Tuesday, 17 July 2012

La Storia di un meme internettiano: lo sclero di Hitler, Steiner e Fegelein


Il video di Adolf Hitler che cazzia ferocemente i suoi generali all'interno del Führerbunker durante l'assedio di Berlino nell'aprile del 1945, e' senza dubbio uno dei "meme" piu' famosi di internet ed e' tratto dal film "La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler" del regista tedesco Olivier Hirschbiegel.

La pellicola, con uno stupefacente Bruno Ganz nei panni di Adolf Hitler, e' una fedele e dettagliatissima ricostruzione storica degli ultimi giorni del Terzo Reich, basata su numerose testimonianze dell'epoca, fra le quali quella di Traudl Junge, la segretaria del Führer.

La parodia che abbiamo visto in tutte le salse su You Tube - compresa una versione israeliana sottotitolata in ebraico nella quale Hitler si lamenta della mancanza di parcheggi a Tel Aviv - e' basata sul classico meccanismo del "tormentone" o del "meme", dove, senza bisogno di scomodare l'etologo Richard Dawkins, un meccanismo ripetitivo funge da canovaccio per una interpretazione ogni volta diversa.

Un po' come il pentagramma di uno spartito fornisce la struttura sulla quale viene poi sviluppata la musica.

Nella fattispecie, assistiamo al consueto briefing pomeridiano dell'OKW (Oberkommando der Wermacht, Alto Comando delle Forze Armate) in cui un Hitler visibilmente stanco viene aggiornato sulla situazione militare intorno a Berlino, che ovviamente e' tutt'altro che rosea. Alla fine del briefing, Hitler replica laconicamente che l'intervento di Steiner raddrizzera' la situazione e respingera' i sovietici. I generali si guardano terrorizzati, uno di loro si fa coraggio e comunica al Führer che Steiner non arrivera' mai perche' e' a corto di uomini.

E a quel punto dopo una breve pausa carica di tensione in cui Hitler si toglie gli occhiali con mano tremante (pare ormai assodato che soffrisse del Morbo di Parkinson), parte lo sclero del Führer in un crescendo wagneriano e isterico di insulti e accuse di tradimento ai presenti.

Ora, come ho spiegato in apertura del post, tutto quello che si vede e si sente in quella scena e' vero e documentato, ma siccome non tutti hanno visto il film e chi lo ha visto potrebbe non conoscere la storia dietro a quella scenata isterica che rischia di passare per una delle tante scenate di Hitler, mi sono permesso di "contestualizzare" (ammazza, so' fico e intellettuale) quel video nello scenario piu' ampio degli ultimi giorni del Terzo Reich per raccontarvi la storia di quello sclero, del misterioso Steiner invocato da Hitler e, in chiusura del post, dell'altra parodia  dove Hitler invoca istericamente il nome di Fegelein.

Si tratta infatti di uno sclero molto particolare e significativo dal punto di vista storico, perche' dopo quella scenata, avvenuta il 22 aprile del 1945 (due giorni dopo il suo cinquantaseiesimo compleanno), Hitler ammise pubblicamente per la prima volta che la guerra era perduta e decise di restare a Berlino e di suicidarsi pur di non cadere in mano ai Russi o fare la fine di Mussolini.

Nota: nel post parlero' di OKW (Oberkommando der Wermacht, Alto Comando delle Forze Armate) e OKH ( Oberkommando des Heeres, Alto Comando dell'Esercito)  i due alti comandi delle forze armate del Terzo Reich.

Perche' due alti comandi? Perche' sulla carta l'OKW avrebbe dovuto fornire le direttive strategiche all'OKH, ma in realta' Hitler creo' l'OKW nel 1938 al posto del Ministero della Guerra, per esercitare un controllo politico sul potente "Großer Generalstab" ( Stato Maggiore Generale) che dal 1814 fu il "sistema nervoso" dell'efficientissima e meritocratica macchina da guerra prima prussiana e poi tedesca.


E come tutti i "doppioni" in una catena di comando, questa duplice gestione non fece che complicare le cose: immaginate una azienda dove il controllo viene esercitato dal Consiglio d'Amministrazione e sopra questo, da un "Consiglio del Consiglio d'Amministrazione": in sostanza, un casino.


Berlino, 21 aprile 1945.

Dopo un inizio disastroso il 16 aprile sulle Alture Seelow, l'offensiva finale sovietica aveva scardinato le difese tedesche e l'Armata Rossa si apprestava a circondare e conquistare Berlino.

Stalin aveva affidato l'operazione  a tre "Fronti" (l'equivalente sovietico dei Gruppi d'Armata) che da nord a sud comprendevano:

il Secondo Fronte Bielorusso al comando del geniale, bello, colto ed estimatore del fascino femminile Konstantin Rokossovsky, il polacco torturato da Stalin durante le purghe del 1936 ( perse nove denti, ebbe tre costole fratturate, le dita dei piedi spappolate e gli furono strappate le unghie delle dita), ma in seguito riabilitato in virtu' delle sue indiscutibili capacita' militari.


Rokossovsky

Il Primo Fronte Bielorusso, al comando di Georgy Konstantinovich Zhukov, probabilmente uno dei piu' grandi leader militari di tutti i tempi, di cui Stalin era mostruosamente invidioso. Come ricompensa per aver salvato l'Unione Sovietica davanti a Mosca nel 1941 e aver conquistato Berlino nel 1945, fu esiliato da Stalin  che lo esautoro' dal comando supremo dell'Armata Rossa e lo spedi' sul Mar Nero, in qualita' di comandante del distretto militare di Odessa: un po' come se un brillante capitano dei carabinieri venisse inviato a comandare una stazione dei CC nel Gennargentu.


 Zhukov

Il Primo Fronte Ucraino, al comando di Ivan Konev, uomo di umilissime origini e ignorante come una piastrella, soldato brutale e spietato (fu lui a reprimere la rivolta d'Ungheria nel 1956), ma assai carismatico e intelligente.


Konev

 In totale, 2.550.000 uomini con 6250 tank e cannoni d'assalto, 41.600 pezzi d'artiglieria e 7500 aeroplani, contrapposti alla Wermacht, o quel che ne restava, che, sempre da nord a sud schierava:

il Gruppo Armate Vistola comandato dall'ottimo Gotthard Heinrici, il Gruppo Armate Centro di  Ferdinand Schörner e infine il comandante della guarnigione di Berlino, Hellmuth Reymann, per un totale di 766.750 uomini, 1519 fra tank, cannoni d'assalto e blindati, 9303 pezzi d'artiglieria e 2224 aeroplani.


Heinrici

Schörner

 Reymann

E a proposito della cronica inferiorita' numerica della Wermacht nella fase finale della guerra, occorre specificare che la famosa immagine di Hitler che muove divisioni "fantasma", non e' corretta: Hitler non dava ordini a formazioni che non esistevano piu', bensi' a degli "ectoplasmi", ossia unita' che esistevano materialmente, ma non avevano la consistenza numerica riportata sulle mappe dell'OKW: gli altisonanti nomi di "Armate"  venivano infatti assegnati a formazioni che spesso consistevano in un paio di divisioni con gli effettivi di un reggimento o di una brigata.

Per capirci:  la 6a armata accerchiata a Stalingrado nel 1942, comprendeva 11 divisioni per un totale di 250.000 uomini, mentre la 9a Armata (parte del Gruppo Armate Vistola) nel 1945,  ne aveva meno di 100.000.
Allo stesso modo, una divisione panzer il cui organico in questa fase del conflitto avrebbe dovuto essere di circa 15.000 uomini e 180 tank, ammontava come nel caso della divisione panzer "Müncheberg" (parte della 9a armata), a poco piu' di seimila uomini con una dozzina di tank e circa trenta fra veicoli blindati e trasporto truppe.

Quel 21 aprile del 1945, Berlino si sveglio' per affrontare l'ennesima giornata di merda; del resto, dopo aver tirato merda per quasi sei anni sull'intero continente europeo da Brest a Leningrado,  il letame stava ora tornando indietro in prodigiose quantita' industriali sul regime abominevole che l'aveva creato.

Nella capitale del Reich Millenario si respirava una atmosfera da "Fine dei Tempi":  devastata dai bombardamenti dell'aviazione angloamericana, affollata di profughi, quasi del tutto priva di acqua, luce ed elettricita', i trasporti paralizzati e la maggior parte delle attivita' produttive chiuse o distrutte, quella che fino a sei anni prima era stata una delle piu' grandi e importanti capitali europee, sembrava uno scenario post-apocalittico uscito direttamente dalle pagine de "La Strada" di  Cormac McCarthy.

Mentre i gerarchi nazisti facevano le valigie o si preparavano a rifarsi una verginita', nei parchi cittadini durante la notte, frotte di adolescenti berlinesi si incontravano clandestinamente sfidando il coprifuoco, per darsi "all'amore libero" con perfetti sconosciuti ed evitare cosi' di morire vergini (desiderio al quale, nel caso delle adolescenti, di li' a poco avrebbe provveduto l'Armata Rossa): la paura era il denominatore comune dei berlinesi in quella fine d'aprile del 1945: paura non solo della morte, ma soprattutto della vendetta dell'Armata Rossa, visto che la maggior parte dei tedeschi sapeva benissimo quale tipo di guerra avevano condotto la Wermacht, le SS e gli Einsatzgruppen in Russia.

 La stessa atmosfera si respirava nel bunker sotterraneo del Führer nei pressi della Cancelleria, peggiorata dallo stato mentale di Hitler che si rifiutava di prendere atto della realta' e abusava dei cocktail di medicine somministratigli dal suo medico personale, dottor Theodor Morell.

 
Pianta del bunker di Hitler.

E quel giorno, le telescriventi della sala conferenze avevano iniziato immediatamente a sciorinare bruttissime  notizie: alle sei del mattino, il bunker del Comando Supremo dell'OKH e dell'OKW a Zossen,( cittadina del Brandeburgo a sud di Berlino) era stato attaccato da avanguardie corazzate sovietiche che, dopo  aver spazzato via un distaccamento della guarnigione, erano state fermate miracolosamente dalla mancanza di benzina a poca distanza dal complesso.

Ma la vera ciliegina sulla torta di merda presentata dagli Alleati a Hitler il 21 aprile, fu la notizia del suicidio del comandante in capo del Gruppo Armate B sul fronte occidentale, Feldmaresciallo Walter Model.

Model, figlio di un maestro di musica sassone, era uno dei piu' brillanti comandanti tattico-difensivi della Wermacht, oltre che un nazista fedelissimo e per questo molto apprezzato da Hitler. Soprannominato "il Pompiere di Hitler" per aver salvato diverse volte le chiappe alla Wermacht in situazioni disperate, fu anche l'unico generale tedesco a infliggere una pesante sconfitta a Zhukov durante la fallita offensiva sovietica del 1942, denominata" Operazione Marte", nel settore di Rhzev, davanti a Mosca.

I suoi soldati, che non lo amavano affatto, (Model era il classico comandante che "voleva troppo e troppo velocemente), lo avevano invece ribattezzato "Die Katastrophengeneral", il "Generale Catastrofe", poiche' se finivi sotto il suo comando, significava che la tua unita' o quel settore del fronte erano nella merda piu' nera: ergo, non appena un soldato tedesco vedeva Model, la mano correva prontamente ai coglioni, perche' il feldmaresciallo portava sfiga.


Walter Model: tattico brillante e menagramo.

La sua sconfitta  del 21 aprile nella  "Sacca della Ruhr", con conseguente suicidio nel piu' puro stile nazista, segno' la fine di ogni resistenza organizzata della Wermacht sul fronte occidentale, dove la  Terza e Nona armata americane si dirigevano quasi indisturbate verso il fiume Elba, e i britannici dopo aver preso Brema, facevano rotta su Amburgo.

Mentre Hitler di fronte alle cattive notizie inveiva contro i traditori e minacciava plotoni di esecuzione, nel primo pomeriggio il generale Wilhelm Burgdorf telefonava a Zossen, invitando il Capo di Stato Maggiore dell'OKH, Hans Krebs a levare le tende per trasferire il quartier generale a Eich e quello dell'OKW a Krampnitz.

Poche ore dopo la partenza del convoglio, un ufficiale tedesco ignaro dei fatti, chiamo' Zossen per chiedere istruzioni e si senti' rispondere un torrente di insulti in un tedesco stentato. Furibondo per l'insubordinazione, l'ufficiale ordino' all'interlocutore di identificarsi con nome e grado: "Sono Ivan, vai affanculo", rispose l'anonimo soldato russo prima di sbattere giu' il ricevitore.

E come se non bastasse, l'umore gia' nefasto del Führer a causa delle cattive notizie di quella giornata, fu reso ancor piu' mefitico dall'inizio dei bombardamenti d'artiglieria sovietici su Berlino.

Verso sera, tuttavia, Hitler riapparve tutto eccitato nei corridoi del complesso sotterraneo, affermando che proprio la rabbia gli aveva fornito una geniale intuizione strategica.

Ormai abituati alle "geniali intuizioni strategiche" del Führer, i presenti si toccarono immediatamente i coglioni e fecero scongiuri silenziosi, mentre Hitler esponeva il suo piano.

Dopo aver studiato attentamente le mappe di Berlino,  Hitler aveva infatti concluso che l'avanzata fulminea del 1 Fronte Bielorusso a nord della citta', lo aveva sbilanciato creando un grosso saliente: un po' come un pugile che per colpire abbassa la guardia.


  La situazione intorno a Berlino: fine aprile 1945.


Su quel fianco scoperto, avrebbe dovuto colpire il III. SS-Panzerkorps (che fungeva da riserva strategica del Gruppo Armate Vistola), comandato dall'SS-Obergruppenführer, Felix Steiner, che nelle intenzioni del Führer, doveva attaccare da Eberswalde spingendosi a sud e cosi' facendo, recidere  il "braccio" sovietico che stava sferrando il gancio a nord di Berlino.

 Steiner

Sulla carta, il Panzerkorps delle SS era una forza di tutto rispetto che comprendeva la 11a divisione Panzergrenadier (fanteria meccanizzata) delle SS Nordland e la 23a divisione  Panzergrenadier delle SS Nederland, entrambe formate da volontari stranieri provenienti dall'Europa del Nord.
Non si puo' fare a meno di osservare come a questo punto della guerra, l'elite ariana del Terzo Reich, ossia le SS, fossero in realta' una forza multietnica composta al 40% da stranieri reclutati tra la peggio feccia delle destre reazionarie del continente.

E per rendere ancora piu' micidiale la "botta d'incontro", Hitler aveva deciso di assegnare come rinforzo a Steiner, la 25a divisione Panzergrenadier, la 4a divisione SS di polizia militare e la 5a divisione Jäger (fanteria leggera).

In realta', e come citato in precedenza, Hitler non solo aveva le idee molto confuse sulla consistenza numerica delle unita' intorno a Berlino, ma non conosceva nemmeno la loro esatta disposizione, dal momento che il III. Panzerkorps delle SS era privo sia della Nordland, sia della Nederland, inviate rispettivamente al 56 Panzerkorps di Helmut Weidling (gonfiato come una zampogna dai russi alle Alture Seelow) e al  V Corpo Alpino delle SS di stanza a Francoforte sull'Oder, quindi molto piu' a sud di dove Hitler pensava che fosse.
Inoltre, la 25 Panzergrenadier e la 5 divisione Jäger, erano schierate in posizione difensiva e per toglierle dal fronte, si sarebbe dovuto attendere l'arrivo della 2 Divisione Navale ( in sostanza i marines del Terzo Reich) per rimpiazzarle.

Quel che "l'Armeeabteilung Steiner" (Gruppo Steiner), aveva realmente a disposizione in termini di uomini e mezzi  per spezzare l'assedio di Berlino, e' illustrato nella foto sottostante.




Steiner, piazzato da Heinrici come "schermo protettivo" sul Canale Finow per proteggere il fianco meridionale della Terza Armata Panzer, non aveva infatti che tre battaglioni di fanteria e una manciata di tank ridotti a mal partito e quando fu informato da Hans Krebs della "geniale intuizione di Hitler", protesto' vigorosamente, spiegando che l'unica cosa vagamente simile a una forza militare organizzata oltre agli stracci a sua disposizione, erano due battaglioni di rincoglioniti della 4 divisione SS della polizia militare, per di piu' privi di armi pesanti.


Non so cosa si siano detti Steiner e Krebs, ma credo che la conversazione sia andata piu' o meno cosi':

DRINNNNNNNNNNNNN! (squilllen marzialen di telefonen da campo arianen).

"Ja?"

"Pronto? Obergruppenführer Steiner? Sono il suo superioren Hans Krebs. Come fa?"

"Una mmerda e per di piu' piena di bolsceviken, ma dika pure."

 "Defo informarla di geniale intuizione strategiken di nostro crande Führer che la riguarda."

"Aspetti che mi tokko i koglionen; ekko, kontinui."

Segue esposizione del piano e lungo silenzio.

"Obergruppenführer Steiner? E' ankora li'?"

"Ja."

"Ke ne pensa?"

"Penso ke a nostro crande Führer skoreggiare il cervellen. Quest'ordine e' impossibile da eseguiren."

 "Kazzi suoi Steiner, das ist ein befehl, questo e' un ordine e un ordine del Führer. Auf wiedersehen."

A quel punto Steiner telefono' a Heinrici ma tutto quello che il comandante del Gruppo Armate Vistola  pote' fare per lui, fu chiamare Hans Krebs per spiegargli che quel piano era follia pura chiedendo di poter parlare personalmente con Hitler, ma Krebs lo liquido' bruscamente dicendogli che il Führer "era occupato con altre faccende."

E cosi', quella notte, Adolf Hitler ando' a dormire (molto tardi come sempre, perche' i dittatori sono animali notturni) insolitamente di buon umore, convinto nel suo cervellino di psicopatico serial killer di massa, che il giorno successivo, l'offensiva del poderoso "Gruppo Steiner" avrebbe salvato Berlino e il Reich dei Mille Anni dalle orde bolsceviche.


Berlino, 22 aprile 1945.

Durante la consueta conferenza strategica pomeridiana nel bunker di Hitler, oltre ai suoi generali c'era chiaramente un "convitato di pietra": Steiner, della cui impossibilita' ad eseguire l'ordine del Führer, erano gia' al corrente Krebs, Burgdorf,  Alfred Jodl (capo di Stato Maggiore dell'OKW) e Wilhelm Keitel, Comandante in Capo del'OKW: un disgustoso, incapace e servile sicofante, odiato a morte da tutti gli altri generali che lo avevano non a caso soprannominato "Lakeitel", gioco di parole  fra il suo cognome e la parola "lacche' " in tedesco. Morira' sulla forca a Norimberga.

A Krebs spetto' l'ingrato compito di aprire la conferenza e il resto, come si suol dire, e' storia, documentata con puntigliosa fedelta' dal video originale del celeberrimo meme internettiano, compresa la decisione di Hitler di restare a Berlino e di suicidarsi piuttosto che cadere vivo in mano a Stalin.

Steiner, il "fellone" che aveva tradito l'ultimo ordine di Hitler provocandogli lo sclero (e che aveva combattuto nella Prima Guerra Mondiale e poi comandato la divisione delle SS Wiking), se la cavo' a buonissimo mercato, considerato che era un membro delle SS: dopo essersi fatto 3 anni di galera, fu assolto dalle accuse di crimini di guerra nel 1948 e passo' il resto dei suoi giorni scrivendo libri sulla sua esperienza come ufficiale delle Schutzstaffeln (purtroppo, lo stronzo, era anche un ottimo comandante). Morira' il 12 maggio 1966.






"FEGELEIN! FEGELEIN! FEGELEIN!"

Insieme al ben noto tormentone e tratto dallo stesso film, gira su internet un video dove Hitler chiede di un fantomatico Fegelein, e quando gli viene risposto che non si trova, inizia a battere il pugno sul tavolo ordinando al malcapitato ufficiale di scovarlo per trascinarlo davanti alla corte marziale.

Il Gruppenführerdelle SS Hans Georg Otto Hermann Fegelein, figlio di un militare di carriera, aveva fatto una brillante carriera come criminale all'interno dell'Impero del Male. Ottimo cavallerizzo, aveva comandato il reggimento di cavalleria della divisione Totenkopf delle SS in Polonia e in seguito si era distinto insieme ad un altro criminale, Erich von dem Bach, nell'eliminazione di 13.000 ebrei nelle Paludi del Pripjiat, sul fronte orientale.

Per descrivere la sua personalita' credo che bastino le parole di uno dei farabutti piu' cinici e opportunisti dell'entourage di Hitler: l'architetto del "miracolo produttivo" della Germania nazista, Albert Speer, che lo defini': "Uno dei personaggi piu' disgustosi del circolo di Hitler."

Voglio dire: parola di farabutto...

Ma il vero "colpo" nella sua carriera di cinico e criminale arrampicatore sociale, fu quello di aver sposato la sorella di Eva Braun, (l'amante di Hitler) Gretl Braun, in quello che lo storico inglese Antony Beevor  descrive come , "la cosa piu' vicina a un matrimonio dinastico che si potesse raggiungere nel Terzo Reich."

Fegelein & Gretl all'altare.

Fegelein, che nonostante il matrimonio coltivo' attivamente diverse relazioni extraconiugali, divento' un protetto del potentissimo capo delle SS Heinrich Himmler, ma quando questi, in quel fatale mese di aprile del 1945, fu scoperto nel tentativo di negoziare una pace separata con gli alleati tramite il diplomatico svedese Conte Bernadotte, il cognato di Eva Braun fu coinvolto inevitabilmente nella vicenda: il video di Hitler si riferisce proprio alla "sparizione"  di Fegelein e al successivo ordine di catturarlo.

Quella che segui', fu la fine disgustosa di un uomo disgustoso: dopo aver tentato la fuga, Fegelein fu  pescato completamente ubriaco il 27 aprile, in una stanza d'albergo di Berlino con una amante, un sacco di quattrini in contanti e  una borsa piena di documenti compromettenti che provavano la sua complicita' nel complotto di Himmler.

Hitler ordino' quindi al generale delle SS Wilhelm Mohnke di istituire seduta stante una corte marziale composta da Mohnke, Hans Krebs, Wilhelm Burgdorf e il comandante di polizia delle SS Johann Rattenhuber: il capo d'accusa nei confronti di Fegelein era "alto tradimento e diserzione", reati che nel Terzo Reich equivalevano a una condanna a morte senza appello.

Fegelein era talmente sbronzo che non riusci' a rispondere alle domande dei giudici: biascico' piagnucolando qualche frase incoerente sul suo rifiuto di rispondere a Hitler, sostenendo di aver ubbidito agli ordini del suo superiore Himmler e dopo essersi vomitato e pisciato addosso, si dovette trascinarlo via.

Gli eventi successivi non sono ancora ben chiari: secondo la testimonianza della segretaria di Hitler, Traudl Junge, Eva Braun intercedette presso il  Führer per salvare la vita al cognato, la cui moglie era incinta e pare che Hitler si fosse convinto a risparmiargli la vita assegnandolo a un "battaglione penale" nelle truppe di Mohnke. Quel che sappiamo di certo e' che se Hitler diede quest'ordine, non venne mai eseguito, poiche' il 28 aprile del 1945, Fegelein fu trascinato nel giardino della Cancelleria del Reich dove, secondo i testimoni, "fu ammazzato come un cane."





13 comments:

itto ogami said...

Olè! sugosissima indagine, sor yos!
ma dove l'hai scovata quella dell'amore libero alla nazista?

che dici, ci dobbiamo aspettare un post sul sovietico stracciafemmine e guidatore di pobieda?

AZ said...

Mini-appunto da grammar nazi: "Die Katastrophengeneral" sarebbe "La Generale Catastrofe". Ci va "Der" invece di "Die".

E comunque chi se ne frega: post eccezionale!

MarKino said...

e` stato parodizzato anche nel recente Irons Sky ...

Myollnir said...

Altro grande post. Peccato che il link all'Hitler israeliano non funzioni! C'è un link alternativo?

Attila said...

Quaranta minuti di applausi ininterrotti!

Però io, giocando a Panzer General 2, riesco sempre a rompere l'accerchiamento e a ricongiungermi con la 9a armata riprendendo i ponti di Francoforte sull'Oder e Stettino...

Cordialità

Attila

Yossarian said...

@Itto Ogami

Olè! sugosissima indagine, sor yos!
ma dove l'hai scovata quella dell'amore libero alla nazista?


Antony Beevor: 'Berlin, The Downfall"

:-)

@AZ

Chiedo umilmente scusa: hai perfettamente ragione e il mio tedesco e' piu' arrugginito di quel che pensassi.

:-)

@myollnir

Urca, provvedo subito.


@Attila

Grazie!

Complimenti: in effetti la 12a Armata riusci' a spezzare l'accerchiamento e a far fuggire tanti profughi e soldati della 9a armata verso l'Elba dove c'erano gli americani.


@MarKino

Com'e' Iron Sky?

Myollnir said...

Com'è Iron Sky?
E' un film SS.

Spassoso e Scaricabile.

MarKino said...

concordo col giudizio sintetico di Myollnir. se vuoi qualcosa di piu` dettagliato, e` il classico B-movie alla wannabe-tarantino, con una fotografia alla snyder (sucker punch, per dire).
in piu` (sempre prendendolo cum grano salis, eh - leggerezza e` la parola chiave), si permette un paio di frecciatine politiche veramente spassose a mio parere (gli autori dei discorsi della palin, ad esempio).

Anonymous said...

Capo, ma Ivan Konev è "ignorante come una piastrella" oppure "assai carismatico e intelligente"?

rdv

Anonymous said...

Spero di non chiedere troppo, ma non hai dei link di altri siti con articoli dello stesso calibro?

Zino Davidoff said...

Meraviglioso!

Unico appunto da appassionato di insulti esteri: il russo ha un espressione assimilabile a "vaffanculo", ma si traduce grossomodo come "vai al cazzo". Secondo me nel resoconto ci sta pure meglio ;)

Yossarian said...

@MarKino & Myollnir

Ottimo: vuol dire che guardero' Iron Sky.

:-)

@rdv

Capo, ma Ivan Konev è "ignorante come una piastrella" oppure "assai carismatico e intelligente"?


Sono due cose molto diverse: Hitler era ignorante ma non gli si puo' negare il carisma.


@Anonimo

Spero di non chiedere troppo, ma non hai dei link di altri siti con articoli dello stesso calibro?

Uhm, a dire il vero ho raccolto il tutto da vari libri e link: ti posso dare il titolo di un libro di Antony Beevor che mi e' servito per parecchie delle fonti nel post. Non so se sia stato tradotto in italiano, comunque si chiama "Berlin: the Downfall."


@Zino Davidoff


Non lo sapevo! Grazie. Si', in effetti ci sta meglio. :-)

Alex Dubcheck said...

Grande, sentivo la mancanza delle tue ricostruzioni storiche.
Sapevo che prima o poi ti saresti occupato anche di questo aspetto della storiografia "mitologica" della WWII,
che un mio amico ha definito
"un buon esempio di memoria storica
uscita di strada perchè guidava ubriaca"
o qualcosa del genere,
e mi incuriosiva la tua opinione sul film
"Der Untergang":
alcuni lo hanno stroncato perchè lo trovavano
troppo compiacente nei confronti di Hitler,
altri invece dal punto di vista tecnico.
In effetti, secondo me, il ridicolo involontario
rischia spesso di mangiarsi il film,
ed è questo che ha ispirato tutti i videoamatori buontemponi.
(Bruno Ganz è comunque un grande)

Credo che la versione/parodia più bella
sia questa, perchè interviene sul sonoro
in maniera assai professionale
http://www.youtube.com/watch?v=Zq1smlmJMBs
e nasce dall'incontro di Hitler con un'altra famosa
(si fa per dire) meme di youtube
http://www.youtube.com/watch?v=oKI-tD0L18A
Era una cosa che volevo segnalarti da tempo,
e ora ne ho finalmente l'opportunità

Il canale che contiene alcune delle parodie migliori
http://www.youtube.com/user/hitlerrantsparodies

A proposito cito Myollnir
"Com'è Iron Sky?
E' un film SS. Spassoso e Scaricabile."
E con la colonna sonora dei Laibach, che non guasta mai

p.s. Non c'entra niente ma mi ha fatto ridere non poco:
Il captcha antispam formato da una parola e una foto di numeri civici
sorteggiati a random è uscito con "pagherete" e "77" O_o
Che ci ricorda qualcos'altro