ernst Thälmann & soci, fu quello di ritenere i nazisti una mera  pedina delle "forze reazionarie capitaliste" destinata a essere spazzata via dall'imminente rivoluzione proletaria. La rivoluzione in effetti arrivo', ma sotto l'egida della croce uncinata e i comunisti pagarono a carissimo prezzo la loro cecita' politica (Thälmann mori' a Buchenwald nel 1943).

All'allegro quadretto della Germania stretta nella crisi provocata dalla Grande Depressione, vanno inoltre aggiunte la ormai dilagante violenza politica nelle strade ad opera dei nazisti e l'assoluta incapacita' da parte di un parlamento frammentato, di formare una coalizione di governo: Il Reichstag era diventato quello che i tedeschi definirono Kuhhandel, ovvero il "mercato delle vacche": termine che anche noi conosciamo assai bene...

Il caos politico che nemmeno il governo Brüning, appoggiato ormai solo dai cattolici di centro e dai socialdemocratici, riesce a fermare, raggiunge il culmine nel settembre del 1930, quando dalle elezioni  politiche indette dal vecchio (e un po' rincoglionito) Presidente Paul von Hindenburg, il leggendario feldmaresciallo prussiano, eroe della Prima Guerra Mondiale, emergono vincitori i comunisti del KPD (Kommunistische Partei Deutschlands), ma soprattutto un partito che fino alle precedenti elezioni del 1928, non aveva mai ottenuto piu' del 2,6% dei voti e che ora balza all'improvviso al 18.3%, ponendosi immediatamente dietro ai socialdemocratici: lo NSDAP o Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei: Partito dei Lavoratori Tedesco Nazional Socialista, guidato da quello che lo stesso Hindenburg definira' con disprezzo in seguito "il caporale boemo Adolf Hitler".


Il piano di Brüning

Per riuscire a governare aggirando l'ineffettuale parlamento, Brüning, con il tacito consenso di von Hindenburg, si avvale quindi dell'articolo 48 della Costituzione dei teteschi di Cermania, in base al quale, di fronte a un'impasse del Reichstag, si puo' scavalcare il parlamento previo consenso del Presidente della Repubblica, ricorrendo a un decreto di emergenza firmato da quest'ultimo: un cavillo che Brüning comincia a utilizzare con frequenza tale da indurre lo stesso cancelliere ad affermare che la democrazia tedesca e' ormai diventata una "democrazia autoritaria".

Ma Brüning e' anche preoccupato dall'ascesa dei nazisti, per arginare la quale pensa di poter nientemeno che cambiare la forma di governo della Germania, trasformandola da una repubblica parlamentare in una monarchia costituzionale: stratagemma che secondo i suoi piani doveva incanalare il malcontento popolare (e delle destre) verso lidi conservatori meno pericolosi dell'estremismo di Hitler, ma soprattutto impedire all'assai popolare caporale boemo di diventare Presidente della Repubblica nelle ormai imminenti elezioni presidenziali del 1932, quando difficilmente l'ottantacinquenne e stanco Hindenburg si sarebbe ricandidato, e anche se l'avesse fatto, ancor piu'difficilmente sarebbe sopravvissuto a un nuovo mandato di sette anni. E Hindenburg (su questo Brüning aveva visto giusto ) era l'unico vero ostacolo in grado di fermare Hitler in attesa di restaurare quella monarchia (e gli Hohenzollern) spedita in esilio in Olanda dopo la sconfitta del novembre 1918.

Per far questo bisognava ovviamente tenere Hindenburg al suo posto, e a tal scopo, il vulcanico pirla concepi' un elaborato inciucio: nel 1932 si sarebbero rinviate le elezioni presidenziali e prolungato il termine a von Hindenburg: un cavillo legittimo e ottenibile con i due terzi dei voti delle due camere del parlamento tedesco: il Reichstag e il Reichsrat.

A quel punto, Brüning avrebbe proposto al consesso di proclamare la monarchia con Paul von Hindenburg come reggente, alla morte del quale, l'incarico sarebbe passato nelle mani di uno dei figli del Kronprinz, il Principe ereditario Federico Guglielmo (Friedrich Wilhelm Victor August Ernst von Preußen, dio can!), figlio di Gugliemo II O'Baffone, a noi piu' noto come "Il Kaiser".

Raggiante di gioia e gongolante di autocompiacimento per la propria brillante intelligenza,  Brüning espose il piano a von Hindenburg che dapprima aggrotto' la teutonica e feldmaresciallica fronte al pensiero di dover restaurare un monarca che non sarebbe stato l'unico monarca di cui egli riconosceva l'autorita' e che si trovava in esilio, e infine, quando gli fu rivelato che il machiavellico piano era cautamente appoggiato dai socialdemocratici e dai sindacati, mise letteralmente alla porta il pirotecnico cancelliere e lo informo' che non si sarebbe ricandidato nemmeno morto.

"Sparisca immediatamenten dalla mia fista: koglionen!"

Le acque s'intorbidano e arriva Il Viscido: Kurt von Schleicher.

Nel tentativo di salvare il suo piano e quel che rimaneva della agonizzante democrazia tedesca, Brüning cerco' perfino di coinvolgere Hitler nella sua idea circa il prolungamento del mandato a von Hindenburg, ma i suoi contatti con il capo del nazismo ( i primi contatti ufficiali che il governo tedesco stabili' con i nazionalsocialisti) si risolsero in una lungo, tipico e sbroccatissimo monologo che Hitler inflisse al cancelliere, sulla debolezza e la decadenza della democrazia tedesca.

Hitler tento' il giochetto dell'arringa anche in un incontro successivo con Paul von Hindenburg, ma il granitico Junker (l'aristocrazia terriera prussiana) non si fece minimamente impressionare e lo tratto' per quello che era: una piccola e psicopatica merda d'uomo.

Ed e' proprio nel periodo frenetico di consultazioni e intrighi antecedente alle elezioni presidenziali del 1932, che i nazisti diventano all'improvviso un "oscuro oggetto del desiderio" per quelle componenti della destra tedesca e soprattutto dell'esercito (vedi gli ultraconservatori dello Stahlhelm), che pensano di potersene servire per affossare la repubblica e una volta esaurito il loro compito di "arieti', eliminarli, o meglio, assimilarli nell'alveo tradizionale della destra conservatrice tedesca.

L'artefice principale di questo colossale errore di valutazione, anzi di sottovalutazione del Fuhrer (che gli costo' la vita durante la "Notte dei Lunghi Coltelli"), fu un abile, viscido e intrigante bastardo: il tenente generale Kurt von Schleicher.

Un abile, viscido e intrigante bastardo.

 
Schleicher, che militarmente non dimostro' mai alcun talento oltre a quello del classico "ufficiale da tavolino"  aveva fatto carriera grazie alle amicizie sapientemente coltivate con il figlio di von Hindenburg, Oskar, con il generale Hans von Seekt, riorganizzatore della Reichswher e colui che getto' le fondamenta della futura efficienza della Wermacht, ma soprattutto con il generale Wilhelm Groener, suo diretto superiore e ministro dell'Interno e della Difesa del gabinetto Brüning, che aveva ottenuto il posto proprio grazie all'influenza di Schleicher su Oskar von Hindenburg.

Groener ricompenso' Schleicher con vari incarichi di prestigio che ben presto gli fecero accumulare un potere enorme facendone una vera e propria "eminenza grigia" sia all'interno dell'esercito, sia nel governo Brüning.
Anche Schleicher, come Brüning, aveva un piano circa il futuro della Germania: un futuro che prevedeva un governo forte, diretto da un uomo forte che governasse per mezzo di quei decreti presidenziali  di cui si serviva il cancelliere, e soprattutto un ruolo di primo piano sia per l'esercito in veste di garante dell'integrita' nazionale, sia ovviamente per lui stesso...

Per raggiungere il suo scopo, Schleicher si proponeva di utilizzare Hitler come "cavallo di Troia", e una volta ottenuto quel "governo forte" che agognava, avrebbe abilmente sfruttato le rivalita' all'interno del partito nazionalsocialista per distruggerlo, e in seguito, assorbire il braccio militare dei nazisti, ovvero le SA nell'esercito tedesco.

Schleicher pensava infatti (e con fondata ragionevolezza) che nel pollaio nazista ci fossero altri due galli in lizza con Hitler: Ernst Julius Röhm, il brutale co-fondatore e comandante delle SA, e Gregor Strasser, entrambi rappresentanti della "sinistra nazista" anticapitalista e populista ed entrambi future vittime della Notte dei Grandi Coltelli del luglio 1934, la Grande Purga di Hitler che gli assicuro' il dominio incontrastato del partito, e comincio' ad agire di conseguenza.

L'errore fondamentale di Schleicher, come di tutta la destra tedesca, fu quello di non capire che il nazismo stava alla tradizionale destra conservatrice quanto i Khmer Rossi stanno a un grande partito socialdemocratico quale i laburisti inglesi.

Il nazismo, al pari del comunismo, era realmente un movimento rivoluzionario: un movimento che intendeva creare un "Uomo Nuovo" e un " Nuovo Ordine" in cui non ci sarebbe stato posto per le tre colonne portanti della Germania guglielmina: esercito, chiesa e aristocrazia terriera degli Junker, che Hitler disprezzava in maniera viscerale e con le quali, appena possibile regolo' i conti.

Nel frattempo, quelli che erano stati gli ottimi rapporti fra il vecchio presidente e il suo cancelliere cominciarono a deteriorarsi: Brüning era infatti riuscito a strappare a un recalcitrante Hindenburg il consenso a prolungare il suo mandato nel caso il parlamento l'avesse approvato, e a tal scopo aveva di nuovo ricontattato Hitler a cui aveva promesso di dimettersi una volta ottenuti i due terzi necessari per estendere il mandato a Hindenburg.

Ma Hitler, resosi conto di essere diventato l'ago della bilancia e con la tipica intelligenza da predatore che lo contraddistingueva, comincio' ad alzare il prezzo e a mercanteggiare, arrivando a scavalcare  il cancelliere e a tramare alle spalle di Hindenburg.

Quando l'ultraottantenne tricheco prussiano -che stupido non era - se ne accorse, monto' su tutte le furie e decise di ricandidarsi per le imminenti elezioni presidenziali. Lo fece con grande amarezza e risentimento, deluso sia dall'incapacita' dei conservatori che riteneva suoi amici di stabilizzare il governo, sia dall' inconsueto appoggio dei socialdemocratici e dei sindacati alla sua candidatura.


Le elezioni presidenziali del 1932 e la crisi dei nazisti

Le due H che si affrontarono nelle elezioni presidenziali del 1932, lo fecero entrambe con estrema riluttanza.

Hindenburg per le ragioni sopracitate e Hitler perche' temeva il confronto con uno degli eroi leggendari del leggendario tandem Hindenburg-Ludendorff della Prima Guerra Mondiale che avrebbe sicuramente vinto, mettendo a repentaglio il suo carisma: agli occhi della maggioranza dei  tedeschi e perfino dei socialdemocratici che avevano appoggiato la sua elezione a presidente, Paul von Hindenburg era un uomo moralemente integro e super partes che rappresentava tutto quel che di buono (e a dire il vero di cose buone ce n'erano) della Germania guglielmina: un uomo onesto che aveva a cuore le sorti del paese e non il suo interesse personale.

E cio' era fondamentalmente vero, anche se Hindenburg, sia per senilita', sia per buonafede ( a differenza di Schleicher) commise lo stesso errore di valutazione dei conservatori e dell'esercito crucco rappresentati da Schleicher: pensava che Hitler fosse il leader di un partito populista di ultradestra che una volta giunto al potere avrebbe smussato i toni violenti e demagogici, per incanalarsi nell'alveo di una normale democrazia parlamentare.

Con Hindenburg, che per usare le parole di William Shirer era un "protestante, prussiano, conservatore e monarchico", si schierarono i socialisti, i sindacati, i cattolici di centro con  Brüning e i partiti della destra liberale delle classi medie.

Con Adolfo O'Merdone che, sempre ricorrendo all'ottimo Shirer, era "cattolico, austriaco, ex proletario e 'capo' delle classi inferiori", si schierarono invece, oltre ai suo numerosi fan,  le classi alte protestanti del Nord, gli Junker agrari, gli ultraconservatori e non pochi monarchici.

La "singolar tenzone" che ebbe luogo in due riprese (13 marzo e ballottaggio il 10 aprile 1932)  dopo una campagna elettorale serratissima, si concluse come aveva temuto Hitler con la sconfitta del capo del nazismo.

Non fu una completa debacle, come aveva sperato Brüning, ma si tratto' nondimeno di un potente e doloroso calcio nelle palle ad Adolf Hitler: dopo il ballottaggio Hindenburg ottenne il 53% dei voti mentre Hitler il 36%.

Ma soprattutto, Hitler fu lesto a comprenderne il significato: la maggioranza dei tedeschi, nonostante gli spettacolari successi elettorali dei nazisti, non lo voleva o non si fidava di lui: la via per il potere non passava per le urne.

In ogni caso, per i nazisti si apri' una grave crisi e il peggio doveva ancora arrivare: approfittando della momentanea debolezza di Hitler, Brüning e il ministro della difesa Groener calarono l'asso di bastoni destinato nelle loro intenzioni, ad annientare una volta per tutte il partito nazionalsocialista.

 Nel 1932 il braccio paramilitare del nazismo, le temute camicie brune delle SA, era ormai cresciuto a tal punto da rappresentare un vero e proprio esercito privato di 400.000 uomini. La polizia, che seguiva con preoccupazione da tempo le vicende delle SA, sequestro' dei documenti che provavano l'intenzione dei nazisti di impadronirsi del potere con la forza e instaurare un regno del terrore, nel caso le elezioni presidenziali  fossero andate in vacca per Adolf Hitler.

Cosa peraltro vera, dal momento che per ammissione dello stesso Joseph Goebbels, dopo la sconfitta elettorale, all'interno del movimento si parlava apertamente di golpe, (o "putsch", visto che siamo in Crande Cermania...).

Decisi a schiacciare "l'uovo del serpente" una volta per tutte, Brüning e Groener riunirono il gabinetto di governo nell'aprile 1932 e riuscirono a ottenere da Hindenburg la firma di un decreto che metteva al bando le  Sturmabteilung naziste: le SA si dovevano sciogliere, e questa volta con le cattive.

Ma siccome la realta' non e' un film americano a lieto fine, proprio quando i buoni sembravano sul punto di trionfare, ecco che da dietro le quinte ricompare quell'intrigante merdone di Schleicher che rovina tutto.

Perche' Schleicher agi' come agi' e si puo' ritenere in definitiva il responsabile indiretto di 50 milioni di morti?

Perche' la messa al bando delle SA, significava la distruzione del partito nazionalsocialista e di conseguenza  l'impossibilita' per lui di utilizzare Hitler come cavallo di Troia per abbattere la Repubblica e mantenere le sue promesse a Röhm e Strasser circa l'incorporazione delle SA nella Reichswher (l'esercito), destinate a dividere e annientare i nazisti dopo essersene servito.

Le SA erano la chiave di volta del suo piano per creare un governo forte diretto da un uomo forte: lui, e lo scioglimento del braccio paramilitare nazista mandava di conseguenza a carte 48 le sue machiavelliche trame.

Schleicher si mosse in fretta e dopo essersi garantito l'appoggio dell'esercito e incontrato con Hitler, riusci' a delegittimare Groener con una feroce e falsa campagna diffamatoria che condusse alle sue dimissioni il 13 maggio 1932, in seguito alle quali l'ordine di scioglimento delle SA resto' lettera morta. A quel punto restava solo una testa da far rotolare: quella di Brüning.

La campana a morto: enter Franz von Papen 

Il combattivo Brüning, ovviamente non ne aveva neanche per le palle di farsi estromettere da Schleicher, ma in un certo senso si scavo' la fossa quando propose allo Junker Hindenburg che lo stato rilevasse le proprieta' fallimentari dei latifondisti prussiani per distribuirle ai contadini.

Un'idea nobile e condivisibile, che tuttavia gli alieno' definitivamente l'ottuagenario e aristocratico trichecone prussiano che (e qui sta il suo gravissimo errore) comincio' a pensare che forse il diavolo Hitler non era cosi' brutto come lo si dipingeva se si sarebbe potuto tenere al guinzaglio.

Privo dell'appoggio di Hindenburg, il gabinetto Brüning si sfascio' rapidamente e dopo aver ottenuto da Hitler la promessa di appoggiare un nuovo governo in cambio della revoca della messa al bando delle SA, il 30 maggio 1932, Hindenburg sciolse l'agonizzante governo Brüning, indisse nuove elezioni e scelse per la transizione (su imbeccata di Schleicher) un nuovo cancelliere: Franz von Papen.

A questo punto vorrei nuovamente citare William Shirer, che oltre ad essere stato testimone diretto di quegli eventi, credo metta la parola definitiva sulle scemenze strumentali circa l'astensionismo dei tedeschi e sulla leggenda metropolitana secondo la quale "Hitler fu eletto democraticamente", di cui gli ignoranti criceti ammaestrati italiani si servono strumentalmente per strillare "diddadura, diddadura, demograzzzia in berigolo!" a ogni pie' sospinto.


"Qualunquismo! Astensionismo! Demograzzia in pericolo! Come Hitler! Dittatura, dittatura!"


"Ormai in Germania il potere politico non era piu' del popolo e del corpo rappresentativo designato dalla volonta' del popolo, cioe' del Reichstag, come si era avuto a partire dalla nascita della Repubblica. esso era concentrato nelle mani di un presidente senile, ottantacinquenne, e di quelle poche superficiali e ambiziose che lo circondavano e che determinavano il corso della sua stanca, labile mente. Hitler riconobbe chiarissimamente tale situazione, che si accordava coi suoi propositi."

Dall'arrivo di von Papen in poi, la strada per Hitler fu quasi tutta in discesa, e per non appesantire un post gia' apocalitticamente lungo, mi limitero' a esporre gli eventi principali, tralasciando i dettagli degli inenarrabili intrighi di quegli  ultimi otto mesi di vita della Repubblica di Weimar.

Come definire Franz von Papen? Credo che vacuo, tronfio, pomposo e inutile idiota sia la maniera migliore: l'aristocratico cinquantatreenne della Westfalia appassionato di equitazione, era un uomo il cui acume non andava oltre al modo migliore di ferrare un cavallo.
 


C'ha pure la faccia, da cavallo.


L'uomo di paglia di  Schleicher e Hindenburg ( la cui nomina provoco' grasse risate in tutti gli ambienti politici tedeschi), presiedette quello che venne definito "il gabinetto dei baroni", dal momento che tutti i suoi membri erano aristocratici (ne faceva parte anche Magnus Freiherr von Braun, padre del noto scienziato Werner, il "babbo" del razzo Saturno V che porto' la Nasa sulla Luna) e in cui, manco a dirlo, Schleicher ricopriva l'incarico di Ministro della Difesa.

L'aristocratico ippocefalo tenne fede a tutte le promesse fatte ai suoi mentori, compresa la revoca del bando delle SA, cosa che in vista della campagna elettorale, provoco' una ondata di violenza mai vista nelle strade di Amburgo ad opera dei nazisti. Si era ormai a un passo dalla guerra civile, per scongiurare la quale e placare i nazisti, Papen, con la complicita' di Schleicher, sciolse il governo federale della Prussia  ( sulla base di scuse  ridicole circa l'incapacita' della Dieta prussiana di mantenere l'ordine, e ne assunse i poteri autonominandosi commissario per la Prussia e dichiarando la legge marziale a Berlino, implementata dal generale Gerd von Rundstedt, che sarebbe poi diventato uno dei feldmaresciali piu' abili della Wermacht di Hitler.

In una democrazia agonizzante, Hitler si rese conto di tenere il governo von Papen per le palle, e decise che era giunto il momento di sbarazzarsene per poi avanzare precise richieste sull'entrata dei nazisti in qualsiasi futuro gabinetto, dato che dava per scontato che le imminenti elezioni avrebbero segnato il trionfo dei nazionalsocialisti.

E cosi' fu: il 31 luglio 1932,  lo NSDAP divenne il partito piu' numeroso del Reichstag con 230 seggi,  anche se i comunisti ottennero un'altra vittoria diventando il terzo partito del parlamento.

Il 37% ottenuto dai nazisti non bastava tuttavia per assicurarsi una schiacciante maggioranza di governo: la  maggior parte dei tedeschi era ancora contro Hitler, ma come aveva previsto il Fuhrer, era piu' che sufficiente per  ricattare qualunque gabinetto di governo e cosa ancor piu' importante, le classi medie e alte erano decisamente passate dalla parte dei nazisti.

Sulla scorta di questi risultati Hitler comincio' a mordere il freno e ad avanzare richieste sempre piu' esigenti al "gabinetto dei baroni" che comincio' a spaventarsi: Schleicher fece capire a Hitler che quello che poteva concedere era al massimo il vice-cancellierato, mentre un nuovo colloquio fra Hitler e Hindenburg si risolse in un nulla di fatto e con Hitler che venne nuovamente trattato come una pezza da piedi dal vecchio presidente.

L'improvviso voltafaccia di Schleicher e l'ennesima tornata elettorale convocata dopo un farsesco tentativo di von Papen - affossato da un voto comune di sfiducia di comunisti e nazisti e uno stratagemma da Repubblica delle Banane del presidente del Reichstag Hermann Goering - di creare un proprio governo, crearono le condizioni per l'ultima grande crisi che i nazisti dovettero affrontare, dalla quale, paradossalmente, scaturi' l'inciucio che li porto' al potere.

Il 6 novembre 1932 si tennero le ultime libere elezioni della Repubblica di Weimar e il risultato per i nazisti fu catastrofico: lo NSDAP perse due milioni di voti e 34 seggi scendendo a 196 deputati, mentre i comunisti  guadagnarono 750.000 nuovi voti.

Questa fu per i nazisti l'ennesima e forse piu' grave crisi della loro storia, paragonabile a quella quasi fatale del fascismo dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti.

Il partito e molti dei suoi leader erano infatti esausti e come se non bastasse, in seguito ad alcune aperture di von Papen, anche i tradizionali finanziatori di Hitler delle classi medio-alte cominciarono a voltargli le spalle, fiutando l'imminente ridimensionamento del loro pupillo.

Insomma: i nazisti erano nella merda fino al collo e la leadership di Hitler in pericolo visto che alcuni dei suoi "alti papaveri" come Strasser, si stavano spostando verso le posizioni di Schleicher.

Cosa ci vuole per cambiare la storia? Onestamente non lo so, ma in questo caso, come spesso accade, basto' un imbecille.

Vedendo i nazisti in netta difficolta', Franz von Papen penso' di poterli manovrare e invito' Hitler a "parlamentare", cosa che grazie alla testardaggine di Hitler che continuava ad avanzare richieste esorbitanti, non porto' a nulla.

Quello che l'equino imbecille non sapeva, e di cui si rese conto troppo tardi, era che il viscido Schleicher aveva avuto la stessa idea della quale purtroppo non faceva parte von Papen, di cui il suo mentore, con l'ennesima piroetta a 360 gradi, aveva deciso di sbarazzarsi.

Questa volta, Schleicher voleva che fosse Hindenburg a trattare direttamente con Hitler.

Il 17 novembre 1932  l'ippocefalo si dimise ( nel 1945 perfino il Tribunale di Norimberga lo giudico' troppo stupido per essere condannato e lo assolse, anche se Papa Giovanni XXIII lo nomino' in seguito Cavaliere di Malta...) e immediatamente Hindenburg fece chiamare Hitler.

Il terzo incontro fra i due vide un netto cambio di registro quando il vecchio tricheco si dichiaro' disposto a offrire a Hitler il cancellierato se questi fosse riuscito a formare una solida maggioranza di governo, oppure il vice-cancellierato agli ordini di un nuovo gabinetto von Papen ( cosa che Hindnburg preferiva, visto che continuava a non fidarsi di Hitler).

Nell'impossibilita' di ottenere l'appoggio dei centristi e perfino degli ultraconservatori, Hitler, che voleva il cancellierato, dovette rinunciare.

Ma mentre von Papen si preparava a cantare vittoria, quell'immane cagacazzi di Schleicher tiro' fuori l'asso nella manica e chiese a Strasser se i nazisti avrebbero partecipato a un governo di cui lui sarebbe stato il cancelliere, una mossa che provoco' gravi dissensi all'interno dei nazisti e che quasi spacco' in due il partito che gia' navigava in cattive acque e che era sull'orlo della bancarotta finanziaria.

Comunque sia, e dopo tanti machiavellici intrighi, il 2 dicembre 1932 Kurt von Schleicher fu finalmente  nominato cancelliere e fedele al suo piano di dividere i nazisti,  offri' il vice-cancellierato a Strasser.

La vittoria del neo-cancelliere sembrava totale, ma Schleicher apparteneva  a quella razza d'uomini molto abili ad arrivare in cima, ma incapaci di mantenere la leadership una volta conquistata: il suo fu il piu' breve cancellierato della storia della Germania. 

Hitler riusci' in extremis (veramente e purtroppo, all'ultimo minuto) a riprendere le redini di un partito che si stava sfasciando, Strasser non divento' vice-cancelliere e Schleicher falli' nel conquistarsi l'appoggio di nazionalisti, centristi e socialdemocratici.

E mentre il viscido intrigante si pavoneggiava con  il canceliere austriaco Kurt von Schuschnigg di aver distrutto il pericolo nazista e di aver riportato la stabilita' in Germania, il pericolo nazista si preparava a sferrare il colpo finale con l'appoggio di uno scornato e vendicativo von Papen.

Questa volta Hitler punto' dritto a Hindenburg (sempre piu' scontento della situazione instabile, nonostante tutti i suoi sforzi) e in un'atmosfera da "maschere e pugnali" s'incontro' segretamente con il figlio del tricheco: il colonnello Oskar von Hindenburg, noto per non essere esattamente un "fulmine di guerra"...

Il contenuto del colloquio fra i due resto' e restera' per sempre un segreto (si parlo' anche di ricatti in merito a una vicenda di corruzione in cui Oskar era coinvolto), ma sta di fatto che il giovane Hindenburg usci' dal colloquio convinto di dover affidare a Hitler incarichi di governo.

Il 23 gennaio 1933, uno Schleicher in grave difficolta' e senza maggioranza, si reco' da Hindenburg e gli chiese di sciogliere il parlamento e di concedergli poteri d'emergenza. Hindenburg nicchio' e lo invito' a darsi diplomaticamente da fare per cercare formare una coalizione di governo.

Il 28 gennaio Hindenburg incarico' Papen di vagliare la possibilita' di un governo guidato da Adolf Hitler e in qulgli ultimi giorni di gennaio si consumo' l'ultimo episodio di una tragedia che si sarebbe potuta evitare ( ed evitare al mondo) e che cemento' definitivamente la lealta' dell'esercito a Hitler.

Per motivi tuttora ignoti e pare infondati, la sera prima della imminente nomina a cancelliere di Adolf Hitler, un tirapiedi di Schleicher sparse la voce secondo la quale l'ex cancelliere, incazzato come una iena per il tradimento di Hindnburg, si preparava a organizzare un colpo di stato militare per deporre il presidente e quello che era al momento il nuovo governo "in pectore" guidato da Hitler.

Vere o no, quelle voci allarmarono Hitler che agi' fulmineamente e dopo aver messo in allarme le SA e le SS ingiunse al suo neo-ministro della Difesa Werner von Blomberg di fiondarsi immediatamente il mattino successivo alle 8 a prestare giuramento presso Hindenburg, ricevendo in tal modo i pieni e legittimi poteri per stroncare qualsiasi tentativo di golpe.

Von Blomberg obbedi', e Hitler non dimentico' la lealta' dell'esercito fino al 20 luglio 1944: ma questa e' un'altra storia...

Il 30 gennaio 1933, Adolf Hitler divenne Cancelliere del Reich, posto che abbandonera' solo il 20 aprile 1945 in seguito al suo suicidio e della moglie Eva Brau, quando la cancelleria era ridotta ormai a un campo di battaglia fra i suoi ultimi fedeli e le truppe vittoriose dell'Armata Rossa che insieme agli alleati angloamericani si apprestavano a liberare l'Europa dalla piu' spaventosa e nefasta "rivoluzione" che questo disgraziato pianeta abbia mai visto: quella nazista.

Sugli eventi che lo portarono al potere lascio ancora una volta l'ultima parola a William Shirer (da cui tante fonti e brani di questo post sono tratti e riportati) che mi sembra la persona piu' adatta a fare piazza pulita di tutti i luoghi comuni sull'ascesa del nazismo (astensionismi popolari inesistenti e Hitler "eletto democraticamente") che ho cercato di smontare in questo lunghissimo post: vi ringrazio per avermi qualunquisticamente e pazientemente seguito fino alla fine.


"In tal guisa, per la porta di servizio, grazie a una meschina combutta politica con reazionari della vecchia scuola, da lui intimamente detestati, l'uomo che  era gia' stato un vagabondo venuto da Vienna, il derelitto delle prima guerra mondiale, il violento reazionario, divenne il cancelliere di una grande nazione."

William Shirer, Storia del Terzo Reich. 


PS. Ricordo brevemente le altre fonti del post che comunque trovate anche in apertura del primo: "Storia del Terzo Reich" di William Shirer, la monumentale, stupefacente e inarrivabile trilogia sul Terzo Reich (The Coming Of The Third Reich, The Third Reich In Power, 1933–1939,The Third Reich at War: How the Nazis Led Germany from Conquest to Disaster ) di Richard J Evans, esperto di storia tedesca, Regius Professor di Storia Moderna, Rettore della Facolta' di Storia dell'universita' di Cambridge e Presidente del Wolfson College di Cambridge, e infine "The Wages of Destruction, The Making and Breaking of the Nazi Economy" di Adam Tooze, in precedenza lettore di Storia Economica Europea Moderna all'universita' di Cambridge, e dal 2010 professore di storia all'universita' di Yale. 

PS II.  Il prossimo post di Rachel arrivera' mercoledi' prossimo.