Visto che sui disordini di Londra mi sembra inutile ripetere o clonare concetti e riflessioni con le quali sono sostanzialmente d'accordo, vi invito a leggere, qui e qui, due ottimi post di Eugenio Mastroviti.
Quanto al sottoscritto, ho ovviamente intenzione di commentare quel che e' accaduto, ma lo faro' da una diversa angolazione nel prossimo post, in cui vi parlero' di alcuni aspetti della societa' britannica che conosco bene, fra cui la tanto amata o vituperata "working class", con la quale lavoro tutte le notti in una fabbrica, e cogliero' l'occasione per raccontarvi brevemente la storia della comunita' nera e afro-caraibica inglese, alla quale sono particolarmente affezionato e fra cui ho diversi colleghi di lavoro anche se, come ben potete immaginare visto che seguite i miei post, senza alcuna sciocca idealizzazione alla maniera dei cretini multiculturali radical-chic della nefasta e perniciosa sinistra New Age che hanno creato orrendi ghetti in nome delle "culture" e delle "tradizioni": i nuovi mantra di questi microcefali, che, di culture e tradizioni hanno una idea da "museo delle cere del folklore", come dice argutamente su Facebook un caro amico napoletano.
Oltre alle stercorarie scemenze della sinistra multi-culti, parleremo anche delle scemenze libertarie che ispirano la Big Society del conservatore David Cameron e di come dietro queste scemenze ci sia non solo il vuoto piu' assoluto, ma la radicata convinzione ideologica che metterlo nel culo al prossimo sia cosa buona e giusta, specie se in nome del "profitto", e specie se fatto dai ragazzi di Eton, il cui think-thank ha scoperto le scemenze di Ayn Rand: il Gino Strada dei libertari e delle destre libertarie: queste ultime, una delle piu' mefitiche e reazionarie incarnazioni delle destre dal dopoguerra.
Fra l'altro: personalmente sono arrivato a pagina venti di Atlas Shrugged (La rivolta di Atlante) di Ayn Rand, dopodiche' ho deciso che, concettualmente e stilisticamente, Melissa P in confronto e' Dostoevskij.
Qui siamo lontani anni luce dalle classiche destre liberali, di cui il sottoscritto condivide alcune, e sottolineo alcune, idee.
Non a caso, sono solito definire le destre libertarie e i Tea Party USA come "il 68 delle destre": stesso velleitarismo, stessa aria fritta e stesso zelo ideologico.
Del resto, sembra di capire che dopo esserci dovuti sorbire a colpi di decine di milioni di morti, gli abominevoli "Stati Etici" dei fascismi e comunismi del XX secolo, ora, a decidere delle nostre vite sara' la volta del "Mercato Etico" libertario.
Al posto del "proletario", immortalato insieme agli immancabili contadini e marinai in pose eroiche nei gruppi statuari del socialismo reale, avremo dei magnifici sheet di Power Point dove veranno ritratte le gesta del CEO, e la nuova divinita' da adorare, cosi' come si adorava "Lo Stato dei lavoratori e contadini", sara' "La Corporation", come si evince dalle parole pronunciate recentemente da Mitt Romney, candidato repubblicano alle presidenziali USA (timoratissimo di dio, obviously, e in questo curiosamente simile a certe ossessioni religiose delle sinistre New Age): "Tutto quello che le corporation guadagnano, alla fine va alla gente. Dove pensate che vada?".
Fantastico: ci mancava solo il capitalismo strutturato ideologicamente come il marxismo-leninismo, con gli stessi slogan, la stessa retorica e lo stesso linguaggio.
Ma di tutto cio' parlero' nel prossimo post, dal momento che in relazione ai fatti di Londra, urge una doverosa considerazione su quella che, parafrasando un noto poeta americano, non possiamo che definire "terra desolata": ossia la sinistra italiana.
Qualche giorno fa, durante uno spettacolo alla festa del Partito Democratico di Bibbiano, la nota Pasionaria Vittima del Sistema e dell'Orrenda Censura Fascista di Abberlusconi Sabina Guzzanti (vittima assai benestante) cosi' si e' espressa riguardo alla mandria di imbecilli che la settimana scorsa ha messo a ferro e fuoco la capitale britannica.
"A Londra i poliziotti hanno ammazzato una persona e i ragazzi gli hanno rivoltato la citta'. E' giusto”.
Non paga della sua illuminante e illuminata dichiarazione rivoluzionaria che dipinge i poliziotti inglesi come i cosacchi dello zar e le gang di Tottenham alla stregua dei contadini e operai che nel 1905 marciarono pacificamente sul Palazzo d'Inverno guidati dal Pope Gapon, solo per essere massacrati a colpi di sciabola, la Vittima del Sistema cosi' incalzava:
“Ovviamente non risolvi niente sfasciando le vetrine, ma quella è una violenza simbolica. La vetrina la ripari."
Ora, posto che i tre ragazzi pakistani morti a Birmingham difendendo il loro negozio dai "rivoluzionari" avrebbero qualcosa da obiettare sul concetto di "violenza simbolica", se appunto, non fossero due metri sottoterra in un bel cappotto di legno, sull'idea che "le vetrine si riparano", avrei io qualcosa da osservare.
Nella foto, Tariq Jahan, membro della ricca oligarchia britannica, bianca e protestante, mostra la foto del figlio caduto sotto la spietata ma giusta rabbia simbolica dei rivoluzionari, mentre difendeva la sede del suo Hedge Fund specializzato nella oscena compravendita di meloni e zucchine allo scopo di affamare il pueblo unido jamas sera' vencido.
Le vetrine si riparano se, come la Guzzanti, hai accumulato quattrini giocando alla Vittima del Sistema in un Sistema che assicura prebende e privilegi agli pseudo-artisti, pseudo-intellettuali e pseudo-rivoluzionari radical-chic come lei: altrimenti, se a differenza della Guzzanti, per guadagnarti da vivere devi lavorare e non fare il cantore per greggi "rivoluzionarie", sono, come si suol dire, uccelli senza zucchero o piu' prosaicamente, cazzi amari.
Ma vediamo in dettaglio, un esempio dei ricchi bottegai londinesi che secondo la Guzzanti attingeranno dai loro cospicui conti in banca per "riparare le vetrine", infrante dalla "violenza simbolica" dei giovani rivoluzionari diseredati che protestavano contro il sistema: il prezzo che i ricchi bottegai borghesi possono permettersi di pagare purche' trionfi la giustizia proletaria.
Shiva Kandiah (il classico WASP della classe dirigente britannica come si evince da foto e cognome) e' un droghiere finito sul lastrico con la famiglia dopo che il suo negozio con annessa abitazione e' stato dato alle fiamme dai "rivoluzionari": e' letteralmente per la strada. I vicini, "ricchi borghesi" di almeno 18 diverse nazionalita' e fedi religiose, hanno istituito un sito web apposito, come ci informa il quotidiano della capitale Evening Standard, per raccogliere fondi e ricostruire la sua vita e la sua attivita', distrutte dalla "violenza simbolica".
Shiva Kandiah, difficilmente avrebbe potuto "ripararsi la vetrina", mentre siamo sicuri che la giovane rivoluzionaria Laura Johnson, i cui genitori posseggono una azienda di marketing e una elegante villa nel Kent, potra' permettersi un ottimo avvocato per spiegare ai magistrati britannici che se l'hanno pizzicata con un carrello del supermercato colmo di merce per un valore di 5000 sterline, saccheggiate da un centro commerciale della zona, e' perche' la sua piu' che ottima istruzione, le sue piu' che ottime frequentazioni sociali e le sue piu' che ottime prospettive di carriera, le hanno creato una crisi di valori sfociata in un gesto di ribellione contro i valori borghesi che la opprimono.
Laura Johnson: 19 anni, negra e oppressa dal Sistema.
Ora: a me personalmente la Guzzanti fa ribrezzo, ma se la sinistra italiana non dico avesse un filo di dignita', ma semplicemente fosse di sinistra, qualcuno fra il pubblico si sarebbe dovuto alzare per ribattere che quello che aveva detto la Guzzanti era spazzatura che con la sinistra non c'entra un cazzo, come ha fatto a Londra la deputata laburista nera Diane Abbot - una che in Italia sarebbe sulle posizioni di Gino Strada - che ha condannato duramente i disordini, arrivando a invocare il coprifuoco per proteggere la comunita' nera dai saccheggi.
E invece niente: dopo due minuti di silenzio, si sono messi tutti ad applaudire e a belare supinamente la loro acefala e acritica approvazione alla benestante Pasionaria, Vittima del Sistema e della Censura.
Naturalmente ora mi si accusera' di odiare pregiudizialmente la sinistra, di essere fascista e bla bla bla, ma la realta' e' che io non odio la sinistra: tanto che alle prossime amministrative del mio borough ( distretto della capitale britannica) probabilmente votero' laburista. Il fatto e' che mi fa solo schifo la sinistra italiana e piuttosto che votare la sinistra della Guzzanti, infilo la pirla nel frullatore.
Con tutti gli orrendi difetti della sinistra inglese, quest'ultima vive infatti nel XXI secolo: in Inghilterra i giovani di sinistra discutono nel bene e nel male, a torto o a ragione, di tematiche del XXI secolo: in Italia i giovani di sinistra si iscrivono all'Anpi, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, vanno in Val di Susa a erigere la "Barricata Stalingrado" o pubblicano sui loro blog i canti delle mondine.
Mentre il mondo del XXI secolo cambia rapidamente, la sinistra italiana continua a blaterare di 25 aprile, partigggiani e Resistenza, o a giocare alla Rivoluzione d'Ottobre con i suoi Che Guevara in sedicesimo, microcefali e radical-chic che confondono nichilismo e criminalita' con poverta' e disagio sociale.
