Ora: e' chiaro che qui l'unico gombloddo e' quello per non farmi scrivere il seguito del post sulla Repubblica di Weimar e l'ascesa del nazismo: prima il santo martire antimperialista della causa dei boveri bambini balesdinesi obbressi dal sionismo Vittorio Arrigoni, e poi l'idolo dei pregyatyssymi intellettuali filoislamici nostrani: un macellaio fanatico, religioso e barbuto con in testa un asciugamano, che a sentir loro era un rappresentante dei "boboli obbressi" e della "purezza dell'Islam", quell'Islam tramite il quale non tanto i musulmani, ma questi ridicoli e mefitici cialtroni accademici nostrani, ci caramellano i maroni da quando il marxismo-leninismo e' finito nell'immondezzaio della storia e la sinistra si e' trasformata in una sorta di mistico culto New Age dedito a megapipponi etno-identitari e al feticismo delle tradizioni.
Non mi dilunghero', ne' mi avventurero' in analisi geo-strategiche sulla morte di Osama bin Laden: mi limito a segnalarvi alcuni post che hanno detto cose interessanti o molto divertenti come In Minoranza, Kulturame, Idiota Ignorante, Late Think e Uriel, e soprattutto mi permetto alcune riflessioni in ordine sparso sulla morte di un pirla che l'11 settembre del 2001 ha scoperchiato il Vaso di Pandora dei pirla: pirla di ogni sesso, colore, credo politico e fede religiosa: da quelli dello "Scontro di civilta' " della Fox che non hanno ben chiara la posizione geografica di queste supposte civilta' destinate a scontrarsi, visto che in una diretta dal Medio Oriente, sull'Iraq compariva la scritta a caratteri cubitali " EGYPT", ai gia' noti intellettuali filoislamici nostrani che per sopperire alla cronica carenza di pompini negli anni dell'universita', sognano saladini che purificano l'Occidente e giustificano le mutilazioni genitali imposte da interpretazioni barbare della Sharia, spiegando che noi non conosciamo i poeti arabi del XII secolo e siamo borghesucci che hanno paura del babau islamico e degli immigrati.
Perche'il pirla e' infatti l'unico vero democratico del pianeta che possiede una equa rappresentanza proporzionale in ogni societa' o agglomerato umano.
Innanzitutto, da vero criptofascista guerrafondaio, qualunquista e filoimperialista quale sono, mi complimento con i SEAL della marina americana per aver tolto di mezzo un idiota sanguinario fermo al medioevo wahabita tramite dell'ottimo e modernissimo piombo full metal jacket da 5.56 millimetri.
Il piombo da 5.56 millimetri del resto, coniuga perfettamente tradizione e modernita'.
In secundis, mi faccio dei segoni a tre mani (sono un fascista mutante) al pensiero delle lancinanti fitte epatiche che la morte di Osama per mano degli imperialisti americani, ha causato fra i vari campi antimperialisti filoislamici e tutto il nefasto circo di spazzatura ideologica sui boboli obbressi che questi microcefali ci propinano quotidianamente dalle pagine web o cartacee di discariche intellettuali quali il Manifesto o Peacereporter.
Mi fa anche piacere che gli americani siano scesi in piazza a festeggiare provocando l'indignazione dei suddetti pregyatyssymi che ora invocano il "rispetto della morte" o la menano con "la vendetta": gli stessi che l'11 settembre celebravano insieme alle piazze arabe alla faccia del rispetto di 3000 morti e che per piu' di 10 anni ci hanno rotto i coglioni con la storia del "gli americani se la sono cercata".
Mi fa piacere perche' hanno ragione: ieri festeggiava la "loro cultura", oggi festeggia la "mia cultura" e anche Osama come gli americani se l'e' cercata.
La mia cultura ha infatti tutti i diritti di festeggiare quanto la loro: la loro cultura lancia un branco di dementi contro civili innocenti, la mia cultura utilizza i SEAL per farti un buco in testa, o se e' il caso, ti somministra una abbondante cura di vitamina B.
B-52.
Ah, quanto amo il relativismo della sinistra New Age.
Quanto allo tsunami di liquame complottista e dietrologico a sinistra sulla morte del pirla, ancora una volta non mi stupisco, ne' mi scandalizzo: anzi, comprendo perfettamente che si tratta di un fenomeno culturale della sinistra e come tale lo rispetto.
C'e' poco da dire in merito e mi sembra di avervelo gia' spiegato in un post: il complotto, il Grande Vecchio o le forze oscure che manovrano nell'ombra sono parte integrante della cultura di sinistra perche' sono un retaggio di quel "nemico interno" marxista-leninista da cui erano ossessionati i regimi marxisti-leninisti e al quale imputavano tutti i fallimenti dei loro abominevoli regimi: dai piani quinquennali, agli omicidi di regime per giustificare purghe sanguinarie ( vedi Stalin con Kirov), alle debacle militari.
Naturalmente, il giovane della sinistra New Age ridera' di questa tesi sostenendo che sono rimasto ancorato a vecchie categorie, che lui non e' comunista e che non ha mai letto Marx, che anzi gli fa schifo perche' al filosofo di Treviri preferisce la saggezza dei mistici sufi o della Sharia.
Ora, posto che chi mi accusa di restare ancorato a vecchie categorie e' spesso gente che a vent'anni e' iscritta all'Anpi, canta Bella Ciao o pubblica racconti di pppartiggiani su siti che esaltano la lotta delle mondine, il resto e' vero: non hanno mai letto Marx e fanno male, perche' Carletto e' uno dei pensatori piu' lucidi e intelligenti degli ultimi due secoli e gli farebbe capire il mondo assai meglio di opere debordanti modernita' quali la Sharia...
Il giovin progressista potra' non essere comunista o non avere la piu' pallida idea di cosa sia il marxismo-leninismo, ma quel modo di pensare e' ormai organico alla sinistra, cosi' come il giovin libertario del Tea Party americano che non ha mai letto le scemenze di Ayn Rand (della serie "t'inculo a raffica con la scusa della liberta' individuale") pensa comunque che ogni agglomerato di piu' di 10 persone che decidono insieme, sia un Soviet che vuole distruggere la liberta' individuale, la proprieta' privata e l'economia di mercato, e che il Big Government federale gli avvelena l'acqua.
Ma lasciamo questi fenomeni culturali per i quali provo comprensione e rispetto da bravo relativista e parliamo del fatto che tiene banco sui media planetari.
A) Il buono.
Come diceva una battuta su un sito americano l'altro giorno: "Clinton ci ha provato e ha fallito, George W Bush ci ha provato e ha fallito, Obama ci ha provato ed e' riuscito: se vuoi far fuori qualcuno, hai bisogno di un killer nero."
Ora, battute a parte, affermare che Obama ha pianificato e rimandato l'esecuzione di bin Laden a scopi elettorali e' noioso complottismo che lascio volentieri al Manifesto, tuttavia e' innegabile che il presidente americano che fino a ieri sarebbe passato alla storia esclusivamente perche' negro, visti i risultati a dir poco esili del suo mandato, oggi si e' guadagnato un posto nei libri di testo di tutto il pianeta e a meno che, come dice il mio amico Eugenio Mastroviti, "non si metta a inculare orfanelle, si e' assicurato la rielezione".
Comunque sia, almeno stavolta non facciamo troppo gli schizzinosi e diamo merito a Obama di aver fatto un buon lavoro nel liberare il mondo da uno stronzo e di raccoglierne meritatamente i frutti.
L'altra considerazione che mi viene spontanea e' che alla luce dei risultati ottenuti con 75 uomini, un ottimo lavoro di intelligence e posto che credo l'invasione dell'Afghanistan pienamente giustificata, continuo a non capire, come non capivo allora, perche' utilizzarne 150.000 per invadere l'Iraq, dove di Al-Qaeda e bin Laden non c'era traccia.
Oggi come allora non me ne frega niente delle pippe etiche: io non attribuisco valenze etiche alla guerra che per me o e' evitabile o inevitabile, e in ambedue i casi e' solo sangue, budella e merda, ergo sempre abominevole, ma nel caso dell'Iraq continua a sfuggirmi l'utilita' e l'inevitabilita' di quel conflitto, specie alla luce dei recenti sconvolgimenti politici che stanno cambiando il volto del Medio Oriente (cosi' pare: non dimentichiamo che per il Medio Oriente non di rado vale il detto gattopardesco "cambiare tutto affinche' non cambi nulla"), in cui l'Iraq "democratico" ha avuto un'influenza pari esattamente a zero.
Si poteva fare in modo diverso e piu' efficace la cazzo di "'War on Terror", senza produrre "scontri di civilta' " coi musulmani - a una parte dei quali abbiamo dato un'occasione d'oro per frignare in continuazione e inventarsi l'islamofobia - leggi liberticide in occidente, centinaia di migliaia di vittime civili irachene e migliaia di giovani caduti americani ed europei, visto che alla fine - e non solo con bin Laden ma anche con al-Zarqawi- quello che ha funzionato sono stati i servizi segreti, le truppe speciali, i quattrini, le "extraordinary rendition", l'intelligence, Guantanamo e il waterboarding?
La risposta e' un truismo.
B) Il brutto.
Cosa succedera' ora in Sarcazzistan ( Pakistan) e Capraristan ( Afghanistan)?
E io che cazzo ne so? Se fossi in grado di rispondere a queste angosciose domande, non dovrei lasciarvi perche' fra qualche ora inizio un cazzo di turno di notte e soprattutto non scriverei su questo pidocchiosissimo blog, ma lavorerei per la Cia al fine esclusivo di procurare con mia immensa gioia, ulteriori e lancinanti fitte epatiche agli amici di Vittorio Arrigoni.
Sta di fatto che i capoccia del Sarcazzistan si dichiarano sorpresi e ignari del fatto che Osama bin Laden avesse nidificato in una amena e lussuosa palazzina residenziale di quelle che utilizzano i funzionari delle inutili e dannose ONG che vanno in giro per il mondo a salvare gli oppressi, perdipiu' a un chilometro da una delle principali accademie militari del paese.
Questo in un paese il cui potentissimo ed assai efficace servizio segreto, l'ISI (Inter-Services Intelligence) e' in grado di monitorare e dirvi con esattezza quante volte il pakistano medio si scaccola al semaforo e di cui i talebani sono una creatura (e non della Cia come comunemente si crede, che nella regione ha fatto altre porcate). Se non ci credete, continuate ad ascoltare Gino Strada, leggere Peacereporter e il Manifesto e io a informarmi su pubblicazioni imperialiste.
Ora: il Sarcazzistan e' uno dei frutti della lungimiranza britannica post-coloniale: un altro di quei posti da dove, dopo averli sfruttati, gli inglesi in bancarotta se ne sono andati tracciando una linea (Radcliffe line) fra etnie e dicendo a i nativi "Ecco: da ora in poi tutti gli indu' vivono a destra della linea sulla mappa e tutti i musulmani a sinistra. Adesso sono cazzi vostri, bye bye, have fun".
Il Sarcazzistan, di cui vi risparmio la tumultuosa storia post-coloniale, e' una creatura fittizia che esiste solo grazie ai quattrini americani e per via della sua eterna rivalita' con l'India e' anche la chiave di volta della situazione afgana sia oggi, sia negli anni 80 durante l'invasione sovietica, quando le stesse teste di asciugamano di oggi che anche all'epoca urlavano Allah Akbar e s'inchiappettavano le capre e le bambine, erano buone ed eroiche perche' invece del povero GI di Akron, Ohio, ammazzavano un povero coscritto di Omsk, pero' comunista.
Oggi come allora il Sarcazzistan appoggiava quelli che oggi sono i talebani e ieri i mujahideen, e oggi come allora il suo atteggiamento ambiguo nel migliore dei casi, e' fondamentale per offrire un santuario ai guerriglieri islamici: inattaccabile ieri a meno che i sovietici non volessero scatenare la Terza Guerra Mondiale invadendo un alleato degli USA, e impervio oggi alle armi USA proprio in virtu' di quell'alleanza.
Che fai, ti metti a cagare nel giardino del tuo alleato? No.
E' quindi chiaro che questo raid e plateale sputtanamento - sempre che di tale si tratti - potrebbe cambiare i rapporti fra i due alleati ed essere un preludio a un nuovo atteggiamento del Pakistan verso i talebani, in seguito alle pressioni di Washington e alle minacce di tagliare il flusso di quattrini.
Anche se ci credo poco. Washington non ha molti amici nella regione e mentre puo' permettersi di mollare al suo destino Karzai e l'Afghanistan (cosa non improbabile dopo il raid dell'altro ieri) non puo' perdere un amico forte e soprattutto una potenza nucleare non lontana dalla Cina.
Il Sarcazzistan e' stronzo, ma bisogna tenerselo cosi'. Come certi parenti.
Infine, anche se fanno il diavolo a quattro minacciando tremende vendette islamiche a beneficio di quella parte fanatica del pueblo unido jamas sera' vencido musulmano del pianeta, i talebani secondo me della morte di Osama se ne strafottono e anzi tirano un sospiro di sollievo.
In fondo il pirla e' stata la causa della loro cacciata dal potere, visto che li aveva messi in una posizione indifendibile che ha causato l'invasione USA, e in piu' il loro matrimonio con l'estremismo di matrice wahabita di Osama e' sempre stato un matrimonio di interesse e turbolento, contrassegnato non di rado dalle tombe dei volontari ceceni o arabi di Al-Qaeda quando questi rompevano troppo i coglioni a qualche capotribu' locale.
I talebani non hanno nessuna voglia di giocare all'eroico Saladino islamico per la gloria globale del Califfato: ai talebani che si ritengono un vero e proprio governo in esilio, interessa rientrare al potere in Afghanistan e la morte del cretino potrebbe tornare utile, visto che la Nato e' impantanata in una guerra che difficilmente riuscira' a vincere alla luce dell'attuale condizione strategico-politica e che si parla sempre piu' spesso di trattative e di exit strategy occidentale dal Capraristan.
Certo, poi dovranno tenersi Gino Strada, ma nella vita ci sono cose peggiori.
B) Il cattivo.
Osama bin Laden mi ricorda parecchio la "parabola" di gangster veri o fittizi come Tony Montana (Scarface): cani sciolti che all'apice della gloria e del potere ricevono quattrini e consensi da tutti, pubblico compreso, ma che quando per qualsiasi motivo cominciano a scendere la china diventano pesi ingombranti e troppo violenti di cui liberarsi, magari denunciandoli alla polizia ( per carita', non sto implicando che i pakistani l'abbiano fatto, e' un cazzo di esempio) per riportare lo status quo ante nel quartiere.
Al-Qaeda fu distrutta militarmente dall'invasione dell'Afghanistan nel 2001 e da allora non ha piu' recuperato l'operativita' e il prestigio dei "giorni felici" - in cui era corteggiata e finanziata da molti regimi abominevoli - dell'attacco alle ambasciate USA del Kenya e della Tanzania, del cacciatorpediniere USS Cole e naturalmente dell'11 settembre. Il modello intelligente di "franchising" dell'attivita' terroristica le ha consentito colpi di coda letali ed efficaci come Bali, ma a parte il carisma del capo barbuto e le tirate islamiche contro l'occidente imperialista dei suoi noiosissimi filmati ( che poteva benissimo delegare a Gino Strada invece di prodursi in acrobazie cappa e spada per farli arrivare ad Al-Jazeera), negli ultimi tempi l'organizzazione terroristica piu' temuta del pianeta si era ridotta a rapire turisti occidentali in Nordafrica per finanziarsi.
Ora rimane quindi da chiedersi cosa escogitera' il numero due di Al-Qaeda, il dottore egiziano Ayman al-Zawahiri, uomo, anzi pirla, probabilmente piu' intelligente e nonostante il fanatismo, pare, piu' pragmatico del suo ex capo.
Che fara' al-Zawahiri? Tentera' un ritorno alla grande - e possibilmente col botto - stile Britney Spears, o si accontentera' di diventare una rottura di coglioni endemica come tanti altri tanti movimenti terroristici - e le ragadi anali - tipo IRA?
Se fossi in grado di rispondere a queste angosciose domande, non dovrei lasciarvi perche' fra qualche ora inizio un cazzo di turno di notte e soprattutto non scriverei su questo pidocchiosissimo blog, ma lavorerei per la Cia al fine esclusivo di procurare con mia immensa gioia, ulteriori e lancinanti fitte epatiche agli amici di Vittorio Arrigoni.