Tuesday, 30 March 2010

L'Alba dei Morti Dementi & il Partito dell'Amore


E poi basta con la politica, perche' me li ha fatti piatti come le bambole.

Perche' non ho votato la destra di Silvio Berlusconi...

All'indomani della vittoria elettorale, Silvione-Chavez dichiara:

«L'amore ha vinto sull'invidia e sull'odio»


Goa, India, marzo 2010.

Un giovane italiano sta per accendersi un titanico collo di bottiglia con 25 grammi di nepalese, sulla spiaggia al tramonto.

Improvvisamente, una voce alle sue spalle lo interrompe:

«Bambule' fratello, peace and love, cosa fai qui a Goa quando in Italia ci sono le elezioni e potresti votare il "Partito dell'Amore"?»


Il giovane si gira e fissa sbigottito l'uomo basso e anziano che indossa una parrucca bionda di capelli lunghi - fatta anche male - una bandana, un paio di jeans a zampa d'elefante, e una maglietta dei Grateful Dead.

«Ma tu...tu», balbetta il ragazzo.

«Si', sono il tuo Presidente del Consiglio: sono stato un presidente operaio, e ora sono un presidente hippy. Sono venuto fin qui per esortarti a tornare in Italia e compiere il tuo dovere verso la comunita' della pace e dell'amore. Torna e vota per sconfiggere le forze del male e dell'odio, affinche' trionfi l'amore libero. Sorella Mara ti aspetta a braccia aperte, e insieme entreremo nell'Era dell'Acquario»

«Ehmmm...io...io veramente c'ho un biglietto aperto... e. Be', ma se e' per Sorella Mara...quasi quasi»

«Lo sapevo fratello, peace and love, peace and love. Bambule', bonsciancan, scianbonbon. E prova questa boliviana rosa. Altro che nepalese...»

Dissolvenza, inconfondibile arpeggio di chitarra, e parte la voce solista di Lallo accompagnata dal coro:

Cielo grigio su, cielo grigio su, Foglie gialle giù, foglie gialle giù...

Ti sogno Californiaaaaaaaa...


Perche' non ho votato la sinistra del PD...

Nel week end fra il il 27 e il 29 marzo 2010, la sinistra italiana e' stata praticamente annientata dal Nord Italia, e in generale, con l'eccezione della Puglia, ha preso un'altra gigantesca batosta dalla destra e dalla Lega.
Batosta che ha spinto perfino Antonio Di Pietro ad ammettere il nuovo "passaggio della Beresina" della sinistra.

All'indomani di questa poderosa legnata che ha ulteriormente affossato la sinistra italiana, il leader del PD Pierluigi Bersani ha rilasciato la seguente dichiarazione a Repubblica ( la trombetta ufficiale della sinistra, visto che mi si accusa di leggere il Corriere):

«Non e' sconfitta, e al Nord esistiamo»

Non pago, ha pensato bene di ribadire il concetto al Corriere ( che io leggo perche' la "voce della verita' " Repubblica mi fa cagare lombrichi e sono un porco fascista servo di abberlusconi ) con queste perle lisergiche:

«C'è il segno di un'inversione di tendenza».

«Il voto alla Lega è un voto contro Berlusconi».

«Non intendo cantare vittoria ma neanche accettare una descrizione dei fatti che assomiglia a una sconfitta nostra e del centrosinistra».

«Avanziamo di circa un punto rispetto a tutti gli altri partiti alle europee».

In sostanza: «Non e' una vittoria e neanche una sconfitta. Il centrosinista avanza».

Ora, alla luce di queste dichiarazioni di Bersani, credete che la sinistra abbia compreso i motivi dell'ennesima Caporetto, e che quindi avviera' un serio dibattito al suo interno per effettuare un netto cambiamento di strategia...

... o che prevarra' il solito mantra:

«Tutta colpa di abberlusconi, conflitto d'interessi, televisioni, Santoro Martire, tutta colpa di abberlusconi, conflitto d'interessi, televisioni, Santoro Martire, tutta colpa di abberlusconi, conflitto d'interessi, televisioni, Santoro Martire...».

Quello che credo io, e' che ancora una volta mi si chiedeva di votare il "male minore", che poi e' l'unico programma elettorale della sinistra da quindici anni a questa parte.

Oggi, ho finalmente capito cosa intendono con "male minore".

Si tratta del cosiddetto "Assioma di Romero della Sinistra Italiana" che recita testualmente:

«Il nostro e' il partito dei morti viventi. Diventa anche tu un morto vivente. E ricorda che c'e' di peggio che essere un morto vivente. Potresti essere morto».

Sulla scorta di tale assioma, credo anche di aver individuato il meccanismo in virtu' del quale la sinistra mi chiede di votarla, come "male minore".

In "Zombi"*, gran film del 1978 diretto da George A Romero - e prodotto da Dario Argento prima che uno zombi gli divorasse il cervello - i protagonisti fuggono dall'orda degli zombi che sta travolgendo l'umanita', e si rifugiano in un enorme centro commerciale.

Una volta all'interno, tuttavia, osservano un curioso fenomeno: gli zombi, pur non sapendo che nel centro commerciale c'e' "carne fresca" da divorare, tentano disperatamente di entrare, e una volta dentro, sembrano soddisfatti di vagare senza meta tra le vetrine e i bar, ancora funzionanti.

Interrogato sul perche', uno dei protagonisti risponde all'interlocutrice: «Vengono qui perche' questa e' una reminiscenza della loro vita passata, e dei gesti che solevano compiere in un'altra vita»

Ora, quando la sinistra mi chiede da quindici anni di votarla senza uno straccio di programma che non sia il mantra: abberlusconi, conflitto d'interessi, televisioni, Santoro Martire, mi chiede di comportarmi esattamente come gli zombi che sciamano verso il centro commerciale nel film.

Mi chiede di votare la reminiscenza di una sua vita politica passata, con gesti e programmi che soleva compiere in un'altra vita politica.

Una vita politica, che, alla luce delle dichiarazioni di Bersani, di quello che leggo sui blog di sinistra, e di quello che alcuni dei miei ospiti di sinistra insistono a sostenere, e' ormai defunta , e di cui non rimane che un gesto riflesso, mosso da elementari sollecitazioni pavloviane della memoria.

Ma il vero dramma e' che gli zombi di Romero avevano una dignita' e muovevano a compassione, mentre, da quanto si evince chiaramente dalle parole di Bersani, la leadership della sinistra e' composta da zombi dementi.

L'Alba dei Morti Dementi*.

Mi vedo anche lo slogan sulla locandina del film:

"Quando all'inferno non ci sara' piu' posto, i pirla s'impadroniranno della sinistra".


«Grazie italiani per aver sconfitto l'odio, ora raccogliete il sitar e unitevi al Partito dell'Amore. Peace and Love, peace and love, brothers and sisters»


*E' il titolo italiano di "Shaun of the Dead", una deliziosa parodia britannica dei film di Romero. Ve la consiglio, poi ovviamente de gustibus.

*Il remake di Zack Snyder del 2004 di "Zombi" , a mio avviso, da' diversi punti all'originale di Romero.

Zack Snyder per chi non lo sapesse, e' il regista di "300" e "Watchmen".

Un grazie titanico a Rachel per il lavoro con Photoshop.

Le Televisioni della Lega...


Mentre al Nord la sinistra cessa praticamente di esistere come "unita' combattente", Nichi Vendola esulta e dichiara che la Puglia e' il "laboratorio di tutta la sinistra".

Ha ragione: si e' anche procurato la formaldeide per conservarla sotto vetro quando sara' definitivamente estinta.

Il PDL non brilla, ma a Silvione-Chavez poco gli frega: Gheddafi, oltre a metterlo sui passaporti libici gli ha promesso una pensione dorata come Vice Presidente del Parlamento libico.

Membri del Parlamento libico: Il Presidente Gheddafi e il Vice Presidente Silvio Berlusconi.

Chi stravince, ancora una volta, e' la Lega, dal momento che e' l'unico partito che invece di parlare di programmi televisivi, parla di programmi politici.

Programmi del cazzo a mio avviso, ma programmi.

La solita vecchia storia del "meglio una legge di minchia che nessuna legge".

Grazie Santoro, grazie per averci liberato di Berlusconi e averci elargito Bossi, il figlio di Bossi, Calderoli e Borghezio.

Grazie alla sinistra italiana per aver offerto ai progressisti italiani - e anche a tanti altri italiani - la solita scelta fra " un cazzo", e "un cazzo in culo".

Ahhh gia', ma c'era il problema della par condicio, del martire che non puo' andare in onda, del riequilibrio del digitale terrestre, delle trasmissioni volgari, delle videocrazie, etc etc.

Tutte cose piu' importanti di stupidaggini come lavoro, economia, welfare, scuole etc etc.

A proposito di televisioni: quante canali televisivi ha la Lega, visto che perfino il PDL che ha il monopolio dell'informazione e bisogna andare a Palazzodozza per salvare la liberta' di stampa, dicevo perfino il PDL del "Padrone dell'Etere" ha sofferto di una emorragia di voti, finiti nella Lega?

Ripeto: quante cazzo di televisioni ha la Lega?

E cosi', mentre la sinistra italiana stava alla televisione, o allo schermo del PC per pensare al problema delle televisioni, e bagnarsi di lacrime barricadere per Santoro, la Lega, facendo quella che una volta si chiamava "politica sul territorio" e proponendo quelle cose che un tempo si chiamavano "programmi", gliel'ha messo nel gnau.

Certo, programmi discutibili che a me provocano attacchi acuti di dissenteria, ma la Lega, che non ha televisioni e tuttavia ogni volta stravince, mi pare abbia capito che la gente vuole leggere programmi politici e non palinsesti televisivi regolati dalla par condicio.

Non sara' ora di spegnere quella stracazzo di televisione e di smetterla di parlare sempre e solo di canali televisivi, di par condicio e di "martiri" dell'etere, per fare un po' di politica che si rivolge agli elettori?

Non mi sembra difficile. Se ci riesce la Lega, com'e' che tutte le menti brillanti e colte della sinistra non ci arrivano?

Qualcuno mi sa dire come fa la Lega a stravincere ogni volta senza televisioni, in un paese dove a giudizio della sinistra, si vincono le elezioni solo con le televisioni?

E qualcuno mi spiega perche' il PDL che "c'ha le televisioni," ha perso voti, rispetto alla Lega che non ne ha?

Siore e siori, dopo le celeberrime "Divisioni del Papa" di Stalin, ecco a voi le "Televisioni della Lega".

Nel post precedente mi sono beccato del qualunquista, e simpatizzante di Abberlusconi, perche' non capisco: "I veri problemi dell'Italia posti dal monopolio delle televisioni di Abberlusconi, e osi criticare quei martiri della liberta' di Santoro, Travaglio e Morgan".

E ora che le Televisioni della Lega hanno aperto un culo a imbuto alla sinistra adoratrice di Santorology, facciamoci quattro risate e teniamoci Borghezio...

Alegria do Brasil.

PS Per una diversa e interessante analisi dell'ennesima debacle della Banda degli Onesti, vi metto anche il link all'ultimo post di Uriel.

Merita.

Friday, 26 March 2010

La Banda degli Onesti


Stanchi e stizziti di vedere assegnato alla destra l'indiscusso monopolio dell'oscenita', la sinistra e il popolo viola hanno compiuto un epico sforzo, stabilendo con orgoglio un imbattibile record di trivellazione del fondo della politica italiana, e introducendo un nuovo sostantivo nel miserabile e squallido teatrino della stessa.

La repellenza.

Sono repellenti, e quello che e' andato in scena l'altra sera al Palazzodozza di Bologna e' stato uno spettacolo repellente.

Un evento repellente la cui diffusione e' stata affidata oltre che alle tv locali e al web, al canale privato dell'indiscusso "King of Repulsive", il magnate della carta stampata australiano Rupert Murdoch, il cui canale satellitare Sky, e' diventato da qualche tempo per la sinistra,"TeleGuevara", ossia l'ultimo bastione della libera informazione nel cupo regime da Miniculpop instaurato dal "Mostro della Laguna Nera" di Arcore.

Murdoch e' il paladino della liberta' di stampa che negli anni 80 licenziava giornalisti britannici a tutto spiano, ed e' l'ardente difensore dei lavoratori e dei diritti di chi lavora nell'editoria, che in questa intervista dichiarava: «In Italia bisogna avere pazienza. Ma alla fine il giornale vivrà - e guadagnerà - soprattutto in formato digitale. Senza carta, rotative e sindacati».
Murdoch e' il Simon Bolivar progressista della televisione, che negli Stati Uniti gestisce un canale osceno e reazionario che si rivolge agli elementi piu' osceni e reazionari del partito Repubblicano, a nome "Fox Tv", la cui bassezza e' tale, che e' riuscito a far uscire dai gangheri perfino l'eroe della sinistra Obama, come testimonia questo articolo, in cui il presidente USA dichiara che «Fox Tv non e' una televisione, ma un partito».

Dire Fox Tv negli USA, e' come dire TG4 in Italia. Un fiume in piena di liquame reazionario e bigotto.

Ora, io ho letto e visionato sul Corriere, e per l'esattezza qui, alcuni brani e spezzoni video della repellenza trasmessa da Bologna.

Non mi sono dato pena di cercare su Internet il repellente contenuto integrale dello show, dal momento che se qualcuno mi dicesse che Emilio Fede ha condotto una edizione del TG4 particolarmente disgustosa, gli crederei sulla parola.

Da quel che ho visto comunque, mancava solo che Travaglio o Santoro arringassero il pubblico urlando "Ora popolo alzati, tempesta scatenati", e l'atmosfera da Sportpalast di Berlino sarebbe stata completa, compresa la folla in delirio e assetata di sangue.

Quello a cui abbiamo assistito l'altra sera e' stato il processo di canonizzazione ufficiale di San Toro Martire Dell'Etere: un triste pellegrinaggio di miserrime nullita', recatesi al santuario bolognese per tributare un sicofantico omaggio al santo gettato in pasto alle fiere berlusconiane nel Colosseo, dal crudele Diocleziano di Arcore, e guadagnarsi cosi' un raggio riflesso della luce divina del martire.

Leggi, audience.

Una processione orwelliana composta da comici sul viale del tramonto che non hanno piu' un cazzo da dire, quali Luttazzi, Cornacchione e Crozza, piu' il Gran Giullare di corte Benigni - sul quale tornero' in fondo al post -un musicista fallito, cocainomane e pseudo-bohemienne a nome Morgan, incapace di formulare frasi coerenti, e per finire, i fedeli pretoriani del martire: Lerner e Travaglio, che hanno dato vita alla classica scenetta del "poliziotto buono & poliziotto cattivo".

Ho inoltre osservato con malcelato rammarico, la presenza di Giovanni Floris: il conduttore di "Ballaro' ", programma di approfondimento giornalistico, di cui si narra sia schierato a sinistra, ma che io ho sempre seguito, e trovato molto interessante e ben fatto.

Peccato.

So bene che errare e' umano, ma perseverare e' di sinistra, tuttavia mi auguro che l'ottimo Floris si riprenda in fretta dall'incidente stradale di cui non sapevo nulla.

Quanto al pubblico, che dire?

Ormai e' chiaro come il sole che Santoro e' il Fabrizio Corona degli intellettuali di sinistra.

Laddove la sciampista di Gallarate, (VA) percepisce in Fabrizio Corona ubriaco che corre a 900 chilometri orari al volante della sua Ferrari, e si rifiuta di consegnare i documenti ai carabinieri, un moto di ribellione contro il sistema in grado di lenire e rendere sopportabile la prosaicita' della sua grigia esistenza, l'architetto o il docente universitario precepiscono in Michele Santoro, la realizzazione del mito giovanile, e in molti casi sessantottino, "dell'uomo solo contro l'establishment", la versione nostrana di "Tutti gli uomini del Presidente", ossia la leggenda - perche' in Italia trattasi di leggenda - del giornalista investigativo libero, integerrimo, onesto e cocciuto, alla Bob Woodward, che con la sua tenacia provoca "l'impiccment" del politicante corrotto di destra, e le sue successive dimissioni, come accadde a Richard Nixon.

E cosi', esattamente come la sciampista che ha ottenuto il posto di lavoro nel salone di bellezza "Las Vegas Coiffure" grazie a una raccomandazione di un assessore del PDL, sogna segretamente di fuggire con il "principe dei ribelli" Fabrizio Corona, il medico di base che ha ottenuto il posto grazie a una tessera del PD - saltando graduatorie e scavalcando un collega di destra che a differenza di lui non e' un macellaio - si culla nell'attesa prosaica e noiosa dei pazienti, immaginando di essere il "reporter della valle solitaria" Michele Santoro, venuto a raddrizzare i torti e a liberare l'Italia da clientele, corruzioni e raccomandazioni.

Che poi Santoro a differenza di Corona sappia chi e' Chretien de Troyes, o citi la triste storia di Abelardo ed Eloisa, non fa una gran differenza, dal momento che grattando la patina ccculturale, scopriamo come in Corona, un ipocrita affamato di successo, denaro e potere, che si atteggia a vittima dei "poteri forti".

Certo fra i carabinieri che ti chiedono i documenti, e il Presidente del Consiglio che ti "censura" una trasmissione c'e' una bella differenza, ma questo e' perfettamente in linea con la borbonica sete di sangue, manette e odio, di quella sinistra che si identifica ne " L'uomo dai sette capestri", Antonio "Robespierre" di Pietro e il suo degno compare, lo "sposo infernale", Beppe "Saint Just" Grillo.

Questo spiega il boato di adorante adulazione del pubblico presente alla repellente manifestazione, tra il quale, all'apparizione salvifica del Messia Santoro, si sono verificati svenimenti, gravidanze isteriche, nascite premature, stimmate ed estasi mistiche, a meta' fra Santa Teresa d'Avila e le visioni da peyote dello sciamano Yaqui, Don Juan.

Ha sicuramente partecipato anche il nostro medico di base che ha ottenuto il posto tramite tessera del PD, insieme al figlio piccolo.

A un certo punto, il bimbo scuote la mano del padre che segue con lo sguardo Travaglio come io e voi seguiremmo Giselle Bundchen in passerella, e con voce chioccia e stridula - avete presente l'uomo mosca intrappolato nella tela del ragno che grida «aiudoooooo, aiudoooooo» alla fine de "L'esperimento del Dottor K?" - dicevo, con questa voce strilla: «Babboooo, babboooo, perche' tu non sei come lui, perche' tu non sei come lui?»

Il genitore rivolge gli occhi umidi e gonfi di barricadera commozione verso il figlio: e' ancora troppo piccolo per capire, ma lui vorrebbe dirgli che il babbo e' li' quella sera, perche' quando Santoro, Travaglio, Di Pietro e Grillo avranno ricacciato la "bestia fascista e brianzola nell'abisso che l'ha vomitata" non ci saranno piu' clientele, baronie e corruzione, anche la mamma potra' avere un onesto posto di lavoro, e il futuro del pargolo sara' garantito.

Il che, tradotto in italiano, significa: «Quando vinceremo questa guerra fra gang per il controllo del territorio, e quella di Berlusconi non sconfinera' piu' nel nostro quartiere, tutti - a destra e sinistra - staranno al proprio posto e ritorneranno a beneficiare dei proventi del racket in parti eguali come ai bei tempi andati della "Pax Lottizzata" e dello "status quo ante" l'avvento di Berlusconi, e anche mamma- che si appena laureata in medicina - otterra' un posto come lo ha ottenuto papa', senza che qualche medico impiccione e ficcanaso di destra abbia a protestare».

Che poi mamma abbia serie difficolta' a ridurre una frattura, e mandi piu' pazienti al camposanto che a casa, poco importa. In Italia si sa, le tessere - del PD 0 del PDL - rendono tutti piu' bravi, belli e competenti. L'importante e' che siano distribuite in maniera equa, esattamente come i media, senza che nessuno si metta in testa l'idea balzana di fare l'asso pigliatutto.

Questo perche', come recita il primo articolo della Costituzione: "L'Italia e' una Repubblica che tiene famiglia".

La disamina non sarebbe tuttavia completa, senza citare i comici che si sono avvicendati sul palco per provocare nel pubblico risate pavloviane che non avrebbero sfigurato in una classe di "Giovani Pionieri" del Komsomol.

Compreso l'incitamento all'odio della "bestia fascista" in perfetto stile Ilya Ehremburg - il poeta di Stalin - di Daniele Luttazzi, che una volta era un comico molto intelligente, ma che da qualche tempo ha deciso di diventare il Marat della Banda degli Onesti e ha di conseguenza sdoganato e reso legittimi odio e violenza verso l'avversario politico con questa frase: «Odiare i mascalzoni è cosa nobile».
Ora, anche in questo caso assistiamo alla singolare analogia tra Fabrizio Corona e Michele Santoro.
Che cosa distingue infatti l'istigazione all'odio di un disgustoso razzista come Borghezio quando spruzza deodorante sulle nigeriane in treno, e quella del "fine dicitore" Daniele Luttazzi?

Semplicemente il fatto che entrambi conoscono il proprio pubblico: Borghezio incita a spaccare il cranio ai negri con una terminologia da camionista, Daniele Luttazzi esorta ad appendere per i piedi i membri della destra e Berlusconi, citando l'oratore romano Marco Fabio Quintiliano.

Gli intellettuali di sinistra si bagnano a sentire la citazione cccolta, rispolverano kefyah, libretti rossi e berrettino frigio da sanculotto, e, grazie al "deodorante ccculturale" spruzzato da Luttazzi sulle vittime, coprono il fetore del sangue e delle forche, invocato a gran voce sia da Borghezio, sia da Luttazzi e la sua Banda degli Onesti.

Un discorso a parte merita infine il Gran Giullare Roberto Benigni, il comico, attore e regista piu' sopravvalutato della storia del cinema italiano.
Il Bertoldo colto e raffinato, che se non capisci il suo umorismo vuol dire che sei zozzo, volgare , ignorante e stupido, che se qualcuno lo cita e tu non ridi, cala un silenzio di tomba fra i tuoi interlocutori di sinistra che scuotono mestamente il capo come a dire: «Povero idiota, bisogna compatirlo».

Io ad esempio sono uno zotico talpino perche' amo alla follia Corrado Guzzanti - noto qualunquista - e davvero non capisco l'umorismo di Benigni.

Non lo capisco perche' Benigni e' il piu' immarcescibile, incomparabile, imprescindibile, incommensurabile e disgustoso ipocrita che la sinistra italiana abbia mai prodotto nella sua storia.

E' la rappresentazione del "quieto vivere" lottizzato, e del ritorno alla spartizione mafiosa in parti eguali della vita pubblica e culturale del paese fra destra e sinistra, auspicati dalla Banda degli Onesti, di fronte alle incursioni territoriali del Mostro di Arcore.

Il Gran Giullare che con spirito leggiadro e scanzonato paragona l'Italia di Berlusconi al regime di Mobutu nello Zimbabwe, e' l'artista che nel 2002 si fece distribuire dalla Medusa Distribuzione di Silvio "Chtulu" Berlusconi, il film piu' costoso della storia del cinema italiano: l'inguardabile e osceno "Pinocchio".
Quando qualcuno gli fece notare la, per cosi' dire, leggera stonatura morale ed etica che cio' implicava, lui rispose con questo capolavoro di repellente "tengo famiglia", mascherato abilmente dalla sua "leggiadra e scanzonata" ironia :

«Non vorrei parlare bene di Berlusconi alle sue spalle, ma in Medusa ci sono professionisti straordinari, gente molto capace. Perché non prendere il lato buono di Berlusconi, che tutti dicono è uno dei migliori imprenditori al mondo? Certo, come presidente del Consiglio non è proprio Cavour..


Il film e' ancora nel catalogo della Medusa, ergo se il "Belzebu' di Arcore" e' mafioso - cosa che peraltro non mi stupirebbe - come va ripetendo la sinistra, ne deduciamo che il Giullare della Banda degli Onesti e' stato in combutta con un mafioso.

E least but not last a proposito di ipocriti, non ho potuto fare a meno di notare l'assenza sul repellente palco di Palazzodozza, della Santa Martire Per Eccellenza del Centurione Berlusconi, ossia Sabina Guzzanti, la quale nel 2001, si fece produrre e distribuire dalla "cupola" della Medusa Distribuzione di Don Silvio, il suo primo film intitolato "Bimba", e nelle stesse circostanze di Benigni, rilascio' questa perla di gattopardesca doppiezza:

«Criticare la scelta della produzione è semplicistico [...] penso di essere una persona dai saldi principi e non ho mai fatto scelte commerciali: mai fatto pubblicità, mai andata in Fininvest. Ma il cinema è un universo a parte e, se non ci sono forme di censura, non essendoci altre distribuzioni, ritengo di aver fatto la scelta più giusta [...] Non sono berlusconiana e mi batterò sempre contro l'accentramento degli interessi nelle sue mani, ma non vedo perchè dovrei sentirmi imbarazzata. Semmai dovrebbe essere imbarazzato lui, Berlusconi, a fare il produttore, il distributore, il primo Ministro, e tutte queste cose insieme...»


Ma certo Sabina, come sempre, quando a sinistra si viene posti di fronte alle proprie innegabili e grossolanamente ipocrite incongruenze, si invoca il "113" dialettico del «Criticare il bla bla bla è semplicistico», che noi sappiamo non voler dire un solenne cazzo, a parte la stesura di una fitta cortina fumogena per coprire l'assai piu' prosaica verita' del "pecunia non olet", la stessa che utilizzi quando con misurato doppiopesismo tipico della sinistra, affermi: «Ma il cinema è un universo a parte...»


Mi sembra giusto: nell'universo reale ti scagli contro il mafioso Silvio Berlusconi, mentre nell'universo degli artisti, che in quanto tali sono dispensati dai patemi morali e dai dilemmi etici della coscienza, accetti i soldi da un uomo che accusi di essere in combutta con la Mafia...

Tutto questo e' infatti normale nella cerchia di San Toro Martire, che come narrano le Vite dei Santi fu crudelmente perseguitato dal "Corruttore dei Costumi" di Arcore, tanto che i suoi discepoli dovettero farlo fuggire , fra mille pericoli, nel duro esilio al Parlamento Europeo, dove alla luce fioca di una candela nel suo tetro e squallido abbaino - l'unico alloggio che il suo misero stipendio da eurodeputato di 134.000 euro l'anno poteva permettergli - pianifico' il suo ritorno in gloria per cacciare il Demonio brianzolo.

Evviva, evviva la Banda degli Onesti! Evviva, evviva la nuova Italia senza Berlusconi, libera da baronie, clientelismo e corruzione!

Liberateci da quelli che sono indiscutibilmente dei mascalzoni - non saro' certo io a negarlo - e consegnateci invece nelle mani della Banda degli Onesti!

Evviva, evviva l'Italia Onesta! Cambiate tutto per non cambiare niente!




Wednesday, 24 March 2010

1812 Reloaded


Allora: nel mio post intitolato Gay Warfare, Falecius e Chaotic Alea hanno dato vita a un thread da libidine.

"Nu babba' " per chi ama la Storia e la Storia militare.

Falecius, il tuo commento e' da incorniciare.

E quello di Chaotic Alea e' un degno contralto dell'avgvstissimo Dott.

Velocissima digressione: chiedo venia a entrambi per aver scritto che San Pietroburgo divenne capitale della Russia nel 19 secolo. Cio' avvenne invece nel 18 secolo, e, anche se continuo a non ricordarmi la data esatta e non ho voglia di guardare su Wikipedia, credo si tratti della prima decade del secolo.

Lapis freudiano...

In sostanza, Falecius e Chaotic Alea sostenevano - con ragioni storicamente fondate e rigorose - che Napoleone Bonaparte, invece di dirigersi su Mosca, avrebbe dovuto puntare al cuore dell'Impero Russo, ossia San Pietroburgo.

Io sono convinto invece che Napoleone fece una scelta forse errata dal punto di vista economico-politico, ma perfettamente sensata dal punto di vista militare.

Quindi, se Falecius e Chaotic sono disposti, propongo loro di improvvisare una "simulazione bellica a mezzo blog" dove loro assumeranno il comando della Grande Armee del Bonaparte, e il sottoscritto quello dell'Esercito Imperiale Russo.

Proviamo a confrontare e discutere i due punti di vista e vediamo, per dirla in soldoni, cosa salta fuori.

Essendo fra persone dotate di un buon numero di sinapsi funzionanti, non c'e' bisogno di sottolineare che si tratta di uno scazzatissimo divertissement al quale spero i miei "avversari" presteranno il fianco per una gradevole e scazzatissima discussione.

Iniziamo con l'esporre il punto di vista strettamente militare - ci occuperemo poi di quello politico - di Falecius e Chaotic Alea, di cui riporto fedelmente gli stralci piu' significativi dal thread di due post fa, sperando di non omettere nulla, e ricordando che Falecius non ha tutti i torti quando dice che parte della strategia di Napoleone fu dettata dalla tattica di "terra bruciata" del generale russo Barclay de Tolly, tattica che tuttavia non incontro' l'entusiasmo del suo pari grado, e molto piu' aggressivo generale Bagration, tanto che alla fine de Tolly venne sostituito da Kutuzov.

Falecius dice:

Se fossi stato Napoleone nel 1812, con la Grande Armata sul Nemunas pronta ad invadere la Russia, mi sarei diretto a nord. [...] Teniamo presente che nei suoi piani la campagna di Russia, esattamente come l'Operazione Barbarossa, doveva essere una cosa molto breve.

E Chaotic Alea incalza:

[...] ma visto che ai tempi la Russia non aveva grossi sbocchi sul Mar Nero e tagliarla fuori dal Baltico, togliendo di mezzo la capitale S.Pietroburgo appunto sarebbe stato un bel colpo.

Bene, alla luce di queste due considerazioni assolutamente logiche, Falecius e Chaotic Alea dovrebbero radunare la Grand Armee nell'angolino settentrionale del Gran Ducato di Varsavia.

A questo punto ai due comandanti si presentano due opzioni, e qui sotto vi metto una mappa della Russia dell'epoca, da consultare.

Link.

A) Una volta varcato il fiume Dvina, seguire la direttrice che punta a nord verso il Baltico e il Golfo di Finlandia penetrando in Estonia fino alla strozzatura formata dal Lago Peipus e la costa baltica, in mezzo alla quale scorre l'ostacolo naturale del fiume Narva.

B) Puntare a sud passando dalla parte meridionale del lago, conosciuta col nome di Lago di Pskov, dall'omonima citta' che sorge sulle sue rive, e di li', effettuata una conversione a nord, puntare su San Pietroburgo.

Il terreno: vaste foreste di larici, betulle e pioppi, conifere varie et assortite, piu' una panoplia di paludi, corsi d'acqua e laghi grandi e piccoli, strade poche e pessime nel 1941, e, temo, quasi inesistenti nel 1812.

Ora, mentre io sono a Mosca e approfitto del mio status di comandante supremo dell'esercito imperiale per darmi alla deboscia piu' totale, mi arriva un messaggio nel quale vengo informato che la vostra armata ha iniziato l'invasione.

A quel punto faccio cinque cose, supponendo che scegliate l'opzione B, dal momento che mi sembra quella piu' fattibile.

A) Prego lo Zar Alessando I di non muoversi da San Pietroburgo, perche' so che voi volete lui e la capitale.

Mettiamo che accetti.

B) Rinforzo nel piu' breve tempo possibile le guarnigioni di San Pietroburgo e Novgorod e preparo delle "ridotte" su tutti i possibili "colli di bottiglia", e sulle poche strade disponibili che portano a San Pietroburgo.

C) Do' ordine - sono le posizioni storiche dei russi- al mio corpo d'armata piu' numeroso posizionato a Vilna, di ripiegare combattendo, ma evitando di impegnarsi in maniera significativa, verso Pskov, e, a quello di stanza a Wolkowysk, poco piu' a sud in Bielorussia, di ritirarsi parallelamente, verso Novgorod.

Vi lascio conquistare Pskov - che per voi e' vitale come base logistica - e con l'armata di Vilna continuo a ripiegare a nord verso San Pietroburgo, perche' voglio che crediate che sono intenzionato a difendere la capitale e a impegnare battaglia in prossimita' di questa.

D) Quando avete oltrepassato Pskov e all'incirca a meta' strada sulla direttrice della capitale, - ovviamente studio e calcolo tabelle di marcia etc etc - su di un asse posizionata a sud di Novgorod, ordino al secondo corpo d'armata di Vilna, che si stava ritirando parallelamente all'altro, di fare dietrofront e dirigersi a sud verso Pskov, mentre voi continuate a inseguire quello principale verso nord.

E) A quel punto, vi sarete infilati in un cul de sac, anzi in un "triangolo di ferro", formato da Pskov, Novgorod e San Pietroburgo, con il vostro fianco orientale bloccato dal Lago Peipus.

Una volta ricatturata Pskov con l'armata di Wolkowysk, ordino all'armata Vilna di fermarsi, e contrattaccare, e a quel punto per voi sara' troppo tardi per effettuare una inversione di marcia e riprendere la vostra base logistica, e anche posto che possiate farla, avrete l'armata Vilna alle spalle e sareste costretti a dividere le vostre forze.

La Grand Armee si ritroverebbe tra l'incudine e il martello, e senza via di fuga.

Senza contare che io potro' contare sui rifornimenti da Novgorod e San Pietroburgo, mentre voi starete perdendo - o avrete gia' perso - Pskov.

Least but not last come regola generale: voi avanzate e allungate le vostre linee logistiche, io mi ritiro e le accorcio.

Vi metto un link a una mappa del National Geographic per farvi comprendere con maggior chiarezza.

Ecchelo.

Nel caso dell'opzione A, vi sareste, credo, messi in un guaio ancora peggiore, perche' sareste finiti con mezzo milione di uomini davanti a un fiume largo e profondo - il Narva - che funge da ostacolo naturale su una striscia di terra stretta fra il Lago Peipus e il Golfo di Finlandia, con le linee di rifornimento ancora piu' fragili.

Non sarebbe stato difficile per me tenervi a bada sul fiume con relativamente pochi uomini - stile Termopili - e prendervi alle spalle con il grosso delle mie forze, partendo da Pskov e tagliandovi ogni via di fuga.

Ora, se invece seguite il percorso storico di Napoleone illustrato in questa mappa, credo di poter osservare alcune cose, almeno a mia modesta opinione.

Bonaparte come potete vedere, avanzo' in una sorta di "corridoio", i cui fianchi erano coperti dal fiume Dvina a Nord, e dal Dniepr a sud.

Piu' a sud si stendono le invalicabili Paludi del Pripet, e ne sanno qualcosa i crucchi in proposito...

Gli eventuali tentativi di aggiramento da parte dei russi, sarebbero quindi stati piuttosto difficili da eseguire.

La Dvina e il Dniepr sono due fiumi larghi e cazzuti, nel 1812 c'erano pochi ponti a disposizione, e far attraversare un fiume a 50.000 uomini comprese salmerie, artiglieria etc etc, per poi rimetterli in ordine di battaglia, richiede parecchio tempo.

Insomma, all'interno di quel "corridoio", alla fine i russi si trovarono costretti ad affrontare Napoleone frontalmente come egli voleva.

Quindi, e IMVHO, la tattica di Napoleone, e la scelta del percorso, avevano un senso ed erano corrette dal punto di vista strettamente militare, assai piu' che puntare a nord verso San Pietroburgo.

Il resto, lo sapete molto meglio di me, ed e' storia...

Per quanto riguarda l'aspetto economico e politico, non posso che concordare con voi sull'importanza di San Pietroburgo, tuttavia mi sorgono due dubbi sull'esito finale della campagna se Bonaparte fosse arrivato sulle rive della Neva.

E' vero che San Pietroburgo e il porto di Kronstadt erano vitali per il commercio russo, molto piu' che il Mar Nero, dove a quel tempo i russi dovevano fare i conti con l'Impero Ottomano, ma credo non si possa ignorare il fatto che:

A) Napoleone non possedeva il dominio dei mari, che era monopolio dell'Inghilterra.

B) Il Golfo di Finlandia e le acque della baia Kronstadt sono bloccate dai ghiacci per almeno tre mesi l'anno.

Alla luce di questi due fattori, posto che lo Zar si fosse dato alla fuga, magari verso Mosca con gran parte della corte, i funzionari indispensabili per far funzionare l'apparato statale, e un esercito quasi intatto, credo che Napoleone sarebbe finito come nella Campagna d'Egitto del 1798-1801 dopo la distruzione della flotta francese ad opera di Nelson nella baia di Abukir: con le spalle al mare e nella completa impossibilita' di evacuare il suo esercito.

E voi sapete meglio di me che dopo la pace di Tilsit (1807), Napoleone aveva ancora piu' nemici di prima, e la situazione nell'Europa continentale era tutt'altro che tranquilla.

Non credo che avrebbe potuto permettersi di tenere mezzo milione di uomini lontano dall'Europa Occidentale troppo a lungo, e non credo che la Russia e Alessandro avrebbero accettato senza combattere fino all'ultimo la "Pax Napoleonica".

In tal senso, credo che la strada per Mosca comportasse lo svantaggio di una distanza maggiore da percorrere rispetto a San Pietroburgo, ma anche l'innegabile vantaggio di essere per gli standard dell'epoca, e della Russia dell'epoca, assai piu' percorribile e praticabile di quel " nulla " che si stendeva da Pskov fino alla Neva, quasi totalmente privo di strade degne di tal nome.

Gli avrebbe offerto una base logistica di notevole entita', e una linea di cominicazione che poteva relativamente permettersi di tenere sotto controllo.

I tedeschi del Gruppo Armate Nord nel 1941, si trovarono di fronte agli stessi problemi di Napoleone, e le panzerdivision, nelle fitte foreste intorno a Leningrado, non servirono quasi a nulla.

Insomma, cari Falecius e Chaotic Alea, spero di non aver detto un mucchio di sciocchezze e se avete voglia...vi ripasso volentieri la palla.

Ovviamente, invito tutti a esprimere una opinione, e, nel caso, a confutare quella del sottoscritto.


Tuesday, 23 March 2010

Aggiornamenti link


Allora, un breve "comunicato" prima del prossimo post dove parlero' del "Größter Feldherr aller Zeiten", abbreviato in GröFaz, per informarvi sugli ultimi aggiornamenti al Blogroll di London Alcatraz.


Blogroll e' un termine inglese che mi piace e di cui abuso spesso (tanto che mi ha denunciato per "violenza verbale"...), a patto che non lo si trasformi in un verbo e nell'anglismo: "io ho blogrollato".

Il primo link e' SS, che non significa Schutzstaffel, bensi' Satira Sciusciesca, del buon, manco a dirlo, Sciuscia.

Non so se sia tanto bolscevico e sovversivo quanto Essere Disgustoso, ma mi fa ridere quanto Essere Disgustoso.

Uno che ha ribattezzato il suo Feedburner, "Ricevi una e-mail ogni volta che sparo una cazzata", mi pare degno della massima attenzione.

Io vi riempirei la casella di posta, per esempio.

Dopodiche', passo al link di Paolo Bizzarri, che e' muy interessante e che sotto il titolo, in quello che in un giornale si chiama "catenaccio", reca questa spiegazione: "Riflessioni di un elettore di sinistra per ottenere un paese migliore".

Indi, passiamo a Outofreality, ovvero "Note bilingui dall'Irlanda" secondo la definizione della proprietaria Martina.

Su alcuni argomenti non siamo esattamente sulla stessa lunghezza d'onda, ma mi garba quel che scrive e come lo scrive.

E ancora, Saudi Amber, una donna saudita alla quale lascio la parola per introdurre il suo blog:

SaudiAmber aims to raise awareness for women of their rights with the objective of creating a Saudi 'mainstream'. We will also include news from neighbouring countries, as well as articles looking at both bigotry against Muslims and Arabs in general, and the spread of religious fundamentalism that threatens women's rights across the world. We welcome all contributions and will post subject to relevance.

La signora non mi sembra una esaltata radical-chic, non vuole trasformare la Kaaba un McDonald, mi sembra giustamente orgogliosa della propria cultura ed etnia, e per quanto mi riguarda gode del mio appoggio ( che ovviamente, e mi dispiace per lei, non conta un cazzo).

Infine un grande: se anche voi come me, non siete snob "leftist" della paraminchia che vorrebbero trasmettere in tv e sulle satellitari esclusivamente L'Orlando Furioso di Luca Ronconi per pedagogizzare le masse brute e talpine, andate a leggere "I gatti senz'altro si arrangerebbero" , che cosi' descrive il suo blog:

In questo blog si analizzano, in chiave umoristica, spot pubblicitari e, occasionalmente, film o telefilm. Lo scopo è quello di realizzare, attraverso il sorriso, quanto il superficiale, il volgare e lo sciatto abbiano preso piede in un campo in cui si presume si esplichi, al contrario, grande creatività; si biasima la mancanza di fantasia e l'uso della componente sessuale (specialmente femminile) ai limiti del ridicolo.


Questo e' tutto per il momento.

Data l'assenza di un argomento specifico, se vi va di sollevarne qualcuno - specie se zozzo e volgare - fate pure; i commenti sono come sempre a vostra gentile disposizione.

PS Dice: «Sta linkando troppi blog di sinistra. Siamo forse vicini al "salto della quaglia"?»

Scordatevelo: la sinistra, ora e sempre, mi fa venire i rash cutanei, ma se qualcuno mi sa indicare qualche bel blog di destra che proponga qualcosa di leggermente meno retorico e pietoso che radunarsi in piazza per "sconfiggere il cancro e piantare 1oo milioni di alberi", saro' ben lieto di aggiungerlo al blogroll.

Altrimenti siamo al miserrimo livello del "Popolo Viola", che, come dice giustamente LateThink, si chiama cosi' perche' mena un gramo della madonna.

Anzi, mi tocco i santissimi gia' che ci sono.

PPS Ho aperto un fake speciale su Faccialibro dedicato a qualunquismo estremo, politicamente scorretto, volgarita' e zozzerie antidemocratiche.

Mi sono anche mandato una richiesta di amicizia dal mio account normale.

E' la prima volta che accetto una richiesta di amicizia da me stesso.

Cercate Yossarian Alcatraz su Faccialibro.

Friday, 19 March 2010

Gay Warfare


Oggi parliamo di omofobia: quella vera, che non e' quella contro cui si scaglia stupidamente il politically correct perche' uno dice all'amico: «Giochi a Pet Society, mi sa che sei ghei...» oppure: «Ascolti quella roba, mi sa che sei finocchio..»


Allora, leggete questo colossale cumulo di cazzate enunciate dall'ex generale statunitense dei Marines e della Nato John Sheehan:

«Il crollo dell'Unione Sovietica ha spinto gli eserciti europei, compreso quello olandese, a credere che non ci fosse più bisogno di persone dalla forte capacità di combattimento. Quindi hanno cominciato ad allargare le maglie del reclutamento, ammettendo anche i gay dichiarati»

Per il generale Sheehan - grazie a dio e' in pensione - la strage di Srebrenica, provocata nel 1995 dal fallimento dei caschi blu olandesi dell'ONU nel proteggere la popolazione musulmana dalle milizie serbe, e ' da imputare ai troppi finocchi che militano nell'esercito dell'Aja.

Curioso: io ho sempre pensato che fosse stata causata dalla totale assenza di ordini e regole d'ingaggio, tipici di ogni inutile, dispendiosa e pletorica forza d'interposizione dispiegata da un inutile, dispendioso e pletorico organismo quale le Nazioni Unite.

Qui trovate il link al Corriere della Sera.

Bene, da quel che dice l'agvsto generale omofobo, pare che esista un legame fra prestazioni sul campo di battaglia, e sana virilita' maschile eterosessuale.

Piu' sei "omo che ha da puzza' ", ergo un vero uomo, meglio combatti, ergo non c'e' posto per gli omosessuali negli eserciti.

Questo perche' ovviamente, gli omosessuali sono privi di virtu' guerriere e quindi incapaci di difendere la patria e bla bla bla.

Non so quanto volte l'avgusto generale abbia dovuto ripetere l'esame di Storia Militare a West Point, ma sara' il caso che uno sfigato storico militare dilettante gli dia una bella rinfrescata sul rapporto fra omosessualita' e mestiere delle armi.

Cominciamo dalla letteratura classica.

Mettiamo cosi', per amor di discussione, che fosse possibile trasportare il generale John Sheehan sulla piana di Troia intorno al 1300 ac.

Consegniamo all'alto ufficiale dei Marines spada e scudo, e indichiamogli la via per l'accampamento dei Mirmidoni.

«Allora generale: gli ordini sono molto semplici. La vede quella tenda? Appartiene al capo dei Mirmidoni, che sfortunatamente e' frocio. Ora, dal momento che non possiamo permettere a un culattone di distruggere la virilita' e lo spirito combattivo degli Achei, vada dentro e lo passi a fil di spada.
Anzi, siccome e' finocchio, e sicuramente rifiutera' la sfida, lo provochi: gli dica, "ma e' vero che te lo fai scofanare nel gnau da quella fighetta molla di Patroclo?"

Semplice vero?

Dimenticavo generale: buona fortuna, perche' credo ne avra' davvero bisogno. E parecchia».

Restiamo sempre in ambito classico, ma questa volta nella Storia.

331 ac, Piana di Gaugamela.

La prima linea persiana fa letteralmente cagare addosso.

Centomila guerrieri cazzutissimi e disciplinatissimi agli ordini dell'imperatore Dario III, attendono l'ordine di attaccare. Sono il prodotto di un impero e una societa' altamente organizzati e civilizzati, e sono pronti a dare battaglia per schiacciare gli invasori.

Dall'altra parte, cinquantamila macedoni guidati da un noto bisessuale, non sembrano avere scampo, se non altro per mera inferiorita' numerica: un rapporto complessivo di due a uno, e di cinque a uno per quanto riguarda la cavalleria.

E' infatti probabile che il comandante delle falangi, essendo fondamentalmente un "busone", si dia alla fuga strillando come una donnetta, e la battaglia sara' perduta, insieme alle vite delle migliaia di opliti che hanno marciato fin li', in quel remoto angolo di Asia Minore.

Purtroppo, il bisex ha altri piani.

Per prima cosa, conscio dell'inferiorita' numerica, ordina alle sue ali di schierarsi invece che su una linea retta e parallela a quella di Dario, con il risultato di essere facilmente aggirate e fatte a pezzi dai persiani, con un inclinazione di 45 gradi per proteggere i fianchi macedoni.

Questo per impedire quel che sarebbe successo parecchi secoli dopo, per la precisione nell'agosto del 216 ac a Canne, a un esercito romano guidato dal console Lucio Emilio Paolo, che, nonostante la netta superiorita' numerica fu annientato da Annibale con quella che passera' alla storia negli annali e nelle accademie militari, come la "manovra del doppio aggiramento sui fianchi".

In secundis, a battaglia iniziata, ordina una manovra, anzi una scommessa, talmente ardita e contraria alla logica, da rasentare la follia.

Una manovra cosi' pericolosa, che, nella storia militare, solo Napoleone Bonaparte ebbe il fegato di replicare, in una sua particolare versione, ad Austerlitz nel 1805, dove anniento' gli austro-russi della Terza Coalizione.

Alessandro Magno, il "busone bisex" , lancia le sue ali in un attacco contro i fianchi persiani, sguarnendo pericolosamente il centro dello schieramente macedone.

Sembra pazzia allo stato puro, ma i persiani abboccano all'amo di Alessandro, e cominciano a spostare uomini e cavalleria sulle ali per contrastare il doppio attacco, apparentemente suicida, dei macedoni.

Cosi' facendo, non si accorgono di fare il gioco dell'avversario, ovvero di indebolire progressivamente la compattezza della loro linea, vanificando in tal modo la superiorita' numerica, e aprendo un pericoloso varco in corrispondenza del loro centro.

E' esattamente quello che vuole Alessandro, che, con un "timing" stupefacente, ordina alla temutissima falange macedone di colpire il centro persiano, ormai privo di protezione, e, a quel punto, a parita' numerica.

Il resto, come si suol dire, e' storia. L'esercito persiano si disintegra, e Dario sfugge alla cattura per il rotto della cuffia.

Non male direi, per un uomo che, alla luce delle sue inclinazioni sessuali, secondo il generale Sheehan «non ha forti capacita' di combattimento».


Inverno 57 ac, fiume Sabis (l'odierno Sambre, Francia).

Sotto la pressione di una valanga di ferocissimi, ululanti, e giganteschi guerrieri belgi, la XII legione si sta letteralmente liquefacendo: i centurioni sono tutti morti, le coorti si stanno sbandando, il "signifer" ( il portainsegne della legione) e' stato fatto a pezzi, e le aquile romane stanno per cadere in mano ai barbari.

A quel punto, il comandante dell'esercito romano, un debosciato bisex che fino all'eta' di trent'anni non aveva combinato un cazzo nella vita, tranne molestare - con un certo successo - giovinetti e giovinette, farselo inchiavardare nel gnau dal re di Bitinia Nicomede Filopatore IV, e attirarsi gli strali del poeta Catullo, che gli aveva dato apertamente del frocio, dicevamo, il comandante romano, invece di darsela a gambe strillando istericamente perche' e' ghei, sguaina il gladium, raccoglie il grande "scutum" (scudo) rettangolare di un caduto, e incitando i legionari terrorizzati, si lancia nella pugna contro quei giganti dipinti di blu.

Galvanizzati dall'esempio del culattone che secondo il generale dei Marines, non puo' avere «forti capacita' di combattimento» , le coorti romane recuperano la coesione, contrattaccano, e aprono un culo come il Circo Massimo ai temuti guerrieri belgi, che, come direbbe la mia avgvsta partner Rachel Barnacle in dialetto anconetano, se la danno a gambe "scainando", dal particolare guaito che emettono i cani quando se la filano dopo aver preso un sacco di botte: «Caiiiiii, caiiiii, caiiiii...»

Quel condottiero debosciato era ghei anche di nome, anzi "gaio".

Gaio Giulio Cesare.

Fra l'altro, il generale Sheehan, che come molti americani sembra completamente all'oscuro di quel che e' accaduto nel mondo prima del 1776, non ricorda evidentemente molto bene, che le virtu' guerriere allignano perfino in chi, per parafrasare Corrado Guzzanti alias Funari, «E' piatto come le bambole».

Nel 552, l'eunuco Narsete, valente e geniale comandante dell'esercito bizantino, inflisse una pesantissima sconfitta al re degli Ostrogoti Totila, nella battaglia di Sassoferrato, ponendo fine alle mire gotiche di dominazione della penisola italica.

E gli ostrogoti, gentlemen, tiravano certi sberloni...

Dato che Sassoferrato e' nelle Marche, anche in quel caso, come direbbe Rachel, l'armata ostrogota se la filo' "scainando" (Totila perse la vita a causa, pare, di una freccia bizantina).

La mia avgvsta partner mi informa inoltre, che a Sassoferrato fanno il "Ciauscolo", un prodigioso salume che vi consiglio vivamente.

Per non dilungarmi troppo, citero' rapidamente quella "manica di pederasti" che in quanto tali secondo Sheehan non possedevano «forti capacita' di combattimento», e che costituivano il nerbo del rullo compressore ottomano: i Giannizzeri, reclutati fra i prigionieri cristiani, con l'ausilio dei quali la Sublime Porta arrivo' due volte alle porte di Vienna.

Gente che fece un culo a campana all'elite dei cavalieri serbi nella battaglia del Campo dei Merli nel 1389.

Ora, io non so se avete presente un cavaliere serbo dell'epoca: in generale si puo' dire che se gli foste capitati tra le mani, vi avrebbe annodato braccia e gambe in una "gassa d'amante tripla", che poi ci voleva Long John Silver e tutti i lupi di mare dei Caraibi, per scioglierla.

Nippon Banzai!

Cosa c'e' di piu' "masculo", virile e stoico, di un magnifico guerriero samurai e della sua meravigliosa spada - un capolavoro inarrivabile nella storia delle armi bianche - la Katana?

Immagino che il generale Sheehan sappia bene dove si trova il Giappone - i Marines si sono scottati parecchio con la fanteria e l'aviazione di marina del Sol Levante - tuttavia, credo sarebbe sorpreso di apprendere che anche fra i samurai, l'omosessualita' era una pratica piuttosto diffusa.

Passava sotto il nome di "Wakashudo", ovvero "la via del giovane amico" - se ho sbagliato e qualcuno conosce il giapponese mi corregga please, che faccio umilmente ammenda - e non era comunque di ordine prevalentemente sessuale.

A giudicare dalle prestazioni dell'esercito imperiale a Mudken, Tsushima, Guadalcanal, Eniwetok, Guam, Pelelieu, Iwo Jima, e Okinawa, non mi pare che la tradizione medievale del "Wakashudo" abbia trasformato i sudditi del Mikado in mezzeseghe prive di spina dorsale e di «forti capacita' di combattimento».

Non so perche' ma ho come l'impressione che se il nostro generale dei Marines avesse iniziato la sua carriera nel 1941, oltre ad essere ovviamente omofobo, sarebbe anche stato fra quegli americani che credevano i piloti giapponesi incapaci di manovrare un aereo da caccia, a causa della restrizione del campo visivo causata dagli occhi a mandorla.

Ovviamente, quando gli Zero dell'aviazione imperiale e di marina, cominciarono ad abbattere i baldi giovinotti americani come piccioni, dovettero ricredersi rapidamente...

Curiosita': nel 1943 le presero sode anche i piloti britannici, e meno male che la Lutwaffe non penso' mai di farsi prestare qualche caccia dalla Mitsubishi durante la Battaglia d'Inghilterra.

Il Mitsubishi A6M Reisen, altrimenti detto Zero, si rivelo' un formidabile avversario per lo Spitfire MkV e MkVIII: non era altrettanto veloce, ma era molto piu' manovrabile.

E cosi', "en passant", visto che fra la gioventu' di destra - io non sono di destra, ma garba parecchio pure a me - e' sempre stato molto popolare, vorrei ricordare che Yukio Mishima era leggerissimamente culattone...

Infine, spostiamoci in tempi piu' recenti :

«La Prussia non era uno Stato con un esercito, bensi' un esercito con uno Stato»

Friedrich Leopold Freiherr von Schrötter (1743-1815), uomo di stato e ministro prussiano.

Mi sono sempre chiesto come sarebbero potute andare le cose, se il 14 ottobre del 1806 a Jena, sull'altopiano del fiume Saal nell'odierna Germania, le forze prussiane che fronteggiavano Napoleone fossero state guidate, invece che dall'imperatore Federico Guglielmo III, dal suo prozio, conosciuto familiarmente come "Il Vecchio Fritz": l'uomo che trasformo' uno staterello di latifondisti buzzurri, in una delle grandi potenze europee, e lo doto' della piu' formidabile macchina da guerra di tutti i tempi, che "infiniti lutti addusse all'Europa".

Federico II di Hohenzollern, detto "Il Grande" vs Napoleone Bonaparte.

I granatieri crucchi della Leib-Garde - che Federico sceglieva personalmente fra gli armadi a due ante ambulanti della Prussia - contro i colossi baffuti e muniti di regolare copricapo di pelo della Vieille Garde del nanetto corso.

Ragazzi, che match. Roba da cardiopalma. Insieme ad Annibale, i due geni indiscussi della tattica. Senza contare che Bonaparte fu un grande ammiratore di Federico.

Birra e patatine, e io scommetto sul "Vecchio Fritz".

Ora: ho una brutta sorpresa per il generale dei Marines omofobo.

L'uomo che con un coraggio al limite dell'incoscienza si lanciava all'attacco in testa ai suoi uomini incitandoli con «Avanti bastardi, volete vivere per sempre?», il genio della manovra che combatte' contro le migliori menti militari dell'epoca, fu circondato per tutta la vita da chiacchere e voci, che oggi paiono fondate, sulla sua omosessualita'.

Lui non nego', ne' ammise mai: nemmeno quando Voltaire, dopo una furiosa litigata pubblico' un velenoso pamphlet intitolato "La vita privata del Re di Prussia", in cui si alludeva pesantemente alla sua passione decisamente oltre il semplice cameratismo, per i granatieri della Guardia...

Quando non era impegnato ad annettersi la Slesia, o qualche altra fettina d'Europa, Federico, sovrano assoluto, ma illuminato, e raffinatissimo cultore di arti, scienza e musica (suonava molto bene il flauto traverso, roba da gay obviously) passava il suo tempo nello splendido palazzo rococo' di Sanssouci a Potsdam, dove discettava di filosofia e letteratura fra dipinti che celebravano l'amicizia omoerotica fra i giovinetti greci dell'antichita' classica.

Mori' senza lasciare figli, e dopo un affaire molto ambiguo con il tenente dei Corazzieri Hans Hermann von Katte - la cui morte per ordine del papa' di Federico, precipito' in un folle dolore il futuro imperatore - fu costretto a sposare Elisabetta Cristina di Brunswick-Bevern, una nota cagacazzi, dalla quale divorzio' subito dopo la morte del genitore, rimanendo scapolo per tutta la vita.

Generale John Sheehan, stavo pensando: ma perche' non va un po' a dar via il culo? Magari le fa bene alle virtu' militari...

Saturday, 13 March 2010

La musica di Silvio Zahn


Liberamente ispirato da "Herbert West: Reanimator" di H P Lovecraft.



Dal diario del Dott Ygor Katetere:


Giorno 1 del Grande Esperimento Sociologico.

Oggi sono finalmente arrivati i dieci soggetti per l'esperimento.
Li ho accolti nel grande salone dell'Istituto e ho fatto la loro conoscenza.
Si tratta di uomini e donne appartenenti alla sinistra italiana, e di conseguenza, professionisti e intellettuali di grande cultura e levatura etica e morale.
La crema del progressismo italiano: tutti uomini e donne integerrimi, profondamente civili e tolleranti, che serviranno a dimostrare quanto una superba istruzione possa influire sulle relazioni individuali di piccoli gruppi in isolamento. Le varie fasi dell'esperimento verranno monitorate tramite telecamere nascoste che controllero' ogni sera, in una apposita sala regia.

Giorno 2 del Grande Esperimento Sociologico.

Procede tutto a gonfie vele. Ho visionato le registrazioni. I dieci soggetti si sono divisi in tre gruppi: il primo discute della "crisi dell'uomo moderno" nelle opere di Italo Svevo, il secondo sta analizzando la "Battaglia di San Romano" di Paolo Uccello, e il terzo ascolta Debussy.
Bene, bene, sono entusiasta.

Giorno 3 del Grande Esperimento Sociologico.

Oggi e' successa una cosa incredibile! O gaudio, o tripudio; anni di faticosi studi non sono stati spesi invano! La cultura fa realmente la differenza quando si tratta di tolleranza e civilta', soprattutto quando si rivolge agli elementi meno fortunati della societa', nel caso specifico, a individui della peggior specie che allignano nelle piu' squallide cloache del genere umano.

Ma andiamo con ordine: questa mattina il custode dell'Istituto, Fausto Poppe, e' entrato negli alloggi adibiti all'esperimento per riassettare le stanze e rifare i letti.
Fausto Poppe e' purtroppo un elemento traviato della societa' italiana. Anni di indefessa visione di trasmissioni volgari, abruttenti, e piene di donnine appariscenti e seminude sui canali privati, lo hanno riportato a uno stadio primordiale di reazioni cognitive.
Non credo di esagerare se affermo che, a livello emozionale, la televisione lo ha trasformato in un "cacciatore-raccoglitore" del Neolitico. Un bruto senza speranza di redenzione.

Ad ogni modo, quando circa tre ore dopo essere entrato nella zona dell'esperimento, Fausto Poppe non dava notizie di se', ho cominciato a preoccuparmi e sono andato in sala regia a controllare le telecamere.

E sono rimasto basito. Qualcosa di assolutamente incredibile era accaduto.

Fausto Poppe sedeva su una sedia attorniato dai dieci intellettuali di sinistra, assorto, anzi direi totalmente assorbito dalle immagini in bianco e nero che scorrevano sul maxischermo LCD del salotto.

Stava guardando "La battaglia di Algeri" di Gillo Pontecorvo.

Mentre incredulo cercavo con mano tremante di posare sulla consolle la mia tazzina di caffe', Fausto Poppe si e' girato lentamente verso il dolce sorriso pedagogico di una ordinaria di filologia e critica dantesca dell'Universita' di Padova sussurrando: «C'e' ancora tempo per vedere "Il Decalogo" di Kieslowski, vero?» La docente ha annuito benevolmente con il capo, e con un cenno conciliante, quasi materno, della mano, gli ha indicato lo schermo, esortandolo silenziosamente a non perdere le sequenze finali del film.

Il miracolo si era compiuto! Mai, nei miei quaranta anni di carriera accademica e scientifica avevo assistito a una conferma piu' netta delle mie teorie, che andavo cosi' disperatamente cercando da quando avevo faticosamente iniziato i miei esperimenti.

La cultura aveva domato la belva, squarciando le tenebre che avvolgevano quel povero demente, per trasformarlo in un ruggente Prometeo, che, libero delle sue catene catodiche, gridava al mondo: «Sono un Uomo, e non faccio audience!»

Giorno 4 del Grande Esperimento Sociologico.

Non ho neanche il tempo di prendere appunti. Oggi, Fausto Poppe e' uscito dagli alloggi dei dieci soggetti fischiettando un brano dal trio in mi bemolle maggiore Opera 100 di Schubert.
Fino a due giorni fa, l'avevo udito solo canticchiare stonato, l'inno dell'Atalanta di Roby Facchinetti.

Giorno 5 del Grande Esperimento Sociologico.

Dio mi perdoni e abbia pieta' della mia anima. Scrivo queste righe confuse con quel barlume di sanita' mentale che mi e' rimasta, e che presto verra' inghiottita dalle tenebre della follia.

Orribile! Orribile! Non posso descrivere l'orrore ancestrale a cui ho assistito oggi. Poco e' bastato a ridestare dal loro sonno putrido e maledetto, le legioni e i culti blasfemi dei Grandi Antichi.
Sia dannata per sempre la mia anima nera e peccatrice, per aver impunemente utilizzato la Chiave della Porta dei Sogni.

Eidolon il Cieco, e il Seme di Azatoth si aggirano di nuovo su questa terra per seminare morte e distruzione!

Questo pomeriggio, Fausto Poppe si era attardato piu' del solito negli alloggi dei soggetti, e, verso sera, mi sono avvicinato alla porta che conduce nei loro appartamenti per cercare di carpire qualche rumore rassicurante dall'interno. Ero davvero stanco, non avevo voglia di passare in sala regia, e, presumendo che si fosse trattata di una normale giornata pedagogica per il ravveduto custode, ho poggiato l'orecchio contro lo spesso legno dell'uscio.

Signore misericordioso, donami il dolce oblio della follia per cancellare la mia memoria mortalmente ferita dalle geometrie impossibili della musica malvagia di Eihort la Bestia Pallida.

Quello che ho udito non si era udito su questa terra da diecimila anni. Un orrendo e indescrivibile basso continuo di oscene mandibole che stritolano e masticano.

Terrorizzato, mi sono precipitato nella sala regia e ho acceso le telecamere del grande soggiorno.

I miei occhi si sono fissati su una scena mostruosa: ogni cosa nella stanza era cosparsa di sangue. Sangue e visceri lordavano le pareti, e, spostando lo sguardo atterrito al centro della stanza, ho scorto dieci forme contorte e mugolanti, chine su quello che sembrava un animale macellato.

Era Fausto Poppe, e i dieci soggetti lo stavano divorando vivo!

Mesmerizzato da quell'orrore dal quale non riuscivo a distogliere lo sguardo, ho chiamato a raccolta le mie facolta' mentali per cercare di comprendere l'incomprensibile causa di quello scempio.

Finche' quella "cosa" che era stata Tarcisio Bastioni del Prado, docente di Sociologia dei Processi Culturali all'universita' di Pavia, ha sollevato il volto verso la telecamera e con un ghigno agghiacciante e intriso di sangue, ha indicato qualcosa sul pavimento, che giaceva accanto alla mano semi-masticata di Fausto Poppe.

Era uno di quegli orribili giornalacci popolari che il custode soleva leggere nei momenti di pausa, e per la precisione, l'edizione di quel giorno di "Libero" di Maurizio Belpietro, che recava in prima pagina una enorme foto sorridente del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Doveva averla portata con se' per errore.

A quel punto, dal fiero pasto, si e' levato il volto contorto in una smorfia orrenda, di quella che in un'altra vita era stata Dolores Burgundi-Capretti, titolare della cattedra di Storia della Filosofia Medievale di Bologna.

In quegli occhi rossi e malvagi come il Necronomicon dell'arabo pazzo Abdul Alhazred, ho colto un guizzo maligno, e subito dopo, reclinando il capo all'indietro, la Burgundi-Capretti ha emesso da quella gola infernale, un gorgoglio contronatura, scandendo le parole blasfeme che mi hanno definitivamente sprofondato nell'abisso della follia:

«Abberlusconiiii... graaaarghhh... goolpiistaaa... rourggggg... demograzzia in pericolooo... raaarrhhh... ...salvaci Di Pietrooooo.... fascisssmooooo.... nyarrrrrrrhhhhh»

Qui si interrompe il diario del Dott Ygor Katetere. Io, il suo fedele assistente, Dott Tullio Sbavante, l'ho ritrovato stamatina dopo aver forzato l'ingresso dell'Istituto, e ora sono qui, davanti a una porta chiusa in fondo a un corridoio buio, dalla quale provengono suoni inumani.

Ho paura...e...un momento...la porta si sta aprendo...sono loro! Odo una litania infernale ripetere: «Velineeee... Abberlusconiiii ...coolpoo di statoooo ...rarrrrrrhhhh ....roarrrrrhhh».

Mi sono addosso... aiuto ...e' Shub-Niggurath ...ahhhhh... Grillo ...nooo ...noooo....

Thursday, 11 March 2010

Un bel tacer non fu mai scritto


Appunto.

Quando uno non ha un cazzo da dire - o ha da fare - dovrebbe stare zitto.

Io lo so, e mi attengo scrupolosamente alla regola (ancora per poco temo).

Qualcuno lo spieghi a Di Pietro.


Battutisti del mondo intero e denigratori del sottoscritto, ve l'ho servita su un piatto d'argento ( no, non Di Pietro), non deludetemi...

Wednesday, 3 March 2010

Zingarate


Allora, invece di scrivere quel che di serio avrei dovuto scrivere, mi sono dedicato a una "zingarata" internettiana in compagnia di Leonardo Arpioni, Nadjia Jacur & Co, dove per l'occasione ho assunto l'identita' di Dragomir Engels.

Di cosa si tratti, ve lo spiega l'Arpioni nel suo ultimo post.

Have fun.

Monday, 1 March 2010

Jobs


Fa furore la nuova applicazione per l'iPhone.

Link al Corriere

Si chiama iSlave, e consente ai "caporali" di tutto il pianeta, una consultazione in tempo reale del mercato del lavoro nero e minorile in ogni angolo del globo.