Wednesday, 26 December 2012

Il complotto contro Hitler: ovvero, il "segreto di Pulcinella" della Wehrmacht



Come promesso nella postilla al post precedente su Rommel e Montgomery, ho preferito trattare la storia della fine di Rommel  separatamente, perche' oltre a essere interessante, credo sia rappresentativa della tragedia che la Germania non solo inflisse al mondo e all'Europa, ma anche a se stessa e al suo popolo.


Il 20 luglio del 1944, Faust decise di assassinare Mefistofele per riprendersi l'anima, ma quello che emerse  dalle macerie della Tana del Lupo devastata da una bomba, era un demonio solo  ferito e assetato di vendetta.

E vendetta fu. Dopo aver scatenato la Gestapo e le SS contro gli alti ufficiali dell'esercito che avevano attentato alla sua vita, Adolf Hitler istitui' un Tribunale del Popolo presieduto da un caricatura di giudice, l'aguzzino Roland Freisler, e comincio' a far interrogare i congiurati da portare alla sbarra, naturalmente in ossequio alla metodologia nazista, che non era esattamente ligia ai dettami di uno stato di diritto.

Sotto tortura, uno dei cospiratori, Carl Goerdeler, sputo' insieme al sangue il nome di uno dei complici che lascio' di sasso prima i torturatori e poi Adolf Hitler, a cui quel nome fu riferito.

 Il 14 ottobre 1944, i generali  Wilhelm Burgdorf e Ernst Maisel compirono il lungo viaggio in automobile da Berlino alla cittadina di Herrlingen nel Baden-Wurttemberg, per eseguire una sentenza decisa senza processo da Adolf Hitler e il suo fedele lacche' della Wehrmacht, Feldmaresciallo Wilhelm Keitel.

L'ignaro imputato e destinatario della sentenza era l'eroe nazionale tedesco, l'uomo che aveva preso a calci in culo gli inglesi in Nordafrica per quasi due anni diventando una sorta di leggenda per amici e nemici, guadagnandosi perfino parole di ammirazione da Winston Churchill: il Feldmaresciallo Erwin Rommel, a.k.a La Volpe del Deserto.

Burgdorf e Maisel spiegarono a un Rommel stanco e ancora convalescente per una grave ferita ricevuta durante un attacco aereo nel mese di luglio, che il suo ruolo nel complotto per uccidere il Fuhrer era venuto alla luce, che Hitler lo aveva condannato a morte per alto tradimento, ma che in virtu' del suo stato di servizio gli aveva concesso la scelta tra un suicidio mascherato da attacco cardiaco con conseguente funerale da eroe, oppure la comparsa davanti al Tribunale del Popolo per rispondere dei suoi crimini, nel qual caso anche i  familiari avrebbero dovuto condividere le sue responsabilita', in base a una antica legge medievale germanica denominata Sippenhaft che il Fuhrer aveva riportato in auge per l'occasione e tramite la quale stava letteralmente sterminando i congiurati e le loro famiglie.

 Dopo aver chiesto di essere lasciato solo per qualche minuto, Rommel informo' i due generali di aver scelto il suicidio e dopo aver preso il bastone da Feldmaresciallo sali' insieme a loro sull'automobile di Burgdorf che li porto' a pochi chilometri di distanza in aperta campagna.

Qui, Burgdorf e l'autista scesero lasciando la Volpe del Deserto in compagnia di Meisel che gli consegno' una capsula di cianuro.

Rommel la prese e...

...e come in un film, facciamo un fermo immagine con Rommel immobile con la capsula che sta per portare alla bocca, per partire in un flashback, poiche' il gesto che sta per compiere il Feldmaresciallo riassume la tragedia di una classe dirigente, di una casta militare e del popolo tedesco: e' il capitolo conclusivo e inevitabile di un patto col Diavolo siglato diversi anni prima.

Si', perche' la cosa piu' sorprendente del tentativo di assassinare Hitler, non e' tanto il complotto, quanto il fatto che in un paese dominato nei "cuori e nelle menti" da una ideologia totalitaria e da un apparato di repressione spietatamente efficace, l'esistenza di una opposizione a Hitler in seno agli alti comandi dell'esercito, fosse passata per anni inosservata alla Gestapo e al potentissimo Sicherheitsdienst, il servizio di intelligence del Partito e delle SS: il complotto contro Hitler era infatti il "segreto di Pulcinella" della Wehrmacht.

Non ci e' dato di sapere se il luogo scelto da Hitler per la firma del patto con l'esercito fosse simbolica, ma conoscendo l'amore del pirla e di tutti gli ideologi per i simbolismi, non possiamo fare a meno di pensare che farlo a bordo di un incrociatore chiamato  "Deutschland" (Germania) riassumesse quello che il Fuhrer aveva intenzione di fare al suo paese, ovvero diventarne il padrone assoluto.

Le premesse e i termini del "patto scellerato" siglato durante le manovre militari estive del 1934, erano piuttosto semplici: Hitler era diventato Cancelliere nell'estate del 1932, grazie a un inciucione extraparlamentare in cui l'appoggio della Reichswher ( l'esercito tedesco post-Trattato di Versailles) si era rivelato determinante, e nel giro di due anni aveva trasformato la Germania in uno stato di polizia, assumendo il controllo del potere legislativo ed esecutivo oltre a perseguitare i partiti d'opposizione e i sindacati.

La situazione era tuttavia  piuttosto confusa e Hitler ancora lontano dal potere assoluto per due motivi: non era riuscito ad assumere la carica di Presidente della Germania, e quindi di capo delle forze armate che era ancora nelle mani del vecchio, malato e rincoglionito eroe della Prima Guerra Mondiale, generale Paul von Hindenburg, e in secundis le sue squadracce paramilitari, le famigerate "camicie brune" o SA (Sturmabteilung) capeggiate da Ernst Rohm,  rifiutavano di smobilitare creando disordini e violenza in tutto il paese.

Senza contare che Rohm, uomo di grande carisma e tutt'altro che stupido, stava ormai emergendo come un pericoloso rivale del Fuhrer e la sua radicale ideologia anticapitalista (una vera e propria "sinistra" del nazismo), cominciava a spaventare i circoli conservatori, gli industriali e l'esercito che avevano appoggiato Hitler.

E la Reichswehr era la piu' spaventata di tutti, poiche' il Trattato di Versailles le imponeva una forza non superiore ai 100.000 uomini, ma le SA, che ammontavano ormai a diverse centinaia di migliaia di militanti armati e cazzuti, rappresentavano una minaccia concreta per il tradizionale ruolo e potere dell'esercito nella societa' tedesca.

A bordo dell'incrociatore  "Deutschland", Hitler  propose quindi all'esercito di appoggiare la sua successione a Hindenburg:  il Ministro della Guerra, generale Werner von Blomberg, accetto' e ottenne in cambio dal Fuhrer la promessa di ridimensionare e riportare all'ordine le SA, restituendo all'esercito il  ruolo e il potere tradizionale che gli spettava nella societa' tedesca,

Come osserva acutamente lo storico britannico Alan Clark, si tratto' di un classico patto in cui entrambe le parti pensavano di aver fregato l'altra, e fu qui che la casta militare prussiana commise l'errore che la condanno', ritenendo che se Hitler aveva avuto bisogno di essa per salire al potere,  nel caso il demagogo avesse infranto il patto, sarebbe bastato rimuovere il supporto per rimuoverlo dal potere.

Quello che la casta militare prussiana non sapeva- ed entro certi limiti e' comprensibile - e' che Hitler e il nazismo non erano la classica giunta reazionaria che l'Europa conosceva bene e che fondava il proprio potere su un compromesso coi settori tradizionalmente conservatori della societa', ma un fenomeno del tutto nuovo, il cui primo vagito era stato emesso in Russia nel 1917:  era una ideologia, ovvero quella concezione di societa', e di contratto sociale, che rendera' il XX, il secolo piu' sanguinoso della storia dell'Umanita'.

Sono quindi completamente d'accordo con la tesi dello storico inglese Niall Ferguson: i generali e tutti i settori conservatori della societa' tedesca non avevano capito che Hitler non aveva nessuna intenzione di "conservare" lo status quo e i privilegi delle classi dirigenti, come avvenne in seguito per il regime franchista, quello dell'Ammiraglio Horthy in Ungheria o per certi versi col fascismo. Hitler, esattamente come Stalin e i comunisti, voleva creare una societa' nuova, un  "uomo nuovo" e un "nuovo ordine" facendo tabula rasa di tutta la societa' tedesca.

Hitler infatti, odiava  a morte la destra conservatrice, monarchica e ultrareazionaria tedesca e con essa la casta che la rappresentava: i militari prussiani, colpevoli secondo lui  (e non aveva tutti i torti), di aver precipitato la Germania nella Prima Guerra Mondiale. Per quella gente non c'era posto nella societa' nazista e prima o poi, quel delirante coacervo di medioevo, razzismo, pangermanesimo, antisemitismo e una malintesa idea di modernita' che lo scrittore Thomas Mann defini' brillantemente  "misticismo meccanizzato", ossia il nazismo, avrebbe saldato i conti con la vecchia classe dirigente.

Al momento pero', Blomberg pensava di tenere l'avversario per le palle ed effettivamente Hitler mantenne le promesse circa le SA, purgandole selvaggiamente nella Notte dei Lunghi Coltelli. Peccato che a eseguire l'epurazione fosse un altro corpo paramilitare creato da Hitler e affidato a uno dei suoi gerarchi, Heinrich Himmler. Le Schutzstaffel, piu' comunemente note come SS, divennero cosi' i "pretoriani" del Fuhrer, uomini scelti non in base alla competenza e al merito come voleva la tradizione prussiana, ma alla purezza razziale e soprattutto ideologica, che alla fine della guerra erano un esercito nell'esercito che rispondeva esclusivamente agli ordini di Hitler e che contava un milione di effettivi suddivisi in 38 divisioni.

Ma tutto questo, nella primavera del 1934 doveva ancora venire e nei mesi e anni successivi la Wehrmacht, felice come un bambino coi giocattoli bellici che Hitler le elargiva a piene mani per distrarla, non si rese conto che il suo potere stava progressivamente svanendo e Blomberg  fu la prima vittima illustre, quando con una falsa accusa relativa a uno scandalo sessuale, Hitler lo siluro' nel 1938

Credo che un modo efficace per rendersi conto del progressivo ascendente ottenuto dal nazismo, sull'esercito, sia il cambiamento del simbolo del Ministero della Guerra negli anni dal 1933 al 1938


 1933-1935. Hitler sale al potere:  i colori sullo sfondo sono ancora quelli della bandiera tedesca con la tradizionale Croce di Ferro prussiana.


1935. Hitler consolida il potere: compaiono le svastiche.



1935-1938: Il nazismo e' padrone della Germania.


Fino al 1938, il Generalstab, (letteralmente Stato Maggiore Generale, ma per esteso, la casta  militare prussiana) fu quindi ben felice di accettare quelle che sembravano le premurose attenzioni del suo complice e grufolo' soddisfatto nel massiccio piano di riarmo del Fuhrer che sembrava assicurargli nuovamente status, prestigio e potere, nonostante non pochi membri disprezzassero Hitler, i suoi gerarchi e il nazismo.

Il Fuhrer e i suoi accoliti erano infatti considerati dei volgari e ignoranti buzzurri, sia da quei militari che provenivano dalle antiche famiglie aristocratiche che alla Prussia avevano dato i suoi migliori ufficiali e politici, ovvero gli Junkers, sia da quella componente della casta appartenente alla piccola, media e alta borghesia, alla quale la civile e colta societa' guglielmina aveva permesso di studiare e farsi strada meritocraticamente in uno dei paesi piu' colti e civili d'Europa.

La domanda a questo punto sorge spontanea: se non amavano il Fuhrer e tantomeno il nazismo, come mai durante la sua ascesa al potere, quasi tutti questi alti ufficiali,  fecero finta di non  sapere quello che Hitler aveva in programma per la Germania, per l'Europa e di non vedere quello che Hitler stava facendo agli ebrei tedeschi, agli omosessuali, agli zingari e agli stessi tedeschi affetti da disabilita'?
La risposta sta un miscuglio di cinismo, opportunismo, egoismo, desiderio di ripristinare privilegi e status di classe, un latente antisemitismo della societa' tedesca e l'ansia di vendicare l'umiliazione subita dalla Germania a Versailles, riportandola nel novero delle grandi potenze. A tutto cio' si potevano subordinare e sacrificare la moralita', la liberta',  la democrazia e la grande cultura tedesca affidando il paese a un uomo discutibile, ma sicuramente efficace, che sembrava controllabile e rispettoso del suo patto con l'esercito: un uomo che portava risultati concreti, prestigio alla nazione, apparente prosperita', armi alla Wehrmacht e che garantiva legge e ordine.

E i risultati non tardarono ad arrivare: fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, tutte le scommesse politiche e diplomatiche di Adolf Hitler pagarono ampiamente e spinsero non pochi membri del Generalstab a credere o sospettare che il Fuhrer, nonostante la sua sgradevolezza, fosse effettivamente un grande leader.

E Rommel fu tra questi, approfittando ampiamente dell'amicizia con Joseph Goebbels e della stima di cui godeva presso Hitler.

Qualcosa accadde tuttavia l'anno precedente alla Seconda Guerra Mondiale, durante la Crisi di Monaco del 1938, innescata dalla pretese territoriali avanzate da Hitler nei confronti della Cecoslovacchia e relative ai Sudeti, la regione del paese mitteleuropeo abitata da una forte minoranza etnica tedesca.

Ma questa volta le cose non andarono liscie come con l'Anschluss, l'occupazione e annessione dell'Austria effettuata nel mese di marzo di quell'anno: questa volta la Cecoslovacchia punto' i piedi e ando' a vedere il bluff di Hitler, minacciando la guerra.

Come tutti gli piscopatici che si vedono negato un capriccio, Hitler s'incazzo' come una bestia e ordino' ai suoi generali di preparare un piano di invasione della Cecoslovacchia che avrebbe inevitabilmente trascinato la Germania in una guerra contro Inghilterra, Francia e, possibilmente, l'Unione Sovietica.

Quello per il Generalstab  fu come la scena di un film dell'orrore in cui il Diavolo, furibondo per un affronto ricevuto, getta la maschera di abile, fascinoso e scaltro manipolatore per rivelare la sua vera identita' demoniaca.

 Crisi dei Sudeti: Hitler passa da cosi'...


...a cosi'.

Per una Wehrmacht ancora in fase di riarmo e decisamente non pronta per una guerra europea su vasta scala, attaccare un paese come la Cecoslovacchia, bene armato e attraverso un terreno montagnoso assai impervio e fortificato, con la ulteriore spada di Damocle di un intervento di Francia, Gran Bretagna e URSS, equivaleva letteralmente al suicidio e il Generalstab, che la guerra la faceva in base ai principi razionali della scuola di guerra prussiana da Federico il Grande, passando per Clausewitz e Moltke Sr., decise di agire per evitare un'altra catastrofica disfatta alla Germania.

Un gruppo di alti ufficiali dell'esercito tra cui il Capo di Stato Maggiore dell'OKH  Franz Halder, mise a  punto un piano dettagliato per effettuare un golpe il cui scopo, dopo aver neutralizzato Gestapo e SS, era l'arresto e l'esecuzione sommaria di Hitler.

Il colpo di stato sarebbe dovuto scattare non appena Hitler avesse dato l'ordine di invadere la Cecoslovacchia e fu solo grazie alla monumentale imbecillita' del primo ministro britannico Neville Chamberlain che accetto' l'offerta di mediazione di Mussolini con il conseguente Trattato di Monaco e l'occupazione tedesca dei Sudeti (la Cecoslovacchia fu smembrata e annessa al Terzo Reich nel 1939) , che la cospirazione non solo ando' a puttane, ma segno' una decisiva vittoria per Hitler che raggiunse cosi' il culmine della popolarita' politica e della reputazione di grande leader.

I cospiratori furono cosi' costretti a mettere in soffitta il golpe, ma il nucleo di oppositori del regime non si sciolse e diede vita a una quinta colonna all'interno della Wehrmacht che prese il nome di Schwarze Kapelle (Orchestra Nera) e che rimase operativa fino al luglio 1944, quando in seguito al fallito attentato contro Hitler, fu letteralmente annientata.

L'organizzazione arrivo' a contare quasi una trentina di adepti, tra cui generali di  gruppi d'armate panzer (Erich Hoepner), il gia' citato Halder e altri suoi colleghi in servizio presso l'OKH e il Gruppo D'Armate Centro in Russia, "fiancheggiatori" d'altissimo livello nelle figure di due gruppi d'armate, i feldmarescialli  Fedor von Bock e Gunther von Kluge, vari diplomatici e funzionari del governo nazista e, quel che e' ancora piu' sorprendente, l'intero vertice dell'Abwehr, il servizio di intelligence della Wehrmacht al comando dell'ammiraglio Wilhelm Canaris, che, in occasione dell'invasione nazista della Danimarca, arrivo' al punto di commettere alto tradimento, avvertendo in anticipo il governo del paese scandinavo.

La storia dei vari attentati a Hitler ( (ce ne furono quattro, di cui quello di Herrmann von Tresckow, fallito in seguito a una serie di circostanze sfortunate assolutamente incredibili, fa veramente dubitare dell'esistenza di una "mano del diavolo" che proteggeva il Fuhrer), non rientra tuttavia  negli scopi di questo post che vuole invece rispondere a quattro domande:


  • Quali erano gli obiettivi dei cospiratori?
  • Cosa li spinse ad agire?
  • Come mai gli attentatori fallirono ripetutamente e perche' l'apparato di repressione nazista non si accorse di loro fino quasi alla fine della guerra?
  • Quale fu il ruolo di Rommel e quale giudizio storico possiamo dare della Volpe del deserto?

Chi pensa che gli oppositori di Hitler volessero rovesciarlo per tornare alla democratica Repubblica di Weimar e' patentemente fuori strada: a parte qualche posizione isolata come von Tresckow, nel migliore dei casi si proponevano un ritorno alla monarchia, nel peggiore una giunta militare di destra, ma in nessun caso avevano intenzione di rinunciare al prestigio e allo status di potenza europea ottenuti dalla Germania con Hitler e soprattutto, non gli passava nemmeno per l'anticamera del cervello di rispondere dei crimini commessi dai nazisti, dei quali si ritenevano - a torto - innocenti.

In sostanza, quello della casta militare prussiana non fu un tentativo di colpo di stato per abbattere un tiranno come accadde nel 1974 con  la "Rivoluzione dei garofani", attuata dall'ala progressista dei militari portoghesi per rovesciare il dittatore fascista Salazar, ma quello che farebbe una gang di criminali se il capobanda, in preda a un delirio di onnipotenza o alla follia, cominciasse a perpetrare una sanguinosa strage dietro l'altra attirando l'attenzione della polizia: e' necessario eliminarlo non perche' e' un criminale psicopatico, ma perche' mette in pericolo la gang e le sue remunerative attivita' illegali.

La risposta alla seconda domanda e' infatti nuovamente, nelle parole dello storico inglese Alan Clarke: "I cospiratori non furono spinti ad agire dall'immoralita' di Hitler, ma dalla sua irresponsabilita' ".

Finche' tutto ando' bene e la Wehrmacht passo' da una vittoria all'altra,  i suoi comandanti furono piu' che felici di  raccogliere gloria a piene mani e accumulare cospicui patrimoni personali, chiudendo un occhio sul prezzo umano mostruoso che i loro geniali trionfi militari imponevano agli schiavi del Terzo Reich, ma quando le sorti della guerra cominciarono a mutare e il loro "leader geniale" a commettere un catastrofico errore dietro l'altro, non solo si accorsero di essere in pericolo, ma anche di non avere piu' alcun potere per fermarlo e decisero tardivamente di agire.

In tal senso, il loro status di "reazionari scontenti", gli precluse anche ogni parvenza di credibilita' presso i servizi segreti alleati, che li incoraggiarono ad agire, ma non li appoggiarono mai materialmente, pensando di trovarsi di fronte ad agenti doppi della Gestapo.

Quello che invece determino' il fallimento dei vari attentati contro Hitler e piu' in generale dell'intera "cellula" dei cospiratori, se escludiamo il ritardo mentale di Chamberlain nel 1938, fu un indubbio miscuglio di sfortuna come accadde a von Tresckow, pessima organizzazione e ingenuita' come nel caso di von Stauffenberg che non avrebbe dovuto battersela dopo aver piazzato la bomba nel bunker di Hitler anche a costo di rimetterci la vita, ma soprattutto di mostruosa ambiguita', cinico opportunismo e un malinteso spirito di corpo e senso di lealta' al Capo Supremo da parte di chi, negli alti comandi della Wehrmacht, sapeva e rifiuto' di prendere posizione.

Se esiste l'Inferno, i membri della casta militare prussiana non direttamente coinvolti nei complotti contro Hitler, sono tutti nel Girone degli Ignavi e questo e' anche il motivo per cui la Gestapo e gli organi di repressione del regime restarono praticamente all'oscuro delle attivita' dei cospiratori fino al 20 luglio 1944.

Gli esempi migliori di questa opportunistica equidistanza negli altissimi livelli della Wehrmacht furono i feldmarescialli  Fedor von Bock, comandante in Russia dei Gruppi Armate Centro e in seguito Sud, e del collega Gunther von Kluge che lo sostitui' nel 1941 al comando del Gruppo Armate Centro.

Bock e Kluge furono messi al corrente dall'onnipresente e attivissimo von Tresckow ( che fra l'altro era il nipote di Bock) non solo di una cospirazione contro Hitler, ma di piani dettagliati per assassinarlo con relative richieste di appoggio e "via libera" a cui i due feldmarescialli risposero con un " ni' ".

Questo  perche' se gli attentati fossero riusciti, Bock e Kluge, in qualita' di comandanti supremi dell'esercito, erano pronti a raccogliere i frutti del successo assumendo la guida di una eventuale giunta militare, mentre se fossero falliti, avrebbero potuto far finta di non sapere nulla rifugiandosi dietro quella che in gergo politico viene definita "negazione plausibile ": in sostanza, come quando il presidente degli Stati Uniti ordina una porcata, qualcosa va storto e la colpa se la prende tutta la Cia.

Ma l'elemento decisivo che garanti' l'impunita' ai cospiratori per ben sei anni, fu un malinteso e assolutamente schizofrenico senso dell'onore e della lealta': una personalita' multipla che si manifestava in compagnia degli altri membri della casta, che ovviamente non si potevano denunciare e tradire perche' quello non era il comportamento di un gentiluomo, di un ufficiale e di un aristocratico prussiano nei confronti di un collega, e in presenza del Capo Supremo, quel Fuhrer a cui avevano giurato fedelta', che impersonava la Germania e che per quanto incarnasse una Germania mostruosa e inumana, non si poteva assassinare come farebbe un volgare gangster con il suo capo caduto in disgrazia.

In poche parole, il classico "right or wrong, it's my country", con l'aggiunta di "and mein Fuhrer".

La realta' e' che si trattava di solenni stronzate per giustificare l'ignavia: se quegli ufficiali fossero stati veri patrioti, veri gentiluomini e veri ufficiali prussiani avrebbero fatto quello che fecero i loro bisnonni come Ferdinand von Schill, che nel 1809 infranse la Pace di Tilsit, sfidando l'autorita' (e la fondamentale stupidita') dell'Imperatore Federico Guglielmo III  per condurre una insurrezione contro i francesi che dominavano la Prussia.
 Ferdinand von Schill, che nella rivolta ci rimise la buccia insieme ad altri ufficiali, era un "patriota e gentiluomo prussiano", Fedor von Bock, Gunther von Kluge e tanti altri come loro ai vertici della Wehrmacht, dei pomposi, pavidi e opportunisti quaquaraqua'.

A questo punto possiamo riprendere Rommel da dove l'avevamo lasciato con il virtuale "fermo immagine" e  assistere al suo "suicidio".

E il ciclo si chiude: gli "apprendisti stregoni" che avevano evocato e sostenuto un demone che ora non erano piu' in grado di controllare, sono stati divorati dal mostro, come sempre accade a chi firma patti col Diavolo pensando di averlo fregato o di potere recedere dalle clausole del patto.

Un diavolo che purtroppo, oltre alle anime di Rommel e dei cospiratori, si era divorato quelle di decine di milioni di europei,


Recentemente, un film tedesco sulla vita della Volpe del Deserto  che lo raffigura come un ardente sostenitore del nazismo, ha suscitato polemiche in Germania dove la figura di Rommel e' diventata il simbolo di quel poco di dignita' che restava al paese dopo la guerra. Il feldmaresciallo rappresento' per tanti tedeschi, un modo per dire "hey, siamo stati delle merde, ma alcuni fra noi hanno cercato di riscattarci pur sapendo di essere nel torto, di non potere sperare in alcuna attenuante e hanno pagato con la vita".

Che dire?

A mio personale avviso, nonostante la indubbia "mitizzazione" di un generale che come i suoi colleghi era stato complice attivo nella ascesa e nella guerra condotta da un assassino di massa, c'e' del vero in questa affermazione. Erwin Rommel fu uno di quei pochissimi generali e ufficiali tedeschi che, come von Tresckow, oso' criticare le politiche genocide di Hitler, anche se a differenza di Tresckow la consapevolezza venne piu' tardi.

Sia gli alleati, sia i piu' aspri critici di Rommel, non riuscirono a trovare prove di un suo effettivo coinvolgimento in quei crimini che invece altri generali tedeschi come Erich von Manstein, pur non approvando, sottoscrissero supinamente per poi voltarsi dall'altra parte con la ridicola scusa che loro "facevano solo la guerra e non si interessavano di politica". Per non parlare di chi si giustifico' con una scusa che e' entrata nel pantheon delle scuse piu' vigliacche e ipocrite della storia: "Eseguivo gli ordini".

Seppur non riusci' a impedire la deportazione degli ebrei tunisini a opera della Gestapo (con l'attiva collaborazione delle autorita' della Francia di Vichy), la sua condotta della guerra e quella dell'Afrika Korps contro gli inglesi  (e in seguito gli americani)  fu corretta e in generale ligia agli standard della Convenzione di Ginevra. Quello nordafricano, per suo espresso volere, fu l'unico fronte della Seconda Guerra Mondiale dove le SS non combatterono a fianco dell'esercito regolare ( ci sarebbe comunque da sfatare il mito persistente della Wehermacht " buona" contrapposta alle SS, ma questa e' un'altra storia)

Il suo coinvolgimento nel complotto del 20 luglio 1944 fu reale e attivo, tanto che,  tattico superbo come sempre, la Volpe del Deserto suggeri' di non uccidere Hitler, ma di arrestarlo e processarlo per alto tradimento per evitare di  creare un martire e una "leggenda malvagia". La storia diede ragione a Rommel perche' il timore principale di Hitler e il motivo per cui scelse di restare a Berlino e di suicidarsi, era proprio quello, e sono parole del Fuhrer, di "essere trascinato come un trofeo a Mosca o Londra".

Questo e' il particolare che secondo me, rende merito all'onesta' di Rommel, poiche' generalmente quello che i complici dei criminali e dei politici criminali temono di piu',e' il loro capo portato alla sbarra che vuota il sacco sul loro coinvolgimento, tanto che a Norimberga e successivamente, legioni di ex nazisti e la maggior parte dei generali di Hitler, si difesero addossando tutta la colpa al capo, che per ovvi motivi non poteva piu' sputtanarli.

Quindi, al di la' di possibili e ovvie strumentalizzazioni della figura di Rommel sia in senso negativo, sia in senso positivo, la mia opinione personale e' che la Volpe del Deserto agi' con la stessa onesta' e integrita' di Ferdinand von Schill.

Cio' non lo assolve dal "peccato originale" di aver appoggiato e combattuto per un mostro, ma senza dubbio lo riscatta e lo  pone su un livello assai diverso da quello dei suoi colleghi vigliacchi e opportunisti, anche perche' non fu la giustizia degli Alleati a giudicarlo, ma quella del Diavolo con cui aveva siglato il patto.

E fa una certa differenza.

14 comments:

Palmiro Pangloss said...

Bel post, ho solo due appunti da rompicazzo quale sono:

_ Hitler giurò come cancelliere il 30 Gennaio del '33
_ La deportazione degli ebrei tunisini avvenne quando Rommel non era più responsabile del teatro (di questo sono meno sicuro: essendo in mezzo a un trasloco ho i libri inaccessibili)

Giuseppe Paolo Marta said...

mi piace moltissimo come spieghi gli avvenimenti storici,adoro le tue opinioni personali sui personaggi storici.

posso farti qualche domanda?
secondo te ci sono,al di là dei particolari,delle similitudini tra
la crisi all'inizio del secolo scorso e quelle di adesso?
potremmo aver qualcosa da imparare dal confronto?
puoi fare più post storici?
sei bello?;)
ti svegli col sorriso?
conti da 1 a 10 concentrato sul compito o ti distrai pensando ad altro?
le calende greche sono tradizionalmente più ectoplasmiche rispetto a quelle dei romani o è possibile una loro futura incarnazione?

ps.se le domande son troppe rispondi solo alle prime.

Attila said...

Però, se vogliamo andare indietro nelle responsabilità, arriviamo sempre a quelle grandissime teste di cazzo mangiarane diversamente docciabnili, che avevano ridotto un esercito ad una barzelletta togliendogli ogni dignità.

Cioè, se tu togli anche la dignità a persone che di dignità ci campano, non puoi scandalizzarti che queste si alleino con il cazzo di Diavolo.

Ad un certo punto se solo il Diavolo può salvarti (mentre noi italioti siamo stati solamente dei pirla, perchè i tizi con il fez in testa erano solamente dei buffoni e bastavano 4 fessi con un moschetto alle porte di Roma e la marcia sarebbe finita con tizi che scappavano con camice nere tra le gambe), puoi anche non biasimarti troppo per esserti affidato a lui.

Questo non è per giustificare i generali che facevano prendere aria alla mano, solamente per dire che li comprendo.

Faccio un esempio: io odio Monti, con tutto il cuore, per davvero, però, dopo 10 anni di voto in bianco, probabilmente andrò a votarlo, perchè oltre a lui (B&B la coppia più bella del Mondo) c'è l'abisso (Grillo e i nazistellati sono oltre l'abisso). Non so se ho reso l'idea.

Spero di non finire anche io a degustare una simpaticissima pillola di cianuro...

Cordialità

Attila

Anonymous said...

Quale ''serie di sfortunati eventi'' condannò al fallimento von Tresckow? Non è l'ora per mettersi a tradurre dall'inglese, pur wikipediano, o tentare la fortuna col traduttore di tedesco....Certo già l'attentato di Stauffenberg mi aveva fatto balenare l'idea che Adolf avesse protezioni molto in basso, dal cambio di sede al calcio involontario che allontanò la valigetta. Certo, se Stauffenberg gli avesse detto ''mi regge un attimo la borsa, qui, che mi prude il moncherino...'' o si fosse immolato (facile parlare, eh)...

Yossarian said...

@Palmiro

Hitler giurò come cancelliere il 30 Gennaio del '33

Hai assolutamente ragione e mi scuso per la svista.


La deportazione degli ebrei tunisini avvenne quando Rommel non era più responsabile del teatro

Su questo temo di doverti contraddire: secondo i documenti dell'MI5 Walter Rauff, il responsabile della persecuzione e il comandante dell'einsatzgruppen deputato allo scopo, opero' in Tunisia dal 1942 al 1943.


@Giuseppe Paolo Marta

mi piace moltissimo come spieghi gli avvenimenti storici,adoro le tue opinioni personali sui personaggi storici.

Grazie. :-)


secondo te ci sono,al di là dei particolari,delle similitudini tra
la crisi all'inizio del secolo scorso e quelle di adesso?
potremmo aver qualcosa da imparare dal confronto?
puoi fare più post storici?
sei bello?;)
ti svegli col sorriso?
conti da 1 a 10 concentrato sul compito o ti distrai pensando ad altro?
le calende greche sono tradizionalmente più ectoplasmiche rispetto a quelle dei romani o è possibile una loro futura incarnazione?


1)Non credo, ogni crisi avviene in un contesto storico diverso e comunque la gente non impara mai un cazzo.

2)Si', faro' solo post storici, ma sono complessi e richiedono tempo per le ricerche. Sto cercando di fare il possibile per aumentare la frequenza, ma devo anche lavorare.
:-)

3)No.

4) Mi sveglio con erezioni monumentali.


5 e 6: ma che ti fumi? :-)


@Attila

Spero di non finire anche io a degustare una simpaticissima pillola di cianuro...

Monti trovera' il modo di tassare anche il cianuro.

;-)


@Anonimo

Quale ''serie di sfortunati eventi'' condannò al fallimento von Tresckow?

Be', in primis un innesco difettoso: pero' la storia la voglio raccontare tra non molto, quindi ti lascio macerare nella suspance.

;-)

Anonymous said...

L'anonimo qui sopra ero io! Mi son dimenticato la firma, era l'una passata...
fre.
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Attenderò con ansia.

Uriel Fanelli said...

Molto bello, ma se dici "le SS" devi fare il plurale, e allora schutzstaffeln. Oppure LA schutzstaffel.

La milizia, le milizie.

Myollnir said...

Fantastico!
Quel piccolo inciso " ci sarebbe comunque da sfatare il mito persistente della Wehermacht " buona" contrapposta alle SS, ma questa e' un'altra storia", verissimo, meriterebbe un post a parte.

Ma ora chiedo a gran voce un post anche su Paulus: poteva fare di più, o almeno limitare i danni con una condotta diversa? Grande stratega che ha fatto il possibile, o "raccomandato", promosso da Hitler ai vertici per il fatto di essere uno dei pochi generali non "Von" qualchecosa? Vile o eroe?

itto ogami said...

ottimo post mio caro!
In effetti, nessuno aveva mai notato la somiglianza di atteggiamento tra i Junker prussiani della metà del ventesimo secolo e la camorra... Che schifo! se non ci fosse stato quel mollusco di Chamberlain , il mondo sarebbe stato libero di baffino dal 1938... magari ci sarebbero stati meno morti....

Yossarian said...

@Uriel

Molto bello, ma se dici "le SS" devi fare il plurale, e allora schutzstaffeln. Oppure LA schutzstaffel.

Grazie, quanto al plurale, ehm, hai ragione e faccio ammenda, anzi la prossima volta che mi cimento col tedesco ti consulto. Il mio tedesco e' decisamente arrugginito.

:-)

Anonymous said...

Ciao Yossarian, complimenti per i tuoi pezzi sempre interessanti.
Domanda. La permanenza del Fuehrer su questo mondo a dispetto degli attentatori fu certamente una sfortuna, ma se erano piu' gang del bosco che liberatori, non e' in un certo senso andata meglio cosi'? Meglio per modo di dire, il prezzo del sacrificio e' altissimo.
Voglio dire, se la gang aveva bisogno di eliminare il capo psicopatico per poter continuare con prosperita' la propria attivita' criminale, non e' stato forse meglio dal punto di vista storico che egli sia rimasto a far danni fino a causare la distruzione della gang? La sua dipartita prematura non avrebbe permesso alla gang di radicarsi per i decenni successivi?

Federico

Gillipixel said...

Caro Yoss, sei sempre un grande storico...hai tante qualità quando scrivi di storia, ma forse la cosa più bella che traspare è la passione...

Buon anno e auguri, a te, alla cara RB e all'ineffabile Tama :-)

Yossarian said...

@Myollinr

Grande stratega che ha fatto il possibile, o "raccomandato", promosso da Hitler ai vertici per il fatto di essere uno dei pochi generali non "Von" qualchecosa? Vile o eroe?

Paulus era un ottimo ufficiale di stato maggiore: uno a cui viene affidata la parte "burocratica" di un piano. Una sorta di "ragioniere", che peraltro e' assolutamente vitale in uno stato maggiore.

Ma non era un ufficiale da 'prima linea' e non aveva grandi doti di leader.



@itto ogami

Eh si', Chamberlain he ha combinate di cazzate. ;-)



Federico

La sua dipartita prematura non avrebbe permesso alla gang di radicarsi per i decenni successivi?

Be', era quello che volevano. Personalmente ritengo che dover trattare da posizioni di forza con degli ultraconservatori sarebbe stato meglio di dover combattere i nazisti.

Yossarian said...

@Gillipixel

Grazie e auguri anche a te.

:-)