Monday, 28 November 2011

Moriremo tutti per colpa dei sionisti


Il Medio Oriente e' l'applicazione piu' fedele della nota Legge di Murphy secondo cui, "Se qualcosa puo' andar male, sicuramente lo fara'."

Il Medio Oriente e' infatti un curioso miscuglio fra la Legge dei Grandi Numeri e il Necronomicon, per cui, un evento che in altri luoghi avrebbe una possibilita' infinitesimale di accadere, in Medio Oriente accadra', e generalmente, anzi sicuramente, in peggio.
Se per esempio un operaio che in Italia tira la cinghia e che per decenni ha giocato disperatamente alla lotteria senza mai vincere una cippa, e un fellah - il poverissimo contadino egiziano che muore letteralmente di fame - dovessero acquistare un biglietto della lotteria al Cairo e dallo stesso rivenditore, l'operaio diventerebbe milionario immediatamente.

L'esempio piu' recente della legge di Murphy del Medio Oriente e' il fenomeno delle Primavere Arabe, delle quali tuttavia ho gia' scritto in un altro post e sul quale non ritengo necessario soffermarmi ulteriormente.

Quello di cui volevo brevemente parlare in questo e in altri post successivi, e' la serie di casini che vedono coinvolti il "cattivo" per eccellenza del Medio Oriente, ossia Israele, contro il "buono" per antonomasia della regione, ovvero l'Iran, le "brillanti" operazioni neocoloniali della Nato in Libia, e lo scranno traballante dell'amicone di D'Alema: il presidente e macellaio  siriano, Bashar al-Assad, degno erede del suo papi e macellaio, Hafez Assad, leader e fondatore del partito nazionalsocialista siriano noto come Ba'ath.

"Yossarian?"

"E' ancora lei professore, vero?"

"Si' Yossarian: sono ancora io, il professor Aliprando Kraken-Valdobbiabene, ordinario di "Piagnistei Musulmani" e "Purezza dell'Islam Oppresso" all'Universita' di Tacoma ( WA, USA) e..."

"Mi perdoni  se la interrompo professore e mi permetta di congratularmi con lei: so che ha appena conseguito un dottorato in 'Stragi Fallaciane viste attraverso gli occhi dei Bambini di Gaza'."

"Lei mi lusinga Yossarian..."

"E' qui che si sbaglia professore: comunque vada avanti."

"Yossarian, mi deve scusare, ma paragonare il Partito Ba'ath al nazismo e' una grossolana, strumentale e ignobile falsificazione storica: lei non puo' chiamare il Ba'ath, un 'partito nazionalsocialista'. "

"Ha ragione professore: le va bene se lo chiamo una 'merda nazionalsocialista'?"

"Mi lasci protestare Yossarian perche'..."

"La lascio protestare volentieri, ma dopo: ora mi lasci finire e si tolga cortesemente dai coglioni."

Dunque andiamo avanti e cominciamo dalla tensione fra Israele e Iran sulla spinosa questione del nucleare iraniano e i suoi utilizzi di natura bellica.

La vulgata corrente fra i criceti ammaestrati che si nutrono di pane e occhi dei bambini di Gaza, vede Israele nella parte di uno stato militarista, imperialista e guerrafondaio che non perde occasione per provocare o attaccare i suoi pacifici vicini arabi.

In sostanza per il criceto, lo stato ebraico e' una sorta di gangster psicopatico, affetto da paranoia e manie di persecuzione che  si serve di qualunque pretesto o casus belli, per sventare minacce immaginarie tramite azioni militari ingiustificate.

Nel caso dell'Iran, il gangster sionista vuole impedire con la forza che la gloriosa et rivoluzionaria Repubblica Islamica dell'Iran si doti di un programma nucleare a scopi pacifici.

Il che se ci pensate e' abbastanza curioso, dal momento che chi difende a spada tratta il programma nucleare iraniano a "scopi pacifici", e' molto spesso la stessa gente che si batte per lo smantellamento degli arsenali nucleari occidentali, considera le centrali nucleari come " Opera del Demonio" e vota compatta contro il nucleare a ogni referendum in materia.

Ma non facciamoci distrarre dagli squittii che si levano in difesa degli oppressi e dell'Islam (che per i nostri gerbilli sono sinonimi), e veniamo al punto:

Israele e' veramente paranoico nei confronti dell'Iran?

Israele ha veramente dei motivi per temere il programma nucleare dell'Iran, o come pensano i criceti, si tratta solo dell'ennesima minaccia immaginaria a cui Israele reagira' con la forza, precipitando l'intero Medio Oriente e il mondo in un conflitto disastroso?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo innanzitutto prendere in considerazione i due elementi fondamentali dell'arte delle guerra, che dominano ogni operazione bellica: lo spazio e il tempo.

Si tratta di due elementi strettamente correlati di cui e' necessario tenere conto se si vuole intraprendere con una ragionevole probabilita' di successo, una azione militare su qualunque scala: dalla squadra, al gruppo di armate.

Se devo conquistare o difendere un territorio, dovro' avere una densita' di truppe sufficiente a coprire l'area in questione e schierate (tenendo conto della conformazione geografica) in modo da minimizzare e ottimizzare i tempi di manovra offensiva o reazione difensiva.

L'esempio piu' classico in tal senso e' il Fronte Orientale durante la Seconda Guerra Mondiale: all'inizio dell'Operazione Barbarossa, l'Armata Rossa che stava prendendo botte e gol dalle veloci formazioni corazzate della Wermacht, comincio' a fare quello che si fa sempre in questi casi: cedere spazio in cambio di tempo allo scopo di riorganizzarsi e passare al contrattacco. Una tattica che i russi hanno sempre utilizzato dai tempi di Napoleone, favoriti dall'enormita' dello spazio a loro disposizione e che ha sempre pagato.

Ora: Israele essendo uno stato molto piccolo e con barriere geografiche quasi inesistenti, si trova nella spiacevole condizione di essere a corto sia di uno, sia dell'altro.

Non a caso nel 1973, durante le fasi iniziali della Guerra del Kippur, l'esercito israeliano rinuncio' dopo diversi, sanguinosi e infruttuosi tentativi, a ricacciare gli egiziani dalla sponda orientale del canale di Suez, (che questi avevano attraversato e occupato con una brillante operazione militare), per concentrasi sulla minaccia piu' immediata rappresentata dai siriani che minacciavano di sfondare le posizioni fortificate delle Alture del Golan e dilagare in Galilea.

Questo perche', se tra gli egiziani e Tel Aviv c'era ancora l'intera penisola del Sinai occupata da Israele nel 1967, uno sfondamento sul Golan, avrebbe portato le divisioni corazzate siriane direttamente in Galilea e in territorio israeliano.
Che poi gli israeliani non sapessero che il piano egiziano non prevedesse una avanzata attraverso il Sinai, ma semplicemente di attestarsi a difesa sul Canale di Suez per sfiancare Tsahal, e' un'altra storia e soprattutto non e' l'argomento del post.

La mancanza di un buffer adeguato di spazio per assorbire un attacco nemico cedendo terreno in cambio di tempo, non e' solo un problema legato all'attivita' bellica convenzionale, ma diventa fondamentale nel caso di attacchi con armi non convenzionali come ad esempio quelle nucleari.

Ora: posto che a nessuno fa piacere prendersi una testata nucleare sulle gengive, se per ipotesi la Corea del Nord costruisse e lanciasse un missile nucleare da 1 megatone su Los Angeles radendola al suolo, le conseguenze per gli Stati Uniti  sarebbero estremamente gravi da un punto di vista economico, umano e ambientale.

Gravi, ma non irreparabilmente catastrofiche: dopo aver giustamente provveduto a trasformare la Corea del Nord in pulviscolo radioattivo, gli USA continuerebbero a esistere senza Los Angeles, perche' sono un paese molto grande e la perdita della metropoli californiana, pur rappresentando una ferita grave, non sarebbe mortale.


Tuttavia, se gli Stati Uniti fossero la California, l'annientamento di LA sarebbe probabilmente catastrofico in termini umani, materiali ed economici, in virtu' dell'estensione dei danni in rapporto alle dimensioni del paese, alla sua popolazione e alla sua economia.

E lo stesso vale per Israele che e' grande all'incirca come il Piemonte e che quindi non puo' permettersi di "incassare" nemmeno un attacco sferrato con una testata nucleare  che oggi definiremmo "tattica" come quella di Hiroshima, la cui potenza era di 18 kilotoni e, molto probabilmente, la stessa di una ipotetica testata nucleare iraniana (anche se e' piu' plausibile una potenza di 6-10 chilotoni come quelle nordcoreane, che ovviamente non sono da  1 megatone come nel mio esempio).

Una serie di attacchi multipli con 5-6 testate da 18 chilotoni su Israele, avrebbe lo stesso effetto in termini di danni materiali, umani ed economici di una serie di attacchi multipli sugli Stati Uniti con una trentina di testate da 1 megatone.

Perfino un solo attacco che annientasse Tel Aviv, potrebbe essere un disastro irreparabile per lo stato d'Israele, specie in termini di fall-out radioattivo sul resto del paese.

Ergo, gli israeliani, checche' ne dicano gli squittii dei criceti filoislamici, non sono affatto paranoici e hanno tutte le ragioni del mondo per essere seriamente preoccupati del proprio futuro nel caso che una potenza regionale ostile come l'Iran sviluppasse armi nucleari e i vettori per lanciarle.

Fra l'altro, nella sua esaltazione acefala  per l'eventuale "anniendamendo dell'obbressione sionisda sui boveri bambini di Gaza", il gerbillo filopalestinese e filoiraniano, dimentica che uno o piu' attacchi nucleari su Israele provocherebbero decine di migliaia di vittime anche fra gli arabo-israeliani e i palestinesi della West Bank e di Gaza, sia come effetto immediato, sia come effetto del fall-out radioattivo.

E noi non vogliamo che inizino a nascere bambini palestinesi a tre teste, perche' nel caso dei palestinesi, una testa di cazzo basta e avanza.

Sunday, 13 November 2011

Monti di merda


Non è un insulto allo stimato economista.

E' una previsione.

E ad uso e consumo di tutti quelli che nonostante il baccagliare festoso riescono comunque a sentire il *rumble* della valanga di guano in arrivo, ecco un logo da sfoggiare dove più vi aggrada. A scuorno di chi nel prossimo futuro magari non rimpiangerà Berlusconi. Ma le monetine che gli son state tirate, quelle è quasi certo.




Ed ecco il comodo bannerino da battaglia - XD

UPDATE: Ora anche con sfondo bianco per chi ha il blog con template scuro o decorato.



Thursday, 3 November 2011

Un imam non fa primavera


Le primavere arabe sono  l'apoteosi della ciclopica pirleria degli intellettuali filoislamici: ovvero la ciclopica banda di intellettuali pirla che ha sostituto Marx con il Corano: ovvero le stesse ciclopiche e dotte pirlate con le quali questi sapienti parameci hanno esaltato e giustificato ogni nefandezza comunista dagli anni 30 al crollo del Muro di Berlino.

Molti di questi intellettuali appartengono non a caso alla sinistra post-marxista; quella ossessionata dal relativismo, dalle "culture", dalle identita' etniche, dalla riscoperta delle religioni, dal politicamente corretto, dall'omeopatia, dall'ecologia, dai cibi biologici, dalle "sensibilita' che non si devono offendere" e da qualsiasi scemenza vagamente New Age.

La sinistra post-marxista e' in sostanza Lotta Continua guidata da Jovanotti.

Ad ogni modo, a partire dalla rivoluzione tunisina iniziata nel gennaio di quest'anno, mentre pareva che il Medio Oriente stesse diventando un luogo vivibile, Facebook si trasformava in un cesso invivibile.

Le solite legioni di invasati, ossessionati da "rivoluzzzzioni"  e "obbressi" hanno intasato il social network con:

A) Foto sul profilo di vari guru fondamentalisti  tipo Sayyd Qutb: un cialtrone che passa per raffinato intellettuale nei salotti filoislamici universitari, e la cui visione dell'Occidente equivale a quella dell'Islam di Borghezio. 
I suddetti guru sono invariabilmente ritratti con fiero cipiglio,  a mo' di monito per l'Occidente decadente che mantiene questi colti segaioli all'universita' e permette loro di giocare ai Fedayyn (non palestinesi: quelli di Hasan-i-Sabbah).

B) Frasi in arabo sul wall per sottolineare la loro appartenenza al circoletto carbonaro filoislamico e la nostra orribile 'gnuranza e decadenza, visto che per la gente normale quello e' appunto, arabo.

C) Lungimiranti, dotti e pallosissimi articoli con i quali ci spiegavano, insieme ai vari Repubblica, Manifesto, Unita' e una pletora di blog filoislamici, che le componenti integraliste e fondamentaliste presenti nelle varie rivoluzioni...

"Yossarian?"

"Si', che c'e', chi m'interrompe?"

"Yossarian, salve: sono il professor Aliprando Kraken-Valdobbiabene, ordinario di "Piagnistei Musulmani" e "Purezza dell'Islam Oppresso" all'universita' di  Tacoma (WA, USA) e devo sollevare una obiezione."

"Sollevi professore, sollevi."

"Yossarian, lei  non puo' gettare integralisti e fondamentalisti nello stesso calderone: questa e' crassa ignoranza islamofobica. Deve operare una distinzione perche' dire 'fondamentalista' e 'integralista', nell'Islam non e' la stessa cosa."

"Sono assolutamente d'accordo professore, operero' una distinzione: le va bene se dico  'merda fondamentalista' e 'merda integralista'?"

"Ma Yossarian, io..."

"Mi lasci continuare professore, altrimenti facciamo notte, anzi Le Mille e una Notte per restare in tema. E' contento ora? Le ho fatto anche la battutina scema."

Stavo dicendo: i suddetti intellettuali ci hanno tirato due maroni come l'Hindenburg (il ciclopico e inutile dirigibile che a differenza di questi intellettuali ebbe il buongusto di incendiarsi e esplodere) con la previsione secondo la quale i vari partiti fondamentalisti che protestavano nelle piazze insieme al pueblo, tipo Fratelli Musulmani in Egitto, erano in fondo dei partiti confessionali moderati come la DC, e che come la DC avrebbero fatto parte del nuovo ordinamento democratico, che a Rihanna sarebbe stato permesso di girare una versione islamica del video di  S&M all'Universita' del Cairo e a Burzum di fare un pellegrinaggio piu' concerto alla Mecca.

Naturalmente, tutte queste acute previsioni, come nel caso delle utopie comuniste delle varie Repubbliche Democratiche che spuntavano nel Terzo Mondo, si sono rivelate un colossale mucchio di sterco di cammello: i fondamentalisti hanno vinto le elezioni tunisine alimentando i dubbi e le paure dei settori laici e di sinistra della societa' tunisina, e in Egitto si sono alleati con l'esercito. Al Cairo hanno ricominciato a perseguitare la minoranza cristiana copta, a mettere in galera blogger e giornalisti e ovviamente a fare la voce grossa con Israele.

Ora: se questi dotti microcefali non avessero fette ideologiche sugli occhi spesse come la corazza frontale di un carro Tigre e non fossero ossessionati dalla "Purezza dell'Islam" cosi' com'erano patologicamente ossessionati dalla "Purezza del marxismo-leninismo", si sarebbero probabilmente posti qualche quesito.

Perche' mai, ad esempio, i Fratelli Musulmani avrebbero dovuto trasformarsi nella versione islamica della corrente dorotea della DC?

Sai che gli fregava ai Fratelli Musulmani di fare Lupo de Lupis, il lupo tanto buonino: l'influenza americana nell'area sta svanendo, vuoi per la politica di Obama, vuoi per le gravi difficolta' economiche che affliggono gli USA e l'emergenza di altre potenze in un mondo multipolare, e inoltre la loro organizzazione era presente in maniera capillare sul territorio, dove tramite le solite iniziative di solidarieta' e carita' islamiche - che i dotti microcefali chiamano welfare - si era guadagnata un sostanziale  appoggio da parte di un popolo la cui alfabetizzazione ufficiale e' del 66%.

Infine, come la classica ciliegina sulla torta di merda, i fratelli Musulmani hanno fatto chiaramente capire alla grande potenza della societa' egiziana, ossia l'esercito, che dopo la dipartita di Mubarak, non intendevano intaccare minimamente la sua posizione e i suoi privilegi in cambio del potere politico.

Bingo: il gioco e' fatto.

"Yossarian?"

"Professore: ancora lei?"

"Si', Yossarian e voglio elevare una vibrata protesta per il modo in cui lei ha banalizzato l'organizzazione fondata da Hasan-al-Banna: i Fratelli Musulmani.
Yossarian, lei e' un demagogo islamofobo che irride la profonda saggezza dell'Islam e la lotta di liberazione dall'oppressione coloniale e sionista che tanti di questi movimenti hanno rappresentato e che oggi si esprime tramite la causa di Hamas, di Hezbollah e..."

"Professor Aliprando Kraken-Valdobbiabene: mi scusi se la interrompo. Le piace Jovanotti?"

"Si', Yossarian: e' un giuovine di grande talento musicale con una grande sensibilita' multietnica. Trovo che sia l'espressione piu' compiuta del superamento di Marx da parte della sinistra e dell'apertura verso nuovi lidi spirituali e culturali."

"Lo immaginavo professore: quindi se le piace Jovanotti le piace anche la musica etnica, ergo anche il reggae: ora professore, una persona attenta come lei alle "contaminazioni culturali", saprebbe dirmi la caratteristica precipua del tempo reggae? Badi che son batterista  e certe cose le so."

"Ah ah: lei non m'inganna Yossarian:  il tempo reggae e' un tempo in levare."

"Bravo Professore; e allora faccia come il reggae e si levi dai coglioni, lei, l'Islam e Hasan-al-Banna."