Monday, 16 January 2012

Ideologie e liberta'


Da qualche tempo corre voce che io sia diventato un pericoloso bolscevico che vuole distruggere le belle famiglie italiane, l'economia di mercato, la proprieta' privata e la civilta' occidentale.

Devo ammettere che la cosa mi sorprende e mi rabbuia alquanto, dal momento che a partire dalla fine degli anni 70, ovvero quando ho capito  che Che Guevara era un coglione sopravvalutato e un catastrofico comandante militare e che i Ramones e von Clausewitz erano molto piu' stimolanti di Lenin (che pure Clausewitz lo studio' a fondo), mi sono sempre dedicato con metodica e feroce caparbieta' a devastarmi il fegato e a interessarmi di Storia e Storia militare, al fine di passare per un qualunquista, criptofascista e guerrafondaio.

Con ottimi risultati direi, alla luce degli insulti che ricevo via e-mail e nei commenti  con la stessa ottusa e monotona regolarita' di un mortaio da 81 millimetri della 352 divisione di fanteria della Wermacht che riversa proiettili sulla  spiaggia di Omaha il 6 giugno del 1944: tunf, tunf, tunf.

Commenti e e-mail che finiscono inevitabilemte nell'inceneritore protonico di cazzate, ovviamente scritti dalle manine salvifiche dei difensori degli oppressi "gondro il Nuovo Ordine Mondiale delle Muldinazionali", degli stracazzo di Bambini di Gaza e dei "boveri balesdinesi vittime dei sionisdi."

Ma ora tutto questo e' in pericolo: la mia reputazione di stronzo fascista e militarista vacilla, e all'improvviso mi ritrovo mio malgrado in un centro sociale durante un'assemblea del Collettivo per La Palestina Libera a cui partecipano Noam Chomsky, Naomi Klein e due docenti di gender studies membri di Occupy,  laureatisi con una tesi intitolata, "E Se William Shakespeare si fosse chiamato Roberta Shakespeare e fosse stato gay, musulmano e negro?"

Il motivo? Be' e' semplice: siccome non sopporto le ideologie, ho cominciato a sparare a zero - specie su Facebook - su quella incomparabile Cascata del Niagara di letame reazionario ed egoista delle nuove destre libertarie americane e inglesi ( in Inghilterra sono al governo) che esattamente come i nefasti comunisti, hanno una serie di mefitici dogmi, dottrine, utopie e Culti della Personalita': questi ultimi si celebrano (in maniera rigorosamente individuale perche' per un libertario piu' di due persone che fanno qualcosa insieme  sono un Soviet che vuole distruggere la liberta' e l'economia di mercato), dicevo, si celebrano sui Testi Sacri di Milton Friedman, Ron Paul, Fredrich von Hayek, Murray Rothbard, e per finire il loro Gino Strada: una sbroccata  che esaltava la "assoluta mancanza di istinto sociale" di un serial killer pedofilo a nome William Edward Hickmann, sul quale modello' i personaggi dei libri illeggibili che scriveva, ovvero Ayn Rand (disse anche piena d'ammirazione per Hickmann "gli altri non esistono per lui, e non vede perche' dovrebbero").

La verita' signori e' molto semplice: i libertari sono nell'immaginario collettivo e non solo della destra, esattamente come i palestinesi per la sinistra: una "vacca sacra" intoccabile.

I libertari si sono costruiti un'immagine assolutamente fittizia di Paladini delle Liberta' Individuali, della meritocrazia e della libera impresa contro i soprusi dello Stato e della collettivita', quando in realta' sono adepti di una ideologia estrema che al posto dell'abominevole "Stato Etico" fascista, nazista o comunista, responsabile nel secolo scorso di uno tsunami di merda e sangue, vorrebbe istituire il "Mercato Etico", in cui, al posto dello stato stalinista, sono l'interesse individuale e il Mercato ad assumere rispettivamente il ruolo di norma etica e fonte di liberta'.

Va da se', che se avessero qualcosa nel cervello, oltre al vuoto pneumatico e alle scemenze di Ayn Rand o Ron Paul, si accorgerebbero come si accorge un caparbio individualista come il sottoscritto, che questo tipo di societa' non fa che sostituire la Dittatura della Collettivita' con la Tirannia dell'Individuo e che in entrambi i casi il risultato e' la distruzione dell'individuo.

E guai a criticarli, guai a mettere in dubbio il Verbo della Scuola Austriaca o peggio che mai a prendere le parti di un lavoratore o di un servizio pubblico:  il libertario o chi per esso, parte strillando come un tacchino impazzito, "Comunista! Non hai voglia di lavorare! Vuoi vivere di Welfare! Vuoi abolire la proprieta' privata! Orrore, orrore!", proprio come farebbe il classico cerebroleso di sinistra quando gli spieghi che privatizzare un servizio forse lo farebbe funzionare meglio e abbasserebbe i costi all'utente, che gli imprenditori, non sono "padroni", ma semplici imprenditori, o che uno sciopero e' sbagliato e i sindacati si stanno comportando da teste di cazzo.

Ora, se io sono "comunista" perche' secondo me uno come Newt Gingrich che vuole reintrodurre il lavoro minorile in nome del "libero mercato", e' un emerito bastardo, bene, allora sono Pol Pot e mi va benissimo.

E invece no, non mi va affatto bene perche'  Pol Pot era una merda umana e vorrei evitare  di sentirmi dare del "comunista" con la stessa meccanica stupidita' con cui mi danno del "fascista", quindi mi premeva spiegarvi un paio di cose circa le nuove destre libertarie, specie quelle USA e britanniche, il cui vero problema e' che stanno alla destra liberale come i Khmer Rossi stanno a un partito socialdemocratico.

 Libertari, Tea Party e  conservatori inglesi della Big Society, sono infatti una ideologia come nazismo, comunismo e fascismo, e con queste ideologie totalitarie, nonostante tutto l'infernale baccano che mettono in piazza a difesa delle liberta' individuali e le sdegnate smorfie di disgusto che sicuramente faranno i libertari che leggeranno il post, condividono diverse analogie che passo a illustrare citando Hannah Arendt:

"Le ideologie sono " ismi " che per la soddisfazione dei loro aderenti possono spiegare ogni cosa e ogni avvenimento facendoli derivare da una singola premessa".

Questo si traduce per il libertario nella "premessa" di  Ayn Rand: "What is good for me is right ("cio' che e' buono per me e' giusto"), o ancor meglio nella fede cieca e dogmatica che i libertari ripongono in economia nel "privato", contrapposto al "pubblico" causa di tutti i mali.

Ora, "privato" e "pubblico"  in realta' possono funzionare o no per tanti vari motivi, premesso che il "privato" non sia un'associazione dedita allo sfruttamento rapace e sistematico come Compagnia delle Indie Orientali e il "pubblico" l'Unione Sovietica: tuttavia per gente come Ron Paul e i suoi seguaci, il "privato" funziona perche' e' "privato " e unicamente in virtu' della logica inerente all'idea di "privato".

Poco importa che ad esempio le ferrovie private americane funzionino generalmente bene fornendo un buon servizio a un buon prezzo, mentre il servizio delle ferrovie privatizzate britanniche fa cagare salamandre e sono probabilmente le piu' care del mondo: chi le ha privatizzate ( i conservatori nel 1993) lo ha fatto seguendo una premessa ideologica: e' "privato", ergo deve funzionare; proprio come la premessa ideologica di chi seguiva il diktat dei piani quinquennali: devono funzionare perche' e' lo "stato buono", liberato dalle "grinfie rapaci dei capitalisti" che fa le scelte economiche e decide l'allocazione delle risorse.

In questo, i libertari  mostrano un'altra singolare caratteristica delle ideologie: la concezione della realta' come logica puramente dialettica: un mondo fittizio in cui non c'e' spazio per l'esperienza.

Se ad esempio un settore del "privato" falisce spettacolarmente e l'economia va a rotoli, non e' la realta' che contraddice  la "premessa" secondo cui il "privato" e' infallibile ( andrebbe magari cambiato qualcosa per assicurarsi un "privato" e una economia efficienti) : e' la realta' che e' sbagliata perche' e' colpa dei comunisti, del troppo stato, della gente che non lavora abbastanza, del Welfare State, dei disoccupati che prendono il sussidio o delle mamme single.

Questa serie di imbecillita' degne del "nemico interno" dei regimi marxisti-leninisti che fa fallire "il glorioso cammino della Rivoluzione Socialista", non me la sono inventata: e' quello che va ripetendo da quando e' andato al governo circa la crisi economica innescata dal crollo di Lehman Brothers, il Cancelliere dello Scacchiere (Ministro per l'Economia) George Osborne in Inghilterra : un cinocefalo libertario con la testa piena di cibo per cani (marca Ron Paul, per l'elegante levriero individualista etoniano che corre libero nei  verdi campi della libera impresa e che non deve riportare il bastone al padrone comunista) che recentemente ci ha regalato una perla del pensiero economico neoliberista-animista, quando un'eminente testa d'uovo del suo think thank gli ha suggerito su imbeccata del Baron Samedi che "un'abbondante nevicata  potrebbe salvare l'Inghilterra da una ricaduta nella recessione".

La nota finale non puo' che occuparsi dell'ultima e piu' sinistra analogia dei libertari coi vari " ismi" di cui parla la Harendt: l'utilizzo di slogan propagandistici che vogliono dire tutto e niente e che nella loro imperativa e categorica vacuita', lasciano spazio a qualsiasi interpretazione, fornendo a chi se ne serve uno strumento indispensabile per giustificare qualunque abominio.

E' un classico ricorrente di tanti crimini di guerra e contro l'umanita': se volete assicurarvi che l'individuo agisca come la massa utilizzando gli odi e le idiosincrasie tipiche delle "maggioranze silenziose", date un ordine o uno slogan vago che possa venir interpretato a piacimento.

Prendiamo come esempio lo slogan che campeggia sul sito del Movimento Libertario Italiano, che, va detto dal momento che io rifiuto gli approcci ideologici, ospita anche cose interessanti.

Dice il suddetto: "La proprieta' e' un diritto naturale, le tasse sono un furto": lasciamo perdere le tasse per non allungare il brodo e concentriamoci sulla prima affermazione.

Vedo gia' la vostra smorfietta di sbieco e gli occhi al cielo: "Allora e' vero: Yossarian e' diventato comunista e ora ci elargisce un pippone catartico sulle nequizie della proprieta' privata".

Calmate gli indignati spiriti: l'indignazione lasciatela ai fessi anticapitalisti da operetta di Occupy e seguitemi.

Prendiamo due tipi di "proprieta' ": quella di un classico self-made man come il celeberrimo Richard Branson di Virgin ( mi garba un sacco ed e' anche il mio internet provider) che si e' costruito un impero economico  con il proverbiale sudore della fronte, visto che ha iniziato vendendo dischi per corrispondenza all'epoca in cui c'era ancora il vinile e quella cacca di cammello del Prog-Rock, e quella di George Fitzpatrick, immaginario proprietario di una piantagione di cotone e di 350 schiavi negri nell'Alabama del 1860.

Partendo dalla  premessa che  "la proprieta' e' un diritto naturale" possiamo affermare che Branson e Fitzpatrick (che si scopa le negre perche' la moglie e' una figa di legno che si pasce di scemenze saccariniche tipo "Little Eva: the Flower of the South" di Philip J Cozans) hanno lo stesso "diritto naturale alla proprieta' "?

Temo di no, ladies & gentlemen, perche' senza addentrarci in complesse e farraginose disquisizioni di natura giuridica e filosofica possiamo ricorrere a due articoli della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo che in forme diverse sono la base del diritto di proprieta' dei paesi civili:

A) Il diritto di proprietà è limitato dall'obbligo di rispettare i diritti altrui
B) Esso non può pregiudicare né la sicurezza,né la libertà, né la proprietà dei nostri simili.

Branson ha quindi pieno diritto di godersi i quattrini della sua "proprieta' " perche' non ha violato nessuno di questi principi elementari, mentre Fitzpatrick non ha alcun cazzo di "diritto" di appropriarsi della liberta' e soprattutto della persona fisica dei suoi schiavi.

Senza questa distinzione e appoggiandosi unicamente a uno slogan vago e fumoso, in una ipotetica societa' libertaria chiunque potrebbe fare qualunque cosa in nome del "diritto naturale alla proprieta',  come ad esempio comprare vostra sorella e costringerla a sposare Borghezio per il gusto di farlo, o se siete gay, imporvi di fare coppia con Nichi Vendola adottando Justin Bieber.

Fra l'altro, e' curioso osservare come proprio nel Giardin dell'Eden di neoliberisti e libertari, ossia gli USA, la vexata quaestio di cosa sia la "proprieta' privata" non sia mai stata definita con esattezza nemeno dalla Costituzione e nemmeno fra i Padri Fondatori: per James Madison il governo si istituiva a protezione della proprieta', mentre per Thomas Jefferson e Benjamin Franklin la proprieta' era un concetto definito socialmente.

Ma non divaghiamo e anzi continuate a seguirmi perche' ora saltiamo dalla parte opposta della barricata ideologica, ovvero nel campo degli "antimperialisti", dei "proletari' e "difensori degli oppressi" che per tutti gli anni 70 hanno sfondato i coglioni al sottoscritto a a tanti  altri con uno slogan becero, nefasto e talpino in nome del quale la gente finiva in Siberia se era fortunata, o nei Killing Fields cambogiani in caso contrario:

La proprieta' e' un furto.

Prendiamo ancora Branson e Fitzpatrick: e' chiaro che nel caso del miliardario inglese non c'e' nessun furto, mentre per il latifondista del sud degli Stati Uniti quella proprieta' lo e', perche' si e' impadronito di una proprieta' inviolabile: la liberta' della persona.

Tuttavia in nome di quella stessa vaghezza che offre la possibilita' di interpretare come cazzo si vuole uno slogan idiota, senza operare distinzioni, c'era gente che nella Cambogia dei Khmer Rossi finiva al muro perche' possedeva un paio di occhiali, o se era un kulako molto fortunato, in Siberia, perche' aveva qualche acro di terra.

La verita' e' che in entrambi i casi, sia lo slogan libertario, sia quello comunista, dicono tutto e niente, e a casa mia quando qualcuno enuncia un postulato che vuol dire tutto e niente, il postulato si elide automaticamente e per dirla in soldoni, non significa un cazzo ed e' semplice aria fritta: ideologia appunto.

Se la politica e' una droga, l'ideologia e' il crack delle menti deboli: costa poco, fa effetto subito e bisogna assumerne dosi sempre maggiori perche' il down e' devastante.

29 comments:

Kulturame said...

Chiedo scusa per la comunicazione di servizio ad usum porci affaracci miei, ma Splinder chiude. Se mi aggiornate il link mi fate felice.

http://kulturame.blogspot.com/

Grazie

Anonymous said...

""What is good for me is right ("cio' che e' buono per me e' giusto"):
Guarda Yoss, questa stessa identica frase è la base del pensiero (e dottrina) di un illustre (si fa per dire) personaggio: Lafayette Ron Hubbard.
Incredibile vero come certew cose alla fine appaiano ;)))


cthi

longinous said...

E pensare che basterebbe una virgola.
"What is good, for me is right" :)

Attila said...

Una domanda prima di tutto Yoss: ma durante una delle assemblee del kollettivo, hai almeno toccato il culo a Naomi Klein?

Prometto di non dire niente a Rachel, giurin giuretto!

Per il sottoscritto, bastardo individualista del cazzo servo delle Multinazionali, ogni estremismo è una merda, che sia da una parte o dall'altra e no, non penso che si debba scegliere tra estremismi, perchè alla fin fine, tutti diventano "idee pure" e le idee pure diventano inferni per gli esseri umani che non sono "puri", per fortuna.

Cordialità

Attila

W. said...

"Ora, "privato" e "pubblico" in realta' possono funzionare o no per tanti vari motivi, premesso che il "privato" non sia un'associazione dedita allo sfruttamento rapace e sistematico come Compagnia delle Indie Orientali e il "pubblico" l'Unione Sovietica: tuttavia per gente come Ron Paul e i suoi seguaci, il "privato" funziona perche' e' "privato " e unicamente in virtu' della logica inerente all'idea di "privato".

Poco importa che ad esempio le ferrovie private americane funzionino generalmente bene fornendo un buon servizio a un buon prezzo, mentre il servizio delle ferrovie privatizzate britanniche fa cagare salamandre e sono probabilmente le piu' care del mondo: chi le ha privatizzate ( i conservatori nel 1993) lo ha fatto seguendo una premessa ideologica: e' "privato", ergo deve funzionare; proprio come la premessa ideologica di chi seguiva il diktat dei piani quinquennali: devono funzionare perche' e' lo "stato buono", liberato dalle "grinfie rapaci dei capitalisti" che fa le scelte economiche e decide l'allocazione delle risorse.

In questo, i libertari mostrano un'altra singolare caratteristica delle ideologie: la concezione della realta' come logica puramente dialettica: un mondo fittizio in cui non c'e' spazio per l'esperienza.

Se ad esempio un settore del "privato" falisce spettacolarmente e l'economia va a rotoli, non e' la realta' che contraddice la "premessa" secondo cui il "privato" e' infallibile ( andrebbe magari cambiato qualcosa per assicurarsi un "privato" e una economia efficienti) : e' la realta' che e' sbagliata perche' e' colpa dei comunisti, del troppo stato, della gente che non lavora abbastanza, del Welfare State, dei disoccupati che prendono il sussidio o delle mamme single.

Questa serie di imbecillita' degne del "nemico interno" dei regimi marxisti-leninisti che fa fallire "il glorioso cammino della Rivoluzione Socialista", non me la sono inventata"

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Per non arrivare a elaborare questi semplici ragionamenti bisogna avere le fette di salame sugli occhi. Oppure essere degli ultras della politica.

Che poi dico, è così bello respirare l'aria pura della storia uscendo da questa palude di schemi mentali vecchi e di una puzza asfissiante.

E, senza voler essere troppo altisonante, credo che quando i libertari aprono bocca si rivoltino nella tomba tutti gli statisti delle grandi società del passato.

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l'ideologia e' il crack delle menti deboli: costa poco, fa effetto subito e bisogna assumerne dosi sempre maggiori perche' il down e' devastante.

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Sulla politica in generale non so, di sicuro l'analogia col crack è calzante di brutto. :)

shevathas said...

Temo di no, ladies & gentlemen, (...) due articoli della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo che in forme diverse sono la base del diritto di proprieta' dei paesi civili:

In effetti ogni diritto presuppone sempre due doveri: il dovere di permettere anche agli altri di godere di tale diritto e il dovere di non abusarne, e tali doveri sono esplicitati nei punti A e B successivamente citati.
Peccato che ai paladini dei diritti, siano quelli dei turboliberalcapitalisti e/o quelli dei boboli obbressi, questo semplice concetto non sia chiaro.

Per il resto trovo che il sostituire alla realtà la visione di quest'ultima attraverso le lenti dell'ideologia sia sempre un errore decisamente grave e che apre la porta a molte rogne.

Kwartz said...

Bellerrimo, ci voleva!
Finisce dritto dritto sul mio tumblr per la disinfestazione dai libertariani.

Però c'è un punto alquanto discutibile, ovvero i commenti gratuiti sul prog, ma sono signore e non rispondo :P

noVeg said...

Ho appreso che Ron Paul è candidato alla presidenza USA (anche se siamo alle primarie). Da wikipedia leggo alcune sue posizioni tra cui:
-cancellazione di ogni tassazione sul reddito e un taglio radicale delle spese militari
- è favorevole a ritornare al sistema aureo
-abolire la caratteristica del dollaro ... di essere unica divisa ufficiale statunitense ... e permettere a privati ed enti di emettere loro valuta

Adesso non so valutare se sarebbe positivo o negativo per noi europei un presidente usa che causerebbe, con queste riforme, il tracollo statiunitense...

Che aria tira in GB?

Minkia Mouse said...

Cazzo, Naomi Klein, 10 anni fa comprai NOLOGO e mi piacque, lo dovrei leggere ora e capire cosa ha senso o no.

Detto questo, Yoss, gran bell'articolo. Spero non ti scoccino i commenti con solo parole d'elogio, perché non saprei che altro dire se non: "questo articolo spacca il culo".

Yossarian said...

@Kulturame

Provvedero' immantinente. :-)


@cthi

E be', il fondatore di Scientology se non erro: mica pizza e fichi.

;-)


@Longinous

"What is good, for me is right" :)

Guarda, standing ovation. :-)


@Attila

perchè alla fin fine, tutti diventano "idee pure" e le idee pure diventano inferni per gli esseri umani che non sono "puri", per fortuna.

Dato che anch'io lavoro per una Multinazionale Bastarda, svizzera e per di piu' del settore lusso, non posso che concordare.



@W

E, senza voler essere troppo altisonante, credo che quando i libertari aprono bocca si rivoltino nella tomba tutti gli statisti delle grandi società del passato.

I libertari sono come i Khmer Rossi. Sono pazzi e pericolosi.


@Shevathas

Per il resto trovo che il sostituire alla realtà la visione di quest'ultima attraverso le lenti dell'ideologia sia sempre un errore decisamente grave e che apre la porta a molte rogne.


Esatto: inoltre l'ideologia come spiega la Harendt comporta l'indiscutibile vantaggio di poter plasmare la realta'all'insaputa della realta', e questo significa cazzi per noi che viviamo nella realta'.


@Kwartz

Bellerrimo, ci voleva!
Finisce dritto dritto sul mio tumblr per la disinfestazione dai libertariani.


I libertari sono infatti un'erbaccia maligna, come i comunisti e i fascisti.

Sul prog-rock, invoco il de gustibus..

:-)


@No Veg

Adesso non so valutare se sarebbe positivo o negativo per noi europei un presidente usa che causerebbe, con queste riforme, il tracollo statiunitense...

Che aria tira in GB?



Ron Paul e' fuori di testa e distruggerebbe veramente gli USA. A questo punto, dovendo scegliere fra due mali, meglio Mitt Romney.

In GB che aria tira? In GB i pazzi sono al governo e tira un'aria pesantissima.

Questi Tories non sono quelli della Thatcher, questi sono imbevuti di ideologia libertaria e del peggior neoliberismo.

Io non sono di sinistra, ma francamente voterei laburista in questo momento, solo che i laburisti come sempre accade con le sinistre hanno grosse rogne interne.



@Minkia Mouse

Cazzo, Naomi Klein, 10 anni fa comprai NOLOGO e mi piacque, lo dovrei leggere ora e capire cosa ha senso o no.


Guarda, fuori dai denti: la Klein non ha tutti i torti, cosi' come i no global avevano effettivamente ragione a dire che questo tipo di globalizzazione era un pacco, ma come spesso accade coi "militanti", le ragioni vengono diluite in un mare di ideologia moralista e foriera di altri regimi.

Minkia Mouse said...

@Yoss
ma infatti ero convinto che se mi era piaciuto qualche contenuto lo doveva avere, ero un po' pischello all'epoca, ma mica troppo! :)

Comunque appena ho un po' di tempo, lo ripesco.

Augusto said...

Evabbé, ripeteró quanto giá scritto da altri.
Ideologie e fedi (assimilabili) sono sempre delle droghe dannosissime e mortali.
Peccato che la maggioranza degli umani non riesca a vivere senza almeno una di queste.
Porse perché senza ideologia o fede sei costretto a debukare la vita giorno per giorno.

SCIUSCIA said...

Gombloddo!!!!11!1 Yossarian gomunista!!!!1!1!!11!2!

Wellington said...

Grazie!

barbara said...

A proposito di Branson e Virgin, hai visto questo?
http://elderofziyon.blogspot.com/2011/12/virgin-megastore-recommends-mein-kampf.html

(PS: guarda, ti voglio talmente bene che tutto potrei perdonarti, ma citare Hanna Arendt come se fosse una che ha qualcosa da dire, supera davvero le mie forze)

Kulturame said...

Grazie Yossarian!

Zio Effe said...

Li mortacci tua quanto sei inteligente.

Zio Effe said...

Ah, ho capito, sei un casopaund. Sei la maggioranza pacifica di casseri. Grazie a Dio a me mi fanno schifo tutti, non sono criptouncazzo.

Yossarian said...

@Zio Effe

Li mortacci tua quanto sei inteligente.

Hai visto?


Ah, ho capito, sei un casopaund. Sei la maggioranza pacifica di casseri.

Si' si' bravo: hai proprio capito. Mi sa che capire e' il tuo cavallo di battaglia.



@Kulturame & Wellington

Dovere.

:-)




@barbara

Ommadonna, non la sapevo questa di Virgin, grazie del link.

ma citare Hanna Arendt come se fosse una che ha qualcosa da dire, supera davvero le mie forze

Be', la sua analisi dell'ideologia l'ho sempre trovata molto acuta: probabilmente la migliore. Che poi la Harendt sia diventata inflazionatissima e' vero, cosi' come sono opinabili tante cose che ha detto e scritto, ma in questo caso credo che la citazione ci stia tutta.

@Sciuscia

Comunista e sindacalista.

:-D

Neurocoso said...

"Virgin Megastore recommends "Mein Kampf".

Agli arabi.

LOL!

Scusa Yoss, ma non mi sono trattenuto :D

E comunque, sei un maladetto criptokomunifassisosialistaenonsoghealtroperchénonholeargomentazionivalidepercontrattaccaremanonvoglioammetterloperquestofrigno. u_u

barbara said...

Sai, il problema non è che sia inflazionata o che qualche sua affermazione non sia condivisibile. Il problema è che stiamo parlando di una che mentre la sua gente veniva perseguitata si faceva sbattere da un nazista. Che mentre la sua gente veniva sterminata se ne stava comodamente col culo al caldo. Che quando tutto è finito si è sentita in diritto di montare in cattedra e puntare il dito accusatore sui presidenti dei consigli ebraici istituiti dai nazisti nei ghetti, che secondo il suo autorevole giudizio si erano comportati da vigliacchi. Che al processo Eichmann aveva come unica preoccupazione che Israele strumentalizzasse la Shoah per i suoi loschissimi fini. Beh, una così non ha il diritto di parlare neanche per dire che fuori fa freddo quando fuori ci sono settemila gradi sotto zero. Dixi.

barbara said...

Ecco, guarda un po' qua:
http://elderofziyon.blogspot.com/2012/01/godmother-of-todays-jewish-defamers-of.html

restodelmondo said...

Barbara: Non sono d'accordo. Per me se qualcuno "ci prende" non vedo perché non usarne l'intuizione. Poi magari si condanna il resto.

Yossarian said...

@Barbara

Guarda, sono d'accordo con te: sappiamo tutti che la Harendt non e' esattamente un modello di coerenza e virtu', vedi la sua storia con Heidegger, tuttavia i modelli di virtu' e coerenza sono tipici delle societa' dominate dallo NSDAP o dal PCUS.

Tendo a concordare con Restodelmondo: quando parla di ideologia, la Harendt dice cose assai intelligenti.

A me personalmente interessa la definizione dell'ideologia e quella della Harendt e' la migliore.

Ayn Rand, ebrea anch'essa, ha condotto una vita coerente con le sue opere e onestamente la disprezzo.

barbara said...

Ah, era anche ebrea oltre ad avere quella faccia da carciofo? Ma allora le aveva proprio tutte poverina! Di quella comunque non ho mai letto niente perché quando una ha una faccia così non riesco proprio ad avvicinarmici, anzi, non so neppure che cosa abbia fatto. Sarebbe come ascoltare una conferenza da Rosa Russo Jervolino.

barbara said...

Ah, era anche ebrea oltre ad avere quella faccia da carciofo? Allora le aveva proprio tutte, poverina! Di quella comunque non ho letto niente, anzi, non so neanche che cosa abbia fatto, perché a una con una faccia così non riesco proprio ad avvicinarmi. Sarebbe come ascoltare una conferenza da Rosa Russo Jervolino.

itto ogami said...

yos, posso dire dire che tu stai semplicemente sul cazzo alle pecore di qualsiasi colore credono di essere?
le pecore rimangono pecore, anche se rosse o nere o a pois. l'indipendenza di giudizio dà fastidio, a chi non ne ha.

Zio Effe said...

Comunque non è buona educazione rispondere ai coglioni come me.
Te lo do come consiglio.
I miei consigli valgono 5 euro l'uno.

astrolabio said...

mah, ogni tanto capito su internet e mi imbatto su qualcosa che scrivi yossarian, e ogni volta c'hai qualcosa da dire contro i libertari che ti stanno proprio sul cazzo sul cazzo ma non argomenti mai bene il perchè e il percome aldilà di dire che in una società libertaria ci sono i bambini poveri (ma anche nei paesi comunisti sembri voler precisare, il problema sono gli estremi e basta votare DC :-) ) che ayn rand era una pazza (vero infatti odiava i libertari, sì hai capito bene Ayn Rand odiava i libertari, forse è il caso di ripeterlo un'altra volta ayn rand odiava i libertari) e in tutto questo ci mescoli il santorum (doppio senso voluto) che non c'entra nulla con il libertarismo e con i libertari che lo odiano. si aggiunga qualche altro argomento da straw man tipo dire che la crisi è causata dai poveri (un libertario di estrazione austriaca ti direbbe che è stata causata dai tassi di interesse sul denaro che erano troppo bassi e hanno provocato una bolla immobiliare, te lo avrebbe detto anche nel 2007, prima della crisi).

cioè, magari prima di criticare così alacremente dovresti informarti, non è che uno si deve per forza informare sul tutto prima di farsi andare andare sulle palle qualcosa, però insomma io non farei post livorosi e continui contro un film che non ho mai visto, quantomeno s eproprio decido che quello è IL NEMICO prima mi informo, quindi potresti lasciara perdere quella matta di ayn rand e leggerti il libro di david friedman che è pure gratis online, oppure walter block , robert murphy, robert nozick, rothbard, bastiat, etienne de la boetie, hans herman hoppe, stephan kinsella, vernon vinge ecc.. ecc...

(puoi anche seguire il blog dove scrivo ogni tanto libertarianation.org e commentare sui post, a parte i troll i commenti sono tutti bene accetti.