Monday, 1 April 2013

Il Paciugotto va alla guerra (parte I)



La Corea del Nord minaccia di lanciare missili sulle basi americane nel Pacifico, gli USA rispondono spostando due bombardieri strategici stealth B2 nella penisola coreana e bingo, si torna a parlare di guerra in una delle aree del pianeta che sono l'equivalente geostrategico di quello che in Geofisica e Vulcanologia viene definito  un "vulcano esplosivo-attivo in uno stato di quiescenza": come il Vesuvio.



La Guerra Dimenticata


La penisola asiatica di Corea fu governata dall'Impero Coreano dalla fine del XIX secolo fino al 1910, anno in cui venne invasa e annessa dai giapponesi a quello del Sol Levante.
Dopo la sconfitta del Mikado nella Seconda Guerra Mondiale, la Corea fu divisa in due: quella del nord venne occupata dalle truppe sovietiche e quella del sud dagli americani.

Nonostante sulla carta ( in questo caso letteralmente, tramite la "Dichiarazione del Cairo" del 1943) esistesse un piano per la riunificazione tramite una votazione sotto l'egida dell'Onu, questa venne pesantemente boicottata dai sovietici e dai comunisti nordcoreani, tanto che si svolse solo nel sud del paese e  porto' alla creazione di due stati separati nelle rispettive aree di occupazione.



La Repubblica Democratica di Corea ("Repubblica Democratica" e' un ossimoro piuttosto comune in tutte le denominazioni delle dittature comuniste) nella parte settentrionale del paese, era ed e' governata dal Partito dei Lavoratori della Corea del Nord che pratica una variante locale del marxismo-leninismo detta "Juche" (autosufficienza), elaborata dal suo leader e fondatore Kim-Il-sung, per gli amici (anche questo un ossimoro) il Grande Leader, ma in realta' un feroce e sanguinario dittatore di stampo stalinista.

Un feroce e sanguinario dittatore di stampo stalinista.

Nella zona d'influenza statunitense nacque la Repubblica di Corea,  una repubblica presidenziale e all'epoca l'unico governo legittimo riconosciuto dall'Onu, guidata da Syngman Rhee, rampollo di una delle piu' antiche e prestigiose famiglie aristocratiche coreane, ultranazionalista (per questo era dovuto riparare in Cina durante l'occupazione giapponese) e in seguito implacabile anticomunista.

Syngman Rhee era essenzialmente un corrotto farabutto di destra che divenne "de facto" il dittatore della Corea del Sud con l'appoggio degli americani, in ossequio alla tradizionale consuetudine statunitense in politica internazionale, secondo cui  Tizio sara' anche un farabutto, ma e' il "nostro farabutto ".

Il "nostro farabutto".

L'eruzione del vulcano geopolitico coreano avvenne sei anni dopo l'ultima del Vesuvio: nell'estate del 1950 e  in piena Guerra Fredda, quando Peppe Baffone in arte Stalin, si fece convincere dal leader comunista nordcoreano Kim-Il-sung che invadere e annettere la Corea del Sud, era una ideona brillante e geniale che  avrebbe portato grandi benefici a entrambe le dittature. Una ideona fondata sull'assunto che della penisola asiatica agli americani non gliene potesse fregare di meno e che l'allora presidente americano Truman, non avrebbe reagito.

"Caro Kim: come mi piace questo piano! E mi eccita farne parte. Facciamolo!"

Ma come recita un vecchio adagio militare, "il nemico non collabora"e Truman mando' in fumo il piano dei due dittatori. La Guerra di Corea ( 25 giugno1950- 27 luglio1953) si trasformo' rapidamente da una bega locale a un conflitto su vasta scala tra una coalizione dell'ONU (Risoluzione 84 del 7 luglio 1950) guidata dagli Stati Uniti con la partecipazione diretta e indiretta di 23 paesi, e i nordcoreani appoggiati dall'URSS e dalla Cina comunista di Mao Tse Tung, che intervenne militarmente nel conflitto nell'ottobre 1950.
Dopo una fase iniziale di rapide offensive, grandi avanzate e alterne fortune delle due parti in lotta,  il conflitto si impantano' in una sanguinosa guerra di posizione reminiscente del "tritacarne" di Verdun della Prima Guerra Mondiale, nell'aspro e montagnoso terreno  coreano.


Quando nel luglio del 1953, dopo una serie di estenuanti trattative, venne firmato un armistizio nel villaggio di  Panmujeon, la "brillante ideona" di Kim-Il-sung assecondata da Stalin, era costata la vita di tre milioni di coreani del nord e del sud, 400.000 cinesi (compreso il figlio prediletto di Mao), 36.576 americani e 2578 uomini dei vari paesi della coalizione ONU.
Tutto quel sangue per ritrovarsi essenzialmente senza ne' vinti, ne' vincitori, con un paese sempre diviso in due dalla linea del 38 parallelo e un armistizio che non si e' mai trasformato in un accordo di pace. Tecnicamente, le due Coree sono ancora in guerra.

Ma se a livello locale il conflitto si risolse in uno stallo, a quello internazionale, il terremoto coreano apri' una faglia nelle "placche tettoniche" geopolitiche dell'epoca le cui conseguenze avranno un peso enorme nella storia della seconda meta' del XX secolo.

La Guerra di Corea e' infatti lo spartiacque della Guerra Fredda, il momento in cui il confronto tra il blocco comunista e le  alleanze occidentali si allarga dall'Europa spaccata in due dalla Cortina di Ferro per assumere una dimensione planetaria.

Negli Stati Uniti,  il successore repubblicano di Truman,  il presidente ed ex comandate delle truppe alleate in Europa nella Seconda Guerra Mondiale, Dwight D. Eisenhower, decide che con l'invasione della Corea del Sud,  l'URSS ha lanciato il guanto della sfida globale e sulla scia della strategia del "contenimento" elaborata nel 1946 dal diplomatico George Kennan, formula la cosiddetta "teoria del domino", in base alla quale se si consentiva all'URSS di prendere il controllo di un paese chiave in una qualsiasi area del globo, le nazioni vicine sarebbero cadute sotto l'influenza sovietica come i pezzi di un domino.

Questa dottrina influenzo' pesantemente la politica internazionale americana durante la Guerra Fredda e fu la causa diretta di molti interventi militari statunitensi nel mondo, a cominciare da quello catastrofico  del Vietnam.

E in tal senso la Guerra di Corea lascio' un altro retaggio avvelenato nel mondo occidentale, stabilendo una sorta di paradigma delle guerre combattute successivamente dagli USA e dai suoi alleati, i cui effetti si avvertono ancora oggi.

Gli americani chiamano quella di Corea "La Guerra Dimenticata" perche' dopo un periodo di iniziale entusiasmo patriottico, l'attenzione dell'opinione pubblica statunitense verso il conflitto calo' drasticamente e, specie durante la sanguinosa fase di stallo dal 1951 al 1953, parve addirittura volerlo rimuovere. Al contrario di quanto era avvenuto durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, i reduci trovarono una America decisamente fredda nei loro confronti e per non pochi di loro, che solo qualche anno prima  avevano anche combattuto  in Normandia o a Iwo Jima, questo fu un trauma.
Tutti conoscono la Guerra del Vietnam e il dramma dei suoi reduci, ma di quelli di Incheon o del Chosin Reservoir (due grandi battaglie del conflitto) ancor oggi si sa poco o nulla. 
Per loro o contro di loro, nessun Jimi Hendrix suono' una versione devastante di Purple Haze nel livido  mattino di un megafestival rock. Nessuna rivoluzione, figli dei fiori, amore libero, Detroit che brucia, Sergente Hartmann, Charley, la Cavalleria dell'Aria e la Cavalcata delle Valchirie,  mama-san, papa-san e "cinque dolla, amole lungo lungo". 
Nemmeno i pacifisti che ti aspettano all'aeroporto per sputarti addosso e chiamarti "ammazzabambini".
La Guerra di Corea non entro' nell'immaginario collettivo del mondo e dell'occidente.
I veterani  della Corea trovarono solo la piu' totale e completa indifferenza di un'America indaffarata e indifferente che voleva riprendere il suo " business as usual" e dimenticare una guerra che non la riguardava piu'.

1968, Hue, Vietnam: io sono fico. Sono amato o odiato. E comunque, con me, ci fanno un sacco di film.


1950, Chosin Reservoir, Corea del Nord: io invece, evidentemente ho la mamma negra perche' non mi si fila nessuno. Fra l'altro, nel Viet-Fottuto-Nam almeno faceva caldo. Qui fa un freddo becco.


I tre anni in Corea segnarono inoltre la fine "dell'Eta' dell'innocenza" per il soldato americano e la sua immagine di "Settimo Cavalleggeri della Liberta' ".

Qualcuno negli USA comincio' a chiedersi se per proteggere la democrazia dalle dittature comuniste, fosse moralmente giustificabile appoggiare o instaurare dittature reazionarie o fasciste come quella di Syngman Rhee, ma soprattutto se bisognasse versare sangue americano per proteggere un abominevole autocrate fascista, dall'aggressione di un nefando tiranno comunista.

Del resto, la propaganda sovietica e cinese - aiutata piu' o meno volontariamente da non poche sinistre occidentali - fu molto abile nel mescolare le carte in tavola, facendo passare aggressore per aggredito e oppressore per oppresso, secondo un copione collaudato e concepito espressamente per l'opinione pubblica occidentale, che si ripetera' nel Vietnam e in tutte le guerre successive anche dopo la caduta del comunismo.

Tutte queste contraddizioni all'epoca erano ancora allo stadio embrionale, ma sarebbero esplose alla fine del decennio successivo in Vietnam.



Ma anche nel blocco dei trinariciuti, il conflitto coreano ebbe ripercussioni drammatiche.

L'imprimatur di Stalin al piano di Kim-Il-sung, fu l'ultimo e il piu' grave di una serie di errori che "l'Uomo d'Acciao" commise dopo la Seconda Guerra Mondiale. 
Il primo avvenne "in famiglia" quando nel 1948, il leader jugoslavo Tito e il suo partito comunista, ansiosi di scrollarsi dal giogo di Mosca per percorrere la loro via nazionalista al socialismo, ruppero con Mosca e vennero espulsi dal Cominform.
Il secondo, sempre nel 1948, fu il Blocco di Berlino con il susseguente ponte areo anglo-americano che risulto' in un clamoroso "occhio pesto" per Stalin. L'iniziativa sovietica, oltre a fallire sul piano pratico, convinse alleati occidentali e tedeschi che era necessario istituire uno stato tedesco indipendente nell'area d'influenza americana e trasformo' l'URSS nel "pericolo pubblico numero uno" della democrazia, spingendo vari stati europei ( fra i quali l'Italia) a entrare nella NATO.
E a guerra iniziata, Stalin fece forse quello piu' catastrofico, quando durante la seduta del Consiglio di Sicurezza dell"ONU che autorizzo' l'intervento militare in Corea, il delegato dell'Unione Sovietica non si presento' alla riunione per boicottare il seggio permanente del consiglio, assegnato al governo di Taiwan invece che alla Repubblica Popolare Cinese di Mao, e non pote' quindi esercitare il diritto di veto che avrebbe stroncato l'iniziativa USA.

Io lo dico sempre che boicottare oltre a non servire un cazzo e' controproducente. Ma vallo a spiegare ai centri sociali.

L'avventura nordcorena, come lo "Strappo di Tito", apri' un'altra crepa nel monolito comunista, che all'epoca non venne percepita ne' da Stalin, ne' dagli occidentali, ma che a lungo termine si trasformo' in una rottura netta dalle conseguenze devastanti per l'URSS, con l'altro grande stato comunista del pianeta: la Cina.

Dopo un inizio pirotecnico che aveva travolto il patetico esercito sudcoreano e quasi rigettato in mare le poche e male addestrate truppe statunitensi nella penisola, le armate della Corea del Nord vennero prima fermate dall'accanita resistenza degli americani a Pusan, e poi colte completamente di sorpresa da una rischiosissima e geniale operazione ( l'unica della sua sopravvalutatissima carriera) del generale americano Douglas MacArthur, l'ex eroe della guerra contro il Giappone, che sbarco' 40.000 uomini alle loro spalle, nella citta' di Inchon.

Lo sbarco di Inchon: un assoluto colpo di genio e anche l'unico della carriera di MacArthur.


Gia' piagato da gravi problemi logistici e con  le vie di rifornimento tagliate da MacArthur, l'esercito nordcoreano si squaglio' come neve al sole e nell'autunno del 1950,  le forze ONU e USA, come si evince dalla cartina, avevano non solo liberato la Corea del Sud, ma anche occupato la capitale di quella del Nord, Pyonyang e il resto del paese, spingendosi al confine con la Cina.

Mao Tse Tung, a differenza di Peppe Baffone che di arte militare non capiva una emerita sega, era un eccezionale tattico e stratega ( i suoi scritti sulla "guerra di popolo" sono stati e sono la Bibbia di tutti i movimenti di liberazione del secolo scorso e di quello attuale) e decise di intervenire per salvare i nordcoreani sulla scorta di due considerazioni  che si rivelarono sostanzialmente corrette: la Cina era uscita a pezzi dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla successiva guerra civile contro Chiang Kai shek, quindi  la rivoluzione aveva bisogno di consolidarsi e non poteva permettersi, oltre all'amaro boccone di Taiwan, di avere un altro stato ostile e filoamericano sulla porta di casa. In secundis, si trattava di una questione di prestigio: visto che l'ONU snobbava il governo di Mao, quale occasione migliore per dimostrare con una prova di forza proprio contro l'ONU che la Cina comunista era una realta'?

E' la stessa logica che nei film western spinge il giovane e brillante, ma sconosciuto pistolero a sfidare  il grande e famoso pistolero.

E  il grande pistolero fu impallinato come un tordo, perche' l'attacco cinese inflisse all'ONU e agli USA la piu' secca e netta sconfitta subita dall'esercito americano dopo la caduta delle Filippine per mano dei giapponesi e la fase iniziale dell'offensiva delle Ardenne per quella della Wehrmacht.

Il leader cinese che era comunque conscio dei limiti operativi e soprattutto logistici della sua Armata Rossa, chiese a quel punto un aiuto e un impegno concreto all'altra Armata Rossa del collega russo, ma Stalin comincio' a nicchiare e ad accampare scuse fumose: un po' come le donne quando voi ammiccate con l'occhio trigliato e loro vi  dicono che  hanno "mal di testa".


"No, sul serio Mao, non stasera: ho un'emicrania che mi spacca il cervello"

Alla fine Stalin accetto' di fornire a Pechino armi e munizioni ( e nemmeno tante) che i cinesi dovettero pagare utilizzando un prestito che i sovietici gli avevano fatto per ricostruire l'economia distrutta dalla guerra civile.

Mao e la dirigenza cinese, che alla fine della guerra avevano pagato a carissimo prezzo l'intervento, ebbero l'impressione di essere stati usati da Stalin e le relazioni tra le due potenze comuniste cominciarono quel lento declino che sarebbe culminato con l'ostilita' aperta degli anni 60 (quando sul fiume Ussuri al confine tra Russia e Cina  volarono sberloni tra le due Armate Rosse) e la clamorosa apertura agli americani con la "diplomazia del ping pong" e la successiva  visita di Nixon in Cina nel 1972 che normalizzo' le relazioni fra USA e Cina isolando l'Unione Sovietica.


"Sei un comunista puzzone, ma sei simpatico e chissa', forse un giorno anche voi trogloditi potrete provare l'ebbrezza del capitalismo"

" Velo, e magali voi spostale tutte vostle fabbliche da noi e noi diventale licchi sfondati con vostli dollali  in nostle banche  pel poi lidulvi in mutande e diventale plima potenza mondiale. Capitalismo anglosassone non e' tigle di calta, ma tigle mongoloide".

"Hahahahahaha, ma sai che sei una sagoma? Cos'e', umorismo cinese?"

***


Nella seconda parte di questo post, esamineremo le vicende della famiglia Kim al timone della Corea del Nord e ci sposteremo nel presente con alcune riflessioni personali sull'ultima crisi del 38 parallelo.


Il termine " Paciugotto" riferito a Kim-Jong-un, e' copyright esclusivo dello straordinario Aleks (Sobchak Security).

17 comments:

Palmiro Pangloss said...

Bel post Yoss, aggiungo solo una considerazione: al momento dell'attacco nordcoreano la situazione economica e militare delle due coree era molto, molto diversa: la DPRK era la parte ricca - non certo prospera in assoluto dopo l'occupazione nipponica e la IIGM, ma in senso comparato si - del paese, dove si concentravano le risorse industriali e minerarie, mentre il Sud era essenzialmente contadino: una specie di Cambogia fredda. Non solo: le FFAA dei due paesi riflettevano questa situazione, e le rispettive volontà dei loro padrini: quelle del nord erano relativamente moderne, erano meccanizzate ed equipaggiate ed addestrate alla sovietica per la guerra meccanizzata, quelle meridionali erano sopratutto una forza leggera, pietosamente armata ed addestrata, e anche abbastanza corrotta, che aveva come missione principale la repressione interna, tanto che la breve storia repubblicana prebellica della ROK è costellata di stragi di "comunisti" che erano essenzialmente gente affamata. Dicevo dei padrini: Stalin era stato generoso di T34, arerei, cazzi e mazzi mentre gli yankees erano stati super-tirchi: armi leggere, spesso dalle scorte catturate all'Impero del Sol Levante, pochi camion e andalè! Non che Rhee non volesse più armi e migliori, solo che gli USA non gliele davano, come peraltro hanno sempre fatto con i loro FDP terzomondisti tranne lo Sha e poi le altre teste d'asciugamano , che tanto aveva il grano e se gliele rifiutavi le comprava da qualche concorrente, e allora tanto valeva darglie sovvenzionando l'industria bellica USA.

Non solo, nel Sud praticamente non c'erano truppe USA, solo qualche consigliere.

E' in fatti poco noto agli sbroc, ma anche a tanta gente normodotata, che gli USA dopo la IIGM - nonostante la paranoia anticomunista montasse - avevano pressochè smantellato le enormi e supertecnologiche FFAA con le quali erano usciti dalla guerra. Non erano tornati a forze patetiche come quelle che avevano prima, ma quasi, certi che il possesso della Bomba li tenesse al sicuro. Certo c'era stato il '48, ma come dicevi ci si era concentrati sull'Europa, e in ogni modo anche i cicli di ricambio degli equipaggiamenti avevano rallentato, anche per capire bene cosa stesse succedendo in un periodo di progressi tecnologici rapidissimi sull'onda dei fantastiliardi spesi in R&D durante la guerra da poco finita.

Non a caso le forze USA che arrivarono in Corea dopo l'attacco erano essenzialmente forze d'occupazione prese dal Giappone, abbastanza male equipaggiate con roba della IIGM. Uno dirà "Ma la IIGM era finita solo 5 anni prima, fesso!", vero, ma come dicevo s'era in un periodo rivoluzionario da quel punto di vista, non come ora che per introdurre un nuovo sistema d'arma ci vogliono 25 anni: stavano arrivando i jet, gli MBT e il fucile d'assalto, tanto per dire.

Tutto questo per dire che gli USA sono sempre stati strategicamente abbastanza fessi, ma fessi ricchi, reattivi e quando ci si mettono pragmatici nel loro ideologismo di derivazione puritana. Così presa la sberla sul naso gli americani s'incazzarono davvero, e costruirono - o meglio smisero di smantellare - l'apparato militar-industriale come lo definì Eisenhower, e lo potenziarono fino a creare quello che tutti conosciamo: un potentissimo fattore della successiva guerra fredda.

Albion said...

Grossomodo sono d'accordo. Anche se MacArthur lo sopravvaluti pure tu.
Sui cinesi vorrei spezzare una lancia a favore degli americani. In pratica vennero travolti da una marea umana, fonti parlo di 1.000.000 di soldati cinesi che arrivavano ad ondate continue e tutto sommato ressero bene il colpo. Tant'è che stabilizzarono il fronte grossomodo sugli attuali confini.
Potevano vincere gli americani? Penso di si. Ma, come hai fatto notare, mancava il supporto interno.
Come curiosità a margine. Come al solito gli Inglesi salvarono il culo agli americani anche in questa occasione. In particolare nella battaglia di Imjin la 29esimaa Brigata (soprannominati i "Frozen Arsehole") tennero a bada per tre giorni il 19esimo gruppo d'armate cinesi salvando Seoul.

CMQ la guerra di Korea, ed il buon Yoss si scorda COLPEVOLMENTE di menzionarlo ci da tre cose inarrivabili. MASH telefilm, MASH di Robert Altman film ed il libro ononimo.

Norbert said...

Ottimo articolo

Rigauardo alla "copertura mediatica" sulla Guerra di Corea ricordo che il celebre film *M*a*s*h*, girato durante la guera del Vietnam, era ambientato nella guerra di Corea. Anche se voleva, ovviamente, farsi beffe della guerra del Vietnam allora in corso.

Se ci fate caso, gli elicotteri portaferiti non erano u classici Huey "del Vietnam" ma i bell 47 (e non solo) col classico abitacolo a bolla, tipici della guerra in Corea

Yossarian said...

@Palmiro

Ottime, circostanziate e doverose precisazioni le tue.

Fra l'altro hai fatto bene a ricordare che l'US Army dopo la IIGM aveva praticamente smobilitato ed e' per questo che la Guerra di Corea segno' lo spartiacque, perche' da quel momento in poi comincio' il riarmo della Guerra Fredda.

Sul complesso militare-industriale c'e' da osservare che anche quello sovietico non scherzava e fu forse la causa prima del collasso dell'URSS.

l'Armata Rossa divento' quasi piu' forte del Partito e questo era esattamento quello che Stalina aveva cercato di evitare con le purghe.


@ Albion

D'accordo su tutto, pero' l'intelligence USA falli' clamorosamente cosi' comme la ricognizione aerea nell'individuare la concentrazione di forze cinesi.

Parliamo di un milione di uomini, non di qualche migliaio di viet cong e pur muovendosi a piedi e di notte in un terreno difficile con grande abilita', erano sempre parecchi.

Sul "ressero tutto sommato bene" sarei piu' cauto. USA e ONU persero l'intera Corea del Nord e si arrestarono solo quando i cinesi cominciarono a perdere colpi logisticamente. Del resto quella cinese era fanteria leggera e piu' di tanto non poteva fare. Era praticamente priva di artiglieria pesante e copertura aerea.

Cio' non toglie che le truppe USA ( e UK) combatterono molto bene e ristabilizzarono il fronte. Specie quando MAcArthur fu licenziato dopo la sparata sull'impiego di armi nucleari, e sostituito dall'ottimo Ridgway.

@Norbert

Infatti. Tra le due guerre esistevano diverse affinita'.

Anonymous said...

Uno dei pochi che si ricorda della Guerra di Corea penso sia Eastwood.
A memoria direi Gunny e ''Gunny in pensione'' alias Gran Torino.
Appena finito l'immane macello della WWII, una nuova guerra dall'altra parte del mondo è stata rigettata in fretta, ed è comprensibile.
fre.

Yossarian said...

@Fre

Si', sono assolutamente d'accordo, tanto che avevo pensato di citare Gran Torino, ma poi in fase di pubblicazione ho "sfrondato" alcune parti.

Albion said...

Partiamo da un fatto base. McArthur era un tronfio pallone gonfiato che era inadatto al comando. Come generale ad 1 stella andava bene, oltre no. Non aveva nessun senso strategico e si faceva trovare spesso e volentieri con i pantaloni calati. I veterani di Kokoda pisciano allegramente sulle sue fotografie.
E in questa occasione, nel momento in cui i cinesi decidono di rifilargli una sberla lui è impreparato. Non capisce nulla della situazione geostrategica e auspica di bombardare "a nord del fiume giallo". Cioè il cretino non sollo si fa trovare con le braghe in mano dai cinesi e si fa prendere a sberle ma dice di bombardare nuclearmente un alleato dell'Unione Sovietica.

Antonio Allegri said...

Pensare che fu proprio nella guerra di Corea che si pensò di equipaggiare in meniera intensiva le truppe USA con quella ciofeca della M1 Carbine al posto del vecchio e collaudato Garand, a ennesima dimostrazione della capacità dei vertici delle gerarchie militari del Pentagono sull capacità di valutare le potenzialità delle nuove sperimentazioni della tecnologia bellica...

Myollnir said...

Sento che stai per scrivere, nella II parte, che McArthur era un borioso coglione guerrafondaio e incompetente. Eppure, con il senno di poi, la teoria del domino si è dimostrata reale prima nel SE asiatico (Viet-Nam --> Laos ---> Cambogia), poi anche in Africa (Corno d'Africa --> Angola --> Mozambico), solo nel cortile di casa dell'America latina hanno arrestato l'espansione dell'URSS; e credo - certo posso sbagliare - che nei primi anni '50 URSS e Cina erano ancora troppo deboli per reagire ad una risposta nucleare; e che, mettendo fine ad un regime folle come quello della dinastia Kim, avrebbero alla fine risparmiato anche ai nordcoreani decenni di fame, cannibalismo, e peggio. Dico, un regime che è arrivato ad abbattere aerei civili, ed a rapire cittadini stranieri (scienziati, ma anche e perfino attori) per ridurli in schiavitù.

Yossarian said...

@Myollnir

Sento che stai per scrivere, nella II parte, che McArthur era un borioso coglione guerrafondaio e incompetente

Senti male: la seconda parte non e' dedicata a MacArthur.

MacArthur non era un guerrafondaio, era un borioso coglione incompetente.

Se non fosse stato un borioso coglione incompetente si sarebbe fermato prima dello Yalu evitando l'intervento cinese e risparmiando come dici giustamente tu un regime folle come quello della dinastia Kim ai nordcoreani.

Eppure, con il senno di poi, la teoria del domino si è dimostrata reale prima nel SE asiatico (Viet-Nam --> Laos ---> Cambogia)

Non proprio, perche' Laos e Cambogia finirono nell'orbita cinese mentre il Viet Nam in quella sovietica. URSS e Cina si odiavano e la Cina fini' a scatenare una guerra di confine contro il Vietnam filosovietico che aveva "liberato" la Cambogia filocinese.

Non definirei il sud-est asiatico come un successone comunista.

Quanto all'America Centrale, la presenza sovietica fu favorita dalla miope politica USA che vedeva comunisti dappertutto, quando in realta' in molti casi le rivendicazioni delle classi meno abbienti erano solo relative a riforme agrarie degne di uno stato civile e appoggiate da sindacati socialdemocratici. I colpi di stato appoggiati dagli USA che portarono orrendi dittatori fascisti al potere, provocarono la radicalizzazione a sinistra di quegli strati sociali e aprirono la porta a guerriglie e movimenti filosovietici altrettanto nefandi.

baron litron said...

due o tre commenti, a corollario della già completissima prima parte....

Giappone: prese la Corea nel 1911 praticamente senza sparare un colpo (sfruttando molto bene le continue congiure di palazzo della dinastia Yi), trasformandola da regno tributario della Cina a provincia giapponese, e iniziò subito una potente campagna di modernizzazione. dopo 35 anni, quello che era un paese di pescatori, contadini e cacciatori (e guerrieri frustrati da secoli di rivolte sterili contro i cinesi taglieggiatori) in un abbozzo di moderna potenza industriale di media caratura.

Giappone II: Hirosbìhima e Nagasaki l'avevano messo in ginocchio, aveva perso i suoi notevoli possedimenti d'oltremare (Corea, Taiwan e Manciuria i più vecchi e fruttuosi), era semioccupato e praticamente commissariato, con poche o nulle speranze di risollevarsi (per le varie proibizioni incrociate, si erano ridotti a comprare spranghe rompighiaccio dall'URSS per aggirare l'embargo sull'acciaio, e trasformarle in carrette del mare, che spedivano in porti stranieri, dove venivano smontate, rivendute a peso - in fondo era lamiera già semilavorata - , e private del motore, che veniva rispedito in JP per il prossimo giro....). la guerra di Correa offrì il destro per diventare una comoda e tranquilla base nelle retrovie, e gettò le basi per quell'economia di industria leggera e servizi che fece poi da trampolino di lancio per il boom della fine degli anni '60.

Stalin: gli giravano un po' i coglioni, perché al Caito lui, Roosevelt, Churchill e Chiang Kai-shek (Jiang Jieshi) s'erano messi d'accordo in un certo modo (intervento sovietico in funzione antigiapponese in cambio del resto della Manciuria, visto che la fetta tra l'Ussuri e il mare se l'era già scofanata lo zar approfittando della distrazione causata dalla II guerra dell'oppio alla corte manciù.
l'URSS ruppe infine la tregua con Giappone che teneva dal 1904 (battaglia di Tsushima), ma lo fece due giorni dopo Hiroshima, e ne approfittò per smontare tutta l'industria pesante della Manciuria (messa su dai giapponesi), mandando su tutte le furie Mao, che in zona aveva già fatto i suoi pensierini.... tanto, pensava Peppone, io l'accordo ce l'ho col generalissimo, mica con questo capopopolo tanghero eretico e scoreggione....
solo che poi la guerra civile la vinsero i comunisti (da soli, in effetti), per cui ciau ciau Manciuria.
le fregole di Kim Il sung gli diedero novella speme, facendogli fare un ragionamento semplice ma efficace, conoscendo i polli in lizza al momento: prometto ai cinesi l'appoggio aereo, quelli invadono la Corea, respingono gli americani, McArthur, che è un coglione, molla due o tre atomiche su Pechino e Shanghai, e io mi prendo quel che m'è scappato di mano cinque anni fa, risparmio sui caccia e poi magari dò un aiuto fraterno a Mao, che ormai sarà più trattabile.


continua

baron litron said...

riprende


l'America: sono stati abbastanza cretini da arrivare allo Yalu (e provocando quindi la controffensiva cinese), ma abbastanza furbi da rimuovere McArthur quando ha iniziato con le voglie nucleari, ben sapendo che di bombe non ne avevano poi molte, e che la situazione avrebbe potuto tranquillamente sfociare in un casino molto ma molto più grosso. con l'occasione, si sono svuotati i magazzini di bombe tradizionali, ho sentito che in tre anni sulla Corera ne hanno buttate più che nei sei anni della IIWW in Europa, dato da controllare....

Mao e gli amici sua: la guerra non ci voleva, e proprio dopo aver appena finito un aguerra civile di tr anni, lercia e sanguinosa come tutte le sue simili, e giunta a chiudere praticamente cinquant'anni di belligeranza diffusa in tutto il paese. erano alla frutta, ma avevano bisogno anche di compattarsi, e quale occasione migliore dello slancio fraterno verso dei fratelli comunisti? unito, lo slancio fraterno, alla semplice considerazione che si poteva approfittare dell'aiuto (fondamentale per la vittoria) per rimettere la penisola al suo posto, vale a dire farne un regno tributario dell'impero cinese (vabbé, senza imperatori tra i coglioni, ma ci siamo capiti lo stesso), e nello stesso tempo saggiare la bontà dell'aiuto sovietico, sul quale cui aveva già avuto modo di provare qualche leggera perplessità al momento proprio della guerra civile (qui ci sarebbe da fare un discorso da comunisti e di comunisti, tra Stalin e l'eretico, ma non è il caso e il momento). basti dire che tutta quanta l'operazione diede alla dirigenza cinese alcune conferme, una delle quali era che dei russi era meglio non fidarsi e basta.... e i risultati li si vedranno qualche anno dopo.

la Corea: che dire, quando mancano le donne uno può anche farsi le seghe, e illudersi che sia la stessa cosa. sappiamo però tutti che non è così. sapendo di non poter mai diventare una potenza (nemmeno provinciale), e vivendo in una parte di mondo popolata da vicini piuttosto ingombranti e invadenti, pur senza avere quasi nessun interesse strategico, han fatto che risolverla alla maniera dei perdenti di professione: ubriachezza molesta e risse disordinate, anche a livello nazionale. al sud almeno si mangiava, al nord nemmeno quello. botte e cattiverie però, come da tradizione, non se le sono fatte mancare in nessun posto della ridente penisola...

scusate la lunghezza, gli è che ci avevo dedicato qualche mese della mia vita accademica, a questo groviglio immondo.

Gillipixel said...

Caro Yoss, da simpatizzante storico a livello dilettantesco :-) non so commentare con tanta cognizione di causa circa i contenuti del tuo bell'articolo...mi limito dunque ai miei soliti complimenti: ho apprezzato come sempre la puntualità, la chiarezza, l'eleganza dell'esposizione, le inserzioni di intermezzi umoristici, i riferimenti precisi alle fonti...

Fatto sta che, per ogni argomento che tu affronti, riesci a sempre a chiarirmi ben bene le idee su un certo periodo storico...

Solo una piccola osservazione: la tariffa delle piccole viet baby-boom-boom di Full metal jakcet, mi pare di ricordare che fosse "quindici dolla" :-) cinque dolla era il prezzo scontato richiesto dal soldato Joker e compagni :-) se non vado errato...

Aspetto con interesse la seconda parte...

Ciao Yoss, tanti cari saluti anche ad RB :-)

Il Mango said...

Bellissimo post. Aspetto il resto
Ciao

Il Mango said...

Bellissimo post. Aspetto il resto
Ciao

Dimitri Stagnitto said...

Gallery spassosissima: http://kimjongunlookingatthings.tumblr.com/

Sbobba said...

"la situazione economica e militare delle due coree era molto, molto diversa: la DPRK era la parte ricca - non certo prospera in assoluto dopo l'occupazione nipponica e la IIGM, ma in senso comparato si - del paese, dove si concentravano le risorse industriali e minerarie, mentre il Sud era essenzialmente contadino: una specie di Cambogia fredda"

uh, mi ricorda la situazione tra nord e sud Italia prima della calata dei barbari. Che significa tutto ciò?