Occhei, per carita': bruciate il Corano in Cagacazzistan e se poi una folla ululante di pastori di capre, vi infila le palle in un frullatore, non potete esattamente prendervela col "sistema" come farebbe Er Pelliccia o un black bloc col papa' senatore per passarla liscia.
E' soprattutto colpa vostra.
Anche se io con le vendette non sono molto postmoderno, quindi al posto delle idee, della religione o della cccultura, tendo a diventare idrofobo se si va sul personale.
In tal senso, se un giovane pastore di capre sopravvissuto alla vaporizzazione della sua festa di matrimonio da parte di un pilota della Nato che dopo 10 stracazzo di anni in Afghanistan non ha ancora capito la differenza fra un plotone di talebani e una festa nuziale, dicevo, se il sopracitato pastore avesse fatto una strage di soldati Nato per vendicarsi, o aizzato la folla, be', onestamente avrei capito.
Forse anche giustificato.
In effetti, quando stringi per mano la tua giovane e bellissima sposa e un secondo dopo, a causa di un missile Hellfire, ti ritrovi a stringere una torcia umana che sfrigola e si contorce lanciando urla inumane, col caratteristico odore dolciastro che emana la carne umana carbonizzata, be', diciamolo, sono cose che se vivi nel civilissimo occidente, poi devi passare il resto della tua vita a seguire uno di quei costosissimi corsi di Anger Management che frequentano le avgvste donne in carriera progressiste, femministe e altoborghesi della 27 Ora quando non vengono promosse a Direttore delle Operazioni ed e' colpa della societa' maschilista.
Ma facciamo anche senza il forse: diciamo che seguo il pastore di capre e gli passo i caricatori del Kalashnikov.
Tuttavia, dopo aver letto i postmodernisti, ed essermi reso edotto degli "approcci diversi alla realta' e alla conoscenza" non posso biasimare nemmeno chi minaccia tsunami di sangue su scala globale se un membro idiota di un club rivale degli "amici immaginari" minaccia di farsi un barbecue col suo testo sacro.
Anzi no: diciamo che ho letto i postmodernisti e continuo indefessamente a pulirmici il culo, tuttavia il motivo per cui non posso prendermela ne' con un pastore evangelico sfigato, ne' con gli avversari barbuti che sposano bambine di nove anni o si arrangiano con le capre quando manca la carne fresca, e' che fanno il loro lavoro: sono pagati per quello.
Tantomeno posso prendermela coi pregyatyssymy intellettuali filoislamici che le universita' continuano inutilmente a sfornare con lo scopo precipuo di non capire assolutamente un cazzo di Medio Oriente e ammannirci soverchie belinate sui Fratelli Musulmani come la DC o fare il tifo per la Siria quando gli stessi ribelli islamici per cui facevano il tifo in Egitto vengono massacrati dal dittatore nazista della Siria, perche' la Siria e' alleata dell'Iran, e l'Iran e' buono ed e' la nuova Cuba.
Fanno il loro lavoro: sono pagati (dal contribuente) per quello, e il loro lavoro consiste nell'inventarsi una monumentale scemenza come l'islamofobia, farci due balle come l'Hindenburg (il dirigibile, zotici) con i poeti persiani del XII secolo e in ultima analisi, idolatrare i musulmani.
Che poi, scusate, ma qualcuno mi spiega cos'hanno di tanto speciale sti diamine di musulmani?
Io posso capire la fascinazione per il marxismo e la sua utopia di una societa' piu' giusta e senza sfruttati, oppure che so, restando in tema di religioni, l'entusiasmo per il misticismo induista, il Maharishi Yogi, Ganesh il Dio Elefante, i cilum e la dissenteria a Goa, ma questi imam che appena aprono bocca fanno venire orgasmi multipli ai nostri avgvsti intellettuali, si puo' sapere cosa dicono di tanto speciale?
Voglio dire, gli imam sono come i nostri parroci: scusate, ma voi vi fareste saltare in aria su un treno carico di pendolari perche' ve l'ha detto Don Matteo?
Siete sull'Intercity Milano-Carate Brianza, quando a un certo punto vi alzate, scoprite la cintura esplosiva, gridate "Dio lo vuole! Giustizia per i mutilatini di Don Gnocchi!" e premete il pulsante del detonatore.
Comunque, tornando a noi, non e' questa monnezza filoislamica che mi fa incazzare quando qualche fulminato minaccia di dar fuoco al Corano: l'ho gia' detto. E' uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo.
No, quelli che non sopporto sono tutti gli intellettuali e coloro che si piccano di essere progressisti o di sinistra, quando qualcuno minaccia l' "insano gesto".
A quel punto si scatenano sui loro blog e giornali con furore luterano per condannare chi brucia i libri evocando, tanto per cambiare, i roghi notturni dei nazisti con coorti di camicie brune illuminate dalle torce, che gettano nella pira la cultura europea.
Che mannaggia a li muorti, mi dispiace solo che Derrida non abbia pubblicato all'epoca e di non essere di quella generazione, altrimenti gliela reggevo io la torcia a uno Standartenfuhrer delle SA.
E piu' leggo il loro sdegno e piu' mi girano i coglioni, perche' questi campioni dei diritti umani, questi pacifisti, questi difensori degli oppressi e della sacralita' della vita umana, non si fermano nemmeno un attimo a pensare a una cosa, quando con la scusa del rispetto delle religioni e della cultura, tirano involontariamente la volata ai barbuti pirla che poi uccidono o bruciano ambasciate.
Si', o incommensurabili, incontrovertibili, immarcescibili e monumentali teste di cazzo, perche' il vostro feticismo per la cultura, perche' di feticismo si tratta, non riesce a farvi entrare nel cervelletto che piu' barbaro di bruciare i libri c'e' solo scannare barbaramente chi brucia i libri.
Ah, voi dite che chi brucia i libri finisce col bruciare la gente?
Puo' darsi o inderogabili, imponderabili e immantinenti teste di cazzo, ma quello che so e' che abbiamo cominciato a sterminare i nazisti quando questi hanno cominciato a bruciare la gente e non i libri.
Ed e' proprio per lo stesso motivo che non abbiamo sparato e non spariamo ad alzo zero sulle folle ululanti di barbuti fanatici che nelle capitali europee bruciavano i "Versetti Satanici", che bruciano tuttora le bandiere israeliane, americane, che insultano i parenti delle vittime dei soldati inglesi morti in Afghanistan ai funerali o se ne escono dicendo che Gesu' e' un cadavere in croce (che poi, su questo, avrebbero anche ragione).




