Tuesday, 19 August 2014

Di Battista, l'Isis e la teoria sbroccologica dei Burattinai Occidentali




Bisogna che qualcuno lo dica al Manifesto, ai kefiahmuniti dei centri sociali, a Di Battista, ai grillini, ai complottisti e in generale a tutti coloro che ritengono di essere la "voce degli oppressi" contro l'imperialismo occidentale.

L'idea che l'occidente o in particolare gli USA siano dietro a tutte le guerre o movimenti terroristi del pianeta e' la versione di sinistra o grillina del famigerato  "Fardello dell'Uomo Bianco" di Kipling.

L'idea fondamentale alla base di questa zozzeria e' quella secondo cui l'uomo bianco ha il dovere di compiere una missione civilizzatrice nei confronti degli altri popoli del pianeta.

In sostanza e' un po' come avere un figlio scemo che va seguito, educato e guidato perche' da solo non ce la fara' mai.

E ogni tanto rimesso in riga con una sana dose di cinghiate.

Al di la' delle polemiche e delle varie interpretazioni della poesia, scritta da Kipling per commentare le conquiste degli USA nelle Filippine e nelle ex-colonie spagnole, quel che e' innegabile e' che i proponenti dell'imperialismo se ne servirono come bandiera ideologica per giustificare il colonialismo.

E per quanto possa sembrare paradossale, questa fetenzia funziona benissimo anche in senso inverso.

Presupporre che i popoli non occidentali del pianeta siano semplici burattini mossi dai fili di Mangiafuoco americani o europei, significa considerare queste culture e civilta' una fila di bambini scemi incapaci di prendere decisioni e creare politiche autonome - buone o cattive - senza l'intervento occidentale.

Il loro destino non e' nelle loro mani, ma in quelle degli occidentali.

Questo atteggiamento e' un agghiacciante miscuglio fra  il Buon Selvaggio di Rosseau e un reality show in cui i "difensori degli oppressi" occidentali seguono in poltrona le vicende di concorrenti sottoposti a ordalie varie et assortite dagli organizzatori del programma e parteggiano per i loro beniamini.

"Oggi nella Casa del Grande Fratello, gli sciiti sembrano aver trovato la pace..."

E il difensore degli oppressi in poltrona: "Ohhhhh, finalmente! A me piacciono n'zacco gli sciiti. L'altro gggiorno nel confessionale se lamentaveno dei sunniti che je cagheno in salotto. Nun me pare gggiusto".

"...ma la regia ha in serbo una sorpresa vero Alessia?"

"Certo ragazzi. Una eccitante sorpresa: con l'aiuto del Mossad e della Cia abbiamo creato l'Isis e gliel'abbiamo nascosta nel frigo. Come gli sciiti lo aprono per farsi uno spuntino notturno, zac, zompa fuori Al-Bagdhadi con una mannaia che cerca di staccargli la capoccia".

E il difensore degli oppressi balza sulla poltrona: "Nooooooo, nun se po' fa! E' scoretto, e' inggggiusto, e' imppperialista! Mo' voglio vedere cosa dice Di Battista nel dibattito".

" E domani amici, vedremo cosa succede quando l'MI5 infila un serpente a sonagli nel letto dei Bambini di Gaza"

Perche' come in tutti i reality che si rispettino dopo la trasmissione ovviamente c'e' il dibattito in cui Giulio Meotti del Foglio si scaglia contro la Endemol accusandola di propagandare i matrimoni gay per distruggere le belle famiglie cristiane e occidentali, il Manifesto accusa la regia di manipolare i concorrenti sciiti e sunniti e Di Battista che come sempre hasn't got a fucking clue what is talking about, sgrana un rosario di immani cazzate da militante di terza categoria di un centro sociale.

Ora, intendiamoci: l'occidente ha fatto e continua a fare porcate, la piu' recente delle quali e' la Libia.

Qui non si stanno difendendo gli USA alla maniera di Giuliano Ferrara e la sua accozzaglia infame di cattoliberisti. Chi ha vissuto la Guerra Fredda o se la e' studiata seriamente sa che a volte l'occidente si poteva sostenere solo turandosi il naso, per parafrasare Montanelli.

E meno male che l'URSS e' crollata perche' specie durante l'era Reagan/Thatcher il tanfo era cosi' insopportabile che stava diventando difficile fare finta di niente.

Ma e' proprio durante la Guerra Fredda e in particolare durante il processo di decolonizzazione degli ex-imperi europei che sotto la crosta ideologica comincio' a formarsi una piaga purulenta di conflitti etnici, tribali e religiosi che si servivano di Marx o del " Mondo Libero" come semplici scuse per regolare conti vecchi di secoli.

In molti dei conflitti della Guerra Fredda - e in particolar modo dagli anni 60 in poi - i supposti "stati fantoccio" manovrati dai sovietici o dagli americani si rivelarono marionette non solo recalcitranti, ma in grado di afferrare i fili del burattinaio catapultandolo sulla scena suo malgrado.

I nordvietnamiti approfittarono della rivalita' cino-sovietica per ricattare e trascinare un riluttante Leonida Breznev  e l'URSS nella Guerra del Vietnam e i sudvietnamiti fecero lo stesso con gli USA.

Il Pakistan e' dopo l'Austria-Ungheria nel 1914 e l'Italia nel 1940 uno dei finalisti al concorso internazionale per il "Peggior Alleato di una Grande Potenza".


Il caso pakistano

Nel 1947 dal brillantissimo casino britannico della partizione del subcontinente indiano ( esempio reale di porcata occidentale)  nacquero due stati: il Pakistan a maggioranza musulmana e l'india a maggioranza indu'.

Il neonato stato islamico stretto tra l'influenza sovietica su Iran e Afghanistan e un India con spiccate simpatie filosovietiche, diede vita una politica estera che da allora e' rimasta una costante sia del paese centroasiatico, sia della maggior parte degli alleati mediorientali degli USA: il gioco delle tre carte dove il grullo in questo e altri casi era naturalmente rappresentato dagli Stati Uniti.

L'allora presidente Liaquat Ali Khan intavolo' contemporaneamente trattative sia con gli USA di Truman, sia con l'URSS di Stalin.

Peppe Baffone che era tutto meno che scemo, scelse una carta e si accorse subito che in quel gioco il giocatore perde sempre: nonostante la significativa presenza di un partito comunista pakistano, il background religioso del paese lo insospetti' e decise di chiamarsi fuori.

A quel punto Ali Khan ( facendo imbufalire i comunisti pakistani) si rivolse a Truman.

Non c'e' peggior scemo di quello che crede di essere furbo credendo di poter battere i furbi allo stesso gioco.

Il Presidente americano e la sua amministrazione rimasero dapprima perplessi perche' non avevano piani particolari per la regione, ma poi accettarono  l'offerta di Ali Khan.

Gli USA non erano infatti cosi' stupidi da non accorgersi che il Pakistan era governato da una classe politica corrotta e mediocre e pensarono davvero di poterne fare un fantoccio antisovietico con un esercito forte, ben armato e ben addestrato sulla falsariga della Legione Araba dei sovrani Hashemiti di Giordania, grazie alla tradizione militare ereditata dagli ex-padroni britannici.

Ma il leader pakistano si accorse delle reali intenzioni americane e rimescolo' nuovamente le tre carte, riavvicinandosi all'Unione Sovietica.

Per Truman & Co questa fu una doccia fredda e sebbene non esistano prove ufficiali, gli Stati Uniti furono accusati di aver cospirato per far uccidere Ali Khan che venne effettivamente assassinato il 16 ottobre 1951 in circostanze che non vennero mai chiarite del tutto.

Hanno quindi ragione il Manifesto o il Di Battista di turno? Sembrerebbe di si', ma se cosi' e' gli americani sono dei burattinai catastrofici perche'  in piu' di 50 anni di alleanza Washington non e' mai riuscita a far fare al Pakistan quello che voleva.

Il Pakistan ha sempre perseguito la propria politica regionale badando ai propri interessi e fottendosene di quelli americani che, nonostante l'alternanza di bastone e carota, non sono riusciti a impedire la realizzazione del programma militare nucleare pakistano e soprattutto non hanno mai messo il guinzaglio al potentissimo ISI (Inter Intelligence Services), il servizio segreto del paese islamico che riceveva e smistava autonomamente  i fondi e le armi destinate ai mujaheddin afgani durante la lotta antisovietica e che dopo la caduta dell"URSS creo' e sponsorizzo' l'ascesa dei talebani in chiave anti-indiana.

I talebani non li ha creati la CIA, ma il servizio segreto pakistano. La chiave della vittoria americana contro i talebani e' sempre stata in un Pakistan che nel migliore dei casi collaborava mugugnando e senza troppa convinzione.

Per controllare il Pakistan e vincere in Afghanistan seguendo le teorie complottiste dei "burattinaio occidentale", gli americani dovrebbero fare una versione da XXI secolo del Red Wedding di Game of Thrones invitando l'intero vertice dell'ISI a un banchetto ufficiale per poi farlo vaporizzare da un drone.

E temo che non basterebbe. 

Inoltre, ragionando  in base al classico e delirante "cui prodest" dei complottisti, se dovessimo imputare agli  USA gli assassinii di altri due capi di stato pakistani, il generale Muhammad Zia-ul-Haq e Bhenazir Bhutto dovremmo concludere che o gli americani sono degli emeriti imbecilli o dei Tafazzi.

Nel 1977 Zia  depose  con un colpo di stato Zulfiqar Ali Bhutto (padre di Bhenazir), socialdemocratico e leader del PPP (Partito Popolare Pakistano, in sostanza la sinistra) che aveva inaugurato la classica politica di riforme progressiste e nazionalizzazioni che a Washington solitamente non garba.

Zia  fece impiccare Zulfaqir e inauguro' la classica dittatura militare del " figlio di puttana che pero' e' il nostro figlio di puttana" che piace tanto a Washington, comprese le privatizzazioni che fanno tanto felici Wall Street e l'IMF, sigla che non sta per International Monetary Fund, ma per International Mother Fuckers.

Il generalissimo, ardente  e devoto musulmano, collaboro' attivamente con Reagan e i sauditi durante la crociata antisovietica in Afghanistan e se davvero come pensa la sbroccologia complottista, gli americani creano i terroristi islamici per opprimere i popoli e creare guerre che fanno fare montagne di quattrini al "complesso militare-industriale" , beh, con Zia avevano trovato la persona giusta.

Quindi se sono stati loro a provocare l'incidente aereo che lo uccise  nel 1988, sono una fila di microcefali autolesionisti.

Lo stesso dicasi della Bhutto: prima della sua morte nel 2007 in un attentato a Rawalpindi, l'ex-premier era l'unica speranza degli USA di fare pulizia degli elementi fondamentalisti nell'ISI, nel governo e nell'esercito per  vedere un impegno concreto del Pakistan nella lotta contro i talebani.

E la fai vaporizzare da un attentatore suicida? Ma tu non sei un Grande Vecchio, sei un Gigantesco Idiota.

Il Direttore della CIA.

Il Pakistan, era, e' e rimarra' un chiodo nel culo della politica americana nell'Asia Centrale e nel subcontinente indiano alla faccia dei "burattinai occidentali".

E lo stesso, seppur con alcune importanti distinzioni si puo' affermare del Medio Oriente.


La Culla della Civilta'? 

Cosi' come gli orologi rotti segnano l'ora giusta due volte al giorno, anche Di Battista ha ragione quando parla degli imperi coloniali inglese e francese che si spartirono il Medio Oriente dopo la Prima Guerra Mondiale e il crollo dell'Impero Ottomano.

Accadde effettivamente a Sevres nel 1920 e non nel 1921 come scrive Di Battista, ma piu' che quel trattato i danni gravi alla regione vennero fatti dall'accordo franco-britannico Sykes-Picot del maggio 1916 e  soprattutto dalla Dichiarazione di Balfour del novembre 1917.

Il grosso problema in entrambi i casi e in special modo nel secondo, era che i britannici ansiosi di vincere la guerra, promisero  tutto a tutti scontentando tutti.

Londra promise l'indipendenza ad armeni, arabi ed ebrei assegnando contemporaneamente la Siria ad arabi e francesi. 

E se pensate che questo sia machiavellico, beh, vi assicuro che come sempre la realta' e la Storia battono le piu' fantasiose e contorte scemenze complottiste, perche' mentre si affannavano a promettere tutto a tutti, gli inglesi stavano contemplando un Piano B in base al quale, se la guerra fosse finita a schifio, si sarebbe potuto trattare con i turchi -e quindi col nemico - una pace separata che avrebbe tradito tutti: arabi, armeni, ebrei e francesi.

Per fortuna non se ne fece nulla.

Sorvolerei inoltre sugli incontri preliminari del Trattato di Sevres, quando il primo ministro francese Georges Clemenceau durante un colloquio informale con il celebre "Lawrence D'Arabia" accampo' pretese sulla Siria giustificandole con il fatto che i francesi l'avevano dominata durante le Crociate.


E il colonnello Lawrence: "Si', ma le Crociate sono fallite".


L'orologio rotto di Di Battista segna l'ora giusta  per la seconda e ultima volta quando parla delle responsabilita' americane ( e britanniche) in alcuni  colpi di stato fino agli anni 60 e della ricerca della sovranita' da parte degli stati arabi compreso il solito pippozzo catartico su San Enrico Mattei, sicuramente assassinato da qualcuno che non gradiva la sua intrusione in quella che nell'ambito della Guerra Fredda sembrava una nuova corsa alla spartizione del Medio Oriente e del suo petrolio 


Ma qui le lancette di Di Battista rimangono inchiodate e  inizia la "conventional wisdom" da centro sociale.


Una storia dettagliata del Medio Oriente nel dopoguerra non e' l'oggetto di questo post e per di piu' metterebbe a dura prova la pazienza dei miei quattro lettori perche' richiederebbe circa 345678907654329098765 zillioni di post.


Quindi vediamo di ancorarci ad alcuni punti fermi della sbroccologia su "burattinai occidentali", tenendo ben presente che qui non si vuole giustificare nessuno, tantomeno diluire le responsabilita' o annacquare le colpe in base al noto (e complottista) principio secondo cui due torti fanno una ragione.


Ma la colpa della distruzione sistematica del Medio Oriente e' di tutti: americani e sovietici, occidentali e arabi, vittime e carnefici.


Se il Medio Oriente fosse un film sarebbe "la Battaglia di Algeri" coi protagonisti di Fargo dei Cohen, se fosse una canzone sarebbe Orgasmatron dei Motorhead ( My name is called religion, sadistic sacred whore) e se fosse un giallo sarebbe una di quelle storie di Poirot dove tutti i sospettati avevano un valido movente per uccidere la vittima.


E l'hanno fatto. Petrolio o no, Il Medio Oriente e' un colossale concorso di colpa.




Il  terrorismo come "arma dei deboli",  la questione della "sovranita' e i "burattinai".

Si parla sempre e anche correttamente delle responsabilita' e della longa manus americana o occidentale in Medio Oriente.

Tutto vero, tutto sconvolgente, zozzo e scandaloso e soprattutto questo non e' ne' quella latrina filorepubblicana del Foglio e tantomeno quella monnezza fascioliberista di Fox Tv.

Ma vogliamo parlare dei sovietici? Cos'e', forse  Mosca era la sede delle "Sorelle della Misericordia"?

Tre quarti delle armi che ancora oggi circolano in Medio Oriente sono di fabbricazione sovietica e l'URSS ha appoggiato con valanghe di armi e quattrini i peggiori regimi e dittatori del cosiddetto socialismo o nazionalismo panarabo: Gheddafi, Saddam Hussein, Sadat e  Assad ( father & son).

L'URSS fomento' l'antisemitismo degli arabi facendo circolare propaganda delirante secondo cui gli ebrei erano in combutta con i banchieri americani per impadronirsi del mondo.

Si chiamava "Operazione SIG", fu concepita nel 1972 e mirava a creare una insurrezione di massa nel mondo islamico sfruttando la religione e l'odio razziale per spazzare via Israele e colpire cosi' gli americani.

"Dobbiano instillare un odio di stampo nazista per gli ebrei nel mondo islamico - disse l'allora capo del KGB Yuri Andropov al generale a tre stelle della Securitate rumena Ion Mihai Pacepa -  e servirci di quest'arma emotiva per scatenare un bagno di sangue contro Israele e il suo principale alleato: gli Stati Uniti".

Quanto al terrorismo che Di Battista indica come" l'unica arma di chi si ribella in tempi di squilibrio degli armamenti" e' nato, in quella che e' la sua incarnazione attuale, nella Russia della fine del XIX per mano di gruppi antizaristi come i nichilisti e "Terra e Liberta' ".

Era una filosofia sanguinaria ed esclusivamente fine a se stessa che mirava alla distruzione della societa' in un Gotterdammerung di sangue e merda. 

Il trisnonno di bin Laden, dell'IRA, delle Brigate Rosse, dell'ETA, di Ordine Nuovo e perfino dell'Isis, nonche' l'archetipo del fanatico devoto alla causa e privo di empatia verso la societa', fu Sergei Nechaev, nichilista e colossale sociopatico che mori' in carcere nel 1882 con l'accusa di aver complottato per uccidere lo zar Alessandro II. 

La sua figura ispiro' e fece scrivere a Dostoevskij quello che e' forse il primo vero profiling di una cellula terroristica, ancora straordinariamente attuale per gente come Al-Baghdadi e uno dei  suoi capolavori assoluti: i Demoni.

Le idee e i metodi di Nechaev  passarono ai marxisti-leninisti che ne fecero buon uso e ne raffinarono scopi e tattiche.

Alla fine degli anni 60, quando l'URSS si rese conto che Israele era troppo forte per essere sconfitta militarmente dagli arabi e che un conflitto convenzionale arabo-israeliano sarebbe potuto sfuggire di mano e provocare un confronto nucleare con gli USA, decise di ricorrere al terrorismo, o come diremmo oggi a "metodi asimmetrici".

Cosa che del resto stava gia' facendo in Europa e in altre aree del pianeta.

"Il dirottamento aereo e' una mia invenzione" si vantava nel 1971 il Generale del KGB Alexander Sakharovsky riferendosi a quello che all'epoca era ormai diventato il "marchio di fabbrica" del terrorismo palestinese e di tanti altri sciroccati.

Nel 1969 soltanto, i terroristi dell'OLP compirono ben 82 dirottamenti.

Sempre secondo l'ex-generale - e disertore - della Securitate Ion Pacepa, Sakharovsky gli disse: "Nel mondo di  oggi con le armi nucleari che hanno reso obsoleti i conflitti convenzionali , il terrorismo deve diventare la nostra arma principale".

Altro che i romantici  "ribelli" di Di Battista: il terrorismo venne adottato e sdoganato ufficialmente da un servizio segreto, da uno stato e un regime che non credo rappresentino l'ideale ne' di Grillo ne' del M5S.

E passiamo brevemente ai presunti "burattini", al petrolio e alla questione della "sovranita' ".

Israele e Arabia Saudita, le due "colonne" della strategia americana in Medio Oriente come ho spiegato in un post di qualche mese fa hanno sempre fatto di testa loro causando spesso frizioni con Washington, e per ogni favore fatto all'alleato americano hanno chiesto di essere ripagati con interessi da strozzini.

Quanto al "bedrolio ghe gli oggidendali rubbano ai boveri boboli arabi", la grande crisi economica degli anni 70 che segno' la fine della crescita del dopoguerra e dell'Occidente Felix, non fu causata dalle Sette Sorelle o dal signoraggio, ma  dall'embargo petrolifero decretato dall'OAPEC (Organization of Arab Petroleum Exporting Countries), per protestare contro il sostegno USA a Israele nella Guerra del Kippur.

E veniamo a Gheddafi, Sadat , Assad (father & son) Saddam Hussein e l'Iran ( i dittatori arabi nordafricani sono inclusi come parte "culturale" e non geografica del Medio Oriente) che (eccezion fatta per l'Iran) con l'alleato sovietico  hanno sempre fatto il gioco delle tre carte.  

Gheddafi era un cane sciolto che salto' addosso all'Egitto di Sadat nel luglio del 1977 prendendo botte e gol e che successivamente attacco' il Ciad nel 1987 prendendo ancora schiaffoni dai ciadiani  (con l'aiuto  dei francesi).

Nessuno "burattinaio" costrinse Gheddafi a farsi riempire di sberle. Fu una sua deliberata e malaccorta scelta politica e militare.

Sadat prima era pappa e ciccia coi sovietici, ma nel luglio 1972 espulse tutti i consiglieri russi dall'Egitto perche' l'URSS si era rifiutata di spedirgli nuove armi.

L'anno dopo tuttavia quando l'Egitto attacco' Israele, l'URSS lo riforni' adeguatamente, ma negli anni successivi a fino al suo assassinio per mano di fonndamentalisti islamici, il presidente egiziano giro' le spalle all'URSS e divento' uno dei migliori alleati degli USA nella regione, siglando anche la prima vera pace fra uno stato arabo e Israele.

Anche qui il signoraggio, la CIA e gli Illuminati c'entrano poco. Fu una scelta dettata dalla realpolitik che al politico egiziano costo' la vita.

Gli Assad sono l'eccezione che conferma la regola: fedelissimi alleati dell'URSS prima e della Russia poi.

Tuttavia i guai di Assad Jr e della Siria  non li ha creati la Cia o il Mossad, ma le primavere arabe, un movimento spontaneo di rivolta popolare, incautamente appoggiato da quel tonno di Obama, che ha abbattuto come birilli tutti  i regimi piu' o meno laici del nazionalismo arabo e di cui si sono impadroniti astutamente i sauditi e le monarchie del Golfo per perseguire la loro agenda anti-sciita e anti-iraniana.

Posto che gli americani hanno contribuito in maniera significativa alla distruzione dell'Iraq, quello che e' in corso oggi in Siria e Iraq e' un gigantesco regolamento di conti  tra sciiti e sunniti e una lotta spietata  fra attori regionali per ridefinire l'equilibrio geostrategico dell'area  in cui gli USA c'entrano molto relativamente e Israele meno di un tubo.

L'Isis che come dice giustamente War Nerd e' nata sfruttando un vuoto di potere e non nelle stanze del Mossad o della Cia, e' finanziata da quattrini che vengono dal Golfo e da Ryadh e non dalle multinazionali USA o dalla finanza ebraica.

L'Iran e' invece un caso particolare: c'e' chi dice che la Rivoluzione del 1979 che rovescio' lo Scia' filoamericano  fu istigata dai sovietici che contavano di impadronirsi del potere tramite i comunisti iraniani, ma siccome Mosca aveva sottovalutato Khomeini le cose non finirono esattamente come voleva l'URSS.

Non e' una teoria cosi' peregrina, ma sta di fatto che oggi l'Iran e' praticamente un'isola sciita in un mare sunnita e i che i due grandi rami dell'Islam si odiano a morte, esattamente come cattolici e protestanti nell'Irlanda del Nord.

Il presidente iraniano e' generalmente l'espressione del potere religioso degli ayatollah e di una politica che e' in sostanza governata da una gigantesca DC. Gli iraniani votano come se gli italiani degli anni 70 avessero potuto votare esclusivamente per la Democrazia Cristiana e per le sue correnti riformiste, conservatrici o ultraconservatrici..

Quando l'Iran ha bisogno di abbaiare e mostrare i muscoli, gli ayatollah fanno eleggere un mastino feroce come Ahmadinejad. Quando dopo aver abbaiato troppo ed essere diventato il nemico pubblico di tutto il Medio Oriente, degli USA e di Israele correndo un serio rischio di annientamento nucleare da parte di quest'ultimo, nonche' di incorrere un genocidio religioso da parte di un miliardo di sunniti, gli ayatollah fanno eleggere una sorta di Lupo de Lupis - il lupo tanto buonino - nella persona di  Hassan Rouhani. un anziano clerico con un sorriso paterno e rassicurante che parla di pace e che piace tanto all'intellettuale progressista medio occidentale perche' gli ricorda Gorbaciov..



Nessuno dice all'Iran cosa deve fare o ne muove i fili. 


Di Battista e il Buon Zio Saddam

E veniamo a Saddam Hussein, l'uomo che secondo Di Battista "porto' la corrente fino ai villaggi piu' poveri e fece approvare leggi che davano piu' diritti alle donne" 

E i treni in orario Di Battista, ci vogliamo forse far mancare che faceva arrivare i treni in orario?


La modernizzazione dell'Iraq negli anni 70 per mano del partito Ba' ath e' un fatto reale e indiscutibile tuttavia e' necessario grattare la patina di scemenze da centro sociale se vogliamo avere un quadro piu' aderente alla realta'.

La modernizzazione procedette di pari passo con una massiccia e sanguinosa repressione interna.

E qui urge una nota: i gas che Saddam utilizzo' sia contro i curdi, sia contro gli iraniani non venivano dagli Stati Uniti come afferma Di Battista, ma furono finanziati da quattrini iracheni e prodotti con know-how, tecnici e tecnologie italiane, francesi, svedesi, olandesi e soprattutto tedesco-occidentali tramite l'azienda Karl Kolb.


E fu proprio la CIA a raccogliere le prove di quello che stava accadendo in impianti chimici come quello di Samarra e a fornirle ai governi europei, che seppure con un certo ritardo si mossero contro queste aziende.


Ripeto, qui non si tratta di difendere gli USA, ma di stabilire logica, fatti e realta'. Se Tizio che e' amico di Caio mi caga in salotto e Caio mi sta antipatico, non incolpero'  Caio di avermi smerdato il tappeto.


Saddam fu una figura chiave nella realizzazione dei programmi sociali ed economici e divenne immensamente popolare, ma non dobbiamo dimenticare che le riforme avvennero nel contesto di quella che era la politica generale del partito Ba'ath.


Quando Saddam sali' al potere nel 1979, le cose per l'Iraq cambiarono quasi immediatamente.


E ancora una volta vediamo il gioco delle tre carte: Dal 1972 al 1978 il paese dei due fiumi si era schierato con l'URSS da cui ricevette generosi aiuti militari mentre i rapporti con gli altri stati arabi erano di natura estremamente mutevole, ma dal 1978 fino alla prima Guerra del Golfo l'Iraq e Saddam si schierarono con gli USA e l'occidente.


Nessuno Grande Vecchio costrinse Saddam a scatenare quella che fu la piu' lunga guerra d'attrito del XX secolo, il conflitto con l'Iran durato 8 anni.


Il dittatore iracheno attacco' l'Iran perche' temeva che la maggioranza sciita del sud (e del paese)  fomentata da Teheran, si ribellasse apertamente contro il regime.


Sul carro del conflitto saltarono immediatamente gli USA e gli occidentali, cosa abbastanza ovvia visto che l'Iran di Khomeini era un nemico acerrimo degli americani e che in Saddam gli Stati Uniti di Ronald Reagan vedevano l'opportunita' di ridimensionare o addirittura rovesciare il regime degli ayatollah.


E da qui in poi abbiamo una serie di rutilanti sorpresone per Di Battista e gli sbroccotronici perche' la strada che parte dalla guerra con l'Iran ci porta dritti all'invasione del Kuwait nel 1990.


Sgombriamo il campo immediatamente dalle cazzate sulle legittime rivendicazioni dell'Iraq sul Kuwait.


Quello e' il tipo di spazzatura nazionalista che i i politici scaltri come Saddam propinano alla gente come Di Battista per convincerla a morire per la Patria.


Chi aveva finanziato lo sforzo bellico di Saddam contro l'Iran che mando' letteralmente in bancarotta l'Iraq e per di piu' in un sanguinosissimo pareggio?


Il signoraggio? Gli americani? La finanza ebraica? Oppure  la kasta !!!11!!!


Nossignore: i quattrini di  Saddam arrivarono principalmente dagli altri stati arabi che avevano lo stesso interesse del dittatore e degli USA nell'abbattere gli apostati sciiti di Teheran.


Alla fine del conflitto, i supporter arabi  inviarono i loro "garzoni del droghiere"   a riscuotere i debiti da un Kurz che non solo aveva le tasche vuote e un conto da saldare lungo come l'elenco telefonico di Tokyo, ma che aveva un disperato bisogno di altri quattrini per ricostruire il sud del paese dove si era svolto il conflitto.


E nemmeno i principeschi  proventi del greggio iracheno erano sufficienti a fare entrambe le cose.


"Salve ragazzi- disse Saddam con un sorrisone - be' non e' andata esattamente come speravo, ma insomma, siamo fra uomini di mondo e pensavo che potrei pagarvi a rate e nel frattempo ottenere un altro prestito. Tanto c'ho il petrolio e mi sembra un'ottima garanzia. Nel frattempo, gradite un aperitivino analcolico, una esecuzione per farci due risate, un doner kebab, due mignotte di Mosul? Credetemi vi succhiano l'anima e non solo l'uccello."


"Allora cari amici io ce l'ho lungo cosi', ma vi giuro che Fatima detta la Zozza  me l'ha ridotto a una lingua di passero"

"Appunto perche' siamo uomini di mondo - risposero gli inviati arabi - gradiremmo prima i quattrini che ci devi e poi magari si puo' parlare di un altro prestito".

Saddam che come tutti i dittatori non e' abituato a sentirsi dire cosa deve fare, ando' su tutte le furie, particolarmente con il Kuwait a cui doveva la bellezza di 30 miliardi di dollari.


Quindi, cosa c'era di meglio per farsi azzerare i debiti che spazzare via il Kuwait e impadronirsi delle sue riserve di greggio?


Che e' quello che Saddam fece, nonostante le pressioni degli americani che lo consideravano ancora un valido alleato.


Conclusioni


  • La teoria dei burattinai e dei paesi di coccio tra le potenze di ferro, va giusto bene per chi ha la testa di coccio. E' innegabile che i forti influenzino i deboli e che talvolta li riducano a paesi-fantoccio, ma nella maggior parte dei casi le medie e piccole potenze cercano o degli sponsor affidabili comportandosi in maniera leale, oppure di giostrarsi abilmente tra grandi potenze facendo il gioco delle tre carte. E' il classico "Tu vuoi qualcosa che io ho e io ho bisogno della tua protezione. Ne vogliamo parlare?" E' una sorta di "pizzo volontario" influenzato sempre dalle condizioni geopolitiche del periodo storico.

  • Le grandi potenze o le superpotenze non possono imporre sempre quello che vogliono  agli alleati piu' deboli altrimenti viene meno il concetto di alleanza.  La forza, la sovversione o l'assassinio politico per riportare in riga un alleato riluttante non solo non sono sempre possibili ma presentano spesso gravi incognite. Questo vale anche per le alleanze fra regimi totalitari in base alla regola precedente delle condizioni geopolitiche o strategiche.
  • Non di rado il debole  riesce a perseguire i propri interessi a scapito di quelli del suo forte e potente alleato servendosi del noto ricatto che recita "Se crollo io, crolla  la tua politica nella regione".

  • Il Medio Oriente e' una regione strategicamente vitale e lo fu anche durante la Guerra Fredda. Russi e americani cercarono di imporre la loro volonta' tramite una rete di alleanze. Ma se in qualche caso fu possibile rovesciare governi e instaurarne di piu' mallealbili, il rapido mutare delle condizioni geopolitiche rese possibile agli attori apparentemente secondari di giocarsi le proprie carte in maniera autonoma. Chi lo fece abilmente come Israele, l'Arabia Saudita e l'Iran e' ancora li'. Chi commise errori come Saddam o Gheddafi che abusarono del gioco e dei giocatori di ogni ordine di grandezza sta due metri sottoterra. E i burattinai non c'entrano un tubo.

  • Nessuna delle due superpotenze e' riuscita a imporre la sua volonta' sul Medio Oriente. Russi e americani con modi e tempi diversi sono usciti dalla regione con le ossa rotte. 

  •  L'Arabia Saudita sta cercando con ogni mezzo di riportare gli americani nella regione e lo sta facendo tramite il noto assioma marxista del "tanto peggio, tanto meglio". In questa chiave va letta l'Isis, Gaza, la guerra civile irachena e il conflitto siriano. Alla fine per evitare il caos in una regione vitale gli americani saranno costretti a intervenire creando quello che i sauditi sperano sia un nuovo equilibrio regionale di cui ovviamente raccoglieranno i benefici. O quantomeno, questi sono i loro piani: la realta' potrebbe riservargli spiacevoli e inaspettate sorprese.

Infine, cari complottisti la vostra teoria del burattinaio occidentale e' responsabile indiretta di tanti crolli di autostima che sono la causa di tante atrocita' mediorientali.

Mettetevi nei panni di un sano e professionale bastardo come Al-Baghdadi.  Questo e' il vostro debutto sulla ribalta altamente competitiva del fanatismo religioso islamico sunnita. 

Dovete vedervela con professionisti e fuoriclasse come bin Laden ( l'11 settembre) il Mullah Omar (esecuzioni di massa, regime sanguinario e fuga in motorino con pernacchia alle forze speciali USA) e Al-Zarqawi (stragi, torture e altre barbarie).

Quindi vi tirate su le maniche e fate squartare gli uomini, lapidare le donne e inculare i bambini dai dromedari.

E andate a letto stanchi ma felici con la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro.

Il giorno dopo uno dei vostri scagnozzi dell'Isis vi sveglia e vi mostra un iPad. "Capo, capo, guardate cosa scrive di voi la stampa occidentale!"

E voi pensate e pregustate 'ah aha, cani infedeli, lo sapevo che vi sareste accorti di me. Osama, mo' ti faccio vedere '.

"Ahmed, coglione, lo sai che non parlo la lingua degli infedeli. Leggimela tu. Sono davvero impaziente".

"Allora capo, il giornale si chiama il Fatto Quotidiano e il tizio Jacopo Fo. Lui dice che in realta' non siete cattivo ma che avete avuto una infanzia difficile ed e' tutta colpa degli americani."

Voi sobbalzate.

"Poi c'e' anche questo secondo cui  siete stato addestrato dal Mossad e dalla Cia e vi hanno messo a capo dell'Isis per fare gli interessi della finanza ebraica e degli americani".

E voi crollate. Anni di fatiche e sacrifici per diventare un barbaro sanguinario come il mondo non ha visto mai nemmeno con Hitler e la fottutissima stampa kafir dice al mondo intero  che siete ebreo e che agite per conto di Israele e del Grande Satana americano?

"Ahhhhhhhrgggg, bastardi, bastardi, bastardi occidentali stupidi e di merda. Ora vi faccio vedere io chi  "non e' cattivo" ed e' un servo della finanza ebraica!"


 Uscite dalla stanza furibondo e date ordine di far squartare piu' uomini, lapidare piu' donne e inculare piu' bambini dai dromedari.


Dai complottisti e Di Battista: basta cazzate.


***

Le fonti dell'Operazione SIG e le dichiarazioni dei comandanti del KGB e della Securitate sono tratta da Wikipedia.

Il dialogo fra Georges Clemenceau e il colonnello T. E. Lawrence piu' la citazione del Piano B britannico con la Turchia sono tratti dal volume  "Jerusalem: The Biography" di Simon Sebag Montefiore.

Che vi consiglio caldamente.


14 comments:

shevathas said...

Bellissimo Yoss, un altro dei tuoi pezzi magistrali.
Purtroppo molti sbroc vedono la realtà in bianco e nero e tendono a ridurla a macchiette stereotipate: il buono è sempre il buono perché è il buono mentre il cattivo, visto che si oppone al buono, è sempre il cattivo.
E i fatti che rompono il loro schema come le innumerevoli code USA che riuscivano benissimo a far muovere tutto il cane non vengono considerate e vengono rimosse.

Morrigan said...

Yoss, mannaggia la pupazza. Ma che ne voi di' a un post cosi che mi ha schiarito un po' le idee su quel gran caos che è il Medio Oriente. E bravo, as usual. Ossequi

Pike said...

Ottimo articolo per smentire le cazzate da centro sociale dei dibba del mondo.


"O quantomeno, questi sono i loro piani: la realta' potrebbe riservargli spiacevoli e inaspettate sorprese."

Però per il momento hanno l'upper hand:l'Iran continua a mandare risorse in Siria, come il loro alleato\braccio armato Hezbollah, le varie dittature nordafricane sono andate affanculo sostituite da partiti fondamentalisti da loro stessi finanziati,le proteste a casa loro non hanno portato a grandi cambiamenti,tanto che possono pure permettersi di mandare truppe a stroncare le rivolte in Barhein.
Come credi che gli si possa ritorcere contro questa situazione?

Mango di Treviso said...

Bravissimo sempre.

Ferkin said...

C'è un fatto che mi turba, quando il problema con l'Isis sarà risolto, i curdi le armi le restituiscono o conviene che la turchia inizi ad ammassare truppe ad est?

Anonymous said...

"quando il problema con l'Isis sarà risolto, i curdi le armi le restituiscono o conviene che la turchia inizi ad ammassare truppe ad est?"
Il Kurdistan irakeno da anni è un buon alleato della Turchia, e anche nella prospettiva di una fine dell'Isis i turchi rimarrebbero l'alleato migliore (anche se probabilmente in una situazione meno di emergenza ci proverebbero con le 3 carte)
Imho
Finrod

Anonymous said...

"quando il problema con l'Isis sarà risolto, i curdi le armi le restituiscono o conviene che la turchia inizi ad ammassare truppe ad est?"
Il Kurdistan irakeno da anni è un buon alleato della Turchia, e anche nella prospettiva di una fine dell'Isis i turchi rimarrebbero l'alleato migliore (anche se probabilmente in una situazione meno di emergenza ci proverebbero con le 3 carte)
Imho
Finrod

Anonymous said...

mmmm
mi pare che questa è una visione semplicistica al contrario...
Come ha detto la comunità curda a Milano, invece di mandare armi ai Curdi, perchè non vedete da dove l'Isis prende i soldi? Come ha fatto a diventare ricco e estremamente ben equipaggiato?
Il Washington Institute per il Vicino Oriente ha fatto uno studio sulla sorgente dei fondi dell'Isis e ha scoperto che vengono dal Qatar e dagli altri Emirati a cui gli USA forniscono armi e appoggio militare.
Forse bisognerebbe essere un po'più attenti nella politica estera visto che gli USA sono sempre alleati di tutti i paesi che forniscono armi e soldi ai gruppi terroristici che poi decidono di combattere di tanto in tanto... (vedi Arabia Saudita, Qatar etc etc)

dato le conseguenze dell' appoggio materiale ai gruppi Taliban e a tutti i gruppi religiosi più ortodossi in Afghanistan. E ora cosa decidiamo di fare? yeah, continuiamo a mandare armi in un paese devastato da 10 anni di guerra civile!!! yeahhh sicuro funziona e l'Iraq diventa una democrazia stabile e pacifica!!

Claudio said...

Yossarian, cosa pensi del ruolo del "PKK" nell'area. So che è riduttivo chiamarlo così, ma lo intendo come insieme delle forze curde. Sono davvero la forza sostanzialmente laica che sembrano?

Marco Ferazzani said...

grazie mille per questo post, davvero illuminante. Mi piacerebbe leggerti più spesso :)

Mauro said...

Ti posso consigliare il saggio "Il grande gioco" di Peter Hopkirk?
Un affresco del “Grande Gioco” che per buona parte dell’Ottocento impegnò inglesi e russi in Afghanistan, in Iran e nelle steppe dell’Asia centrale. Le alleanze con i khan, le esplorazioni di terre misteriose, le trame, gli scontri, gli agguati, il doppio gioco.
Avrai le prove che tutte quelle manovre che Diba crede proprie degli USA sono nate due secoli fa.

Ferkin said...

Al secondo anomimo:
Credo tu non abbia compreso il significato del post; il fatto che Qatar e Arabia ricevano (comprino a prezzo pieno) armi dagli Stati Uniti non significa che siano sotto il completo controllo degli USA.
Soprattutto se si tiene conto che non siano realta` omogenee e che per esempio la famiglia reale saudita debba continuamente scendere a compromessi con le varie fazioni integraliste allo scopo di mantenere il potere, che comunque non e` in grado di controllarle in pieno.
Le uniche semplificazioni sono quelle necessarie per non dilagare in un libro, dato che comunque gli stati non sono unita` atomiche e comprendono una miriade di agenti al suo interno.

Ferkin said...

Per quanto riguarda i movimenti di liberazione del Kurdistan turco: al momento molti dei leader sono in "esilio" nel Kurdistan iracheno. Dubito siano in grado di esporsi in una guerra aperta con la Turchia ma almeno un situazione "Vietnam" e` facile venga a crearsi. Soprattutto ora che la Turchia sembra si stia allontanando dalla UE.

Yossarian said...

@ Anonimo

"ha fatto uno studio sulla sorgente dei fondi dell'Isis e ha scoperto che vengono dal Qatar e dagli altri Emirati a cui gli USA forniscono armi e appoggio militare"

Cosa c'entrano i quattrini che arrivano all'Isis dai sauditi e dal Qatar con l'appoggio militare e le armi fornite dagli USA ai due stati arabi?

Allora, posto che e' vero che gli USA dovrebbero stare piu' attenti a chi forniscono cannoni, finanziamenti e forniture d'armi sono due cose diverse.

I curdi hanno parlato dei finanziamenti che sono tanto utili quanto le armi, ma sono due cose diverse.

Innanzitutto la maggior parte delle armi americane dell'Isis sono state catturate all'esercito iracheno, ma noi non possiamo far
fare una colpa agli americani se l'esercito iracheno si fa riempire di botte dall'Isis.

Un conto e' dare gli stinger ai mujaheddin che poi ti ritrovi contro in versione talebana, un altro e' l'esercito regolare di uno stato sostenuto da te che si fa battere e si fa catturate le armi che gli hai fornito.

In secundis, i soldati mangiano, bevonono, si vestono, hanno uno stipendio e per combattere hanno bisogno di una rete logistica che li fa mangiare, bere, vestire e combattere.

Ed e' qui che entra in gioco il Qatar e quello che il Qatar da' a questi soldati e' tanto importante quanto le armi.

Se non mangi da due giorni, tendi a sparare maluccio perche' la guerra e' un'attivita' che ti fa consumare un sacco di calorie.


Quindi, non capisco il legame fra fondi del Qatar, che sono roba del Qatar guadagnati vendendo petrolio anche a te e il fatto che il Qatar ci compri armi e le dia a chi cazzo vuole.

E qui sorpresa, sorpresona perche' non le compra dagli USA: la maggior parte delle armi del Qatar e' francese o tedesca.

I tank del qatar non sono M1 Abrams americani, ma Leopard 2A7 tedeschi.

I fucili d'assalto del Qatar sono tedeschi e russi.

Quindi, prima di dire che la mia e' una versione semplicistica, accertati su chi compra armi da chi, altrimenti se tu che semplifichi e metti gli USA dove non c'entrano.

E soprattutto smetti di andare in macchina e riscaldare la casa perche' non sono gli USA, ma tu che stai armando il Qatar.